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mettevano altri accanto, era inutile distruggere i simboli, la storia c’era stata comunque, è un segno

di intelligenza dei Medici. Alessandro aveva scelto come suo simbolo un rinoceronte, cioè un

simbolo di forza e difesa. Vengono realizzate nuove monete (scudi d’argento), si affidano a

Benvenuto Cellini per il conio. Vengono scelti per le monete due santi: Cosma e Damiano (santi dei

medici chirurghi). Enrico VIII Tudor (re di Inghilterra), che aveva sposato Caterina d’Aragona di

Spagna ma non avevano avuto figli maschi, chiese a Clemente VII l’annullamento del suo

matrimonio per poter sposare Anna Bolena. Carlo V si oppose perché Caterina d’Aragona era sua

zia. Disse al papa che quel matrimonio non si poteva annullare (sarebbe stata un’offesa personale).

Clemente VII rifiutò la richiesta di Enrico VIII, allora Enrico emanò nel 1534 un atto = era un atto

di supremazia, dove si stabiliva che il re è capo della chiesa inglese e si stacca dalla chiesa di Roma

non riconoscendo più il papato. Nasce così l’anglicanesimo = la chiesa inglese non riconosce

l’autorità del papa. Enrico VIII si annullò il matrimonio da solo e sposo Anna Bolena, ma ebbe da

lei solo una figlia: Elisabetta I. Giovanni Calvino cacciato dalla Francia trova rifugio a Ginevra

dove crea il Calvinismo. Nel 1534 muore Clemente VII. Ci furono anche oppositori di Enrico VIII.

Come Thomas More, anche Tommaso Moro scrisse un testo su un’isola fantastica, un’utopia,

quando Tommaso Moro morì divenne San Tommaso Moro. Alessandro de’Medici è sempre più

solo senza Clemente VII, comunque ci sarà il matrimonio nel 1536 con Margherita d’Asburgo.

Alessandro ha un nemico, il cugino Lorenzo de’Medici, che è il suo primo successore. Alessandro

aveva il vizio delle donne, mise gli occhi sulla moglie di un Ginori. Lorenzo disse al cugino di aver

convinto la donna ad incontrarlo, ma all’appuntamento c’era in realtà Scoroncolo, un sicario. Il

6/01/1537 Alessandro muore. Il potere è nelle mani di Margherita d’Asburgo ma viene cercato un

successore: è un lontano cugino di Alessandro, è Cosimo, figlio di Giovanni delle bande nere. Erede

dei beni medicei è Margherita, Cosimo chiede di sposarla, ma ne’ Margherita ne’ Carlo V vogliono.

Il nuovo papa è Paolo III Farnese che propone il matrimonio di suo nipote Ottavio con Margherita.

Carlo V è d’accordo, ma Margherita si ribella, alla fine accetta, ma si vendica: non andrà mai a letto

con Ottavio. Dopo varie suppliche Margherita cedette a Palazzo Madama che è attualmente sede del

senato. Elisabetta Farnese sposa un Borbone, il figlio del re di Napoli Carlo di Borbone, per questo

dei beni dei Medici e poi dei Farnesi sono finiti a Napoli (tazza farnese). 1525 ci fu la battaglia di

Frankenhausen in Germania con i contadini opposti ai feudatari. In origine rivolta contro

l'oppressione feudale, essa divenne, sotto la guida di Müntzer, una guerra contro tutte le autorità

costituite, e un tentativo di stabilire con la forza il suo ideale di comunità cristiana, con

l'uguaglianza assoluta e la comunione dei beni. La sconfitta totale degli insorti nella battaglia di

Frankenhausen (15 maggio 1525), seguita come fu dall'esecuzione di Müntzer e di diversi altri capi,

si rivelò solo uno scacco temporaneo per il movimento Anabattista. 08/03/2007

Tutti si erano ribellati e Carlo V deve affrontare la lotta finale. I principi tedeschi protestanti uniti a

Francesco I nella lega di Smalcalda affrontano Carlo V. Nel 1544 Carlo V e Francesco I, vista

l’impossibilità di prevalere l’uno sull’altro, conclusero a Crépy una pace, che riconosceva a Carlo il

possesso di Milano e alla Francia la Savoia e parte del Piemonte. Carlo nel 1547 a Muehlberg

otteneva anche una grande vittoria contro la Lega dei luterani. Ma in realtà la verità era ben diversa,

perché né i luterani né il successore di Francesco I, il re di Francia Enrico II, si consideravano

sconfitti, per cui Carlo V con la pace di Augusta del 1555 dovette riconoscere il famoso principio

“cuius regio eius religio”, in base al quale i principi della Lega ottenevano la loro indipendenza e

potevano seguire la religione che preferivano, costringendo i sudditi ad adeguarsi. Principe può

aderire al cattolicesimo romano, ma anche al luteranesimo che ottiene la sua sanzione ufficiale.

L’imperatore rimane cattolico romano e il principe che decide di aderire al luteranesimo non è più

obbligato ad obbedire all’imperatore. Carlo V vede la sua utopia (cioè la creazione di un unico

grande impero basato sul cattolicesimo romano) fallire. Carlo V nel 1556 ritiene esaurito il suo

ruolo politico e lascia il potere. Era l’uomo più potente del mondo. Si ritira a vita privata in un

convento in una regione della Spagna. Circondato dai dipinti del suo pittore preferito, Tiziano.

Tiziano ebbe per Carlo V una grande venerazione. L’immenso potere di Carlo V finisce, non ci sarà

mai più una figura con il suo potere. Divide i suoi domini in 2 parti: al figlio primogenito Filippo II

lascia la Spagna, Milano, Napoli, Sicilia, Sardegna, i Paesi Bassi (Belgio, Olanda, Lussemburgo) e i

domini americani (Messico, Perù e la zona nei pressi di Cuba). Carlo V era anche imperatore del

Sacro Romano Impero che lascia al fratello Ferdinando d’Asburgo (l’impero comprendeva

l’Austria e la Germania del sud; ancora oggi la Germania del nord è dominata dal luteranesimo).

Paolo III Farnese è un personaggio di grande rilievo, costituisce l’ordine religioso di Ignazio di

Loyola, che aveva fondato la Compagnia di Gesù, un ordine religioso della Chiesa cattolica, istituito

con l'intento di rafforzare la Chiesa di Roma, inizialmente contro il Protestantesimo. I membri sono

i Gesuiti. Ignazio si occupava solo di armi e di donne; combattè a Pamplona, fu colpito ad una

gamba, ma siccome le ossa non si saldarono rimase gravemente zoppo, allora decise di farsi

spezzare la gamba di nuovo, ma ancora non si saldò bene. Si fece segare le ossa che sporgevano

senza anestesia (introdotta negli anni ’40 del 1800). Ignazio affronta un calvario spaventoso e

rischia sempre di morire di cancrena. Legge “Vite dei Santi”, decide di consacrare la propria

esistenza a Dio e creare una compagnia militare al servizio del papa. I Gesuiti sono una milizia per

il papa. Milizia composta solo da ufficiali, anche oggi è composta dai padri laureati e da studenti

universitari. Milizia di alto profilo intellettuale. Gesuiti sono teologi, predicatori, missionari e

educatori, si occupano solo dell’istruzione liceale, fecero anche opera missionaria per diffondere il

cattolicesimo in Cina, Giappone e America del Sud. Nel 1540 Paolo III Farnese approva la

compagnia di Gesù e la rende ufficiale. Paolo III favorisce la creazione del Concilio di Trento nel

1545, cattolici e protestanti si riuniscono a Trento (via di mezzo) e si confrontano. È travagliato,

dura 18 anni, fino al 1563, con papi e cardinali diversi. Nel 1555 con la pace di Augusta il

luteranesimo ha la sua approvazione, principi tedeschi diventano luterani e i loro sudditi devono

seguirli nella scelta. Se non sono d’accordo se ne devono andare. Nel 1555 si diffonde il

luteranesimo e si riflette a Trento. Intransigenza cattolico romana diventa maggiore, si cerca di

irrobustire il cattolicesimo romano con la riforma cattolica chiamata la Controriforma, nuovi ordini,

i laici la favoriscono, Filippo Neri, sacerdote cattolico, favorisce la creazione della congregazione

dell’Oratorio, i membri sono chiamati filippini, i filippini si occupano dell’educazione elementare

secondo principi cattolico-romani. Altro sacerdote è Camillo De Lellis, all’inizio era un giocatore

d’azzardo, rimaneva nudo pur di giocare, si ammala, prende una piaga ad una gamba che non

guarirà mai. Abbandona quindi il gioco dei dadi e consacra la sua vita a Dio. Fondatore dell'Ordine

dei Ministri degli infermi (camilliani); è anche venerato come santo dalla chiesa cattolica ed è

considerato il protettore dei malati, degli infermieri e degli ospedali. Il loro abito è nero con una

croce rossa sul petto. La controriforma cerca, con la creazione dei nuovi ordini, di creare nella

società un nuovo consenso, viene individuato un grande nemico. Come si sono diffuse le idee

protestanti? Con i libri di Lutero e Calvino. La stampa diventa per i cattolici romani un nemico, i

libri sono portatori di corruzione. Si deve controllare la stampa e la circolazione dei libri, il papa è

Paolo IV Carafa che ha un’idea: proibire i libri che hanno caratteri contrari al cattolicesimo

romano, questi libri devono essere bruciati. Creare un elenco di libri illeciti. Nel 1559 nasce l’indice

dei libri proibiti (indix librorum proibitorum), è un libro che contiene l’elenco alfabetico degli

autori e libri proibiti. Tutti i libri di autori protestanti, libri di carattere politico (come “Il Principe”

di Machiavelli e “La monarchia” di Dante), poi il Decamerone di Boccaccio perché molti dei

protagonisti sono monache o preti. Le opere dell’indice dovevano solo essere bruciate, nessuno

doveva averle. La città che aveva le maggiori stamperie era Venezia, lo stampatore più celebre era

Aldo Manuzio (fine ‘400 – inizio ‘500), era romano e a Venezia aveva fondato una stamperia, uno

dei primi che usò i caratteri mobili. Erasmo da Rotterdam era un suo amico che andava nella sua

stamperia. Veneziani reagirono all’indice, imponendo l’acquisto dei libri per poterli poi bruciare.

Ma Roma non li voleva comprare, un inviato papale si scontrò con il governo di Venezia, un

componente sputò all’inviato papale. I veneziani producevano tanti vetri, per non romperli durante

il trasporto li imballavano con pagine di libri. L’indice aveva validità solo nel mondo cattolico, in

Svizzera, Germania del Nord e Inghilterra non valeva. In Svizzera venivano rilegate le pagine di

imballaggio usate per i vetri e rivendute. L’indice scontentava tutti, il successore di Paolo IV fu Pio

V che decise di introdurre nel 1564 il principio dell’espurgazione, cioè della censura parziale,

alcune opere, quelle non propriamente teologiche, potevano essere censurate e poi tornare in

circolazione, espurgate, ma non bruciate. Fra queste opere che subirono la modifica c’è il

Decamerone. Il libro assolutamente proibito era la Bibbia, si poteva leggere solo in latino nella

versione di San Girolamo. La libera lettura della Bibbia aveva creato la corruzione, non si poteva

leggere in volgare; con il principio dell’espurgazione si consentiva ai vescovi di rilasciare licenze

per il possesso della Bibbia in volgare. L’indice fu stampato fino al 1949, anche Moravia finì

nell’indice, così come Rousseau e Beccaria. Filippo II era alleato della chiesa e massimo sostenitore

della chiesa di Roma e delle norme del Concilio di Trento che stabilisce totale divisione tra cattolici

e protestanti. Con Filippo II inizia il predominio spagnolo in Italia, Filippo II affronta nel 1556

Enrico II, figlio di Francesco I di Francia. Scontro tra Francia e Spagna, battaglia di San Quintino,

si tenne il 10 agosto del 1557 (giorno di San Lorenzo, Filippo II vede in San Lorenzo un suo

alleato) nella città francese di Saint-Quentin, che sbarrava all'esercito spagnolo la via di

penetrazione più rapida verso Parigi. L'esercito francese, comandato dal maresciallo Montmorency,

fu schiacciato da quello spagnolo, comandato da Emanuele Filiberto. Tutti i cannoni francesi

caddero in mano dell'esercito spagnolo. Tuttavia Filippo II di Spagna non approfittò in pieno della

vittoria, e due anni dopo firmò la Pace di Cateau-Cambrésis senza essere riuscito a piegare

definitivamente la Francia. Per l'Italia le conseguenze più importanti di questa battaglia e del

successivo trattato di pace furono il riconoscimento del predominio spagnolo sul territorio italiano e

la restituzione ai Savoia dei loro territori, come premio per la vittoria ottenuta da Emanuele

Filiberto. Enrico II si ritira in Francia e stabilisce che mai più i francesi avranno diritti in Italia,

inizia il predominio spagnolo in Italia. 09/03/2007

10 agosto 1557 vittoria folgorante a San Quintino, Filippo II stabilì che San Lorenzo fosse il suo

santo protettore, fissa per la prima volta la capitale a Madrid, dove vuole la realizzazione del

palazzo reale, l’Escorial, una sorta di convento, mausoleo. San Lorenzo morì arrostito su una

gratella, il suo emblema è una gratella, l’Escorial visto dall’alto ricorda il martirio di San Lorenzo.

Il vero nome della reggia è “San Lorenzo dell’Escorial”. Pace del 1559: egemonia spagnola in Italia

che durò fino al 1714, quando per effetto della guerra di successione spagnola alla Spagna come

egemone in Italia subentrerà l’Austria. Enrico II giunge all’accordo della pace del 1559. Enrico II

era sposato con Caterina de’Medici. Per la pace di Cateau-Cambresìs si allestisce un torneo per

festeggiare, al quale vuole partecipare Enrico, ma Caterina ha un brutto presentimento e glielo

sconsiglia. I tornei erano gare di abilità e sfide con lance. La lancia di un cavaliere gli entra in un

occhio e gli sbuca dal cranio. Non muore subito Enrico, il medico di corte vuole studiare il caso e

vuole delle teste di condannati a morte per capire che possibile lesione ha subito il re. Ma Enrico II

muore e Caterina si trova reggente perché i figli sono troppo piccoli. Iniziano serie di guerre

religiose e scontri con il calvinismo. Filippo II si sente il braccio armato della controriforma, vuole

imporre l’indice dei libri e l’inquisizione = controllo della morale pubblica e dei comportamenti.

Filippo vuole l’inquisizione nei Paesi Bassi, cari al padre, dove erano già entrati fermenti religiosi

calvinisti, è visto come un tiranno dai Paesi Bassi, è una guerra difficile. Politica mediterranea è

dominata dai turchi, è una potenza navale fra le più importanti del mondo. Minaccia costante sulle

coste del Mediterraneo. Filippo fa una campagna di difesa contro i turchi, reti di torri con sentinelle

per controllare se arrivavano i turchi, in modo da poter fuggire. Torri ci sono anche in Italia. Filippo

II, col sostegno del papa Pio V, allestisce una flotta per affrontare i turchi e ottiene una vittoria a

Lepanto. C’è bisogno di molto denaro per finanziare queste imprese. Il Perù è ricchissimo di

argento e gli spagnoli ne ricavano il più possibile sottoponendo gli abitanti a ritmi di lavoro

estenuanti. Morte fra i peruviani che non fanno più figli. Le popolazioni africane della costa sono

incaricate di razziare membri di altre popolazioni interne che sono mandate in America a lavorare e

a sopperire al crollo della popolazione originaria (a Cuba e Tahiti i nativi sono tutti morti).

Commercio triangolare, le popolazioni africane che venivano a contatto con i mercanti volevano

cose da poco, stoffe e perline di vetro di Venezia, in cambio della schiavitù = Europa, Africa,

America, Europa = percorso triangolare. Il ritmo di scavo dell’argento è spaventoso, vengono

coniate in Perù monete d’argento: bruttissime, non tonde, rozzamente ritagliate a mano, impresse

con lo stemma del regno di Spagna che vengono messe subito in circolazione da Siviglia, unico

porto sull’Atlantico (erano brutte per la furia di produrle). Questo argento per le monete costava

poco a Filippo II, soprattutto il costo del trasporto. Tantissime monete intrinsecamente svalutate.

Inflazione = i prezzi delle merci crescevano e ci volevano sempre più monete per pagarle.

Rivoluzione dei prezzi, Europa inondata da questo flusso di brutte monete di poco valore. Filippo II

riversa la crisi sull’Italia. I poveri vanno in città a mendicare, mostrando piaghe per avere elemosine

da passanti o nei conventi. Crisi economica, impostata da Filippo per la sua politica repressiva.

Filippo vuole una guerra con l’Inghilterra, dove la regina Elisabetta I aveva già cominciato a

danneggiare Filippo: furti nelle flotte che trasportavano l’argento e le monete verso Siviglia. Gli

abusivi erano i pirati, ma accanto a loro c’erano i corsari. I pirati erano ladri in proprio, odiati da

tutti. I corsari erano ladri autorizzati a rubare, avevano una patente dallo stato per rubare. La regina

Elisabetta I li finanziava per rubare nelle navi di Filippo II e davano una parte del bottino

all’Inghilterra. Nel 1588 Filippo allestisce l’invincibile armada per attaccare l’Inghilterra. Ma fu

dimezzata da una tempesta e poi fu distrutta dalle navi inglesi, più leggere e agili. Scontro lacerante

e grande sconfitta. Il pittore prediletto di Filippo II che ne incarnava la psicologia era il fiammingo

Hieronymus Bosch. Nei quadri Filippo sembrava inquietato e lacerato da profondi turbamenti.

Filippo era il suo maggior collezionista. Cosimo I de’Medici mandò a Filippo in omaggio un Cristo

fatto dal Cellini che era stato audace perché era nudo. Filippo II inorridì e lo fece mettere in un

corridoio buio dell’Escorial. Problema della denutrizione, poveri che non mangiano, indebolimento,

malattie, mortalità alta. Il culmine di questo processo si avrà nel 1630 con la più celebre pestilenza.

I grandi percorsi commerciali aperti dal triangolo commerciale fanno risultare il mediterraneo più

chiuso perché l’interesse è concentrato sull’atlantico, Inghilterra e Paesi Bassi. Nei momenti di

instabilità ci si rivolge a case e terreni: i grandi capitali investiti in commerci rientrano e si investe

in palazzi di una nuova aristocrazia mercantile, si investe meno in attività imprenditoriali e

commerciali. Contrazione economica. L’Europa si dedica all’agricoltura, cresce il numero dei

contadini in condizione pessima perché si vuole che i terreni producano sempre di più. La chiesa

interviene per pensare ai poveri. “La povertà contenta” scritta da un gesuita di nome Daniello

Bartoli, grande biografo di Ignazio di Loyola dedicato “ai ricchi non mai contenti”. Daniello Bartoli

scrive la storia della moneta, che parla in prima persona nel libro (es: “mille volte fui perduta”).

Modo diretto e coinvolgente dell’esposizione dei Gesuiti. L’inizio del ‘600 vede la diffusione

sempre maggiore della povertà. 1618 c’è la guerra dei trent’anni che insanguinerà il centro Europa e

la Germania in particolare fino al 1648. Nel 1630 provoca la diffusione della peste nel cuore della

Germania che provoca una vera e propria ecatombe fra il 1630 e il 1631. Il 40% della popolazione

muore, anche perché era già provata dalla fame e dalla povertà. 20000 morti in un anno, incredibile

invasione di topi nel 1630, ratti neri. L’Italia fu coinvolta solo marginalmente dalla guerra dei

trent’anni, compaiono nuove potenze come la Danimarca e la Svezia. Nuovo quadro di riferimento

europeo. Appare un’utopia una guerra per imporre un’unità religiosa che non può esistere. Guerra

voluta dagli Asburgo d’Austria per imporre il cattolicesimo. 1648 trattato di Vestfalia dove si

riconosce la legittimità del calvinismo. (Nel 1555 c’era stata la consacrazione del luteranesimo).

Nel 1648 l’Olanda ottiene la sua indipendenza contro Filippo II, diventa la repubblica delle

province unite. Gli olandesi si dedicano ora ai propri commerci e alla costruzione della propria

flotta. Sono carrettieri del mare, cioè si specializzano nel trasporto di ogni tipo di merci, anche degli

schiavi. Trasferiscono in Europa le porcellane cinesi, pregiate e costosissime. Occorre un

imballaggio sicuro per il trasporto dalla Cina all’Olanda: casse piene di tè, molto comune in Cina,

leggero e buona protezione per le porcellane che vi si inseriscono. Grandi quantitativi di tè, gli

olandesi diffondono il tè cinese in Europa, puntando sulla sua qualità. Il mondo religioso non viene

solo attaccato militarmente. L’inizio del ‘600 è caratterizzato anche da una straordinaria rivoluzione

scientifica. La chiesa era così rigida, impediva la circolazione di tutto, ma così facendo non poteva

trionfare in eterno. Galileo Galilei: compiuti gli studi a Pisa era andato ad insegnare all’università di

Padova, della repubblica di Venezia. Acclamatissimo dagli studenti. Osserva il cielo e perfeziona il

cannocchiale già studiato dagli olandesi. Lo regalerà al senato veneto e sarà molto apprezzato per

vedere navi da lontano e avvistare nemici. A Venezia non c’era l’università perché gli universitari

sono pericolosi e tenuti lontano dalle capitali. (1924 prima università a Firenze, l’università era a

Pisa). Galileo vede i satelliti di Giove mai visti prima. Entusiasta scrive e comunica la sua scoperta

a Cosimo de’Medici (il granduca Cosimo II). Galileo chiamava i satelliti “stelle medicee”. Nel 1610

pubblica il “Sidereus Nuncius”, è un trattato dedicato a Cosimo II de’ Medici, come i satelliti di

Giove. Nome dei Medici proiettato in cielo. Galileo elabora una nuova teoria: il metodo

sperimentale. Osservare da vicino i fenomeni, le loro caratteristiche e fare la riprova delle

osservazioni. Osserva le fasi della luna e gli spostamenti dei pianeti. Tolomeo, astronomo egizio, nei

suoi studi aveva appreso che la terra era al centro dell’universo, immobile e che il sole era un

pianeta che le girava attorno. Galileo osservando comprende che questa tesi era inconsistente e

falsa. Prima di lui lo aveva affermato Niccolò Copernico: il sole al centro dell’universo e la terra è

un pianeta che gli gira attorno. Cosimo II aveva fatto di tutto per far venire a Firenze Galileo, per

ringraziarlo dell’omaggio. Gli offrì un posto all’università di Pisa, ma Galileo stava benissimo a

Padova: faceva 30 ore di insegnamento. Cosimo gli raddoppiò lo stipendio pur di farlo venire. Gli

amici veneziani misero in guardia Galileo perché Venezia era un baluardo contro l’inquisizione. Nel

1605 a Firenze erano stati arrestati per furto degli ecclesiastici che furono incarcerati. Questi dissero

che il tribunale di Venezia non poteva giudicarli, ma dovevano essere processati a Roma. Paolo V

Borghese (termina i lavori in San Pietro) accoglie l’appello degli ecclesiastici, il doge di Venezia

reagisce: Leonardo Dona era un uomo intransigente. Disse che gli ecclesiastici erano veneziani e

che non dovevano essere inviati a Roma. Paolo V scaglia un interdetto contro Venezia: toglie il

riconoscimento a quella città di far parte del mondo cattolico. Scomunica. Il doge chiude tutte le

frontiere, l’interdetto a Venezia non arrivò mai. L’arcivescovo di Venezia dette l’ordine che non ci

fossero funzioni religiose a Venezia perché c’era l’interdetto. Doge disse che gli ecclesiastici

veneziani erano suoi sudditi prima che del papa, la pena era quella della morte immediata. Tutte le

chiese di Venezia erano dunque ufficiali. Paolo Sarpi, membro dell’ordine di Maria (Santissima

Annunziata) scrive la storia del concilio di Trento per attaccare la Santa Sede. Paolo Sarpi era un

ecclesiastico. Roma reagisce facendo scrivere al cardinale Pallavicino un’altra storia del concilio di

Trento. Il conflitto Roma – Venezia si esaurì con la morte dei protagonisti. 10/03/2007

Galileo scopre i satelliti di Giove e li dedica a Cosimo II de’ Medici che fa di tutto per richiamare

Galileo a Firenze. Galileo avrà una cattedra a Pisa, fa studi e ricerche, ma incontra difficoltà.

Galileo arriva alla conclusione che la teoria che vede la terra al centro dell’universo e il sole come

un pianeta che le gira attorno è sbagliata, aveva ragione Copernico, Galileo prese quindi in

considerazione la teoria di Copernico. Teoria di Tolomeo era falsa. Il sole è immobile al centro

dell’universo. Reazione da parte dei domenicani di Santa Maria Novella. C’era l’inquisizione =

difesa dell’ortodossia cattolico-romana. Chiesa aveva dichiarato vera la teoria di Tolomeo. Si

fondava su un breve passo della Bibbia (“Oh sole fermati su Gabalon, e il sole si fermò”), Giosuè

dice al sole di fermarsi perché vuole un altro tempo per la battaglia, è un’interpretazione letterale

della Bibbia, Galileo disse che non si poteva interpretare in modo così letterale. Interpretazione di

Galileo suscita scandalo, viene convocato nel 1616 a Roma per chiarire all’inquisizione la propria

posizione. Dietro Galileo c’è Cosimo II che parla alle autorità e presenta Galileo come suo

matematico, filosofo e amico. Galileo sarà esaminato da un gesuita, il cardinale Roberto Bellarmino

da Montepulciano. Montepulciano è governata da Cosimo II, è quindi un suddito di Cosimo II.

Bellarmino suggerisce a Galileo di non divulgare il suo pensiero, Galileo discute la tesi di Tolomeo

solo come ipotesi matematica. Bellarmino gli rilascia un attestato dove dice che come ipotesi

matematica può discuterla. Cosimo II si ammala gravemente di tubercolosi (che si cura solo con la

penicillina), sta sempre peggio e muore nel 1621 (ha poco più di 30 anni), il suo corpo fu coperto da

reliquie di santi, ma il miracolo non avvenne. Il nuovo granduca è Ferdinando II (che ha solo 10

anni), figlio di Cosimo II, al suo posto governa la madre, Maria Maddalena d’Asburgo che è

orientata verso il cattolicesimo romano. Galileo lega molto anche con Ferdinando II. Nel 1626

Ferdinando II si ammala di vaiolo, tutti credevano che morisse, per questo chiamarono un pittore

(non famoso, perché anche il pittore rischiava di essere contagiato e quindi di morire) che doveva

ritrarlo nelle fasi del vaiolo (il settimo e il nono giorno). Ferdinando II supera il vaiolo senza cure e

viene considerato un miracolo (il 60% di chi contraeva il vaiolo moriva). Nel 1630 arriva la peste

provocata dalla guerra dei trent’anni. Nel 1630 Galileo decide di dare alle stampe il suo lavoro sulla

teoria copernicana a confronto con la teoria tolemaica. Galileo vuole che sia divulgato e scrive in

italiano “Il dialogo sopra i due massimi sistemi”. Quest’opera doveva essere mandata a Roma per

essere esaminata prima di venire stampata, non si sa cosa successe, ma fu approvata e uscì nel 1632

con frontespizio inciso a Stefano Labella. Era dedicato a Ferdinando II. L’opera comincia a

circolare, anche a Roma leggono l’opera, è uno scandalo. In quel periodo era papa Urbano VIII

Barberini, papa fiorentino che veniva chiamato Simplicio (colui che difendeva la teoria tolemaica,

cioè persona semplice e stupida). Nel 1633 c’è un nuovo procedimento contro Galileo

all’inquisizione, Galileo è protetto da Ferdinando II, ma deve ribadire che la sua è solo un’ipotesi.

Nel 1633 il libro di Galileo è messo all’indice, proibito e bruciato. Galileo deve tacere per sempre.

Galileo è esiliato a Siena e poi ad Arcetri (a 2 km da Firenze). Ci sono ancora alcune copie del

“Dialogo” ad esempio in Svizzera, Germania, Paesi Bassi e Inghilterra viene ristampato e il nome di

Galileo insieme a quello dei Medici è celebrato. Galileo inizia a soffrire di cataratta perde la vista.

Nel 1638 John Milton viene dall’Inghilterra per incontrare Galileo, ma non riuscì a incontrarlo,

soggiornò comunque per un periodo a Firenze, fece delle composizioni dedicate a Firenze e a Valle

Ombrosa. Nel 1642 muore Galileo. Dove doveva essere sepolto Galileo? Chiesero di seppellirlo in

Santa Croce, ma Galileo era stato condannato dall’inquisizione e l’inquisizione romana a Firenze

aveva sede in Santa Croce, i frati di Santa Croce rifiutarono, ma Ferdinando II impose ai frati di

seppellirlo lì. I frati dissero che sarebbe stato accontentato, gli trovarono posto in una stanzina buia

dove nessuno l’avrebbe visto. Intervenne Vincenzo Viviani (allievo di Galileo) che fece fare una

tomba con il busto di terracotta e pensò di onorare pubblicamente Galileo. In via Sant’Antonino c’è

un palazzo con enormi lapidi (è il palazzo dei cartelloni), era il palazzo di Viviani che lui trasformò

in memoria di Galileo. Mise sulla porta il busto e fece fare tre lapidi con celebrazioni di Galileo.

Urbano VIII e Ferdinando II si contrastarono. Nel 1643 Ferdinando II e Urbano VIII si dichiararono

guerra. Urbano VIII pensò di far scendere un esercito dalla montagna pistoiese per attaccare Pistoia,

i pistoiesi resistettero e le truppe papali furono sconfitte. Il vescovo di Pistoia, un suddito di

Ferdinando, fece fare un ex-voto per ringraziare la madonna per la sconfitta del papa. Ferdinando II

insieme a suo fratello Leopoldo medita un modo per onorare Galileo, nel 1657 viene creata

l’accademia scientifica. Il motto è: “provando si deve sperimentare”. Viviani nel suo testamento

chiede di essere sepolto accanto a Galileo. Il trionfo del metodo sperimentale è celebrato da

Francesco Redi, medico di Arezzo e seguace di Galileo. Cerca di applicare questo metodo alla

medicina (prima si credeva che fosse dominata dall’influsso degli astri) che deve essere rifondata su

un metodo scientifico. Redi si dedica ad esperimenti semplici: uno riguarda la vipera velenosa,

cos’è velenoso della vipera? La carne? Fecero mangiare la carne di vipera a cani e gatti, ma non

morirono. È la sostanza velenosa il veleno? Spremettero il veleno dalle bocche delle vipere, ma non

moriva nessuno. Provarono facendo arrabbiare la vipera, gli misero in bocca un bicchiere e

raccolsero il veleno, lo bevettero, ma nessuno morì. Il veleno era pericoloso solo quando entrava in

circolo nel sangue, perché paralizzava il sistema nervoso. Redi poi si interesso di generazione

spontanea (tipo mosche e zanzare, si formavano da sole), mise dei pezzetti di carne sulla finestra,

nascevano dei vermi e le mosche depositavano le uova, era una generazione, non una nascita

spontanea. Entrò in conflitto con Atanasio Kircher, un gesuita che insegnava al collegio romano.

Kircher si era occupato della nascita delle vipere, secondo lui si prendeva un serpente, si tagliava a

pezzi, si arrostivano i pezzi, si seminavano, si annaffiavano con latte e poi nascevano. Redi provò a

farlo, ma ovviamente non nasceva nulla. Importanza della sperimentazione. La tomba di Galileo si

trova ora in Santa Croce subito sulla sinistra, fu spostata lì nel 1737 da GianGastone de’Medici.

Tomba fatta con l’intervento di artisti. C’erano tre tombe nello stanzino, quella di Galileo, della

figlia (che era una suora, suor Maria Celeste) e Viviani. Napoleone occuperà Roma nel 1810,

deporta il papa Pio VII e tutto l’archivio a Parigi. Si prepara un dossier relativo a Galileo. Nel 1812

c’è la campagna di Russia. Nel 1814 Napoleone crolla, non c’è più tempo di dedicarsi al processo di

Galileo, quando Pio VII fu liberato, egli rivolle anche l’archivio, ma nessuno voleva pagare le spese

di spedizione, alla fine decisero di pagarle a metà Pio VII e Luigi XVIII. Prima mandarono una

commissione a Parigi per eliminare quello che non serviva, per non trasportare documenti inutili, tra

i documenti distrutti forse ci sono anche quelli di Galileo. Giovanni Paolo II chiese pubblicamente

scusa per la vicenda di Galileo. 15/03/2007

Procedere del pensiero scientifico, il 1600 è il periodo in cui tutto sembra muoversi, mondo barocco

(sculture e pitture in “movimento”), tutto in tensione costante. Questo secolo pone le premesse per

grandi trasformazioni politiche. I paesi più liberi mostrano un rifiuto verso l’assolutismo = potere

assoluto dei sovrani, ci sono manifestazioni di assolutismo, ma anche di spirito repubblicano.

Nuove concezioni politiche. I paesi più avanzati sono quelli che si affacciano sull’Atlantico, nel

1640 in Inghilterra c’è una rivoluzione contro Carlo Stuart che vuole essere un re assoluto, Carlo

viene ucciso (è l’esempio di un ideale politico che nega l’assolutismo). Nel 1648 (anno della pace di

Vestfalia) l’Olanda ottiene l’indipendenza e presenta una forma di governo di tipo repubblicano,

sviluppa un atteggiamento di grande apertura. Amsterdam diventa centro di libertà. In Francia c’è il

consolidamento assoluto della monarchia con Luigi XIII che si affida a ministri che hanno poteri

quasi uguali al re. I primi ministri di Luigi XIII erano Rechelieu e Mazzarino (umbro). Nel 1661 c’è

un sovrano che incarna il potere, è Luigi XIV che ha pieni poteri; i parlamenti in Francia sono corti

di giustizia che dovevano verificare se una legge emanata da un sovrano era conflittuale con le

abitudini del luogo. Luigi XIV imposta una politica di consolidamento della realtà monarchica. È il

Re Sole. Imposta una politica senza spirito di tolleranza e libertà. Assoluto viene dal latino e vuol

dire “sciolto dall’obbedienza delle leggi”. Il sovrano incarnava la legge, ogni sua decisione era

legge, aveva un potere illimitato. Luigi XIV creò la sua figura di sovrano, curava il proprio

abbigliamento, abiti celebri, ricchezza sproporzionata, con nastri, coccarde, imponeva una moda; si

cambiava 2-3 volte al giorno e non rimetteva mai lo stesso vestito. Aveva sempre scarpe con tacchi

alti e il colore era il rosso fuoco. C’erano le parrucche, i poveri vendevano i capelli che servivano

per fare le parrucche. Luigi XIV utilizzò la moda come uno strumento politico, per stare nella sua

corte i cortigiani dovevano comprarsi quegli abiti, se qualche cortigiano voleva ospitare il re,

doveva mantenere anche tutta la sua corte. Luigi XIV voleva indebolire così gli aristocratici che si

impoverivano e dovevano chiedere aiuto economico a lui, dipendevano da lui e non potevano

attuare una politica di ribellione. Luigi era nell’immaginario collettivo un dio, un sole che

illuminava. Luigi XIV visse a lungo, regna 54 anni e muore nel 1715. Legò per sempre la Francia

ad immagini evocate ancora oggi. Nasce la corte più celebre del mondo, la corte di Versailles. Luigi

curò il potere monarchico dall’esterno della Francia, si servì di collaboratori, come Colbert, il

ministro delle finanze, ancora oggi si usa il termine colbertismo per indicare il mercantilismo. La

sua opera fu diretta ad accrescere la ricchezza del paese, incoraggiandone lo sviluppo industriale e

coloniale. Modernizzò le finanze pubbliche francesi, salvandole dalla bancarotta e facendo

raggiungere il pareggio al Bilancio dello Stato, ma la sua opera risanatrice fu gravemente ostacolata

dalle enormi spese belliche di Luigi XIV. La politica di Colbert si basava sullo sviluppo del mercato

francese, evitando di fare entrare prodotti esteri. Incrementare le esportazioni e diminuire le

importazioni. È la politica del protezionismo, imponeva un dazio di ingresso nel momento in cui

questi prodotti entravano nel paese. Con Colbert ci sono le prime manifestazioni industriali francesi,

industria del vetro, delle stoffe raffinate e degli arazzi, delle armi. Luigi XIV ha uno degli eserciti

più potenti del mondo, intraprende una serie di guerre. Guerra contro l’Olanda, il paese che

rappresenta l’immagine di indipendenza, forza economica, tolleranza. Gli olandesi cercarono di

controbattere e giunsero a distruggere parte delle dighe e a far inondare parte dell’Olanda per

danneggiare l’ingresso degli eserciti francesi. Nel 1700 con la morte di Carlo II, che non aveva

eredi, si estingue la dinastia Asburgo di Spagna, fondata da Carlo d’Asburgo. Luigi XIV aveva

sposato la sorella di Carlo II, Maria Teresa d’Austria, e rivendicava quindi diritti sulla Spagna. I

parenti Asburgo del ramo di Vienna anche rivendicavano dei diritti sulla Spagna. Guerra di

successione spagnola (1701-1714), è importante per l’Italia. Nel 1713 c’è il trattato di Utrecht e nel

1714 quello di Rastadt. Il vincitore è Luigi XIV che impone come re di Spagna suo nipote Filippo

di Borbone che diventa Filippo V di Spagna. La Spagna è quindi retta da una dinastia francese.

Oggi sul trono spagnolo c’è Juan Carlos di Borbone che è un discendente di Filippo V e di Luigi

XIV. L’Austria non è riuscita ad avere la Spagna e chiede come compenso l’Italia. Si decide che

tutti i possedimenti spagnoli in Italia (stato di Milano, Stato dei Presidi, Regno di Napoli) passino

all’Austria. La Spagna aveva anche la Sardegna che passa a Vittorio Amedeo di Savoia. I Savoia

ottengono così la Sardegna. Il 1600 è carico di eventi culturali. I libri diffondono le idee. Nel 1646

viene stampato in Inghilterra “Il saggio sopra gli errori popolareschi” di Tomas Brown, un medico

inglese. In questo saggio si affrontano problemi spiccioli, popolareschi, alcuni relativi ai

comportamenti degli animali. Ad esempio l’elefante, l’elefante è senza giunture, tutto d’un pezzo,

per questo deve dormire in piedi e per stare più comodo si appoggiava ad un albero. Il cacciatore

per prenderlo segava l’albero e lo catturava. Questa concezione veniva dagli antichi, ad esempio da

Aristotele, Plinio ed altri. Riguardo al camaleonte invece si credeva che vivesse d’aria. Tutto deve

essere osservato, il corpo umano deve essere osservato per capire come funziona. C’è una realtà che

si oppone alla conoscenza del corpo, è la chiesa. C’è un testo teologico del 1674 che si intitola

“Epitome opinionum moralium” di Andrea Mendo, un gesuita, che parla del corpo delle donne, dice

che non deve essere visto, le donne non devono far vedere o toccare le loro parti intime ai medici,

devono avere pudicizia, cioè il senso morale deve essere superiore, anche se rischia la vita non deve

mostrarsi. Il concetto si estende anche agli uomini. Contrasto tra fede e ragione. Nel 1710 in Francia

esce un’opera che è la manifestazione del nuovo pensiero scientifico, è “Storia delle immaginazioni

stravaganti” dell’abate Bordelon. È un abate razionalista francese che è un protoilluminista. Si parla

della luce della ragione, la ragione deve illuminare (Illuminismo visione filosofica che pone la

ragione al centro). Il libro di Bordelon parla di persone che vivono di immaginazioni e che pensano

a cose irreali. Solo un folle crede a queste cose, contro i libri che parlano di magia, astrologia,

oroscopi, talismani, visioni, sortilegi, incantesimi, tutte follie che sono credute solo dai folli. La

ragione è dominante, è l’unico mezzo. L’Illuminismo nasce da una profonda rivoluzione scientifica

che si è verificata nel 1600. 16/03/2007

All’inizio del 1700 è il mondo scientifico che da’ la scossa alle antiche credenze. Viene inviato a

Costantinopoli un nuovo ambasciatore dall’Inghilterra, è Lord Montague, che si fa accompagnare

dalla famiglia e Lady Montague entra in una realtà che la inorridisce. I turchi prendevano i bimbi e

gli facevano ferite nelle braccia per mettergli pustole di vaiolo, questi bimbi prendevano la forma

più leggera e rimanevano immuni al vaiolo per tutta la vita. Lady Montague intuisce la possibilità di

far rimanere immuni i suoi figli e li fa inoculare. Tornata in Inghilterra sarà una delle più forti

sostenitrici dell’inoculazione. L’inoculazione mostra l’inconsistenza del mondo, se la malattia può

essere curata dall’inoculazione non hanno senso gli umori e gli astri, sono gli organi che reagiscono.

Edward Jenner è un medico di campagna inglese che si accorse che i giovani contadini prendevano

il vaiolo dalle vacche, il vaiolo delle vacche è un vaiolo vaccino, cioè è meno pericoloso di quello

umano. Jenner fece degli studi (praticò un’inoculazione in un bambino di 8 anni usando materiale

da una pustola di vaiolo bovino anziché umano. Il ragazzo contrasse effettivamente il vaiolo bovino

e si rimise completamente dopo sei settimane di convalescenza. Jenner procedette dunque ad una

seconda inoculazione, usando questa volta il siero di pustole umane; il ragazzo non mostrò nessun

sintomo della malattia, dimostrando che l'immunizzazione con vaiolo bovino conferisce immunità

verso il vaiolo umano) e si accorse che era meglio iniettare il vaiolo vaccino piuttosto che quello

umano, da qui nasce il termine vaccino (fine 1700). Jenner fu accusato di essere un visionario. Sono

i corpi che devono essere analizzati, tutto deve essere rivissuto scientificamente. Nel 1735 esce in

Inghilterra “Grammatica delle scienze filosofiche” di Benjamin Martin, un medico inglese. L’opera

ha successo a Parigi, viene tradotta in italiano, francese e tedesco. Con il termine filosofia intende

una scienza o condizione della natura per quanto conoscersi si possa attraverso la ragione. Il cuore

va esaminato con la ragione, ha due moti: sistole e diastole, viene descritto in modo razionale.

Questo libro è composto in gran parte da immagini, i testi sono semplici, chiari e razionali corredati

da immagini. Qui ci sono 50 illustrazioni: sono realizzate con una lastra di rame che viene incisa

con una punta di acciaio (tecnica del bulino), bisogna inciderla all’incontrario, perché poi deve

essere stampata. Poi si passa sulla lastra un inchiostro denso, si pulisce la superficie e l’inchiostro

rimane solo dove c’è il “solco” disegnato. Sì poggia il foglio inumidito sulla lastra disegnata e si

preme. Questa tecnica inizia nel ‘500, ma si afferma nel ‘700. La Francia è all’avanguardia per

queste idee, produce una grande opera, l’enciclopedia di Diderot e D’Alembert, è “il dizionario

ragionato delle arti, delle scienze e dei mestieri”, questa opera vuole affrontare la vita pratica, è il

modello del nuovo sapere e della divulgazione. Nel 1751 a Parigi esce il primo volume

dell’enciclopedia. Si diffonde una nuova visione della realtà. L’enciclopedia si fonda su testi e

immagini, tavole di immagini più grandi delle lastre di rame. Se nell’enciclopedia si cerca ad

esempio la parola “calzolaio” si trovano le tecniche per fare le scarpe, per capire la realtà bisogna

studiare i rapporti fra gli uomini, bisogna entrare all’interno della società, quindi nella politica. In

Francia c’è una riflessione politica, Montesquieu è un giurista francese autore de “Lo spirito delle

leggi” (1748). Montesquieu si pone il problema del potere che tradizionalmente arrivava da Dio.

Dio aveva dato il compito al sovrano, il sovrano era il delegato di Dio e aveva tutti e tre i poteri:

legislativo (fare le leggi), esecutivo (controllare l’esecuzione delle leggi) e giudiziario (giudicare le

leggi). Secondo Montesquieu il rapporto fra il sovrano e i sudditi passa attraverso i tre poteri. I tre

poteri sono illegittimi, non possono essere riuniti sotto un’unica persona perché il sovrano avrebbe

un potere illimitato, è ingiusto. Devono essere distinti e affidati a organi diversi. Il potere assoluto

del re è arbitrario. In Francia il re poteva ammettere l’ordine di arresto a piacimento, senza controlli.

Le lettres de cachet erano lettere firmate dal re di Francia, controfirmate da uno dei suoi ministri e

chiuse con il sigillo reale, o cachet. Le lettere contenevano ordini diretti del re, spesso per forzare

azioni arbitrarie e giudizi a cui non si poteva fare appello. Il carcere era la Bastiglia e lì rimaneva

l’imprigionato finché non ci si ricordava di lui. Nella nuova società si diffondono luoghi d’incontro

per conoscersi, i caffè e le società di conversazione. Il caffè si diffonde e viene criticato da Redi, il

caffè è uno strumento di conversazione. A Milano nasce “Il caffè”, una rivista i cui redattori sono i

fratelli Verri e Cesare Beccarla. Le persone si incontravano anche a teatro che è diventato ormai

uno spazio pubblico, le rappresentazioni sono legate alla vita quotidiana riproposta in chiave comica

e divertente. Carlo Goldoni è un avvocato veneziano che scrive tante commedie, la più famosa è

“La locandiera”. Si diffondono le sale da ballo, le feste, i ricevimenti. Andrea Rogoloni, un teologo,

scrive nel 1739 “Il giorno santificato in mezzo al secolo”, sul ballo dice: “questo pazzo divertimento

è pericoloso, si cominciano qui gli adulteri; fare l’amore è diabolica invenzione nata nel consiglio di

satanasso”. Non tutti gli ecclesiastici hanno un atteggiamento di questo tipo. Ludovico Antonio

Muratori è un ecclesiastico illuminato, studioso di diritto, opera a Modena, non vede i pericoli

individuati da Rogoloni. Muratori scrive e pubblica nel 1745 “Della forza della fantasia umana”,

introduce nel dibattito scientifico quanto le idee possono condizionare, scrive: “la fantasia può

irritare le passioni e provocare malattie, ma contribuisce a curare alcuni mali e recuperare la sanità”.

Le operazioni magiche sono inesistenti. Nella ricostruzione razionale del mondo bisogna eliminare

le concezioni irrazionali, come le superstizioni. La ricostruzione razionale trova il contributo della

medicina. Corrispondenza tra organo malato e la manifestazione della malattia. Giovanni Battista

Morgagni opera a Padova, analizza i morti per capire se c’è il segno della malattia per cui sono

morti. Nel 1761 pubblica “Delle sedi e delle cause delle malattie indagate attraverso l’anatomia” e

“De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis” in latino, è una delle opere più celebri ed

importanti della storia della medicina che pose le basi di un nuovo sistema fondato su un rigoroso

metodo sperimentale in modo tale che la patologia poté finalmente diventare una scienza

sperimentale. Il titolo stesso riassume l'essenza del metodo anatomo-clinico: morbus è il quadro

clinico presentato dal paziente; causis per anatomen indagatis è l'alterazione organica dimostrata

dall'esame autoptico. Morgagni fonda l’anatomia patologica = come gli organi si trasformano nella

malattia. Fa uno studio metodico dei rimedi per quella malattia. Sviluppo della chirurgia e delle

discipline farmaceutiche. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse di

Morgagni che: “... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse

un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...”. 22/03/2007

Profondo interesse degli illuministi per lo stato, la politica e il potere. Divisione dei tre poteri che

non possono essere riuniti nel sovrano. Il potere assoluto è nemico degli illuministi, il potere

assoluto viene fatto risalire a Dio. Con Rousseau ne “Il contratto sociale” le tematiche di potere e

stato entrano nel vivo della tensione. Il ‘600 è il secolo della rinascita scientifica, rinascita

sperimentale, Rivoluzione Inglese (sparisce Carlo Stuart), in Inghilterra nasce un’opera di Thomas

Hobbes per presentare la monarchia. Hobbes riflette sulla visione dello stato, si chiede come nasce

lo stato, secondo lui non entra in discussione la presenza divina, sono gli uomini che danno

legittimità al monarca. Nel 1651 appare la sua opera “Il leviatano” dove il potere monarchico è

legato alla realtà terrena. Hobbes scrive per irrobustire il potere monarchico in Inghilterra. Sostiene

che all’inizio gli uomini fossero totalmente liberi, però si era sviluppata una totale anarchia (è una

forma di società dove si tende ad annullare qualsiasi forma di autorità imposta); “Homo homini

lupus” = l’uomo è un lupo per l’altro uomo, “bellum omnium contra omnes” = guerra di tutti contro

tutti. Scelta di affidare il potere ad un sovrano per necessità, sono gli uomini che gli cedono il potere

perché non si può vivere nell’anarchia. Questo discorso è affrontato nuovamente da Rousseau che si

chiede come sorge lo stato, anche lui torna alle origini del mondo. “Il contratto sociale” è del 1762,

è un testo rivoluzionario che riprende la linea di Hobbes. È vero che c’è una società di tipo

anarchico? Secondo Rousseau non è vero. All’origine c’è una totale libertà, ogni uomo nasce libero.

Gli uomini nascono con l’istinto originario di stare insieme, di vivere in contatto, di creare legami.

Gli uomini nati liberi desiderano vivere in comunione tra loro, in una realtà che si definisce società.

Come nasce la società? Attraverso una libera scelta, è un patto, un accordo, attraverso un contratto

(che è anche il titolo dell’opera). Il contratto è un accordo fra uomini che determina la nascita della

società. Nel contratto gli uomini cedono, per vivere in comunità, una parte della loro libertà. Questa

parte di libertà gli veniva restituita attraverso la sicurezza, la società garantiva diritti a tutti. Si

privano di parte della loro libertà per la libertà generale. La società che si è costituita esprime regole

e principi, nasce il diritto e la legge deve tutelare e garantire i diritti di tutti. Nascono le leggi.

Perché la società si mantenga è necessario lo stato, deve esserci un ordinamento che faccia

rispettare le proprie leggi. Gli uomini esprimono la forma di governo desiderata per quella società.

Democratica: espressione del popolo, aristocratica: espressione di un’elite più ristretta, monarchica.

Rousseau non è contrario alla monarchia, il popolo sceglie la forma di governo. Il sovrano che

sceglie il popolo non può avere poteri assoluti, è il delegato del popolo, ha solo il potere esecutivo.

Questo sovrano deve rendere conto al popolo, è una monarchia regolata e controllata, è la

monarchia costituzionale, cioè regolata dalla legge. È un governo nelle mani degli uomini.


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Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pazzina1985 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Cipriani Giovanni.

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