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Introduzione

La Spagna è una monarchia costituzionale di tipo ereditario, governata da re Juan Carlos I di Borbone che è anche il comandante in capo delle forze armate. La democratizzazione delle istituzioni, iniziata nel 1975 dopo la morte di Francisco Franco, ha avuto come esito la Costituzione del 1978.

La funzione legislativa è svolta dalle Cortes, che comprendono il Congresso dei deputati e il Senato, eletti a suffragio universale e diretto. La funzione esecutiva è affidata invece al Governo, guidato da un presidente che viene eletto dai deputati e designato dal re. Il sistema giudiziario è governato dal un Consiglio generale retto dal presidente della Corte Suprema. Il più alto tribunale del paese è la Corte Suprema di Giustizia, con sede a Madrid. Vi sono altre diciassette corti territoriali, per ciascuna delle regioni autonome, 52 corti provinciali e alcuni tribunali minori che si occupano di questioni penali e civili. Un'apposita corte vigila sul rispetto della Costituzione.

Storia da Franco a Juan Carlos

La situazione istituzionale appena delineata è piuttosto recente, così come l’attuale Costituzione. La vicenda politica cruciale nella storia spagnola è stata senz’altro l’esperienza franchista di metà Novecento. Arrivato al potere nel 1939, Francisco Franco ha retto il paese per circa 40 anni, dove ha mantenuto inalterato il suo ferreo regime.

Vestendo l'uniforme di Capitano Generale (tradizionalmente riservata al re), si era appropriato del privilegio reale di camminare sotto un baldacchino, e il suo ritratto era apparso su molte delle monete spagnole. Anche se i suoi titoli formali erano Generalísimo de los Ejércitos Españoles (Capo di Stato) e Caudillo de España por la gracia de Dios (Guida di Spagna per grazia di Dio), ci si riferiva a lui più semplicemente come Caudillo (Guida). “Per grazia di Dio” è una frase tecnica, legale, che indica la dignità di sovrano nelle monarchie assolute e viene usata solo dai monarchi.

Tuttavia, nell’arco della sua esperienza dittatoriale, è possibile distinguere alcune fasi, dove sono evidenti i cambiamenti di natura politica: si passò da una prima fase pseudo-fascista fortemente repressiva, a un periodo di alleggerimento dei più vistosi attributi fascisti, per giungere poi al 1957 con una terza fase dove all’ideologia moderatamente totalitaria si sostituisce la ricerca di efficienza economica. Sarà quest’ultima la fase, detta del Desarrollo (ovvero “miracolo economico”), che caratterizzerà gli ultimi 19 anni della dittatura; sarà inoltre il fenomeno più rimarcabile ed importante lasciato ai posteri dal franchismo.

Grazie ad esso, la Spagna sorpassò largamente la soglia di introiti che distingue i paesi sviluppati da quelli sottosviluppati, permettendo l'avvento e lo sviluppo di una borghesia dominante, base per la creazione e l'assestamento della democrazia che da lì a breve si sarebbe instaurata.

Dal punto di vista istituzionale, Franco dimostrò il maggior interesse nei preparativi per la propria successione. Addirittura nel 1947, solo 6 anni dopo la fine della Guerra Civile, redasse la Legge di successione sul Capo dello Stato. Con questo documento, approvato con referendum plebiscitario dal 93% dei votanti, fu anche dichiarata la costituzione del paese in “Regno di Spagna”.

L’art. 2 di tale legge attribuisce al “Generalissimo” la funzione di “Capo dello Stato di Spagna e della Crociata”. In caso di vacanza della carica di Capo dello Stato, “i suoi poteri verranno esercitati da un Consiglio di reggenza”, presieduto dal Presidente delle Cortes.

  • Rinvio alle Cortes di una legge da queste elaborata, perché venga nuovamente esaminata;
  • Dichiarazione di guerra o di pace;
  • Proposta alle Cortes del suo successore;
  • In tutti gli altri casi in cui lo ordina la presente legge.

L’art. 6 di questa legge risulterà fondamentale qualche anno dopo, quando Franco nominerà Juan Carlos I di Borbone come suo successore. Si afferma infatti che “in qualsiasi momento il Capo dello Stato potrà proporre alle Cortes la persona che egli ritiene debba esser chiamata quando se ne dia il caso, a succedergli, a titolo di re o a titolo di reggente, nelle condizioni richieste dalla presente legge. Potrà pure sottoporre all’approvazione delle Cortes la revoca della persona già da lui proposta, anche se essa fosse già stata accettata dalle Cortes” quando la persona designata in base.

In più, l’art. 7 precisa che “all’articolo precedente sarà chiamata alla successione...” (testo incompleto).

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

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