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CAP.1) NASCITA DI UN’IDEA (1926-1945)

Nel secondo dopo guerra, l’idea di una europa unita diventa il vero obiettivo della politica

internazionale. Tale idea raccoglieva consensi sia per evitare altre guerre fratricide sia per

scongiurare il pericolo comunista. L’idea di unità si consolida nella Resistenza: tra i partiti

antifascisti che partecipano alla Resistenza quello più attivo è sicuramente il Partito d’Azione

capeggiato da Spinelli, rappresentante del movimento Federalista. Nel suo Manifesto di Ventotene,

Spinelli concepiva l’unione europea come una rivoluzione politica, che avrebbe portato ad una

nuova Democrazia. Tuttavia questo progetto finirà col lasciare il posto a posizioni più moderate.

L’idea dell’Europa Unita tornerà con la Guerra fredda.

CAP.2) CECA, PIANO MARSHALL GUERRA FREDDA (1946-1950)

Intro

Le atrocità della 2° Guerra Mondiale spinsero i paesi alla ricerca della pace: si volevo un’Europa

Unita. Tuttavia per fare ciò c’era bisogno di aiuti esterni. Così molti paesi accettarono gli aiuti

economici del Piano Marshall voluto dagli States per creare un blocco occidentale contro il

pericolo del comunismo ed anche per rilanciare l’Europa. Successivamente Schuman propose l’idea

della CECA che fu accolta bene dai 6 firmatari. I sei successivamente formarono i Trattati di Roma

che istituirono l’Euratom e il Mec, che prevedeva l’abbattimento delle barriere e che si rivelerà un

ottimo strumento di ripresa.

Nel primo dopo-guerra l’europa attraversò un momento difficile. Churcill era preoccupato

soprattutto per la Germania, praticamente distrutta. Il 1946 fu l’anno dell’escalation della tensione

tra est e ovest. Il governo americano diceva di voler restituire la germania ai tedeschi mentre l’urss

diceva che questi volevano solo ridurre in schiavitù il popolo tedesco. Il 1947 così segna l’inizio

della guerra fredda (conflitto non bellico tra est e ovest tra la fine della seconda guerra mondiale e i

primi anni 90). Tale tensione non sfocerà mai in un conflitto mondiale vero e proprio tranne in

alcune occasioni come ad esempio la guerra del Vietnam. Le posizioni di Usa e Urss erano

giudicate inconciliabili dal segretario di stato Marshall poiché i sovietici volevano uno stato tedesco

unitario mentre gli americani volevano una soluzione confederativa. Marshall elaborò il così detto

Piano Marshall o piano per la ripresa economica che sottolineava la disponibilità del governo usa a

contribuire alla ricostruzione economica europea. Il presidente Truman firmò la legge che istituiva

il Piano nell’Aprile 1948: 13 miliardi di dollari furono stanziati per l’assistenza alle 18 nazioni

europee. Tale prestito veniva concesso soltanto a chi introduceva elementi di liberalizzazione nel

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proprio sistema politico. La guerra fredda era intanto iniziata e le 2 posizioni antitetiche si andavano

sempre di più accentuando: I Federalisti consideravano lo stato sovrano responsabile di tutti i mali e

chiedevano ad esso di rinunciare alla sovranità per affidarla ad un altro ente sovranazionale; gli

Unionisti volevano invece che lo stato conservasse la sua sovranità. Tuttavia tra questi 2 estremi si

andava sviluppando una terza via: quella Funzionalista secondo cui l’integrazione doveva essere

graduale e graduale doveva essere anche il passaggio di potere ad una autorità sovranazionale.

Schuman, il ministro degli esteri francese, era il maggior esponente di questa strada: inaugurò una

nuova fase di rapporti franco-tedeschi e allineò la politica francese a quella americana. Egli nel

1950 propose, nel Piano Schuman, la creazione di una Autorità Comune per la gestione e la

regolarizzazione dell’industria del carbone e dell’acciaio in Germania e in Francia, così da porre

fine ai conflitti tra queste 2 potenze. La proposta venne da Monnet che riuscì attraverso Schuman a

farla approvare dal governo francese. Con la firma del Trattato di Parigi del 1951 nasceva la CECA,

a cui parteciparono oltre alla Francia e alla Germania anche l’Italia, l’Olanda, il Lussemburgo e il

Belgio. La CECA rappresentava una svolta nei rapporti tra Francia e Germania, e per di più dava

modo alla Francia di controllare eventuali possibilità di riarmo della Germania.

CAP.3) CED: UNA SCONFITTA ANNUNCIATA (1950-1954)

Dopo la CECA, è la volta della CED (comunità europea di difesa) che prevedeva la collaborazione

militare tra gli stati europei. Questa era stata proposta dallo stesso inventore della CECA Monnet

come risposta al riarmo tedesco a cui la Francia si era sempre opposta. E l’esperimento fallì proprio

per l’opposizione della Francia. La prima idea di creare un esercito europeo venne proprio

dall’Italia e da Sforza. Questo insieme a De Gasperi era stato subito favorevole alla CECA mentre

era più cauto riguardo al settore militare. Il Piano Pleven, dal nome del primo ministro, prevedeva la

creazione di un esercito europeo per contrastare il riarmo tedesco, che fosse sotto il controllo di una

autorità politica da nominare contestualmente. Il governo italiano propose di creare un’Assemblea,

accanto all’esercito, per la gestione di questo. La proposta non sortì effetto finchè non arrivò

l’ultimatum americano che minacciava di riarmare l’esercito tedesco, qualora non fosse stato

firmato il patto istitutivo della CED. Il patto fu così firmato nel 1952 a Lisbona: la Germania, a

differenza dei partner, non poteva disporre di forze armate autonome. Tuttavia la CED non vedrà

mai la luce a causa della indecisione dell’Italia e dell’avversità da parte della Francia, dovuta in

parte ai suoi problemi interni, in parte all’impossibilità di riarmare l’es

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della costruzione europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Laschi Giuliana.
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