26/02: inizio parte monografica. Bertol Brecht. [par 1.1 - 1.2]!
BRECHT
[1.1] (1898 – 1956) è stato un teorico del teatro molto importante e ha contestato molto
vivamente la concezione di teatro che abbiamo adesso che deriva dalla Poetica di Aristotele.
Brecht contesta ad Aristotele di avere creato l’idea che il teatro debba essere all’insegna
dell’immedesimazione e che attraverso questa l’attore debba contagiare il pubblico (meccanismo
fondamentale del teatro dell’Occidente). In tal modo sia il pubblico che l’attore s’illudono e noi ci
adagiamo su queste illusioni in modo passivo. Secondo Aristotele il teatro è guidato dalla pietà e
la paura/terrore. Nell’idea di immedesimazione, secondo Brecht, c’è l’idea di scatenare nel
pubblico pietà e terrore, da cui non si può scappare (non vi è ragione). Se l’attore fa efficacemente
passare il processo di immedesimazione e suscita pietà e terrore nel pubblico, questo rimane
inchiodato e il destino dell’eroe è all’insegna della pietà e del terrore. Questo implica che il pubblico
è passivo di fronte al fenomeno teatrale. Se si volesse un pubblico che ragiona, che si ponga il
problema di cambiare la situazione, allora deve esservi il principio di straniamento (il contrario di
immedesimazione). Bisogna entrare in un teatro dove il pubblico è lucido, distaccato e per rendere
possibile ciò si deve cambiare il modo di recitare. Brecht vuole che gli spettacoli/cose
rappresentate facciano posto alle le cose da giudicare. !
PLATONE
Prima di Brecht, ebbe delle idee simili al teorico, parlava di mimesi (in italiano
tradotta con imitazione ma che ha molteplici significati), in campo dell’arte, per indicare il falso: se
l’artista imita, allora mostra il falso, il non reale. Per Platone è più importante l’originale
dell’imitazione. [➝ p.14]. Da che cosa è composto il pubblico del teatro? Ragazzi, donne, uomini,
servi e liberi ma tre di questi non contavano nulla nella società, per questo il teatro che tentava di
adulare pubblico era poco considerato dai filosofi. Nel dialogo Ione, un attore (non proprio di
teatro) parla del suo mestiere. Gli attori sono immedesimati ma hanno dentro qualcosa che gli fa
sentire il polso del pubblico, e quando lo sentono con loro capiscono il vantaggio che possono
➝
trarre; c’è quindi un elemento razionale nell’immedesimazione dell’attore teatro del consumo.
Diderot, nel trattato Paradosso sull’attore afferma che il grande attore sembra immedesimato ma è
➝
sempre lucido vicino alla teoria di Platone. La prima idea che si ha del teatro è negativa ma
paradossalmente riconosce che è qualcosa di molto potente e pericoloso.!
Secondo Platone, non si può parlare di teatro ma di teatrocrazia (lo spettacolo si attiene solo allo
schema del consumo). Quindi consiglia di abolire/censurare il teatro perchè ha capito che è
qualcosa di particolarmente perturbante, pericoloso come una peste. Aristotele offre una soluzione
meno drastica: L’unica forma di arte accettata da Platone è quella religiosa, ma non è coerente in
tutte le sue opere.!
27/02: l’oratoria. il sublime. Gorgia, Platone, Brecht e Artaud [par 1.3-.4]!
➝
[Paradosso: Platone teatro è negativo ma molto potente (non è l’unico a riconoscerlo)]!
Assieme all’arte, un altro forte elemento di convincimento era reputata la retorica o la cosiddetta
oratoria dei politici (per ottenere una sentenza favorevole). Ma l’oratoria non toccava solo gli
aspetti della polita o della grande politica ma anche quelli della vita (sociale) delle persone perchè
la città greca aveva dei luoghi di rifermento importanti per la vita sociale delle persone:
l’assemblea dove i pochi delegati decidevano, il tribunale dove l’avvocato con l’arringa doveva
➝
ottenere una sentenza favorevole e il teatro per la recitazione dell’attore triade arte - teatro -
avvocato/oratore/politico: infatti nell’opera più importante di oratoria, quella di Quintiliano, si dice
che l’avvocato deve imparare dall’attore l’arte del dire o del convincere ovvero la retorica.!
GORGIA
[1.3]: Prima di Platone, il sofista fa un discorso paradossale: dice che Elena è stato
convinta da Paride (non l’ha sedotto). Gorgia dice che indipendentemente da ciò che si dice è
vero, se lo si dice bene si riesce a convincere e coinvolgere le persone. Per questo, le parole dette
dall’attore, indipendentemente dal fatto che siano vere o no, sono molto potenti, hanno una forza di
➝
seduzione. L’arte non è vera/non può esserlo ma ha una forza di seduzione. Sostiene che la
parola ha il potere di cambiare la vita delle persone, di insinuarsi nella loro mente e cambiarne
l’atteggiamento (e addirittura uccidere). !
QUINTILIANO , nell’Institutio Oratoria, sostiene che gli avvocati essere empatici, immedesimarsi
nei sentimenti di cui si parla come fanno gli avvocati. [Nel ‘700 nascerà una teoria di recitazione
definita emozionalismo.] !
FINK
Il filosofo paragona gli attori che recitano al giocattolo di un bambino; parla infatti di spiel,
che in tedesco vuol dire sia giocare che recitare, correlando così i due concetti: quando si gioca
con una bambola si è coscienti che essa non è viva ma al contempo ci si illude e ci si diverte con
essa.!
ARTAUD
[1.4] (come scrisse anche un anonimo nel trattato del Sublime), sostiene che l’arte
abbia una valenza magica ma anche che il teatro sia una pestilenza (effetto peste: fuori sei
normale e ma dentro sei rovinato), una malattia fortissima e pericolosa che al contrario di ciò che
sostiene Platone, non va evitata ma scatenata, perchè tale malattia è fondamentale perchè il
teatro sia vivo (e magico). Paragona il teatro alle sale di un museo, osserviamo i quadri/spettacoli,
ma questo tipo di funzione dell’arte è tranquillo, non scatena niente dentro di noi, è inerte.!
!
05/03: Quelli che odiano il teatro. [1.5 - 2.1]!
BROOKE
Il regista Peter (anni ’60/’70) afferma che in passato il teatro significava più di quanto
significhi ora (adesso è solo un’esperienza culturale), collegandosi a quanto afferma Brecht,
secondo cui il teatro deve recuperare la potenza perduta.!
BRECHT sostiene che se il teatro è immedesimazione (dello spettatore nell’attore e dell’attore nel
personaggio), convincimento assoluto, esso è pericoloso. Secondo Brecht, perdiamo dignità,
razionalità e virtù se ridiamo o piangiamo, dobbiamo essere duri (come nella vita) perchè il riso e il
pianto sono passioni basse che appartengono, secondo Platone, a schiavi, donne e ragazzi.
Bisogna tenere in conto che Brecht è marxista, per cui lega il teatro alla classe e ai rapporti sociali
e lo paragona ad una manifestazione sportiva dove si guarda e si giudica lucidamente. Per questo
la soluzione dev’essere una razionalizzazione del teatro. Ex di teatro brechtiano: dramma
didattico (vuole insegnare qualcosa) L’eccezione è la regola: propone al pubblico (il portatore che
uccide il padrone per l’acqua) una situazione emblematiche e chiede al pubblico di prendere
posizione sul problema e poi un giudice da la sua soluzione (il padrone deve avere paura di una
➝
rivoluzione fa riflettere sui rapporti di classe); diverte e fa votare, rimane astratto (come allo
stadio) e fa imparare qualcosa di logico; tutto questo però avviene con un certo distacco
sentimentale, rimane razionale; se ci distacchiamo dalle emozioni avviene un estraniamento che
permette una visione critica.
Critica Aristotele che disse che il teatro deve suscitare pietà e terrore quando invece deve
suscitare lucidità.!
ARTAUD sostiene che il teatro era forte ma ora è come un museo: dà cultura ma è inerte, non
tocca la mia vita né le mie emozioni. Che fine ha fatto il teatro oggi? A differenza di Brecht, Artaud
vuole far tornare il teatro pericoloso, perchè un elemento artistico deve essere incisivo per essere
forte e importante.
Come Brecht, fa critica al teatro del loro tempo perchè prevalentemente psicologico: parla di
uomini complessi come noi portandoci ad immedesimarci, convincerci (ci credo o non ci credo?) e
coinvolgerci all’interno dello spettacolo. Artaud però risolve la situazione: dobbiamo superare la
psicologia (introdotta nel teatro secondo Artaud con l’Amleto di Shakespeare) come nell’arte
arcaica/africana, che ha l’idea di rendere il simbolo dell’uomo (disegno di un bambino), contro
l’arte classica che sfrutta la mimesi/imitazione (quadro di Caravaggio). Per Artaud bisogna
tornare all’arte primitiva, dove la rappresentazione è data per gradini, simboli, per astrazioni e
meno elementi antropomorfici (e quindi eliminando la psicologia e a sua volta la razionalità). Artaud
vuole la pietà e la paura, vuole che il teatro sconvolga ma pone un limite: come la peste, lo
spettatore non va colpito ma va bruciato dall’interno (è poesia, non è realizzato).
Artaud vuole attori come statue greche, che diventino simboli. Guarda il mitico come Brecht
guarda il marxismo.!
NIETZSCHE ne La nascita della tragedia (1872, quando è ancora amico con Wagner) afferma di
volere equilibrio perfetto tra il poetico e il musicale, questa riforma ha come presupposto la
tragedia greca, perchè in essa poesia e musica avevano la stessa entità. Nel teatro devono
entrare tutte le arti, facendo così del melodramma la forma esemplare perchè in esso vi è tutto.
Wagner afferma che come nella tragedia greca, il melodramma è un’opera d’arte totale (Teoria di
➝
W.). Teatro dev’essere il luogo in cui tutte le arti convergono e stanno in armonia creazione
dell’opera d’arte totale. Wagner è importante anche per la costruzione del teatro Bayreuth.
Secondo Nietzsche il teatro è il luogo in cui tutte le arti convergono, che equilibro alla tragedia
sintetizzando lo spirito apollineo con quello dionisiaco. Nietzsche si chiede: perchè i greci hanno
fuso i due spiriti? Perché hanno guardato in profondità nello spirito umano e hanno vista la sua
mancanza di senso e la violenza e unendo questi spiriti non hanno creato pietà e terrore come
afferma Aristotele, ma hanno mostrato la terribilità e l’angoscia della vita che induce il dire di sì
alla vita, fatta di violenza e assenza di logica. [non è detto che i greci avessero quest’idea, ma è un
interpretazione di Nietzsche]
Nietzsche critica il cristianesimo perchè è una religione nichilista, perchè chiede di sacrificare il
nostro elemento carnale, facendoci negare la vita; noi dobbiamo accettare la vita così com’è, e
Nietzsche crede che la tragedia dia un valore alla vita: la vita è così e non può essere altrimenti
per cui bisogna avere amor fati. Esiste però un punto di rottura: finché la tragedia fa riconoscere
che la vita è terribile, porta il pubblico a dire di sì alla vita facendo venire fuori la durezza di
Platone (così è): capiamo che la vita è così e la accettiamo.
Per Nietzsche dopo la vita non c’è niente (al contrario di quanto afferma il cristianesimo, secondo
cui la vita non vale nulla rispetto a quello che viene dopo di essa) per cui tutto quello che si ha
adesso ha un valore:!
↳ come Artaud, Nietzsche sostiene che il dire di sì s’interrompe con Socrate e Euripide (a
differenza di Eschilo e Sofocle) perchè introducono la psicologia nel teatro. Per esempio,
Euripide ha molti personaggi femminili (dà quindi importanza alla donna, insolito in quella
società), la cui passione psicologia porta il dubbio, un nuovo essere e rompe la durezza. Da
Euripide nasce la commedia di Menandro (del IV/III sec a.C.) dove spariscono la logica e gli dei
per lasciare spazio ai ragazzini e all’immedesimazione. !
Accusa parallela: Nietzsche vs. Euripide e Artaud vs. Shakespeare!
GROTOWSKI
, uomo del teatro più importante della seconda metà del ‘900, fu un regista
polacco che nel 1959 costituì un teatro con un gruppo di attori di diversa provenienza. Egli si pose
il problema di riportare il teatro a quando era ancora efficace e si domanda cosa serva: una grande
sala? servono le sedie? serve la musica? No. Servono solo un attore ed uno spettatore per fare il
teatro: si crea il rapporto corto tra due corpi fisici nello spazio che è l’essenza del teatro e che
manca con i media.!
Teoria del teatro povero che elimina le cose superflue, sulla scena devono esservi solo le cose
indispensabili: rapporto corto + qualcosa di più profondo; come lo psicologo o il maestro di yoga:
equilibrio è il combaciamento tra psiche è corpo in grado di realizzare l’uomo totale attraverso il
teatro in cui si riconosce questo combaciamento. Le tecniche di questo teatro erano: • creazione di
una situazione di laboratorio dove si fanno esperimenti per avere il combaciamento tra psiche è
corpo negli attori (ci vuole moltissimo tempo: ~3 anni); • le prove erano molto più importanti della
rappresentazione (~ gradini, perchè gli i spettacoli erano un mezzo o un veicolo per arrivare alla
totalità).
Problema: gli spettatori mostrano che il teatro deve avere un carattere aggregante, per cui deve
tornare a quando era un rito, una cerimonia, quando era potente e religioso nel senso rilegante.!
↳ Elemento primitivi nell’uomo è la messa (legame con la magia - riti) - piccolo dramma il cui
➝
fulcro è il sacrificio eucaristico Grotowski sostiene si debba fare lo stesso sacrificio nel teatro:
➝ ➝
riflesso incondizionato atteggiamento religioso/rilegante nell’uomo creare un segno
➝
contrario con un personaggio cristico (che è un elemento comune) shock (elemento di
potenza che il teatro aveva perso) che fa riconsiderare le cose (non è blasfemia) perchè si
cambia il rapporto con i simboli;! !
SPETTACOLO (finzione) contro PERFORMANCE (vita)!
(già presente in Platone)!
!
↳ PROBLEMA: tra arte e vita, finzione e esistenza, quello che conta è la realtà come affrontare la
vita, mentre l’arte/finzione ci allontana dal contatto con la vera vita e la ricerca della verità (gli
attori), ci fa perdere l’esistenza.!
!
06/03:*Quelli che odiano il teatro. Il cristianesimo e il teatro. [2.2 - 2.3]!
1959/99 - arco temporale di Grotowski, ma nel 1970 smette di fare teatro; fra l’arte e la vita, la cosa
che conta è la realtà e il modo di affrontarla mentre l’arte diventa un problema che ci allontana
dalla verità e la vera vita; yoga: perfetta coincidenza tra psiche e corpo negli attori e creare il
➝
pubblico dentro questo gioco (uomini totali) il teatro diventa un mezzo, una scusa per arrivare a
➝
questo punto Holiday (discorso sull’allontanamento dal discorso teatrale): se si diventa buoni
attori non si rivela se stessi, si deve mostrare che si è capaci ma non chi si è. [Il principe
costante]!
[pag. 31 - 32] Problema: non esiste un trapasso, una comunicazione tra me e l’altro, contatto tra
➝
uomini il teatro è morto e ci impedisce di compiere il trapasso verso la vita e la conoscenza, lo
spirito e il corpo.!
Dal ’70 in poi, rifiuta la nozione di spettacolo passando al parateatro, che recupera delle qualità
della vita e affina i propri sensi (≠ dallo spettacolo). In esso non ci si toccava, non c’era luce, per
recuperare la sensorialità che la vita in città ci ha tolto. (La morte dello spettacolo era ciò che
voleva Platone)!
↳ performance (≠ spettacolo), significa fornire una prestazione; il tipo di prestazione non ha
confini. È tutto ciò che nasce da …?, comprende la ricerca spirituale e la body art. !
[L’ultima fase della vita performance esoteriche (~asceti/sarti), non vengono viste e servono a
migliorare la vita.]!
All’inizio ha posizioni platoniche e le aggrega: !
TERTULLIANO (198 d.C. ca) scrive il De Spectaculis, luogo in cui noi non siamo più noi stessi
perchè come dei dementi godiamo delle sofferenze degli altri (nelle tragedie e nelle commedie),
Inoltre nel teatro antico vediamo l’imitazione e le maschere, che porta a chiedere i come faccia la
maschera ad amare dio che è il creatore delle verità (e viceversa).
↳ anche i pagani lo pensano (M. Aurelio, Giuliano l’Apostato) ma risp. alla filosofia!
AGOSTINO (conversione tarda): ne Le confessioni …?, Ne La città di Dio, sostiene che a teatro
si è lucidamente dementi e immorali, si prova una pietà che non serve a niente e vi è un
allucinazione della realtà. Sostiene che il teatro è la peste ma in senso negativo, il teatro dà
emozioni che non si tirano fuori nella vita. !
BOUVIER (1824) scrive un trattato per i conf
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