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Appunti di Storia moderna per l'esame del professor Bellabarba sui seguenti argomenti: l'organizzazione economica, le città europee, il capitalismo, lo Stato, la religione, l'impero turco, la conquista di Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria, Peloponneso, Grecia. Le diverse forme di Stato presenti in Europa.

Esame di Storia moderna docente Prof. M. Bellabarba

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cristiano, ma diverse da quelle ufficialmente affermate. I sostenitori

di tali idee, eretici, erano soggetti a scomunica.

In Europa la religione cristiana e la chiesa erano delle “dispensatrici

di senso, di tranquillità”, questo per alleviare le paure degli uomini.

La chiesa era una grande autorità morale ed economica. La vita dei

credenti era scandita dalle feste liturgiche, tutto ruotava intorno alla

pasqua, momento simbolico più importante. I sacramenti più

importanti erano il battesimo, il matrimonio e la confessione, che

era un rito di purificazione collettivo. La chiesa era gerarchica e

comunitaria, e la religione era vista come un fenomeno di

aggregazione sociale.

Già nel XIV sec. si vengono a formare dottrine eterodosse e

riformanti. E’ con l’opera di Erasmo da Rotterdam che la critica nei

confronti della politica della chiesa si fa più influente e incisiva. In

testi divenuti celebri come “L’elogio alla pazzia” (1509), Erasmo

critica aspramente la corruzione e l’immortalità della chiesa, la

presunzione ecclesiastica di possedere la verità su qualunque

aspetto della vita e l’eccesso di potere del papa che, oltre a

comportarsi nei suoi domini temporali come qualunque altro

sovrano, pretendeva di governare e indirizzare la vita civile degli

altri stati. Nonostante le sue durissime critiche nei confronti del

papato e della chiesa, allorché nacque la riforma protestante

Erasmo rimase cattolico, sebbene molti suoi discepoli facessero una

scelta diversa.

Erasmo arriva a maturare un avversione vero tutto ciò che diceva o

aveva creato la chiesa. Secondo lui i frati avevano inquinato le

scritture testamentarie. Predica il ritorno alla purezza, espone non

solo le sue esigenze ma anche quelle del popolo.

Nel 1517, momento di trasformazione, emerge la figura di un

monaco dell’ordine agostiniano di nome Martin Lutero (1483-1546).

Egli era un uomo del popolo e aveva mantenuto la capacità di

parlare con esso. Egli aveva diffuso 95 tesi teologiche, sospettate di

eresia, che in breve tempo sconvolsero il mondo cattolico.

Le idee di Lutero creeranno una spaccatura profonda nell’Europa

cristiana, divisa da allora in poi tra cattolici, fedeli alla chiesa

romana, e protestanti.

Lutero meglio di Erasmo riuscì a rappresentare le due correnti in

opposizione alla chiesa di Roma: attacca la mondanizzazione della

chiesa e le radici spirituali della dottrina cattolica.

Nella chiesa romana il papa era una sorte di amministratore in terra

dei meriti che servivano a garantire il paradiso. Nei primi anni del

500, la pratica delle indulgenze che garantivano la cancellazione dei

peccati per i vivi e lo sconto della pena per i defunti, ha assunto i

tratti di una vera e propria compravendita. Lutero negò la bontà

delle indulgenze, secondo lui l’uomo poteva arrivare vicino alla

propria salvezza solo attraverso la fede. Il cuore della posizione

luterana può essere riassunto nell’affermazione che solo la grazia

salva: questo significa che il fedele non deve compiere azioni

particolari per cercare la salvezza eterna, ma deve solo avere fede.

Solo la fede autentica sottrae l’uomo dal peccato. Quindi secondo

Lutero le indulgenze sono un’impostura, questo mette in discussione

il ruolo stesso della chiesa, del clero e dei sacramenti.

Grazie alla stampa e alle traduzioni in tedesco le azioni di Lutero

furono accompagnate da assensi, attorno alla sua figura si strinsero

anche i principi tedeschi, per fini politici.

La rapida diffusione delle idee luterane deriva dal fatto che esse

interpretano i bisogni della società del tempo, preoccupazioni di

natura religiosa, desiderio di mutamento rispetto all’ordinamento

sociale ed ecclesiale, trovano nelle dottrine del monaco, non solo

una voce, ma anche uno strumento d’elaborazione concettuale.

Le dottrine luterane interpretano l’aspirazione di rinnovamento

morale e religioso, nonché la diffusa protesta nei confronti di un

clero ignorante e corrotto. Esse attraggono e rassicurano coloro che

condividono l’esigenza di un rinnovamento profondo della vita

religiosa e degli ordinamenti ecclesiastici.

Lutero riprende e amplifica il pensiero di Erasmo, che sosteneva l’

esigenza di un ritorno alla purezza del cristianesimo originale e alla

conoscenza della Bibbia. Egli rifiuta, in quanto rituali insignificanti,

la cresima e l’estrema unzione e il matrimonio, smantella la figura

di sacerdote come gestore del sacro. Secondo lui ogni cristiano è

chiamato al rapporto diretto con Dio e ad essere sacerdote di se

stesso e per gli altri.

Alcuni sovrani trovano nelle idee luterane la possibilità di ridurre

l’influenza della chiesa, non solo in campo religioso ma anche in

campo politico, così da appropriarsi degli ingenti beni che ad essa

appartengono.

Nel giugno 1520 il papa Leone X, con a bolla Exsurge Domine,

condanna esplicitamente la dottrina di Lutero, definendolo eretico.

Nel 1521 Lutero viene definitivamente scomunicato dal papa,

l’imperatore Carlo V, nel tentativo di evitare una rottura si adopera

per trovare un compromesso fra la chiesa e Lutero. Per questo

convoca la dieta imperiale, a Worms, nell’aprile del 1521, Lutero

però rifiuta di recedere da qualsiasi punto della propria dottrina ed

obbliga così l’imperatore a dare seguito alla scomunica.

Nella dieta di Spira si vede già che la Germania si sta spaccando in

due fronti: quello fedele agli Asburgo e alla religione cristiana e

quello che appoggia Lutero e la sua dottrina.

Anche nelle campagne le idee riformate rappresentano un grande

richiamo e risvegliano le tradizioni. Nel 1524 esplode la rivolta delle

comunità contadine del Baden, con lo scopo di recuperare i diritti

sulle terre e le libertà dei contadini, calpestati ed usurpati dai

feudatari e dai nobili. In nome del vangelo essi si oppongono

all’ordine costituito e invocano la comunanza dei beni e la

redistribuzione delle terre su base egualitaria. Ciò provocò la dura

reazione dei principi e dei potenti dominanti che sterminarono nel

1525,i contadini durante la battaglia di Frankenhausen.

Lutero mantiene una solida alleanza con i principi e i ceti dominanti

tedeschi, questo mentre si va strutturando una vera e propria

chiesa luterana.

Anche il panorama europeo inizia a risentire della crisi religiosa.

In Inghilterra, il sovrano, Erico VIII si schiera apertamente contro le

idee luterane, presto però avverte l’importanza dell’occasione che

gli offre la diffusione delle idee protestanti: ridurre l’influenza del

papato sulla politica e sulla società inglese.

Enrico VIII richiede al papa, Clemente VII, di annullare il suo

matrimonio con Caterina D’Aragona, la richiesta di divorzio viene

negata.

Il monarca inglese ne approfitta per procedere ad una rottura del

legame spirituale con la chiesa romana. Così oltre a risolvere il suo

problema matrimoniale, con l‘approvazione del Parlamento, emana

nel 1534 l’ atto di supremazia, con il quale si proclama unico e

supremo capo della chiesa d’Inghilterra. Per la prima volta un

sovrano cristiano riunisce nelle proprie mani il potere politico e

quello religioso.

La chiesa anglicana non compirà variazioni dottrinali, ma sarà una

chiesa indipendente per quanto riguarda le regole.

In alcune città libere dell’impero, a opera del riformatore francese,

Giovanni Calvino, sulla base del pensiero luterano si va a formare

una nuova corrente quella calvinista.

Calvino rielabora la visione protestante della predestinazione,

secondo lui solo il signore conosce chi sono gli eletti e chi i dannati.

Il movimento protestante si diffuse molto velocemente, in Svezia,

Danimarca, Norvegia e Islanda.

La reazione di Roma fu incerta, si pensò di reagire cime istituzione

ma anche come corpo religioso spirituale. Alla fine degli anni ’30 la

chiesa inizia ad agitarsi, visto l’influenza che ha il protestantesimo,

in tutti i ceti sociali.

Negli anni ’40 si ha la svolta, si crea una spaccatura interna alla

chiesa fra i cardinali, alcuni sentivano di dover riformare la chiesa,

altri, quelli che ebbero la vittoria, erano più intransigenti.

A questo seguì la formazione, nella penisola italiana, di una rete di

polizia della fede. Con una bolla del luglio 1542 papa Paolo III

riorganizza il tribunale dell’inquisizione, istituzione nata su base

diocesana nel Medioevo, ma da tempo decaduta. Il controllo di

questo tribunale era della Congregazione dei cardinali del

Sant’Uffizio, dotati dell’autorità inquisitoria per la lotta all’eresia.

La Congregazione del Sant’ Uffizio era incaricata di istituire e

sovrintendere una rete di tribunali per la repressione dell’eresia.

Oltre ai gruppi ereticali vengono messi sotto osservazione tutti

quegli esponenti del mondo cattolico che più si sono prodigati per

trovare una mediazione e un accordo con il mondo protestante.

Particolare attenzione è dedicata al controllo e alla repressione della

circolazione d’idee.

Paolo IV pubblica nel 1559 il primo indice dei libri proibiti, cioè un

elenco di opere a stampa che vanno non solo escluse dalla

diffusione nei centri d’insegnamento, ma il cui possesso medesimo è

vietato ai fedeli, costituendo di per se il segnale di inclinazioni

ereticali.

Snidati e colpiti i focolai di idee eterodosse e costretti all’esilio

numerosi intellettuali, nel corso del ‘600, l’Inquisizione si dedica a

colpire tutte le pratiche religiose e magiche, particolarmente diffuse

fra i ceti popolari, giudicate non ortodosse alla luce dei dettami

tridentini.

Una delle vie per risolvere il problema protestante fu quello di indire

un concilio ecumenico, papa Paolo III convocò il concilio prima a

Mantova nel 1544, dopo viene convocato a Trento 1545.

Il papa vede nel concilio solo la sede in cui intraprendere la

restaurazione dell’autorità della chiesa e lanciare la lotta contro gli

eretici. Carlo V, appoggiato dal partito dei prelati, punta al

raggiungimento di una soluzione, di un compromesso con i

protestanti che consenta di salvaguardare la sua autorità in

Germania. Al concilio non partecipò neanche un protestante.

Il concilio durerà fino al 1563, si svolse in modo tutt’altro che

lineare e continuativo.

Una volta concluso il concilio, Pio IV ne approva i decreti, fu proprio

lui a promulgare la nuova “confessione di fede” (1564).

La chiesa avviò una sorta di ricristianizzazione del mondo cattolico e

un ristrutturamento della struttura della chiesa. Per un miglior

controllo delle comunità, i parroci sono obbligati ad annotare

giornalmente, su dei registri canonici, tutti i battesimi i matrimoni e

le morti della loro parrocchia. Viene introdotta la confessione

auricolare, quindi non è più un rito comunitario. C’è un passaggio ad

una nuova forma di religiosità, si passa da una religione come atto

sociale alla religione come rito individuale.

In generale si rafforza la struttura gerarchica della chiesa,

sottoposta ad una più rigida prassi disciplinare e ricondotta

strettamente sotto il controllo dell’autorità papale e degli organismi

della curia.

Il messaggio fondamentale che esce dal concilio di Trento è che la

chiesa non accetta la presenza di altre confessioni cristiane e anzi

promuove un’imponente reazione, religiosa, politica e militare,

chiamata “Controriforma” o “Riforma cattolica”.

Lezione 6

All’indomani del concilio di Trento, la riscossa della chiesa cattolica

si manifesta in uno scenario che vede acuirsi le tensioni religiose e

politiche.

La rivolta dei Paesi Bassi.

La rivolta delle province olandesi ha tre caratteristiche

fondamentali: primo, l’insofferenza religiosa delle famiglie

protestanti, secondo l’avversione al re Filippo II, terzo la protesta

religiosa e quella politica si erano fuse assieme per costruire

un’identità civile.

La rivolta olandese non porta ad una rivoluzione ed a una

elaborazione di nuovi modelli politici ma all’elaborazione di idee

conservatrici e di resistenza.

I Paesi Bassi già prima dell’ascesa al trono di Carlo sono una terra

fiorente, agricoltura ricca, florido artigianato, sono uno dei centri

nevralgici dello sviluppo europeo.

La monarchia di Carlo V aveva giovato ai Paesi Bassi. La sua

prosperità però subisce un arresto a partire dalla metà del 500,

inizia a soffrire la rivalità inglese sul piano commerciale.

Nascono anche alcune difficoltà sul piano politico. I Paesi Bassi sono

formati da 17 province, ciascuna delle quali con proprie leggi e

ordinamenti istituzionali.

Un ulteriore elemento di tensione è dovuto da problemi religiosi.

Carlo V era tutt’altro che indulgente con chi definiva eretico. La

condanna delle idee protestanti era stata condannata sin dal 1520,

prima della dieta di Worms.

Nel 1555 c’è l’abdicazione di Carlo V in favore di Filippo II.

Nella prima metà degli anni ’60 del 500, vi è un cambiamento,

questo dovuto alla penetrazione del calvinismo e alla guerra

commerciale con l’Inghilterra che aveva causato disoccupazione e

malcontento.

Con la nomina a consigliere di Filippo II del duca d’Alba, vi è un

mutamento anche in campo politico. Il re non ha intenzione di

limitare i poteri dell’inquisizione anzi li vuole ampliare.

5l governo manca di consenso, la crisi comincia ad aggravarsi. Per

placare la crisi il re decide di mandare un esercito guidato dal duca

d’Alba.

Di fronte a ciò la governatrice Margherita si dimette e il suo posto

viene preso proprio dal duca d’Alba. Il suo governo, 1567-1576, è

rimasto famoso per la violenza della repressione.

Ciò che fa precipitare la situazione è l’imposizione di nuove tasse

per il mantenimento dell’esercito del duca.

Nel frattempo alcuni nobili fuggiti dai Paesi Bassi organizzano una

flotta, gueux du mer, pezzenti del mare, con cui attuano la prateria

ai danni delle navi spagnole. Lo stesso Guglielmo D’Orange invade

le province orientali della Germania.

Si è ormai arrivati alla rivolta, Olanda e Zelanda si uniscono per

difendere le proprie autonomie e le proprie libertà di culto.

L’incapacità, del duca d’Alba, di reprimere le ribellioni spinge Filippo

II a richiamarlo in Spagna. Viene sostituito da Luis de Requesens, il

quale pone fine alla politica del terrore alternando all’uso della forza

militare timidi tentativi di accordo.

Nel corso degli anni successivi, nelle Province Unite, prende forma

un regime di tipo repubblicano.

Le guerre di religione in Francia

All’indomani della pace di Caveau-Cambresis(1559), che ha segnato

la fine delle speranze francesi di espandersi sulla penisola italiana,

la Francia entra in una grave crisi politica.

Muore improvvisamente il re Enrico II e la Francia si trova guidata

da una reggente, Caterina De Medici, che governa per conto del

figlio Francesco II.

Il principale problema che deve affrontare Caterina è la

straordinaria diffusione del calvinismo, gli ugonotti infatti raccolgono

vaste adesioni, anche fra le famiglie nobili. Quindi lo scontro

religioso si lega a tradizionali rivalità nobiliari.

La reggente non è in grado di controllare la tensione, che sfocia, nel

1567, in una vera e propria guerra civile. Dopo alcuni anni di scontri

si giunge alla pace di Saint-Germain-en-Laye (1570), con la quale

agli ugonotti è riconosciuta la libertà di culto e la presenza di uno

dei loro capi, Coligny, all’interno del consiglio dello Stato. Ciò porta

ad uno spostamento di equilibri.

Di conseguenza Caterina decide di avvicinarsi ai cattolici e organizza

un attentato volto ad uccidere Coligny, che però fallisce. Timorosi

della possibile ripresa della guerra civile, Carlo IX e Caterina

decidono di aderire al piano dei Guisa per eliminare, in un solo

colpo, nella notte di S. Bartolomeo, 23 agosto 1572, lo stato

maggiore della nobiltà ugonotta.

Inizia così la fase più violenta della guerra civile religiosa.

Segue la morte di Carlo IX con l’ascesa al trono di suo figlio Enrico

III, ritenuto però troppo arrendevole. Scoppia una crisi dinastica,

inizia la guerra dei tre Enrichi: Enrico III, Enrico di Borbone ed

Enrico di Guisa.

Enrico III cadde il 1° agosto 1589, ucciso da un frate fanatico, in

punto di morte designerà suo successo Enrico di Borbone.

Quest’ultimo sceglie di rinnegare la sua religione, il calvinismo, per

convertirsi al cristianesimo, questo fatto gli garantisce

l’incoronazione a re di Francia con il nome di Enrico IV.

Fu proprio Enrico IV a promulgare l’editto di Nantes, con il quale

riconosceva il cattolicesimo come religione ufficiale dello Stato

francese, ma garantiva agli ugonotti libertà di culto.

Nel 1610 verrà assassinato da un estremista cattolico.

La guerra dei 30 anni.

Anche il Sacro romano impero, malgrado il compromesso raggiunto

con la pace di Augusta del 1555, a partire dagli anni ’70 comincia ad

essere attraversato da conflitti religiosi.

La Germania è divisa in due: la parte luterana e quella che rimane

cattolica.

Massimiliano II e anche il suo successore Rodolfo II avevano

rispettato le diversità confessionali. Mattia d’ Asburgo attenua però

la politica di pacificazione dei suoi predecessori, la tensione viene

alimentata anche dal problema della successione in quanto Mattia

non aveva eredi e il suo successore desinato era Ferdinando,

cattolico intransigente.

Di fronte al tentativo di limitare la religione calvinista, la città di

Praga insorge, il 23 maggio 1618.

Contro gli Asburgo scendono in campo anche la Danimarca luterana

e la Svezia. Sconfitte queste due potenze sembra che gli Asburgo

abbiano l’egemonia europea, ma a questo punto la Francia decide di

intervenire.

Con l’intervento della Francia gli equilibri militari mutano a sfavore

degli Asburgo. Con la sconfitta dell’esercito spagnolo si aprono una

serie di negoziati da cui scaturiscono diversi trattati di pace,

conosciuti nel loro insieme come la pace di Vestfalia (24 ottobre

1648), che delinea importanti cambiamenti per l’equilibrio europeo.

In primo luogo la pace sancisce il tramonto del disegno egemonico

degli Asburgo, la Spagna è costretta a firmare una pace con le

Province Unite, le clausole della pace d’Augusta vengono estese a

tutte le confessioni protestanti.

Lezione 8 Rivoluzione inglese

L’Europa del XVII sec. combatte una battaglia di opinioni per quanto

riguarda la conoscenza scientifica. La rivoluzione scientifica stava

diventando un insieme di idee che comprendevano un pubblico più

ampio, le idee scientifiche si vanno a mescolare con idee politiche e

religiose.

La rivoluzione inglese è la messa in pratica di alcune convinzioni

scientifiche, è la premessa per ricostruire il mondo.

Alla morte di Elisabetta I si estingue la dinastia dei Tudor e il trono

passa a Giacomo Stuart, educato alla fede protestante. Con

Giacomo si uniscono il regno di Scozia e quello d’Inghilterra, due

realtà molto differenti. Giacomo cerca di tollerare tutte le pratiche di

culto eterodosse, egli ambisce a fare dell’Inghilterra un elemento di

mediazione e di pacificazione nella scena politica europea.

Alla morte di Giacomo I, sale sul trono Carlo I. Carlo nomina proprio

ministro Buckingham, ed è proprio il suo ruolo che è al centro di

polemiche. Per questo il re scioglie il Parlameto.

La Camera dei Comuni chiederà, nel 1628, al sovrano di firmare la

petizione dei diritti.

La situazione precipita con l’assassinio di Buckingham, il sovrano

decide a questo punto di sciogliere, nel gennaio 1629, il Parlamento

con l’intenzione di non convocarlo più.

Due eventi fanno precipitare la crisi:

1. nel 1638 la rivolta della chiesa presbiteriana scozzese, a cui

Carlo I farà fronte mandando un esercito per sottomettere gli

scozzesi. La sconfitta dell’esercito inglese fa precipitare la

situazione, obbligando il sovrano a concedere agli scozzesi un

sinodo dove sarebbe stata organizzata la struttura della

chiesa scozzese. Ciò obbliga il sovrano a convocare il

Parlamento nel 1640. Nel febbraio 1641 viene firmato dal re

l’Atto triennale, il quale sanciva la convocazione del

Parlamento ogni tre anni.

2. Nel 1641 scoppia la rivolta cattolica i Irlanda.

Il re nel 1642 compie una prova di forza, irrompere in Parlamento

con i soldati, questo per arrestare alcuni esponenti dell’opposizione.

Questa prova fallisce e dimostrò solo la volontà del sovrano di

piegare il Parlamento. A questo punto il re si vede costretto a

lasciare Londra.

Mentre il Parlamento legifera in assenza del re, quest’ultimo recluta

un esercito di volontari, da inizio alla guerra civile. Il paese si

spacca così in due: lo schieramento a favore del sovrano e quello a

favore del Parlamento.

Il Parlamento si affidò a dei militari di collaudata esperienza fra cui

Oliver Cromwell (1599-1658). Nel 1645 l’esercito di Cromwell

sbaraglia quello del re, e nel 1647 il re viene consegnato al

Parlamento.

Si apre un periodo di dibattiti e il Parlamento si spacca in due:

 I puritani, frange più radicali

 Gli indipendenti, guidati da Cromwell

Nasce un dibattito anche per decidere la sorte del re e su come

riorganizzare il paese:

i puritani chiedevano un nuovo paramento, che rappresentasse

anche i più poveri, mentre gli indipendenti volevano un parlamento

di tipo censitario, quindi solo per i più ricchi.

Nel 1649 Carlo I viene condannato a morte.

Nel 1653 Cromwell si fa eleggere Lord protettore della rpubblica. Il

nuovo parlamento eletto nel 1654, su base censitario ristretta, mira

a ridurre i poteri del lord protettore, il quale non esita a scioglierlo.

Nel 1660 viene incoronato Carlo II Stuart, il quale inaugura un

regime di compromesso, che porterà alla restaurazione della

monarchia, il Parlamento vedrà riconosciuto il su potere.

A partire dagli anni ’70 del 600 però riprende a manifestarsi una

crescente diffidenza fra il sovrano e il Parlamento. Al centro del

conflitto v è ancora una volta una questione politico religiosa.

A Carlo II succede Giacomo II, 1685, il quale promulgherà nel 1687

una Dichiarazione d’indulgenza,la quale concede hai cattolici piena

libertà di culto. Con questo atto ci fu la rottura definitiva fra

Sovrano e Parlamento. Al rifiuto del parlamento di ratificare la

dichiarazione Giacomo II lo scioglie.

I più importanti esponenti del parlamento chiederanno aiuto a

Gugliemo III D’Orange, il quale nel 1689 venne proclamato sovrano

d’Inghilterra. Egli è obbligato a giurare di rispettare il Bill of Rights,

la dichiarazione dei diritti, con la quale Gugliemo è costretto a

rispettare le prerogative del parlamento.

Con la seconda rivoluzione inglese si stabilizza definitivamente l’idea

di un poter condiviso tra il popolo, attraverso il parlamento, e il

sovrano.

Il Regno Unito diventa un modello a cui guardare con ammirazione.

La rivoluzione inglese porta a trasformazioni di ordine culturale, vi è

un progresso verso alla modernità.

Lezione 9 illuminismo e nascita degli stati uniti

Il XVIII sec. si apre con una lunga serie di conflitti bellici che non

sono più caratterizzati da motivazioni religiose ma bensì di tipo

territoriale e dinastiche.

1700-1714 Guerra di successione spagnola, guerra dinastica.

La Spagna non è più una potenza, deve abbandonare

anche i territori italiani. Si conclude con il trattato di

Rastadt

1733-1738 Guerra di successione polacca, stabilisce una

significativa variazione della mappa politica europea, si

conclude con la pace di Vienna.

1740-1748 Guerra di successione austriaca, aperta con la morte di

Carlo VI, senza eredi maschi, si conclude con la pace di

Aquisgrana.

1756-1763 Guerra dei sette anni, non rappresenta solo il primo

conflitto bellico globale, ma anche il mutamento

irreversibile dei rapporti fra le potenze europee.

All’origine del conflitto vi è la rivalità fra Frangia e Gran

Bretagna per i possedimenti coloniali e i dissidi fra

Prussia e l’impero per il possesso della Slesia. Il conflitto

si concluderà con la pace di Parigi. Viene sancita la

nascita di due nuove supremazie militari: la Gran

Bretagna, prima potenza navale e coloniale europea, e

la Prussia prima potenza militare continentale.

Questi conflitti portano allo spostamento degli equilibri

internazionali.

L’Europa inizia a crescere demograficamente, ha un’economia più

intraprendente e si allargano i traffici commerciali. Ciò mette in crisi

le vecchie strutture economiche.

Questa voglia di mutamento osteggiata da una struttura politica che

non lo vuole, sono alla base dell’illuminismo.

L’illuminismo si manifestò per la prima volta in Francia, nasce una

discussione sulla struttura antica, questo alla morte di Luigi XIV, nel

1715. Gli illuministi francesi sono ammiratori della rivoluzione

inglese e della struttura politica inglese, ciò testimonia


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Corso di laurea: Corso di laurea in studi storici e filologico-letterari
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Bellabarba Marco.

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