La monarchia papale e il rapporto con i nuovi movimenti religiosi
Si venne a creare un grande conflitto tra l’irrigidimento teologico e istituzionale della Chiesa di Roma e un grande fermento religioso e ideologico. Il ruolo del papa era fondamentale e nel concilio Lateranense IV del 1215, le concezioni trinitarie di Gioacchino da Fiore e quelle di Amalrico di Bene, furono ritenute incompatibili con l’opinione papale e condannate.
Gioacchino da Fiore
Gioacchino da Fiore, monaco circense, sosteneva l’ascetismo e la vita contemplativa ed era convinto che la storia fosse una teofania (manifestazione di Dio) scandita in tre età (del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo) e che lo Spirito Santo offrisse ben presto i suoi doni ai viri spirituales, ossia uomini dalla perfetta carità. Le sue teorie ispirarono molti uomini di fede tra cui anche francescani.
Amalrico di Bene
Amalrico di Bene, uomo di scuola, influenzato dalle teorie di Giovanni Scoto Eriugena e di Aristotele, sosteneva l’avvento di una nuova era. L’era dello Spirito avrebbe privilegiato la conoscenza spirituale all’amministrazione dei sacramenti, svalutando del tutto il ruolo del sacerdote. Le sue teorie furono condannate anche perché affermava che la divinità si sarebbe incarnata nell’uomo, nell’ultima era.
I discepoli di questi due pensatori diffusero queste dottrine eterodosse ma vennero condannati al rogo e al carcere, senza però porre fine a queste correnti ideologiche.
Arnaldo da Brescia
Arnaldo da Brescia fu un canonico e protagonista del secolo XII del tentativo di conciliare riforma ecclesiastica e istituzione comunale. Fu scacciato da Brescia, dopo la condanna che fu emessa per il suo maestro, Abelardo, e si recò a Parigi dove indottrinò un gruppo di poveri scolari mendicanti. Infine andò a Roma, dopo essere stato espulso da Luigi VII re di Francia: lì tentò di accaparrarsi il favore della cittadinanza ma ben presto fu catturato e consegnato da Barbarossa al Papa Anastasio IV e bruciato al rogo nel 1155.
La predicazione di Arnaldo si inserisce in un contesto di riflessione molto vicino alla ripresa del Vangelo, modello esistenziale di sobrietà, povertà e penitenza. Questi movimenti non ebbero fortuna, poiché esercitavano violenza materiale verso le persone e cose dell’istituzione ecclesiastica esprimendo il rifiuto allo sfarzo.
I movimenti pauperistici-evangelici
Nel Mezzogiorno e nel nord di Francia, in Italia settentrionale e nelle Fiandre, tra il 1130 e il 1140, si stavano costituendo gruppi spontanei di natura pauperistica-evangelica. Il più importante (originario della Bulgaria) fu il movimento dei catari: essi promuovevano l’ascetismo e lo spiritualismo religioso, inoltre erano dualisti, ritenendo la sfera della materialità governata da Dio del male e quella della spiritualità governata dal Dio del bene. La radicalizzazione di questo dualismo si deve alla predicazione di Niceta, che condannava la materialità come prodotto di Satana.
La Chiesa temeva questo movimento, come forza spirituale concorrente poiché alla promessa di soddisfare le esigenze esistenziali di ciascuno, accompagnava la propria identità con la cultura e le ambizioni di forza politiche e sociali volte ad allontanarsi dalla Chiesa ormai egemone: il catarismo, imitava la stessa istituzione dalla quale voleva emanciparsi e distaccarsi.
La crociata contro i catari
- Il fallimento della terza crociata fu un altro elemento che favorì lamentele, infatti molti ritenevano che l’obiettivo crociato era troppo distante da poter combattere, in concorrenza a quello molto vicino, invece, dell’eretismo.
- L’asse del conflitto, quindi, si spostò dalla Terra Santa all’Europa, dalla lotta contro gli infedeli a quella della multitudo haereticorum.
- La crociata contro i Catari albigesi (di Albi, nella Francia meridionale), fu indetta nel 1208 e si concluse l’anno successivo con lo sterminio della popolazione locale, oltre che a quello degli eretici, dove i cavalieri riuscirono non solo a trovare gloria ma anche beni materiali.
- Nel 1179, con il concilio Lateranense III, i benefici previsti per i Crociati, furono estesi anche a coloro che si sarebbero accollati il compito di stro...