Introduzione alla storia e alla filosofia
Storia è il dispiegarsi del divenire dello spirito, mentre la filosofia è riflessione su questo divenire. Storia sì, è narrazione di fatti, ma a partire da una certa epoca è divenuta Storia Esplicativa: non basta più narrare gli eventi ma spiegarli, presentare le cause degli eventi. Il termine "cause" è importante perché lo si sta prendendo dalle discipline nomotetiche (fisica, scienze della terra), bisogna dunque stare attenti al suo utilizzo, ad esempio nel caso della Riforma Protestante. Le cause non sono quelle che conosciamo, ovvero corruzione della Chiesa, volontà di divorzio di Enrico VIII.
Cause della Riforma Protestante
Corruzione della Chiesa
La corruzione non è stata la causa della Riforma Protestante. Oggi, ad esempio, i casi di corruzione (es. pedofilia) sono innumerevoli, ma non avvengono continue Riforme. Esempi di corruzioni erano presenti anche prima della Riforma, e anche questi casi non hanno causato nulla. Basti pensare a Girolamo Savonarola (ritenuto il promotore della Riforma) che si scaglia contro papa Alessandro VI: non disse alcuna eresia, anche se fu bruciato come eretico; in realtà, egli anticipò addirittura i temi della Riforma Cattolica. Oggi il suo processo è oggetto di revisione, vi è la volontà di farlo santo. Lutero diventa eretico quando afferma che i sacramenti sono due (battesimo e comunione) e non sette, in quanto sono i due istituiti da Gesù. In realtà, il battesimo non fu istituito nemmeno da Gesù ma da Giovanni Battista.
Enrico VIII e la dichiarazione di nullità del matrimonio
In realtà, Enrico VIII voleva la dichiarazione di "nullità del matrimonio" con Caterina d'Aragona in quanto non aveva avuto la libertà di scelta. Nullità è differente da annullamento: il secondo termine indica l’eliminazione di un qualcosa che era valido.
La giustificazione tramite fede
La vera causa della Riforma Protestante fu, da una lettura di una lettera di Paolo, la giustificazione solo tramite fede, il quale afferma appunto "se Cristo non fosse risorto sarebbe vana la nostra fede". Lutero e i protestanti, in altre parole, riconoscono come non decisivi gli insegnamenti della Chiesa, essi giustificano solo tramite fede e attraverso la Sacra Scrittura.
Visione eurocentrica della storia
A livello storico, abbiamo una visione eurocentrica: studiamo gli eventi in base a come essi si sono collegati all’Europa. Lo storico francese Fernand Braudel, però, aveva parlato dell’uomo europeo non solo come il soggetto europeo, ma anche quello americano: dall’Alaska alla Terra del Fuoco. Siamo in realtà tutti indigeni (abitanti del posto); mentre gli indios sono abitanti dell’America precolombiana.
Nodi fondamentali della storia
- Scoperta dell'America: Un esempio di svolta nella storia moderna è la scoperta dell'America. Si coglie come svolta significativa, ma in realtà essa non ha avuto nessun effetto sui paesi dell'est. La Russia, però, rientra a pieno titolo all’interno della storia moderna con il suo dispotismo, dagli zar Caterina e Pietro il Grande che hanno portato fattori di modernizzazione come le rivoluzioni del 1917, ovvero la fine dell’impero zarista. Zar viene da K-zar ovvero caesar = imperatore.
- La Riforma Cattolica: Sarebbe nata prima della Riforma Protestante, il Concilio di Trento, la Controriforma. Tradizionalmente si fa coincidere la Riforma Cattolica con il Concilio di Trento, in realtà il Concilio di Trento comprende sia Riforma Cattolica sia la Controriforma. Nasce nel ‘500, ovvero si aprono le assise tridentine (assemblee). La Controriforma avvenne in modo automatico e repentino rispetto all’affermazione della Riforma Protestante, il Concilio è il momento collegiale, invece la scomunica a Lutero avvenne subito dopo la pubblicazione delle tesi di Lutero.
- Francia di Carlo V: Una terra di cui si diceva che non tramontasse mai il sole, tanti erano i possedimenti (America, ecc). Non aspettò la morte ma si ritirò.
- Rivoluzione Inglese: XVII secolo. Si conosce, tradizionalmente, come importante la Rivoluzione Francese e la sua figura culmine di Napoleone Buonaparte che con il suo protagonismo portò le conseguenze in tutta Europa. Essendo l’Inghilterra un’isola, ha limitato i suoi effetti solamente circoscrivendoli alle sue isole; essa però si verifica ben un secolo e mezzo prima di quella francese ed ha un carattere meno violento. Possiede inoltre connotazioni religiose d’ispirazione, ma anche quella Francese aveva di base l’ispirazione religiosa del ritorno alla Chiesa delle origini. I pre-giudizi nei confronti delle rivoluzioni sono diversi: si crede che a farle sia la popolazione. Invece la Rivoluzione Inglese (1649) non fu organizzata dalla popolazione, bensì fu proposta da Oliver Cromwell, un puritano appartenente alla gentry (gentiluomo di campagna - nobiltà di provincia) ed è durante questo periodo che ci fu il primo regicidio (di Charles I). Nello stesso periodo in Francia si ha la monarchia ministeriale di Mazzarino con il movimento della fronda (opposizione). In entrambi i casi, nello stesso periodo, vi sono dei nobili che cercano di limitare il potere assoluto (ab-soluto: sciolto da) del re. A emanare l’atto di supremazia fu l’istituto del Parlamento, non il re stesso. Il Parlamento fin dalla Magna Charta ha sempre avuto un’importanza fondamentale, infatti la rivoluzione è frutto dello scontro tra il re Carlo e il Parlamento. Quando poi Cromwell passa il trono al figlio Richard, succede che il Parlamento non è d’accordo e chiama Carlo II, che era scozzese. Gli Stuart erano cattolici e per poter salire dovevano mettere da parte il cattolicesimo. Siccome Carlo II non accettò questa pretesa, in Parlamento avvenne una scissione tra Tories (conservatori) e Whigs (liberali). Oggi in Inghilterra c’è Cameron, in Parlamento esistono ancora questi due partiti con l’aggiunta del partito laburista. Il Parlamento di conseguenza chiama Guglielmo d’Orange (Orange-Nassau: Olanda), che diventerà Guglielmo III re d’Inghilterra (un altro Guglielmo d’Orange è colui che lotta nei Paesi Bassi contro Filippo II).
- Rivoluzione Americana
- Rivoluzione Francese
Concetto di moderno
Il corso è un corso di storia moderna...
Concetto di moderno: cosa significa e da dove deriva? Il termine viene utilizzato facendone un grande abuso. Moderno è un aggettivo che potrebbe significare "qualcuno alla moda", è possibile limitarsi a due principali accezioni:
- Arte moderna è l’arte d’oggi,
- Storia moderna non si intende la storia d’oggi o di ieri. Canonicamente parlando, la storia moderna va dal 1492 al 1815.
Descrizione dei limiti di un periodo storico
Descrivendo i limiti di un periodo storico stiamo già interpretando la storia stessa: in data 1492, ad esempio, si verifica la scoperta dell’America che apre nuovi orizzonti rispetto al Medioevo. Gli storici individuano in determinati fenomeni quei fulcri, quelle svolte che hanno determinato una novità rispetto al passato. Moderno deriva dall’avverbio latino modo che significa subito-presto-adesso. Se ne ha traccia nel dialetto: "vien mò" (mò troncamento di modo). Moderno significa quindi novità rispetto a qualcosa che precede questa epoca. Nel caso specifico, a precedere l’epoca moderna è il Medioevo.
Si è sentita poi l’esigenza di dividere la storia moderna ulteriormente, oggi infatti si parla anche di Storia Contemporanea (dal 1815 al 1848). Gli storici possono individuare più epoche che sono considerate svolte epocali. Il termine contemporaneo va inteso non nel senso propriamente etimologico "del nostro tempo", in quanto non si può avere una storia dei nostri giorni. Anche perché il termine storia, dal greco historeo, significa di per sé: fare un’indagine sul passato (prossimo o remoto che sia). Insomma una storia dei fatti di oggi non è possibile dato che la storia stessa è un’indagine sul passato. Per conoscere i fatti quic et hora c’è bisogno di altre discipline quali: sociologia, psicologia, ecc.
La storia moderna e la fine del Medioevo
La storia moderna pone fine al Medioevo: il termine indica un’epoca di transizione tra età classica e età moderna. Si tratta però di un periodo storico lunghissimo (dal V secolo al XV), così lungo da non poter essere riduzionisticamente visto come una transizione. In realtà, anche per il Medioevo è possibile fare censure diverse: ad esempio, quando sorge l’islamismo e gli arabi occupano le coste settentrionali dell’Africa, il mare nostro smette di essere una cosa unitaria. Prima di Roma, invece, i cartaginesi avevano il primato sulle coste dell’Africa. Dal XII secolo si può parlare di epoca medievale → novità non era la religione e il cattolicesimo. I gesuiti avevano difficoltà a far passare concetti nuovi del cristianesimo nell’Estremo Oriente quali: incarnazione e creazione dal nulla. Utilizzavano quindi un vocabolario indigeno del tempo per evangelizzare la gente del luogo.
La svolta fondamentale: la scoperta dell’America
La svolta fondamentale è la scoperta dell’America, ma prima di Cristoforo Colombo pare che la scoperta venne effettuata dai vichinghi, quindi bisognerebbe anticipare l’epoca moderna? NO, in quanto non è la semplice scoperta a determinare la svolta epocale, non ha infatti determinato conseguenze la scoperta dai parte dei vichinghi almeno non per l’Europa intera. La scoperta dell’America da parte di Colombo ha invece segnato una svolta epocale. Egli partì da Palos, vicino Cadice, in Spagna. Prima ancora Colombo si era rivolto ai sovrani lusitani (portoghesi).
Perché il Mediterraneo perde la sua centralità?
- Vi era notevole traffico grazie all’impero Ottomano (Bisanzio è l’attuale Istanbul). Il Portogallo è toccato dall’Oceano Atlantico, che più degli altri commerciava le spezie (cannella, pepe). Quindi era il paese che più degli altri aveva esigenze di trovare nuove strade per raggiungere l’oriente. I portoghesi erano infatti costretti a circumnavigare l’Africa, cercando di conquistare porti che permettessero alle navi di attraccare ed essere protette. Nel 1999 il Portogallo ha restituito una colonia alla Cina (Macao), occupata in questo periodo. In realtà, è Amerigo Vespucci ad aver scoperto l’America, a Colombo viene affidata la scoperta della Colombia.
Conseguenze della scoperta dell’America
- Spostamento dell’asse dei commerci dal Mediterraneo all’Atlantico.
- Cambiamento dell’alimentazione: importazione di patate e pomodori.
- Mito di Eldorado: l’immissione di metalli preziosi sui mercati europei ha provocato quella che Fernand Braudel (storico francese inizio 900) ha chiamato la rivoluzione dei prezzi: è un processo inflattivo che comporta sconvolgimenti notevoli (ascesa dei prezzi senza ascesa dei salari). I processi inflattivi molto elevati (che oggi diremmo di tipo sudamericano, in quanto in Argentina fino a qualche tempo fa ha avuto una pesante inflazione) comportano un impoverimento delle classi salariate ed un arricchimento di coloro che hanno proprietà: una casa che oggi vale un prezzo, domani il valore aumenta in maniera notevole. Sul piano sociale, non economico, aumenta il numero dei poveri in maniera notevole (povero è colui che pur avendo uno stipendio non riesce a sbarcare il lunario, altri fattori che concorrono sono: numero dei familiari, ecc.).
Feudalesimo e Medioevo
Pepe rilevava una cosa significativa nel testo “introduzione ai costumi del medioevo latino”, ovvero se s’identifica il medioevo con il feudalesimo bisogna rilevarlo nel testo “la società feudale” di Block. Quest’ultimo aveva individuato una caratteristica del feudalesimo occidentale promossa dal cristianesimo: tra il padrone ed il servo della gleba vi era un atteggiamento solidale, solidarietà dovuta appunto all’influenza cristiana. Caratteristica che manca, ad esempio, al feudalesimo nipponico. Per Pepe da questo ragionamento sull’identificazione del medioevo con il feudalesimo, se ne dovrebbe concludere che il medioevo termina con il feudalesimo, quest’ultimo termina appunto con la Rivoluzione Francese e l’arrivo dei napoleonidi (1806-1815).
Riforma protestante: cause e conseguenze
Nel 1517, data di pubblicazione delle 95 tesi di Lutero (mai affisse), segna un dato nuovo nella storia della Chiesa. L’invenzione della stampa è un fatto sicuramente rivoluzionario, che permise anche una facile diffusione delle tesi addirittura da Wittemberg fino in periferia. Questa invenzione viene riconosciuta dalla Eisenstain come una “rivoluzione inavvertita”, la quale non fece molto rumore ma che ha radicalmente sconvolto. La Riforma Protestante è quella che più si avvalsa dell’utilità di questa invenzione, i libri arrivavano in periferie e vi erano degli incontri di lettura dove anche chi non sapeva leggere accedeva alle conoscenze contenute nei libri.
Biografia di Martin Lutero
Lutero nasce il 10 novembre 1483, nel 1506 mentre torna a casa viene sorpreso da un temporale estivo. A quel punto si credeva che a scatenare i temporali fosse il demonio, per fermarlo si pregava e si suonavano il campane. Temendo di morire, fa voto a S. Anna di farsi frate, che era la santa protettrice dei minatori (minatore era suo padre). Mario Bendiscioli, a questa storia che tradizionalmente viene ricordata, ha riportato che durante questo episodio un amico che camminava con lui venne colpito dal fulmine e morì. Il senso di colpa generato da quell’evento è stato sconvolgente a tal punto da indurlo a diventare frate. La preoccupazione dominante dell’uomo dell’epoca era quella relativa al dove si sarebbe finiti dopo la morte, tra il XV e XVI secolo si attendeva inoltre la parusia (seconda venuta di Gesù) e fine del mondo annessa. La Riforma Protestante non sarebbe comprensibile se non inserite nella sensibilità e paura dell’epoca. Lutero lascia gli studi giuridici ed entra nel convento degli agostiniani, con il disappunto del padre e l’inaffettività della madre. Lutero non si sentiva mai amato, e dopo un anno (1507) prende messa, in modo rapido grazie allo studio. Egli era annichilito dall’onnipotenza di Dio, durante la prima messa con timore e tremore (Kirkegaard luterano parlerà di timore e tremore) fa cadere parte del vino sull’altare con grave disappunto dei confratelli e del padre. Lutero si sente un fuscello nelle mani di Dio, è completamente annientato dall’onnipotenza divina. È un pensiero analogo a quella di Pascal: l’uomo è una canna tra i venti, ma è pensante. Prevale in Lutero l’immagine del vecchio testamento di un Dio adirato e punitivo. Punisce infatti il popolo ebraico perché dubita, lo stesso Mosè dirà che Dio è “geloso”, vuole il massimo della fedeltà. Lutero non è convinto di essere gradito a Dio, ma fu fortunato nell’avere un direttore spirituale che gli voleva bene e che gli consentiva 6 ore di confessione. Cogliendo le ottime qualità di Lutero gli concede la cattedra di esegesi biblica favorendo il contatto diretto di Martin Lutero con le sacre scritture, le fonti del cristianesimo. Martin Lutero fu oggetto di attenzione anche degli psicanalisti, ad esempio Erikson.
Unità europea nel Medioevo
Nel Medioevo, nonostante la presenza di eresie ed eretici, puntualmente combattuti (si pensi ai Catari o agli Albigesi, o degli stessi ebrei), vi era una sostanziale unità della comunità europea, tutti erano cattolici perché così doveva essere. Con le 95 tesi (non immediatamente) Lutero non voleva fondare una nuova Chiesa, anche se sarà l’esito conclusivo la nascita di nuove chiese (la Riforma Protestante non esiste come movimento univoco, ha diverse sfaccettature in base ai vari riformatori). In ogni caso, a partire dal 1517, si ha una realtà nuova; non che Lutero fosse già consapevole proprio in quell’anno di aver provocato un terremoto oggi registrabile, egli avrebbe voluto riformare la Chiesa e portare quella cattolica sulle sue posizioni. Le 95 tesi sono infatti destinate a papa Leone X, il quale non sa che il primate della Chiesa cattolica in Germania predicava le indulgenze in maniera “disinvolta”.
Rottura con Roma
La rottura con Roma avviene nel 1520, il papa fa passare tre anni appunto perché crede che la situazione possa essere ricomposta, dato che non era nemmeno la prima volta che avvenivano dei conflitti interni e che queste situazioni si erano sempre risanate. Joan Tezzel, frate domenicano (op = ordo predicatorio → i domenicani nacquero per contrastare i movimenti ereticali, questi ultimi per sfuggire all’inquisizione fuggivano dalle città, dove erano facilmente catturabili, ed andavano a predicare nelle periferie, i domenicani come movimento nacque proprio per seguirli nelle periferie. Si tratta di predicatori itineranti, che si muovono e predicano a piedi) che riesce, attraverso l’utilizzo di metodi particolarmente efficaci a predicare bene le indulgenze ed a piazzarle, ed sono proprio queste situazioni che Lutero denuncia al papa.
Le indulgenze
Tezzel faceva leva sui sentimenti: l’uomo non riesce a resistere nemmeno un secondo al fuoco che brucia, bisogna pensare alle anime del purgatorio che sono condannate a subirle per chissà quanto tempo, invia ai suoi interlocutori l’idea che le anime purganti vanno liberate al più presto. Nel 1520 viene invitato a vedere le sue preposizioni (41) considerate ereticali, ed il papa emana la bolla Exurge Nomine.
Le indulgenze sono un istituto strettamente connesso con la credenza dell’esistenza di un luogo intermedio tra paradiso ed inferno, ovvero il purgatorio. Siamo nel XII secolo, indulgenza ha la stessa radice di indulto - istituto giuridico che prevede uno sconto di pena che sono state condannate, sono in prigione e vengono abbonati degli anni di galera, l’indulto non cancella il reato così come l’indulgenza prevede uno sconto della pena senza cancellare il peccato (il peccato si cancella solo con la confessione, per i vivi; l’indulgenza prevede uno sconto per i defunti).