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Riassunto

§ Una religione “sociale”. Alle origini della religione greca

Il baricentro della ricerca di questo volume si basa su questi punti essenziali:

- L’uomo greco crede in un assetto universale governato dagli dei

- L’esistenza degli dei non può essere mai messa in discussione

- Gli dei sono lontanissimi dai concetti di eternità e onnipotenza

- Il cosmo greco e gli dei greci hanno una vita, un itinerario evolutivo

- Da un nucleo narrativo possono fiorire varianti differenti

- Gli dei greci non incarnano un’idea assoluta di bene

- Il dio greco esprime la sua volontà attraverso dei segni, come oracoli, sogni, ecc.

- Accanto al sacerdote, importanti sono anche gli indovini e i profeti

- L’oracolo è la via tramite la quale il dio greco si rende manifesto

- Il rito è l’articolazione umana, la memoria storica del gesto divino

- Il rito necessita di spazio, di attori, di spettatori

- Il rito segue degli schemi ben precisi

La Grecia e l’isola di Creta sono state oggetto di insediamento umano fin dal Paleolitico e

dal III millennio a.C. si sono sviluppate delle civiltà evolute, denominate in generale

“civiltà minoico-micenea”. Il termine minoico si riferisce alla civiltà cretese nata nel III

millennio e fiorita attorno al 2mila a.C.; la cultura cretese si sviluppa come una cultura

di palazzo = il palazzo del sovrano rappresenta la sede del potere e la cellula vitale

dell’amministrazione e dell’economia. Nel 1450 a.C. un crollo segna la decadenza di

Creta; successivamente signori micenei tra il 1500 e il 1350 a.C. avanzano nell’Egeo e

sottomettono popoli e civiltà.

La religione minoica si può ricostruire grazie ai manufatti e agli idoli fittili, alle statuette

votive e agli affreschi ritrovati; si articola attorno ad una divinità femminile, una dea

superiore, con a fianco degli dei minori. Importante era il ruolo della dea dei serpenti. La

religione micenea invece si presenta meno oscura, eredita i tratti della cultura minoica e

introduce delle novità. Importante è il culto di Poseidon; difficile è confermare il culto di

dei come Apollo, Ermes, Ares.

Nell’11° sec. a.C. si avvia il declino, la cosiddetta Dark Age:

- Dall’11° al 9° -8° sec. a.C. = età di Omero

- Dall’8° al 7° sec. a.C. = epoca di Esiodo e della lirica, la nascita della polis.

§ Omero e Esiodo. I padri della religione greca.

Erodoto dice che i Greci avevano ereditato i nomi dei loro dei dagli Egiziani, ma che sono

stati Omero e Esiodo i primi a parlare degli dei in terra greca, costruendo una teogonia

per i Greci. Erodoto continua dicendo che, prima di conoscere i nomi degli dei dagli

Egiziani, i Pelasgi (antenati dei Micenei) sacrificavano a divinità anonime. Interessante è

la presenza di una tradizione religiosa di natura letteraria, e non di natura sacrale o

sacerdotale. Omero proietta i suoi poemi ai tempi degli Achei, nome epico dei principi

micenei. La caduta della città di Troia è databile al 13°-12° sec. a.C., che coincide quindi

con il declino dell’età micenea. I Greci pensano il mondo divino, costituito da una società,

retta da regole parentali, attiva, prolifica, mai sfiorata dalla morte e dalla consunzione,

ma non priva di sentimento o dolore. Gli dei sono belli, forti, alti, potenti ma.. non

onnipotenti. Nei poemi gli dei svolgono un ruolo essenziale: garantiscono l’ordine del

mondo, hanno pulsioni e comportamenti umani. L’ Iliade inizia chiamando in causa il dio

Apollo e la sua ira che si addensa sui mortali. Ecco l’antefatto: si è nel 10° anno di

guerra, il poeta fa cenno nel proemio allo scontro fra due eroi, Achille e Agamennone.

Contesa che deriva dal volere di Zeus, ma è un altro dio che li spinge a combattere, il

figlio di Zeus, Apollo. L’ordine degli eventi deriva da un volere divino, e quindi non si può

cambiare. Gli uomini non sono totalmente liberi di agire come vogliono. Neanche il

signore degli dei, Zeus, è totalmente libero di agire: sopra di lui si muove la “moira” = la

legge della necessità universale che neanche Zeus può alterare. La preghiera è

fondamentale: è parola efficace, è atto puro; gli dei possono provare gli stessi sentimenti

umani, amore, protezione, odio. L’ Iliade vede schierati gli dei l’uno contro l’altro: Apollo e

Afrodite con i Troiani; Era, Atena e Poseidone con i Greci.

La purezza rituale è necessaria prima di qualunque atto religioso: il sangue, la polvere, la

morte devono essere tenuti lontani dal contatto col divino. Il mondo degli dei appare

come una grande famiglia allargata: il I canto dell’ Iliade racconta dello scoppio

dell’epidemia nel campo troiano, Agamennone riunisce gli eserciti e ascolta Achille;

offeso, Achille prega la madre Teti che a sua volta prega Zeus di punire i troiani. Zeus

cede e torna sull’Olimpo: lo aspetta Era, e il dialogo fra i due coniugi diventa minaccioso,

ma Zeus fa sentire la sua ira, che spaventa Era. Gli dei sull’Olimpo hanno la sede

comune, ma ognuno ha anche la sua dimora privata, ogni dio possiede un luogo amato,

come per es. Zeus l’Ida, Ares la Tracia, Poseidone l’Etiopia. Un lato importante che

mostra Omero è il problema della morte e del destino dei defunti: il rito funebre serve a

consentire ai morti il passaggio verso la nuova condizione, ma li libera anche, dal

contatto con la distruzione e la corruzione. L’epoca micenea conosce solo l’inumazione in

tombe collettive, ma successivamente compare anche la tomba a cista, e l’incinerazione

sostituisce l’inumazione. I due episodi importanti riguardo a quest’argomento sono:

- I funerali di Patroclo il lutto inizia quando Achille viene informato della morte

dell’amico Patroclo. Disperato, si rende simile al morto, cancella i suoi tratti

umani, la bellezza del suo corpo viene celata, le ancelle si battono il petto e

intonano lamenti. La sera Achille e il suo esercito mangiano il pasto funebre. Nella

notte Patroclo compare ad Achille in sogno, e lo prega di dargli sepoltura per

trovare la pace. Il rito funebre quindi è l’atto che permette al morto di separarsi

dai vivi. Achille celebra i funerali e fa una preghiera: che le sue ossa possano

essere unite a quelle dell’amico. Agamennone all’alba manda i troiani a tagliare

tronchi sull’Ida; Achille fa lo stesso disperandosi. Achille sfinito si addormenta. Al

risveglio, ordina ai troiani di separare le ossa di Patroclo e deporle in un vaso

dorato, e di costruire un tumulo non tanto sontuoso. Le ossa vengono raccolte in

teli di lino; il cerimoniale così si compone di: per primo viene il lamento, poi il

banchetto funebre, le offerte al defunto, il sacrificio, le libagioni, l’incinerazione,

l’elevazione di un tumulo e i giochi di commemorazione.

- La discesa di Odisseo nell’Ade Ade sorge ai confini di Oceano, dove si mescolano

le acque dell’Acheronte, del Piriflegetonte, del Cocito (nato dalla fonte Stige).

Odisseo convoca le ombre dei morti, scavando una fossa, versando libagioni di

miele, vino e acqua, spargendo sopra della farina. Odisseo poi scanna un ariete

nero, e si affollano vicino a lui le anime dei trapassati.

Esiodo, poeta greco, è autore di due importantissimi testi epico-didascalici: la “Teogonia”

e “Le opere e i giorni”. Nella Teogonia Esiodo illustra l’origine degli dei e del cosmo:

all’inizio c’era solo Caos, un vero abisso; da Caos ha origine Gaia, Notte, Tartaro (il luogo

delle tenebre) e Amore (principio di forza dell’universo).

- Gaia da vita a una prima generazione di dei da sola: Cielo, Urano, i monti, Ponto

(il mare) che a loro volta si riproducono.

- Notte genera da solo Destino, Kera, Morte, Sonno, Sogni, Biasimo, Dolore,

Esperidi, Moire, Nemesi, Inganno, Tristezza, Vecchiaia, Discordia.

- Gaia si unisce con Urano e danno vita ai Titani, Crono e altri.

- Gaia è schiacciata da Urano e solo l’inganno ordito da lei con l’aiuto del figlio

Crono la libera dall’oppressione: il taglio dei genitali di Urano è fonte di

rinnovamento, perché gettati nel mare, danno vita alla spuma da cui nasce

Afrodite.

- Il regno di Crono sarà poi scalzato da Zeus.

§ Dei, eroi. Fisionomie e culti.

Il dio accoglie in se una doppia natura: Apollo per es. è uccisore e violento, ma è anche il

dio della musica, della medicina; Artemide è la dea vergine della caccia e presiede anche

ai riti matrimoniali; Afrodite, è dea della bellezza, della forza rigeneratrice, della fecondità

e del mare.

- Zeus dio signore del cosmo, padre del cielo, signore dei fenomeni atmosferici.

Ha gli epiteti di “Altitonante”, “scuotitore del fulmine”; i suoi regni sono l’Arcadia e

Egina, e il monte Ida. L’Olimpo è localizzato in Tessaglia e diventa la patria di

Giove adulto. Zeus inghiotte Metis, la dea dell’intelligenza, e dalla sua testa uscirà

Atena. Zeus incarna anche il principio dell’equilibrio e di dike, la giustizia; Zeus è

garante dell’autorità di giudici e sovrani, protettore di supplici e profeti. È anche

divinità panellenica, ossia celebrata in tutte le città.

- Era sposa e sorella di Zeus, è una divinità complessa: incarna il principio di

continuità matrimoniale nell’universo. Ha un volto violento, è persecutrice delle

amanti mortali di Zeus, ha un potere distruttivo che le arriva dalla sua natura

primordiale. Gode di un culto privilegiato ad Argo, Olimpia, Tirinto, Samo.

- Poseidone e Ade fratelli divini di Zeus e Era: Ade è il signore degli Inferi, dio

della morte e dell’Oltretomba; Poseidone domina il mare, ma ha anche un legame

profondo con la terra e i cavalli, ha l’epiteto di “scuotitore della terra”.

- Demetra la dea delle messi, legata ai riti agrari e all’agricoltura.

- Persefone o Kore, la figlia amata di Demetra ha un destino infelice: la fanciulla è

attorniata dalle ninfe e sta raccogliendo fiori; è attratta da un narciso splendido,

cresciuto per insidiarla da parte del dio degli Inferi, Ade. Persefone tenta di

cogliere il fiore, viene inghiottita dalla terra dal dio Ade, la sposa, e Persefone così

diventa la regina del regno dei morti. La madre senza saper nulla, si veste con un

mantello nero, si lancia alla ricerca della figlia e vagabonda per 9 giorni, e durante

questi giorni inaridisce completamente la terra. Si arrabbia con Zeus, e la dea

giunge ad Eleusi nelle sembianze di una vecchia, viene ospitata dalle figlie di

Celeo, il re, che le affidano il fratellino Demofonte. La dea pretende che le venga

costruito un tempio e lì trascorre i suoi giorni, la terra continua a essere sterile,

per un anno gli uomini muoiono. Zeus interviene e placa con l’aiuto degli altri dei,

l’ira di Demetra, strappando ad Ade una promessa, ossia restituire Persefone alla

madre e trattenerla nell’Ade per 4 mesi l’anno. Demetra fa sì che la terra rifiorisca

e consegna ai mortali il dono dei misteri.

- Afrodite dea dell’amore, della bellezza, della carnalità; in Omero la sua patria è

Pafo, città cipriota. La nascita della dea è avvenuta

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosy988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Berlinzani Francesca.
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