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- La discesa di Odisseo nell’Ade Ade sorge ai confini di Oceano, dove si mescolano

le acque dell’Acheronte, del Piriflegetonte, del Cocito (nato dalla fonte Stige).

Odisseo convoca le ombre dei morti, scavando una fossa, versando libagioni di

miele, vino e acqua, spargendo sopra della farina. Odisseo poi scanna un ariete

nero, e si affollano vicino a lui le anime dei trapassati.

Esiodo, poeta greco, è autore di due importantissimi testi epico-didascalici: la “Teogonia”

e “Le opere e i giorni”. Nella Teogonia Esiodo illustra l’origine degli dei e del cosmo:

all’inizio c’era solo Caos, un vero abisso; da Caos ha origine Gaia, Notte, Tartaro (il luogo

delle tenebre) e Amore (principio di forza dell’universo).

- Gaia da vita a una prima generazione di dei da sola: Cielo, Urano, i monti, Ponto

(il mare) che a loro volta si riproducono.

- Notte genera da solo Destino, Kera, Morte, Sonno, Sogni, Biasimo, Dolore,

Esperidi, Moire, Nemesi, Inganno, Tristezza, Vecchiaia, Discordia.

- Gaia si unisce con Urano e danno vita ai Titani, Crono e altri.

- Gaia è schiacciata da Urano e solo l’inganno ordito da lei con l’aiuto del figlio

Crono la libera dall’oppressione: il taglio dei genitali di Urano è fonte di

rinnovamento, perché gettati nel mare, danno vita alla spuma da cui nasce

Afrodite.

- Il regno di Crono sarà poi scalzato da Zeus.

§ Dei, eroi. Fisionomie e culti.

Il dio accoglie in se una doppia natura: Apollo per es. è uccisore e violento, ma è anche il

dio della musica, della medicina; Artemide è la dea vergine della caccia e presiede anche

ai riti matrimoniali; Afrodite, è dea della bellezza, della forza rigeneratrice, della fecondità

e del mare.

- Zeus dio signore del cosmo, padre del cielo, signore dei fenomeni atmosferici.

Ha gli epiteti di “Altitonante”, “scuotitore del fulmine”; i suoi regni sono l’Arcadia e

Egina, e il monte Ida. L’Olimpo è localizzato in Tessaglia e diventa la patria di

Giove adulto. Zeus inghiotte Metis, la dea dell’intelligenza, e dalla sua testa uscirà

Atena. Zeus incarna anche il principio dell’equilibrio e di dike, la giustizia; Zeus è

garante dell’autorità di giudici e sovrani, protettore di supplici e profeti. È anche

divinità panellenica, ossia celebrata in tutte le città.

- Era sposa e sorella di Zeus, è una divinità complessa: incarna il principio di

continuità matrimoniale nell’universo. Ha un volto violento, è persecutrice delle

amanti mortali di Zeus, ha un potere distruttivo che le arriva dalla sua natura

primordiale. Gode di un culto privilegiato ad Argo, Olimpia, Tirinto, Samo.

- Poseidone e Ade fratelli divini di Zeus e Era: Ade è il signore degli Inferi, dio

della morte e dell’Oltretomba; Poseidone domina il mare, ma ha anche un legame

profondo con la terra e i cavalli, ha l’epiteto di “scuotitore della terra”.

- Demetra la dea delle messi, legata ai riti agrari e all’agricoltura.

- Persefone o Kore, la figlia amata di Demetra ha un destino infelice: la fanciulla è

attorniata dalle ninfe e sta raccogliendo fiori; è attratta da un narciso splendido,

cresciuto per insidiarla da parte del dio degli Inferi, Ade. Persefone tenta di

cogliere il fiore, viene inghiottita dalla terra dal dio Ade, la sposa, e Persefone così

diventa la regina del regno dei morti. La madre senza saper nulla, si veste con un

mantello nero, si lancia alla ricerca della figlia e vagabonda per 9 giorni, e durante

questi giorni inaridisce completamente la terra. Si arrabbia con Zeus, e la dea

giunge ad Eleusi nelle sembianze di una vecchia, viene ospitata dalle figlie di

Celeo, il re, che le affidano il fratellino Demofonte. La dea pretende che le venga

costruito un tempio e lì trascorre i suoi giorni, la terra continua a essere sterile,

per un anno gli uomini muoiono. Zeus interviene e placa con l’aiuto degli altri dei,

l’ira di Demetra, strappando ad Ade una promessa, ossia restituire Persefone alla

madre e trattenerla nell’Ade per 4 mesi l’anno. Demetra fa sì che la terra rifiorisca

e consegna ai mortali il dono dei misteri.

- Afrodite dea dell’amore, della bellezza, della carnalità; in Omero la sua patria è

Pafo, città cipriota. La nascita della dea è avvenuta grazie al fatto che Crono evira

il padre, Urano, e i genitali recisi vengono gettati in mare, e dalla spuma nasce la

dea Afrodite. Il volto della dea è doppio: ha un’origine oscura e violenta, ha un

potere carnale e sessuale, ha elementi solari, luminosi; i suoi epiteti sono “amante

del sorriso”, “celeste”.

- Apollo e Artemide, i figli di Zeus . Apollo è il dio della musica, del canto, del

peana di vittoria, della malattia e della medicina. Anche lui ha una doppia natura:

punisce con pestilenze ma è anche il dio che risana e guarisce. La sua nascita è

complessa: la madre Latona sta per partorire i gemelli, chiede ospitalità all’isola di

Delo, Delo accetta a patto di essere sede privilegiata del culto del dio. A Delo, come

a Delfi, si svilupperanno due santuari famosissimi di Apollo, la Pizia è colei che

ospita nel suo corpo la divinità, parla con la voce del dio ed è in grado di

vaticinare. Il suo epiteto principale è “ Lossia”, ossia obliquo. Apollo è il signore di

Delfi: scaccia da Delfi il serpente Pito, custode dell’antro oracolare, e Apollo se ne

appropria. Artemide, la sorella gemella, è come Atena, vergine e inviolabile,

domina gli spazi agresti,selvaggi, protegge le giovani vergini, le veglia durante le

nozze; è quasi sempre in compagnia con le ninfe o animali del bosco. Anche lei ha

una doppia faccia: può diventare gelosa e possessiva.

- Ermes fratello di Apollo, è il dio dell’inganno: nasce e subito diventa ladro e

musico. Le sue invenzioni sono il fuoco e il sacrificio; è abilissimo nel furto; uno

dei suoi epiteti è “psicopompo”, perché invia le anime dei morti a Caronte, il

traghettatore dell’oltretomba. È anche il dio dei confini e degli araldi, del sogno,

del passaggio. Appena nato, inventa la cetra, e ruba le vacche del fratello Apollo,

tutto in una volta.

- Atena la dea guerriera, accompagnata dall’egida, la capra-gorgone da lei uccisa;

la sua statua si chiama Palladio, dal suo epiteto “Pallade”, la fanciulla che

accompagna i giochi di Atena, che la dea aveva ucciso per errore. Il Palladio è il

simulacro che estende i suoi poteri di protezione su tutta la città (Atene). Protegge

gli ulivi, patrocina i lavori di telaio, nasce armata dalla testa di Zeus, che si era

unito (aveva mangiato) la dea Metis. Atena infatti è anche la dea dell’intelligenza,

proprio per questo motivo. Atena rifiuta il maschio e un destino matrimoniale,

rifiuta anche la maternità: quando Efeso tenta di violentarla ed eiacula sulla sua

gamba, Atena si pulisce con la lana, e il seme del dio sparso per terra, genera un

figlio, Erittonio, allevato dalla dea. Diventerà uno dei mitici eroi di Atene.

- Dioniso il più complesso degli dei: è sia debole, sia forte, maschio e femmina,

un folle e un datore di follia. È il dio che lambisce la mortalità; a Delfi per 3 mesi

l’anno prende possesso dell’antro di Apollo. La sua nascita è doppia: è figlio di una

mortale Semele, che incontra Zeus, e trova la morte; Semele vuol vedere Zeus che

cerca di dissuaderla, ma alla fine accetta. La vista del dio è abbagliante, Semele

viene incenerita, anche se incinta di Dioniso. Zeus se lo cuce nella coscia, per

portare a termine la gravidanza, e Dioniso nasce così due volte. È il dio

dell’invasamento, della mania, è vittima e persecutore, proprio a causa della sua

doppia natura alla nascita; è gioia, e dolore, è poesia, musica e annientamento, è

toro e prigioniero, è maschera. È il dio del vino, dell’ebbrezza; la sua patria sono i

monti, sue compagne sono le Menadi (o Baccanti).

- Efesto dio del fuoco e dei metalli, delle arti, che presiede assieme ad Atena. La

sua terra è Lemno, ma ha anche un’officina sotto l’Etna. Caratteristica è la sua

zoppia, menomazione e privilegio.

- Ares dio della guerra e della battaglia: figlio di Zeus e Era, ha un aspetto

tremendo e pauroso; si intreccia spesso con Afrodite, i due per es. erano stati

sorpresi addormentati nello stesso letto dal Efesto, sposo di Afrodite, che

vedendoli, sconvolto, aveva legato i due in una rete di sottilissimi fili d’oro.

- Dei minori ninfe, nereidi, fiumi, venti, elementi naturali, divinità come Hestia, la

dea del focolare, Pan, il dio dei boschi.. Le ninfe sono figlie di Zeus, madri di eroi,

allevano dei e figli di dei: vi sono le Naiadi, ninfe delle acque, Orestiadi ,le ninfe dei

monti, Agronomoi, le ninfe dei campi, Amadriadi, le ninfe degli alberi, e così via.

Nella Teogonia di Esiodo le ninfe sono figlie invece di Urano, sorelle delle Erinni e

dei Giganti.

- Dei stranieri Bendis, dea tracia, entra a far parte del complesso di divinità di

culto ad Atene durante la guerra del Peloponneso; Cibele, la dea madre, di

derivazione frigia. Sabazio, dio maschile, di derivazione frigia; Adone, divinità

semitica, introdotto nel mito di Afrodite.

Per quanto riguarda gli eroi, l’era degli eroi comincia intorno all’8° sec. a.C., il luogo in

cui si venera un eroe è l’ Heroon; l’eroe è spesso qualificato come “theòs”, destinatario di

offerte e sacrifici. Esempi sono:

- Mito di Oreste il racconto è legato alla Retra di Licurgo: gli Spartani avevano

appreso dall’oracolo di Delfi che se fossero giunti in possesso delle ossa di Oreste,

avrebbero potuto sconfiggere i Tegeati. Effettivamente le ossa erano state ritrovate,

e Sparta aveva vinto.

- Mito di Teseo il racconto è legato a Cimone: Teseo era morto a Sciro, gettato da

una rupe dal re Licomede; Cimone trasla così le ossa in Attica attorno al 475 a.C.

(quando Atene colonizza Sciro).

§ La città e il tempio. Santuari e potere.

Il tempio costituisce un edificio di culto, non il centro propulsore della vita religiosa:

comprende un’area sacra, un recinto, protetto da alte mura, separato dal resto

dell’abitato ( = temenos) con un boschetto dedicato alle dinività (= alsos) e il tempio vero e

proprio, contraddistinto dalla presenza di un altare o una fossa per le libagioni e i

sacrifici. Lo spazio antistante al tempio era dedicato ai sacrifici e alle cerimonie;

l’ingresso era monumentale (= propylon) che conduceva all’altare, un portico coperto (

=stoà) riparava i fedeli e ospitava i doni votivi. Il santuario era protetto da mura o cippi;

lo spazio era inviolabile. La forma dell’altare poteva variare: poteva essere un ammasso di

pietre, un cumulo di cenere e ossa, o una forma compatta a gradoni, o semplicemente un

altare rettangolare, orientato verso est.

Un’evoluzione vi è quando si inizia a lavorare la pietra, materiale che sostituirà subito il

legno e l’argilla, facilmente deperibili. Le colonne in legno sono sostituiti da fusti in

marmo scanalati.

Il tempio arcaico è un edificio rettangolare con ingresso sul lato più corto, periptero,

ossia circondato da un colonnato continuo, completato sui lati corti da una trabeazione

orizzontale, un frontone e un tetto. La struttura si erge su un crepidoma, una base, e

uno stilobate a 3 o più gradini. L’interno è formato da una cella, ad est, la vera dimora

della divinità, che è un vano rettangolare, preceduto da colonne, con ingresso e spazio di

chiusura (=opistodomo). Nella cella, protetta da mura, si trovava la base in pietra di

un’immagine lignea (=xoanon) della divinità o di una statua vera (=agalma), che poteva

essere colossale, come quella di Atena Parthenos o Zeus ad Olimpia, opere di Fidia. Il

tempio aveva anche il ruolo di tesaurizzazione, come l’ Artemision di Efeso, che custodiva

il primo tesoro monetario in elettro. Nel tempio venivano ammassati anche oggetti, offerte

votive (= anathemata). Con l’8° sec. a.C. il numero di offerte votive incrementa: il bronzo

è sostituito dalla terracotta, e da statue in marmo sempre più grandi. Gli ordini di stile

sono 3:

- Dorico, il più antico = pesante, lineare, severo nelle forme

- Ionico = più leggero, aereo

- Corinzio = baroccheggiante

Nel classico tempio dorico lo spazio è a 3 navate, con cella rettangolare, protetta da

mura; nello stile ionico la cella si fa più ricca, preceduta da 3 file di colonne e il peristilio

è doppio. Importante è il fregio: nel tempio dorico la colonna termina con un capitello

semplice; il capitello dorico è pesante, ha architrave, striscia orizzontale, con funzione di

scarico dei pesi, e il fregio, in cui si alternano triglifi e metope, è a bassorilievo scolpito. Il

tetto di solito è a spiovente. Un esempio è l’ Heraion di Olimpia: le colonne in facciata

sono 6, 16 colonne sui lati lunghi, totale 40 colonne; la cella è a 3 navate, la trabeazione

ha metope in bronzo, la copertura è a spiovente. Nel tempio ionico la colonna si

arricchisce, e soprattutto il capitello: un esempio è l’ Heraion di Samo, in cui il temenos è

vasto, c’è un bosco sacro, un portico a due ordini di colonne e una via sacra per le

processioni. L’ordine corinzio compare dal 5°-4° sec. a.C. , caratteristiche sono i capitelli

delle colonne scanalate, che sono ricchi d i foglie di acanto, merlettature, volute.. un

esempio è il tempio di Apollo a Bassae.

Delfi e Olimpia sono due casi eccezionali: sono centri religiosi e panellenici, vi si

svolgevano gare atletiche ad Olimpia, celebrate ogni 4 anni (Olimpiadi), gli agoni ginnici,

musicali e poetici a Delfi. L’inizio delle festività era preceduto da una tregua, che veniva

annunciata dai theoroi di Delfi e dagli spondophoroi di Olimpia. La festa era di solito

preceduta da una processione solenne, accompagnata da sacrifici. Le guerre sacre

coinvolgono il territorio e soprattutto il santuario: visto che il pellegrino è inviolabile, le

guerre scoppiano proprio per questo motivo. Nel 591 a.C. scoppia la 1° guerra sacra, in

cui gli abitanti di Crisa impediscono la marcia dei pellegrini e devoti al santuario di Delfi.

La 2° guerra sacra sarà nel 5° sec. a.C. quando gli Spartani accusano i Focesi di aver

occupato il territorio sacro del santuario. I Focesi chiedono aiuto ad Atene, alleata dei

Tessali. Si formano così due blocchi: i Peloponnesiaci e i Focesi ( con Ateniesi e Tessali).

In realtà la vittoria non sarà così scontata: si arriva ad un equilibrio precario. Nel 548

a.C. il tempio di Apollo è stato bruciato da un incendio; il nuovo tempio è stato poi

distrutto da un terremoto nel 4° sec. a.C. e sostituito da un edificio (i resti attuali). Era

arcaizzante, maestoso e pesante, con un imponente colonnato dorico, il tempio era

costruito su un terrazzamento artificiale, a cui si accedeva dalla via sacra. Ad Olimpia il

santuario panellenico era sotto la protezione di Zeus; diversi sono gli edifici civili,

sportivi, come lo stadio, la palestra, il ginnasio, e quelli adibiti all’ospitalità, come il

Pritaneo, il Leonidaion, il Bouleterion e l’Officina di Fidia. L’ordine del maestoso tempio di

Zeus è dorico: la cella è piccola, considerate le dimensioni colossali della statua

crisoelefantina di Zeus (di Fidia), in oro e avorio.

§ L’agorà e l’ Acropoli di Atene. Il tempio come propaganda.

Dal 6° sec. a.C. la festa più importante di Atene, le Panatenee, vengono riorganizzate: la

processione si fa più solenne, si snodava lungo le vie dell’agorà; la piazza diventava così

una specie di proscenio, un fondale, dell’evento sacro. La riorganizzazione è stata fatta

nel 566 a.C., sotto l’arcontato di Ippoclide, che da alla città un volto nuovo, perché

l’agorà diventa il centro e luogo di performance di agoni drammatici e poetici. Si devono

invece a Pisistrato la costruzione dei templi di Zeus e Apollo Patroos. Alla fine del secolo

con le riforme di Clistene, la città cambia di nuovo: il territorio viene riorganizzato. Ad

inizio del 5° sec. a.C. viene eretta la stoà che verso sud si apriva alla via delle Panatenee.

Probabilmente già c’era un Eleusinion, e sotto l’Acropoli, un tempio a Dioniso. Edificio

importante nell’agorà era il tempio di Efesto, costruito in età periclea, periptero, dorico, e

con una decorazione scultorea nelle metope.

L’Acropoli è situata sopra l’abitato, ed è l’immagine religiosa e politica della città. Ha

mura ciclopiche, che sorgono a protezione del sito, probabilmente risalenti all’età del

bronzo; il culto di Atena si sviluppa probabilmente nell’età del ferro; intorno alla metà del

6° sec. a.C. viene eretto un tempio maestoso (nell’area del futuro Partenone), circondato

da tesori, ricettacoli di offerte votive, e dal primo altare dedicato ad Atena Nike a cui

segue il tempio di Atena (mai portato a termine). Con le riforme di Clistene l’attività

edilizia incrementa. Le guerre persiane del 490-480 a.C. hanno permesso ai Greci di

attuare la “politicizzazione del barbaro”: i Persiani diventano agli occhi dei Greci

l’incarnazione del dispotismo orientale, della mollezza dei costumi, dell’assenza di libertà;

nasce il concetto quindi della Grande Ellade. Nel 477 Atene fonda la Lega Delio-Attica:

ogni membro fornisce un contributo in denaro o in navi al tesoro della lega, conservato a

Delo; questo tesoro serviva anche a finanziare opere pubbliche, come nell’età di Pericle,

Pericle aveva affidato al cantiere dell’Acropoli una cifra grandiosa, viene costruito il

Partenone, dedicato ad Atena Parthenos, sul promontorio, con la sua grandissima

peristasi, lo stile dorico, con l’aggiunta di elementi ionici, con all’interno un porticato

esastilo che dava accesso a due ambienti, la cella, e l’opistodomo, o partenone vero e

proprio. La cella era grande, i volumi enfatizzati per ospitare la statua di fidia

crisoelefantina di Atena. Al tempio si sono aggiunti i Propilei, progetto sospeso nel 432

a.C. per lo scoppio della guerra del Peloponneso, di cui progettista era Mnesicle. Il

progetto prevedeva anche la costruzione dell’Eretteo e del tempio di Atena Nike: il tempio

accoglie il visitatore che sale sull’Acropoli, sorge al di fuori delle mura, è di stile ionico,

con pianta quadrata; la facciata è tetrastila, con 4 colonne con decorazione scultorea del

fregio e della balaustra. L’Eretteo databile tra il 421 e il 405 a.C. deve il suo nome al

mitico re di Atene, sorge in fronte all’Acropoli. La facciata è esastila, il tempio sembra


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rosy988

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DETTAGLI
Esame: Storia greca
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosy988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Berlinzani Francesca.

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