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Più avanti nel testo, vanno delineandosi anche i criteri per poter

esercitare le funzioni di Capo dello Stato. Si stabiliscono come requisiti

l’essere Spagnolo e di sesso maschile, avere 30 anni compiuti, professare la

religione cattolica, possedere le qualità necessarie all’esercizio dell’alta missione

attribuita, giurare rispetto alle leggi fondamentali”

.

quando la monarchia sarà restaurata nella

Infine, la legge stabilisce che “

persona di un re, l’ordine regolare della successione sarà quello della

primogenitura e della rappresentanza, con priorità della linea principale su

quelle cadette; nella medesima linea, priorità del grado di parentela più vicino su

quello più lontano; nel medesimo grado, priorità del rappresentante maschile su

quello femminile. Le donne non potranno regnare ma, all’occorrenza, potranno

trasmettere il proprio diritto ai loro eredi. Nello stesso sesso, priorità del

maggiore sul cadetto

”.

Questo testo legislativo, dopo dieci anni di colloqui tra Franco e il pretendente

al trono Don Juan di Borbone, Conte di Barcellona, affermò finalmente

la natura monarchica del regime, sebbene la Spagna rimarrà un regno senza

re finché Franco sarà al potere, a causa della procedura estremamente

complicata per la designazione del reggente o del re chiamato un giorno a

succedergli. Nonostante le disposizioni prese nella Legge di Successione del

1947, Franco designerà solamente nel 1969 il figlio di Don Juan, Juan Carlos I

(nella foto),

di Borbone quale suo successore. Alla sua nomina definitiva

la Legge organica dello Stato,

contribuisce promulgata nel 1967. Le novità della

legge riguardarono unicamente la separazione delle funzioni del Capo di Stato

e del Presidente del Governo, che però entreranno in vigore solo alla morte di

Franco. Il significato più importante di questa legge è che essa si configurò

come preludio alla designazione ufficiale del principe Juan Carlos come

successore di Franco. Tuttavia ancora per un anno e mezzo la dittatura

oppose resistenza a coloro che la invitavano a nominare il suo erede.

Generalissimo

Intorno al luglio 1974, la salute del andò aggravandosi: fu Juan

ad interim

Carlos a ricevere il potere di esercitare le sue funzioni. Ma a

Franco, ormai, restava poco da vivere: tornato al potere pochi mesi dopo,

resistette fino al 20 novembre 1975, giorno in cui morì.

La morte di Franco convertì Juan Carlos di Borbone due giorni dopo, il 22

Legge sulla

novembre 1975, in Capo di Stato, e proclamato re in virtù della

Successione nel Comando dello Stato. Fino a quel momento, il principe si era

mantenuto discretamente in secondo piano, seguendo il modello di Franco. La

sparizione del generale, tuttavia, avrebbe permesso a Juan Carlos I di

agevolare, come Re di Spagna, l’introduzione di un sistema politico democratico

nel paese, che raccoglieva ampi consensi dentro e fuori Spagna.

La morte del Generale Franco e la restaurazione della monarchia posero il

nuovo Re davanti a un dilemma: o continuare con una nuova forma e nuove

modalità il sistema dittatoriale precedente, come desideravano i sostenitori del

franchismo, oppure optare per una rottura radicale, come richiesto

dall’opposizione politica basata sull’appoggio popolare. In concreto, le possibilità di

scelta del monarca erano assai ridotte: infatti la democrazia si affermò in

breve tempo, senza i notevoli costi a livello sociale che si ebbero in altre

nazioni, come il Portogallo e la Grecia, nel passaggio dallo stato autoritario a

quello costituzionale.

Dalla proclamazione di Juan Carlos quale re di Spagna fino all’entrata in vigore

della Costituzione del 1978, il paese affrontò un periodo di Transizione.

Questo triennio ha visto, in un primo tempo, l’elaborazione di un progetto che

doveva aprire la porta ad un sistema di democrazia parlamentare: non limitava

quello che sarebbe stato il nuovo sistema politico, ma semplicemente eliminava

gli ostacoli posti dal regime franchista all'insediamento di un sistema

democratico. In realtà, era l'atto di liquidazione del franchismo approvato

proprio dalle Corti franchiste. Durante il mese di novembre la legge venne

discussa dalle Corti che approvarono a grande maggioranza. Il governo voleva

legittimare questa operazione sottoponendo la nuova legge ad un Referendum,

a cui partecipò i 3/4 dell'elettorato, di cui il 94% diede l'approvazione. A partire

da questo momento, il processo elettorale era già aperto per scegliere i

deputati delle Corti Costituenti incaricate di elaborare una nuova Costituzione.

Rilevante fu il fatto che tutte le forze politiche presenti alla Camera, inclusa

parte dei neo-franchisti, parteciparono alla trasformazione costituzionale, di

modo che la nuova Costituzione, raccogliendo in maniera più o meno evidente

le formule già esistenti nel costituzionalismo italiano e tedesco, rappresentò un

intento di equilibrio tra ideologie antitetiche.

Questa Costituzione, la più lunga della storia dopo quella di Cadice del 1812,

risulta strutturata formalmente in 169 articoli, raggruppati in 10 Titoli; quattro

disposizioni aggiuntive, nove transitorie, una derogatoria e una finale.

Nel Titolo II viene delineata in tutti i suoi aspetti, la figura del Re quale Capo

dello Stato della monarchia spagnola.

LA FIGURA DEL RE NELLA MONARCHIA SPAGNOLA

RUOLO

Il ruolo del sovrano spagnolo che coincide con quello di capo dello stato è

Il Re è il Capo dello Stato, simbolo della sua unità è

definito dall’art 56,1 (“

stabilità, è arbitro e regolatore del funzionamento delle istituzioni, assume la

più alta rappresentanza dello Stato spagnolo nelle relazioni internazionali, specie

con le Nazioni che appartengono alla sua comunità storica, ed esercita le

funzioni che gli attribuiscono espressamente la Costituzione e le leggi”).

Il monarca è il simbolo dell’unitarietà e della solidità dello stato che rappresenta,

questo principio è comune ad altre costituzioni come quella italiana in cui

“il capo dello stato rappresenta l’unità

nell’articolo 87,1 titolo II viene esplicato:

nazionale”

.

Il sovrano spagnolo, re Juan Carlos I della casata di Borbone, legittimo erede

della dinastia storica, è garante del funzionamento delle istituzioni di cui è

arbitro, inoltre è la più alta carica rappresentativa del suo paese nelle relazioni

internazionali soprattutto con le nazioni della comunità storica europea.

La figura del re è considerata inviolabile e non soggetta a responsabilità.

Il suo ruolo costituzionale risulta necessariamente complesso sia perché,

trattandosi di un organo non elettivo, la Costituzione non gli permette altro

che nominare i membri della sua Casa e distribuire loro gli incarichi, a

differenza di quanto accade nel sistema parlamentare di tipo repubblicano,

come quello portoghese o quello italiano, nel quale il Capo dello Stato può

prendere l'iniziativa di nominare, consultandosi con i partiti ma senza alcuna sua

responsabilità, svariate magistrature nell'ambito del potere giudiziario e del

Tribunale Costituzionale.

ATTRIBUZIONI

Le principali assegnazioni che spettano al Re sono individuate sempre nel Titolo

II, negli articoli dal 62 al 65:

Approvare e promulgare le leggi

;

Secondo i termini previsti dalla Costituzione, ha la facoltà di sciogliere e

convocare le Cortes, e indire nuove elezioni;

Nei casi previsti dalla Costituzione, indire un referendum;

Proporre il candidato alla Presidenza del Governo, e nel caso nominarlo,

nonché porre fine alle sue funzioni nei termini previsti dalla Costituzione

;

Su proposta del Presidente, nominare e destituire i membri del Governo;

Promulgare i decreti decisi nel Consiglio dei Ministri; concedere titoli e

onorificenze a norma di legge e conferire le cariche civili e militari;

Essere reso partecipe delle questioni di Stato ed essere a capo delle riunioni

del Consiglio dei Ministri, quando lo giudichi opportuno, su richiesta del

Presidente del Governo;

Comando supremo delle forze armate;

Può esercitare il diritto di grazia, nei modi stabiliti dalla legge, la quale non

prevede l’autorizzazione di indulti generali;

Alto patronato delle Reali Accademie;

Gli ambasciatori, gli altri rappresentanti diplomatici e i rappresentanti dei

governi stranieri in Spagna sono accreditati presso di Lui;

esprimere il consenso dello Stato al momento di assumere

Spetta al Re

impegni internazionali mediante trattati, in conformità con la Costituzione e le

leggi

;

Al Re spetta, previa autorizzazione delle Cortes, dichiarare la guerra e fare

la pace

;

Tutti i suoi atti devono essere controfirmati dal Presidente del Governo e, nel

caso, dai ministri competenti; sugli atti controfirmati, Egli non ha responsabilità.

Il Re mantiene la sua famiglia e la Real Casa utilizzando uno stanziamento

globale ricavato dai bilanci dello Stato; a sua discrezione, nomina i membri civili

e militari della Real Casa.

La sua capacità mediatica però è assai limitata e, in ogni caso, la sua funzione

ancestrale è quella di instaurare ogni istanza morale, capace di innalzarsi a

simbolo vivente della Nazione nei momenti di forte ostilità.

Il vero centro di decisione politica di tutto il sistema è collocato formalmente

La forma

nel Parlamento, come si ricava dal tenore letterale dell'articolo 1.3 (“

politica dello stato spagnolo è la monarchia parlamentare”

)

ELEGGIBILITA’ Titolo II la Corona

Secondo quanto stabilito negli articoli del della Costituzione, “

di Spagna è ereditaria nelle persone dei successori di Sua Maestà Juan Carlos


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AUTORE

luca d.

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DETTAGLI
Esame: Storia
Corso di laurea: Corso di laurea in storia cultura e religione. Dall'antichità all'età contemporanea
SSD:
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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