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Seconda questione Bisanzio: caratteristiche dell’impero romano d’oriente

L’apparato amministrativo

Alla morte di Teodosio, nel 395, l’Impero Romano fu diviso in due parti: la parte Occidentale spettò a suo figlio Onorio e la parte Orientale ad Arcadio. L’impero d’Occidente cade nel 476, quando Odoacre depone Romolo Augustolo; quello Orientale, nel 1453 per l’invasione degli ottomani.

I tre pilastri della società bizantina medievale ponevano le loro fondamenta sul modello dello stato romano, sull’influenza della cultura greca e sulla religione cristiana. L’Imperatore era proclamato e incoronato dal vescovo (patriarca dal VI sec) di Costantinopoli, evidenziandone la sacralità. Egli si circondava dei migliori funzionari e solo i più istruiti potevano accedere agli incarichi amministrativi del sistema burocratico imperiale: così l’Impero promosse la cultura (Costantino fondò l’Università di Costantinopoli nel 330).

L’impero bizantino si presenta come la sintesi di alcuni processi storici dell’area mediterranea, in cui il potere politico, l’ambiente urbano e gli interessi delle aristocrazie erano incluse e ben integrate tra loro all’interno del sistema. L’Imperatore e il Senato fungevano da nerbi di raccordo e di comunicazione attraverso anche petizioni provinciali e assemblee politiche straordinarie. Questo rapporto, non era sempre pacifico, infatti, la maggior parte delle volte sfociava in ribellioni contro l’autorità e il dispotismo imperiale. Negli ippodromi, fra i colori distintivi degli aurighi prevalsero il verde e l’azzurro; queste due parti si combattevano per motivi politici; nel 532 si coalizzarono contro Giustiniano.

Oltre al popolo, anche i signori, proprietari terrieri, esprimevano la loro ribellione o la loro brama di potere personale attraverso la pressione fiscale e addirittura il reclutamento di forza militari personali: i Buccellarii (significa “nutriti dal signore”; in seguito si chiamarono “homines de macinata” ossia, “uomini a cui si garantiva la farina” da cui il termine “masnada”). In Occidente, questa forma di potenza personale ebbe il suo apice con il fenomeno del vassallaggio; in Oriente, però, l’Imperatore seppe conservare la sua preminenza politica e ridimensionare le ambizioni signorili anche grazie alla netta distinzione tra pubblico e interesse privato.

La sacralità del principe e l’intolleranza religiosa

La concezione di potere a Roma e a Bisanzio ha un suo evolversi già a partire dal III secolo: il princeps assumeva sempre più le vesti del condottiero, dando inizio ad un processo di centralizzazione del potere...

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Riassunto esame Storia Medievale: Bisanzio - seconda questione, prof. Senatore Pag. 1
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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