Storia moderna
Martedì 12 novembre
Importanza della chiesa cattolica occidentale e la chiesa orientale
La chiesa arroga su se stessa quelli che sono i valori più profondi anche della società civile. Il proprio potere si fonda direttamente da Dio, così come i sovrani sono diretta esperienza e profusione di Dio. Un sovrano è tale per grazia di Dio perché il destino ha voluto che Dio imponesse su di lui l'occhio benevolo che lo rende diverso dagli altri. Dunque il potere religioso comprende profondamente anche quello politico e di conseguenza si ha anche che la vita politica europea ancora alla fine del 400 è controllata dalla Chiesa. Tutto era gestito e controllato dal potere della chiesa. Accanto a queste scuole nasceranno anche scuole laiche e gesuite.
Agli inizi del 500 comincia a cambiare dal punto di vista culturale, quando si comincia a sentire l'esigenza di avvicinarsi alla classicità latina in modo autonomo anziché attraverso l'intermediazione culturale della chiesa. Nascono quindi le prime scuole umanistiche, indipendenti e con particolare attenzione ad autori molto interessanti, della tradizione classica, come Cicerone, Livio, Virgilio. Questa grande rivoluzione è anche espressione di un altro fenomeno che avveniva in quell'età, ossia l'inizio della formazione degli stati moderni. Il ruolo dell'umanista era quello di far riuscire a leggere un testo in modo autonomo.
Agli inizi del 500, prima viene messo in crisi il primato culturale dell'istituto ecclesiale, poi, con il grande fenomeno della costituzione degli stati nazionali, vediamo che la chiesa cattolica si trova di fronte ad un'altra grande contraddizione, ossia il rapporto tra il suo potere religioso e quindi sul suo potere di controllo delle coscienze a livello universale e invece il suo potere terreno come ente statutale: la chiesa era anche lo Stato della Chiesa, con cui essa si identificava.
Molto spesso accadeva che la chiesa alla fine del 400 era molto più portata ad interessarsi del suo possedimento territoriale, anziché dei cristiani. Alessandro VI aveva tentato di creare uno stato personale, e questo turbò molto il carattere litigioso del suo successore, ossia Giuliano della Rovere, che pensò bene di chiudere con la vicenda dei Borgia, oltre che a disilludere Venezia di poter acquisire quei territori della chiesa che erano stati deturpati dal duca Valentino. Ma questa grande dovizia della chiesa di Roma si scontrava con la necessità che la capitale aveva costantemente bisogno di denaro.
Ferdinando comincia la sua carriera da Pontefice da Roma per poi diventare Gran Duca di Firenze. Questa cultura umanistica si inserisce in modo robusto all'interno di questa situazione estremamente complessa della chiesa di grande insoddisfazione.
Il Concilio nasce per motivi politici perché Giulio II, l'allora Papa, decise di convocare questo concilio per protestare all'autoconvocazione fatta da... Tommaso Giustiniani e Vincenzo Quericini, in questa occasione scrissero un piccolo libro con cui chiedevano al nuovo pontefice che si cercasse di costruire un nuovo programma di riforma della chiesa dal suo interno concreto e audace. Si chiedeva una maggiore preparazione per avvicinare la gente al sacerdozio e una maggiore osservanza delle regole. Questo concilio ebbe un esito poco significativo per quello che riguardava le decisioni prese.
Tommaso Campanella e Giordano Bruno cercavano di comprendere il mondo nella sua realtà, inoltre cercavano di modificare il mondo sociale. Ovvero questo è un periodo in cui il pensatore, l'uomo di cultura, il curioso affascinato dall'antichità, si inseriscono nel contesto etico immaginando possibili cambiamenti della realtà sociale. Quindi non è più solo la chiesa che si deve occupare del benessere dei propri sudditi ma è un nuovo tipo di società culturale. Tra il 1501 e il 1509, Erasmo da Rotterdam scrive una serie di opere che abbracciano completamente tutta la sfera intima religiosa e sociale dell'uomo. L'elogio della pazzia (1509) è un testo splendido e che giocosamente e astutamente, attraverso una serie di giochi di parole, se la prende e si scaglia contro la vecchia cultura teologica.
Nel primo decennio del 500 l'arte della stampa comincia ad affermarsi. Il libro quindi non è più il patrimonio di un ambiente, ma può essere un oggetto di maggiore diffusione. La massima espressione del Cristo, è il Vangelo che offre un avvicinamento più diretto e questa è una grande rivoluzione. Abbiamo visto anche alcune professioni, come contadino, viaggiatore, filatore. Tre soggetti sociali. Il contadino rappresenta una delle realtà più economiche del tempo, triste e disperata. Il filatore, l'importanza dell'economia del telaio nel XVI e XVII secolo. Il viaggiatore, la mobilità della società europea dell'età moderna: non è un caso che Erasmo si rifaccia al viaggiatore, la persona che va. La società dell'età moderna era una società in movimento: viaggiavano per bisogno professionale, per necessità personali, per necessità politiche ecc.. ed era una società che si muoveva dietro le direttive, come quella di Roma, la direttiva del pellegrinaggio in Terra Santa. Questo piccolo brano di Erasmo ci è utile per comprendere verso quali orientamenti rivoluzionari stiamo andando che porteranno alla nascita di una nuova cultura fondata sull'umanesimo.
Giovedì 14 novembre
L'elogio della pazzia rappresenta una delle prime polemiche contro la teologia della chiesa mutuata attraverso l'efficiente macchina interpretativa della chiesa cattolica. I pontefici si dimostrano lontani dall'ansia dell'imitazione di Cristo. Erasmo non appartenne mai alla compagine di quei religiosi che portarono alla riforma protestante, anche se molti argomenti dei suoi scritti preannunciavano questi cambiamenti. La voce di Erasmo rientrava nell'ambito di quelle voci che si scagliarono contro la chiesa ricca e prepotente diventando loro stessi nemici della chiesa stessa, ma se vogliamo parlare di riforma protestante, ci dobbiamo riferire ad altre personalità. Prima di tutti Martin Lutero: nato in Sassonia (1483) e poi era entrato nel convento agostiniano di Helfort nel 1505. I luterani rappresentavano già una voce importante critica all'interno della chiesa. E come per altri agostiniani, al centro del pensiero di Lutero c'era il problema della salvezza. Lutero aveva una concezione pessimistica dell'uomo, convinto che fosse incapace di salvarsi da solo. Infatti si parla spesso di un pessimismo antropologico protestante. Lutero dedica alla lettura dei Testamenti e dopo una lunga ricerca crede di aver trovato una soluzione a questo problema. Legge l'epistola di San Paolo diretta ai romani, dove per essere giusti occorreva annullarsi, e con questo annullamento si diventa partecipi del proprio destino. Una scelta totale di fede in cui l'uomo si incontra con la misericordia di Dio.
La vendita delle indulgenze: la chiesa cattolica per riuscire a pagare la fine della costruzione della Cappella di San Pietro cercò profitto in ogni modo, anche nella vendita delle indulgenze. Poter acquisire attraverso una mercificazione economica, dei beni in previsione di uno sconto sulla pena da dover pagare in Purgatorio, luogo di pulizia dai peccati dove si può stare più o meno anche delle indulgenze acquisite in vita. Il 31 Ottobre del 1517, Lutero, attacca le sue 95 tesi al castello di Lindemberg. Data ricordata come inizio della Riforma luterana. Lutero dice che non può esistere il purgatorio e che l'uomo non può salvarsi attraverso l'acquisto delle indulgenze. Tutto questo ha anche una connotazione sociale: le indulgenze può acquistarle solo chi ha i soldi per farlo, quindi i ricchi. Quindi molte persone furono consenzienti. Lutero è andato oltre Erasmo, introducendo la centralità del Vangelo, in un discorso più ampio che comprende il rapporto tra l'uomo e le gerarchie religiose e politiche.
Nel 1519 scrive Del Battesimo e nel '20 Delle buone opere sostenendo che l'uomo può salvarsi solo grazie alla propria fede. Anche i Principi sono fortemente interessati al messaggio di Lutero anche perché è chiaro che questa posizione implica una diminuzione dei poteri del Papa all'interno dell'impero germanico. Ma dopo l'opera Della cattività babilonese Lutero arriva a scrivere una delle opere più importanti: La libertà del cristiano in cui il suo pensiero degli anni 1519-20 trova una collocazione definitiva in un compiuto pensiero teologico e filosofico. Questione che di li a breve si trasporterà anche sul piano politico. Il principio della giustificazione per fede: abbandono completo nella fede.
Nel 1521 il Papa Leone X, con la Bolla, scomunica Lutero. Comincia per tutta la Germania, un terribile periodo di repressione contro Lutero e i suoi seguaci. Durante la dieta di Worms Lutero viene invitato ad esprimere le caratteristiche della sua proposta religiosa anche se è costretto a fuggire e a rifugiarsi nel castello dell'elettore di Sassonia. Durante questi avvenimenti si vedono posizionarsi pensatori più radicali che hanno percepito, del messaggio di Lutero, soprattutto gli aspetti che riguardano la sfera sociale. Uno tra questi Thomas Miuntzer(?).
Contrariamente a quello che ci si poteva attendere, la prima grande rivolta, non avviene dal basso, bensì dall'alto: nel 1521 si ha la rivolta dei cavalieri contro la grande nobiltà. Cavalieri che avevano intravisto nelle parole di Lutero, quasi un invito ad esser loro ad essere i primi a dar vita a questa rivoluzione. Questa rivolta viene sedata quasi sul nascere perché andava sia contro gli interessi della chiesa ma sia anche contro gli interessi della grande nobiltà quindi si formò subito una Grande Alleanza tra chiesa e nobili. Un grande esercito sconfisse quello dei cavalieri.
I contadini in rivolta fecero paura a tutti perché erano la forza motrice di tutto il paese: non avendo nulla da perdere non rischiavano niente, ma erano al tempo stesso fragili perché in fondo erano poveri. Ci fu un tentativo di coesione in una città della Svevia: a Febbraio 1525 vennero prodotti 12 articoli che costituiscono uno dei documenti più rivoluzionari della storia della riforma. Questo tentativo di coesione produsse una situazione quasi paradossale perché venne sentita come una provocazione dallo stesso Lutero che inizialmente risponde in modo abbastanza sereno con un documento intitolato Esortazione di pace ai dodici articoli. Lutero non accetta l'abolizione della servitù della gleba e i contadini si rendono conto che l'unico modo per combattere è fare una rivolta armata. Rivolta capeggiata da Thomas Miuntzer.
A tutto questo Lutero risponde con Contro le bande brigantesche e assassine dei contadini. Qui siamo di fronte a quella che si può definire una svolta reazionaria di Lutero. Davanti a questi contadini che non retrocedono, Lutero si rifiuta di seguire questa strada, trovando nei principi tedeschi, i maggiori esponenti per creare un progetto sociale e politico. Ancora una volta c'è uno scontro armato. A Frankausen(?) i contadini vengono sconfitti e i loro leader viene decapitato.
Martedì 19 novembre
Zwingli e il calvinismo
Concetto di riforma di città: la grande fiamma di Lutero aveva avvampato il cuore della Germania, aveva creato la rivolta dei cavalieri, poi quella dei contadini. Era divenuto qualcosa di autentico. La riforma di città è invece quel tipo di riforma circoscritto ad un ambiente piccolo, città stato come Zurigo, Ginevra e Lucca. Quindi città stato molto piccole, talvolta organizzate a livello repubblicano. Il modello repubblicano non è quello attuale. La repubblica del 500 differiva dallo stato monarchico perché non esisteva un sovrano o un principe, ma era retta da un gruppo di persone, quasi sempre corrispondeva al nucleo più alto della sfera sociale della comunità, i cosiddetti ottimati. Quindi repubbliche oligarchiche. Difficilmente sul piano politico, la piccola repubblica poteva vivere in modo autonomo. Ad esempio Lucca si appoggiava alla Spagna, in cambio di denaro.
I gesuiti insinuarono l'idea che tutto in una repubblica convergesse a creare l'immagine del divino. Zurigo era una di quelle piccole città stato all'interno di quella che allora era codificata come la Confederazione Svizzera, costituita dal piccolo e dal grande consiglio: da una parte i rappresentanti delle dodici confederazioni e dall'altra gli ottimati. Dal punto di vista religioso la città dipendeva dalla diocesi di Costanza. Zurigo fu la prima piccola repubblica che attuò quella che viene definita dagli storici la cosiddetta riforma cittadina. Nel 1519 divenne parroco del Duomo della cattedrale un predicatore che aveva dietro di sé una formazione molto profonda di stampo umanistico-erasmiano ossia Zwingli. Z aveva già studiato il pensiero di Lutero, aveva avuto informazione di ciò che stava accadendo nella Germania del tempo. Zwingli arriva a creare tutta una sua dottrina autonoma che si basava soprattutto sullo studio diretto dei testi biblici e sul loro modo di comprensione. Ciò che era scritto sull'Antico e sul Nuovo Testamento non poteva avere un valore universale, ma doveva essere attualizzato. Zwingli porta nella sua nuova città un messaggio nuovo che riguarda alcuni punti della teologia luterana rivisti però attraverso la mediazione erasmiana. Uno dei punti su cui Z insiste è quello del culto dei santi.
In questa disputa che si inaugura a Zurigo, si parla del significato della questione del culto dei santi, che già in Erasmo veniva considerata con una fonte di superstizione e ingiustizia sociale. Zwingli: “Ma perché venerare una statua di legno? Perché la rivestiamo di oro? Perché questi soldi non li diamo ai poveri?” queste parole accesero un grande dibattito a Zurigo. Zwingli mise in discussione anche l'infallibilità della chiesa. Propose 67 tesi. I magistrati della piccola città accolsero in pieno le teorie del parroco riformatore e naturalmente dietro questa accoglienza c'era anche il disegno di diminuire il potere politico del vescovo di Costanza in favore della gestione pubblica della città la quale attraverso la mediazione di Zwingli veniva ad assumere anche un ruolo di controllo nella sfera del religioso. Quindi le conseguenze furono pratiche: una volta che i consigli cittadini accettarono le tesi di Zwingli, le festività dei santi vennero annullate, si sostituisce il culto con la lettura della Bibbia e furono rimosse le immagini dalle chiese.
Conseguenze sociali e religiose
- Istituzione prima cassa municipale di assistenza ai poveri, finanziata dalle rendite dei conventi soppressi. A questo punto il compito di controllare e aiutare i poveri, diviene un istituto pubblico, finanziato con i soldi presi dai conventi.
- Istituzione del tribunale matrimoniale e dei costumi. Il potere pubblico è chiamato a controllare anche il comportamento morale dei cittadini.
- Scuola di studi biblici per un rinnovamento teologico su basi scientifiche. Anche il vecchio e nuovo testamento sono opere dinamiche, vanno lette, studiate e interpretate.
Il povero dell'età moderna era una figura estremamente controversa. Era l'anima semplice disgraziata e sfortunata alla quale portare soccorso. Ma la povertà non era un valore in assoluto positivo, aveva anche una forte connotazione negativa, perché povero era anche il fannullone, il ladro, l'assassino. Il povero dava fastidio e creava una forma di repulsione, tanto è vero che si crea anche l'immagine del falso povero, colui che si nasconde dietro la povertà per non lavorare.
Differenze tra protestantesimo luterano e riformismo zwinglierano e calvinista
- Per Lutero il sacramento conservava il carattere oggettivo di presenza reale di Cristo nel pane e nel vino, mentre per Zwingli attraverso lo studio delle Sacre Scritture, si arriva a capire che il sacramento della comunione significava solo la presenza di Cristo nella comunità.
- Per Lutero esisteva una netta separazione tra l'agire politico dell'uomo nel mondo e la sfera spirituale. Per Zwingli e il calvinismo il cristiano era chiamato ad agire nella sfera pubblica per riformare la società secondo le norme etiche del Vangelo.
Nel 1521 però la città si scontrò con i quattro cantoni cattolici. Zwingli morì nella battaglia di Kappel con la spada in pugno. Tuttavia da allora la Svizzera adottò il principio cuius regio eius religio.