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STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA

1. ALLA VIGIGLIA DELLA 1^G.M.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 si assiste alla fase più acuta della crisi dell’idea di Europa

fondamentalmente per due motivi:

- lo sviluppo del NAZIONALISMO nei regni e nei paesi occidentali;

- le politiche espansionistiche riassumibili dietro l’idea di IMPERIALISMO.

Tutto ciò è in qualche modo agevolato da fattori tangibili, concreti quali un incremento

demografico nei paesi europei, nelle innovazioni nel campo dei traporti che accorciano le

distanze e allungano le mire economiche, di un aumento del controllo statale sui meccanismi

privati.

L’accantonamento del concetto di federalismo e il movimento verso il nazionalismo è

espressione, inoltre, di un mutamento culturale che vede nell’idea di potenza, di dominio la

bandiera di riferimento (tale tendenza è accentuata dagli scritti filosofici di pensatori come

HEGEL per esempio). L’idea Kantiana della pace perpetua e le sue prospettive cosmopolitiche

(si parla di coscienza europea in Kant) sembrano essere state accantonate definitivamente. Hegel

ironizza sulla Kantiana pace perpetua. Si pensi che tra il 1870 e il 1945 Francia e Germania si

scontrano 3 volte causando terribili perdite umane. Il panorama filosofico in quella particolare

fase storica è costellato da filosofi molto importanti, molti dei quali tedeschi. Ricordiamo

appunto HEGEL e le sue ”lezioni sulla filosofia della storia” (dice Hegel che la storia si può

riassumere in 4 fasi: FASE ORIGINARIA, che è quella del dominio dispotico degli stati, FASE

GRECIA in cui si afferma il principio della libertà individuale, FASE ROMANA in cui si

sviluppa il diritto, ULTIMA FASE che è quella del mondo cristiano germanico caratterizzata

dalla libertà politica individuale) a cui si contrapponeva NIETSCHE che alla linearità storica

contrapponeva il principio della decadenza della storia per cui il conflitto in Europa era

inevitabile a meno della creazione di un’unione di stati.

Così pian piano l’idea di federalismo, di Europa quale entità unica lascia spazio a accordi

particolaristici tra stati, espressione di interessi particolari appunto più che di idee di largo

respiro. All’indomani della 1^G.M. c’è un gran desiderio di pace. Tuttavia la guerra ha

modificato gli equilibri tra gli stati e ha agevolato il sorgere di nuove ideologie come quella che

va maturando in Unione Sovietica. Un tentativo di risposta a questa necessità di pace, al

desiderio di scongiurare nuove guerre viene dal Presidente degli Stati Uniti WILSON che

propone, nel 1918, la creazione della LEGA DELLE NAZIONI o SOCIETA’ DELLE NAZIONI.

La sua idea è quella di una regolazione del mondo, di un disegnare nuovamente geometria e

equilibri, ma sulla base etnica introducendo il principio di AUTODETRMINAZIONE DEI

POPOLI. Per questo le richieste italiane su FIUME saranno osteggiate dagli Stati Uniti. La lega,

a cui però paradossalmente gli USA non parteciperanno, si pone come obj la riduzione degli

armamenti, la sicurezza internazionale, la prevenzione delle guerre, la soluzione diplomatica su

quella militare. È la 1 org. intergovernativa e il 1 tentativo che terminerà con lo scoppio della

2GM, un evidente fallimento rispetto ai propositi dell’organizzazione. La Società delle Nazioni

prevedeva come organizzazione un segretariato con un segretario generale, un consiglio

composto dai 4 membri vincitori (ITA, FR, GB e GIAPPONE), un’assemblea. Si trattava

ovviamente di una lega di stati singoli e indipendenti che si impegnavano a cooperare e non di

una federazione. Come scrisse Einaudi sul finire del 1918, per prevenire una nuova guerra tale

Lega non era sufficiente, serviva creare una federazione, gli “Stati Uniti d’Europa”.

Accanto alla Società delle Nazioni si sviluppano, in quel periodo, altri tentativi di integrazione

europea. Si tratta in generale di progetti di natura confederale concepiti nel rispetto delle

sovranità nazionale più che di vere proposte federalistiche. Tra le iniziative più significative

ricordiamo: il MOVIMENTO PANEUROPA di KALERGI e il Piano BRIAND.

1

Kalergi era un intellettuale Austro Ungherese che tentò di dimostrare con i suoi scritti che le

divisioni nazionali e la mancanza di regole condivise avrebbero prima o poi portato ad un’altra

guerra mondiale. Soltanto una federazione, secondo Kalergi poteva evitare che l’Europa fosse

assoggettata a potenze quali Unione Sovietica e Stati Uniti. Nel 1923 Kalergi pubblica

PANEUROPA dove per la prima volta si usa l’espressione Unione Europea. Tale progetto, in

modo forse premonitivo, non prevedeva la partecipazione della Gran Bretagna che aveva

interessi contrastanti con quelli dei restanti paesi europei. Ovviamente il presupposto era la

riconciliazione tra Francia e Germania.

Sulla scorta del successo internazionale riscosso da Paneuropa, ARISTIDE BRIAND, politico

francese e premio Nobel per la pace, nel 1929 propone alla Società delle Nazioni la creazione di

un’UNIONE EUROPEA che però includesse la GB. Questa UE doveva agire all’interno della

Società delle Nazioni e doveva prevedere il rispetto delle sovranità nazionali, facendo intuire,

ancora una volta, che si trattava di confederazione piuttosto che di vera Unione. Il piano Briand

riscuote molte critiche: GB, Spagna lo rifiutano, altri paesi pensano che tale piano avrebbe

indebolito la SdN. Per risolvere questa controversia, la SdN chiede a Briand un memorandum

integrativo che modifica il piano iniziale stressando il concetto del rispetto delle sovranità

nazionali. Non mancano però nuovamente critiche e il progetto decade. L’avvento del

totalitarismo in Germania e Italia tra le 2 guerre, mette definitivamente fine alla speranza di

unione e di armonia tra gli stati. Obiettivo degli stati è quello di adoperarsi per arginare la spinta

egemonica dei paesi totalitari più che creare federazioni.

Un fenomeno su cui porre l’attenzione è quello del movimento socialista che dalla fine dell’800

crea una vera e propria corrente controtendenza per l’epoca. Come è noto, il Partito socialista è il

partito dei lavoratori, dei più deboli, per la prima volta rappresentati politicamente. Esso si basa

sulle idee sviluppatesi intorno a Karl MARX e alla sua opera, il “manifesto del partito

comunista”. Lotta al sistema capitalista, abolizione delle differenze di classe, miglioramento

delle condizioni di vita dei lavoratori. Si crea l’idea di unire, in qualche modo, tutti i lavoratori

del mondo attorno al sentimento di solidarietà, intraprendendo azioni congiunte in difesa della

classe operaria. L’occasione di allargarsi oltre i confini nazionali viene dalla 1 Internazionale

(1870) e poi dalla 2 internazionale (1889). Non è un fenomeno dunque solo italiano. Le istanze

rivoluzionarie del socialismo si affievoliscono un po’ di fronte alle spinte nazionalistiche e

imperialistiche che caratterizzano la 1 GM salvo ricevere nuovamente impulso con la rivoluzione

sovietica (1917). Negli stessi anni, ROSSELLI, politico antifascista italiano, sviluppa una

concezione europeistica d’ispirazione liberale antitetica a quella antieuropea espressa dai regimi

totalitari. Egli proponeva la creazione di un’assemblea europea eletta dai popoli europei che,

dopo avere elaborato una costituzione federale, nominasse il 1 governo degli sati uniti d’Europa.

La crisi della civiltà europea e dell’occidente in generale sembra, con la prospettiva di quegli

anni, inarrestabile. Intellettuali come SPENGLER (nell’opera “il tramonto dell’occidente”)

sostengono appunto che il processo di decadenza è irreversibile. Altri invece come ORTEGA Y

GASSET alla crisi vedevano un possibile rissollevamento e una possibile riunificazione sulla

base delle culture e delle identità dei paesi.

Un accenno va riservato ai cosiddetti intellettuali “PROGRESSISTI” di sinistra che in GB si

riuniscono attorno alla rivista “New Statements & Nations” e che immaginano una Federazione

Socialista Europea. Influenzati dalle idee marxiste si schierano a favore di un’unione europea

quale stato federale quale panacea contro i totalitarismi (fascismo, comunismo sovietico) e

contro l’imperialismo inglese. Intellettuali come Brailsford ritengono che la Società delle

Nazioni non fosse un’org. in grado di scongiurare nuove guerre e che servisse una nuova

struttura di tipo federalista dove un consiglio avesse l’autorità di imporsi contro la volontà di

stati membri. Serviva una sorta di Governo Federale. L’idea e gli scritti di Brailsford furono

criticati e considerati utopistici anche perché egli non prevedeva la costituzione di una forza

armata per difendere l’unione. In generale, comunque, i progressisti socialisti attribuivano un

2

grande ruolo all’Unione Sovietica ritenuta fondamentale nel contributo alla pace e alla sicurezza

globale. Il loro approccio non è stato sufficientemente considerato e studiato in quanto

considerato un po’ miope non tenedo conto della forza travolgente del nazionalismo.

I tentativi di muovere verso un progetto di condivisione, di unione continuano per tutto il post

1GM ma il processo vero e proprio di integrazione si può dire che inizi solo partire dal 2 dopo

guerra. Ma è appunto un percorso e prima che si cominci anche solo a parlare seriamente di

progetti di unione, nel 1 dopo guerra si devono affrontare nodi molti critici, come la posizione

della Germania, le spinte totalitaristiche, lo sviluppo degli USA che trasforma l’Europa in

vecchio continente.

Il totalitarismo è stato un grosso freno allo sviluppo dei progetti europeisti. In Germania, a

partire dal 1933, Hitler diventa il Fuhrer, racchiude nelle sue mani tutti i poteri e vuole dar corso

al suo ambizioso progetto di espansione, chiaramente descritto nel MEIN KAMPF (letteralmente

“la mia battaglia”, scritto da H. mentre era in prigione). Egli ritiene la razza ariana una razza

superiore e pensa che la Germania debba avere il suo spazio vitale, per crescere e dominare.

Proprio lo spazio vitale porterà H a invadere la Polonia e a dichiarare guerra a Fr e UK (salvo

siglare un patto di non aggressione con l’Unione Sovietica – Patto Molotov von Ribbentropp -).

La Francia presto si rende conto di non poter fronteggiare militarmente la Germania ed è pronta

alla resa quando, l’astuto Churchill propone alla Fr un accordo, un piano d’unione (decisivo il

contributo del Monnet, politico francese considerato tra i padri fondatori dell’Eu, sarà uno degli

1

autori della dichiarazione Shuman ). Certo, il passo fatto dalla GB appare più un tentativo cinico

e contingente rivolto più a risolvere la questione bellicosa che non a dar corso a una ideologia

condivisa, però si trattò pur sempre di un passo fatto dalla GB verso un terreno che era e sarebbe

sempre stato considerato molto scivoloso. Si trattava di una vera e propria proposta di

federazione: i cittadini francesi avrebbero automaticamente ottenuto la cittadinanza inglese e

viceversa e le risorse sarebbero state unite per sconfiggere la Germania. La proposta viene

discussa nel parlamento francese (De Gaulle era molto scettico che un documento avesse potuto

unire 2 paesi con interessi nettamente diversi mentre Monnet vedeva positivamente la cosa), ma

il terrore dei bombardamenti e il ricordo di una Parigi distrutta è talmente vivo che si decide per

la firma separata di un armistizio con la Germania. Petain, nominato presidente e incline alla

POSIZIONI PRO UNIONE EUROPEA

resa, firma l’armistizio. ( ). La GB rimane sola

nella lotta contro la Germania. Sul fronte inglese, in quegli anni, ci sono degli intellettuali che

credono nel progetto federalista Il “movimento della tavola rotonda” ne è un esempio. Si ricorda,

poi, il contributo di Robbins e di Lothian secondo i quali la limitazione della sovranità

nazionale era necessaria per intraprendere un percorso di unione che egli vedeva culminare in

una federazione mondiale di stati. Ancora, nel 1938 si sviluppa un movimento detto “FEDERAL

2

UNION ” che vuole la GB all’interno di una federazione Europea con un forte potere centrale e

l’uguaglianza degli stati membri. Non dimentichiamo anche, come detto precedentemente, il

3

movimento degli intellettuali progressisti socialisti operanti attorno alla rivista New

Statements & Nation.

Favorevoli alla federazione/unione di stati europei erano anche coloro che appartenevano ai

movimenti antifascisti. Anzi, è soprattutto la resistenza a mantenere viva l’idea di Europa nel

1 La cosiddetta dichiarazione Schuman è il discorso tenuto a Parigi alle ore 16 del 9 maggio 1950 da Robert

Schuman, l'allora Ministro degli Esteri del governo francese, che viene considerato il primo discorso politico

ufficiale in cui compare il concetto di Europa come unione economica e, in prospettiva, politica tra i vari Stati

europei e rappresenta l'inizio del processo d'integrazione europea.

2 Con cui collaborava il Federal Union Reserch Institute.

3 COLE, CARR, BRAILSFORD: la lega internazionale di stati si può creare attraverso la diffusione delle teorie

socialiste e con metodi pacifici.

3

periodo post bellico. Certo, come già detto, sono inclinazioni dovute soprattutto alla salvaguardia

degli interessi nazionali (ricostruzione, riforme ecc.) più che a idee federaliste “pure”. Ciò

avviene anche in Germania con studiosi del calibro di MOLKE che immaginano di

contrapporre allo stato assoluto una federazione europea con un parlamento e un gabinetto.

Secondo Molke, le ragioni della crisi europea e dei totalitarismi stava nel declino dell’unione

religiosa e nello sviluppo del protestantesimo. Accanto a Molke, ricordiamo il MOVIMENTO

DELLA ROSA BIANCA, diretto da studenti che condividono con Molke il decadimento etico

della società tedesca e vorrebbero un unione federale dei paesi. Molto attivismo in questa

direzione si registrava pure in Italia dove, seppur con limiti di ordine teorico e con soluzioni

dettate da situazioni contingenti, nel 1941 si assiste alla stesura di quello che è considerato il 1

documento ufficiale del percorso di unità europea: il MANIFESTO DI VENTOTENE. Un

gruppo di intellettuali antifascisti, confinati appunto sull’isola di Ventotene, raccolgono le idee in

4

questo saggio. Personaggi del calibro di ALTIERO SPINELLI , ERNESTO ROSSI, ERNESTO

COLORNI sono le menti di questo lavoro. Si parte dall’analisi e dalla constatazione di come la

situazione sia degenerata in Italia come in altri Paesi con regimi totalitari e sentimenti

imperialistici che hanno finito per trascinare il mondo in guerra. Automaticamente, secondo qst

intellettuali, i Paesi non hanno altra chances se non quella di unirsi, riflettendo sui fondamenti

stessi dello Stato Nazione e superando la Società delle Nazioni e un percorso verso la

federazione delle Nazioni. Questa federazione doveva comprendere la Germania sì da

5

imbrigliarla e non permettere altre escalation. Ma lo stesso Spinelli si accorgerà presto che le

previsioni fatte nel manifesto erano state troppo ottimistiche, che nulla sarebbe accaduto

spontaneamente e che sarebbe servita una sorta di avanguardia intellettuale a velocizzare il

processo.

Altri esponenti che remano nella direzione dell’unione europea in Italia sono SFORZA e

EINAUDI. Ovviamente contro questi tentativi pro unione si scagliava l’Unione Sovietica

animata dal desiderio di realizzare il progetto stalinista di controllo continentale.

Ma cosa accade nel 2 dopo guerra?

L’Europa all’indomani della 2 GM è un continente pieno di risentimenti e conflitti ideologici. Si

privilegiano le questioni nazionali. Tuttavia, soprattutto le questioni economiche e le

preoccupazioni legate alla difesa, cominciano a spingere le politiche degli stati europei verso

obiettivi comuni. Nel 1945 a Milano si riunisce il 1° congresso del Movimento Federalista

(creato da Altiero Spinelli, Rossi e Colorni). Sono ancora agli inizi e s’interrogano sugli scopi

che tale movimento deve perseguire proponendosi di avviare un’intensa propaganda volta a

incrementare la diffusione delle idee federaliste. Per far ciò si creano 3 comitati ognuno dei quali

responsabile rispettivamente di Milano Firenze e Roma. Gli interessi nazionali e le politiche

protettive dei paesi, però, sono ancora troppo forti. Luigi EINAUDI, grande politico ed

economista di fama internazionale, sostiene che la federazione europea è l’unica soluzione per

competere economicamente sui mercati internazionali. Ne da, dunque, una lettura economica ma

giunge alla stessa conclusione. Serve un’unione. Tale sentimento è condiviso nel 2 DG anche in

altri paesi. In Francia nasce nel 1946 l’UNION EUROPEENNE DES FEDERALISTES (UEF),

mentre in UK per opera di Churchill nasce lo UNITED EUROPE MOVEMENT (UEM).

Nonostante le divergenze di fondo – la prima è di stampo socialista – i due movimenti nel

congresso dell’Aia nel 1948 vengono unificati. Il movimento così unificato non produsse grandi

4 È uno dei padri dell’Europa unita, ideatore del Movimento federalista, da lui fondato nel 1943. Antifascista,

accusato di cospirazione contro i poteri dello stato da un tribunale speciale, subisce 10 anni di carcere e 6 di confino.

Matura in questi anni l’idea che la battaglia per la federazione europea richiede la creazione di un'organizzazione

politica nuova, immune dai feticci nazionali e dei limiti delle ideologie tradizionali. Sulla base di questa convinzione

promuove la fondazione del Movimento Federalista Europeo.

5 “L’Europa non cade dal cielo” di A. Spinelli.

4

effetti ma fu importante perché costituì un momento di riavvicinamento tra due potenze europee.

A l’Aia si incontrarono numerosi personaggi con idee diverse sebbene accomunati dal desiderio

di dare unità e pace al co

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gianluca.L di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'integrazione europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Arciero Angelo.
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