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Storia Greca – rielaborazione personale di appunti e conoscenze personali pregresse.

NB. Negli appunti si citano anche le prime civiltà del Mar Egeo. Questo perché gli

studiosi (antichi e moderni) hanno sempre dibattuto sul punto di inizio della storia

greca.

Le prime civiltà egee occupano la parte meridionale penisola balcanica, l’Ellade.

Geograficamente è mutevolissima e varia, ha: coste, golfi, porti e canali. Ci sono

catene montuose che in varie sue parti tanto che dividono la regione in piccoli territori.

Grazie ai monti ricoperti da selve si ha molto legname per costruzioni navali; gli

altipiani sono utili per i pascoli. Ci sono in alcune zone ricche miniere di piombo e

argento nonché cave di marmo pregiato. Il terreno però è povero, c’è limitata

disponibilità di acqua per irrigare e quindi la resa dei prodotti è scarsa. Nel complesso

il paese è povero. Tra III e I millennio a.C. giunsero diversi gruppi di invasori (i futuri

Elleni) provenienti dalle regioni del Mar Caspio. Gli elleni forse erano di stirpe aria o

indoeuropea giunti muovendo lungo la costa settentrionale del Mar Nero e

attraversando il Danubio; si fermarono nella Macedonia. Nella secondo metà III

millennio a.C., scesero verso sud in maniera stabile (vi dimorano). Non avvenne tutto

nello stesso momento ma in varie ondate. Troviamo: Ioni, Eoli, Achei, Dori. Gli Ioni

nell'attica e nell’isola Eubea; Eoli in Tessaglia, Grecia centrale, Boezia, e attraverso il

golfo di Corinto nel Peloponneso centrale (una parte si spostò a Cipro e in Pamfilia

[Asia Minore]); Acheo-Dori prima sostarono nella Grecia centro-occidentale e Epiro, ma

premuti dagli Illiri, si spinsero verso il Peloponneso occupando: Acaia, Argolide,

Laconia, Messena, Èlide. L'età più remota ellenica, con molte manifestazioni nella

parte orientale della penisola, a Creta e nell'Asia Minore è detta Egea (dal bacino) ed è

divisa in due periodi: periodo cretese (2200-1500 a.C.) e miceneo (1500-1100 a.C.).

I cretesi costituiscono una civiltà insulare (si stabiliscono a Creta); la loro

stabilizzazione si ha nel III millennio a.C. Si fusero coi primitivi abitatori: ecco la civiltà

“egea”. Sono al riparo dalle invasioni visto che vivono su un’isola, hanno maggior pace

e stabilità. I cretesi emersero tra tutti gli abitatori; la l’origine è incerta. Creta è al

centro dei traffici del Mediterraneo = sviluppa contatti con tutti i popoli orbitanti sul

Mediterraneo. La vita, in un primo momento, è nella parte orientale, coltivando e

producendo vino e olio (hanno fertili pianure) e commerciano grazie al mare con le

altre isole dell’Egeo e con le città dell’Asia Minore e dell’Egitto; esportando anche

rame, oro, argento, avorio).Si sviluppò un’arte raffinata. Conoscevano la scrittura:

partirono dai pittogrammi, poi usarono la Lineare A e dopo la Lineare B. la donna ebbe

un ruolo importante: dava il nome alla famiglia e vi curava il patrimonio

L’archeologo inglese, Evans, scoprì i resti di Cnosso, Festo, Mallia, (palazzi imponenti

del 1900 a.C.) Forse governava un solo re sull’isola; questa civiltà si diffuse nel

Mediterraneo e conobbe le altre civiltà coeve.

La civiltà declinò dal 1750 a.C. sia per una rivoluzione che per vari cataclismi

(terremoti ed eruzioni vulcaniche): anche i palazzi furono distrutti da questi cataclismi;

poi innalzati di nuovi palazzi, più grandi; Cnosso divenne il centro politico. Dal 1600 al

1400 a.C. vi dominò una potente dinastia (monarchia assoluta). Dal nome di questi re,

chiamati Minosse abbiamo la civiltà minoica. I sovrani di Cnosso erano re-sacerdoti.

Minosse era figlio di Zeus che lo ispirava nel governare con giustizia e saggezza.

Cnosso fu anche il centro religioso dell’isola. Culto principale: Dea Madre, di maternità

e fecondità di terra e uomini.

Col consolidarsi del potere della dinastia di Minosse, relazioni e scambi commerciali col

Mediterraneo si fecero più intensi. Questa civiltà cretese si estinse tra 2300 e 1400

a.C. ma non ne sappiamo il motivo: forse una catastrofe naturale o un’eruzione

vulcanica (la Bibbia stessa cita la nube di cenere che giunse fino in Palestina) che

provocò un maremoto che distrusse parte dell’isola o l’arrivo degli achei di Micene

(antiche popolazioni greche micenee, del Peloponneso). La civiltà che fiorì dopo era di

stampo miceneo.

I micenei erano una popolazione indoeuropea, prima guerrieri (abili a fabbricare le

armi e questa cosa rimase sempre) poi pastori nomadi; al 2000 a.C. si stabilirono nel

Peloponneso (varie ondate di scese dal nord attraverso i Balcani. Si insediarono nella

alture dell’Argolide e dal 1600 al 1200 a.C. fondarono numerose città difese da

imponenti mura; furono potenza sia militare che marittima grazie a Micene che

controllava i traffici del Mediterraneo orientale e nel Mar Egeo, conquistando Creta. I re

delle città erano capi militari. Erano abili nel fabbricare armi. Conquistando Creta

subirono l’influsso della raffinata civiltà cretese ma di base restarono col loro tipico

carattere guerriero. Gli achei furono i primi greci (dal 2000 a.C. al 1200 a.C.).

Si espansero dal XV al XIII secolo a.C. nell’area egea fino ad occupare tutta la Grecia a

sud della Tessaglia e le isole egee. Seguendo le rotte dei cretesi, compierono

spedizioni piratesche e fecero bottino. Creta fu usata come base per l’attività

mercantile (di cui infine assunsero il controllo totale mediterraneo delle rotte) e

guerriera. Fondarono colonie anche nell’Italia Meridionale (es. Taranto). Come scrittura

usavano la Lineare B che deriva dalla Lineare A. Società controllata da re e regina

delle città. I re erano anche giudici e sommi sacerdoti. Nella scala sociale venivano poi

nobili e guerrieri e dominavano sui lavoratori (quest’ultimi vivevano nella parte bassa

della città o nelle campagne; erano liberi ma senza terre).

Nel 1230 a.C. sconfissero Troia che controllava i traffici col Mar Nero visto che la città

controllava l’accesso a questo mare (l’Ellesponto, oggi Stretto dei Dardanelli: si

pagava il pedaggio per passare dallo stretto) per controllare la Troade e sostituire Troia

nei traffici. Dal 1200 a.C. i vari regni entrarono in crisi, venne meno l’unione tra le città

greche: i territori controllati erano troppi. Le città furono abbandonate o distrutte: forse

la famosa “calata” dei Dori, infatti si impadronirono di: Argolide, Laconia, Messenia

(nel Peloponneso). Occuparono poi le Cicladi e Creta. Si ipotizzano anche lotte interne.

Comunque dal 1200 a.C. non si hanno più loro notizie. Seguirono secoli “oscuri”: il

Medioevo Ellenico.

IMPO: dall'epoca micenea si era sviluppato nel mondo greco una tradizione di poesia

non scritta, che narrava le vicende di dèi e eroi e celebrava le gesta di re e personaggi

famosi. I cantori erano detti aèdi: componevano i poemi o li recitavano nelle cerimonie

o banchetti, accompagnandosi con la lira. Questi poemi, trasmessi oralmente, si

vennero ampliando e costituirono un repertorio di miti e leggende al quale attinsero gli

autori di Iliade e Odissea. Le leggende fiorirono in Grecia nell'ultimo periodo dell'età

micenea (XIV-XII secolo a.C.). Leggende che celebravano le gesta di singoli eroi

(Ercole, Teseo, Bellerofonte, Ulisse) o di eroi impegnati insieme in un'impresa

(spedizione degli Argonauti), oppure le guerre (es. quella di Troia). Queste leggende

per molti secoli non furono scritte (scrittura conosciuta in età micenea, ma poco

diffusa, non usata per opere poetiche), ma tramandate oralmente, affidate alla

memoria di cantori-poeti (aèdi), e soggette ad ampliamenti e modifiche. Dall'800 a.C.,

alla fine del Medioevo ellenico (XI-IX sec. a.C.) le leggende epiche furono scritte e

tramandate ai posteri in forma definitiva o quasi. Nacquero tra VIII e VII secolo a.C.

quasi tutti i poemi epici (tra cui quelli omerici).

Dopo la civiltà micenea abbiamo la formazione del mondo greco. La civiltà greca fiorì

tra il 1000 a.C. e il 146 a.C. La civiltà greca ha 3 sottoperiodi: arcaico (dall’VIII al VI

secolo a.C., consolidamento delle città-Stato e dall'espansionismo greco lungo le coste

del Mediterraneo [Magna Grecia]), classico (dal V a.C. al IV sec. a.C.; conflitto coi

persiani e influenza sull’Impero Romano), ellenistico (dal 323 a.C. al 146 a.C.: dopo è

conquistata dai romani).

La calata dei dori fu imponente e distruttiva; comunque, i greci da loro impararono

l’arte della lavorazione del ferro. I Dori erano più battaglieri e lasciarono una

significativa impronta di questo tipo su Sparta. Si formarono in Grecia vari stati

indipendenti tra loro e emerse il modello della città-stato (detta anche polis; poleis al

plurale). La via di comunicazione privilegiata era il Mar Egeo, per questo le città

sorsero lungo le coste; era un mare tranquillo e navigabile = importante anche per i

commerci. In origine la polis era solo la città alta fortificata e sede del palazzo reale.

Nella città bassa, senza mura, vivevano artigiani e contadini. Col tempo e l'aumentare

della popolazione, decadeva il potere del re e cresceva l'importanza dei nobili e dei

ricchi, il nome designò entrambe le città: alta (acropoli) e bassa. Nella Polis si

trovavano Palazzo del consiglio degli anziani, templi, tribunali e l'agorà, dove i cittadini

si riunivano in assemblea per discutere e dove si svolgeva il piccolo commercio di

compravendita. La polis comprendeva inoltre tutto il territorio circostante = campi,

pascoli, villaggi, porti costieri. La polis poteva essere governata da una persona sola o

da molte, ma tutti i suoi cittadini dovevano sentirsi uomini liberi e considerare proprio,

per diritto di nascita, ciò che la loro città possedeva. Il re chiedeva parere e consiglio

agli àristoi (classe di nobili), questo perché nel tempo era aumentato il loro potere ed

era diminuito quello del re. Spesso re e nobili erano in aspri contrasti tanto da arrivare

a tentativi (più o meno riusciti di usurpazione). VIII sec. a.C. in molti Stati Greci gli

aristocratici erano classe dominante e la monarchia era stata abolita. il potere passa al

consiglio permanente formato dai nobili (aristocrazia): membri prima eletti a vita, poi,

di anno in anno. Quindi dall’VIII a.C. c’è l’ascesa dell’aristocrazia. I vari stati greci

erano spesso in guerra tra loro. La polis doveva mantenere una forza militare di difesa.

I cittadini governavano le città e per le decisioni si riunivano in assemblee. Atene

(democratica e attenta alla cultura) e Sparta (oligarchia e carattere guerriero) sono le

due città principali (nonché acerrime nemiche). Nel VII a.C. inventarono la moneta. I

mercanti Greci non potevano pagare le merci che andavano a cercare per tutto il

Mediterraneo col grano, come facevano gli egizi, perché non ne avevano sufficienza.

Dopo la scoperta del ferro, usarono lingotti di questo metallo ed anche utensili.

Trovarono più pratico usare piccoli lingotti di metallo prezioso come l'elettro (lega oro-

argento). Ciascuno mercante incideva sul pezzo di metallo i suoi segni di

riconoscimento, così poteva essere sicuro del suo valore quando veniva pagato con

esso. I greci inventando le monete si tolsero anche l’ingombro delle monete; le fecero

di grandezza diversa e diverso valore. Le loro credenze religiose ci sono arrivate

sottoforma di mito (leggende). Sono politeisti; sono importantissimi i templi e i riti

compiuti dai sacerdoti. Dal 776 a.C. a Olimpia, città della Grecia, si svolsero ogni 4

anni i giochi olimpici. Per assistervi arrivavano persone da tutta la Grecia (secondo la

tradizione era Zeus a chiamarli). Olimpia non era propriamente una città ma un luogo

dedicato al suo culto. Durante i giochi olimpici c’è la tregua totale da ogni conflitto tra

le poleis (“tregue olimpiche”. Quando i nobili si impadronirono del governo delle città-

stato, usarono il potere per accrescere ricchezze a spese dei poveri (soprattutto

contadini). I contadini piccoli proprietari erano costretti nelle annate di cattivo

raccolto, a fare debiti coi nobili: non riuscendo a pagare, finivano col cedere loro la

terra o diventando schiavi. I nobili concentravano nelle loro mani vasti possedimenti;

molti contadini, rimasti senza terra, dovevano andare a lavorare come salariati i campi

dei nobili e poiché non avevano interesse a migliorare la produzione agricola, le

condizioni dell'agricoltura peggioravano. Nell'VIII sec a.C. la situazione si aggravò. Con

l'aumento della popolazione, famiglie sempre più numerose e la parte di terra

ereditata da un figlio alla morte del padre si faceva più piccola e insufficiente a

sfamare lui e la famiglia. Quindi i contadini che avevano poca terra, o l'avevano

ceduta per pagare i debiti, cercarono altra terra al di là del mare: regioni secondo i

naviganti ricche e fertili. Le prime colonie greche furono agricole, dall'VIII sec. a.C. in

poi, ogni città-stato cominciò ad inviare contadini oltremare. Una volta nella nuova

terra i coloni riacquistavano i diritti del cittadino libero e ottenevano un appezzamento

di terreno. Le colonie erano autosufficienti e indipendenti, anche sé medesima lingua,

religione, leggi, mantenevano saldi i legami con la città madre. Dove i greci si

stabilivano, gli abitanti erano ridotti i schiavitù o venivano inseriti nella comunità degli

occupanti adottandone usi e leggi. Col tempo nacque la nuova classe sociale di

mercanti e artigiani che si aggiunsero agli aristocratici = oligarchie; situazione

insostenibile per le classi popolari (oppresse) = contrasti e lotte interne. Importanti in

questo senso le leggi scritte: non si interpretava più arbitrariamente (legislatore scelto

per redigerle fu lo straniero Solone).

Atene e Sparta due città differenti

Nell'organizzazione sociale e politica di Sparta predominava la classe di nobili

guerrieri, spartiàti, discendenti dei Dori conquistatori, che avevano tenuto per sé le

terre migliori della pianura; si dedicavano esclusivament

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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