Estratto del documento

Secoli III-V

La metamorfosi del mondo romano e la fine dell'impero in Occidente

La rivoluzione tardo-romana vede la fine delle guerre di conquista, l’inizio delle guerre difensive per una forte pressione ai confini, di conseguenza una nuova organizzazione dell’esercito e così nuovi costi ed un’intensificazione della pressione fiscale; la macchina statale viene fortemente riorganizzata, l’aristocrazia senatoria viene esclusa dal potere e soppiantata dai militari dei ceti meno elevati e più periferici, con un inevitabile ricambio del vertice sociale e l’ascesa della figura dell’homo novus; si verifica una diminuzione e concentrazione delle ricchezze, una decadenza dei centri urbani minori e la crescita di quelli maggiori, a cui segue una localizzazione delle aristocrazie; la frattura tra Oriente ed Occidente assume caratteri sempre più marcati.

Secoli IV-VII

Il cristianesimo: le chiese episcopali e il monachesimo delle origini

La cristianizzazione è un processo che conduce ad una fede comune, prima in città e poi in campagna, prima nel territorio imperiale e poi tra le popolazioni barbariche oltre i confini dell’impero; esistono due vie: una istituzionale, ecclesiale, quella delle chiese urbane, dell’aristocrazia, della gerarchia sacerdotale, promotrice dell’evangelizzazione delle campagne; l’altra individuale, monastica, che si concretizza nella vita comunitaria, promotrice dell’evangelizzazione non solo delle campagne, ma anche dei barbari e di un’organizzazione sociale, culturale ed economica alternativa alla città.

I culti classici tradizionali sono in declino, mentre si diffondono con successo i culti salvifici, come quello di Iside, e nascono le prime comunità cristiane. Con l’Editto di Milano, emanato da Costantino nel 313, si concede la libertà di culto e con l’Editto di Tessalonica, emanato da Teodosio nel 380, si impone il cristianesimo come religione di stato. L’iniziale adesione al cristianesimo come scelta aristocratica, conferisce grande autorevolezza alle gerarchie ecclesiastiche. Nel V secolo si attua l’evangelizzazione delle campagne ed i culti tradizionali popolari iniziano ad incidere sul cristianesimo (culto dei santi e delle reliquie).

A nord vi sono circoscrizioni episcopali ampie, mentre al sud si realizza un moltiplicarsi di sedi episcopali, i vescovi delle diocesi che fanno capo alle grandi metropoli (Costantinopoli, Antiochia, Alessandria, Roma, Ravenna, Aquileia, Milano) ottengono una naturale supremazia sui vescovi delle città vicine, ricalcando le aristocrazie urbane e vi è una preminenza su tutti del vescovo di Roma.

Si parla di scelta eremitica e di monachesimo, come fenomeno che si sviluppa dopo l’evangelizzazione delle città e come dottrina che condanna l’eccessivo individualismo degli eremiti, preferendo affidarsi a regole di vita comunitaria; nel 529 viene fondato il monastero di Montecassino ad opera di Benedetto da Norcia e di seguito viene ideata la Regola.

Il lato eroico e combattivo della religione (i martiri ed il monaco come miles Dei) viene esaltato per l’infiltrazione di valori germanici ad opera delle aristocrazie militari, penetrate nelle gerarchie ecclesiastiche e religiose. Si diffonde tra le popolazioni barbare della Germania il culto ariano, che ritiene Gesù Cristo sottoposto a Dio per grado di divinità e che diviene simbolo di identità etnica più che una scelta teologica.

Si dibattono questioni dottrinali, prima tra tutte quella inerente la Trinità, risolta poi nel 325 con il Concilio di Nicea e l’istituzione del Credo: per la prima volta un’assemblea di vescovi viene convocata da un imperatore, Costantino, e si preannuncia la compenetrazione tra cristianesimo e potere pubblico; scuole teologiche elaborano diverse teorie, quali il nestorianesimo di Antiochia, che valorizza l’umanità della persona di Cristo ed il monofisismo di Alessandria, che esalta l’elemento divino presente in Cristo.

Secoli IV-VI

Le invasioni e i regni romano-barbarici

Popoli che a lungo avevano vissuto ai confini e con cui spesso i Romani avevano stabilito forme di alleanza o di convivenza, per l’irruzione di nuove popolazione provenienti dalle steppe euroasiatiche e per fattori di natura economica, politica e militare, migrano all’interno dell’impero; questo sarà uno dei fattori determinanti la caduta dell’impero romano d’Occidente, a cui seguirà la formazione dei nuovi regni romano-barbarici. I rapporti tra Romani e barbari si intensificano nel II secolo; molti guerrieri barbari sono assoldati nell’esercito romano nel III secolo; alcune popolazioni barbariche iniziano a varcare il limes, non per compiere razzie, ma per dar vita a stanziamenti stabili, approfittando della debolezza politica, economica e militare dell’impero e spinti dalle popolazioni che da Oriente si spostano verso Occidente (Unni), nel IV secolo.

  • Invasioni degli Unni
  • Invasioni dei Goti (Visigoti ed Ostrogoti): i Visigoti invadono i Balcani meridionali, per poi sconfiggere i Romani ad Adrianopoli nel 378; più tardi, pur essendosi dichiarati foederati dell’impero romano, compiono ulteriori incursioni, tra cui quella del 410, durante la quale, sotto la guida di Alarico I, invadono Roma; si spostano poi in Gallia, dove si trovano costretti ad affrontare Franchi e Vandali.
  • Si mettono in atto espedienti di alleanza, quali l’hospitalitas, cioè la concessione di un terzo delle terre o delle tasse di una data regione in cambio di fedeltà all’impero e di appoggio militare e la foederatio, cioè un’alleanza in senso stretto in cambio di un compenso.
  • Tra il 406 e il 407, la frontiera del Reno viene oltrepassata da Vandali, Alani, Svevi e Burgundi, che penetrano in Gallia, dove è inevitabile lo scontro con Franchi ed Alamanni, foederati dell’impero romano.
  • I Burgundi occupano la Gallia centro-meridionale, i Vandali, gli Alani e gli Svevi oltrepassano i Pirenei, per stanziarsi nella penisola iberica.
  • I Visigoti, abbandonata la Gallia per l’insistente pressione franca, occupano stabilmente parte della Spagna, costringendo gli Svevi in Galizia, gli Alani nel Portogallo settentrionale ed i Vandali nella fascia settentrionale dell’Africa (Cartagine).
  • La Britannia, abbandonata dalle guarnigioni romane, è preda delle incursioni dei Pitti e poi di Juti, Angli e di tribù facenti capo ai Sassoni.
  • Nel 451 gli Unni invadono l’Italia, arrivando quasi a Roma.
  • Nel 476 viene deposto, ad opera dello sciro Odoacre, l’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augustolo.
  • L’imperatore d’oriente Zenone favorisce l’irruzione degli Ostrogoti in Italia per mettere in atto la foederatio.

Prendono così vita i regni romano-barbarici, in cui si attua una fusione tra tradizione politico-istituzionale romana ed organizzazione sociale barbarica; resta tuttavia il problema della convivenza: i barbari sono sempre in minoranza e l’espediente maggiormente utilizzato per integrare invasori ed invasi, è quello di mantenere le tradizioni giuridiche ed amministrative precedenti, affiancandole od integrandole con la tradizione barbarica; così la gestione diretta dell’amministrazione rimane nelle mani dei Romani, mentre esercito e difesa militare divengono prerogativa dei barbari; tutti devono riconoscere il potere sacrale del re, che è anche guida militare, solo i guerrieri sono uomini liberi e possono eleggere il re, riuniti in assemblea (Cambia l’idea di cittadinanza, ora strettamente connessa all’uso delle armi); si diffondono raccolte scritte di leggi (Leges).

I regni più rilevanti sono quello dei Franchi, quello degli Anglosassoni, quello degli Ostrogoti, quello dei Visigoti e quello dei Vandali.

  • I Franchi occupano i territori lungo le sponde del Meno e del corso settentrionale del Reno; dal 430 sono foederati dei Romani, ma trovano reale coesione solo sotto Clodoveo, discendente di Meroveo (Merovingi), che comprende l’importanza di un rapporto con la Chiesa di Roma.
  • Gli Anglosassoni, stanziati oltre la Manica, si compongono di più popolazioni di origine germanica; costringono le popolazioni britanniche a ritirarsi nei territori più occidentali e portano una nuova paganizzazione della Britannia, che sarà oggetto di rievangelizzazione solo verso al fine del VI secolo, ad opera del monaco Agostino.
  • Gli Ostrogoti, in Italia per volere dell’imperatore d’oriente Zenone, cercano in realtà di dar vita ad un regno autonomo dall’autorità bizantina, sotto la guida di Teodorico; il delicato equilibrio tra Romani ed Ostrogoti viene meno alla morte del re ostrogoto, a causa della lotta per la successione che dà all’imperatore Giustiniano il pretesto per inviare truppe romane in Italia; inizia un conflitto trentennale che vedrà sconfitti, in ultima battuta, gli Ostrogoti.
  • I Visigoti occupano la Gallia meridionale e gran parte della Spagna; il loro è regno duraturo e ben integrato con le tradizioni gallo-romane ed ispaniche; la società multietnica sente fortemente il peso di un’eredità politico-amministrativa romana ed, a proposito, è ingente l’attività legislativa dei sovrani; viene mantenuto dalle popolazioni barbariche il credo ariano; il regno viene abbattuto solo nel 711, dalle popolazioni islamiche.
  • I Vandali occupano l’Africa settentrionale, dove il confronto/scontro con la popolazione locale è segnato dalle persecuzioni contro i cristiani non ariani e da una conflittualità endemica, che porterà il regno ad essere attaccato ed abbattuto senza particolari difficoltà, nel 533 da parte dei Bizantini.

Secoli VI-IX

L'impero romano d'Oriente

L’imperatore d’Oriente Giustiniano cerca di ricondurre i due imperi ad unità e per portare a termine il suo progetto, si scontra con Vandali, Visigoti ed Ostrogoti. In particolare, la guerra greco-gotica in Italia, si conclude nel 533 con una grande vittoria bizantina, ma il territorio consegnato ai vincitori appare distrutto, spopolato, colpito dalla peste e lacerato nelle sue componenti etniche e sociali; a seguito della vittoria bizantina, viene introdotta in Italia la legislazione giustinianea tramite la Prammatica Sanctio: si ripropone il modello amministrativo proprio del tardo impero, cioè le prefetture del pretorio, divise in diocesi, divise a loro volta in provincea, e permane la distinzione tra amministrazione civile e militare; tuttavia, si diffondono sul territorio sacche di resistenza alla dominazione bizantina, premono popolazioni nuove ai confini, molti elementi di origine gota sono ormai profondamente inseriti nella società italica, gli alti vertici delle gerarchie ecclesiastiche detengono maggiore potere effettivo rispetto ai funzionari bizantini, fallisce la restaurazione di un insegnamento scolastico pubblico per la ormai consolidata presenza di scuole episcopali e monasteri, la giustizia processuale, troppo costosa e complessa, viene sostituita nel concreto dall’istituto dell’arbitrato, le condizioni finanziarie rimangono precarie e così l’equilibrio raggiunto appare assai fragile.

Infatti dopo la morte di Giustiniano, nel 568 l’Italia viene occupata dai Longobardi ed a seguire dagli Arabi; intanto Avari e Slavi invadono la penisola balcanica ed i Persiani l’Armenia e l’Asia Minore. Si dà il via ad un’opera di semplificazione della giustizia, che porta alla redazione di numerose compilazioni che raccolgono e riassumono la tradizione giuridica romana (Il codice teodosiano, Il corpus iuris civilis di Giustiniano). Così l’Italia risulta spaccata in due: da un lato i Longobardi e dall’altra i Bizantini con l’esarca, un funzionario che riunisce in sé tutte le funzioni pubbliche, amministrative, civili e militari e che risiede a Ravenna, capitale dell’Esarcato; inoltre i ducati bizantini si rendono ben presto indipendenti ed il ducato romano rimane sempre un’entità a parte; nel 751 l’Esarcato cade in mano ai Longobardi, per essere di lì a breve conquistato dai Carolingi e ceduto alla Chiesa di Roma; si può dire che i Longobardi ed in seguito i Normanni eliminano definitivamente la presenza Bizantina in Italia.

Secoli VI-VII

I Longobardi e le due Italie

I Longobardi valicano le Alpi nel 568 e conquistano in pochi anni, a danno dei Bizantini, gran parte delle regioni settentrionali della penisola italiana, coste escluse, ed alcuni importanti territori del centro-sud, dando vita ad un regno destinato a durare circa due secoli.

  • Ingresso in Italia: nel 568, sotto la guida del re Alboino, i Longobardi, forse originari della Scandinavia e stanziatisi prima presso le foci dell’Elba e poi in Pannonia (Ungheria), valicano le Alpi Giulie, guerrieri, donne, bambini, servi, beni e mandrie di buoi e cavalli.

I Longobardi non sono caratterizzati da un’identità etnico-biologica, ma culturale, come un po’ tutte le popolazioni barbariche; sono innanzitutto un popolo in armi, un popolo-esercito, guidato da un’aristocrazia di cavalieri e da un re, legittimati dall’attività della guerra; il titolo regio è elettivo e dell’elezione regia si occupa l’assemblea degli uomini liberi, gli arimanni (Uomini dell’esercito); ai servi sono affidati i lavori nei campi e la pastorizia; tra liberi e servi esiste uno strato giuridico intermedio ambiguo, quello degli aldi, persone limitate nel loro agire da precisi vincoli d’ordine giuridico, ma autonomi soprattutto in ambito economico; le fare, raggruppamenti familiari con funzioni di attività militare, sono una delle cellule organizzative fondamentali della società longobarda; intermediari tra re e liberi, sono i duchi, capi supremi delle singole fare; i Longobardi sono per lo più cristiani di fede ariana, ma gran parte del popolo segue ancora i culti religiosi di tradizione germanica.

  • Giunti in Italia, i Longobardi iniziano a conquistare importanti città settentrionali e pongono guarnigioni lungo le principali vie di comunicazione, senza incontrare particolare resistenza da parte dei Bizantini.
  • La prima fase di conquista si chiude con la presa di Pavia, successivamente capitale del regno longobardo.
  • Segue un periodo di conflittualità interna tra duchi e sovrani ed a causa del forte impatto con le popolazioni italiche, che scoppia violentemente alla morte del re Alboino, poi succeduto da Clefi, Autari ed Agilulfo.
  • La conquista della penisola prosegue a macchia di leopardo, rompendo la tradizione politico-amministrativa precedente ed escludendo dal potere gli ultimi esponenti della classe senatoria.
  • I Longobardi entrano in conflitto con la Chiesa di Roma e successivamente avviano un importante dialogo con la stessa.
  • Si rafforza il potere regio e si afferma una concezione territoriale; i duchi (Cividale, Treviso, Verona, Trento, Brescia, Bergamo, Torino, Ivrea, Lucca, Spoleto, Benevento) diventano funzionari regi, affiancati da altri funzionari pubblici quali i centenarii o sculdasci, i decani e successivamente, in ambito rurale, i gastaldi, che gestivano le grandi curtes regie, aziende agricole che assicuravano al sovrano sostentamento e redditi; i villaggi fortificati (Castra) assumono un ruolo importante nell’organizzazione politica, militare ed amministrativa.

Viene emanato un codice di leggi, l’Editto di Rotari, che si rivolgeva espressamente solo ai Longobardi ed il cui principale scopo, fra gli altri, era quello di proibire la faida, la giustizia privata, sostituita da forme di mediazione pubblica come il guidrigildo, cioè un prezzo di risarcimento in caso di uccisione o di lesione.

  • Sotto Liutprando si consolida ulteriormente la società mista del regno longobardo e riprende l’espansione longobarda a danno dei Bizantini, approfittando della loro sempre maggiore debolezza, finalizzata alla conquista dell’Esarcato e di altri territori sotto controllo bizantino; nel ducato di Roma, i Longobardi conquistano il castello di Sutri, per poi restituirlo (Donazione di Sutri), non ai funzionari bizantini, ma al Papa.
  • Con la seconda metà del VIII secolo gli eventi volsero a sfavore dei Longobardi, per la nuova alleanza tra i Papi ed i Franchi: due volte il Papa chiede l’intervento in Italia dei Franchi, contro i Longobardi che sconfitti, perdono Pavia e la guida del regno (L’ultimo re longobardo è Desiderio, i cui figli sono Ermengarda, sposa di Carlo Magno ed Adelchi); il successivo arrivo dei Normanni nell’Italia meridionale pone fine al dominio longobardo in tutta la penisola.

Secoli VII-X

L'impero arabo-islamico

Tra i primi decenni del VII secolo e la metà del successivo, l’impero arabo-islamico riesce a estinguere quello persiano dominato dalla dinastia sassanide, mutilare gravemente quello bizantino ed estendersi in Spagna ed in India, affermando un nuovo monoteismo predicato dal profeta Maometto, che intendeva prendere le distanze la pantheon della Mecca, stabilire, quali pilastri della nuova fede, l’esistenza di un solo Dio con Maometto suo profeta, le preghiere quotidiane, la santificazione attraverso il digiuno nel mese di Ramadan, il pellegrinaggio alla Mecca e l’elemosina ai poveri e, fondando prima una nuova comunità, la Umma, a Medina, convertire poi all’Islam la Mecca.

Alla morte di Maometto, seguono i primi quattro luogotenenti (Califfi) del profeta (Abu Bakr, Omar, Uthman, Alì), la dinastia ommayyade, con capitale a Damasco e poi quella abbasside, con capitale a Baghdad; è questo il momento storico in cui nasce l’ancora attuale dissidio tra sunniti e sciiti, nonché sostenitori di un potere affidato esclusivamente alla comunità, che elegge liberamente il califfo sulla base della sua dignità personale e sostenitori di un potere che deve essere affidato in via esclusiva ad un discendente di Ali, nonché parente di Maometto.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 27
Riassunto esame Storia Medievale, prof. Alberzoni Pag. 1 Riassunto esame Storia Medievale, prof. Alberzoni Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Medievale, prof. Alberzoni Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Medievale, prof. Alberzoni Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Medievale, prof. Alberzoni Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Medievale, prof. Alberzoni Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Medievale, prof. Alberzoni Pag. 26
1 su 27
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.bonazza.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Alberzoni Maria Pia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community