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proprio sistema politico. La guerra fredda era intanto iniziata e le 2 posizioni antitetiche si andavano

sempre di più accentuando: I Federalisti consideravano lo stato sovrano responsabile di tutti i mali e

chiedevano ad esso di rinunciare alla sovranità per affidarla ad un altro ente sovranazionale; gli

Unionisti volevano invece che lo stato conservasse la sua sovranità. Tuttavia tra questi 2 estremi si

andava sviluppando una terza via: quella Funzionalista secondo cui l’integrazione doveva essere

graduale e graduale doveva essere anche il passaggio di potere ad una autorità sovranazionale.

Schuman, il ministro degli esteri francese, era il maggior esponente di questa strada: inaugurò una

nuova fase di rapporti franco-tedeschi e allineò la politica francese a quella americana. Egli nel

1950 propose, nel Piano Schuman, la creazione di una Autorità Comune per la gestione e la

regolarizzazione dell’industria del carbone e dell’acciaio in Germania e in Francia, così da porre

fine ai conflitti tra queste 2 potenze. La proposta venne da Monnet che riuscì attraverso Schuman a

farla approvare dal governo francese. Con la firma del Trattato di Parigi del 1951 nasceva la CECA,

a cui parteciparono oltre alla Francia e alla Germania anche l’Italia, l’Olanda, il Lussemburgo e il

Belgio. La CECA rappresentava una svolta nei rapporti tra Francia e Germania, e per di più dava

modo alla Francia di controllare eventuali possibilità di riarmo della Germania.

CAP.3) CED: UNA SCONFITTA ANNUNCIATA (1950-1954)

Dopo la CECA, è la volta della CED (comunità europea di difesa) che prevedeva la collaborazione

militare tra gli stati europei. Questa era stata proposta dallo stesso inventore della CECA Monnet

come risposta al riarmo tedesco a cui la Francia si era sempre opposta. E l’esperimento fallì proprio

per l’opposizione della Francia. La prima idea di creare un esercito europeo venne proprio

dall’Italia e da Sforza. Questo insieme a De Gasperi era stato subito favorevole alla CECA mentre

era più cauto riguardo al settore militare. Il Piano Pleven, dal nome del primo ministro, prevedeva la

creazione di un esercito europeo per contrastare il riarmo tedesco, che fosse sotto il controllo di una

autorità politica da nominare contestualmente. Il governo italiano propose di creare un’Assemblea,

accanto all’esercito, per la gestione di questo. La proposta non sortì effetto finchè non arrivò

l’ultimatum americano che minacciava di riarmare l’esercito tedesco, qualora non fosse stato

firmato il patto istitutivo della CED. Il patto fu così firmato nel 1952 a Lisbona: la Germania, a

differenza dei partner, non poteva disporre di forze armate autonome. Tuttavia la CED non vedrà

mai la luce a causa della indecisione dell’Italia e dell’avversità da parte della Francia, dovuta in

parte ai suoi problemi interni, in parte all’impossibilità di riarmare l’esercito tedesco. L’Assemblea

nel 1954 boccio’ infatti il trattato. 2

CAP.4) LA SCOMMESSA DEL MERCATO COMUNE (1955-1957)

Nasce nel 1954 un nuovo accordo: l’UEO ( unione europea occidentale) frutto dell’allargamento del

Patto di Bruxelles del 1948. Questa nasce su proposta del ministro degli esteri britannico Eden ed è

formata da Italia, Francia, Benelux, Germania e Gran Bretagna. La Germania con esso si impegna a

non fabbricare armi chimiche o nucleari mentre la Gran Bretagna ritorna sulle scene. L’Italia nel

periodo post.ced resta invece ai margini. Monnet, tuttavia, voleva invece rilanciare l’Europa ma

senza la Gran Bretagna e per fare ciò propose la creazione dell’Atomo ossia l’uso pacifico

dell’energia nucleare, atomica. Monnet elaborò un memorandum in cui si annunciava la creazione

di un mercato comune (MEC) con una unità tariffaria e l’abolizione delle dogane.

La CEE nasce nel gennaio 1958 con l’entrata in vigore dei Trattati di Roma. Con la firma dei

Trattati di Roma (marzo 1957) tra Italia, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda vengono

istituite contemporaneamente sia la CEE che l’EURATOM. La CEE prevedeva la creazione di un

MEC per ottenere un forte sviluppo delle attività della Comunità. L’EURATOM invece tendeva a

coordinare programmi di ricerca volti all’uso pacifico dell’energia nucleare. La Francia cercò di

coinvolgere la Germania e l’Italia nel primo esperimento nucleare francese, a cui si erano opposti

già i partner europei e gli Americani. Questi ultimi erano contrari anche al MEC mentre il governo

di Londra fece una contro-proposta parlando della creazione di una zona di libero scambio. Man

mano che l’idea del MEC andava in porto, gli Americani smussarono le volo avversioni ad esso

mentre rimanevano fermante contrari i Russi. La Francia, tornato al potere De Gaulle nel 1958, non

oppose resistenze al Mec.

CAP.5) L’EUROPA SECONDO DE GAULLE (1958-1969)

De Gaulle rappresentò la Francia per più di un decennio. Egli aveva un’idea ben precisa

dell’Europa: una confederazione di Stati che collaborano nel rispetto delle proprie autonomie, in cui

la Francia avrebbe avuto un ruolo predominante. Non concepiva l’idea che l’Europa potesse essere

governata da un ente sovranazionale. Si opponeva alla Nato perché riteneva che il suolo francese

dovesse essere protetto dal proprio esercito e non sottoposto a controllo americano. Egli concepiva

l’Europa come una 3° Forza tra gli altri 2 colossi Urss e States. Egli aveva sempre riposto tante

speranze nella creazione dell’Asse Francia-Germania che però non si realizzò visto che Erhard era

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filo-americano. Così il generale cominciò a corteggiare la Russia e gli altri paesi comunisti.

Ostacolò sempre l’ingresso dell’Inghilterra nella Cee perché la considerava il cavallo di Troia degli

States. L’Inghilterra viveva una situazione difficile economicamente e a niente era servito creare

una zona di libero scambio. Tuttavia De Gaulle continuava ad opporsi dicendo che il suo ingresso

avrebbe snaturato la Cee e introdotto in essa l’ombra degli States. La Francia aveva in realtà paura

di perdere con l’arrivo dell’Inghilterra, i suoi privilegi soprattutto quelli ricevuti con la PAC. Non

dimentichiamo che il 71% dei Francesi erano contadini. La PAC fissava un prezzo comunitario per

ogni prodotto agricolo all’inizio di ogni anno, prezzo assicurato dai dazi doganali posti sui prodotti

provenienti dai paesi non comunitari. Nel 1961, sempre con l’intento di creare un fronte anti-

americano, fu presentato il Piano Fouchet 1 che mostrò un certo equilibrio ed una pronunciata

voglia di cooperazione, nonché la riconoscenza delle istituzioni comunitarie già esistenti. Gli

entusiasmi si placarono subito poiché il Fouchet 2 ridimensionò il potere dell’Assemblea

Parlamentare ed eliminò ogni riferimento ai Trattati di Roma. De Gaulle si rese conto che dietro

tutto ciò c’era lo zampino della Gran Bretagna che manipolava le decisioni comunitarie in suo

favore. L’astio del generale culminò con l’episodio della Sedia Vuota: irritato per l’approvazione di

una proposta che modificava le sovvenzioni agricole ritirò i suoi rappresentanti dalle sedi della Cee.

Altro episodio della sedia vuota si verificò in seguito alla diffusione di un colloquio riservato tra il

generale e l’ambasciatore inglese Soames, a cui aveva offerto il direttorio Francia-Inghilterra. Le

dimissioni di De Gaulle portarono alla ribalta Pompiduo, vicino al generale ma capace di dare un

nuovo indirizzo alla politica francese.

CAP.6) LA COMUNITA’ APRE LE PORTE (1969-1972)

Pompiduo raccolse l’eredità di De Gaulle ma si mosse in direzione diversa: egli si dichiarò subito a

favore dell’ingresso dell’Inghilterra nel Mec, a patto di Accordarsi sulla Pac. Egli espose all’Aja nel

1969 gli obiettivi che voleva raggiungere tra cui proprio il completamento della Pac. Egli adottò il

sistema dei Montanti Compensativi. Egli decise la svalutazione della moneta francese, a cui il

generale si era sempre opposto, in modo da avvantaggiare le esportazioni dei francesi. I Montanti

erano una tassa sull’esportazione per i produttori francesi e una indennità per quelli tedeschi, così da

mantenere l’equilibrio del mercato. Pompiduo dotò la comunità di una cassa comune che sarebbe

stata alimentata dai dazi e dell’iva. Intanto i negoziati tra Inghilterra e Pompidou continuavano, e

nel 1971 si ebbe l’ingresso dell’Inghilterra nella Cee. La comunità diventava così la 1° potenza al

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mondo. Pompidou, nel giro di 3 anni, aveva raggiunto gli scopi che si era prefissato: mancava solo

l’unificazione monetaria che però era ancora lontana.

CAP.7) L’ALLEANZA DIFFICILE (1973-1979)

L’Americano Kissinger decise di far diventare il 1973 “l’anno dell’europa”: in realtà egli voleva far

recuperare un ruolo importante agli States e relegare la stessa Europa ad una potenza regionale. Il

suo piano non si realizzò. Le differenze tra States ed Europa erano tante e si notavano anche nelle

politiche verso il mondo arabo: alla linea dura degli states si contrapponeva quella flessibile degli

europei. Il 1974 fu l’anno dei cambiamenti: Pompiduo morì e gli successe Giscard; Schmidt

successe a Brandt; Wilson successe a Heath. Il biennio 1975-76 vide una paralisi della comunità

causata dalla crisi economica. La sola nota positiva era rappresentata dalla cooperazione con i Paesi

del 3° Mondo: ben 18 stati africani beneficiarono di assistenza. Oggi ben 207 paesi del 3° mondo

hanno legami con la Cee. Intanto il Consiglio europeo verificava il consenso intorno ad un sistema

monetario europeo: al centro dello SME appunto, c’era l’Ecu, l’unità monetaria di riferimento il cui

valore era costituito da un paniere a cui contribuivano tutte le monete della Comunità. Il cambio

prevedeva che ogni moneta dello SME fosse in rapporto con l’Ecu del 2,25%, cioè ogni moneta

poteva variare del 2,25% in più o in meno rispetto all’Ecu. In caso si superasse questa soglia, i paesi

dovevano intervenire. Anche l’Italia di Andreotti aderì allo Sme, che entrò in funzione nel 1979.

CAP.8) LA BATTAGLIA D’INGHILTERRA (1979-1984)

I primi anni 80 sono passati alla storia come quelli dell’Europessimismo. Fino all’84 l’attenzione

era rivolta al negoziato con la Gran Bretagna, guidata dalla Thatcher, che lanciò lo slogan “I want

my money back” poiché gli inglesi pagavano tanto rispetto a quello che ricavavano dall’agricoltura.

Ottennero dalla Comunità che questa iscrivesse a proprie spese il 65% del deficit britannico per i

successivi 2 anni. Gli anni 80 iniziati male, si conclusero positivamente, con un’Europa a 12, poiché

erano entrati a far parte di essa anche Grecia, Spagna e Portogallo.

CAP.9) L’ATTO UNICO EUROPEO (1985-1991)

Svanito l’europessimismo avutosi con la lady di ferro, si sentiva il bisogno di far uscire l’europa dal

letargo. Si ebbe così un summit a Milano nel 1985 che si concluse con l’approvazione di un Libro

Bianco “Il programma novanta” che prevedeva un piano di lavoro di 10 anni. Delors voleva

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia della Costruzione Europea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia e Politiche dell'Unione Europea, Mammarella. Gli argomenti sono: storia e politica dell'unione europea, la guerra fredda, comunità europea di difesa, la scommessa del mercato comune, la battaglia d'Inghilterra e altro ancora.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze internazionali e diplomatiche
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della costruzione europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Laschi Giuliana.

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