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L'idea di Medioevo

L'idea di Medioevo nasce con l'Umanesimo tra XIV e XV secolo perché un gruppo di studiosi ha aperto un dibattito sull'epoca medievale. Il problema principale fu se considerare il Medioevo come epoca a sé stante oppure una continuità con il mondo tardo antico e quindi con la decadenza dell'impero romano.

Contributi umanistici e romantici

Inoltre, studiosi dell'umanesimo vedono il medioevo come il periodo di creazione degli stati dell'Europa moderna, soprattutto francesi, che durante il Romanticismo studiarono la storia della Francia dai tempi dei Galli e dell'invasione franca, traendo una storia collettiva che univa il popolo francese. In Germania nell'ottocento, dopo la riunificazione, usarono lo stesso espediente culturale per unificare politicamente i popoli tedeschi dotandoli di una storia comune.

Teorie storiche di Karl Marx e Benedetto Croce

Karl Marx teorizzò il concetto di materialismo storico e individuò quattro modi di produzione dei beni economici: asiatico, schiavistico, feudale, capitalistico-borghese e il passaggio da un modo di produzione ad un altro avviene con le lotte sociali. Lo studioso che tentò una valutazione complessiva delle correnti più innovative della medievistica italiana fu Benedetto Croce, che nella sua “Storia della storiografia italiana del secolo X-IX”, oltre a coniare la definizione di Scuola economico-giuridica.

Contributi di Henri Pirenne e Geary

Henri Pirenne formulò la sintesi più originale e collegò la fine del mondo antico con l'espansione islamica e con la conseguente rottura dell'unità del Mediterraneo. Anche se, secondo Geary, i nazionalisti hanno sfruttato le nozioni storiche per un uso a loro vantaggio della storia, senza rimanere neutrali, creando così falsi miti e tradizioni che vengono protratti fino ad oggi nell'opinione comune.

Eventi storici e fonti medievali

Il dibattito maggiore fu sulla questione dell'evento che scaturì l'inizio dell'epoca medievale. L'anno che viene preso in esame solitamente è il 476 con la deposizione di Romolo Augustolo da parte di Odoacre e la fine dell'impero romano occidentale. Tuttavia, questa data non è accettata da tutti; infatti, se si guarda a Oriente, non sconvolse molto come per Gibbon l'impero romano crolla con la presa di Costantinopoli nel 1453 e da lì farebbe partire il medioevo. Gli studiosi per provare le loro tesi ricercarono non solo la storia etnografica ma anche del diritto, della numismatica e la ricerca di fonti attendibili.

Tendenze storiografiche sull'epoca medievale

  • Secondo alcuni studiosi tra otto e novecento come Hyppolite Taine e Michael Rostovcev, inizialmente usarono il concetto di decadenza ma successivamente immaginarono un impero ucciso dalle invasioni barbariche.
  • Rostovcev in un suo libro si chiese perché Roma fu incapace di creare le condizioni che avrebbero potuto assicurare al mondo antico un cammino in avanti e la stessa domanda se la pose Walbank vent'anni dopo.

Il primo collegava la crisi romana all'incapacità delle classi dirigenti di integrare completamente le masse provinciali in una civiltà superiore.

Tipologie di fonti medievali

Le fonti medievali sono divise in due tipi: primarie e secondarie. Quelle primarie sono tramite informazione diretta come scavi archeologici, edifici che riportano alla memoria di eventi passati; quelle secondarie tramite informazione indiretta quindi libri, leggi, atti giuridici. Secondo Paolo Delogu le fonti si dividono anche in intenzionali cioè adibite alla memoria e fonti preterintenzionali cioè sopravvivenze del passato (oggetti).

Inoltre, la tipologia delle fonti si suddivide in scritte (narrazioni, documenti, lettere, normative, liturgiche) e materiali (archeologiche, numismatiche, blasoni, epigrafiche e artistiche). Nel medioevo la lingua era il latino e spesso sono stati ritrovati documenti falsi che hanno valore di fonte non riguardante il contenuto ma l'uso e il modo di vedere il mondo secondo l'autore. Grazie a Daniel Papebrok con la sua opera “De re diplomatica” riuscì a trovare un metodo per l'individuazione dei documenti falsi, protrattosi fino a noi.

Influenza del Cristianesimo nel Medioevo

Una delle caratteristiche fondamentali del medioevo è l'influenza esercitata dal Cristianesimo come mezzo di identificazione e di unione tra due popolazioni distinte, per esempio barbari e romani che iniziarono a convivere nello stesso territorio omologandosi gli uni ai costumi degli altri. I capi barbari iniziarono a convertirsi per trovare un legame che li unisse con le popolazioni romane conquistate al fine di integrarli in uno stato nuovo barbarico-romano.

Ad esempio, i poteri erano divisi: ai barbari spettava la carica militare e ai romani quella senatoria. La carica vescovile assunse maggiore potere, la chiesa copriva un'influenza totale dalla campagna alla città controllava l'amministrazione del territorio e giuridica come gli atti di proprietà che erano scritti o da notai privati o preti in funzione di testimone. Il monastero, come Reims e Cluny, erano centri di potere, in cui al proprio interno operavano i monaci amanuensi nel salvaguardare e trasmettere la cultura classica, inoltre servivano come tramite tra re e popolo e anche come controllori del territorio.

Descrizione del sistema curtense

Con la caduta dell'impero, l'alfabetizzazione scomparve, dal papiro si passò alla pergamena per motivi economici e le fonti scritte per eccellenza erano gli annales, raccolte di eventi storici che caratterizzavano il regno, essi venivano scritti o da amministratori romani o dai monaci. In Francia, presso la corte dei pipinidi, i monaci avevano un'influenza tale da rimanere a corte come scrittori personali del re al quale dedicavano un annales simile ad una biografia moderna.

Il Medioevo è visto come un epoca oscura e buia, dove gli uomini hanno dato spago alle passioni animalesche piuttosto che alla ragione. Epoca in cui la cultura decade e le città si impoveriscono. In realtà quest'epoca è suddivisa in più parti: epoca tardoantica dal IV al VII secolo che si incentra sull'esaurimento del mondo romano, l'altomedioevo che va dal VII al X in cui la vita delle popolazioni si fece sempre più precaria e insicura per via delle invasioni di Normanni, Ungari e Saraceni è anche l'epoca della nascita dei rapporti feudali, il Pieno Medioevo dal X al XIII in cui i regni si stabilizzano, le invasioni cessano e si inizia a vivere una vita migliore in cui vi è una nuova classe sociale cioè i mercanti.

In Italia, questi mercanti fanno fortuna e acquisiscono potere pubblico: i fiorentini per la lana tra i quali Datini inventò la cambiale, Venezia che aveva empori commerciali in oriente e importava spezie, oggetti preziosi, sete, i Genovesi che controllavano il Mediterraneo fino al nord Europa. Infine, il Tardo Medioevo è un'epoca in cui si diffondono nuovi modelli culturali, nuovi valori religiosi e la ripresa della cultura classica. La data di fine viene fissata il 1492 con la scoperta dell'America.

Eventi storici nel Medioevo

Nel 476, Roma e l'impero occidentale cadono sfaldandosi in tanti piccoli regni autonomi governati da generali barbari confederati (generali barbari assunti e romanizzati) o capi barbari invasori. Viene creata una nuova Roma ad immagine e somiglianza di quella antica e Costantino scelse Bisanzio per la posizione dominante sul Bosforo. Quest'epoca si caratterizza dall'instabilità politica e dall'imbarbarimento della popolazione. Le usanze romane iniziano a integrarsi con quelle barbare come il diritto e l'agio romano si perde definitivamente, in molti regni romano-barbarici c'è una netta separazione tra i vincitori e i vinti come quello longobardo, in altri c'è una maggiore omogeneità come in quello franco.

L'impero romano d'Oriente tenta una riconquista dell'Italia con Giustiniano e il generale Belisario e la guerra che ne scaturisce produce numerose vittime e anche l'abbandono delle città. L'unica figura che rimane in Italia di potere è il papa che costituirà un regno papale. A Nord la Britannia è invasa dai Sassoni, la Francia dai franchi, la Spagna dai Vandali e dagli Ostrogoti. Per quanto riguarda i Franchi, fu con Clodoveo nel 486 che consolidarono la dominazione sconfiggendo gli Alamanni e i Turingi e scelse Parigi come capitale del regno. Incontrò un ostacolo con Teodorico re degli Ostrogoti che tentò di impedire l'avanzata verso l'Italia, quando però i Longobardi presero l'Italia, i merovingi ne approfittarono entrando nel loro dominio.

I Merovingi ripresero gli schemi politici romani e l'aristocrazia franca si unì a quella senatoria romana, i Pipinidi dell'Austrasia ad assumere il potere con la diplomazia e con le armi. In breve tempo divennero i nuovi re dei franchi. Ricordiamo Carlo Martello che cercò di riconciliare gli stati e espanse i territori nella Frigia, Neustria e Turingia. Nel 732 sconfisse gli arabi a Poitiers. Divise il potere tra i suoi figli Carlomanno che prestò abdicò per rifugiarsi nel monastero di Montecassino e Pipino il Breve che si recò dal papa Zaccaria per chiedere l'approvazione come re franco. Con i Pipinidi l'ingaggio del guerriero venne formalizzato con una vera e propria cerimonia per indicare la fedeltà e come ricompensa fu usato il feudo. All'interno dell'esercito acquisto potere un nuovo nucleo difensivo che sono i nuclei vassallatici.

Il sistema curtense

Nasce così il sistema curtense che fu una forma di gestione agricola e politica. Era una forma di gestione che permetteva al sovrano di tenere controllate vaste porzioni di territorio affidate ai più fidati collaboratori (quelli che in seguito verranno chiamati vassalli maggiori). Queste terre non erano beni ereditari in origine, lo diventeranno solo in seguito, con il capitolare di Quierzy (877) firmato da Carlo il Calvo.

La struttura base del sistema curtense era appunto la curtis: una porzione più o meno vasta di territorio, sotto il controllo di un signore che gestiva direttamente una parte (la pars dominica) e dava in concessione il resto (pars massaricia) dividendola in poderi o mansi che venivano affittati ai massari (quelli che risiedevano nel terreno che coltivavano) o ai servi casati. Nella pars dominica risiedevano le strutture per la vita quotidiana come mulino, frantoio, granaio, chiesa e il loro uso era soggetto al pagamento di una tassa. Nella parte massaricia i contadini lavoravano le terre con i prodotti che richiedeva il signore, ma avevano una piccola parte per sé e potevano far pascolare le proprie bestie nei pascoli comuni.

La storiografia tende a tratteggiare la curtis come un'unità economica autosufficiente, in cui gli scambi fra realtà vicine erano ridotti al’omonimo. Questo però non tiene conto della grande vitalità delle fiere e dei mercati che non smetteranno mai di essere poli di attrazione e di confronto anche nei secoli più bui del Medioevo e dai quali partirà la rinascita.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher storia92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Benvenuti Anna.
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