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al consolidamento del potere dei Medici e Lorenzo divenne il Magnifico. Lorenzo diede il via ad

una politica umanista (paganesimo e cristianesimo). Cosa mangiavano in quel periodo? Non c’erano

pomodori, patate, peperoni, cioccolata, Lorenzo mangiava zuppe (non c’era la pasta), la verdura era

sconsigliata per un uomo nobile, mangiava carne di cacciagione, non i buoi perché servivano per la

forza lavoro e si macellavano da vecchi quando la carne era dura da mangiare. Non c’era lo

zucchero, al suo posto si usava il miele, i dolci erano pesanti (tipo il panforte). Per stare meglio

Lorenzo andava ai bagni di Petriolo per fare dei bagni caldi. Nel 1492 Lorenzo morì. Prima di

morire fece di tutto perché suo figlio Giovanni diventasse cardinale e così fu nel 1492 prima della

morte di Lorenzo, Giovanni aveva solo 14 anni. Pico de la Mirandola, amico di Lorenzo, gli aveva

consigliato un predicatore di Ferrara, Girolamo Savonarola, e Lorenzo l’aveva invitato a far parte di

un convento, Savonarola era nemico dell’idea della sintesi tra paganesimo e cristianesimo, il

cristianesimo era per lui la reazione al paganesimo, la sintesi era un peccato. Sosteneva che la fine

del mondo era vicina e che sarebbe arrivato un angelo per punire i fiorentini. Dopo Lorenzo sale al

potere il primogenito Piero. Nel 1492 a Roma il papa è Alessandro VI Borgia, i Borgia erano

un’importante famiglia spagnola. I figli del papa erano Cesare e Lucrezia Borgia. Alessandro VI

appoggiava la politica di Lorenzo e lo studio dei classici si spostò da Firenze a Roma. Giovanni

Nanni detto Annio da Viterbo era domenicano e massimo consulente di Alessandro VI. Annio da

Viterbo, nella sua opera “Antiquitates”, sostenne che Noe dopo il diluvio venne in Toscana che fu

quindi la prima terra abitata dopo il diluvio e Noe fu il primo a bere il vino. Noe aveva tre figli e

aveva dato a ciascuno un continente. Noe fonda in Toscana 12 città e viene celebrato per il vino,

viene ribattezzato Ianus, cioè Giano. Poi andò a Roma dove morì e fu sepolto nel monte di Giano.

Alessandro VI era pronto a riprendere il paganesimo. Alessandro VI vive la scoperta del nuovo

mondo, del nuovo continente. Le due maggiori potenze del periodo (Spagna e Portogallo) vogliono

subito stabilire le linee del colonialismo. Il Portogallo preme affinché sia stabilita la spartizione dei

territori e la chiesa viene chiamata a fissare una linea che garantisca l’occupazione dei territori. Nel

1493 questa linea prende come punto di riferimento le isole Azzorre, a sinistra della linea sarà della

Spagna, a destra del Portogallo. Alessandro VI interviene con un documento papale, con una bolla

redatta su pergamena (pelle di pecora) con sigillo di piombo con il nome del papa e il simbolo è di

San Pietro e di San Paolo. Il sigillo di piombo in latino è detto “bulla”. La bolla prende il nome

dalle prime parole del testo, questa si chiama “intercetera, tra le altre cose”. Inchiostri delle bolle

sono indelebili, non si sciolgono mai. Il sigillo ha il cordone di seta per le bolle più importanti, per

le meno importanti il filo era di semplice spago. I colori del filo sono giallo e rosso, cioè i colori di

Roma (origine). Il pericolo delle bolle è che sono fatte di pelle e possono essere mangiate dai topi.

Con Girolamo Savonarola maturerà lo scontro con Alessandro VI. Intanto Savonarola doveva

sconfiggere il mondo laurenziano, il mondo dell’umanesimo fiorentino imbevuto di classicità.

Savonarola era un grande predicatore, usava figure retoriche, disse che Firenze sarebbe stata

distrutta da un angelo sterminatore mandato da Dio. Il re di Francia Carlo VIII stava preparando una

spedizione in Italia, nel 1494 scese in Italia, con l’appoggio di Milano, con un forte esercito perché

rivendicava diritti su Napoli. Carlo VIII aveva molta artiglieria e cannoni agili trasportati da cavalli.

Si avvicina alla Toscana inviato come ambasciatore. Piero de’Medici si spaventa di fronte

all’esercito di Carlo VIII. Al momento di attraversare la Toscana, dove doveva lasciare delle truppe

di retroguardia che garantissero le comunicazioni, Piero tentò la via della neutralità. All'invasione

della Toscana egli tentò di creare una resistenza, ma da Firenze non ricevette aiuti, per l'influenza di

Girolamo Savonarola. Piero fu costretto alla resa davanti all'esercito di Carlo, ormai vicino a

Firenze, una resa però incondizionata, alla quale Piero non pose nessuna condizione e accettò tutto

quello che Carlo chiedeva. Carlo ottenne il libero passaggio in terra di Toscana, oltre a quattro

piazzeforti in zone di confine e strategiche. I cronisti più oppositori ai Medici riportarono anche di

come Piero si sarebbe inginocchiato davanti al re baciandogli le babbucce, una notizia forse frutto

di eccessiva fantasia denigratoria, ma comunque ebbe l'effetto di infiammare a Firenze la folla che

invitò i Medici a fuggire. Nel 1494 c’è un rivolgimento politico, i Medici fuggono e palazzo Medici

è saccheggiato dalla popolazione, questo è il coronamento del sogno di Savonarola. Carlo VIII è

visto come l’angelo sterminatore invocato da Savonarola. In questo periodo ci sono tre partiti

politici a Firenze: partito mediceo o pallesco perché i Medici hanno lo stemma caratterizzato da

palle (è un partito debole), partito savonarolesco o dei piagnoni e partito degli arrabbiati. Si

diffonde una nuova malattia dalla Spagna, la peste dei marrani ( = erano ebrei e arabi convertiti al

cattolicesimo, però si dubitava ancora di loro e quindi si diceva che avevano diffuso la malattia). Gli

italiani la chiamavano la malfrancese, perché secondo loro l’avevano portata i francesi, invece in

Francia la chiamavano la malnapoletana. Girolamo Fra Castoro era un medico di Verona che

studiò questa malattia descrivendola in termini mitologici. Raccontava di Sifilo, un pastore che non

aveva onorato gli dei e quindi fu punito, da Sifilo prende il nome la sifilide. Numero di casi si

moltiplica, forse si diffuse con la scoperta del nuovo mondo. La sifilide si cura solo con la

penicillina scoperta da Fleming nel 1928. Forse nel nuovo mondo erano presenti medicamenti per

curare questa malattia. Si credeva agli influssi degli astri sull’individuo. Quattro umori erano

considerati alla base dello sviluppo del corpo (sangue, flemma, bile, bile nera) e corrispondevano

alle disposizioni generali del corpo. Forza = sanguigno, calma = persona flemmatica, invidia =

carattere bilioso, tristezza/sofferenza = carattere di bile nera, nero si dice melan in greco e bile si

dice cole, quindi melancole, cioè malinconia, il malinconico ha la bile nera dominante. Il medico

del passato doveva osservare l’umore dominante. Cosa potevano fare per la sifilide? Si credeva che

Dio avesse creato un modo per capire le malattie. Si guardava la corrispondenza tra la forma di erbe

e radici con le parti del corpo, il muschio che cresceva veniva associato ai capelli, bisognava

bagnare la testa e applicarci il muschio sopra. Per il cuore c’era il limone, quindi si davano limonate

ai cardiopatici. Nella sifilide la pelle si alterava, pensavano che il rimedio fosse la corteccia della

pianta del guaiaco (albero americano), questa corteccia in realtà fa sudare, non serviva per la

sifilide, ma per loro era il legno santo. Savonarola ora voleva distruggere il potere di Alessandro VI.

Tramite Annio da Viterbo arrivò a Roma. Alessandro VI reagì e invitò Firenze a prendere posizione

che fu quella di appoggiare Savonarola con il partito dei piagnoni. La chiesa attaccò Savonarola con

l’ordine dei francescani. Iniziò a Firenze un duello oratorio, Savonarola predicava in San Marco e in

Santa Croce, i francescani ricorsero a Domenico da Ponso. Savonarola fece stampare un testo con le

sue prediche che così potevano anche essere lette. Quando predicava, c’era chi trascriveva quello

che diceva, stamperie. Numero degli ascoltatori di Savonarola era molto maggiore. Francescani

sfidarono Savonarola ad un giudizio di Dio, cioè doveva dimostrare le sue tesi camminando sul

fuoco, se non si bruciava Dio era d’accordo con lui. Fu allestito tutto in piazza della Signoria.

Bastava designare un domenicano di Savonarola, ma i domenicani chiesero che lo facessero anche i

francescani. Il primo che metteva i piedi e se li bruciava aveva torto. Chi doveva iniziare? Entrambi

sapevano che si sarebbero bruciati, litigarono e alla fine nessuno camminò sul fuoco, perché iniziò a

piovere e il fuoco si spense. “Ecco il segno” disse Savonarola. Dio non aveva dato il suo giudizio.

Popolazione inferocita contro Savonarola che non aveva fatto il miracolo. Il convento di San Marco

fu preso d’assalto e Savonarola arrestato. Nel 1498 Savonarola fu impiccato in piazza della Signoria

e il cadavere bruciato, non doveva rimanere nessuna traccia. Le ceneri furono spazzate e buttate in

Arno. Firenze mantiene una repubblica indipendente antimedici. Giovanni de’Medici è l’esponente

più importante. Machiavelli e Guicciardini sono personalità importanti del periodo. Machiavelli è

un giovane diplomatico, incontra il figlio di Alessandro VI, Cesare Borgia che possiede il ducato di

Valentinois in Francia, è detto il “valentino”. Machiavelli si rende conto che la politica non tiene

conto della morale, analizza i comportamenti di Cesare Borgia. Machiavelli è il primo sostenitore

della politica, disciplina che non può tenere conto della morale. Cesare Borgia aveva fatto uccidere

esponenti della Romagna. Machiavelli scrive le sue osservazioni. Si consolida il ruolo della politica

spregiudicata. Propaganda politica (grandi teorici come Machiavelli, grandi artisti come

Michelangelo Buonarroti). Nel 1501 deve scolpire il simbolo dello stato, realizza il David (1501-

1504), il David è l’eroe del popolo ebraico, esaltazione della Bibbia, è un piccolo uomo che

combatte e uccide il gigante Golia con un’arma semplice, cioè una fionda. Repubblica fiorentina è

un piccolo stato che vuole combattere contro i tiranni. Scultura viene messa all’ingresso di Palazzo

della Signoria, sede del governo fiorentino. Nel 1503 muore Alessandro VI Borgia. Sale al trono

papale Giulio II della Rovere, nemico dei Borgia. Giulio II vuole consolidare il potere temporale

della chiesa, riconquistare le Romagne dove Cesare Borgia ha il suo impero e creare un nuovo

simbolo per la cristianità. Giulio II pensa ad una nuova Basilica di San Pietro, quella vecchia era

troppo piccola. Chiede a Bramante il progetto della nuova San Pietro che deve essere la più grande

del mondo. Vecchia San Pietro viene distrutta. Giulio II rimane fino al 1513. Il cardinale più vicino

a Giulio II è Giovanni de’Medici. Michelangelo realizzerà per Giulio II la cappella sistina. Giovanni

de’Medici acquista grande peso nella curia. Giulio II è nemico di chi ha sostenuto Savonarola,

quindi nel 1512 c’è una spedizione militare a Firenze. Deve essere ripristinato il potere mediceo, la

spedizione deve spaventare i fiorentini, le truppe papali attaccano Prato che è debole, ci sono

saccheggi, stupri (anche di monache) e i fiorentini si arrendono per non subire quello che ha subito

Prato. 1512 crolla repubblica savonaroliana e ritorno dei Medici. Vengono esiliati tutti quelli che

hanno contribuito alla repubblica, Machiavelli esiliato a Sant’Andrea (San Casciano). Nel 1513

muore Giulio II, c’è il conclave e il nuovo papa è Giovanni de’Medici, il sogno di Lorenzo si

avvera.

Le più grandi opere di Machiavelli nascono nel periodo dell’esilio. In una lettera all’amico Vettori

svela il suo modo di vivere (10 dicembre 1513). Gli racconta come passa le giornate, va nel bosco,

legge Dante, Petrarca, Tibullo. Un ambasciatore importante come lui era ridotto a fermare la gente

di campagna per strada per chiedere loro notizie del loro paese. I suoi amici sono fornai e macellai.

La sera si riunisce con il mondo che veramente gli appartiene, cioè la classicità. Nel suo scrittoio

entra nelle corti degli antichi e parla con loro e loro gli rispondono, “Discorsi sulla prima decade di

Tito Livio”. Farà anche riflessioni politiche, la politica per lui è una scienza che non ha legami con

la morale. Un principe deve essere volpe e leone, e come un centauro, metà uomo, metà animale. La

politica è una realtà con proprie regole, non spirituale. Nasce nel 1513 “Il principe” che segna la

nascita di una nuova visione dello stato e della politica. Si riferisce al valentino. Machiavelli

rivaluta la civiltà etrusca perché loro governavano con il principio delle città stato e delle

federazioni, presenti in Svizzera, sono un modello secondo Machiavelli (“il fine giustifica i mezzi”

dal Principe). Si introduce la scrittura di lettere. Nel 1500 non esistevano buste che comparvero nel

1800. Le lettere ripiegate erano molto piccole, l’indirizzo era vago (ad esempio si scriveva “in

Firenze”), c’era una linguetta attaccata da un lato che si chiamava nizza. Il necessario per scrivere

una lettera era un foglio, un temperino, un sigillo, cera lacca e una candela. Il formato della carta era

uguale a quello di oggi, il foglio si piegava tre volte, si forava con il temperino, si tagliava un

angolo a forma di triangolo da un altro foglio che andava inserito nel taglio della lettera, si

strappava un pezzetto superfluo del triangolo e si chiudeva il tutto con un sigillo di cera lacca.

Aprendo la lettera si vedevano dei tagli e una linguetta (un pezzo del triangolo) sporgeva. Giovanni

de’Medici diventa papa nel 1513 con il nome di Leone X. Gli ideali di suo padre erano stati la

fusione del paganesimo e del cristianesimo e lui li porta a Roma. Il suo segretario era Pietro Bembo.

Leone X trasforma la corte papale e la riempie di artisti. C’era anche Raffaello Sanzio a cui Leone

affida la celebrazione della filosofia antica e della cultura classica (decorazioni). Anche

Michelangelo lavora sotto Leone che gli commissiona le tombe dei Medici a Firenze. Leone nomina

cardinale Giulio de’Medici figlio illegittimo di Giuliano ucciso nella congiura de’Pazzi, sarà papa

dopo Leone. Leone X eredita da Giulio II la costruzione di San Pietro. Occorreva moltissimo

denaro, come reperirlo? Con la vendita delle indulgenze (pratica di "acquistare" indulgenze per sé o

per le anime del purgatorio in modo da accelerare loro il passaggio in paradiso). Concezione del

mondo cattolico romano: quando si muore, se abbiamo commesso peccati, andiamo in purgatorio

per migliaia di anni. La vendita delle indulgenze accorciava i tempi da passare in purgatorio, perché

cancellava dei peccati. San Martino donò una parte del suo mantello ad un povero, nasce la

“Compagnia dei buonuomini di San Martino”, fuori dalla porta c’era una buca per le indulgenze

(2000 anni di purgatorio per una moneta). Questo sistema di accaparrare denaro fu esasperato da

Leone X che aveva bisogno di fondi per realizzare la basilica di San Pietro, il cui progetto era stato

disegnato da Michelangelo. Creò scandalo in Germania e Sassonia. Teologo agostiniano, Martin

Lutero, dichiarò che la vendita delle indulgenze era una atto da punire perché si andava in paradiso

con la forza della fede, non con la forza dei soldi. Nel 1517 affligge 95 argomentazioni contro le

indulgenze, clamorosa denuncia della vendita delle indulgenze, alla porta della chiesa di Wittenberg

(Sassonia). Lutero conosceva l’Italia, nel 1510 si ferma a Firenze durante il viaggio per Roma. Si

fermò presso il convento agostiniano a Firenze in Santo Spirito per riposarsi. A Firenze fu colpito

dagli ospedali, in particolare da Santa Maria Nuova (esisteva dal 1200). L’assistenza fiorentina era

superiore a quella tedesca. C’erano letti ad una piazza e mezzo per portare tre malati, messi sfalsati

e avevano malattie diverse, ma ciò era molto meglio che in Germania. La questione teologica

cambia aspetto. Federico il saggio era principe elettore di Sassonia, proteggeva Martin Lutero, ma

non perché era d’accordo con lui nella critica della vendita delle indulgenze. Aveva intuito che

dietro la critica di Lutero poteva nascere un movimento di critica all’autorità papale. Nel 1517 il

potere in Germania era nelle mani dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo, potere che sovrastava i

principi. Il potere imperiale aveva l’avvallo del papa, indebolendo il papa si metteva in dubbio

l’autorità imperiale, più indipendenza ai principi. Leone invia a Lutero una bolla (1520) di

scomunica di Lutero che lui bruciò pubblicamente. Federico ospita Lutero e gli affida la traduzione

in tedesco della Bibbia allo scopo di rendere familiare a tutti la sua lettura. La versione che

circolava era in latino (San Girolamo), ma il popolo non lo conosceva, affermazione del volgare

tedesco. Nell'anno 1496, Massimiliano I d'Asburgo, Arciduca d'Austria, nonché imperatore del

Sacro Romano Impero, mediante un’accorta “politica matrimoniale”, fece in modo che il proprio

figlio ed erede al trono, Filippo, detto il bello, prendesse in moglie Giovanna di Castiglia, detta la

pazza, figlia dei cattolicissimi sovrani di Spagna Ferdinando d'Aragona e Isabella I di Castiglia. Da

questa unione il 24/02/1500 a Gand nacque Carlo, detto Carlo di Gand che salì al trono nel 1516

con il nome di Carlo V. Nel 1519 muore Massimiliano e ci sono le elezioni imperiali, Si presentano

tre sovrani: Carlo d’Asburgo re di Spagna, Francesco I di Valois re di Francia, Enrico VIII Tudor re

d’Inghilterra. Fra i grandi elettori c’era Federico il saggio. Carlo ha 19 anni e si indebita fino ai

capelli per pagare gli elettori che lo eleggono. Nel 1519 una spedizione da lui finanziata nel nuovo

mondo ha un successo strepitoso, si parlava dell’esistenza di uno stato ricchissimo nel nuovo

mondo. Hernàn Cortés, avventuriero, riesce a conquistare il Messico. In Messico c’era il potere

monarchico con Montezuma. Cortés si fa un’amante, le insegna lo spagnolo e se ne serve per

convincere i capi tribù a volere la protezione della Spagna contro Montezuma. Si crea una guerra

civile e Montezuma viene ucciso. Il Messico era ricco d’oro, l’oro arriva in Spagna per pagare i

debiti. Carlo V offre ai Fugger con cui era indebitato l’appalto dell’importazione del legno santo

per curare la sifilide. Carlo V: Austria, Germania, Paesi Bassi (Belgio, Olanda, Lussemburgo),

domini americani, Spagna e Italia meridionale. Questo allarma Francesco I che vuole porsi in

mezzo ai domini assurgici, in particolare vuole la Lombardia. Disputa militare fra Francesco I e

Carlo V per la conquista del ducato di Milano. Francesco I va direttamente sul campo di battaglia,

da quanto teneva a Milano. 1525: avviene la sconfitta per Francesco I a Pavia. Francesco I combatte

sul campo di battaglia, ma sarà una scelta fallimentare: i francesi sono sconfitti e Francesco I preso

prigioniero. Per Carlo V è una vittoria straordinaria. Leone X era morto nel 1521. Adriano VI di

Utrecht (danese, è l’ultimo papa non italiano prima dell’elezione di Giovanni Paolo II nel 1978)

diventa papa nel 1522, era il maestro di Carlo V. Adriano muore nel 1523. Nel 1523 diventa papa

Giulio de’Medici con il nome di Clemente VII. Clemente VII è un sostenitore di Francesco I e vede

in Carlo V un pericolo perché è troppo potente. Francesco I è liberato e, tornato in Francia, subito

organizza un nuovo scontro contro Carlo V con l’appoggio del papa. Carlo V aveva un forte

esercito in Italia, aveva conquistato Milano, dirige l’esercito verso il papa. 1527: Clemente VII

mantiene comunque la sua alleanza con Francesco I. Carlo V vede il papa come un re, non come un

religioso. Sacco di Roma Clemente VII è costretto a rifugiarsi in Castel Sant’Angelo, la fortezza del

papato, antica tomba di Adriano, per salvarsi. Benvenuto Cellini è con il papa in Castel

Sant’Angelo. Era un suonatore di piffero alla corte papale. Era anche orafo e scultore. Prepara un

cannone e uccide un uomo da Castel Sant’Angelo di fronte al papa. Gli chiede perdono e il papa lo

perdona per quello e per tutti quegli omicidi che compirà in difesa del papato. Sacco di Roma è

devastante. Si chiedeva alle porte un pagamento in cambio di non essere saccheggiati. Questo si

ripeteva per giorni: taglieggiare. Quando un palazzo era saccheggiato i possedimenti venivano

messi per la strada, così i signori potevano ricomprarli se avevano ancora denaro. Si svuotarono

tutte le fogne per cercare denaro e gioielli nascosti, si sviluppa la peste.

Clemente VII chiuso in Castel Sant’Angelo, saccheggio in atto e peste. A Firenze inizia una

rivoluzione, i fiorentini si ribellano ai Medici e i rappresentanti dei Medici sono costretti a fuggire.

Nel 1527 Savonarola viene evocato, Michelangelo Buonarroti abbandona ogni impegno e si dedica

alla difesa di Firenze. Il busto di Bruto rappresenta l’idea politica di Michelangelo. Scolpisce

uccisione di Cesare, è un messaggio di lotta. Carlo V è un politico, chiede al papa di cambiare

l’alleanza, Clemente VII ascolta questo richiamo e cambia alleanza, sostiene Carlo V e viene

liberato, abbandona la Francia di Francesco I. Clemente VII in cambio dell’alleanza chiede che il

potere della sua famiglia sia ristabilito a Firenze. L’accordo fu perfezionato a Bologna e nel 1529 le

truppe di Carlo V che erano a Roma si stabiliscono a Firenze, l’ingegnere militare che cura le difese

è Michelangelo che suggerisce l’inserimento di un cannone sopra il campanile di San Miniato.

Poiché c’erano artiglierie pronte a colpire il campanile, Michelangelo suggerisce di coprire il

campanile con dei materassi, comunque attualmente ci sono dei danni di quei cannoni nel

campanile. Nel 1527 si era presentato Machiavelli che sperava di avere degli incarichi, ma venne

considerato un traditore dal governo repubblicano perché aveva accettato incarichi dai Medici,

Machiavelli morì di crepacuore. Michelangelo era adorato da Clemente VII e da Carlo V. Nel 1530

Clemente chiese di poter creare a Firenze la propria dinastia e Carlo V acconsente. Francesco

Ferrucci (comandante dell’esercito fiorentino) perde e nel 1530 la repubblica fiorentina si arrende.

Era arrivata anche la peste. Benedetto Varchi è uno storico e filosofo che scrisse “Storia fiorentina”,

è sepolto nel chiostro dell’ingresso della facoltà di lettere (dalla parte di via Alfani). Varchi

descrisse il comportamento dei fiorentini con la peste: molti fuggirono, quelli che non potevano

fuggire non uscivano di casa se non tardi e fasciati. Si credeva che la peste fosse provocata dall’aria

puzzolente, invece era provocata dalla pulce dei ratti neri. I fiorentini portavano delle palle di pasta

odorifere, fatte di erbe profumate, e le annusavano mentre camminavano. I medici furono i primi a

partire e si improvvisavano medici altri come i ciabattini. Le botteghe erano per lo più chiuse, le

poche aperte avevano un serraglio davanti in modo che nessuno si potesse avvicinare, la merce

veniva consegnata con pale e i soldi erano presi sempre con palette e poi venivano gettati in pentole

o catini pieni d’acqua. Carlo V nel 1530 impone un mutamento a Firenze, Carlo V si sente un

europeo, ha tanti possedimenti che non fissa mai la capitale, dove si trova lui nel momento è la

capitale del Regno. Nell’agosto 1530 Carlo V si trova a Bruxelles, invia un documento (un

diploma) dove stabilisce per Firenze il ducato che deve essere ereditario all’infinito, deve succedere

al trono sempre il primogenito maschio. Primo duca è il nipote del papa, Alessandro, il nipote deve

essere unito a Carlo V da un matrimonio, la figlia di Carlo V deve sposare Alessandro, Carlo V ha

una figlia illegittima, Margherita. Alessandro è nato da una serva dei Medici amante di tutti quelli

che c’erano in casa. Clemente VII aveva una nipote, Caterina de’Medici. Offre quindi le nozze di

Caterina con Enrico II, figlio secondogenito di Francesco I. Alessandro fa costruire una fortezza per

proteggere Firenze. C’era il forte di Belvedere che sparava sul centro d Firenze. Fortezza da Basso

costruita per proteggere il potere mediceo. Ospitavano cannoni o soldati. Alessandro si affida ad un

artista per esprimere il suo potere, sceglie Baccio Bandinelli che deve rappresentare il potere di

Alessandro e scolpisce Ercole e Cacco. I medici non distruggevano mai i simboli politici, ne

mettevano altri accanto, era inutile distruggere i simboli, la storia c’era stata comunque, è un segno

di intelligenza dei Medici. Alessandro aveva scelto come suo simbolo un rinoceronte, cioè un

simbolo di forza e difesa. Vengono realizzate nuove monete (scudi d’argento), si affidano a

Benvenuto Cellini per il conio. Vengono scelti per le monete due santi: Cosma e Damiano (santi dei

medici chirurghi). Enrico VIII Tudor (re di Inghilterra), che aveva sposato Caterina d’Aragona di

Spagna ma non avevano avuto figli maschi, chiese a Clemente VII l’annullamento del suo

matrimonio per poter sposare Anna Bolena. Carlo V si oppose perché Caterina d’Aragona era sua

zia. Disse al papa che quel matrimonio non si poteva annullare (sarebbe stata un’offesa personale).

Clemente VII rifiutò la richiesta di Enrico VIII, allora Enrico emanò nel 1534 un atto = era un atto

di supremazia, dove si stabiliva che il re è capo della chiesa inglese e si stacca dalla chiesa di Roma

non riconoscendo più il papato. Nasce così l’anglicanesimo = la chiesa inglese non riconosce

l’autorità del papa. Enrico VIII si annullò il matrimonio da solo e sposo Anna Bolena, ma ebbe da

lei solo una figlia: Elisabetta I. Giovanni Calvino cacciato dalla Francia trova rifugio a Ginevra

dove crea il Calvinismo. Nel 1534 muore Clemente VII. Ci furono anche oppositori di Enrico VIII.

Come Thomas More, anche Tommaso Moro scrisse un testo su un’isola fantastica, un’utopia,

quando Tommaso Moro morì divenne San Tommaso Moro. Alessandro de’Medici è sempre più

solo senza Clemente VII, comunque ci sarà il matrimonio nel 1536 con Margherita d’Asburgo.

Alessandro ha un nemico, il cugino Lorenzo de’Medici, che è il suo primo successore. Alessandro

aveva il vizio delle donne, mise gli occhi sulla moglie di un Ginori. Lorenzo disse al cugino di aver

convinto la donna ad incontrarlo, ma all’appuntamento c’era in realtà Scoroncolo, un sicario. Il

6/01/1537 Alessandro muore. Il potere è nelle mani di Margherita d’Asburgo ma viene cercato un

successore: è un lontano cugino di Alessandro, è Cosimo, figlio di Giovanni delle bande nere. Erede

dei beni medicei è Margherita, Cosimo chiede di sposarla, ma ne’ Margherita ne’ Carlo V vogliono.

Il nuovo papa è Paolo III Farnese che propone il matrimonio di suo nipote Ottavio con Margherita.

Carlo V è d’accordo, ma Margherita si ribella, alla fine accetta, ma si vendica: non andrà mai a letto

con Ottavio. Dopo varie suppliche Margherita cedette a Palazzo Madama che è attualmente sede del

senato. Elisabetta Farnese sposa un Borbone, il figlio del re di Napoli Carlo di Borbone, per questo

dei beni dei Medici e poi dei Farnesi sono finiti a Napoli (tazza farnese). 1525 ci fu la battaglia di

Frankenhausen in Germania con i contadini opposti ai feudatari. In origine rivolta contro

l'oppressione feudale, essa divenne, sotto la guida di Müntzer, una guerra contro tutte le autorità

costituite, e un tentativo di stabilire con la forza il suo ideale di comunità cristiana, con

l'uguaglianza assoluta e la comunione dei beni. La sconfitta totale degli insorti nella battaglia di

Frankenhausen (15 maggio 1525), seguita come fu dall'esecuzione di Müntzer e di diversi altri capi,

si rivelò solo uno scacco temporaneo per il movimento Anabattista.

Tutti si erano ribellati e Carlo V deve affrontare la lotta finale. I principi tedeschi protestanti uniti a

Francesco I nella lega di Smalcalda affrontano Carlo V. Nel 1544 Carlo V e Francesco I, vista

l’impossibilità di prevalere l’uno sull’altro, conclusero a Crépy una pace, che riconosceva a Carlo il

possesso di Milano e alla Francia la Savoia e parte del Piemonte. Carlo nel 1547 a Muehlberg

otteneva anche una grande vittoria contro la Lega dei luterani. Ma in realtà la verità era ben diversa,

perché né i luterani né il successore di Francesco I, il re di Francia Enrico II, si consideravano

sconfitti, per cui Carlo V con la pace di Augusta del 1555 dovette riconoscere il famoso principio

“cuius regio eius religio”, in base al quale i principi della Lega ottenevano la loro indipendenza e

potevano seguire la religione che preferivano, costringendo i sudditi ad adeguarsi. Principe può

aderire al cattolicesimo romano, ma anche al luteranesimo che ottiene la sua sanzione ufficiale.

L’imperatore rimane cattolico romano e il principe che decide di aderire al luteranesimo non è più

obbligato ad obbedire all’imperatore. Carlo V vede la sua utopia (cioè la creazione di un unico

grande impero basato sul cattolicesimo romano) fallire. Carlo V nel 1556 ritiene esaurito il suo

ruolo politico e lascia il potere. Era l’uomo più potente del mondo. Si ritira a vita privata in un

convento in una regione della Spagna. Circondato dai dipinti del suo pittore preferito, Tiziano.

Tiziano ebbe per Carlo V una grande venerazione. L’immenso potere di Carlo V finisce, non ci sarà

mai più una figura con il suo potere. Divide i suoi domini in 2 parti: al figlio primogenito Filippo II

lascia la Spagna, Milano, Napoli, Sicilia, Sardegna, i Paesi Bassi (Belgio, Olanda, Lussemburgo) e i

domini americani (Messico, Perù e la zona nei pressi di Cuba). Carlo V era anche imperatore del

Sacro Romano Impero che lascia al fratello Ferdinando d’Asburgo (l’impero comprendeva

l’Austria e la Germania del sud; ancora oggi la Germania del nord è dominata dal luteranesimo).

Paolo III Farnese è un personaggio di grande rilievo, costituisce l’ordine religioso di Ignazio di

Loyola, che aveva fondato la Compagnia di Gesù, un ordine religioso della Chiesa cattolica, istituito

con l'intento di rafforzare la Chiesa di Roma, inizialmente contro il Protestantesimo. I membri sono

i Gesuiti. Ignazio si occupava solo di armi e di donne; combattè a Pamplona, fu colpito ad una

gamba, ma siccome le ossa non si saldarono rimase gravemente zoppo, allora decise di farsi

spezzare la gamba di nuovo, ma ancora non si saldò bene. Si fece segare le ossa che sporgevano

senza anestesia (introdotta negli anni ’40 del 1800). Ignazio affronta un calvario spaventoso e

rischia sempre di morire di cancrena. Legge “Vite dei Santi”, decide di consacrare la propria

esistenza a Dio e creare una compagnia militare al servizio del papa. I Gesuiti sono una milizia per

il papa. Milizia composta solo da ufficiali, anche oggi è composta dai padri laureati e da studenti

universitari. Milizia di alto profilo intellettuale. Gesuiti sono teologi, predicatori, missionari e

educatori, si occupano solo dell’istruzione liceale, fecero anche opera missionaria per diffondere il

cattolicesimo in Cina, Giappone e America del Sud. Nel 1540 Paolo III Farnese approva la

compagnia di Gesù e la rende ufficiale. Paolo III favorisce la creazione del Concilio di Trento nel

1545, cattolici e protestanti si riuniscono a Trento (via di mezzo) e si confrontano. È travagliato,

dura 18 anni, fino al 1563, con papi e cardinali diversi. Nel 1555 con la pace di Augusta il

luteranesimo ha la sua approvazione, principi tedeschi diventano luterani e i loro sudditi devono

seguirli nella scelta. Se non sono d’accordo se ne devono andare. Nel 1555 si diffonde il

luteranesimo e si riflette a Trento. Intransigenza cattolico romana diventa maggiore, si cerca di

irrobustire il cattolicesimo romano con la riforma cattolica chiamata la Controriforma, nuovi ordini,

i laici la favoriscono, Filippo Neri, sacerdote cattolico, favorisce la creazione della congregazione

dell’Oratorio, i membri sono chiamati filippini, i filippini si occupano dell’educazione elementare

secondo principi cattolico-romani. Altro sacerdote è Camillo De Lellis, all’inizio era un giocatore

d’azzardo, rimaneva nudo pur di giocare, si ammala, prende una piaga ad una gamba che non

guarirà mai. Abbandona quindi il gioco dei dadi e consacra la sua vita a Dio. Fondatore dell'Ordine

dei Ministri degli infermi (camilliani); è anche venerato come santo dalla chiesa cattolica ed è

considerato il protettore dei malati, degli infermieri e degli ospedali. Il loro abito è nero con una

croce rossa sul petto. La controriforma cerca, con la creazione dei nuovi ordini, di creare nella

società un nuovo consenso, viene individuato un grande nemico. Come si sono diffuse le idee

protestanti? Con i libri di Lutero e Calvino. La stampa diventa per i cattolici romani un nemico, i

libri sono portatori di corruzione. Si deve controllare la stampa e la circolazione dei libri, il papa è

Paolo IV Carafa che ha un’idea: proibire i libri che hanno caratteri contrari al cattolicesimo

romano, questi libri devono essere bruciati. Creare un elenco di libri illeciti. Nel 1559 nasce l’indice

dei libri proibiti (indix librorum proibitorum), è un libro che contiene l’elenco alfabetico degli

autori e libri proibiti. Tutti i libri di autori protestanti, libri di carattere politico (come “Il Principe”

di Machiavelli e “La monarchia” di Dante), poi il Decamerone di Boccaccio perché molti dei

protagonisti sono monache o preti. Le opere dell’indice dovevano solo essere bruciate, nessuno

doveva averle. La città che aveva le maggiori stamperie era Venezia, lo stampatore più celebre era

Aldo Manuzio (fine ‘400 – inizio ‘500), era romano e a Venezia aveva fondato una stamperia, uno

dei primi che usò i caratteri mobili. Erasmo da Rotterdam era un suo amico che andava nella sua

stamperia. Veneziani reagirono all’indice, imponendo l’acquisto dei libri per poterli poi bruciare.

Ma Roma non li voleva comprare, un inviato papale si scontrò con il governo di Venezia, un

componente sputò all’inviato papale. I veneziani producevano tanti vetri, per non romperli durante

il trasporto li imballavano con pagine di libri. L’indice aveva validità solo nel mondo cattolico, in

Svizzera, Germania del Nord e Inghilterra non valeva. In Svizzera venivano rilegate le pagine di

imballaggio usate per i vetri e rivendute. L’indice scontentava tutti, il successore di Paolo IV fu Pio

V che decise di introdurre nel 1564 il principio dell’espurgazione, cioè della censura parziale,

alcune opere, quelle non propriamente teologiche, potevano essere censurate e poi tornare in

circolazione, espurgate, ma non bruciate. Fra queste opere che subirono la modifica c’è il

Decamerone. Il libro assolutamente proibito era la Bibbia, si poteva leggere solo in latino nella

versione di San Girolamo. La libera lettura della Bibbia aveva creato la corruzione, non si poteva

leggere in volgare; con il principio dell’espurgazione si consentiva ai vescovi di rilasciare licenze

per il possesso della Bibbia in volgare. L’indice fu stampato fino al 1949, anche Moravia finì

nell’indice, così come Rousseau e Beccaria. Filippo II era alleato della chiesa e massimo sostenitore

della chiesa di Roma e delle norme del Concilio di Trento che stabilisce totale divisione tra cattolici

e protestanti. Con Filippo II inizia il predominio spagnolo in Italia, Filippo II affronta nel 1556

Enrico II, figlio di Francesco I di Francia. Scontro tra Francia e Spagna, battaglia di San Quintino,

si tenne il 10 agosto del 1557 (giorno di San Lorenzo, Filippo II vede in San Lorenzo un suo

alleato) nella città francese di Saint-Quentin, che sbarrava all'esercito spagnolo la via di

penetrazione più rapida verso Parigi. L'esercito francese, comandato dal maresciallo Montmorency,

fu schiacciato da quello spagnolo, comandato da Emanuele Filiberto. Tutti i cannoni francesi

caddero in mano dell'esercito spagnolo. Tuttavia Filippo II di Spagna non approfittò in pieno della

vittoria, e due anni dopo firmò la Pace di Cateau-Cambrésis senza essere riuscito a piegare

definitivamente la Francia. Per l'Italia le conseguenze più importanti di questa battaglia e del

successivo trattato di pace furono il riconoscimento del predominio spagnolo sul territorio italiano e

la restituzione ai Savoia dei loro territori, come premio per la vittoria ottenuta da Emanuele

Filiberto. Enrico II si ritira in Francia e stabilisce che mai più i francesi avranno diritti in Italia,

inizia il predominio spagnolo in Italia.

10 agosto 1557 vittoria folgorante a San Quintino, Filippo II stabilì che San Lorenzo fosse il suo

santo protettore, fissa per la prima volta la capitale a Madrid, dove vuole la realizzazione del

palazzo reale, l’Escorial, una sorta di convento, mausoleo. San Lorenzo morì arrostito su una

gratella, il suo emblema è una gratella, l’Escorial visto dall’alto ricorda il martirio di San Lorenzo.

Il vero nome della reggia è “San Lorenzo dell’Escorial”. Pace del 1559: egemonia spagnola in Italia

che durò fino al 1714, quando per effetto della guerra di successione spagnola alla Spagna come

egemone in Italia subentrerà l’Austria. Enrico II giunge all’accordo della pace del 1559. Enrico II

era sposato con Caterina de’Medici. Per la pace di Cateau-Cambresìs si allestisce un torneo per

festeggiare, al quale vuole partecipare Enrico, ma Caterina ha un brutto presentimento e glielo

sconsiglia. I tornei erano gare di abilità e sfide con lance. La lancia di un cavaliere gli entra in un

occhio e gli sbuca dal cranio. Non muore subito Enrico, il medico di corte vuole studiare il caso e

vuole delle teste di condannati a morte per capire che possibile lesione ha subito il re. Ma Enrico II

muore e Caterina si trova reggente perché i figli sono troppo piccoli. Iniziano serie di guerre

religiose e scontri con il calvinismo. Filippo II si sente il braccio armato della controriforma, vuole

imporre l’indice dei libri e l’inquisizione = controllo della morale pubblica e dei comportamenti.

Filippo vuole l’inquisizione nei Paesi Bassi, cari al padre, dove erano già entrati fermenti religiosi

calvinisti, è visto come un tiranno dai Paesi Bassi, è una guerra difficile. Politica mediterranea è

dominata dai turchi, è una potenza navale fra le più importanti del mondo. Minaccia costante sulle

coste del Mediterraneo. Filippo fa una campagna di difesa contro i turchi, reti di torri con sentinelle

per controllare se arrivavano i turchi, in modo da poter fuggire. Torri ci sono anche in Italia. Filippo

II, col sostegno del papa Pio V, allestisce una flotta per affrontare i turchi e ottiene una vittoria a

Lepanto. C’è bisogno di molto denaro per finanziare queste imprese. Il Perù è ricchissimo di

argento e gli spagnoli ne ricavano il più possibile sottoponendo gli abitanti a ritmi di lavoro

estenuanti. Morte fra i peruviani che non fanno più figli. Le popolazioni africane della costa sono

incaricate di razziare membri di altre popolazioni interne che sono mandate in America a lavorare e

a sopperire al crollo della popolazione originaria (a Cuba e Tahiti i nativi sono tutti morti).

Commercio triangolare, le popolazioni africane che venivano a contatto con i mercanti volevano

cose da poco, stoffe e perline di vetro di Venezia, in cambio della schiavitù = Europa, Africa,

America, Europa = percorso triangolare. Il ritmo di scavo dell’argento è spaventoso, vengono

coniate in Perù monete d’argento: bruttissime, non tonde, rozzamente ritagliate a mano, impresse

con lo stemma del regno di Spagna che vengono messe subito in circolazione da Siviglia, unico

porto sull’Atlantico (erano brutte per la furia di produrle). Questo argento per le monete costava

poco a Filippo II, soprattutto il costo del trasporto. Tantissime monete intrinsecamente svalutate.

Inflazione = i prezzi delle merci crescevano e ci volevano sempre più monete per pagarle.

Rivoluzione dei prezzi, Europa inondata da questo flusso di brutte monete di poco valore. Filippo II

riversa la crisi sull’Italia. I poveri vanno in città a mendicare, mostrando piaghe per avere elemosine

da passanti o nei conventi. Crisi economica, impostata da Filippo per la sua politica repressiva.

Filippo vuole una guerra con l’Inghilterra, dove la regina Elisabetta I aveva già cominciato a

danneggiare Filippo: furti nelle flotte che trasportavano l’argento e le monete verso Siviglia. Gli

abusivi erano i pirati, ma accanto a loro c’erano i corsari. I pirati erano ladri in proprio, odiati da

tutti. I corsari erano ladri autorizzati a rubare, avevano una patente dallo stato per rubare. La regina

Elisabetta I li finanziava per rubare nelle navi di Filippo II e davano una parte del bottino

all’Inghilterra. Nel 1588 Filippo allestisce l’invincibile armada per attaccare l’Inghilterra. Ma fu

dimezzata da una tempesta e poi fu distrutta dalle navi inglesi, più leggere e agili. Scontro lacerante

e grande sconfitta. Il pittore prediletto di Filippo II che ne incarnava la psicologia era il fiammingo

Hieronymus Bosch. Nei quadri Filippo sembrava inquietato e lacerato da profondi turbamenti.

Filippo era il suo maggior collezionista. Cosimo I de’Medici mandò a Filippo in omaggio un Cristo

fatto dal Cellini che era stato audace perché era nudo. Filippo II inorridì e lo fece mettere in un

corridoio buio dell’Escorial. Problema della denutrizione, poveri che non mangiano, indebolimento,

malattie, mortalità alta. Il culmine di questo processo si avrà nel 1630 con la più celebre pestilenza.

I grandi percorsi commerciali aperti dal triangolo commerciale fanno risultare il mediterraneo più

chiuso perché l’interesse è concentrato sull’atlantico, Inghilterra e Paesi Bassi. Nei momenti di

instabilità ci si rivolge a case e terreni: i grandi capitali investiti in commerci rientrano e si investe

in palazzi di una nuova aristocrazia mercantile, si investe meno in attività imprenditoriali e

commerciali. Contrazione economica. L’Europa si dedica all’agricoltura, cresce il numero dei

contadini in condizione pessima perché si vuole che i terreni producano sempre di più. La chiesa

interviene per pensare ai poveri. “La povertà contenta” scritta da un gesuita di nome Daniello

Bartoli, grande biografo di Ignazio di Loyola dedicato “ai ricchi non mai contenti”. Daniello Bartoli

scrive la storia della moneta, che parla in prima persona nel libro (es: “mille volte fui perduta”).

Modo diretto e coinvolgente dell’esposizione dei Gesuiti. L’inizio del ‘600 vede la diffusione

sempre maggiore della povertà. 1618 c’è la guerra dei trent’anni che insanguinerà il centro Europa e

la Germania in particolare fino al 1648. Nel 1630 provoca la diffusione della peste nel cuore della

Germania che provoca una vera e propria ecatombe fra il 1630 e il 1631. Il 40% della popolazione

muore, anche perché era già provata dalla fame e dalla povertà. 20000 morti in un anno, incredibile

invasione di topi nel 1630, ratti neri. L’Italia fu coinvolta solo marginalmente dalla guerra dei

trent’anni, compaiono nuove potenze come la Danimarca e la Svezia. Nuovo quadro di riferimento

europeo. Appare un’utopia una guerra per imporre un’unità religiosa che non può esistere. Guerra

voluta dagli Asburgo d’Austria per imporre il cattolicesimo. 1648 trattato di Vestfalia dove si

riconosce la legittimità del calvinismo. (Nel 1555 c’era stata la consacrazione del luteranesimo).

Nel 1648 l’Olanda ottiene la sua indipendenza contro Filippo II, diventa la repubblica delle

province unite. Gli olandesi si dedicano ora ai propri commerci e alla costruzione della propria

flotta. Sono carrettieri del mare, cioè si specializzano nel trasporto di ogni tipo di merci, anche degli

schiavi. Trasferiscono in Europa le porcellane cinesi, pregiate e costosissime. Occorre un

imballaggio sicuro per il trasporto dalla Cina all’Olanda: casse piene di tè, molto comune in Cina,

leggero e buona protezione per le porcellane che vi si inseriscono. Grandi quantitativi di tè, gli

olandesi diffondono il tè cinese in Europa, puntando sulla sua qualità. Il mondo religioso non viene

solo attaccato militarmente. L’inizio del ‘600 è caratterizzato anche da una straordinaria rivoluzione

scientifica. La chiesa era così rigida, impediva la circolazione di tutto, ma così facendo non poteva

trionfare in eterno. Galileo Galilei: compiuti gli studi a Pisa era andato ad insegnare all’università di

Padova, della repubblica di Venezia. Acclamatissimo dagli studenti. Osserva il cielo e perfeziona il

cannocchiale già studiato dagli olandesi. Lo regalerà al senato veneto e sarà molto apprezzato per

vedere navi da lontano e avvistare nemici. A Venezia non c’era l’università perché gli universitari

sono pericolosi e tenuti lontano dalle capitali. (1924 prima università a Firenze, l’università era a

Pisa). Galileo vede i satelliti di Giove mai visti prima. Entusiasta scrive e comunica la sua scoperta

a Cosimo de’Medici (il granduca Cosimo II). Galileo chiamava i satelliti “stelle medicee”. Nel 1610

pubblica il “Sidereus Nuncius”, è un trattato dedicato a Cosimo II de’ Medici, come i satelliti di

Giove. Nome dei Medici proiettato in cielo. Galileo elabora una nuova teoria: il metodo

sperimentale. Osservare da vicino i fenomeni, le loro caratteristiche e fare la riprova delle

osservazioni. Osserva le fasi della luna e gli spostamenti dei pianeti. Tolomeo, astronomo egizio, nei

suoi studi aveva appreso che la terra era al centro dell’universo, immobile e che il sole era un

pianeta che le girava attorno. Galileo osservando comprende che questa tesi era inconsistente e

falsa. Prima di lui lo aveva affermato Niccolò Copernico: il sole al centro dell’universo e la terra è

un pianeta che gli gira attorno. Cosimo II aveva fatto di tutto per far venire a Firenze Galileo, per

ringraziarlo dell’omaggio. Gli offrì un posto all’università di Pisa, ma Galileo stava benissimo a

Padova: faceva 30 ore di insegnamento. Cosimo gli raddoppiò lo stipendio pur di farlo venire. Gli

amici veneziani misero in guardia Galileo perché Venezia era un baluardo contro l’inquisizione. Nel

1605 a Firenze erano stati arrestati per furto degli ecclesiastici che furono incarcerati. Questi dissero

che il tribunale di Venezia non poteva giudicarli, ma dovevano essere processati a Roma. Paolo V

Borghese (termina i lavori in San Pietro) accoglie l’appello degli ecclesiastici, il doge di Venezia

reagisce: Leonardo Dona era un uomo intransigente. Disse che gli ecclesiastici erano veneziani e

che non dovevano essere inviati a Roma. Paolo V scaglia un interdetto contro Venezia: toglie il

riconoscimento a quella città di far parte del mondo cattolico. Scomunica. Il doge chiude tutte le

frontiere, l’interdetto a Venezia non arrivò mai. L’arcivescovo di Venezia dette l’ordine che non ci

fossero funzioni religiose a Venezia perché c’era l’interdetto. Doge disse che gli ecclesiastici

veneziani erano suoi sudditi prima che del papa, la pena era quella della morte immediata. Tutte le

chiese di Venezia erano dunque ufficiali. Paolo Sarpi, membro dell’ordine di Maria (Santissima

Annunziata) scrive la storia del concilio di Trento per attaccare la Santa Sede. Paolo Sarpi era un

ecclesiastico. Roma reagisce facendo scrivere al cardinale Pallavicino un’altra storia del concilio di

Trento. Il conflitto Roma – Venezia si esaurì con la morte dei protagonisti.

Galileo scopre i satelliti di Giove e li dedica a Cosimo II de’ Medici che fa di tutto per richiamare

Galileo a Firenze. Galileo avrà una cattedra a Pisa, fa studi e ricerche, ma incontra difficoltà.

Galileo arriva alla conclusione che la teoria che vede la terra al centro dell’universo e il sole come

un pianeta che le gira attorno è sbagliata, aveva ragione Copernico, Galileo prese quindi in

considerazione la teoria di Copernico. Teoria di Tolomeo era falsa. Il sole è immobile al centro

dell’universo. Reazione da parte dei domenicani di Santa Maria Novella. C’era l’inquisizione =

difesa dell’ortodossia cattolico-romana. Chiesa aveva dichiarato vera la teoria di Tolomeo. Si

fondava su un breve passo della Bibbia (“Oh sole fermati su Gabalon, e il sole si fermò”), Giosuè

dice al sole di fermarsi perché vuole un altro tempo per la battaglia, è un’interpretazione letterale

della Bibbia, Galileo disse che non si poteva interpretare in modo così letterale. Interpretazione di

Galileo suscita scandalo, viene convocato nel 1616 a Roma per chiarire all’inquisizione la propria

posizione. Dietro Galileo c’è Cosimo II che parla alle autorità e presenta Galileo come suo

matematico, filosofo e amico. Galileo sarà esaminato da un gesuita, il cardinale Roberto Bellarmino

da Montepulciano. Montepulciano è governata da Cosimo II, è quindi un suddito di Cosimo II.


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Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Pizzetti Silvia Maria.

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