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Storia - i quattordici punti di Woodrow Wilson Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia su Woodrow Wilson riguardanti i 14 punti e la concezione liberale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'abbandono della diplomazia segreta, la libertà dei mari in pace e in guerra, la rimozione delle barriere doganali e la promozione di un sistema commerciale internazionale integrato,... Vedi di più

Esame di Storia docente Prof. P. Scienze Storiche

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1) L'abbandono della diplomazia segreta:

Trattati di pace palesi, apertamente conclusi in seguito ai quali

non vi potranno essere accordi internazionali segreti di alcuna

specie. La diplomazia agirà sempre apertamente ed alla vista

di tutti. Dal primo punto elaborato da Wilson emerge uno

dei principi cardine del pensiero Liberal-Borghese

: “ Il principio della trasparenza e della

pubblicità delle norme” che garantisce la

conoscibilità dei trattati e delle norme in genere da parte dei

cittadini degli stati, evitando cosi gli effetti-collaterali dei trattati

segreti- “Occulti” e della cosi detta diplomazia segreta che,

secondo Wilson, doveva essere appunto abbandonata.

In tal modo infatti egli evidenziava e riconosceva la necessità di

una libera informazione e conoscibilità dei trattati di pace che

regolano i rapporti tra gli stati, contro ogni forma di “ accordo

segreto” tra potenze che invece aveva caratterizzato gran parte dei

passaggi-chiave della politica estera della sua epoca.

2) La libertà dei mari in pace e in guerra;

Libertà assoluta della navigazione marittima, oltre il limite

delle acque territoriali sia in tempo di pace sia in tempo di

guerra, salvo per i mari che potessero essere chiusi in tutto o in

parte mediante azione internazionale in vista dell’esecuzione di

accordi internazionali. secondo punto evidenzia la

Il

necessità di una “libera

navigazione per mare”

soprattutto fuori dalle acque

territoriali, presupponendo cosi’ un

altro principio cardine della teoria 1

economico-liberale del cosi detto “ Liberismo” incentrato

sull’idea di una totale e libera iniziativa economica e , appunto, sul

libero commercio tra gli stati ai fini del raggiungimento della piena

libertà economica.

Wilson, inoltre, riteneva necessaria, in via eccezionale, una

limitazione di tale libertà di navigazione solo per giustificare una

azione internazionale a scopo garantista, cioè rivolta, appunto, ad

assicurare il rispetto delle disposizioni delle convenzioni

internazionali e dunque dei liberi e pubblici accordi tra stati di cui

al sopracitato punto 1.

Da questo secondo punto emerge in definitiva pienamente la

concezione liberista del mercato e dell’economia di Wilson e della

sua America, nonché il suo cosidetto “legalismo liberale”.

3) La rimozione delle barriere doganali e la promozione di

un sistema commerciale internazionale integrato;

Soppressione, fino al limite estremo del possibile, di tutte le

barriere economiche e creazione di condizioni di parità nei

riguardi degli scambi commerciali, fra tutti i paesi che

aderiranno alla pace e si uniranno per il mantenimento di essa.

Il terzo punto di Wilson appare strettamente

correlato al secondo e, potrebbe essere identificato

come una integrazione dello stesso; infatti in perfetta

aderenza al principio ispiratore della teoria filosofica

del cosidetto “Laissez-faire…….Laissez passer”

alla base della concezione liberistica del mercato e dell’economia,

propone appunto l’abbattimento di qualsiasi vincolo/barriera

economico-doganale (cosidetti “dazi e gabelle”) che limiti la piena

libertà economica e la conseguente uguaglianza di trattamento tra

gli stati in materia commerciale.

Wilson aveva dunque compreso già nel 1919, precorrendo i tempi,

uno dei principi cardine dell’attuale economia liberale europea:

quello “del libero mercato e della libera circolazione delle

merci” che è oggi alla base del funzionamento della nostra Unione

Europea e degli accordi antenati di essa, cioè : I cosidetti trattati

istitutivi della CECA (1951), della CEE e CEEA (1957), raggiunti

nel secondo dopoguerra, ma dei quali Wilson aveva già gettato le

basi nell’immediato primo dopoguerra con un congruo anticipo

temporale, dimostrando di possedere una visione prospettico-

globale della situazione internazionale europea nel periodo in cui

la fase Eurocentrica stava tramontando per lasciare il posto alla 2

fase economica bipolare e in seguito all’odierna fase

dell’Unilateralismo statunitense.

Con questo terzo punto egli evidenzio’ dunque profeticamente

l’importanza di una totale libertà di scambi come strumento di

uguaglianza tra stati in materia commerciale che potesse agevolare

il mantenimento della Pace, e in questo senso, appare evidente la

sua proposta di una LEGA DELLE NAZIONI finalizzata al

mantenimento della pace, appunto, obiettivo per il quale vinse,

non a caso, il premio NOBEL nel 1919.

Concludendo, secondo la concezione liberale Wilsoniana: la libera

circolazione dei beni e delle idee costituiva la Sintesi tra Libertà e

Pace che la civilizzazione occidentale ha maturato in sè e che

secondo la sua visione l’occidente doveva irradiare nel mondo.

4) La riduzione degli armamenti;

Concessione ed assunzione di garanzie adeguate che gli

armamenti nazionali saranno ridotti al limite minimo

compatibile con la sicurezza interna dei singoli paesi.

Il 4 punto Wilsoniano presuppone ,

in adesione alle idee legalistiche-liberali,

uno scambio di garanzie atte ad

assicurare una riduzione degli armamenti

dei singoli stati finalizzata alla evitabilità

dei conflitti e delle guerre e dunque al

raggiungimento della cosidetta “PACE PERPETUA

KANTIANA”.

Proprio la “PACE” costituiva uno degli obiettivi primari della

concezione liberale Wilsoniana, ispirata alla convinzione di una

insita bontà della natura umana che usufruendo della ragione fosse

in grado di creare delle regole di comportamento idonee ad evitare

il verificarsi di conflitti internazionali. ( Visione Legalistica-

Liberale del Diritto Internazionale.)

5) La definizione delle dispute coloniali secondo modalità

che tenessero conto degli interessi tanto delle potenze occupanti

quanto delle popolazioni soggette;

Soddisfacimento delle aspirazioni coloniali, attuato in spirito di

libertà, generosità ed imparzialità assoluta e basato sulla

rigorosa osservanza del principio che, nella soluzione di tutte le

questioni di sovranità, gli interessi delle popolazioni in 3

questione debbono essere considerate alla stessa stregua, che le

eque pretese degli Stati dei quali il giusto titolo è in discussione.

I principi contenuti dal 5° al 13° punto Wilsoniano potrebbero

essere globalmente considerati come l’esemplificazione applicata

alle varie situazioni geopolitiche degli stati occupati durante la

prima guerra mondiale e antecedentemente, del cosidetto principio

di Autodeterminazione dei popoli, che costituisce uno dei

principi essenziali del Diritto Internazionale contemporaneo.

L’Autodeterminazione dei popoli sancisce il diritto di un popolo

sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l'indipendenza, ad

associarsi a un altro stato o comunque a poter scegliere

autonomamente il proprio regime politico. Questo principio è oggi

una regola di Diritto Internazionale positivo prevista non solo in

note Convenzioni Internazionali, (ad es: Patti ONU sui diritti

umani) , ma che ha sempre avuto ed ha oggi più che mai, un

carattere consuetudinario (non scritto) raggiunto soprattutto

attraverso la prassi sviluppata dall’ONU.

Inoltre tale principio costituisce una norma di diritto internazionale

generale ,cioè una norma che produce effetti giuridici (diritti ed

obblighi) per tutta la Comunità degli Stati. In estrema sintesi esso

rappresenta anche una norma di jus cogens, cioè diritto

inderogabile (Significa che è un principio supremo ed

irrinunciabile del diritto internazionale, per cui non può essere

derogato mediante convenzione internazionale).

In realtà anche se tale concetto si e’ affermato ufficialmente come

principio giuridico nell’epoca successiva alla fine della seconda

guerra mondiale (Carta ONU-CONFERENZA DI SAN

FRANCISCO- Art. 1 par2 e art. 55 /1945), bisognerebbe risalire

piu’ indietro nel tempo per rintracciare la sua origine- ideologica.

Infatti ,ripercorrendo un viaggio ideologico a ritroso, si potrebbe

imputare al grande Voltaire (1694-1778), padre dell’Illuminismo,

il merito e la responsabilità di aver tentato di riformare già nel

XVIII sec. tutta la situazione geo-politica-sociale al fine di creare

una società piu’ giusta, in cui “il lume della Ragione” riuscisse a

rischiarare “Il buio dell’ignoranza, dell’egoismo e della

disuguaglianza” permettendo di raggiungere il Bene e la Pace per

l’uomo.

Egli si rese conto, con grande lungimiranza e visione prospettica

del contesto socio-politico-culturale della sua epoca, di non poter

riuscire a riformare la società partendo “dall’alto”, cioè cercando

alleanze con i sovrani (Federico II di Prussia).

Di fronte all’inattuabilità di tale progetto deciderà di conquistare il

mondo con la diffusione delle sue idee illuministe (Liberté, 4


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luca d.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia su Woodrow Wilson riguardanti i 14 punti e la concezione liberale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'abbandono della diplomazia segreta, la libertà dei mari in pace e in guerra, la rimozione delle barriere doganali e la promozione di un sistema commerciale internazionale integrato, la riduzione degli armamenti.


DETTAGLI
Esame: Storia
Corso di laurea: Corso di laurea in storia cultura e religione. Dall'antichità all'età contemporanea
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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