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Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

L'Europa scarsamente urbanizzata

Rappresenta le città

che abbiano una

presenza urbana

superiore ai 12 mila

abitanti.

Forte differenza tra

Occidente e

Oriente. tassi di

popolazione e

d’urbanizzazione

molto bassi (le città

sono molto rare).

Le aree

maggiormente

urbanizzate sono i

Pesi Bassi

settentrionali. Ma

anche l’Italia

centro-

settentrionale ha

ancora tassi

d’urbanizzazione

decisamente

rilevanti. ~ 11 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Le città più popolate d’Europa tra 500 e 700

In questi due secoli le città crescono in maniera vertiginosa. Inoltre, le città italiane hanno

o una grandissima influenza sul territorio europea. L’unico neo è Milano che cresce ad un

ritmo inferiore rispetto alle altre realtà europee.

I periodi di crescita dell’economica italiana è diminuito rispetto al resto d’Europa.

o Le città più popolose sono capitali di stati o porti. Non ci sono ancora le grandi città

o industriali che nell’800 duplicheranno.

~ 12 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Il sistema demografico d’antico regime

Nel corso dell’antico regime, le società mettono in atto tutta una serie di accorgimenti che creano un

sistema demografico d’antico regime. Per tutta l’età moderna è impensabile pianificare le nascite;

inizierà a prendere piede dalla metà del ‘700. controllo della natalità della famiglia.

Il sistema demografico d’antico regime

• crescita contenuta popolazione fino al 1750 circa

• tassi di mortalità e natalità elevati in termini medi i tassi di mortalità si girano intorno

35x1000 (il 50% dei bambini non arrivava all’età adulta); le speranze di vita alla nascita era

dell’ordine 25-30 anni. i tassi di natalità si aggirano intorno 35-40x1000

• capacità del sistema di mantenersi in un difficile equilibrio tra due rischi: estinzione

secondo Maltus,

biologica della specie e squilibrio risorse/popolazione (crisi maltusiana).

questa forbice si apre perché crescono con ritmi diversi, cioè le risorse crescono in maniera

aritmetica (crescono in maniera 2+2+2+2+2..), invece la popolazione cresce in maniera

geometrica (crescono al quadrato). La popolazione cresce più rapidamente delle risorse,

perciò si arriva ad un punto in cui esse non sono più sufficienti a tenere in vita una

percentuale di popolazione. A questo punto, secondo Maltus si deve ricondurre la

popolazione in maniera proporzionale alle risorse disponibili. Ciò si verificherà in età

moderna, ma grazie ad un sistema che cercherà un equilibrio, attraverso il ricorso l’accesso

al matrimonio e l’età al matrimonio.

I fattori del sistema demografico

• le fluttuazioni della mortalità

• le fluttuazioni della fertilità

Le fluttuazioni della mortalità: le cause della crisi di mortalità

• carestia

• guerre (vettori malattie, razzie, squilibri alimentari)

• epidemie (peste, tifo, vaiolo, ma anche difterite, infezioni gastro-intestinali…)

~ 13 ~

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Tassi di mortalità della peste nell’Italia settentrionale (1630-31)

Fonte: A. De Bernardi-S. Guarracino, Laboratorio storico, vol. 2, Mondadori 1987, p.35

Le fluttuazioni della mortalità: conseguenze della crisi di mortalità

• a . aumento mortalità

• b. immediata diminuzione matrimoni (paura, difficoltà), poi aumento (> disponibilità risorse), poi

nuova flessione (decimazione gruppi in età fertile)

• c. diminuzione natalità durante la crisi, poi accelerazione nei decenni seguenti

~ 14 ~

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Le fluttuazioni della fertilità

Il modello di Hajnal: la linea di Hajnal, egli è

uno storico-demografo che per primo ha

sottolineato questi diversi modelli di sviluppo

demografico.

• modello matrimoniale dell'Europa nord-

occidentale: alta età matrimonio donna alta %

nubili (10-20%) ci si sposa tardi e on tutti si

sposano, il numero di figli è dettata dal

momento in cui nasce la famiglia e dal

momento della scomparsa di uno dei due sposi

o la fine del periodo di fertilità di una donna

intervalli intergenerici: la donna riesce ad

avere un figlio ogni 20-24mesi, menorrea post

parto -infertilità- prolungata se si allatta il

bambino; le aristocratiche, le quali potevano

avere delle balie, come l’imperatrice Maria Teresa che riesce a mettere al mondo 14 figli in una

frequenza estrema.

Come abbattere il numero di bocche da sfamare? Aumentare l’età di accesso al matrimonio da parte

della donna e così diminuire il periodo di fertilità. Sono fondamentali i tassi di accesso al nubilato e

non quelli del celibato. Con questo sistema demografico la società d’antico regime è in grado

“regolare” le risorse economiche. Tutto questo sistema funziona solo se si è in grado ci controllare

attività sessuali precedenti al matrimonio, il quale è la soluzione. matrimonio tardivo, minor

numero di bambini. Da parte della comunità ci deve essere, perciò, un controllo dell’attività

sessuali. La chiesa contribuisce ad attivare questo controllo. Mediamente all’interno della famiglia

nascono 5/7 figli.

Soltanto in età romantica diminuiranno i matrimoni combinati, sia per motivi politici, sia

economici, sia culturali. Solo con il codice civile napoleonico si avrà una legge in cui ci sarà scritto

che il patrimonio deve essere diviso in egual parti per tutti i figli.

• modello dell'Europa orientale: bassa età matrimonio donna e bassa % nubili grande

disponibilità di terreni, scarsa capacità di mano d’opera. Ci si sposa spesso e tutti, perché la

manodopera è rara, “pregiata”. Perciò è un motivo per aumentarla.

Età media al primo matrimonio in Inghilterra tra 1650 e 1699

Conseguenze modello matrimoniale occidentale (sintesi)

Drastica riduzione periodo fertile utile all'interno della coppia (da 35 teorici a 15) a causa:

• alta età matrimonio

• morte di uno dei due partner

• amenorrea post-partum

• Numero figli nati 5-6 ~ 15 ~

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Mortalità infantile prima del 1750 (0-1 anni su 1000 nati vivi)

Elementi disturbo del modello occidentali:

• baliatico (ceti abbienti con diminuzione periodo amenorrea e aumento mortalità)

• esposizione bimbi (aumento mortalità)

• metodi di controllo delle nascite, che iniziano a moltiplicarsi intorno alla metà del

‘700 nell’arco alpino (non in città). Paradossi alpini: quest’ultimo e altissimi tassi di

alfabetizzazione (più rapidamente e più diffusi).

• natalità illegittima (fuori dal matrimonio)

È un sistema demografico di Antico Regime che entra in crisi nel Settecento perché aumenta la

popolazione. Lezione 4, 01 ottobre 2012

La rottura del sistema: metà XVIII secolo

• aumento natalità

• diminuzione mortalità

È molto probabile che i due fenomeni siano andati di pari passo. Aumenta la natalità in area

industriale, dove esiste più disponibilità di lavoro (soprattutto nelle contee inglese e in Europa

Orientale), ma non troppo.

Aumento natalità

Aumento tassi di nuzialità, come il caso inglese, di conseguenza aumentano i tassi di

o natalità

Diminuzione età al matrimonio, nasconde in parte i matrimoni riparatori

o Aumento natalità illegittima (nel corso dell'800 tra il 4 e il 7%)

o Aumento concepimenti prematrimoniali (riassorbito dalla diminuzione dell'età al

o matrimonio)

Diminuzione fertilità coniugale (netta in Scandinavia e Francia):

o • abbassamento età nascita ultimo figlio;

• allungamento intervallo intergenerico

~ 16 ~

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Ridimensionamento dei tassi di mortalità

Cause:

• guerra: riorganizzazione eserciti, soprattutto servizi di rifornimento e accasermamento, il

‘700 è per eccellenza il secolo in cui si sperimentano alcuni sistemi innovativi (caserme, le

truppe sono sostenute dai viveri, ecc.) i copri armati hanno una loro autonomia

• carestie:

meno virulente (nuovi alimenti più resistenti alle intemperie o con tassi di

o produttività maggiori come patate e mais) la patata e il mas i fanno sentire sazi

(anche se pagano solo nell’immediato, in realtà sono indice di un degrado del regime

alimentare della popolazione), inoltre hanno tassi di produttività maggiori;

progressi trasporti e organizzazione commerciale se i trasporti sono rapidi, si

o possono compensare le mancanze di un’annata;

variazioni climatiche nel ‘700 la temperatura ricomincia a crescere e i raccolti

o maturano prima.

Epidemie: crisi larvate sostituiscono quelle acute

o scomparsa peste (le ultime a Marsiglia e a Messina)

o nuove malattie meno letali (tifo, tubercolosi, vaiolo e nell'800 colera); tassi letalità

o vaiolo 15% vs il 60-80% della peste bubbonica

L’eziologia della peste non era conosciuta nel Settecento. Era vista da alcuni come un castigo

divino: ci si trovava in chiesa a pregare e ciò aumentava il contagio.

MOTIVAZIONI della scomparsa della peste: Ultimi casi di peste registrati: Marsiglia e

Provenza 1720-21; Messina, 1743.

Cause: sostituzione topo nero (rattus rattus), vettore principale del bacillo (pastorella pestis)

con il topo grigio (rattus norvegicus) meno adatto fatto difficilmente dimostrabile

fenomeno di immunizzazione indotta da altre malattie e/o "naturale" diminuzione

virulenza della peste (cicli secolari) ciò non spiegherebbe gli ultimi due casi a

Marsiglia e a Messina, e inoltre la pesta fa ancora ingenti morti

forme di prevenzione (cordoni sanitari, quarantene) cordoni collocati ad oriente e

quarantene per tenere sotto controllo uomini e merci. I controlli erano mal sopportati

e si cercava di eluderli, perché danneggiavano il commercio. Inoltre, nel ‘700 lo

Stato non riesce ad essere efficiente in questo tipo di controlli. Viene mandato

l’esercito a Marsiglia e a Messina via mare. Città decimate, ma l’epidemia non si

diffonde. ~ 17 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

La città di Milano in una pianta del 1801

Il lazzaretto di Milano era dove ora vi è Corso Porta Venezia. Le mura spagnole vengono mantenute

fino al 1880 per i dazi doganali. ~ 18 ~

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LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Insieme di rivoluzioni nel sistema tradizionale di attività economica, ognuna derivante in parte da

una serie di causa indipendenti ed ognuna interagente con le altre nel produrre effetti cumulativi.

Condizioni necessarie:

1. domanda in espansione

2. strozzatura manodopera

3. capacità tecnica ed inventiva

4. fonti energetiche poco costose

5. disponibilità capitali ed energie imprenditoriali

6. tutela diritti proprietà

Quattro diversi generi di rivoluzione

1. Rivoluzione Demografica

2. Rivoluzione Agricola

3. Rivoluzione Commerciale

4. Rivoluzione dei Trasporti

La rivoluzione demografica

• Tra la fine del XVII secolo e i primi del XVIII incremento generalizzato della

popolazione europea che diventa più consistente a partire dagli anni ’40

• Incremento irreversibile

Aumento della popolazione = aumento dei prezzi le condizioni migliori per sollecitare una

domanda nuova al mercato. Con l’aumento della popolazione c’è anche l’aumento delle risorse.

La rivoluzione agricola

• Contributo di mercato (aumento domanda):

Macchinari

o

• Contributo di fattori (aumento offerta)

Capitali (accumulati in agricoltura);

o Materie prime

o cotone;

Manodopera essa liberata dalle campagne e che si riversa in città, più lavoro per le

o famiglie.

Affinità cambiamenti agricoltura/industria

Ampliamento orizzonti economici (sia sotto il profilo spaziale che temporale)

Aumento specializzazione (ricorso a salariati)

Applicazione scoperte scientifiche

Il sistema agricolo tradizionale e le risposte alle sollecitazioni del mercato

Risposte di natura prevalentemente estensiva, scarse quelle di tipo intensivo: si mantengono gli

stessi sistemi produttivi, ma estendendoli a nuove terre. Si mettono a coltura terre che inizialmente

non erano coltivabili.

- disboscamenti e dissodamenti;

- conversioni colturali (terreni a pascolo convertiti in aratorio);

- bonifiche (Province unite). ~ 19 ~

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Le caratteristiche dell’agricoltura tradizionale

• sistema rotazione triennale (diffuso a partire dall’IX secolo nella Gallia del nord)

• basse rese (1:3 o 1:4)

• tecnologia scarsa e che non registra mutamenti (ultima novità di rilievo si registra nel

corso del medioevo con l’introduzione dell’aratro pesante asimmetrico)

Rese cereali nel XVI secolo

Perché l’agricoltura produce così poco?

Un miglioramento delle rese sarebbe stato possibile solo fertilizzando le terre, ma per fertilizzare

con il letame si ha bisogno di allevamenti, i quali tolgono le terre all’agricoltura. Il rapporto è un

circolo vizioso. C’è il ricorso al MAGGESE, un periodo di tempo in cui le terre vengono lasciate a

riposo. Può esserci la rotazione biennale o triennale.

• CEREALI – MAGGESE

BIENNALE

• TRIENNALE: CEREALI MAGGIORI – CEREALI MINORI – MAGGESE

La tecnologia è scarsa e le innovazioni sono poche.

Cambiano una serie di aspetti che pongono l’introduzione di novità.

Il SISTEMA DEI CAMPI APERTI è un sistema che prevede che non ci siano recinzioni

all’interno della comunità. Le proprietà del singolo vengono spezzate. È la comunità a decidere, la

quale resta vincolata ad un sistema scelto dalla stessa.

I freni allo sviluppo agricolo sono:

Rigidità del rapporto agricoltura/allevamento;

L’organizzazione del villaggio sistema dei campi aperti.

Caratteristiche:

forte spirito comunitativo

o rotazione coatta + pascolo comune dopo i raccolti

o terre comuni

o

Altri freni:

La signoria fondiaria (numerosi vincoli e ostacoli al dispiegarsi dell’individualismo

imprenditoriale) osteggiano la libera impresa;

Per il contadino: mancanza di risorse;

o Per il proprietario: vantaggi con minori rischi mettendo a coltura nuove terre o

o accrescendo il prelievo sui coloni (soluzione molto praticata e portata al parossismo

nelle terre ad est dell’Elba (servaggio).

~ 20 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Gli sviluppi settecenteschi

1. risposta anche intensiva alle sollecitazioni del mercato (introduzione piante foraggiere,

eliminazione maggese e integrazione allevamento/agricoltura) Queste ultime due risposte

interagiscono: l’espansione di una consente l’espansione dell’altra, grazie alle piante

foraggiere che alimentano il bestiame. In sintesi: il maggese viene sostituito dalle piante

foraggiere, le quali alimentano il bestiame. Alimentando il bestiame si ha:

l’avvio di una produzione casearia;

o il letame che accresce il rapporto tra semente e prodotto che, fertilizzati, cresceranno

o più velocemente.

Sul lungo periodo: meno addetti, più produzione liberare e più manodopera. Fenomeno

specificamente inglese; sperimentata in alcuni ambiti locali nei secoli precedenti, compresa

l’area padana.

2. Enclosures le recinzioni; i privati fanno degli accordi: accorpano i terreni in appezzamenti

di buone dimensioni, che verranno perciò recintati.

3. introduzione nuove piante: mais; patate; piante foraggiere; riso

4. affermazione e diffusione agronomia

5. affermazione nuova dottrina economica: fisiocrazia

6. perfezionamento attrezzi e sostituzione ferro a legno

Rese cereali 1650-1820

Produttività agricola ~ 21 ~

Storia Moderna – Prof. S. Levati 2012/2013

Lezione 5, 04 ottobre 2012

Dal 700: dall’Inghilterra a tutto il resto del paese.

Era necessario un permesso istituzionale dove i privati non trovano accordi, si cerca di intervenire

con le istituzioni, che accorpano i terreni in unità più grandi da recintare.

Entrano in maniera massiccia piante nuove, anche se note da qualche tempo: mais e patata già note

in Europa, importate da Cristoforo Colombo, ma che non si erano diffuse fino al settecento, quando

vengono “riscoperte”. Perché la pressione demografica induce la popolazione a consumare prodotti

meno raffinati, ma hanno rese maggiori e una maggior resistenza alle intemperie meteorologiche

(patata). Patata rese maggiori del grano.

L’espansione dei prodotti era ostacolata:

- Il mais era utilizzato inizialmente per l’alimentazione del bestiame ricorrere al mais equivale ad

abbassarsi al livello animale

- La patata fatica a diffondersi per tabù di ordine alimentare: le sue fattezze non quelle che

mangiamo noi. Non ha semi, si riproduce direttamente dal tubero, poco assimilabile.

- La patata, come il tabacco, non sono citate nelle sacre scritture: nei gruppi ortodossi e conservatori

(i vecchi credenti in Russia o scozia) c’è un rifiuto di ordine religioso all’assunzione di questi

prodotti tanto da essere definita per lungo periodo “la mela del diavolo”. Federico II di Prussia

chiede invece di coltivarla e consumarla data la crisi settecentesca.

Boom di altri prodotti già noti:

Riso nel ‘700 gli studi di Faccini mostrano quanto il riso, a sud di Milano, sia molto sviluppato.

Ampio mercato, ma l’acqua che ristagna ha un pessimo odore (Parini nomina l’odore in una sua

opera).

DIFFUSIONE DELL’AGRONOMIA nascono anche nelle città di provincia società di agronomia:

veicolare le sperimentazioni in ambito agrario, introdurre nuove forme di rotazioni.

CAMBIAMENTO DEL CLIMA CULTURALE. L’agricoltura per lungo tempo era stata

scarsamente considerata dalla politica economica degli stati dell’antico regime. La dottrina

mercantilistica vedeva nell’esportazione di manufatti la vera ricchezza della nazione. L’agricoltura

era trascurata e trascurabile ai loro occhi.

La fisiocrazia vede nell’agricoltura il vero ambito nel quale una nazione può creare ricchezza.

Stimolo a investire in agricoltura. Abbattere le barriere, far circolare i grani avanguardia gli stati

italiani: primo stato che si sposta verso il liberismo dei mercati è il Granducato di Toscana, poi lo

stato di Milano. Gli stati moderni più sviluppati non hanno sviluppato subito questo liberalismo,

fino alla rivoluzione francese si pagavano dazi ovunque, anche all’interno dello stesso stato. Volontà

di mantenere mercati ristretti con regimi e prezzi diversi. Il libero mercato stimolerà la produzione

agricola perché permette di trovare il miglior prezzo. Prima si liberalizza il commercio interno allo

stato, poi a quello esterno.

Luigi XVI adotta una politica liberista, 1774/1775 anni di carestia in Francia e Spagna si dà la colpa

al liberalismo.

Perfezionamento degli attrezzi: prime macchine meccaniche, sgranatrice di cotone. Siamo alla fine

del ‘700. L’introduzione delle macchine non originano la rivoluzione agricola, al massimo

contribuiscono al miglioramento.

Tabella differenze dell’Europa agricola. Numeri di persone nutrite da 100 lavoratori agricoli (1800)

Tabella struttura occupazionale della popolazione attiva in Inghilterra e in Francia.

~ 22 ~


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Levati Stefano.

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