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Il medioevo

Comprende il periodo dal V secolo al XV secolo. Segue la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 e precede l'Età moderna.

Divisioni del medioevo

Tarda antichità (dal IV al VI secolo)

  • Affermazione del cristianesimo nel mondo romano
  • Separazione di quest’ultimo in Oriente e Occidente
  • Le invasioni barbariche

Alto medioevo (dal VII al X secolo)

  • Affermazione dei regni romano-barbarici
  • Consolidamento dell'Impero bizantino
  • Nascita dell’Impero arabo-islamico
  • Nascita e caduta dell'Impero carolingio

Pieno medioevo (dal XI al XIII secolo)

Piena fioritura del sistema dei comuni medievali e lotta fra impero e papato.

Basso medioevo (dal XIV al XV secolo)

Crisi del sistema feudale e rafforzamento delle monarchie nazionali europee.

L'impero romano

Al culmine della sua espansione, l'Impero romano vive una fase di profondi cambiamenti. Già nel corso del II secolo, i costi per proteggere e amministrare l'impero erano superiori alle entrate. Durante le guerre civili del I secolo nacque una nuova classe sociale: i cavalieri (plebei arricchiti tramite il commercio, il prestito e gli appalti pubblici).

I primi imperatori preferirono appoggiare i membri più conservatori della società: i senatori (grandi proprietari terrieri). A causa della marginalizzazione dei ceti più produttivi, l'economia dell'impero cominciava a ristagnare. Inoltre, le sempre crescenti minacce barbariche, attorno alla seconda metà del III secolo, causarono un calo degli scambi monetari.

Le prime comunità cristiane

Fra il I e il III secolo, si organizzarono le prime comunità cristiane nelle città dell’impero. Nel 313, l'imperatore Costantino, con l'editto di Milano, concesse ai cristiani libertà di culto. Nel 380, l'imperatore Teodosio, con l'editto di Tessalonica, impose a tutti i cittadini dell'impero la professione della religione cristiana.

Questa religione, così come si era spontaneamente strutturata, era un eccezionale strumento grazie al quale chi governava poteva assicurarsi il disciplinamento delle masse e una razionale organizzazione dei culti.

Il monachesimo

Il monachesimo è un fenomeno che si sviluppa a partire dal III secolo, dapprima in Oriente e, successivamente, all’editto di Tessalonica anche in Occidente. Esso si presenta come una scelta individuale che prevede per un verso un radicale rifiuto del mondo e dall’altro la ricerca della redenzione attraverso il sacrificio e l’ascesi. In Irlanda, il monachesimo si affermò con maggiore facilità rispetto all’organizzazione episcopale, al punto che nell’isola furono i grandi abati a svolgere le funzioni altrove riservate ai vescovi.

Riforme del IV secolo

La nuova organizzazione dell’esercito aumentò i costi più del doppio. Le nuove spese furono affrontate attraverso un’ulteriore intensificazione della pressione fiscale, con il risultato che chiunque poteva cercò di sottrarvisi. La separazione delle carriere degli ufficiali civili e militari, voluta da Costantino, portò all’ingresso di elementi germanici nelle gerarchie militari. Costantino stringe un accordo politico con i vescovi, i quali erano già alla guida delle città urbane.

L’effetto complessivo fu quello di una società più ancorata alla dimensione locale, in cui andavano a svilupparsi sempre più le relazioni di “patronaggio”, secondo cui i notabili del posto, grandi proprietari terrieri, amministratori o vescovi, svolgevano una funzione di riferimento e di protezione per la popolazione circostante.

Separazione tra Oriente e Occidente

Tra il 324 e il 330, Costantino sposta la capitale a Bisanzio (Costantinopoli). Nel 451, il concilio di Calcedonia conferisce pari dignità ai vescovi di Roma e Costantinopoli. Nelle province orientali, il commercio e la produzione avevano un ruolo maggiore nell’economia complessiva. Le ricchezze tesero quindi a fluire da Occidente verso Oriente. In Oriente si passò ad una epurazione degli elementi germanici presenti nelle truppe, mentre in Occidente la sempre più presenza di quest’ultimi nelle più alte cariche militari, portò a una sempre più frequente concessione a popolazioni barbariche della possibilità di stanziarsi entro i confini dell’impero.

Le invasioni e i regni romano-barbarici

A partire dalla seconda metà del IV secolo, il delicato equilibrio tra Romani e Barbari entrò in crisi a causa dell’indebolimento dell’impero. In questo contesto, molte popolazioni barbariche cominciarono a varcare i confini per dar vita a stanziamenti stabili, approfittando della presenza, nell’esercito romano, di soldati dalle loro stesse origini, e spinti dagli Unni che da Oriente si spostavano verso Occidente.

Conquiste delle popolazioni barbariche

  • Goti: tribù nomadi stanziatesi dal III secolo in vari territori dal Danubio al Mar Nero
  • Visigoti: si stabilirono su gran parte della Spagna
  • Ostrogoti: si insediarono in Italia
  • Burgundi: Gallia centro-meridionale
  • Svevi: odierna Galizia
  • Alani: odierno Portogallo settentrionale
  • Vandali: fascia settentrionale dell’Africa
  • Pitti: Scozia
  • Sassoni: Britannia
  • Franchi: Gallia centro-settentrionale

Alla fine del V secolo, in quella che una volta era stata la parte occidentale dell’impero, si erano oramai affermati dei regni stabili, detti regni romano-barbarici. Essi sono caratterizzati dall’originale fusione tra la tradizione politico-istituzionale romana e l’organizzazione dei popoli barbarici.

La caduta dell'Impero romano d'Occidente

La caduta dell'Impero romano d’Occidente viene fissata formalmente dagli storici nel 476, anno in cui Odoacre depose l'ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augusto.

Attività missionaria dei monaci

Uno degli aspetti più significativi dell’attività missionaria dei monaci fu proprio la conversione dei barbari. Le aristocrazie di quei popoli compresero quanto fosse proficuo, per rafforzare la loro preminenza sociale ed economica, intraprendere carriere ecclesiastiche. Di conseguenza, tutto questo comportò l’introduzione di valori prettamente germanici nel cristianesimo.

Problemi dottrinali e conciliazioni

La molteplicità di sedi episcopali portò presto a una grande varietà di forme di culto e interpretazioni dottrinali. Il problema più grande fu sempre quello posto dalla trinità: ovvero come spiegare la natura santa di tre entità quando si professava una religione monoteista? In particolare, il dibattito si accentrò sulla natura della figura storica di Cristo.

Eresie cristologiche

  • Arianesimo (seconda metà del IV secolo): sosteneva che Gesù Cristo non aveva lo stesso grado di divinità del Padre, ma era a lui sottoposto.
  • Nestorianesimo (V secolo): valorizzava più l’umanità della persona di Cristo.
  • Monofisismo (V secolo): esaltava l’elemento divino presente in Cristo a discapito della sua natura umana.

Concilio di Nicea e Calcedonia

  • Il concilio di Nicea (325) condanna l’arianesimo.
  • Il concilio di Calcedonia (451) unisce le posizioni del nestorianesimo e del monofisismo ribadendo l’unione inscindibile delle due nature di Cristo.
  • L’imperatore Zenone (482) condanna le posizioni prese al concilio di Calcedonia ed emargina il monofisismo.
  • L’editto dei tre capitoli (544) emanato dall’imperatore Giustiniano condanna il nestorianesimo.
  • Lo scisma dei tre capitoli, emanato dagli arcivescovi di Milano e Aquileia, incarna l’opposizione delle sedi metropolite italiane ad ogni volontà cen
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher angelo.scilipoti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Tocco Francesco Paolo.
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