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Storia moderna

Lezione 2

Alla fine del '400 l'Europa è molto piccola rispetto ai regni dell'Asia. Con la conquista dell'America del nord, l'Europa occupa il 90% delle terre conosciute, dimostrando una maggiore abilità politico-economica.

Caratteri originari della conquista

  • Organizzazione economica
  • Città europee, diverse da quelle cinesi, si strutturano e danno origine al capitalismo

L'Europa è il centro di creazione dello "Stato", il principio di sovranità universalista, temporale, religiosa, sacra, che nel corso del tempo va a deteriorarsi. Da qui inizia il processo di riaggregazione in territori più piccoli e meglio organizzati, basati su principi diversi da quelli medioevali.

Solo gli europei svilupparono una nozione teorica di continente già nell'età classica, ciò viene osservato da Febvre. Questo concetto sembrava soddisfare un bisogno degli europei di generalizzazione, di particolarismo e di superamento della realtà. Per quanto riguarda la religione, l'Europa è il continente dove si predica il vangelo della cristianità, quindi l'identità europea ha come antagonista la religione islamica e l'impero ottomano. Da qui nasce il dualismo.

Nel tardo 400 si forma un concetto d'Europa più occidentale, che esclude le regioni che si rifanno politicamente e religiosamente all'Impero Ottomano. Il passaggio ulteriore è lo scisma tra cattolicesimo e ortodossia; ora è europeo solo il cattolico romano.

La minaccia dell'impero turco

L'impero turco rappresenta una minaccia per l'Europa:

  • 1453 conquista Costantinopoli, guidata dal sultano Maometto II, cesura politica e religiosa con l'Europa.
  • 1481 conquistano la Dalmazia e la Jugoslavia
  • 1522 conquista dell'isola di Rodi, sotto la guida di Solimano II detto il magnifico.
  • 1526 battaglia a Budapest, conquistati due terzi dell'Ungheria
  • 1529 mettono sotto assedio Vienna.

In seguito conquistano l'Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria, Peloponneso, Grecia. Il Mediterraneo diventa luogo di conflitto fra i due imperi. Quando i turchi arrivano a Gibilterra, vi è un irrigidimento cattolico. Per gli europei i turchi sono l'altro per eccellenza, in termini sia culturali che religiosi.

Macchiavelli e l'Europa

Riferendosi al testo di Macchiavelli: descrive ciò che è l'Europa in confronto con l'impero ottomano. Riconosce un continente con diverse forme di Stato: Italia, Francia, Inghilterra, un'Europa frammentata politicamente, ma anche di regioni non organizzate sulla base di una sovranità assoluta, imperativa. La sovranità, secondo lui, è limitata, con criteri di consiglio e protezione reciproca tra chi esercita il potere e chi lo subisce.

In Turchia, dice, c'è un grande impero monocratico, senza conciliazioni tra i sudditi del sovrano. Viene formulata per la prima volta l'idea centrale di necessaria molteplicità degli stati, dottrina dell'equilibrio europeo, insieme di poteri dialoganti tramite relazioni internazionali. Parla per la prima volta di un'Europa laica; secondo lui non è più importante il carattere religioso nel descrivere l'Europa, non è più fondamentale per la caratterizzazione europea. Egli sottolinea la pluralità della politica europea, l'Europa si è disgregata al suo interno sotto tutti gli aspetti.

Formula un'idea dispotica dei regimi non europei, parla di dispotismo orientale, un solo regno gli altri sono sudditi. Gli europei sono meno soggetti a questo dispotismo, questo per il loro frammentarismo politico, per la loro instabilità, sempre alla ricerca di nuove forme per governare la loro diversità interna.

L'instabilità europea è dovuta a una vecchia scissione, all'inizio del medioevo, tra l'istituzione religiosa e politica, cioè tra potere spirituale e temporale. Queste due polarità lottavano per strapparsi "pezzi di potere", ciò ha portato a una civiltà più laica e secolarizzata rispetto ad altri regni. Ha portato alla disgregazione e alla differenziazione tipica dell'Europa.

Europa del primo '500

Europa del primo '500, disgregazione e riaggregazione. Carlo V d'Asburgo riunisce sotto di sé un considerevole numero di territori, questo anche grazie a delle coincidenze dinastiche: da Filippo il Bello eredita l'Austria, la Borgogna e i Paesi Bassi. Dalla madre eredita i domini di Castiglia e Aragona, che includono il regno di Sardegna, Sicilia e Napoli, e le colonie americane. Nel 1519 viene nominato sacro romano imperatore. Sembra poter rinascere il sogno di unificare un unico grande impero sotto un'unica persona, restauratio imperi. Ciò si rivela irrealizzabile: alla morte di Carlo V vi è la separazione fra i regni iberici e quelli tedeschi; i primi vanno al figlio Filippo II mentre i secondi vanno a Ferdinando, ciò significa la nascita di due rami dinastici diversi, di conseguenza inizia la destrutturazione europea.

Si formano nuovi stati su territori di ampie dimensioni ma entro strutture più piccole. Tale sviluppo comporta una graduale trasformazione anche sul ruolo della monarchia e dell'immagine dei monarchi. All'origine di questi stati vi è lo scopo bellico, sono stati che nascono per fare guerre: interne, cioè attraverso la violenza controllare e mantenere la pace nei loro territori e liberarsi di ogni potere che minacciava o condizionava quello della corona, e "esterne", per portare la propria sovranità indipendente da ogni altro potere esterno, nasce l'idea che ogni re è imperatore del suo stato e che la sovranità era voluta direttamente da Dio. Quindi una sovranità che non riconosce alcun potere terreno superiore al proprio. Cambia la nozione d'impero, la supremazia imperiale non viene più riconosciuta e rispettata dai monarchi.

Il processo d'irrobustimento degli stati porta al formarsi di identità protonazionali, cioè un senso di appartenenza per tradizioni, culture, lingua, che li rende ancora più forti. Francia ed Inghilterra incarnano l'ideale di struttura protonazionale. L'Europa delle nuove monarchie dell'inizio '500, quelle più organizzate e potenti, trovano un luogo fisico per scontrarsi con le realtà meno potenti e con le vecchie monarchie, l'Italia (guerre d'Italia 1494-1554).

Questo perché i contendenti più forti si scontravano con gli stati più moderni del medioevo. Con il primo '500 comincia la decadenza italiana, scoppiano le vere prime e grandi guerre europee per il dominio dell'Italia, conflitti in cui, attraverso alleanze e schieramenti, si viene creando un sistema diplomatico continentale. L'Italia non era solo una penisola ricca e colta, ma era anche il luogo dove risiedeva la massima autorità spirituale del mondo cristiano, il papa. Chi avesse dominato l'Italia avrebbe dominato l'Europa.

Le guerre d'Italia rappresentano per l'intero continente europeo un momento fondamentale per il sistema diplomatico-militare delle potenze, inoltre sono la prova del fuoco per le nuove monarchie. Sul piano italiano queste guerre sono la consacrazione dell'egemonia politico-militare spagnola sulla penisola. Durante le guerre d'Italia vennero prodotte delle riflessioni sulla politica e sulle guerre di quegli anni, questo da Gucciardini e Macchiavelli. Produzione di riflessioni sulla natura della guerra e della violenza.

Nicolò Macchiavelli (1469-1527) elaborò una riflessione sugli scritti degli storici dell'antichità classica, egli riflettè sulle modalità che consentivano ai governanti di conquistare o conservare uno Stato. Fondamentale è per Macchiavelli il confronto con il passato, che permette di interpretare il presente, e può fornire soluzioni ai problemi che si presentano. Egli riflette su episodi della vita della repubblica romana, di cui coglie la crisi. Secondo la sua teoria ciclica della politica, il disfacimento della repubblica romana era inevitabile, fa notare come la decadenza fosse frutto delle azioni dei romani stessi. Questo comportamento ripetuto dai contemporanei, portò alla devastazione che colpì l'Italia.

Nella sua opera "Il Principe" esamina le modalità che rendono possibile a un signore di conquistare uno stato e di governarlo. Anzitutto egli sottolinea che il principe deve essere furbo e spietato. Punto di riferimento per la sua riflessione è Cesare Borgia.

La visione del mondo di Francesco Gucciardini (1483-1540), giurista e uomo politico al servizio del papa Leone X e Clemente VII, deriva dalla sua esperienza personale. Le vicende a cui ha assistito vengono rappresentate con lucidità estrema, con nitidezza vengono descritte le motivazioni che spingono i protagonisti all'azione. Questi personaggi agiscono solo per un loro interesse personale. Il pensiero di Gucciardini appare meno ardito di quello di Macchiavelli.

Lezione 3

Gli europei, per migliorare le loro condizioni, usarono una risorsa di tipo culturale, infatti avevano l'ambizione di conoscere le diversità di altri mondi e di altre civiltà. Gli europei escono dalle contaminazioni romano-germaniche. Levi-Strauss propone delle distinzioni fra popolazioni calde e fredde: quelle fredde dimostrano di aver elaborato una saggezza particolare che le incita a rimanere attaccate al passato e quindi sono restie a nuove concezioni. Preservano la loro struttura appunto per rimanere attaccate al passato. Quelle calde invece sono società che generano il mutamento attraverso lo sviluppo tecnologico, ma ricordando sempre il passato.

Il periodo in cui gli europei si affacciano al mondo americano è il periodo dello scontro fra Spagna e Portogallo. Nel corso del XV secolo, l'intensificarsi di traffici fra i maggiori centri mercantili del tempo, Venezia, Genova, e i porti dell'Europa settentrionale, favorisce lo sviluppo di alcune città iberiche affacciate sull'oceano Atlantico. Tra il 1336 e il 1341 due navigatori genovesi al servizio del Portogallo scoprirono le Canarie, dove però non crearono alcuna forma di insediamento a causa della peste nera di metà '300. La peste nera portò a una crisi demografica portoghese, la quale consentì l'ascesa sociale dei ceti mercantili a danno dell'aristocrazia feudale.

Il Portogallo fu il primo a rivolgersi verso nuovi mondi, già nel corso del XIV secolo, esplorò le coste dell'Africa occidentale, questo per cercare approvvigionamenti di oro, ma soprattutto di schiavi africani. Il Portogallo, attraverso la creazione di basi commerciali sulle coste africane, da vita a una rete marittima di scambi fra Europa e Africa occidentale. Nel 1487 viene doppiato il Capo di Buona Speranza, durante una spedizione guidata da Bartolomeo Diaz. Nel 1497 Vasco da Gama circumnaviga l'Africa fino ad arrivare in India nel 1498. Fondano basi commerciali in tutta l'Africa poi in India, fino ad arrivare quasi in Cina. La scarsa crescita demografica limita l'espansione portoghese, che nonostante tutto colonizza il Brasile.

La Spagna invece si muove sulla scia dei successi portoghesi, avendo la stessa meta, le Indie. Negli ultimi anni del '400, mentre i portoghesi costeggiavano l'Africa, la corona di Castiglia promuove una spedizione nell'Oceano Atlantico. La spedizione di Cristoforo Colombo si concluderà il 12 ottobre 1492 con la scoperta del Nuovo Mondo. Questa scoperta pone alla corona portoghese e a quella spagnola il problema delle delimitazioni dei rispettivi diritti. Visto che la motivazione centrale delle spedizioni era l'espansione della fede cristiana, fecero ricorso al pontefice per risolvere questa situazione. Nel 1493 papa Alessandro VI emette tre bolle con le quali stabilisce una linea di demarcazione fra i territori dei due contendenti. Nel 1494, siccome il pronunciamento del papa non è ritenuto soddisfacente, con il trattato di Tordesillas, Spagna e Portogallo si accordano.

La corona di Castiglia autorizza lo sfruttamento delle colonie americane, e furono proprio questo sfruttamento e le malattie portate dagli europei a provocare il crollo della popolazione. La ricerca dell'oro è la molla per una ulteriore espansione spagnola sul continente americano. Nel 1519 Cortes parte per una spedizione che culmina con la conquista del regno azteco, il futuro Messico. Nel 1532 Pizarro conquista l'impero Inca a nome della Spagna. La Spagna cercò di conquistare Colombia e Cile. Nel 1548 la conquista dell'America meridionale può dirsi conclusa. Dal 1518 al 1556 la conquista spagnola si chiude, avevano conquistato tutta l'America centrale e meridionale.

Le conquiste coloniali sono un'espressione diretta della struttura politica. Le forme d'omogeneità sociale avevano dato vita a una pulizia etnica. Erano società costruite sull'esercizio della violenza che avevano portato ad avere grande rilievo la nobiltà militare. La Spagna costruisce un impero territoriale. Questo era un periodo dove non vi erano dei controlli sulle conquiste, queste potevano avvenire anche da parte di avventurieri. Quando gli spagnoli si resero conto di non essere nelle Indie, spinsero molto sulla colonizzazione su larga scala. Il primo motivo della colonizzazione era ideologico, cioè la conversione religiosa della popolazione. La prima conseguenza della conquista fu appunto la distruzione dell'universo religioso e culturale delle popolazioni americane. L'azione della chiesa era volta a evangelizzare le popolazioni americane, questo estirpando le loro credenze popolari e imponendo valori religiosi culturali e di comportamento delle società europee. L'organizzazione coloniale in America meridionale era un'organizzazione di tipo amministrativo. A differenza dei portoghesi, gli spagnoli cercano di dar vita in America a forme di governo e strutture simili a quelle europee.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Bellabarba Marco.
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