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23-10-17

accordo del 842 fra i figli maschi superstiti di Ludovico il Pio, cioè

Lotario, poi, Ludovico detto il Germanico e Carlo il Calvo.

La soluzione contraddice in pieno l'idea di Ludovico il Pio che un solo

imperatore potesse governare un intero territorio da solo.

È una spartizione poco realistica:

Ludovico: prende la parte orientale, dal Reno verso le regioni orientali,

la Sassonia, la Turingia, la Franconia, la Baviera, la Carinzia;

Carlo: prende la parte occidentale dell'impero, la Gallia con la sua

proiezione al di là dei Pirenei

Lotario: una striscia di congiunzione fra Aquisgrana fino a Roma,

prendendo il vecchio regno dei Longobardi, la Provenza, la Borgogna e

la parte settentrionale.

Questo assetto dura solo 12 anni fino alla morte di Lotario nell'855; a

questo punto Lotario che a sua volta ha tre figli maschi legittimi, alla sua

morte, i tre regni diventano cinque;

sta nascendo una frammentazione attraverso regni, ma in realtà l'idea

imperiale non è ancora sparita nel IX secolo: ci sono ancora due

incoronazioni imperiali a Roma:

alla morte di Lotario nell'855 il titolo di imperatore viene preso da suo

figlio primogenito Ludovico II che ha anche il regno Italico: Ludovico è

imperatore e re del regno italico.

Con Ludovico II la presenza franca in Italia si fa sentire pienamente: c'è

anche una documentazione che ci mostra che lui ha veramente insediato

conti di sua fiducia, ha governato effettivamente.

Quando si parla di 'età carolingia in Italia' si fa riferimento a Ludovico II.

gli rimane solo una figlia → Ludovico

Alla morte di Ludovico II nell'875

fonda un monastero femminile e la fà Badessa.

Non diventa imperatrice o regina.

In questo caso dunque è papa Giovanni VIII che può scegliere chi far

diventare imperatore, e fa una scelta che vorrebbe essere una scelta

strategica: papa Giovanni VIII dice: ' io, secondo la vecchia tradizione io

guardo a Occidente e voglio che diventi imperatore, il re del regno

occidentale che è Carlo il Calvo.

Il giorno di Natale nell'875 Carlo il Calvo arriva a Roma e viene

incoronato: in questo modo si torna un po' all'epoca di Carlo Magno

perché Carlo il Calvo ha la parte della Gallia occidentale.

Invece Carlo muore subito nell'877 mentre stava venendo in aiuto del

papa: nella seconda metà dell'VIII secolo, succede che l'impero di Carlo

Magno viene attaccato da tre popolazioni esterne. 1

È un'età di forte insicurezza e paura; ci sono:

1) I Normanni, chiamati così dagli altri, fanno incursioni dalla

Danimarca, dalla Scandinavia sulle coste della Gallia settentrionale e in

Britannia. Sono dei raziatori che riescono a risalire i fiumi.

2) Da sud arriva una pirateria proveniente dall'Africa settentrionale e

dalla Spagna che attaccano le coste tirreniche→ sono coloro che le fonti

occidentali chiamano Saraceni.

Roma, così vicina alle coste del Tirreno è oggetto delle incursioni da parte

dei Saraceni; intorno all'846 c'è addirittura un momento Roma viene

devastata e con essa anche San Pietro.

Come risposta a queste incursioni, fatte per fare bottino e non per

1

invadere .

Papa Leone VI decide di fortificare l'area di San Pietro, ovvero la città

leonina. Leone VI mura tutto il Vaticano nell'846 e quella diventa la

civitas leonina.

Il vecchio Mausoleo di Adriano che già Gregorio Magno aveva

cristianizzato con la Statua di San Michele, ovvero il Castel Sant'Angelo,

viene collegato con un muro alto al fine di collegare la civitas leonina.

Molte volte i papi usarono questo corridoio per fuggire: Gregorio VII

(1084) e nel 1527 Clemente VII con il Sacco di Roma dei Lanzichenecchi.

3) Arrivano dall'Asia anche coloro che chiamano se stessi Magiari,

invece le fonti occidentali li chiamano Ungari. Sono bande di cavalieri

molto veloci, inafferrabili. Scavalcano le Alpi Orientali, luogo da cui

sono passati tutti gli invasori, fino ad arrivare alla Pianura Padana.

In questa situazione la prospettiva di un impero dei Franchi Occidentali,

di un impero i cui imperatori parlano una lingua romanza, alla morte di

Carlo il Calvo → ha solo un unico erede Luigi il Balbo, un balbuziente.

L'unico figura proponibile come ultimo imperatore di tutto l'impero è

Carlo II , ovvero Carlo il Grosso, figlio di Ludovico il Germanico.

È l'ultimo imperatore dell'impero carolingio.

Per una serie di questioni contingenti era diventato:

re del regno italico,

re dei Franchi Occidentali

e alla fine viene incoronato imperatore. Ma l'incoronazione dell'881 non

fa si che lui abbia un governo unitario di tutto l'impero = negli ultimi anni

è impegnato soprattutto in Gallia contro le incursioni dei Normanni e

visto che non riesce a organizzare una difesa, viene deposto.

Dopo l'877 viene deposto e muore l'anno dopo.

Con l'877 l'impero carolingio è finito, si disintegra in una serie di

regni, e già con la morte di Carlo il Calvo era morta l'idea che ci

potesse essere un unione privilegiata fra regno italico e Gallia.

1 Nel corso del Medioevo, la guerra è un lavoro: la guerra non è fatta per distruggere il nemico. La guerra serve per fare

bottino e per prendere prigionieri che verranno riscattati a caro prezzo. La guerra è una attività economica. La

componente è quella di fare razzie a fini economici rubando tesori per rivenderli, vendere schiavi sui mercati orientali;

il concetto è quello di guadagnarci sopra. 2

Per tornare a un impero francese che comprende anche l'Italia, bisognerà

aspettare mille anni dopo Napoleone.

Nel regno italico c'è un conflitto continuo fra alcune forze che stanno

emergendo all'interno del regno, fra queste ci sono tre entità di tipo

carolingio che cercano di governare fra 888 - 962:

-la marca dei Friuli, ovvero i marchesi del Friuli

-i duchi di Spoleto, eredi del vecchio ducato longobardo

marca di Tuscia → dalla metà del IX

-la secolo si formano i marchesi di

Tuscia che si contendono il potere con Spoleto e il Friuli, soprattutto i

marchesi che hanno sede a Lucca = sono di una dinastia di origine avara.

Questa situazione di instabilità finisce quando subito dopo la metà del X

secolo interviene nelle vicende italiche il re dei Franchi Orientali.

Nel regno dei Franchi Orientali la dinastia carolingia era finita all'inizio

del X secolo e con l'anno 913 re del regno Orientale era diventato il Duca

di Sassonia.

Da questo momento in poi la parte della Sassonia diventa il cuore di tutto

quello che accade: c'è un legame privilegiato fra Sassonia e Italia.

diventa re dei Franchi Orientali → gli succede

Enrico I Ottone I che

consolida il regno sui Franchi Orientali, ottiene un'influenza sui vari

ducati (quelli di Baviera, Franconia e Lotaringia la Lotaringia entra a

far parte del regno orientale anche se in queste zone parlano sia tedesco

che francese). Ottone I

Ottone I ha un lungo regno durante il quale riesce a risolvere in modo

fortunato una serie di problemi. → la vittoria ottenuta presso

-riesce a risolvere il problema dei Magiari

l'attuale Augusta in Baviera nell'855 segna la fine del pericolo

Ungaro/Magiare e l'inizio di uno stanziamento dei Magiari in una vecchia

regione degli Avari, quella che diventerà l'Ungheria.

-pone le condizioni per la base di un vero e proprio ducato di Boemia,

legato organicamente al regno orientale; il regno di Ungheria nasce come

regno legato alla parte orientale dell'impero ma indipendente; la Boemia

no: nel Medioevo fa parte del regno orientale.

La Boemia fa parte prima del regno orientale e poi dell'impero → fino

alla fine del Sacro Romano Impero il re di Boemia è fra i grandi elettori

dell'imperatore; quindi nasce la Boemia come ducato.

Questa cartina mostra l'allargamento di Ottone I nei settori orientale: 3

-ducato di Boemia

-regno dei Magiari a est

inoltre un'attività di fondazione di marche orientali → c'è espansione

-c'è

del mondo franco-orientale verso est, che segnano la colonizzazione

verso est, cioè fino al fiume Oder.

-all'epoca di Ottone ci sono ancora popolazioni sparse:

la formazione polacca, che diventerà un regno nel periodo ottoniano; a

nord ci sono i Pomerani, popolazione pagana; ci sono i Prussi e

l'espansione verso il Baltico avverrà fra qualche secolo.

Fino all'epoca degli Ottoni dell'Est europeo vediamo che si creano nuove

città che prima non c'erano come Praga, Cracovia, Buda, Vienna.

Ottone I:

-compie una politica di espansione

-tiene in mano i ducati che sono: Sassonia, Franconia, Baviera (prima

vi erano i bavari), Svevi (nome della popolazione dei Suevi), Lorena

(vecchio regno di Lotario II che poi si scinde in due ducati, Alta Lorena,

Bassa Lorena).

-politica di controllo dell'apparato ecclesiastico: con Ottone I nasce

questa idea che, chi dispone delle sede vescovili è il re. Viene dunque

data importanza all'organizzazione ecclesiastica che è una vecchia idea

di Carlo Magno. Questa politica viene ripresa da Ottone.

-capacità di inserirsi nelle vicende del regno italico: dopo il 950 scende

in Italia e sconfigge il re del regno d'Italia e lo costringe a un vassallaggio;

nel 961 scende un'altra volta in Italia e prende il controllo del regno italico:

sconfigge definitivamente Belegario II.

Nel X secolo il regno di Italia è tutta una marca:

-marca di Verona = all'epoca di Verona è una marca che fa parte del regno

orientale.

-marca di Tuscia = qui mette una persona di fiducia che è Ugo.

Arriva a Roma e nel 962 si fa incoronare da papa Giovanni XII (ripresa

del titolo imperiale) e stabilisce un rapporto col papato di amicizia e

alleanza politica, ma è anche un rapporto di tutela;

il papa di Roma deve mantenere un atteggiamento di lealtà nei confronti

di Ottone I.

Dal 962 in poi si affermano il regno degli Ottoni e dei Salici

La Dinastia degli Ottoni inizia con Enrico I e prosegue con Ottone I,

Ottone II e Ottone III che muore nel 1002;

con Ottone I riprendono i contatti con l'impero romano d'oriente = che ha

una posizione importante ad est.

Ottone II sposa una principessa bizantina e da questo matrimonio nasce

Ottone III che per metà è Ottone e per metà è bizantino. 4

Ottone III

Nei pochi anni in cui Ottone III agisce, nei suoi cinque anni di regno fa

degli annunci di una politica che prevede che:

-il suo impero sia un impero romano (Ottone I e Ottone II sono dei

Sassoni che si occupano anche dell'Italia) → Ottone III si sente romano

perché è mezzo bizantino.

Si pone il problema della sua sede: egli va a stare a Roma sul Palatino. Si

sente ancora una volta il mito di Costantino → riesce a fare vescovo di

Roma il più grande intellettuale dell'epoca, Girberto = e sceglie il nome

di Silvestro II per mostrare che lui è per Ottone III quello che Silvestro I

era stato per Costantino.

all'est: associa l'impero → aggrega all'impero la Polonia. A

-politica

Ottone III si deve la formazione di quella entità statuale che sarà la

Polonia.

-renovatio imperii romanorum è lo slogan di Ottone III.

Ottone III crede di arrivare a Roma, fare il palazzo = i romani non lo

vogliono, lo costringono a scappare da Roma e muore precocemente.

In pochi anni è riuscito a fare solo una serie di annunci; però l'idea

irreversibile è che l'entità imperiale adesso sia questa, quella di Ottone I

che ha fatto allargamenti e che il candidato a diventare imperatore a Roma,

è colui che qui sia stato eletto prima di tutto re dei Franchi orientali.

Il successore di Ottone III: Enrico II

Dopo la morte di Ottone III viene eletto dai vari duchi e uomini di chiesa

(i tre grandi arcivescovi di Treviri, Magonza e Colonia = sedi vescovili

ancora romane che per tutto il Medioevo e oltre sono le tre chiese più

importanti del regno dei Franchi orientali) Enrico II il duca di Baviera.

Dall'inizio dell' XI secolo il re è Enrico II, ed è ancora membro della

dinastia dei Sassoni = alla sua morte nel 1024 senza eredi, gli succede un

→ con il quale inizia la

altro duca, Corrado II dinastia salica o di

Franconia.

Mentre ancora Enrico II ha Baviera e Sassonia come base, Corrado II si

stanzia in Lotaringia, nella parte renana.

La Germania renana con i Salici riacquista importanza nei confronti della

Sassonia e della Baviera.

Corrado II ha un erede maschio: Enrico III e poi a sua volta Enrico IV.

Con la dinastia dei Salici arriviamo al 1125.

Nei primi anni dell'XI secolo, all'epoca di Enrico II c'è un risveglio anche 5

dal punto di visto artistico: si cominciano a ricostruire Chiese in stile

Romanico. 6

Atto di fondazione della Chiesa di San Miniato

Vedi Chiesa di San Miniato (1018)

Atto di fondazione della Chiesa e del Monastero di San Miniato da parte

del vescovo di Firenze che a quel momento è Ildebrando.

La fondazione di questa Chiesa avviene perché serviva come chiesa per

il monastero.

Si chiama San Miniato perché l'edificio è dedicato a custodire le reliquie

del martire di Miniato, un soldato romano martirizzato all'epoca di Decio

nel III secolo.

Era rimasta nella memoria il fatto che erano rimaste le spoglie a Firenze.

Un vescovo, Ildebrando, all'inizio dell'XI secolo:

-trova i resti di San Miniato, il corpo di un martire = questo significa

accendere una fiammata di cristianità.

-affida il culto del martire Miniato a un monastero dedicato ai benedettini

i quali hanno il compito di custodire il culto e le spoglie.

-architettonicamente questo monastero avrà a fianco una chiesa nel luogo

dove sono state trovate le spoglie del santo e questa chiesa sorgerà

dominando tutta la città di Firenze.

Diventa una sorta di santuario che protegge tutta la città di Firenze.

Ildebrando è un ottimo esempio di quei vescovi imperiali che da Ottone

I in poi sono stati installati come vescovi per volontà dell'imperatore e

con esso hanno un rapporto speciale → sono vescovi dell'imperatore.

rispetto all'imperatore →

Questo non significa che non hanno autonomia

sono buoni vescovi.

Atto di fondazione fatto da Ildebrando 27 aprile 1018:

ci mostra un vescovo imperiale =

io pertanto decisi di recarmi dal mio signore ossia l'imperatore, affinché

rinvigorito dal suo aiuto fossi in grado di realizzare quello che

desideravo

'imperatore' = viene chiamato il 'suo signore' senior. Essendo lui un

vescovo, vi è un legame di fedeltà molto stretta, ma il vescovo non va a

dargli consilium o auxilium, ma gli chiede un consilium e un auxilium.

L'imperatore gli dà l'aiuto materiale.

Ogni iniziativa che un vescovo prende deve essere approvata

dall'imperatore.

L'imperatore è il suo senior, è un legame di tipo parafeudale.

Egli rallegrandosi un po' con l'aiuto della divina clemenza mi esortò a

costruire un monastero e promise che mi avrebbe aiutato.

Ritornato in sede, dopo aver avuto la sua benedizione ...tutti gli animi si

infiammarono perché quanto avevo in mente veniva realizzato. 7

Il vescovo ottiene il permesso, torna, si mette a scavare e trova delle ossa,

dei resti e è in grado di dire che sono resti di San Miniato.

Questi resti vengono collocati in un luogo idoneo, nella cripta della chiesa

sotto l'altare.

Poi fa un'assegnazione di beni, di modo che il monastero che sorgerà

possa vivere con i mezzi necessari.

Ildebrando fa il suo dovere di vescovo: trova le spoglie di un martire, crea

un monastero benedettino e fornisce dei beni affinché i benedettini

possano dedicarsi alle loro attività.

È una grossa operazione che viene fatta dopo aver chiesto il permesso al

proprio imperatore.

All'inizio dell'XI secolo i vescovi chiedono il permesso al proprio

imperatore. 8

30-10-17

Correzione del compito.

-Come era amministrato l'impero carolingio

dei missi → inviati dall'imperatore dell'impero carolingio da

-istituto

mitto = mandare.

impero carolingio → la giustizia viene fatta nei Placiti, assemblea

-In

giudiziaria presieduta dal conte, in assenza del conte può essere retta dal

vescovo.

-Capitolari = grandi leggi, raccolte di norme che hanno valore in tutto

l'impero.

-oltre ai missi, per controllare che un conte non abusi del suo potere =

normalmente le istituzioni ecclesiastiche (sedi vescovili, monasteri regi)

vengono muniti di questo privilegio di immunità = i beni, gli edifici e il

personale tutto che afferisce a quell'istituzione ecclesiastica, il conte non

può intervenire, ma se vuole intentare una causa, deve chiamare a

giudizio i dipendenti dell'ente ecclesiastico stesso.

Il conte non ha potere di intervento sui beni e gli edifici delle istituzioni

ecclesiastiche.

Parola immunità = nasce in questo periodo = autorità pubblica non può

giudicare.

Inoltre, localmente l'imperatore dispone sui vassalli, anche se non hanno

cariche, hanno una rispettabilità che fa si che controllino l'operato del

conte.

L'imperatore ha una rete di ufficiali pubblici.

Tentativo di creare una rete di collaborazione fra gerarchia pubblica ed

ecclesiastica: c'erano più mezzi per ottenere più controllo sul territorio.

MA questo sistema non ha mai funzionato bene: però ci si preoccupa di

creare questa rete per far si che tutto sia controllato → è un tentativo di

tornare all'entità dell'impero romano.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MM2189 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Ronzani Mauro.
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