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Tevola cronologica

  • III – II millennio: Età del bronzo (Elladico)
  • 1200 – 700: Dark Ages o Medioevo Ellenico
  • 700 - 479: Età arcaica
  • 479 - 336: Età classica
  • 336 – 031: Età ellenistica

Introduzione: le origini

I Greci si sono formati nel tempo, come il concetto stesso di grecità, non sono “arrivati” nel senso stretto del termine. Per loro, nel corso del tempo, l'identità territoriale è sempre stata prevalente su quella di popolazione. Si parla di ateniesi, tebani, spartani, raramente di greci. Forse solo nel corso delle guerre persiane troviamo una sorta di identità nazionale, alla ricerca di un modo di unirsi sotto un nemico comune. Alessandro Magno utilizzerà la grecità per unire i popoli delle varie poleis contro l'esercito persiano, mascherando in parte il proprio intento imperialistico. Una grecità di tipo propagandistico più che reale.

È bene far iniziare la storia greca da quella Micenea, giacchè la scoperta archeologica di varie tavolette di “lineare B”, ci confermano che questa popolazione parlava greco, o meglio quello che sarebbe diventato greco più avanti. Ma prima ancora è la civiltà Minoica a mettere le basi per le acquisizioni del mondo greco. L'identità culturale dei greci, comunque, è evidentemente fondata in radici mitiche, utilizzate per coprire i buchi di conoscenza dell'età preistorica. L'Iliade e l'Odissea, scritte da un fantomatico Omero, tra VIII e VII secolo, vogliono descrivere quest'epoca eroica, che trova i propri primordi nella tradizione orale, forse nate nei palazzi minoici e micenei, con influenze orientali. La guerra di Troia, evento storicamente provato, viene narrato come invenzione poetica, creando mitiche origini e nobili alberi genealogici. Questo concetto di identità comune sarà alla base del mondo Ellenico.

Il passato, comunque, aveva un certo fascino sulla mente greca: ritrovamenti di età Micenea venivano utilizzati come amuleti, inoltre sicuramente la presenza di grandiose rovine della civiltà palaziale, avranno suscitato grande impressione. Il Mediterraneo poi è un bacino di scambi culturali, doni e relazioni, che introdurranno Creta prima, con la formazione della civiltà minoica, poi la Grecia continentale, con quella micenea.

La Creta Minoica

Siamo nell'antica età del Bronzo, 3100 – 2000, e nascono numerosi insediamenti in questo periodo, con un conseguente aumento degli scambi commerciali e culturali. Il periodo è florido anche per le innovazioni agricole, come l'uso dell'aratro, lo sviluppo della pastorizia e l'introduzione di olivo e vite nelle colture.

È nel 2200-2000 che l'evoluzione tra Grecia centrale, meridionale ed isole, fino ad esso proseguita quasi in parallelo, diverge: si iniziano a vedere forti segni di degrado nella Grecia centrale e meridionale e nell'Egeo nord orientale; Creta sembra salvarsi. A lungo si è ipotizzato un flusso di invasioni, ma a livello archeologico non è stato possibile confermare, semmai emergono delle cause di tipo naturale, come un degrado del territorio e un clima più arido che hanno causato conseguenze catastrofiche.

Creta invece, tra il 1900 e il 1700, possiede una discreta continuità nelle varie fasi. Fanno in questo periodo la loro comparsa le strutture di tipo palaziale (fase protopalaziale), presso Cnosso, Festos e Mallia, con edifici monumentali a più piani, organizzati attorno ad una corte centrale. Questi palazzi erano inizialmente visti come sedi di re-sacerdoti (Evans), ma Renfrew li collocherà come centri di potere economico, fondati sul sistema della ridistribuzione delle risorse, controllate da una ristretta cerchia di “aristocratici”, distribuiti in cambio di prestazioni lavorative. Si mostrano in questi palazzi i ritrovamenti di sigilli di una scrittura sillabica, la lineare A, usata per redigere documenti amministrativi.

Presso Creta si nota l'assenza di tendenze militaristiche: semplicemente il palazzo era in grado di acquisire surplus di beni da distribuire in cambio di prestazioni di lavoro. Le strutture di culto di questo periodo sono i “santuari delle vette”. Un esempio interessante delle variazioni di utilizzo del palazzo è il sito di Mallia, che mostra una struttura proto-urbana con il palazzo probabilmente utilizzato non come centro delle attività sociali, ma per uso comunitario vario.

Il palazzo di Cnosso era il più grande dell'isola, aperto a sud verso il monte Ioukta, sulla sommità del quale c'era un grande santuario. A Festos invece è inquadrato a nord dal monte Ida, il più alto di Creta. Questi centri sembrano esser stati distrutti dall'oggi al domani, forse da un violento evento sismico del 1700 circa.

Dal 1700 al 1450 circa inizia la fase neopalaziale, dove si ricostruiscono i palazzi distrutti e proliferano nell'isola numerosi centri monumentali. Si diffonde in maniera più ampia la lineare A e si incrementa il commercio internazionale. L'influenza di Cnosso nelle sfere della cultura materiale è evidente, sia in ceramica che metallurgia, avorio e pietra raggiungono livelli altissimi. Le relazioni internazionali sono attestate dai ritrovamenti, presso nelle tombe e fossa di Micene, di numerosi oggetti provenienti da Cnosso.

Sarà necessaria una breve digressione per spiegare la curiosa omogeneità culturale dei centri di Creta: o vi sono numerosi centri con forte spirito di emulazione per i centri più importanti, oppure entità statali di una certa ampiezza ideologicamente legate a Cnosso. Riguardo la così detta “talassocrazia” di re Minosse sull'Egeo orientale è bene domandarsi se fosse un dominio egemonico oppure più culturale, infatti le evidenze archeologiche non riescono a portare prove di un vero e proprio dominio.

L'esplosione del vulcano Santorino, presso Tera, a 100 km da Creta, ha indebolito in qualche modo alcuni di siti cretesi, che hanno visto la loro fine, anche se non direttamente per la suddetta causa; si ipotizzano invece distruzioni operate dai Micenei o rivolte interne a Creta.

La Grecia Micenea

Il termine nasce da Micene, nell'Argolide, e segna il periodo nella tarda età del bronzo, tra 1600 e 1070 circa. La scoperta in quest'area, operata da Schliemann, di due gruppi di tombe che racchiudono la più alta concentrazione di ricchezza mai scoperta nell'area Egea, mostra la creazione di una fascia elitaria della popolazione, con caratteristiche guerriere, in grado di acquisire beni di prestigio. Queste elites delle tombe a fossa probabilmente furono in grado di accaparrarsi il dominio sulle rotte commerciali con l'oriente, dunque il controllo delle materie prime. Su questo controllo si instaura il loro potere politico. Le più antiche tombe Micenee sono del 1600 nel Peloponneso, ma presto questi gruppi di elites si formano anche in aree ben distanti.

La realtà Micenea non deve essere vista come unitaria, ma strettamente legata alle realtà territoriali: nei siti principali, quelli visti come “capitali” degli stati territoriali, hanno restituito tavolette di Lineare B, considerata una forma di greco arcaico, una lingua sillabica composta da 89 segni, derivata dalla lineare A minoica.

I palazzi sorgevano in zone importanti dove si potevano controllare le rotte dei commerci, in particolar modo con Rodi e Creta, seguendo dunque anche l'approvvigionamento di beni di prestigio. Il palazzo accumulava ricchezza e le distribuiva alla popolazione in cambio di prestazioni lavorative, sotto forma di feste, banchetti e razioni.

Le strutture tipiche dell'età micenea sono appunto i palazzi e le cittadelle (siti fortificati che non sempre includono anche un palazzo, come esempio il sito di Gla in Beozia). Il palazzo più antico è quello trovato nei pressi di Sparta, il così detto Menelaion. Il nucleo focale del palazzo è il Megaron, una struttura tripartita isolata dal resto del complesso, al cui interno c'è un trono ed un focolare, dunque probabilmente centro dell'autorità amministrativa. I palazzi Micenei sono più piccoli di quelli Minoici e più compatti. Chiaramente avevano funzioni amministrative sia politiche, economiche che religiose. Attorno al palazzo si sviluppava l'abitato.

Nel Tardo Minoico IB è riscontrata la presenza di gruppi Micenei presso Cnosso, dunque si mostra una miceneizzazione dell'isola. La distruzione della civiltà minoica segna la fortuna e l'espansione di quella Micenea. Il periodo di massima espansione è attestato tra il 14° ed il 13° secolo: la ceramica micenea si sostituisce totalmente a quella minoica. Il commercio era controllatissimo dalle elites palaziali, ma si deve anche ammettere il successo dei commerci in base alla posizione geografica, in particolar modo trovandosi sulle rotte del vicino oriente, i cui rapporti sono attestati da scambi epistolari e tavolette che citano, presso gli ittiti, gli scambi con gli Ahhiywa, forse gli Achei.

Come tutte le civiltà anche quella micenea ha una fine: si riscontrano all'inizio del 13° secolo le prime distruzioni (Gla), poi arrivate al proprio culmine alla fine del secolo (Micene, Tirinto, Tebe, Pilo ed il Menelaion a Sparta). Questo enorme segno di frattura non è fenomeno circoscritto all'Egeo, infatti nello stesso periodo si verificano cadute di imperi anche nel vicino oriente. In questi anni, sotto Ramsete III si registrano in Egitto numerosi attacchi da parte dei Popoli del Mare. Ma l'ipotesi dell'invasione Dorica nella Grecia non regge il confronto archeologico, malgrado la comparsa di singoli manufatti. Semmai possiamo ipotizzare una catastrofe climatica che ha dato il via a rivolte interne. Anche l'idea di gruppi mercenari, da identificare con i popoli del mare, non regge il confronto con un fenomeno così vasto.

Sicuramente il crollo di società così complesse non può essere trovato in singoli episodi, ma si cerca in una concomitanza di fattori: anche l'eccessiva centralizzazione delle risorse potrebbe essere una risposta all'interrogativo sul collasso.

Le Dark Ages

Dunque tra il 12° e 9° secolo viviamo quel periodo detto Dark Ages, età oscura, visto come periodo di ristagno sociale e culturale. Tuttavia il ritrovamento di grandi centri, quali Lefkandi in Eubea e Kalapodi in Focide hanno aiutato a rivedere questo periodo. Sul crollo miceneo, secondo alcuni, si venne a creare una complessa società basata sul rango individuale, simili agli eroi omerici. Si crea una società fortemente gerarchizzata che vedrà la sua fine nel 9° secolo, vedendo nell'8° la nascita della polis.

Secondo alcune teorie nel 9° secolo arriveranno presso la Grecia i Dori, lo si potrebbe vedere dalla sepoltura individuale, dall'incinerazione e l'utilizzo dello spillone in bronzo e in ferro. Non sono basi sufficienti per confermare questa teoria, però queste novità oggettivamente riscontrate pongono qualche interrogativo. La tradizione dell'arrivo dei dori verranno utilizzate in età arcaica e classica in modo funzionale, inventando al fine di riscontri politici e culturali.

Le Dark Ages non sono un fenomeno unitario, mostrando forme di regionalismo spiccato, dove luoghi come Creta proseguono sulle basi della tradizione Minoico. La civiltà che nasce sulle ceneri di quella micenea è diversa da quella del passato: non si attorna più a grandi palazzi, non fa più uso della scrittura. Alcuni centri, come Lefkandi in Eubea, Atene in Attica e Kynos in Focide, mostrano come, però, alcune società ancora siano legate alle elites; sopravvivono nella nuova società, sepolture multiple, la pratica elitaria della caccia, le navi da guerra e da trasporto.

L'uso del ferro in questo periodo sposta il baricentro d'attenzione, perchè se per ottenere rame e stagno, necessari per creare il bronzo, ci si rivolgeva a Cipro, il ferro è presente in buona quantità in Grecia. La forte gerarchizzazione si mostra in distinzioni di rango, dove generalmente spicca un singolo uomo di grande prestigio.

In questo periodo Atene e l'Attica sono quelle zone che sembrano esenti dalle distruzioni, anzi semmai vi vediamo dei segni di espansione: la città vive sull'acropoli ed è vicina alla necropoli del Ceramico, usata sin dal 9° secolo, dove si abbandona la sepoltura multipla in favore di quella individuale. Si sviluppa una grande produzione ceramica, detta proto-geometrica prima, geometrica poi. Nell'Eubea si riscontra la fortuna di Lefkandi, testimoniata dal ritrovamento di un grande edificio absidato contenente una doppia sepoltura (1000-950). La sua fortuna fu effimera perchè presto arrivò quasi a soccombere con Calcide ed Eretria.

La tradizione vuole che tra l'11° ed il 10° secolo vi fu quella che fu chiamata la prima colonizzazione greca, che vedeva uno spostamento di massa dall'Attico verso l'Asia minore, dove centri di grande importanza, quali Mileto e Cuma, verranno fondati. Le evidenze archeologiche tuttavia mettono in dubbio delle date così antiche.

La Grecia nel VIII secolo

Questo è un secolo di grandi novità, il punto di arrivo delle Dark Ages: l'acquisizione della scrittura (forse per trascrivere i poemi omerici, parte integrante dell'identità comunitaria?), un forte incremento demografico, la diffusione dei greci oltre mare, la creazione dei templi e la creazione di comunità stabili. La sfera religiosa sarà sempre più al centro della vita della Grecia: lo vediamo, ad esempio, con il decollo del santuario di Olimpia, sede delle olimpiadi dal 776. In questi luoghi le elites locali riverseranno le loro ricchezze come dono agli dei e come dimostrazione di prestigio per la comunità da cui provengono (i donari, uso dei tripodi bronzei). È in questo secolo che si sviluppa l'importante concetto greco.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescofederico.migliaccio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Guizzi Francesco.
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