Capitolo primo: prima della Serenissima
Le origini: Da Oderzo a Eraclea
L’area lagunare era una zona di rifugio per i ricchi, i discendenti della classe senatoria e latifondisti romani (i patrizi). Nel 568, i longobardi irrompono in Italia. Volevano trovare una sistemazione stabile. L’apice dello spostamento verso la laguna si ha nel 639. I longobardi conquistano Oderzo, ultima roccaforte bizantina. Il vescovo si rifugia a Cittanova/Eraclea.
Verso l’autonomia: il primo duca
La tradizione dice che il primo doge è stato eletto nel 679, Paulicio Anafesto. Questa figura porta all’attenuarsi del potere centrale bizantino. Nel 727, Leone III Isaurico vuole la distruzione di tutte le icone religiose (iconoclastia), Venezia non è d’accordo e si allea con il Papa. Il legame con Costantinopoli comunque permane anche se con contraddizioni (nel 732 i veneziani inviano delle truppe in appoggio di Bisanzio per recuperare Ravenna dai longobardi, nel 751, quando i longobardi la riconquistano, i veneziani non intervengono.) Nel 742 la capitale viene spostata da Eraclea a Metamauco/Malamocco a causa di continue tensioni.
Lo scontro tra franchi e bizantini (810)
Il 25 dicembre dell’800, Leone III incorona imperatore Carlo, re dei franchi (Carlo Magno). Carlo cerca di sposare la regina di Costantinopoli, ma viene deposta e il successore, Niceforo I, gli dichiara guerra. Lo scontro avviene nella laguna veneta. Nell’810 Carlo Magno invia un esercito e conquista Chioggia, Pellestrina e Metamauco. Comunque vincono i bizantini. La vera vittoria è dei veneti che riescono a svilupparsi economicamente e politicamente.
La capitale a Rivoalto e il decollo di Venezia
Nell’813 la capitale viene spostata a Rivoalto. Il mare costituisce la migliore via di comunicazione, collegamento fino al retroterra padano. Venezia si assicura il monopolio della fornitura di sale alle popolazioni dell’entroterra.
La leggenda di San Marco (828)
Nell’828 due mercanti della laguna riescono a trafugare il corpo dell’evangelista Marco. Il Doge Giustiniano Partecipazio, quando muore, fa edificare dalla moglie la basilica in onore di San Marco. Questa è una rivalsa verso il mondo islamico e un segno di indipendenza verso Bisanzio (San Todaro, ex patrono, era un santo bizantino, mentre San Marco no).
Pietro Orseolo II e la conquista della Dalmazia (1000)
Dei primi dogi solo 8 morirono per morte naturale e uno in guerra. Il doge non aveva pieni poteri: c’erano i giudici (organo permanente in grado di esercitare un controllo diretto sopra gli atti ducali). Nel IX secolo nasce Venezia. Nel 991 diventa doge Pietro Orseolo II (doge più importante della storia) che riunisce tutto il popolo veneziano per combattere contro gli slavi che volevano un’imposizione fiscale sulla Dalmazia. Nell’anno Mille, Orseolo manda un’armata in Dalmazia che viene accolta dai dalmati e cacciano gli slavi. Il doge diventa Dux Venetiarum et Dalmatinorum. A Venezia comunque interessa il controllo marino.
Solidità istituzionale in un’epoca di guerre (sec. XII)
Quando Orseolo morì, subentrò suo figlio, Ottone (1006). Non durò molto e al suo posto, nel 1032, venne eletto doge Domenico Flabanico. Con lui si ritornò alla tradizione: al vertice del potere c’era il doge che era assistito dalla curia (cerchia degli esponenti delle principali famiglie), mentre il potere legislativo e giudiziario rimaneva affidato al populus. Il suo successore, Domenico Contarini, nel 1062 intraprese una spedizione contro Zara e poi contro i normanni, alleandosi con l’imperatore Alessio I Comneno nel 1081. Solo la morte del capo dei normanni permise ai veneti-bizantini di vincere. Alessio I concesse ai mercanti veneziani una posizione privilegiata nei territori imperiali.
Appuntamento a Venezia, 1177
Nel 1096 iniziarono le crociate, ovvero la conquista da parte dell’Europa Cristiana del vicino Oriente. L’arma che permise di vincere le crociate fu la combinazione cavallo-lancia. Nel 1177 si incontrano il Papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa che fanno terminare la guerra. Venezia vuole presentarsi come l’erede di Costantinopoli (il doge Ziani fa collocare le due colonne di Marco e Todaro in Piazza S. Marco). Con la fine della guerra, Venezia ha un doppio vantaggio: da parte dell’imperatore che obbliga il transito di tutte le merci per Venezia, e da parte del Papa perché gli riconosce la supremazia sull’Adriatico. Nel 1253 Firenze conia il Fiorino, Venezia nel 1384 il Ducato.
La IV crociata e la formazione di un impero marittimo
La quarta crociata inizia nel 1202 quando i mercanti veneti si offrono come “trasporto” per la TerraSanta. I crociati non avevano però soldi per pagare, così che il doge, Enrico Dandolo, trova una via d’uscita: farsi dare una mano per conquistare definitivamente Zara, in cambio il “passaggio” sarebbe stato gratuito. Zara viene devastata il 15 novembre 1202. Subito dopo, vengono intercettati dal principe Alessio Comneno, spodestato dal trono di Bisanzio, che gli chiede di recarsi prima a Costantinopoli per rimetterlo sul trono in cambio di oro. I crociati giungono a Costantinopoli il 23 giugno 1203. L’attacco comincia però il 17 luglio. L’imperatore fuggì di notte e la città venne saccheggiata per giorni. Il trono venne offerto a Dandolo che però rifiutò. Non fece più ritorno a Venezia. Morì nel 1205.
L’apogeo di Venezia e la nascita dell’emporio realtino (sec. XIII)
La IV crociata segna il massimo della potenza di Venezia, non solo per i tesori ma per la conquista di Zara (controllo della Dalmazia). Questo fa sì che Venezia abbia il monopolio del commercio con l’Oriente (seta, zucchero, cotone, spezie. Le ultime pagate a peso d’oro). L’espansione di Venezia però procurò una radicale modifica del mercato che si trasformò in un “emporio annuale” fornito di qualsiasi prodotto. Per Venezia, il Duecento è il secolo d’oro.
L’assetto costituzionale e la serrata del Maggior Consiglio (1297)
Tra il XII e il XIII secolo nascono numerose magistrature amministrative, tutte elettive, collegiali, durata massima 12 mesi (eccezione per il doge e Cancellier grande, carica a vita):
- Doge - A capo dello stato era eletto da quarantuno membri del Maggior Consiglio.
- Minor Consiglio - Organo composto da sei Consiglieri Ducali, affianca il doge e ha il potere legislativo e esecutivo. I membri restano in carica un anno.
- Maggior Consiglio - (Nel XII sec composto da trenta membri, nel secolo successivo da cento, poi esteso a tutti i maschi patrizi con più di 25 anni) è la base del complesso politico-amministrativo. Toccava a loro nominare gli esponenti delle magistrature.
- Quarantie - (Inizi del Duecento) simile al nostro tribunale d’appello con funzione giurisdizionale.
- Senato - (1232) composto da sessanta membri, toglie sempre maggior potere al Maggior Consiglio.
- Avogadori di Comun - (XIII sec) tutelano i diritti dello Stato.
- Cancellier grande - Non poteva essere un nobile e si occupava dell’apparato burocratico dello Stato.
Venezia non aveva un codice costituzionale ma nel 1242, Tiepolo, fece promulgare degli statuti cittadini. Nel 1297 viene varata la serrata del Maggior Consiglio, provvedimento che impediva l’accesso al Maggior Consiglio di coloro che non ne avevano fatto parte negli ultimi quattro anni. Ciò impediva l’accesso alla vita politica di chi non ne aveva già fatto parte.
Dopo la serrata: qualche congiura e la creazione del Consiglio dei Dieci (1310)
La prima congiura si ha con Marino Bocconico, ricco mercante escluso dalla vita politica, nel 1300. Viene impiccato in piazza San Marco. La seconda, nel 1310, da parte di un gruppo di patrizi (Querini, Badoer e Tiepolo). Viene istituita una nuova magistratura formata dal doge, i sei consiglieri ducali e dieci senatori (Consiglio dei Dieci), questi ultimi eletti ogni anno. La nuova magistratura serviva per evitare nuovi complotti. Due caratteristiche importanti: segretezza e rapidità.
Quattro guerre con i genovesi (secc. XIII-XIV)
Le guerre con Genova hanno un carattere economico, commerciale.
- 1° guerra - 1251-1258. La causa apparente è il controllo del Mar Nero, la causa reale è il controllo delle rotte con la Palestina. Il 24 giugno 1258 i veneti sconfiggono Genova. Intanto Genova aiuta l’Impero Romano d’Oriente ad abbattere l’Impero Latino d’Oriente e in più sconfigge Pisa (1284).
- 2° guerra - 1294-1299. La causa è il possesso di Cipro. I genovesi sconfiggono pesantemente i veneziani ad Antiochia (28 maggio 1295) e a Curzola (8 settembre 1298). La guerra termina con la mediazione di Visconti nel 1299 dove però Genova non si impose su Venezia. Intanto Genova e Venezia si alleano per sconfiggere i turchi e gli aragonesi ma i genovesi ne approfittano e conquistano Chio ai veneti.
- 3° guerra - 1350-1354. Genova vince per un soffio e porta tutti i prigionieri veneziani a Genova dove vennero uccisi. Le trattative finirono nel 1355 con un compromesso: a Venezia rimaneva il controllo dell’Adriatico, a Genova quello del Tirreno. I veri vincitori erano gli ungheresi che conquistano Zara (Dalmazia).
- 4° guerra - 1378-1381. La causa è l’isola di Tenedo. Genova si allea con i padovani, gli ungheresi e il patriarca di Aquileia. Nel 1379 i veneziani subiscono una grossa sconfitta (guerra di Chioggia) e i genovesi arrivano fino a Chioggia, mentre i padovani e i friulani fino a Mestre. Venezia però riesce a ribaltare la situazione e a riconquistare Chioggia. La guerra si conclude con la pace di Torino (1381) che non modifica niente. Le guerre segnano la decadenza genovese.
Dopo la guerra di Chioggia: le “mude”, l’arsenale e la ripresa dei traffici
Venezia esce dalle guerre con grosse perdite finanziarie e la popolazione allo stremo. Consolida la rete dei traffici perfezionando il sistema delle “mude” (carovane navali). Il governo si fa carico dell’organizzazione mercantile.
La politica delle annessioni e la conquista di reliquie (1381-1404)
I turchi sono in fase di espansione e si spingono verso l’Europa. Venezia ne approfitta e conquista Corfù (1386), Patrasso (1408) e Salonicco (1423). Sono tutte annessioni poiché la paura dei turchi spinge la popolazione a volere una protezione maggiore (come quella veneziana). Era una politica imperialistica di Venezia che giustifica con la difesa della cristianità. Il doge è il supremo magistrato dello Stato e contemporaneamente il sacerdote della “sua” chiesa (basilica San Marco).
Si mette piede anche a Treviso (1339-1381)
Ferrara è una ricca città e snodo dei traffici marittimi che impedisce a Venezia il pieno controllo dell’Adriatico. Nel 1308 muore Azzo VIII ma interviene la Santa Sede impedendo a Venezia di approfittarne. Il Papa (Clemente V) scomunica Venezia e bandisce contro di loro una crociata. Venezia ci riprova alleandosi con i padovani, il patriarca di Aquileia e Firenze. Il 24 gennaio 1339, Venezia conquista Treviso e Conegliano. Con la sconfitta della guerra di Chioggia, il senato veneziano è costretto a cedere Treviso al duca Leopoldo III d’Austria. Nell’1388 Venezia si allea con Visconti, signore di Milano, e conquista gran parte del Veneto. Il 15 dicembre 1388, Venezia riconquista Treviso.
Capitolo secondo: la Serenissima, nascita e apogeo (1404-1508)
La conquista della terraferma (1404-1405)
Venezia deve occupare tutto il Veneto, Treviso non basta. Questo per una ragione di sicurezza e anche perché la laguna si stava interrando. Nessuno Stato fu così attento come Venezia, alla salvaguardia dell’ambiente. L’anno 1402 rappresenta una svolta: muore il signore di Milano e i mongoli abbattono i turchi. Padova nel 1404 conquista Verona. Per evitare la stessa fine, Vicenza si sottomette volontariamente a Venezia (12-15 aprile 1404). Dopo Vicenza anche Feltre e Belluno si sottomisero. Venezia lascia autonomia alle città, invia solo un podestà che esercita la giustizia e un capitano per le imposte. Nel giugno 1404, Francesco Noviello dichiara guerra a Venezia, sperando nell’appoggio di Firenze, Ferrara e Mantova; solo Ferrara dà il suo appoggio e il 22 giugno 1405, Noviello è costretto a consegnare Verona. Padova viene conquistata il 18 novembre 1405. Nel giro di un anno e mezzo, Venezia si era impadronita del Veneto, dal Garda al Livenza: era nato lo Stato da terra.
Poi tocca alla Dalmazia e al Friuli (1409-1420)
Il patriarcato di Aquileia era da tempo dilaniato da crescenti dissidi. I principali pretendenti erano due: Venezia e l’imperatore e re di Ungheria, Sigismondo. Dopo la crociata antiturca, gli ungheresi insorsero e deposero Sigismondo, e chiamarono Ladislao d’Angiò, il 3 settembre 1402, Zara gli giurò fedeltà. Sigismondo però inizia a impadronirsi delle città della Dalmazia una dopo l’altra. Venezia interviene e chiede a Ladislao di venderle Zara e le altre città rimaste in suo possesso. Sigismondo reagì invadendo il Friuli e spingendo le truppe fino a Feltre e Belluno. Nel 1413 scoppiò la guerra. Con Sigismondo si schierò Lodovico di Teck, mentre con Venezia il conte Tristano Savorgnan. Cividale e poi Sacile si sottomisero subito a Venezia. Il 19 aprile i veneziani si riprendono Belluno e poi Feltre. Il 16 entrano a Udine.
Il problema storiografico di uno Stato anfibio
Dopo il 1420 Venezia non è più solo una città-Stato, ma diventa la Signoria, la Repubblica Veneta, la Serenissima. Dopo il 1404 il Comune si sdoppia: c’è uno Stato da terra e uno Stato da mar. Venezia è quindi uno Stato anfibio, in parte italiano, in parte levantino.
In Levante, la controparte islamica (1416-1454)
- I pirati, gli arabi: Il Mediterraneo orientale era allora ripartito fra molti Stati. Venezia si esclude dalla pirateria/guerra di corsa. Questo venne praticato eccezionalmente da parte dei suoi cittadini. Altri inquilini erano gli arabi che però si accontentavano di riscuotere dazi e percentuali sui traffici “cristiani”.
- I turchi, dalla battaglia di Gallipoli alla perdita di Salonicco: C’erano però anche i Turchi. Nel 1413 Mehemed divenne Maometto I che si volse contro Venezia. I veneziani però non entrarono nel conflitto troppo preparati. Nel 1416 iniziò la guerra, che riportò il settore navale all’antica efficienza. Il comune di Venezia affidò a Loredan dieci galere per portare un ambasciatore a firmare il nuovo trattato di pace. Nel 1416, Loredan giunge a Gallipoli, i turchi attaccarono pensando che sulle galere non ci fosse solo l’ambasciatore. Essendo in netta minoranza, vennero uccisi tutti. Venezia decise allora di conquistare l’intera penisola. Nel 1421, muore Maometto I e diviene sovrano Murad II (figlio). Nel 1422-1423, invade il Peloponneso e anche i possedimenti veneziani in Albania. Venezia decide quindi di comprare Salonicco dall’imperatore bizantino. Inizia una guerra logorante per indebolire i turchi. Il Senato non volle sferrare l’attacco decisivo e i Turchi riuscirono a sferrare l’attacco nel 1430 conquistando Salonicco. Il Senato dovette firmare la pace molto dura.
- La disfatta dei cristiani a Varna (1444): Dopo la disfatta con i Turchi, Venezia si convinse che era impossibile per lei sconfiggerli. Intanto il signore della Transilvania, Giovanni Hunyadi, aveva sconfitto ripetutamente i turchi. Quando Hunyadi giunse fino a Adrianopoli, Venezia decide di intervenire per riprendersi Salonicco; inviò in Levante una squadra con a capo Loredan per bloccare gli stretti e impedire ai Turchi di attraversarli. Purtroppo la squadra di Hunyadi si mosse tardi e così Murad poté passare lo stretto e arrivare in Europa. Si giunse così alla disfatta di Varna del 1444. Tutto l’Occidente ne uscì umiliato. La trattativa di pace fu estenuante. Nel 1446 fu firmato il trattato con cui Venezia doveva versare un tributo agli ottomani. Venezia evitò qualsiasi atto di provocazione verso i Turchi. Nel 1451 confermò la pace con il figlio di Murad, Maometto II.
- Maometto II e la caduta di Costantinopoli (1453): Maometto II decise di dare l’ultimo assalto all’Impero Romano d’Oriente. Nel 1452 fa costruire una fortezza sul Bosforo in modo da controllare il Mar Nero e l’Egeo. L’impresa per la conquista di Costantinopoli fu studiata nei minimi dettagli, fece costruire un cannone capace di demolire le possenti mura della città. Venezia rimane fuori dal conflitto fino al 1453, quando manda il generale Jacopo Loredan a capo di quindici galere che però fa fermare a Negroponte. Il 6 aprile 1453 inizia l’assedio e l’unico aiuto sarà dato da cinque galere genovesi e dai veneziani abitanti a Costantinopoli (cinquemila cristiani contro ottantamila turchi). Dopo cinquantatre giorni d’assedio, Costantinopoli cade (29 maggio 1453). Cade così l’ultimo “cuscinetto” tra i turchi e la Serenissima. Venezia mandò Bartolomeo Marcello come ambasciatore per chiedere il perdono a Maometto II di come si erano comportati i veneziani residenti a Costantinopoli ma allo stesso tempo tenne una squadra navale a Negroponte. Il 18 aprile 1454 riuscì a concludere la pace. Il Papa Pio II accusò Venezia di non avere fede o religione e invitò Maometto II a convertirsi al cristianesimo.
In Occidente, il duello con Milano (1427-1454)
- Tommaso Mocenigo e Francesco Foscari (1423): Gli anni Venti del ‘400 sono un momento cardine per la storia di Venezia. Conquista la maggior parte
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