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Nepotismo

Definizione e attestazione

Nepotismo: prassi eseguita dai papi, in senso esteso favoreggiamento in generale di parenti e amici nell'assegnazione di cariche. Attestazione: 1623 compare la parola nepotismo per designare l'istituzione del Cardinal Nipote dal 1538 → cardinale di fiducia designato dal papa referente del tessuto clientelare del papa.

Origine e connotazione

Il termine nasce con una connotazione neutra e nel '600 inizia ad assumere una connotazione negativa, ciò non vuol dire che fosse ben accetta dai contemporanei tutti (v. Dante per Bonifacio VIII e Nicola III-8 cerchio, 3 bolgia-simoniaci; Pietro Dubois, giurista e consigliere di Filippo il Bello 1255-1312, che accusa Clemente V di aver dato al suo unico nipote Raimondo più benefici di quanti in passato ne diedero 40 papi/ tot. di 40-50mila fiorini).

Interpretazione storica

Può essere utile applicare le categorie di Bourdieu al fenomeno duecentesco del nepotismo. Aiutare la propria famiglia era un modus proprio dei cardinali e papi, esteso anche agli uomini chiesa. Col tempo è diventato sempre di più un habitus: un comportamento acquisito che definisce il proprio essere e fa parte della propria tradizione culturale.

Per comprendere appieno il fenomeno del nepotismo bisognerebbe evitare, il più possibile, di studiarlo con le categorie moderne. Solo spogliandolo del giudizio morale si può provare a capire quali valori effettivamente vi fanno parte (dovere-obbligo di aiutare la famiglia → conseguenza dell'investimento della famiglia per avviare il figlio alla carriera ecclesiastica + necessità di tessere rapporti clientelari con famiglie aristocratiche per accrescere il potere temporale dello Stato pontificio).

Il nepotismo nel '200

N.B. nel '200 lo Stato della Chiesa non ha ancora un'autorità propria e stabile → i cardinali fanno funzionare gli uffici di Curia attraverso relazioni clientelari, per cui era avvantaggiato chi proveniva da famiglia influente!

Il nepotismo duecentesco è figlio del potere e debolezza del papato. Adriano I (772-795) per Peter Partner rappresenta il primo papa magnate, in quanto nel governo di Roma e delle terre della Chiesa si è avvalso della ricchezza e dei possessi della sua famiglia e delle capacità diplomatiche dei nipoti.

Nepotismo altomedievale

In X-m.XI Adelspapsttum → età del papato nobiliare, per cui si stringe irrimediabilmente il rapporto tra papato e nobiltà romana → ma il papato è in questa fase subordinato ad una famiglia nobiliare romana (v. Teofilatto). Morto il nipote Alberico sulla scena si impongono i Crescenzi fino al 1012 che optano per un "regime bicefalo" → un papa espresso dalla famiglia dominante + un laico della stessa famiglia.

  • Con l'avvento dei Tuscolani → il maggior esponente della famiglia diventa papa → identificazione di fatto fra famiglia e papato! → per cui nessuna necessità di accrescere il patrimonio familiare.
  • 1046: Enrico III, dopo aver deposto i tre papi contemporaneamente in carica, elegge Clemente II → de romanizzazione del papato a favore di un maggiore universalismo (per 50 anni papi non romani) → impedire che il papato fosse nuovamente controllato dalle aristocrazie locali → necessità di una propria e autonoma burocrazia (fine XI-in.XII i papi cominciano ad impossessarsi di castelli e prop. terriere per accrescere il loro dominio temporale).

Decadono i Crescenzi e Tuscolani, radicati nelle campagne. Al vertice politico e sociale si afferma un gruppo di famiglie nuove e strettamente legate al papato: Frangipane (filo-imperiali) e Pierleoni (filo-papali) entrano in contrasto per l’elezione di pontefici loro favorevoli (Onorio II 1124-1130 nominato da Roberto Frangipane) → morto c’è uno scisma per cui alla nomina di Innocenzo II i Pierleoni oppongono Pietro come Anacleto II → muore nel 1138 per cui Innocenzo II, scappato in Francia, può rientrare a Roma e governare affidando le cariche ai Frangipane, suoi congiunti.

La riforma della Chiesa e il papato universale

La riforma della Chiesa (1046) aveva ormai inserito il papato in una sfera universale riconoscendo la superiorità assoluta del vescovo di Roma + per 50 anni papi non romani + ricambio all’interno dell’aristocrazie (Tuscolani e Crescenzi vanno in periferia).

Nicola II nel 1059 decretò l’elezione del papa esclusiva dei cardinali! All’antico apparato burocratico si andavano sostituendo altri uffici che avrebbero formato la Curia pontificia (termine che compare negli ultimi anni dell’XI sec.) → i cardinali, abbandonano i compiti liturgici per diventare stretti collaboratori del papa (collegio cardinalizio) → Urbano II (1088-1099) determinò il costituirsi di:

  • Cappella: sostituiva i cardinali nei loro compiti liturgici presso il papa.
  • Cancelleria.
  • Camera: organo di gestione finanziaria e controllo amministrativo.

I papi dell’XI sec si erano costruiti un’autonoma base di potere, garantita dai cardinali e dalle loro famiglie (possesso di castra specialia Ecclesiae Romane, cioè castelli-villaggio sotto la signoria papale + obbligo di giuramento di vassallaggio al papa da parte di stirpi laziali).

L’evoluzione socio-politica romana impediva un possibile riassorbimento del papato by una singola famiglia → nasce il comune Romano tra 1143-44 (da insurrezione contro Innocenzo II e successori). L’obiettivo del Comune era limitare il potere delle grandi famiglie signorili diffuse nelle campagne MA non bisogna escludere a priori i nobili da questo nuovo gioco di potere → per il papato la nascita del comune capitolino fu per molto tempo un elemento di debolezza e fonte di contrasti! Il Comune rivendicava, assieme all’autonomia politica, giurisdizionale e fiscale anche la proprietà su territori fondiari.

Contrasti e alleanze nel XII secolo

VS Federico I Barbarossa: voleva rafforzare i domini imperiali a discapito di quelli papali + nominò antipapi contro Alessandro III (1159-1181) il quale fu costretto a fuggire da Roma—Pace di Venezia del 1177 in cui Barbarossa riconosceva gli eminenti diritti territoriali della Chiesa.

Questo periodo di lotte e scontri difficilmente permise un forte sviluppo delle pratiche nepotistiche. Innocenzo II: solo dopo la morte del papa, la sua famiglia i Papareschi riuscì ad occupare una buona posizione di prestigio nella società romana. Il nome stesso della famiglia è conseguenza della loro ostentazione di origine pontificia de Papa.

(I Boveschi rafforzarono il loro prestigio nella seconda metà del XII sec grazie al cardinale Giacinto Boboni, cardinale dal 1144-1191 fino ad essere eletto papa con il nome di Celestino III - concesse il possesso sull'abbazia di Empiglione a Bovarano).

Il papato romano e laziale

Clemente III: eletto nella notte tra 1187-1188 il romano Paolo Scolari = la svolta perché per oltre 50 anni si alterneranno solo papi romani/laziali → decisione strategica e conseguenziale al rafforzamento dell’apparato burocratico del papato, per cui la maggior parte dei membri della Curia era di provenienza romana → sede del papato è Roma! (servono romani per meglio controllare gli ancora pochi domini temporali della Chiesa) + Pace del 1188 con il senato romano → i senatori riconoscono la sovranità papale sulla città di Roma e gli giurano fedeltà senza danneggiare mai cardinali e chierici della Curia + al papa gli si riconosceva il diritto di battere moneta, MA lui riconosceva al senato autonomia comunale e la sua espansione verso Tivoli e le mire su Tuscolo + avrebbe versato contributi finanziari a senatori e ufficiali del comune spesso di ceti elevati = compromesso!

Clemente III promosse cardinale almeno un nipote e durante il suo pontificato gli Scolari aumentarono, seppur non in modo eclatante, la loro importanza → concesse l’infeudazione di territorio limitrofi al castello di Lariano ai nipoti Benencasa e Pietro di Giovanni Scolari (concessione che nelle fonti scritte appare solo nel 1403 in una lettera di Bonifacio IX in cui elenca esempi di nepotismo).

Il potere degli Orsini e il lascito del '200

Celestino III (1191-1198): benché le testimonianze scarseggino, certo è lo strapotere acquisito da un ramo del suo casato, quello degli Orsini!! → concessioni fatte al nipote Orso del castello di Vicovaro, Cantalupo (quelli di Orso = Orsini).

Benchè esempi di nepotismo possano essere rintracciati anche prima si può dire che il '200 inventa il nepotismo e lo lascia in eredità ai secoli a venire → il discrimine è l’enorme crescita del potere dei papi e cardinali verificatasi in ogni campo.

Le tre facce della "monarchia papale"

  • Politica → l’origine divina dei papi assicurava loro superiorità su qualsiasi altra forza politica → Innocenzo III affermava che in caso di necessità il potere spirituale del papa aveva l’obbligo di sostituirsi a quello temporale → l’ideale teocratico verrà raggiunto in definitiva sotto Bonifacio VIII con la bolla Unam Sanctam del 1303.
  • Rapporto tra Sede apostolica e istituzioni ecclesiastiche → il papa da vicario di Pietro, diventò vicario di Cristo → infallibilità papale. Primato romano sulla cristianità e controllo papale sulla cristianità (sugli ordini mendicanti + Inquisizione) → formalizzata con Bonifacio VIII, la nomina dei vescovi stava diventando prerogativa papale.
  • Temporale → lo Stato della Chiesa stava definendosi territorialmente sempre più come spazio autonomo di potere! Innocenzo III (1198-1216): fu il vero “fondatore” dello Stato papale → dopo la morte dell’imperatore Enrico VI cacciò gli ufficiali dell’impero e nelle Marche e in Umbria si fece giurare fedeltà da città e nobili che gli riconobbero la sovranità pontificia → acquisizioni territoriali che portarono a una completa riorganizzazione degli apparati di governo: 4 grandi circoscrizioni del Lazio meridionale, settentrionale, Ducato di Spoleto (Umbria) e Marca di Ancona, ciascuna provincia era governata da un rettore (con facoltà giuridiche) designato dal papa! (recupero di quei territori conferiti alla chiesa dai re carolingi).

Dualismo fra potere centrale e periferico

Nella prima metà del XIII sec si affermò la distinzione fra territori e città immediate subiecti alla Chiesa e quelli mediate subiecti, per cui soggetti all’autorità del papato erano solo la famiglia dei signori o l’ente monastico del territorio. Anche la nomina dei podestà fu talvolta concessa ai comuni dietro un’onerosa tassa annuale o talvolta imposta dal papato.

Debolezze dello Stato della Chiesa

  • La mancata connessione fra crescita statuale e interessi dei ceti dominanti (presente nei comuni) → la condizione chiericale dei funzionari papali era un limite.
  • Il papato se si vuole può essere visto come una sorta di monarchia, ma collegiale, elettiva → egli restava in carica non molti anni e non lasciava eredi! → mancato legame organico tra parenti del papa e stato → necessità di un tessuto vassallatico e clientelare che permettesse un collegamento di parentele con l’élite locale.

Interlocutori e antagonisti del papato

  • Imperatori svevi, re angioini e comune romano.
  • Federico II era figlio dello svevo Enrico VI e della normanna Costanza d’Altavilla, da cui ereditò la corona del Regno di Sicilia. Il rischio per la Chiesa ora è l’affermarsi di un potere imperiale unito al regno meridionale. Il conflitto si accese con l’elezione di Gregorio IX (1227-1241) più di 3 decenni di scomuniche fino al uccisione della dinastia sveva (Manfredi e Corradino nel 1266-68).
  • La fine della dinastia sveva era dovuta all’intervento di Carlo d’Angiò (battaglia di Benevento febb 1266) che fu incoronato re di Sicilia. Il fratello del re di Francia Luigi IX aveva il favore della Chiesa, infatti egli ebbe il sostegno dai papi francesi Urbano IV (1261-64) e Clemente IV (1264-68). Roma e il papato furono sotto l’egemonia angioina per un lungo periodo, fino ai Vespri siciliani del 1282, che indebolirono la posizione de re, nel frattempo senatore di Roma.

L’attrito col comune romano per questioni soprattutto di volontà di estensione territoriale del comune romano a discapito delle proprietà della Curia; altro motivo fu l’assenza della Curia da Roma → la presenza della Curia in città comportava ingenti entrate, la lontananza (v Perugia quando arrivò la Curia l’affitto delle case si quadruplicò) → della Curia da Roma coincideva spesso con l’arrivo dei primi caldi o per rafforzare l’autorità temporale su alcuni domini (Greg IX fuggì da Roma nel 1228 con la ripresa dei tentativi capitolini di conquistare Viterbo).

Bisogna tener presente che nel ‘200 Roma è comune potente, dinamico e sede obbligata per incoronazione imperiale e a Roma è la sede della Curia! Tra il 1192-1205 si passò dal senato collegiale al senatore unico! La volontà del comune di creare un’istanza statuale superiore coincideva con la preferenza papale di controllare un solo membro “avversario”. A Roma il podestà fu sempre di origine locale e di provenienza aristocratica ≠ altre città forestieri.

Roma si distingue anche per il potere effettivo e riconosciuto alle grande famiglie, che non permise mai un vero governo di popolo (eccezione con Brancaleone degli Andalò 1252-55 e 57-58) → del resto fra Curia e nobiltà esisteva una connessione cementata da parentele ed alleanze e in più al papato serviva la mediazione dell’aristocrazia locale. (solo nella metà del ‘300 si riuscirà ad avere un governo popolare con i Balestrieri e Pavesati dal 1358 sostenuti da papa contro la più pericolosa aristocrazia signorile).

A Roma debolissimo fu il rilievo assunto dalle fazioni → non vi fu mai una vera e propria parte schierata guelfa o ghibellina, benché non mancarono scontri tra casate (Orsini vs Annibaldi).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Manu3d di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Carocci Sandro.
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