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Nona questione: crescita demografica, espansione agraria, attività mercantile

La ripresa demografica nei nuovi quadri di agglomerazione umana

I nuovi nuclei di potere e il conseguente rimodellamento degli insediamenti sono elementi importanti che avevano caratterizzato la società a cavallo tra l’Alto e il Basso Medioevo. Questi elementi ci aiutano a inquadrare il processo di ripresa e di trasformazione complesso dell’epoca successiva:

  • Trasformazione del potere, condizioni di vita dei “laboratores”, gestione del territorio e sforzo di formare nuclei abitativi omogenei. Già in età post-carolingia, l’aristocrazia militare ed ecclesiastica aveva disgregato il potere regio creando un quadro politico che rispecchiava la fitta rete di vincoli fiduciari che ruppero l’unità del territorio, creando una miriade di giurisdizioni locali sulla base di ricchezze fondiarie.

Ciò accadde in seguito a una dialettica che opponeva le aristocrazie a coloro i quali erano sottoposti al loro comando: le popolazioni erano, quindi, consenzienti. Delle loro reali condizioni abbiamo scarse fonti ma, senza dubbio, si può affermare che l’irruzione della realtà germanica nel mondo latino sancì il definitivo declino demografico e commerciale, nonché la devastazione di opere pubbliche, vie di comunicazione e la degradazione generale del territorio.

Il suolo germanico presentava sempre più centri di agglomerazione urbana, città rimasero quasi disabitate e quindi abbandonate, favorendo l’avanzamento delle foreste. Anche, ad esempio, l’invasione longobarda in Italia, fu un altro fattore di declino, e la peste diffusasi in Gallia nel VI secolo. L’Europa, quindi, si trovò invasa di genti che ignoravano qualsiasi tecnica di agricoltura e che traevano il loro sostentamento dalla caccia, dalla pesca e dalla raccolta di frutti spontanei.

Solo più tardi i ceti germanici si mescolarono con quelli romani e compresero l’unità dell’economia agricola. La stabilizzazione delle genti germaniche fu seguita da un grande incremento demografico che, a sua volta, favorì la ripresa economica (VII secolo).

A partire dall’anno 1000, l’estensione del suolo coltivabile avrebbe raggiunto livelli mai più eguagliati nel corso dell’intera storia dell’Europa centro-occidentale; infatti, fra i secoli X e XI, la crescita è accertata e generale (salvo ad esempio il Piemonte che fu devastato dalle invasioni saracene). Del VII secolo, però, bisogna rintracciare alcune dinamiche determinanti: la bipartizione dell’unità aziendale curtense e il rinnovato interesse verso il massaricium fece sì che molti contadini godessero di una certa libertà, quasi addirittura alla pari degli allodieri, nel gestire il proprio potere.

Con l’incremento demografico e il trascinarsi nel tempo delle consuetudini, i poderi rimanevano nelle mani delle famiglie (attraverso il rinnovamento dei livelli, contratti di nove anni) divisi tra i discendenti del capofamiglia defunto, favorendo il radicarsi delle famiglie in determinati poderi. I signori e i proprietari erano d’accordo, in quanto alleggeriti dagli oneri amministrativi e potevano concentrarsi in altri progetti quali la formazione di nuovi nuclei abitativi più omogenei dove potevano riunire famiglie contadine residenti in remoti casolari troppo distanti tra di loro.

Il suolo fu quindi tripartito in dimore contadine, incolto comune e di ricovero bestiame e suolo messo a coltura (schema già ben consolidato nella pax romana) e tutti coloro che vivevano sulle montagne, lontani dalle invasioni germaniche, discesero. Con le invasioni ungare, però, ritornarono sulle alture e diedero la possibilità ai signori fondiari e ai grandi chierici di fondare nuovi centri rurali e nuovi insediamenti gravitanti attorno alle fortezze.

In Germania, fu ancora più evidente questo fenomeno, poiché da un’urbanizzazione senza dubbio scarsa, sorsero molti centri diocesani e militari, ma anche molte comunità monastiche, alle quali veniva trasferita la proprietà di alcune zone forestali da rendere edificabili.

Nuovo sviluppo nell'Europa carolingia

Fu proprio nell’Europa carolingia che emersero gli elementi di un nuovo possibile sviluppo. E fu proprio nell’età vichinga, simbolo di un nuovo arresto del progresso, che molti mercanti manifestarono la loro intraprendenza, spingendosi dovunque dalla Scandinavia e dall’Inghilterra a Saint-Denis, Parigi e alla regione della Champagne: nonostante l’instabilità causate dalle azioni piratesche, alcuni porti e...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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