I beni fondiari degli ordini monastici e la loro gestione (secoli XIII-XIV)
La riflessione sul ruolo dei beni fondiari nello spazio monastico ci porta a considerare la realtà monastica, la sua dimensione economica e le interazioni con la società. Nel mondo monastico, pari attenzione doveva essere rivolta sia al lato spirituale, sia al lato economico-temporale.
Ruolo dell'abate
L’abate viene descritto come:
- Padre spirituale
- Amministratore in grado di amministrare i beni che necessitavano e che assicuravano la sussistenza della comunità
- Deve essere dotato di discretio
Egli mette in atto in modo concreto la discretio in determinati ambiti:
- Vigilanza sulla proprietà comune del monastero
- Vendita delle eccedenze
- Utilizzo delle risorse materiali per provvedere alla comunità
- Controllo dei rapporti che riguardano la terra
Connessione tra gestione economica e vigore spirituale
Questo tipo di bivalenza condusse ad una corrispondenza tra la gestione economica e il vigore spirituale. Questa connessione e questa volontà di dare un ordine all’amministrazione temporale è documentato dalle registrazioni scritte di beni e di redditi. Questo risponde all’esigenza di conservare scrupolosamente tutte le cose sacre, ossia tutte quelle che sono le proprietà del monastero, che a Dio vengono donate e che i monaci devono gestire.
Il XIII secolo e le trasformazioni
In quest’ottica, possiamo vedere il XIII secolo come un periodo cruciale, perché i monasteri sono coinvolti nelle dinamiche esterne, con l’intento di trovare risposte di fronte ad una realtà in continuo cambiamento. La circolazione monetaria riattivò gli scambi, che diventano più dinamici e rispondono a dinamiche sicuramente diverse rispetto a quelle che muovevano un tipo di ricchezza terriera.
In Friuli questa situazione si sposta in un periodo più tardo rispetto ad altre zone della penisola. Le trasformazioni, in questo senso, avvennero in più ambiti, non furono circoscritte solo all’ambito economico. Nel corso del Duecento, all’interno degli ordini ecclesiastici, si inseriscono nuove figure – domenicani e francescani – che spinsero ad uno stile di vita diverso e ad un nuovo modo di approcciarsi ai fedeli e interpretare le loro esigenze.
Tutto questo sconvolgimento ebbe chiaramente ripercussioni su quel patrimonio di beni che costituivano la base della vita monastica, che non poteva prescindere da certi tipi di ricchezze.
Espansione dei patrimoni
In tempi più vicini all’epoca presa in esame nel documento, possiamo riscontrare un grande aumento dei patrimoni, grazie a nuove fondazioni e rifondazioni di monasteri. Fino a poco prima del XIII secolo i patrimoni che si erano formati, avevano trovato la loro origine da tradizioni precedenti.
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