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IV secolo

L'Italia romana e i barbari

Nel IV secolo, i movimenti migratori sconvolgono i confini imperiali. Questo vasto fenomeno di migrazioni barbariche, in Italia noto come invasioni barbariche, vede una serie di movimenti che in genere vanno da nord a sud, tendenzialmente da est a ovest, in parte perché ci sono i Goti che invece migrano verso sud-est e solo in seguito ad ovest.

Il IV secolo è il periodo in cui i movimenti migratori travolgono le frontiere e gruppi importanti di Germani iniziano a stanziarsi non più come schiavi e soldati, ma anche come popoli più o meno alleati, perché l’impero è anche costretto a tollerarli.

Nel 410, il Sacco di Roma ad opera dei Visigoti, guidati dal re Alarico, è un momento simbolico per le popolazioni germaniche. Si tratta di popolazioni nomadi che si spostano rapidamente.

Nel IV secolo viene violato il limes lungo il Reno, quindi ci sono popolazioni che si spostano all’interno dei confini romani, tra cui i Franchi, popolazione primitiva che può essere gestita con facilità, e che si stanziano nel nord della Gallia romana. I Burgundi si stanziano lungo il medio Reno.

Nell’impero romano d’oriente si verifica la battaglia di Adrianopoli che potrebbe avere conseguenze funeste e in parte ce le ha, ma più per l’impero romano d’occidente che per quello d’oriente, perché a fine secolo le popolazioni legate al nome dei Goti si spostano verso sud e verso ovest. Adrianopoli è oggi una città turca nei Balcani e lì si svolge questa battaglia che mostra che i Visigoti, a forza di fare i soldati per l’impero romano, sono addirittura in grado di sconfiggere l’impero romano in battaglia.

Nel IV secolo, le popolazioni germaniche orientali cominciano a convertirsi su influsso dei Goti ed in particolare grazie all’opera del visigoto Wulfila che traduce la Bibbia.

Il problema è che Wulfila e i suoi seguaci sono adepti di una dottrina cristiana che nel 325 il concilio di Nicea ha respinto come ariana. Nel credo di Nicea, che si recita tutt’ora, ci sono diversi riferimenti al fatto che Gesù è consustanziale del padre, Dio da Dio, Dio vero da Dio vero, che servono a specificare che gli ariani, che credono che Gesù sia sottoposto a Dio padre (gerarchia all’interno della Trinità), non sono all’interno della comunità cattolica. Questo è importante perché vuol dire che le chiese dei Goti rimangono separate da quelle dei Romani.

Nel frattempo, si passa dall’editto di Milano (313) di Costantino, con il quale il Cristianesimo era diventato religione di Stato dell’impero romano, all’editto di Tessalonica (380) di Teodosio, con il quale il Cristianesimo diventava l’unica religione consentita nell’impero.

V secolo

Nella penisola Iberica arrivano invasori, che in parte sono germani, come i Suebi e i Vandali, ed in parte no, come gli Alani che erano una popolazione iranica (popolazione barbarica, ma non germanica). I Vandali presto diventano egemoni, ma i Visigoti, che dopo il sacco di Roma si sono stanziati nella Gallia meridionale, vengono incoraggiati a spostarsi in Spagna scacciando i Vandali, i quali si rifugiano nell’Africa romana (odierna Tunisia con una parte dell’Algeria).

Così facendo si creano le premesse per il regno vandalico d’Africa che terrorizzerà il Mediterraneo e che nel 455 sarà in grado di lanciare una spedizione di saccheggio a Roma, che era già stata saccheggiata nel 410 dai Visigoti. Questo secondo sacco dei Vandali è meno importante, ma evidenzia che Roma nel corso del V secolo diventa una città meno sicura e perciò le istituzioni più importanti e la corte imperiale vengono spostate in una città strategicamente meglio difendibile e che ha un porto importante rivolto verso l’impero d’oriente, Ravenna. Se la situazione si fa difficile, si sale sulle navi e si va a Costantinopoli.

I Germani hanno in questo periodo difficoltà a navigare, l’unica eccezione saranno i Vandali, che arrivati in Africa troveranno una flotta ampia, perché la Tunisia era diventata il nuovo granaio d’Italia e da lì partivano navi cariche di grano, e loro trasformano questa capacità marinaresca della Tunisia facendone un regno di pirati che terrorizzano il Mediterraneo fino a che non verranno annientati.

Nel V secolo si verifica un'invasione simbolo: gli Unni di Attila, nel loro avanzare, stravolgono la cartina geografica dell’impero romano d’occidente, annientano città che erano importanti prima, come Aquileia, che poi come potenza dell’Adriatico sarà soppiantata da Venezia, la cui fondazione è più tarda. Proprio a partire dal massacro degli abitanti di Aquileia si fa ricondurre nella leggenda la fondazione di questa città su isolette, dove quindi i barbari non sarebbero potuti arrivare.

La sconfitta degli Unni nel 451 ai Campi Catalaunici è il capolavoro politico del generale romano Ezio, che è in grado di suscitare una vasta coalizione comprendente popolazioni barbariche, tra cui i Visigoti, che pochi decenni prima si erano stanziati in Gallia meridionale e da lì avevano intrapreso la conquista della penisola iberica come potenza importante che ricerca una sua coesistenza con le strutture imperiali e non è più in contrapposizione, arrivano addirittura a voler difendere queste terre da invasori molto più selvaggi. Gli Unni portavano con sé anche gruppi di Ostrogoti. La battaglia di Campi Catalaunici è una battaglia in cui barbari combattono contro barbari, però ci sono barbari romanizzati che si riconoscono nella civiltà e cultura romana e barbari che ancora vivono di rapine, sono ancora nomadi e vengono egemonizzati da questa nuova potenza unna, che avrà breve durata proprio perché potenza nomade che non riesce a trasformarsi in un impero organizzato. Così vediamo la transizione tra un impero romano che crolla e strutture romano-barbariche che ancora cercano di mantenere l’ordine della civiltà romana e il benessere dei cittadini.

Nel 476, Odoacre depone l’imperatore bambino Romolo Augustolo, ponendo fine all’impero romano d’occidente e proclamandosi re. Di fronte a questo gesto, l’imperatore di Costantinopoli reagisce senza poter inviare un’armata sua, ma dirigendo barbari contro barbari, secondo quella che è la strategia del tardo impero romano, in cui ormai le strutture dell’esercito non sono sufficienti a fronteggiare le minacce e allora si gioca mettendo i barbari l’uno contro l’altro, strategia che funziona molto bene, perché nel 493 il re degli Ostrogoti, Teodorico, invade e conquista Ravenna, dopo aver invaso l’Italia e ucciso Odoacre. Si sostituisce a lui formalmente come inviato dell’impero romano d’oriente, in teoria sarebbe un suddito dell’imperatore, ma agisce in realtà come un re in senso proprio e questo si vede anche perché la sua gente non è cattolica ed instaura un regno che ha lo stesso difetto di quello vandalico d’Africa: ha una élite che è anche dal punto di vista religioso diversa dal resto della popolazione dominante. Le differenze di lingua e cultura possono essere facilmente assorbite, perché la gente dell’impero romano era abituata al multiculturalismo, ma nel momento in cui si parla di religione, la chiesa ariana non può pretendere che la popolazione si converta e quindi si crea una perenne instabilità tra chiesa e altare, che il medioevo risolverà.

Negli anni in cui Teodorico fonda questo regno destinato a essere instabile, il re dei Franchi, Clodoveo, si converte al cristianesimo cattolico (496). Non è un caso che i Franchi parlassero una lingua germanica occidentale del gruppo del tedesco che si convertissero al cristianesimo cattolico.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

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