Storia moderna
Importanza della periodizzazione
Fondamentale quando si propone un progetto: periodizzazione, ovvero l'arco temporale considerato da quando a quando (compreso anche nel periodo di un grande personaggio: es. "la scultura in marmo nell'età di Carlo V", il periodo corrisponde agli estremi biografici di un personaggio). Per altri argomenti, le cesure devono essere significative.
Età moderna: inizio e definizioni
L'età moderna ha periodizzazioni convenzionali. Fino a 30 o 40 anni fa l'inizio indiscusso era il 1492: tutti concordi perché la scoperta del nuovo continente ha generato una profonda modifica nella storia interna dell'Europa. L'economia ha assunto una dimensione "planetaria" anche se non tutti i continenti erano stati scoperti. La nuova dimensione economica ha portato a grandi scontri politico-militari e alla conoscenza del diverso: sia nelle civiltà umane che nei loro valori. Ci si chiedeva se uomini così diversi fossero uomini o meno e se avessero o meno un'anima: hanno inizio riflessioni sull'altro.
Nella vita di tutti i giorni compaiono modifiche nell'alimentazione: mais, patate ad esempio non si sono diffuse subito anche se si era compreso che avessero un grande potenziale nutritivo. L'alimentazione era un problema importante anche per chi detiene il potere: chi ha fame fa la rivoluzione.
Da qualche anno si è iniziato a usare come data di avvio dell'età moderna il 1453: caduta di Costantinopoli, la quale ha significato l'avanzata islamica nel Mediterraneo e ha bloccato determinate vie di commercio.
Fine dell'età moderna
Per quanto riguarda la fine dell'età moderna (ad quem), si distingue tra storiografia anglosassone, divisa tra early modern history (dal 1453-92 alla rivoluzione francese) e modern history che va dalla rivoluzione francese alla prima guerra mondiale, e poi la storiografia italiana:
- 1789 (rivoluzione francese) o 1815 (data del congresso di Vienna), perché erano ancora attive le cattedre di storia del Risorgimento.
- 1860 o '70 (l'unità d'Italia).
- Prima guerra mondiale.
Cambiamenti sociali e culturali
Nel 1848 cominciano moti rivoluzionari in diversi stati europei legati a idee rivoluzionarie sorte al di fuori della Francia e questo porta la rivoluzione industriale a diffondersi fuori dal continente. Le varie epoche sono diversificate anche dai tipi di abiti, dalla tavola, dalla convivialità e dai tipi di lavoro in cui molti rimangono a domicilio, gli spostamenti avvengono con caravelle o piroscafi e dai teatri. Le musiche sono ripetitive e prive di grandi orchestre, mentre nel '700 si ha grande leziosità e si arriva poi all'epoca di lotta contro il potere e al principio di autodeterminazione.
Demografia e alimentazione
Studiando i più si può comprendere il mondo in cui si muovevano i committenti di opere d'arte. Dopo la peste nera, la popolazione raddoppia tra il 1400 e il 1700 (da 65 milioni a 125). Dopo questo episodio, i focolai di peste si riducono notevolmente. Il primo orizzonte era riuscire a diventare adulti per la popolazione dell'età moderna. Le cause che determinano l'elevata mortalità soprattutto infantile sono legate a un fattore intercettuale: non sfuggono neanche i ceti capaci di maggiore spesa. Il primo fattore è la fame (per i più).
Per quanto riguarda l'iconografia, si ha un immaginario distorto: il dipinto "il vecchio, la mietitura" rappresenta un paesaggio difficile da trovare: poche aree così fertili, lo stesso avviene nel dipinto "fruttivendola" e "natura morta". Si tratta di dipinti fuorvianti. Nel dipinto "il gusto" emerge come il carciofo veniva servito a fine pasto e lo stesso avveniva per le olive rappresentate nel dipinto "natura morta con ostriche". Si mangia molta più cacciagione rispetto ai bovini, che determina la stabulazione permanente del bestiame e questo poteva avvenire solo in poche aree. Non è ancora ben definito quali sono gli animali riservati all'arredo di parchi e giardini rispetto all'alimentazione (i cigni ad esempio venivano consumati).
Usi e costumi
Era fuorviante anche l'arredo della tavola in cui venivano usati gli sgabelli. L'uso della forchetta si diffonde dall'Italia, mentre erano già usati il coltello e il cucchiaio. Originariamente esistevano dei set che ogni commensale portava con sé. Per gli ospiti di maggiore riguardo si usa il vetro: si può vedere cosa c'è dentro a differenza del metallo. Sui bicchieri si potevano incontrare delle armi gentilizie: stemmi (appartenevano a una determinata famiglia). A tal proposito erano molto importanti le alleanze, dichiarate o meno, ad esempio una famiglia poteva prestare le proprie suppellettili a un'altra famiglia (alleanza non dichiarata).
Diffusi erano i periodi di magro: la chiesa cattolica imponeva periodi di digiuno prima di Natale e Pasqua, con l'ampliarsi degli orizzonti e la diffusione del cacao è la stessa chiesa che consente l'uso della cioccolata come alimento di magro, non preparata allo stato solido, ma a quello liquido.
Gusto e sapori
Pepe, sale e zucchero: in questo periodo non è ancora ben definito il gusto dolce e salato, lo zucchero veniva messo a disposizione dei commensali come il sale. Per lavarsi le mani si usavano appositi piatti. Non ci si lavava i denti: le immagini sono fasulle per quanto riguarda la dentatura.
Procurarsi il cibo
Dove si procurano il cibo? Innanzitutto nelle loro tenute, altri sono negozianti che operano su larga scala e procurano dalle loro tenute i prodotti di pregio e gli alimenti sul mercato, scambiano anche con alimenti come il grano i loro pezzi unici come armature o gioielli e anche reliquiari. Si presume che queste persone possono attraversare periodi di alimentazione non completa come in altri, ma reperiscono anche gli alimenti per i ceti meno agiati, ma non indigenti: persone come gli artigiani che nelle città riescono a reperire alimenti, in campagna era diffuso l'autoconsumo.
Il ruolo delle città
"Il mangiafagioli": tavola molto ricca comprendente pane, vino (alimento vero e proprio e non complemento), apporto proteico dato dai legumi. Ovunque gli usi civici: terre demaniali nelle quali i cacciatori potevano recarsi senza commettere reato. Venivano ricercati soprattutto castagne (alimento) e legna. Quando venivano soppressi dalle autorità era un problema per la popolazione. L'autorità pubblica fa fronte a questo mediante i mercati settimanali e da delle agevolazioni per chi si reca a vendere al mercato.
Si ha una divisione tra città e borghi grossi, ovvero città che vanno dai 5mila ai 10mila abitanti. La città è anche sede della popolazione attiva e il personale di servizio fino all'età napoleonica è la prima fonte di reddito per la popolazione attiva e qualificava anche il lusso che una famiglia poteva sfoggiare. Veniva dato al personale ciò che veniva dismesso dopo varie generazioni.
Produzione e commercio
La città è anche sede dell'alto artigianato, la produzione di minor pregio veniva fatto nelle campagne, la fase di rifinitura dei pezzi più pregiati veniva fatto nelle città. Le merlettaie lavoravano con la luce del giorno, ma potevano lavorare anche al calar del sole e questo le portava ad avere problemi di vista.
Nelle città vi erano molti bisognosi di assistenza ed essa aveva al suo interno anche orti e giardini. In città intervengono anche le autorità per l'approvvigionamento alimentare: insufficiente per:
- Condizioni meteorologiche
- Conoscenze tecniche: si introduce la coltura a rotazione
- Mancanza di prodotti chimici
- Trasporti
Commercio dei cereali
Le aree fornitrici di cereali, alimento principe, erano: Mediterraneo, Baltico, Mar Nero e America (nel nuovo continente arrivano solo con i piroscafi). Il riso era un alimento molto costoso e veniva portato a nord e scambiato: veniva usato il baratto. Fiorente commercio del sale, che arriva ad altre aree e serve per conservare gli alimenti e serve anche come tassazione. Sale e cereali venivano rivenduti alla Svizzera, che minaccia di chiudere i passi alpini e quindi di impedire ai commercianti di vendere i loro prodotti se lo stato di Milano non fornisce loro sale e grano a sufficienza.
Problemi di approvvigionamento
Il cibo era insufficiente anche per circostanze contingenti come la presenza di militari mercenari: ad essi era consentito, una volta caduta la città, fare ciò che voleva nella città per 6 ore, passato questo tempo si tornava alla vita normale. Il militare deve essere alimentato: se non viene pagato in tempo, ammutinamento e passa nelle fila nemiche. Anche gli animali devono essere alimentati poiché erano importanti nelle guerre (cavalli) e pertanto si apre il problema dei rifornimenti: sequestro dei beni alimentari dei civili.
Per i militari non c'è un'uniforme per molto tempo e quindi usavano abiti civili, si distinguevano solo per una fascia portata al braccio durante le battaglie. Ci sono popolazioni che sono vissute di questo come gli irlandesi e gli svizzeri.
Circostanze occasionali
Altre circostanze occasionali sono quelle diplomatiche: vengono rinsaldati i legami e si ricerca così il consenso in quanto vale più della coercizione. Quando c'erano queste circostanze giungevano anche il seguito del nobile e gli ambasciatori. In queste occasioni tutti i migliori cibi venivano requisiti.
Dieta incompleta: i cereali e quelli minori, base dell'alimentazione, sono presenti, ma scarseggia tutto il resto. Dopo la scoperta dell'America si diffonde la polenta, che sebbene riempa lo stomaco, portava ad ammalarsi. Carenza di: proteine (portava la pellagra), vitamina C (scorbuto, ovvero la malattia dei marinai), iodio (gozzo). La mancanza di cibo portava alle rivoluzioni e alle sommosse: le autorità cittadine e statali prendevano dei provvedimenti mediante degli uffici appositi: annona, essi provvedevano a procurare e controllare i rifornimenti di cibo, la salubrità del bene e i prezzi.
Ruolo dei proprietari terrieri
I proprietari terrieri potevano vendere il proprio raccolto, tranne parte che veniva comprata dall'autorità pubblica. Il rifornimento veniva fatto sui cereali di minor prezzo e trattano anche l'acquisto all'estero: in previsione di carestia vengono istituite delle commissioni che vanno alla ricerca di alimenti dove sanno di poterli trovare. L'approvvigionamento di cereali per determinate aree entra nelle trattative per la sottoscrizione della pace dopo un conflitto.
Importanza del cibo
Parametri per valutare l'importanza del cibo:
- Trattative diplomatiche
- Si lasciano in eredità anche alimenti o si obbligano gli eredi a distribuirli, negli inventari delle case venivano censiti anche i beni alimentari che si trovavano nella casa di un defunto
- Regali alimentari
- Con il cibo si corrompe così come con la possibilità di fare luce (candele)
Problemi igienici e sanitari
I corrotti erano sottoposti a giudizio ma riuscivano quasi sempre a cavarsela perché non c'erano prove, venivano regalati gioielli, tessuti e carne fresca (polli, pernici e capponi), carne conservata, vino, frutta, dolci, conserve e zucchero, tartufi, frumento.
Malattie: dovuto alla mancanza di approvvigionamento idrico, spesso era più difficile reperire l'acqua in campagna che in città. Dal XV secolo si ha lo sviluppo degli acquedotti e quindi delle fontane nelle città. Si raccoglieva l'acqua piovana, che era una risorsa molto importante in campagna e città. Si invocava la pioggia con preghiere e pellegrinaggi.
Condizioni igieniche
Le condizioni igieniche lasciano a desiderare soprattutto sotto il profilo dell'igiene personale. Nel dipinto "giovane donna al bagno in un ruscello", la donna si lava con acqua corrente e non stagnante e poi si teneva addosso la camicia per via del pudore. Per la cura dell'igiene nell'epoca precedente c'erano i bagni pubblici (età romana e medievale) che vengono abbandonati dopo la peste di metà 300 perché si pensa che fruire di un'acqua relativamente stagnante possa portare malattie. La chiusura dei bagni pubblici si ha per la paura del contagio di: peste e sifilide, che viene importata quando si aprono gli orizzonti alle Americhe e sin da subito si comprendono le cause e quindi si sviluppa una condanna legata alla moralità. Si diffonde l'idea che farsi il bagno è pericoloso, il bagno viene fatto solo per la cura di patologie e ci si lava solo mani e bocca. Esistevano, per le famiglie particolarmente facoltose, dei venditori di acqua nelle case. Nei locali in cui si mangiava o nelle camere degli ospiti c'era un serbatoio che veniva riempito e poi sotto il contenitore in cui far defluire l'acqua per lavarsi le mani.
Concezioni igieniche
Savot ritiene che l'uso della biancheria permetta di avere un'igiene maggiore rispetto a quella fornita dai bagni antichi, pertanto ritiene che dei bagni si possa fare a meno. Si ha una concezione "asciutta" dell'igiene fino alla seconda metà del '700. L'unico ad avere un bagno era il papa: aveva capito che le malattie non si trasmettevano in questo modo. Non fare il bagno non vuol dire non preoccuparsi dell'igiene, semplicemente non si fa più il bagno per immersione. Chi si lava per intero era il bambino, dopo il bagno veniva cosparso con degli unguenti e dopo il corpo veniva sigillato con della cera: si cercava di proteggerlo chiudendogli i pori. Per l'asciugatura del sudore si ricorreva a panni profumati o ciprie odorose, la parrucca bianca serviva per coprire la testa aspersa di cipria. In relazione a questo si diffusero delle cinture metalliche con delle sfere lavorate a filigrana nelle quali vengono inserite delle erbe aromatiche che profumano (in genere era il muschio). La biancheria deve essere pulita dalle secrezioni corporee e dalla decomposizione di parassiti (pulci e pidocchi erano molto diffusi).
Biancheria e abbigliamento
Biancheria: la camicia è il capo di abbigliamento che veniva lavato più spesso. Negli inventari, infatti, ci sono sempre numerose camicie, che coprivano oltre il ventre. Non si portava biancheria intima. I bambini: al bambino veniva messo un pannolino in tessuto e poi dei pezzi di tela sostenuta (si pensava che non facessero venire le gambe storte e i problemi alle anche), venivano cambiati 2-3 volte al giorno. Colletti e polsini rivelano la pulizia: nell'età di Leonardo ancora non si portano. I colletti venivano posti sopra al proprio capo di abbigliamento. Si staccano e vengono lavati a parte. In questo periodo oltre alla lana si diffonde anche la seta.
Macchie e pulizia
Un primo problema era quello di smacchiare tessuti preziosi: quello nero è il più prezioso perché fatto anche con il ferro e quindi dopo un po' si corrodeva, venivano realizzati con un unico pezzo di tessuto perché meno pezzi c'erano più era prezioso. Per le macchie di grasso veniva usata l'ammoniaca oppure olio e crusca e venivano messe in un apposito locale per l'affumicatura, per le macchie di inchiostro si usava il succo di limone o allume. Si poteva usare anche la biacca, fatta con il piombo. Per il bucato ci sono dipinti fuorvianti perché vengono rappresentate sempre le donne, mentre i lavandai maschi erano molto diffusi. In quest'epoca si passava parte dell'anno in città e parte in campagna: la biancheria veniva trasportata dall'una all'altra casa. Il sapone era molto costoso e veniva usato per la manifattura (lana sgrassata) e per lavarsi. Quando bisognava fare il bucato veniva raramente usato, pertanto si usava cenere, urina e letame sciolto e sopra veniva gettata acqua.
Freddo e riscaldamento
Un altro fattore di elevata mortalità era il freddo: a Versailles alla fine del '600 gelava quanto contenuto nei bicchieri alla tavola del re. Il freddo porta a indebolimento del corpo e a una riduzione della volontà di lavarsi. Anche per chi aveva possibilità di spesa poche erano le stanze che venivano riscaldate: lo si può capire dalla presenza dei camini, che non erano presenti nelle stanze da letto perché si era compreso che per via delle esalazioni si moriva nel sonno. Un altro modo per scaldarsi era ricorrere agli animali. Ci si scalda anche con contenitori in coccio in cui si mettono le mani. Anche nelle famiglie benestanti il riscaldamento nelle stanze avveniva con il braciere. Si dormiva sempre con il capo coperto. Per contrastare il freddo si ricorreva anche a: arazzi, rivestimenti in legno, cuoio. Alcuni tessuti erano più preziosi dei gioielli: alcune stanze erano rivestite tutte in seta. L'elevata mortalità infantile è legata anche alla presenza di animali da cortile nelle case. I bambini venivano messi in culle rasoterra perché erano più facili da cullare e trasportare nei luoghi di lavoro.
Infrastrutture e condizioni sanitarie
Le strade nei centri abitati non erano pavimentate, al centro passa quello che si può incanalare degli uomini e le abitazioni non avevano un sistema di smaltimento: si aveva un lavandino con una canalina che dava sulle strade. Sepolture: i morti si seppellivano nelle chiese all'interno di fosse comuni.
Medicina e salute pubblica
Medicina: le estrazioni dei denti per esempio avvenivano in strada. Nel 1847 il medico Semmelweis, che lavorava nelle cliniche e si occupava delle partorienti, constata che in una clinica le donne stanno bene mentre nell'altra molte morivano di febbre post partum. Si accorge che in una c'era la sala di anatomia patologica e passavano da qui, dove c'erano gli infetti, alla sala delle partorienti. Capisce che questo era il problema e allora inizia a far lavare le mani ai suoi allievi.
Chirurgia e ostetricia
Chirurgia di guerra: strettamente connessi erano i lavori di orologiai e dei medici o chirurghi per quanto riguarda i feriti di guerra. Per quanto riguarda le donne, alcuni sovrani illuminati si occupano di loro: alcune donne vengono istruite per diventare ostetriche e le partorienti vengono aiutate a domicilio. Chi interveniva in ospedale era un uomo e quindi non poteva vedere la donna che partoriva: se questa aveva dei problemi veniva inserito il forcipe per estrarre il bambino. Questo significava elevata mortalità delle partorienti e dei bambini e una serie di malattie tra cui la peste, solo alla fine dell'800 viene isolata.
Vaccinazioni e malattie
Vaiolo: solo alla fine del XVIII secolo si conosce un vaccino e solo nel 1979 viene debellato. Tubercolosi o tisi: febbre alta e sangue. Pasteur capisce come si diffondono le malattie e lo fa in modo casuale.
Popolazione europea
Popolazione europea: si parte da una popolazione di 100mila abitanti, che rimangono costanti a Milano.
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