Terza questione: l’Islam - Vita e predicazione di Maometto
La frattura tra occidente e oriente
La frattura tra Occidente e Oriente divenne definitiva quando l’Impero di Bisanzio perse influenza a Ovest poiché costretto ad occuparsi di una nuova minaccia: l’Islam che premeva sui suoi confini. L’impatto dell’espansione araba fu così forte da suscitare nello studioso belga Henri Pirenne la tesi secondo la quale l’irruzione degli Arabi avrebbe destabilizzato gli equilibri economici in Occidente dando luogo all’arresto degli scambi commerciali e l’inizio di un nuovo tipo di economia locale. Secondo Pirenne, il Medioevo ha inizio proprio in questi secoli (VII secolo). Questa tesi, come abbiamo già visto nella questione precedente, trova molti punti di disaccordo tra gli storici moderni, ma con certezza si può affermare che l’avvento arabo mise fine all’influenza bizantina nel Mediterraneo, dando libero accesso alla potenza franca.
Le origini dell'espansione araba
È significativo il fatto che gli arabi, popolo nomade e seminomade, iniziò la sua espansione nel VI secolo: bisogna risalire alla biografia di Maometto. La potenza araba affonda le proprie radici in una tradizione mercantile, religiosa e aggressiva. Infatti, la caratteristica peculiare della realtà araba fu proprio il pericoloso intreccio della tipica aggressività dei nomadi verso i regni sedentari e di una coesione ideologica tesa all’espansione.
La vita di Maometto
Maometto era originario della Mecca, città di carovanieri. Egli faceva parte della più influente tribù della zona, quella dei Quraish (tribù che controllava La Mecca), che intratteneva ottimi rapporti con le tribù nomadi del deserto. La predicazione di Maometto si basava già su una convinta riflessione locale della supremazia di un Dio sugli altri dei, che unita ad una riflessione sull’escatologia cristiana e sull’ebraismo, diede vita ad un nuovo culto: l’Islam (che significa sottomissione). La completa sottomissione del fedele all’unico Dio Allah (Dio), trascendente e irraggiungibile, si può riassumere in cinque dogmi fondamentali:
- Professione di fede: “Non esiste vero dio ma Dio (Allah) e Mohammed è il suo messaggero (profeta)”, giuramento che il fedele deve fare per la completa sottomissione a Dio, in lingua araba;
- Preghiera cinque volte al giorno, inizialmente verso Gerusalemme (rapporto di derivazione): si tratta di preghiere esclusivamente di lode e ringraziamento e mai di intercessione;
- Elemosina legale: parte degli averi doveva essere messa a disposizione della comunità, ai più deboli; divenne una vera e propria tassa, all’apice dello splendore dell’Impero islamico;
- Ramadan (digiuno sacro): ricorda il digiuno quaresimale di Cristo nel deserto (rapporto di derivazione). Rappresenta il periodo della rivelazione di Maometto, durante il quale bisogna osservare massimo rigore nell’astinenza da ogni piacere sensibile durante le ore diurne;
- Pellegrinaggio alla Mecca: il musulmano deve, almeno una volta nella vita, compiere il rito sacro attorno al Ka’ba (cubo), cioè fare un giro attorno al contenitore in argento della pietra nera, adorata già prima della rivelazione di Maometto.
La fuga e la nuova ideologia
La tendenza iconoclastica e l’affermazione del monoteismo della nuova confessione urtò gli interessi dei Quraish che ricavavano parecchie ricchezze dai pellegrinaggi: ciò comportò un conflitto che costrinse il profeta alla fuga (la cosiddetta Egira del 622) in direzione di Medina. L’incontro con i nomadi medinesi rese tale il profeta armato: la nuova ideologia si fuse con le pratiche di razzia tipicamente nomadi in cui espansionismo politico, coesione religiosa e aggressività militare costituirono un composto altamente pericoloso.
L’espansione politica
Nei secoli della predicazione di Maometto, i due Imperi furono impegnati in un logorante conflitto alimentato da ragioni di rivalità storiche quali le ambizioni territoriali e commerciali e il contrasto religioso tra Cattolicesimo e Mazdeismo. Bisanzio, dovette rinunciare alla difesa dell’Occidente prolungando la guerra greco-gotica, a causa delle incursioni in Siria che poco dopo divennero conquiste, insieme alla Palestina e Egitto. I longobardi premevano in Italia, gli Avari nella penisola balcanica e la capitale Costantinopoli era sotto costante assedio da parte di popolazioni nomadi. Soltanto Eraclio, imperatore dell’Impero bizantino, nel 628, riuscì a domare gli assedi e a fermare le incursioni persiane riconquistando i territori perduti. Questa situazione di debolezza alimentò i disce...
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