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mondo. Pompidou, nel giro di 3 anni, aveva raggiunto gli scopi che si era prefissato: mancava solo

l’unificazione monetaria che però era ancora lontana.

CAP.7) L’ALLEANZA DIFFICILE (1973-1979)

L’Americano Kissinger decise di far diventare il 1973 “l’anno dell’europa”: in realtà egli voleva far

recuperare un ruolo importante agli States e relegare la stessa Europa ad una potenza regionale. Il

suo piano non si realizzò. Le differenze tra States ed Europa erano tante e si notavano anche nelle

politiche verso il mondo arabo: alla linea dura degli states si contrapponeva quella flessibile degli

europei. Il 1974 fu l’anno dei cambiamenti: Pompiduo morì e gli successe Giscard; Schmidt

successe a Brandt; Wilson successe a Heath. Il biennio 1975-76 vide una paralisi della comunità

causata dalla crisi economica. La sola nota positiva era rappresentata dalla cooperazione con i Paesi

del 3° Mondo: ben 18 stati africani beneficiarono di assistenza. Oggi ben 207 paesi del 3° mondo

hanno legami con la Cee. Intanto il Consiglio europeo verificava il consenso intorno ad un sistema

monetario europeo: al centro dello SME appunto, c’era l’Ecu, l’unità monetaria di riferimento il cui

valore era costituito da un paniere a cui contribuivano tutte le monete della Comunità. Il cambio

prevedeva che ogni moneta dello SME fosse in rapporto con l’Ecu del 2,25%, cioè ogni moneta

poteva variare del 2,25% in più o in meno rispetto all’Ecu. In caso si superasse questa soglia, i paesi

dovevano intervenire. Anche l’Italia di Andreotti aderì allo Sme, che entrò in funzione nel 1979.

CAP.8) LA BATTAGLIA D’INGHILTERRA (1979-1984)

I primi anni 80 sono passati alla storia come quelli dell’Europessimismo. Fino all’84 l’attenzione

era rivolta al negoziato con la Gran Bretagna, guidata dalla Thatcher, che lanciò lo slogan “I want

my money back” poiché gli inglesi pagavano tanto rispetto a quello che ricavavano dall’agricoltura.

Ottennero dalla Comunità che questa iscrivesse a proprie spese il 65% del deficit britannico per i

successivi 2 anni. Gli anni 80 iniziati male, si conclusero positivamente, con un’Europa a 12, poiché

erano entrati a far parte di essa anche Grecia, Spagna e Portogallo.

CAP.9) L’ATTO UNICO EUROPEO (1985-1991)

Svanito l’europessimismo avutosi con la lady di ferro, si sentiva il bisogno di far uscire l’europa dal

letargo. Si ebbe così un summit a Milano nel 1985 che si concluse con l’approvazione di un Libro

Bianco “Il programma novanta” che prevedeva un piano di lavoro di 10 anni. Delors voleva

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raccogliere in un testo unico tutto il materiale relativo a Sicurezza, Politica Estera, Riforma e

Integrazione Economica. La proposta di creare un Atto Unico fu approvata e firmata il 17 febbraio

1986, modificando i Trattati di Roma e prefissandosi di creare un Mercato interno entro il 1992.

L’AUE entrò in vigore nel 1987 e prevedeva 4 riunioni l’anno per coordinare la politica estera,

nonché una più stretta collaborazione tra paesi europei e Nato; aveva lo scopo di incrementare

l’integrazione tra i paesi della comunità, in modo che ogni paese della comunità fosse libero di far

circolare anche negli altri paesi di questa merci, servizi, capitali. Con esso si introdussero nuove

regole per impedire che un solo paese avesse la possibilità di bloccare l’intera comunità. Quanto

all’Unione Economica e Monetaria (UEM), i tempi ancora non erano maturi.

CAP.10) MAASTRICHT: LE ISTITUZIONE E LA NUOVA EUROPA (1992)

Il Trattato di Maastricht o Trattato sull’unione europea viene firmato nel 1992 dai 12 paesi che

allora costituivano la Comunità Europea. Con questo trattato vengono introdotti i 3 pilastri

dell’Unione Europea:

1- la comunità europea ( CE ) che riunisce CECA, CEE, EURATOM: in essa le decisioni vengono

prese all’interno della comunità;

2- la politica estera e la sicurezza comune( CGAI ): in essa le decisioni vengono prese dai Governi;

3- la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari esteri ( PESC ): in essa le decisioni

vengono prese dagli stati membri.

In esso viene poi illustrato l’iter per raggiungere la moneta unica, attraverso la liberalizzazione dei

capitali, attraverso la creazione dell’IME ( istituto monetario europeo), attraverso la fissazione dei

tassi di cambio tra le monete. Col Trattato viene inoltre introdotto il principio di Sussidiarietà, cioè

di aiuto di un organismo più potente che interviene in aiuto di uno più debole.

La PESC deve portare a decisioni comuni che poi si trasformeranno in azioni comuni, per la cui

attuazione è previsto il voto a maggioranza.

La CGAI fissa i termini per la cooperazione contro la criminalità, la droga, il terrorismo.

Un tema importante che viene affrontato è quello della Cittadinanza: chiunque abbia la cittadinanza

di uno stato membro è cittadino europeo. Questa si aggiunge alla cittadinanza originaria, non la

sostituisce. La struttura dell’Unione Europea è molto complessa: i poteri non sono separati e manca

al vertice una figura dirigenziale.

Gli organi più importanti dell’Unione sono 4: 6

1- La Commissione: ha il monopolio del potere legislativo e del bilancio. Tuttavia le sue proposte

devono passare al vaglio del parlamento prima e del consiglio poi, il quale può accettarle o

respingerle.

2- Il Parlamento: rappresenta i popoli dell’unione ed ha varie funzioni. Esprime pareri, non

vincolanti, sulle proposte della Commissione. Ha grande potere in materia di bilancio poiché

può cambiarlo o respingerlo totalmente. Il Trattato di M. ha introdotto la Codecisione tra

Parlamento e Consiglio. Il Parlamento può anche esprimere parere favorevole o contrario

rispetto ad un provvedimento.

3- Il Consiglio: E’ l’organo decisionale per eccellenza. Le questioni importanti vengono prese

all’unanimità mentre le altre a maggioranza semplice o qualificata. Quest’ultima è una garanzia

affinchè stati piccoli, unendo i voti, non possano bloccare i paesi più grandi.

4- Il Consiglio Europeo: ha il compito di sbloccare una eventuale crisi dell’unione.

CAP.11) IL DOPO-MAASTRICHT (1992-1997)

Il Trattato di Maastricht anche detto Trattato sull’unione europea, fu un successo per i protagonisti

ma allo stesso tempo acuì l’opposizione all’integrazione europea. La crisi monetaria del 1992

causata dalla debolezza del dollaro e dagli alti tassi d’interesse dei tedeschi, porta alla svalutazione

della lira e della sterlina che furono costrette ad uscire dallo SME. Nel 1993 Delors prima di uscire

di scena, pubblicò un altro Libro Bianco in cui proponeva un modello economico che avrebbe che

avrebbe creato nuova occupazione. Sempre nel 1993 erano in corso le trattative per l’ingresso di

Svezia Norvegia Austria e Finlandia. C’era il problema di integrare paesi molto diversi tra loro, sia

per cultura che per storia per tradizione, come erano quelli ex-comunisti. Dinanzi alla creazione di

una Grande Europa si profilavano 3 opzioni:

1- l’Europa a più velocità: porsi un obiettivo comune da raggiungere però in tempi diversi;

2- l’Europa a la carte: ogni stato era libero di decidere se aderire o meno ad un dato programma;

3- l’Europa a geometria variabile: nonostante un obiettivo comune, ogni stato poteva dar vita a

progetti più avanzati.

Tranne l’Europa a la carte, gli altri 2 progetti dividevano l’Europa in paesi di serie A e B, e questo

era inaccettabile soprattutto per l’Italia.

La politica estera non decollava: un fallimento furono la crisi in Jugoslavia, conclusasi con la guerra

nel Kosovo, quella in Ruanda e quella Albanese.

Nel 1995 SI scelse il nome EURO per la moneta, al posto di ECU. Nel 2002 sarebbe diventata la

moneta di tutti gli stati dell’Unione. 7

Intanto cresceva il malumore verso il Trattato di Maastricht: si voleva dar vita ad una revisione che

rendesse questo meno vincolante. Fu così organizzato un vertice nel 1997 ad Amsterdam dove si

operò la revisione dalla quale nacque il Maastricht 2 che creò una netta scissione tra

Progressisti( non attenersi al T. di m.) e Tradizionalisti.

CAP.12) MONETA UNICA E CRISI BALCANICA (1997-1999)

Nel 1998 sono 11 i paesi ammessi all’Unione Monetaria Europea: Italia, Germania, Francia,

Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Australia, Finlandia, Irlanda. Inizialmente

l’Euro ha qualche difficoltà poiché si svaluta col dollaro, ma poi si riprende. Nel 1999 a causa dello

scandalo circa favori monetari, la Commissione e Santer sono costretti a dimettersi: prodi diventa il

nuovo presidente della commissione. Fu sua l’idea di creare un codice di condotta per i commissari

così da punire il singolo ministro, e non l’intera squadra, in caso di errore. Nello stesso periodo

scoppia la crisi nei Balcani: il serbo Milosevic nega ai kosovari le loro libertà fondamentali e lascia

che la sua polizia si abbandoni ad azioni punitive. Rifiutato ogni tipo di accordo, iniziano i

bombardamenti. A porre fine alle ostilità interviene la Russia che convince la Serbia a ritirare le

truppe dal Kosovo.

CAP.13) IL DIBATTITO SULLA NUOVA EUROPA (1999-2005)

Al Consiglio Europeo di Helsinki, nel 1999, fu affrontata la questione della sicurezza: ogni paese

mise a disposizione le proprie forze armate per svolgere azioni in cui la Nato non voleva essere

coinvolta. L’idea era di operare interventi di peacekeeping, come in kosovo. I 15 decisero che

questa nuova forza militare, quest’EUROFORZA, fosse separabile ma non separata dalla Nato.

Ostacoli al programma di difesa vennero da paesi come la Turchia, che aveva avanzato la sua

candidatura ma era lontana dagli standard comunitari. Ad Helsinki si affrontò anche il tema

dell’allargamento verso est, che avrebbe dato stabilità al vecchio continente. Con la firma del

Trattato di Nizza nel 2000 si conclude la modifica al Trattato di Maastricht: i “grandi” perdono un

seggio a favore dei nuovi; il Parlamento Europeo è formato da 732 eurodeputati; un gruppo di

almeno 8 paesi potrò lanciare una cooperazione forzata; il numero di voti corrisponde al peso

geografico. Il 2000 è anche l’anno delle votazioni americane: Clinton viene sostituito da Bush, che

vince lo scontro con Gore. Le difficoltà che intanto l’Euro si trova ad affrontare aumentano

l’euroscetticismo di chi, come gli States, da sempre era stato contrario alla moneta unica. Le

divergenze tra States ed Europa vengono fuori anche riguardo alla creazione di un sistema anti-

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia della Costruzione Europea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia e Politiche dell'Unione Europea, Mammarella. Gli argomenti sono: storia e politica dell'unione europea, la guerra fredda, comunità europea di difesa, la scommessa del mercato comune, la battaglia d'Inghilterra e altro ancora.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze internazionali e diplomatiche
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della costruzione europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Laschi Giuliana.

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