Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

PERIODIZZAZIONE DELLA SORIA: CHE COS'E' LA STORIA MODERNA?

E' una scelta arbitraria: la necessità è di esplicitare i concetti e le categorie che vengono specificate.

Il concetto di modernità (ogni periodizzazione è un’interpretazione):

• accezione temporale: moderno sta per recente, Jaques le Goff cercò l'origine del termine

moderno e la colloca in questa accezione dal 600;

• di valore “nuovo” e “migliore”: assegniamo al termine moderno un elemento di novità e

miglioramenti, perciò il concetto di moderno va a imparentarsi a idee di progresso e

avanzamento e con termini come “innovatore” e “innovazione”;

• età moderna: determinata una fase dello sviluppo della civiltà occidentale --> 1492/1848

a partire dagli anni '20 la periodizzazione si è consolidata: inizio dalla metà del 400 al 1517 -

fine riforma protestante- (inizio della storia moderna) e finisce al termine dell'età

napoleonica.

Chi e come ha determinato la periodizzazione?

Periodizzazione classica: periodizzazione eurocentrica e legata ad una precisa visione liberale della

società e della storia. questa visione inizia nella prima metà dell'800.

Premessa: intorno alla metà del '700 inizia a svilupparsi un concetto di storia con cesure interne.

Voltaire (1748) mette in discussione l'idea della storia come Historia Salutis, cioè della storia

dell'umanità come cammino verso la Salvezza e come tale unicum non differenziabile dall'avvento

di Cristo al Giudizi Universale. La storia inizia ad essere contestualizzata a livello umano e

mondano, non più religioso. da ciò sarà possibile applicare delle cesure; fare perciò una filosofia

della storia: è una prima riflessione sulla periodizzazione della storia, ma bisogna attendere la

Rivoluzione Francese per avere la consapevolezza di un nuovo periodo storico (ad un antico regime

si contrappone la nuova era). Voltaire avvia questa riflessione con l’elemento guida che è la ragione,

sulla base della quale, appunto, poter pensare di identificare momenti e periodi, che in qualche

modo definiscono ambiti cronologici. è una prima riflessione.

Tappe fondamentali:

1. la Rivoluzione Francese: matura la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un momento di

svolta. Prese forma allora negli storici di inizio secolo l’idea di un età moderna premessa di

tali sviluppi. è con la Rivoluzione Francese che viene coniato il termine Antico Regime e

i modi d’intendere l’età moderna; i rivoluzionari volevano rappresentare uno spartiacque,

volevano segnare la presa di distanza da tutto ciò che era stato prima della rivoluzione ed

indicare la nuova stagione; con la rivoluzione prendere piede l’idea che l’età moderna abbia

un inizio e una fine. L’inizio è quello che già Voltaire indica come la serie di eventi

collocabili tra la metà del ‘400 e la metà del ‘500, e il momento conclusivo è la Rivoluzione

Francese. Che significato ha questa età moderna agli occhi degli storici per primi

utilizzarono questa periodizzazione? La logica è quella di trovare all’interno di questi tre

secoli, le premesse della modernità, le premesse di quella società che all’inizio

dell’ottocento cominciava a formarsi.

2. Francois Guizot lezione d’esordio al Corso del 1828. Guizot, primo teorizzatore della

storia moderna: nel 1912 diventa titolare della cattedra di storia moderna alla Sorbonne.

Definizione storia moderna all’apertura del suo corso: “Giungiamo alla soglia della storia

moderna propriamente detta, alla soglia di questa società che è la nostra, di cui le

~ 2 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

istituzione, le opinioni , i costumi erano quarant’anni fa quelli della Francia. Sono ancora

quelli dell’Europa ed esercitano ancora su di noi, malgrado le metamorfosi che la nostra

rivoluzione ci ha fatto subire, un influsso tanto potente. È nel XVI secolo che inizia

veramente la storia moderna”. Dà una definizione che è fortemente condizionata dalla

posizione di chi per primo elabora questo concetto. Come già detto, è una definizione

europocentrica: tutto viene visto per lo sviluppo politico, istituzionale, economico e sociale

dell'Europa. Dietro questa concezione di modernità ci sia l’idea di modernità come

progresso, cioè l’idea che in trecento anni alcuni fenomeni ed eventi progrediscono, si

innovano in vari ambiti, tutti quei fenomeni che si sarebbero sviluppati nell'800. È una

lettura fortemente ottimistica della storia, soprattutto della storia moderna: lettura

progressista. Questa visione fu poi messa in discussione nell'età contemporanea; l’dea della

storia come progressiva emancipazione in vari ambiti.

3. anni sessanta del XIX secolo: definitiva elaborazione da parte Jules Michelet nella sua

Historie de France: Rivoluzione e Rinascimento segnano i due versanti della storia

moderna, una storia che si identificava con la lotta umana per le libertà.

Lezione 2, 27/09/2012

Queste novità avvengono nello stesso contesto e si condizionano reciprocamente.

Termine a quo - metà ‘400 - metà ‘500: l’idea di fare iniziare l’età moderna con la scoperta

dell’America è ormai superata; è una serie di eventi.

A. Il ‘400 fu un punto di partenza per la ripresa demografica: dopo un periodo di stagnazione

demografica che ha raggiunto il suo culmine con la peste nera nel 1348 (quella cantata dal

Boccaccio nel Decamerone), la popolazione inizia una lenta ripresa a partire dagli anni

‘70/’80 del ‘400;

B. 1453: caduta dell'Impero Romano d'Oriente: fuga dall'Oriente d’intellettuali, che portarono

in Europa la cultura e la lingua greca e un modo diverso d’intendere il rapporto con la

classicità: l'Umanesimo, senza questa diaspora di intellettuali, sarebbe impensabili.

L’Umanesimo è un altro elemento importante che in qualche modo secondo gli storici ha

determinare una discontinuità negli sviluppi storici;

C. Umanesimo: è un altro elemento importante che in qualche modo, secondo gli storici, ha

determinato una discontinuità negli sviluppi storici. Senza di esso la Riforma Luterana non

si sarebbe realizzata nei tempi in cui si è realizzata;

D. 1456: invenzione caratteri mobili, prima Bibbia a stampa di Gutenberg→ diffusione degli

scritti, facilmente accessibili per chi sa leggere; senza di essa, la riforma luterana avrebbe

avuto tutt'altri ritmi, tutt'altra diffusione. È evidente che la stampa gioca un ruolo

fondamentale perché permette di veicolare in spazi nuovi. I messaggi passano anche

attraverso le immagini, le caricature (fondamentali per la Riforma Luterana, la Rivoluzione

Francese che puntavano alla screditazione della Chiesa e dei politici) stampate. La

Rivoluzione Luterana senza la stampa avrebbe avuto altri tempi, altri ritmi.

E. 1492-1498: scoperta dell'America e primo viaggio in India circumnavigano l'Africa: la

scoperta dell’America è uno dei tanti viaggi di scoperta che si registrano a partire dal

secondo decennio del Quattrocento. La scoperta dell’America è l’ultimo atto di una serie di

~ 3 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

tentativi, messi in atto soprattutto dai portoghesi, per raggiungere le Indie, le quali,

inizialmente si raggiungevano circumnavigando l’Africa. E dal 1414, soprattutto grazie al

sostegno di Enrico il navigatore, il Portogallo inizia la progressiva penetrazione verso sud,

verso quello che diventerà il Capo di Buona Speranza, che verrà raggiunto solo dopo la

scoperta dell’America, ma la logica è la medesima: quella di una società europea alla ricerca

di nuovi mercati, nuovi mondi in cui approvvigionarsi o sui quali riversare i prodotti delle

nuove manifatture.

F. Cambia la concezione della geografia e del mondo. Com'è possibile che le sacre scritture

non avessero contemplato queste nuove popolazioni? Le sacre scritture vengono sottoposte

alle critiche. È un problema antropologico. E ancora, com'è possibile che queste popolazioni

non conoscano la parola di Dio, non conoscano le sacre scritture? Nascita della geografia

moderna (cartografica): il modo stesso di rappresentare cambia. L’approccio nel ‘400 della

geografi non è completamente scientifico, ma c’è un tentativo di rappresentare

sull’immagine del globo, che viene cartografata, tutta una serie di valori di natura religiosa:

molto spesso le terre emerse venivano rappresentate con una serie di croci (simboli

teologici), cercando di forzare l’immagine cartografica ad un retro-pensiero religioso.

G. Nascita del pensiero scientifico: Copernico la messa in discussione delle sacre scritture

come unica chiave di lettura dell’esistente, induce a ripensare allo statuto di scientificità

delle varie scienze; e quindi vengono creati nuovi modelli razionali, legati ad una lettura che

si basa in prevalenza sulla ragione.

H. 1517 Riforma Luterana: avvio processo di autonomizzazione dall'universalismo imperiale e

nascita Stati nazionali ‹‹moderni››. Oltre al scisma religioso (cattolici e luterani), la Riforma

Luterana avvia il processo di automizzazione dell’universalismo imperiale, cioè l’idea che

non ci sia un’unica entità politica a tenere insieme i territori cade. Nel 1555 Carlo V abdica,

riconoscendo di fatto l’esistenza di due mondi religiosi diversi, produce anche le condizione

che possano emergere in modo del tutto autonomo quelli che sono gli Stati nazionali. Il

venire a meno delle due sovranità nazionali, cioè Stato e Chiesa, coincide con la divisione

dello stato imperiale. A parte alcuni principi che credevano nella necessità di rinnovarsi e di

ritornare ad una religione più dura, evangelica, c’è un problema d’ordine politico. La

Riforma Luterana viene eletta dai principi tedeschi come l’occasione per liberarsi dei

condizionamenti e dei limiti che la presenza imperiale comportava. Abbracciare la fede

Luterana significa emanciparsi dalle due grandi istituzioni politiche medievali, Stato e

Chiesa (Roma), e ribadire l'autonomia dei principi luterani tedeschi. Tutto ciò, creano le

condizioni della nascita degli Stati nazionali moderni.

Nascita della politica come categoria autonoma dalla religione e dalla morale (Il Principe di

I. Machiavelli). elemento importante per chi ha elaborato questa definizione di storia

moderna.

Termine ad quem: i termini di discontinuità sono di natura politica e di natura economica.

• 1776 Rivoluzione Americana / 1789 Rivoluzione Francese vengono viste come

spartiacque. Con la Rivoluzione Francese vengono smantellate il sistema di una società per

ceti, cioè l’appartenenza ad una certa famiglia anziché no, godendo di privilegi, e nascono le

classi sociali come le intendiamo noi oggi, in cui tutti gli individui sono eguali davanti alla

legge e davanti al fisco (sulla carta, dal punto di vista normativo). Cambio politico.

• Rivoluzione industriale (metà del XVIII- metà XIX secolo): cambio economico.

~ 4 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

• Storia d'Italia: questa periodizzazione coincide con la perdita e la riconquista

dell'indipendenza perdita con le invasioni francesi, calata di Carlo VIII; 1860 riconquista

dell’autonomia.

Le rivoluzioni segnano la fine del periodo moderno.

Le caratteristiche della modernità (sintesi)

1. Il versante antropologico: individuo, famiglia, società;

2. Versante religioso: de-magificazione (prima avevano una concezione magica del potere

sovrano – March Bloch, “I re Taumaturghi”, dove mostra come le credenze legati ai poteri

magici dei sovrani inglesi e francesi, permanga fin dentro la modernità, fino a quando, con

la Rivoluzione Francese desacralizza i sovrani), riforma, confessionalizzazione;

3. Versante politico: lo stato moderno [il Principe di Machiavelli];

4. Il versante culturale e scientifico: università, stampa, istituzioni;

5. Il versante economico (la “globalizzazione”);

6. Il versante spaziale: l’espansione del modello europeo.

Contestazioni cronologiche (di recente): le scelte periodizzanti sono suscettibili di critica; ciò

nasce dall'affermarsi di un concetto nuovo di fare storia (intorno al secondo decennio del ‘900).

• Affermazione del concetto di “lunga durata” Bloc, Febvre e Baduel e la scuola Annales.

essi leggono il passato con il conetto di lungo periodo. Se guardiamo l’età moderna in una

prospettiva di lungo periodo, ecco che ad alcuni fenomeni viene attenuato il loro significato.

Esempio: la famiglia, tra il 1400 e 1500, il modello famigliare non cambia, come non

cambiano i rapporti al suo interno. Non è perciò un momento periodizzante. Nemmeno dal

punto di vista economico, né alimentare.

• Approccio di storia sociale: demografia, culturale materiale, relazione tra i sessi,

Non sono soggetti a periodizzazione, poiché nei secoli

alimentazione...nessuna cesura.

precedenti (tra 400 e 500) i cambiamenti sociali sono stati minimi. approccio diverso.

Bisogna aspettare il ‘700 per far sì che qualcosa si affermi e cambi. L’idea di cesura forte e

netta svanisce.

• Il marxismo e la continuità precapitalistica: se guardiamo ai modi di produzione prima

Prima della Rivoluzione

dell'industrializzazione, notiamo che non c’è nessun mutamento.

industriale, dal punto di vista produttivo, tempi e modi di produzione non è che fossero

cambiati di molto. “Nelle cose materiali (di possesso, di consumo) l'inglese del 1750 era più

vicino al legionario di Cesare, che i suoi pronipoti” (“Capitale”). La vera cesura è da

collocare nel mutamento legato ai processi. Marx però non mette in discussione che l'età

moderna è un lungo periodo di progresso (contesta la periodizzazione).

Contestazione del termine a quo

• Approccio “antropologico” allo studio della cultura rinascimentale ha seriamente intaccato

la convinzione di una linea di continuità tra la modernità/razionalità scientifica del modo di

pensare, preteso moderno, del Rinascimento.

• Organizzazione dello Stato.

• Pratica di governo. ~ 5 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Altre critiche: contestazione del termine ad quem

• Revisione concetto rivoluzione industriale; è stato messo in discussione perché che cosa

fa di un cambiamento come la rivoluzione industriale un reale elemento rivoluzionario?

Dipende molto dagli strumenti che si utilizzano per leggere questi fenomeni, dipende a che

altezza poniamo l’asticella per stabilire se un fenomeno è effettivamente rivoluzionario o no.

Levati: la rivoluzione industriale, al di là dei mutamenti d’ordine quantitativo di PIL o

prodotto pro capite, se una forte discontinuità nel modo d’intendere la produzione, nel

tessuto sociale, nella disponibilità che viene diffusa di approvvigionarsi a certi prodotti che

diventano d’uso comune…indipendentemente dalla possibilità di misurare PIL o prodotto

pro capite, a mio avviso sarebbe stato un elemento fondamentale.

• revisione Rivoluzione Francese: Alexis de Tocqueville, “L'antico regime e la rivoluzione”

(1856) egli sostiene che la Rivoluzione Francese non è altro che quel processo di

accentramento amministrativo che era stato avviato da Luigi XIV. Quindi legge la

Rivoluzione Francese come un momento di questo processo, e ne attenua gli elementi

rivoluzionari, ma lo legge come una dimensione di forte continuità.

• la società: Arno Mayer 1983; “Il potere dell'ancien regime fino alla prima guerra

mondiale”. Sposta più in alto la fine della nuova modernità. Secondo Meyer, è il bagno di

sangue della prima guerra mondiale a segnare la fine della modernità. Meyer va vedere la

composizione della classe dirigente degli stati dell'ottocenteschi e osserva che al capo dei

grandi stati ci siano sempre gli stessi nomi, cioè continuano ad esserci, in prevalenza, i

rappresentanti delle stesse categorie. L’aristocrazia continua a mantenere il potere politico,

della società e dell’economia. Ciò dimostra che esiste una continuità nelle famiglie del

controllo di determinati campi, come quello militare, politico, sociale e in parte economico.

Il problema è che è cambiato completamente il criterio di legittimazione di questo

predominio: non lo sono più in virtù del fatto che sono aristocratici, ma hanno questo potere

perché sono proprietari terrieri, uomini politici con una cultura, una conoscenza e una

capacità diversa e tutto questo grazie al fatto che partono da una posizione di vantaggio. Ma

non sono minimamente paragonabili le situazione pre e post rivoluzionari, da questo punto

di vista, perché sono i criteri per cui sono a quei livelli che sono cambiati. Non esiste più un

monopolio per l'accesso alle alte cariche, per quanto sia raro. Solo nell’ambito diplomatico

e militare non c'è il ricambio.

A partire dagli anni ’50 del Novecento, l’idea che l’età moderna sia stata un periodo di progresso, di

emancipazione e di civilité viene messa in discussione. Si contesta il significato da attribuire all’età

moderna e non più i termini a quo e ad quem.

Contestazioni tesi classica:

• nostalgici, conservatori e negatori dell'idea positiva stesa di progresso

coloro che

(antirazionalisti/tradizionalisti/vagheggiatori del bel mondo perduto).

rimpiangono il bel mondo perduto, il passato quasi mitologico.

• revisione, però si alimenta anche dal crollo Novecentesco dell'ottimismo Ottocentesco:

drammi come bomba atomica, lager, guerre mondiali post raggiungimento della modernità.

Se la modernità ha portato a questi drammi, sarà cos’ vero che essa è un lungo preambolo di

progresso alla nostra società, o invece va vista in un’ottica diversa? Il passato non è che

cambi, ma cambiano gli occhiali con i quali lo storico guarda i fatti, perché nel frattempo

sono successi avvenimenti che hanno squassato la coscienza degli intellettuali del

Novecento, che a questo punto sono costretti a riflettere sul proprio passato e sulle origini di

quelle sciagure. ~ 6 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

L'età moderna come addomesticamento delle pulsioni e disciplinamento: ridimensionamento

delle libertà e disciplinamento dei comportamenti.

Gli ispiratori:

• Karl Marx: “Manoscritti economico-filosofici” (1844) introduce il concetto di alienazione

perdita di coscienze e di rilievo dell’individuo, legata alla meccanizzazione della

produzione, quindi la perdita dei suoi spazi, della libertà e della creatività (elementi tipici

dell’artigiano, ma non dell’operaio, il quale diventa un meccanismo che produce una perdita

di autostima e di capacità innovativa).

• Sigmund Freud: “Il disagio della civiltà” (1929) auto-repressione degli istinti della

violenza e del sesso. Freud interpreta il disagio della sua società sulla base di un conflitto

continuato e non risolto tra “io” (che ha le pulsioni) e “super io”(che blocca le pulsioni).

Non è uno storico, ma dà degli spunti di natura culturale che saranno interpretati da altri

dopo di lui.

Gli interpreti: sulla base di queste considerazioni è possibile leggere la modernità secondo il

significato da attribuire al suo concetto.

• Storico-sociologo Nobert Elias (“La civiltà delle buone maniere”): disciplinamento sociale

egli si prende la briga di andare a vedere quali fossero i rapporti che la società d’antico

regime aveva con determinati comportamenti. Mostra come a partire dal ‘400 il livello di

pudore inizia a crescere (comportamenti ritenuti normali fino dall’età medievale, ora erano

inaccettabili). Qui si apre la forbice tra io e super io, per cui i comportamenti naturali che

però la società e poi l’individuo interiorizza fino a diventare censore di se stesso.

Testimonianza di Erasmo da Rotterdam “De civilitate morum puerilium”-trattato di buone

maniere -, (1530) “se ti viene dato un tovagliolo, devi poggiarlo sull’orlo o sul braccio

sinistro. Se siedi a tavola con gente di rango elevato, togliti il copricapo, ma bada di essere

ben pettinato. A destra siano posti il bicchiere e il coltello ben pulito, a sinistra il pane.

Alcuni, appena seduti, allungano le mani verso il piatto, ma così fanno i lupi. Pulire le dita

unte sulla tovaglia e non sulla veste”. Trattato di civilité Cagliac (1560) “il fanciullo non

deve morsicare smoderatamente le ossa come fanno i cani”. Non c’è nessuna istanza di

natura igienica, ma solo di natura comportamentale. In sintesi, Elias sostiene che è

l’individuo stesso il protagonista di questo processo di disciplinamento. [1]

• Pensatore francese Michel Foucault: si confronta con gli studiosi in maniera un po' diversa,

secondo lui il processo di disciplinamento è compiuto dalla società e dalle istituzioni,

attraverso la costituzione di ospedali, manicomi (dalla fine dell’età moderna, la follia è un

elemento da emarginare), caserme (l'idea di distinguere civili e militari nasce da Luigi XIV,

prima i militare venivano ospitati nelle case dei civili o si accampavano in tende), prigioni

(prima avevano una funzione temporanea, in attesa di giudizio), fino ad arrivare ad una

lettura provocatoria di questo meccanismo in atto nell'età moderna. La modernità non è altro

che un processo lungo di disciplinamento dei comportamenti in questi luoghi

istituzionalmente definiti. Se l'interpretazione classica era segnata dall'idea di ottimismo,

e di progresso, quest'altra interpretazione segna i risultati di questo periodo. [2]

• la storiografia del «disciplinamento religioso e sociale»

[1] La società di corte, Bologna, il Mulino, 1980; Id., Il processo di civilizzazione, vol. I, La civiltà delle buone maniere, Bologna,

1982; vol. II, Potere e civiltà, Bologna, 1982

[2] Storia delle follia nell’età classica (1961); Id., Nascita della clinica, 1963; Id., Sorvegliare e punire. Nascita delle prigioni, Torino,

1976. ~ 7 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

LA POPOLAZIONE EUROPEA NELL'ETA' MODERNA:

1. andamento demografico della popolazione europea sul lungo periodo

2. sistema demografico d’antico regime, cioè di come le società abbiano messo in moto un

sistema volto a garantire un equilibrio tra le risorse e la popolazione, per evitare fenomeni di

carestia e di mortalità crescente.

La popolazione europea tra 0-1980 andamento demografico sul lungo periodo

E' possibili distinguere gli sviluppi demografici nella società dell'antico regime, almeno in tre

momenti:

I. Dal 1450 al 1620: gli storici lo chiamano il lungo cinquecento, il questo periodo la

popolazione europea aumenta dopo lo stop che aveva subito a causa della peste nera (quella

polmonare di Boccaccio). Gli storici chiamano questo periodo “il lungo cinquecento”, la

popolazione europea passa da 50-60 milioni di abitanti a 100 milioni circa. Non sono dati

statistici (in quanto la statistica è un’invenzione napoleonica), ma sono ricavati da studi

approfonditi (fonti) e molto spesso sono frutto di elaborazioni da parte di storici demografi.

II. Dal 1620 la peste nera si manifesta nuovamente in maniera più virulenta, e ciò provoca uno

svuotamento demografico soprattutto delle città. 1650 ristagno seicentesco, in cui la

popolazione resta stazionaria intorno ai 100-115 milioni di abitanti.

III. Dal 1700 la crescita è in fase irreversibile. Negli ultimi due secoli, si noti come la

popolazione tende a cresce in maniera decisamente accelerata. Tra 1700 e 1800 la

popolazione europea crebbe da 115 milioni di abitanti circa 188 milioni di abitanti.

~ 8 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Lezione 3, 28/09/2012

Come gli storici demografici hanno spiegato questo andamento fluttuante? Perché si è avuto

uno sviluppo nel tardo Quattrocento?

Cause, che interagiscono tra di loro:

1. aumento della natalità legata alle disponibilità di terre, perciò più matrimonio e più famiglie;

2. minor virulenza delle epidemie (peste bubbonica e peste polmonare, la loro scomparsa sarà

il motivo del balzo Settecentesco);

3. riscaldamento globale: aumento medio delle temperature (nuova considerazione

maggior

storiografica), perciò maggior coltivabilità anche ad altezze più elevate

sostentamento delle popolazioni.

In questo secolo e mezzo è stato registrato un aumento della popolazione in tutto il globo.

Cause del crollo seicentesco:

al contrario si assiste ad una piccola glaciazione: le culture sono esposte a tempi più lunghi

o (oltre alla grandine). Si è a conoscenza dei cambiamenti climatici perché i climatologici

hanno messo appunto una serie di strumenti (come il carotaggio dei ghiacci del polo) che

consentono agli storici di seguire con una certa precisioni i mutamenti climatici nel corso

dei secoli. Tendendo presente che dal ‘700 si hanno registrazioni giornaliere dei mutamenti

climatici.

i tre cavalieri dell’apocalisse: peste, fame e guerra; sono tre fattori collegati reciprocamente:

o la peste, in Italia, è arrivata tramite i Lanzichenecchi (i quali non si potevano fermare e

mettere in quarantena), intorno agli anni ’20 del Seicento. Gli eserciti si approvvigionavano

grazie al territorio su cui si fermavano, di conseguenza lo sfruttavano. Preoccupazione

del transito delle truppe militari sia alleati che nemici, poiché diventano un veicolo per la

diffusione della peste. Trattato sull’ansie che il passaggio dei militari provocava, amici o

nemici che fossero: estratto del carteggio dei senatori di Bologna, e viene descritto il

passaggio di due eserciti in lotta tra di loro, quelli della Lega di Cognac e le truppe al soldo

dell’imperatore Carlo V, i Lanzichenecchi: 3 marzo 1527, l’esercito della Lega di Cognac si

comporta male. Scippano, violentano ed incendiano. Non pensabili che i nemici si

comportino peggio. Dobbiamo dare da mangiare anche a loro, e le riserve di grano è scarso.

Curiosità: la diffusione della patata in Irlanda sembrerebbe essere legata a questo tentativo

delle popolazioni irlandesi di sottrarsi dagli anni della guerra. Poiché la patata è un tubero e

cresce sotto terra, perciò i nemici non si possono fermare a danneggiare e non diminuiscono

le risorse. È una diffusione intorno alla metà del Seicento, abbastanza precoce rispetto al

resto d’Europa. ~ 9 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

L'Europa scarsamente popolata

Carta del ‘700: mostra come l’Europa abbia una bassa densità di popolazione.

Differenza marcata tra Europa nord -occidentale ed Europa orientale, la quale risulta molto meno

popolata.

All’inizio dell’età moderna, la toscana era l’area più densamente popolata d’Europa (40 abitanti per

2) 2

km . Una stima agli inizi del ‘600 fornisce come dato plausibile una densità di 10 abitanti per km .

Una densità ridotta che vuol dire una scarsa urbanizzazione…

~ 10 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

L'Europa scarsamente urbanizzata

Rappresenta le città

che abbiano una

presenza urbana

superiore ai 12 mila

abitanti.

Forte differenza tra

Occidente e

Oriente. tassi di

popolazione e

d’urbanizzazione

molto bassi (le città

sono molto rare).

Le aree

maggiormente

urbanizzate sono i

Pesi Bassi

settentrionali. Ma

anche l’Italia

centro-

settentrionale ha

ancora tassi

d’urbanizzazione

decisamente

rilevanti. ~ 11 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Le città più popolate d’Europa tra 500 e 700

In questi due secoli le città crescono in maniera vertiginosa. Inoltre, le città italiane hanno

o una grandissima influenza sul territorio europea. L’unico neo è Milano che cresce ad un

ritmo inferiore rispetto alle altre realtà europee.

I periodi di crescita dell’economica italiana è diminuito rispetto al resto d’Europa.

o Le città più popolose sono capitali di stati o porti. Non ci sono ancora le grandi città

o industriali che nell’800 duplicheranno.

~ 12 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Il sistema demografico d’antico regime

Nel corso dell’antico regime, le società mettono in atto tutta una serie di accorgimenti che creano un

sistema demografico d’antico regime. Per tutta l’età moderna è impensabile pianificare le nascite;

inizierà a prendere piede dalla metà del ‘700. controllo della natalità della famiglia.

Il sistema demografico d’antico regime

• crescita contenuta popolazione fino al 1750 circa

• tassi di mortalità e natalità elevati in termini medi i tassi di mortalità si girano intorno

35x1000 (il 50% dei bambini non arrivava all’età adulta); le speranze di vita alla nascita era

dell’ordine 25-30 anni. i tassi di natalità si aggirano intorno 35-40x1000

• capacità del sistema di mantenersi in un difficile equilibrio tra due rischi: estinzione

secondo Maltus,

biologica della specie e squilibrio risorse/popolazione (crisi maltusiana).

questa forbice si apre perché crescono con ritmi diversi, cioè le risorse crescono in maniera

aritmetica (crescono in maniera 2+2+2+2+2..), invece la popolazione cresce in maniera

geometrica (crescono al quadrato). La popolazione cresce più rapidamente delle risorse,

perciò si arriva ad un punto in cui esse non sono più sufficienti a tenere in vita una

percentuale di popolazione. A questo punto, secondo Maltus si deve ricondurre la

popolazione in maniera proporzionale alle risorse disponibili. Ciò si verificherà in età

moderna, ma grazie ad un sistema che cercherà un equilibrio, attraverso il ricorso l’accesso

al matrimonio e l’età al matrimonio.

I fattori del sistema demografico

• le fluttuazioni della mortalità

• le fluttuazioni della fertilità

Le fluttuazioni della mortalità: le cause della crisi di mortalità

• carestia

• guerre (vettori malattie, razzie, squilibri alimentari)

• epidemie (peste, tifo, vaiolo, ma anche difterite, infezioni gastro-intestinali…)

~ 13 ~


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

27

PESO

2.76 MB

AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Levati Stefano.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia moderna

Storia moderna - Appunti
Appunto
Riassunto esame Storia moderna, prof. Levati, libro consigliato: L'Italia del Seicento di Domenico Sella
Appunto
Riassunto esame Storia moderna, prof. Levati, libro consigliato: L' età degli Stuart. L'Inghilterra dal 1603 al 1714 di Mark Kishlansky
Appunto
Riassunto esame Storia moderna, prof. Levati, libro consigliato: Luigi XIV e la Francia del suo tempo di Peter Robert Campbell
Appunto