Storia medievale
Organizzazione politico-amministrativa nel IV secolo d.C.
Alla vigilia delle invasioni barbariche, l'assetto dell'Impero Romano mostrava alcuni importanti cambiamenti. Questa cartina rappresenta l'assetto antico dell'Impero Romano: Roma non aveva conquistato i paesi orientali e i paesi dell'est. Nel corso del IV secolo d.C. si manifestano due eventi che cambiano l'assetto dell'Impero Romano:
- La diffusione del cristianesimo e la costruzione di chiese cristiane;
- La presenza stabile delle popolazioni germaniche dentro i confini dell'impero.
Fatti dell'inizio del IV secolo d.C.
Costantino muore nel 337, regna dal 312 in poi. Teodosio regnò dal 379 al 395. Sono i due imperatori ricordati per tutto l'arco del Medioevo. Sotto Costantino abbiamo l'emanazione dell'editto del 312 che è quello di accettare, dare libertà di culto, di associazione e potere giuridico ai cristiani. I cristiani, a seguito di questo editto, hanno gli stessi diritti che hanno gli appartenenti ad altre confessioni. Il cristianesimo viene riconosciuto dallo stato: le comunità cristiane potevano avere il loro culto e avere le proprie chiese; è da questo momento che cominciano ad essere edificati i primi luoghi di culto stabili per i cristiani. NB: le persecuzioni dei cristiani sono circoscritte a pochi anni, è un evento da ridimensionare: anche i martiri, sono pochi. I cristiani da questo momento in poi possono riunirsi.
Organizzazione delle chiese cristiane
Esisteva una sede vescovile, ovvero una comunità di fedeli capeggiati dai vescovi. Il Cristianesimo è una religione cittadina. Nelle Sacre Scritture si parla di vigne, pastori, pecore ecc; è un mondo pastorale. Ora le comunità cristiane hanno il loro centro di gravità nelle città. Per definire il 'non cristiano' si utilizzava la parola pagano, da pagus, che significa circoscrizione rurale, ovvero le zone dove c'erano i luoghi di culto. I pagani dunque sono i cittadini non cristiani. La comunità cristiana sin da molto presto è organizzata come struttura e ci sono persone che coprono dei ruoli:
- Vescovo, oppure episcopus dal greco.
Nb: il cristianesimo si fonda sul greco; è una religione più orientale che occidentale perché sorge sulla sponda del Mediterraneo Orientale e poi arriva in Occidente. Oltre ai vescovi, c'erano i presbiteri e gli anziani. Le comunità cristiane sono comunità ben organizzate, capeggiate da un vescovo, poi vi erano i presbiteri, e poi i diaconi che si occupano dell'assistenza. I cristiani hanno anche un'organizzazione territoriale; il territorio extraurbano (=diocesi, dal greco). Le comunità cristiane non sono comunità indipendenti una dall'altra ma sono collegate fra loro: i singoli vescovi e le sedi vescovili sono riunite in circoscrizioni più ampie, che sono le metropoli al capo delle quali c'è un arcivescovo che consacra poi i singoli vescovi.
Alcune sedi arcivescovili sono più importanti di altre per motivi storici e politici perché vi è la figura del vescovo patriarca (=parola della bibbia): dei vescovi patriarca, quattro si trovavano in Oriente, a Gerusalemme, ad Antiochia, ad Alessandria d'Egitto e a Costantinopoli; la sede patriarcale d'Occidente è a Roma (NB: la sede romana ha una certa preminenza perché il primo vescovo di Roma è continuatore dell'opera di San Pietro che aveva ricevuto da Dio il compito di fondare la chiesa. Il processo in base al quale il papa diventa capo della chiesa cattolica, che è piramidale e gerarchicamente, è un processo che avviene nel Medioevo nell'XI secolo.
Concilio di Nicea
Dopo Costantino, per la prima volta le chiese operano alla luce del sole. Ma nel mondo tardo-antico, la definizione dogmatica del cristianesimo è lontana dall'essere compiuta, è una cosa che si sta costituendo. Esempio: il problema della definizione della 'trinità'; l'idea del dio uno e trino viene definita dogmaticamente per la prima volta nel 325 con il concilio convocato a Nicea in Asia Minore, per mettere fine alle controversie dogmatiche e teologiche che infuriavano in quegli anni soprattutto perché la lingua della chiesa era in greco. Concilio, parola che deriva dal latino, in greco prende il nome di Sinodo, è la riunione di tutti i vescovi dell'ecumene abitato. Il concilio è stato fatto in Oriente perché la maggior parte dei vescovi patriarca si trovava lì. Con il Concilio di Nicea (325 d.C.) si vuole definire la questione della trinità.
Simbolo niceno
Crediamo in un solo Dio Padre, onnipotente, creatore di tutte le cose visibili e invisibili. Ed in un solo Signore, Gesù Cristo, figlio di Dio generato dal Padre, unigenito, della stessa sostanza del Padre, mediante il quale sono state fatte tutte le cose, sia quelle che sono in cielo, sia quelle che sono sulla terra. Per noi e per la nostra salvezza egli discese dal cielo, si è incarnato, fattosi uomo, ha sofferto e risorse il terzo giorno, salì nei cieli, e verrà per giudicare i vivi e i morti. Crediamo nello Spirito Santo. Ma quelli che dicono: Vi fu un tempo in cui egli non esisteva; e: esisteva prima che nascesse non; e che non nacque da ciò che è, o da un’altra ipostasi o sostanza che il Padre, o che affermano che il Figlio di Dio possa cambiare o mutare, questi la chiesa cattolica e apostolica condanna.
C'è l'affermazione dell'esistenza della trinità ma c'è anche un anatema nell'ultima parte: la chiesa cattolica e apostolica condanna coloro che dicono che un tempo non esisteva. Già nel 325 c'è una formula dogmatica e una condanna: chi dice in un altro modo viene condannato. Ciò che viene condannata è l'eresia ariana, l'arianesimo; dottrina elaborata da Ario (è da qui che viene il nome Arianesimo) secondo la quale egli riteneva che la natura divina del Figlio fosse inferiore a quella di Dio e che vi fu un tempo in cui il verbo di Dio non esisteva e dunque esso fosse stato creato in seguito.
In questo periodo ci furono accese discussioni sulla sostanza dogmatica del cristianesimo; ci sono concili convocati per condannare proposizioni giudicate eretiche. È un fenomeno tipico dei secoli IV e V. Di queste dottrine, l'imperatore si interessa, ci mette bocca, è lui che parla al Concilio di Nicea. La formula che esce dal concilio viene appoggiata dall'imperatore; c'è un coinvolgimento dell'autorità imperiale. Alla fine del secolo con Teodosio si arriverà a una legge che dirà quale è il cristianesimo e come deve essere processato. Il concilio di Nicea è un momento di definizione di una dottrina antiariana; l'idea che Dio padre viene prima da Dio figlio. Nel 381 a Costantinopoli si arriva a una definizione migliore di questi termini in lingua greca: siamo già all'epoca di Teodosio; Costantino è convinto che il cristianesimo è il migliore supporto della coesione dell'impero.
Questa idea è andata avanti nel tempo e Teodosio si sente coinvolto nelle fortune delle chiese cristiane e a sua volta ritiene che quella che è la retta fede debba essere fissata per legge: si tratta dell'Editto di Tessalonica 380-382 d.C. Nb: non viene abolito il paganesimo: in questo documento di dice che l'unico cristianesimo riconosciuto dallo stato è questo. Tutti devono seguire la religione professata dal Pontefice Damaso, vescovo di Roma; si deve credere nell'unica divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in tre persone uguali. Cattolico significa universale, termine greco. Già da questo periodo vuol dire 'vero cristiano', cristiano, che professa una fede approvata. Oggi cattolico vuol dire seguace della chiesa romana cattolica.
In origine significava seguace della chiesa universale, colui che professa la retta fede. Inoltre, in questi secoli, cattolico e ortodosso (ortodosso=colui che professa la stessa fede) volevano dire la stessa cosa. Cattolico è colui che è in comunione col papa di Roma; Ortodosso è colui che appartiene ad altre chiese. L'Editto di Tessalonica stabilisce che l'unico Cristianesimo riconosciuto è quello del simbolo niceno. Lo stato riconosce solo i cristiani; gli altri sono eretici e anche fuori legge, possono anche essere perseguiti; il corollario dell'editto di Tessalonica è la proibizione dei culti pagani.
Teodosio e i barbari
Teodosio è un generale condottiero che viene spedito a ricoprire la carica di imperatore d'Oriente nel 379 in un momento di crisi nella parte orientale dell'impero. In Teodosio osserviamo due importanti binomi:
- Cristianesimo-impero
- Impero-barbari germanici.
Barbaro è una parola dal greco che significa colui che non parla latino o greco. Non è un termine spregiativo, vuole solo dire 'gli altri'. I barbari sono popolazioni che vivono in questo mondo al di là del limes del Reno e del Danubio. L'espansione romana verso queste terre si era fermata nel I secolo d.C.: non c'erano più risorse o capacità per andare più a est, anche se abbiamo testimonianza di contatti con popolazioni barbare già dal I secolo a.C. con Gaio Mario che combatte contro i Cimbri e i Teutoni; ha combattuto contro i barbari; voleva creare Marco Aurelio (162-180) una nuova barriera per contenere i barbari. Tra la fine del II secolo e l'inizio del III secolo abbiamo le incursioni delle popolazioni germaniche. Alla fine del III secolo le invasioni vengono fermate. Poi riprendono:
- Verso il 370 avanzano gli Unni, aggregandosi fra popoli; la pressione degli Unni determina che alcune popolazioni come i goti entrino in Italia.
- I Goti hanno due nomi: ostrogoti sono i goti d'Oriente, visigoti sono i goti che si stabilirono nella penisola iberica.
I visigoti, a questa altezza, fra 376-377 entrano in contatto con l'impero romano; il capo dei Visigoti, con una sua organizzazione, chiede di stabilirsi con le armi all'interno dell'impero: questi ultimi vengono accolti da Valente al di qua del Danubio e si pone un grande problema: viene accolta una popolazione in armi con famiglie e non sanno cosa fargli fare; queste popolazioni entrano come foederati / alleati, si ribellano e nel 378 ad Adrianopoli (città fondata da Adriano), i Visigoti sconfiggono l'impero romano guidato da Valente, l'esercito si disperde e i nemici entrano definitivamente nell'impero. Per far fronte a questa situazione, viene mandato Teodosio che non è di famiglia imperiale: Teodosio cerca di risolvere la questione: non è possibile sconfiggere i Visigoti e allora cerca di stabilire un accordo; la soluzione temporanea è questa: Alavico, re dei Visigoti insieme a Teodosio, convengono che Alarico ottiene una carica militare e come parte dell'esercito romano possono essere vettovagliati secondo le regole dell'esercito di campagna. I Visigoti sono la prima popolazione che entra, si ribella, invade; si rende necessario l'accordo. Come tenere buoni i Visigoti? È un problema che verrà affrontato per altri decenni. Già dopo il 378 le cose sono cambiate.
I Franchi erano una popolazione presente all'interno dell'impero già dal III secolo, erano piccoli gruppi; venivano arruolati a 100 alla volta. I Visigoti, invece, sono una popolazione compatta che vive dentro l'impero con le proprie armi. Si aprono quindi le contraddizioni della storia. Teodosio che dentro l'impero è un cristiano cattolico, vuole unità dogmatica della chiesa e vuole mandare via i fuori legge: questo è quello che tratta coi Germani e i Visigoti, che si sono cristianizzati con un cristianesimo di tipo ariano (NB: nei decenni precedenti si erano succeduti vari imperatori e alcune campagne missionarie avevano portato a queste popolazioni un cristianesimo non trinitario).
Nel 376 entrano i Visigoti; nel 406 dalla parte del Reno entrano altri popoli: Burgundi, Vandali, Alani; entrano in Gallia e poi passano in Spagna. All'inizio del V secolo le popolazioni non controllabili dentro l'impero stanno aumentando. L'impero nel V secolo è ancora in grado di fronteggiare questa situazione; la soluzione è accettare l'insediamento di queste popolazioni in modo da creare una formazione politica nuova, cioè regni nuovi all'interno dell'impero. Nel 418 d.C. i Visigoti vengono messi in Aquitania, provincia romana a cavallo della Garonne e Bourdeaux. Con questo popolo viene fatto il primo esperimento: i Visigoti hanno un re, un loro regno e all'interno di questo regno ci sono anche cittadini romani: il re dei Visigoti regna anche sui cittadini romani in nome dell'imperatore. Questa formazione prende il nome di regni latini-germanici.
I Burgundi (popolazione germanica) nel V secolo, vengono messi in Borgogna; Svevi / Suepi in Galizia; I Vandali che nel 406 erano entrati in Africa creano un regno che ha come capitale Cartagine: creano un regno che ha rapporti diplomatici con l'impero. Altri insediamenti: Alemanni nella zona dell'attuale Belgio. Quali sono i confini fra i regni barbari? Fra burgundi e alemanni è la lingua, francofona da una parte, tedesco dall'altra. Si entra in un epoca in cui ci sono le origini delle nazioni di oggi.
Dopo il 476
Da Teodosio in poi si inizia a creare accordi con le popolazioni barbare; altri imperatori proseguono il suo operato: in Oriente sale al trono Arcadio, in Occidente Onorio, poi Valentiniano III. Nel V secolo si assiste a questa progressiva costruzione di regno con regni. La sede imperiale del V secolo si sposta prima a Milano e poi a Ravenna, città vicina al mare che permette di rimanere in contatto con Costantinopoli, inoltre è circondata da una palude che la può difendere dagli attacchi. Ravenna è la tipica città tardo antica. Il vescovo di Ravenna diventa arcivescovo. L'arcivescovo di Ravenna diventa un grande ecclesiastico dell'impero occidentale; altro arcivescovo si trova a Milano, Ambrogio, l'altro a Roma (Ravenna, Milano e Roma sono le tre province ecclesiastiche).
Nel 476 si presenta un'altra popolazione, guidata da Odoacre, che firma un accordo con l'imperatore di Ravenna. Nell'agosto del 476 Odoacre propone di creare un regno delle genti germaniche in Italia lasciando perdere la capitale dell'impero orientale. Con il 476 tutta la parte occidentale dell'impero è divisa in regni che hanno tutti più o meno un rapporto con l'imperatore d'Oriente; questi regni sono guidati da popolazioni germaniche dove vivono anche i romani; i re germani curano anche popolazione romana. Dal 476 non c'è più un imperatore. Questo non significa che non c'è più un impero: l'impero romano finisce nel 1453 perché l'imperatore romano bizantino esiste ancora.
Il mondo Mediterraneo ed europeo nel 476 vedono: un regno nuovo di Odoacre, un regno dei visigoti, un regno dei franchi (i franchi sono costituiti da una serie di popolazioni che sono nella zona lungo la parte inferiore del Reno). Dopo 476 abbiamo due cambiamenti:
- Regno di Odoacre che è in continuità con l'impero romano.
- Poi gli ostrogoti entrano in Italia.
Il regno di Odoacre diventa il regno dei goti, guidati da Teodorico. Nel 526 d.C., osserviamo che è cambiato il mondo: prima era l'ultima parte amministrata da Ravenna, ora il re è Teodorico, e il regno dei goti è foederato con l'impero a Costantinopoli. Intanto, però, il regno egemone fra Gallia e Spagna è quello dei visigoti. I franchi, fino a quel momento, alleati coi romani, piano piano si prendono tutta la parte a nord della Francia: dopo il 476 si unificano e diventano una popolazione unita, un regno. Il regno dei franchi va sotto Clodoveo che diventa re di tutti i Franchi, e soprattutto attua un'espansione nel resto della Gallia che nel giro di pochi decenni li porta a respingere i Visigoti in Spagna e di lì a pochi anni assorbiranno anche il regno dei Burgundi e poi prenderanno anche la Provenza.
Nel 526, il regno degli Ostrogoti e il regno dei franchi; dalle altre parti c'è l'impero romano d'Oriente. All'inizio del VI secolo le tre forze dinamiche importanti nel Mediterraneo sono:
- L'Impero Romano d'Oriente
- Gli Ostrogoti di Teodorico
- I Franchi
Da come si muovono queste tre entità, capiamo cosa succede nel VI secolo e di tutti questi, domani fa epoca di Giustiniano.
Entità politiche nel VI secolo
Ci sono una serie di entità politiche: nella sua parte orientale, il vecchio impero romano prende il nome di Impero Romano e in questa cartina si vede come si presenta ora e fino al 1453 rimane impero romano, che ha una vocazione universalistica. Questa idea universalistica e imperiale è stata ereditata dall'impero ottomano. Ci sono vari regni che si sono costituiti all'interno dell'impero d'Occidente per cui non ha più senso l'impero:
- Ostrogoti: capeggiati dalla figura di Teodorico, prima da Odoacre;
- Il regno dei Franchi: è un regno unico che si è costituito come un'entità, con un unico re, Clodoveo. Si sono allargati nella Gallia meridionale e hanno scacciato i Visigoti che sono diventati un'entità unica.
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