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Creta e i minoici

Sir Arthur Evans e la scoperta della civiltà minoica

La civiltà minoica è un’acquisizione moderna in quanto lo scopritore di tale civiltà è Sir Arthur Evans (1851-1941), amico-nemico di Heinrich Schliemann, scopritore della civiltà micenea. A Evans si deve la scoperta del palazzo di Cnosso, oltre che alla sua ricostruzione, e delle scritture Geroglifico e Lineare A. Figlio di John Evans, archeologo con interessi preistorici, quindi proveniva da una famiglia ricca ma in lui è fondamentale il suo profilo culturale e politico, strettamente legato all’esperienza inglese ed infatti era un uomo di sua maestà.

Il termine palazzo è dato da Evans richiamando il palace inglese, ma nella civiltà minoica non era inteso come centro di potere. Fu infatti il padre di tanti stereotipi e luoghi comuni sul mondo minoico. Fortemente influenzato dall’evoluzionismo e dal positivismo vedeva i cretesi come un popolo felice che venerava la natura. Chiama la civiltà scoperta "Minoica", da Minosse, che Evans, con una lettura evemeristica del mito, pensa sia esistito realmente come Re di Cnosso. Vede in Minosse un re sacro, re mago che si recava a fare visita a Zeus, collegandosi alla stessa visione espressa da James George Frazer nel Ramo d’oro. In realtà, "Minos" è un eponimo, probabilmente un titolo assegnato a tutti i regnanti cretesi.

Quadro cronologico generale

  • 2100-1900 - Fase prepalaziale: Mentre la Grecia continentale è segnata da distruzioni e ridimensionamenti, a Creta si continua a sviluppare una complessità sociale che metterà in crisi un'organizzazione territoriale basata sul villaggio e culminerà con la formazione dei primi Palazzi.
  • 1900-1700 - Fase dei primi palazzi:
    • Tre grandi palazzi cretesi: Cnosso scoperto dagli inglesi, Festo nella pianura della Messarà con tradizione di studi italiani: Federico Alber, Doro Levi, Giovanni Pugliese Carratelli; Mallia dove lavorano inglesi, americani, tedeschi.
    • Tra loro erano indipendenti (a macchia di leopardo) e quindi non organizzati gerarchicamente.
    • La società si articola, diventa più complessa; nasce il palazzo: sistema di aggregazione basato sulla organizzazione della produzione e del lavoro (linea reale e interpretativa di Colin Renfrew).
    • Scrittura: geroglifico cretese (non decifrata), necessaria in funzione burocratico-amministrativa.
  • ca. 1700 - Stagione di crisi: Si registra una interruzione materiale: crisi del sistema palaziale spesso interpretata in senso catastrofista (eruzione vulcano isola Santorini) o invasionista, convinzioni retaggio del positivismo.
  • 1700-1450/1375 - Età dei secondi palazzi o Neopalaziale:
    • I palazzi rinascono, più complessi e articolati, negli stessi luoghi affiancati da palazzi più piccoli.
    • Si affermano importanti stili artistici ceramiche.
    • Centralità amministrativa di Cnosso.
    • Diffusione di modelli cretesi (iconografia e stili) in tutto l'Egeo: fenomeno di irradiazione culturale (ad es. troviamo affreschi minoici a Santorini).
    • Scrittura: Lineare A (non decifrata) più articolata del geroglifico cretese, necessaria in funzione burocratico-amministrativa.
  • 1450 - Prima data "fine": Data a cui viene fatta risalire la prima tavoletta in Lineare B ritrovata a Cnosso: indicherebbe colonizzazione da parte dei Micenei (?).
  • 1375 - Seconda data "fine": Da questa data scompare il termine KEFTIU, "cretesi", dalla dettagliata documentazione egizia.

Possibili ragioni della fine della civiltà minoica: esplosione vulcano? Invasione micenea? Rivolte interne? Relativamente alle istituzioni minoiche la tradizione non ci dice nulla ma dai palazzi e dal mito del re Minosse si ritiene fosse una società gerarchica. Inoltre, Minosse si ritiene sempre di più non essere stato uno specifico re ma un eponimo. Difficile capire chi comandasse e quali fossero le istituzioni minoiche anche perché l’iconografia cretese mostra solo scene di vita quotidiana e agraria.

Le fonti del minoico

Fonte Problemi Conseguenze
Tradizione mitica Il mito non è storia: è un discorso creato o modificato perché funzionale in un determinato momento, e proiettato nel passato. Il mito evolve, viene rifunzionalizzato. Dal punto di vista filologico, è storicamente inattendibile e inutilizzabile per comprendere la civiltà minoica.
Testimonianze epigrafiche Le scritture minoiche (Geroglifico e Lineare A) non sono decifrate. Testimonianza ricca ma muta.
Archeologia (fonti materiali) Iconografia bella, varia, fortemente idealizzata, ma poco eloquente. Poco utile per comprendere le istituzioni del potere.

Il mito della Talassocrazia

Talassocrazia: "dominio del mare". Concetto introdotto da Tucidide, che nell'"Archeologia", i primi 22 capitoli che fanno da preambolo alla Guerra del Peloponneso, parla di un dominio esercitato da Minosse su tutto l'Egeo, caratterizzato dall'eliminazione dei pirati e l'istituzione di un sistema tributario (fa un’operazione di pulizia e polizia). Tucidide però vive nel V sec. ed effettivamente sul piano archeologico si diffonde nell’Egeo durante l'età Neopalaziale la cultura minoica, e ne è una prova l’isola di Santorini dove si trovano affreschi minoici.

Negli anni '50 del ‘900 sono prevalse tesi combinatorie, ovvero gli studiosi hanno unito Tucidide con quanto di archeologico ritrovato concludendo che Creta in età Neopalaziale avesse instaurato una talassocrazia. Il difetto combinatorio sta nell’unire fonti letterarie e archeologiche senza un fondamento solido dal punto di vista scientifico-critico. Ogni fonte andrebbe analizzata singolarmente e senza sovrapposizioni. Tucidide ha inoltre avanti a sé il modello ateniese di V sec. per questo ci parla di tassazione, cosa che per l’epoca era poco probabile.

Inoltre, nell’Egeo si sono diffusi stili e modelli minoici, non strutture militari: non c'è prova di un espansionismo di tipo militare da parte dei minoici. A ciò si aggiunge il fatto che Tucidide non potesse ricordare, almeno con esattezza quel mito, in quanto il mito si rifunzionalizza continuamente.

I Micenei

"Inizio" della civiltà micenea: i circoli tombali

Cambia lo scenario poiché non ci troviamo più a Creta ma nella Grecia Continentale. La facies di riferimento è l’elladico, ovvero la cultura materiale della Grecia continentale tra II-III millennio. Intorno al 2000 a.C., mentre a Creta si stavano sviluppando i palazzi, in Grecia si diffonde la Ceramica Grigia Mini (Gray Mynian Ware), ceramica che gli archeologi identificavano essere propria dell’antico popolo dei minoici.

La diffusione di questa ceramica fu messa in rapporto dagli studiosi con l’arrivo degli indoeuropei. Esisterebbe un elladico preindoeuropeo mentre tutta la storia dal II millennio in Grecia sarebbe indoeuropea. Quindi con la diffusione della Ceramica Grigia si fa coincidere con la venuta di un nuovo popolo, tradizionalmente intorno al 2000 a.C., ovvero gli indoeuropei. I micenei che scrivevano in Lineare B hanno di fatto una lingua indoeuropea, che noi conosciamo e traduciamo.

Il miceneo è una cultura che si evolve all’interno dell’elladico e tale cultura si diffonde dal 1650 a.C. (limite cronologico). La civiltà micenea inizia col ritrovamento di due circoli tombali a Micene:

  • Circolo A: portato alla luce negli anni '70 dell'800 da Heinrich Schliemann, e datato al 1550 a.C. Si tratta di tombe a fossa (Shaft Graves) in cui sono inumati personaggi appartenenti a un'élite di guerrieri, insieme a un corredo molto ricco e variegato e ciò lo differenzia dalle altre tombe dell’elladico che erano più povere.
  • Circolo B: portato alla luce negli anni '30 del '900 da Iorgos Mylonas, e datato al 1650 a.C.

I circoli tombali di Micene sono una novità materiale. Infatti, sono presenti bronzi e motivi culturali Cretesi, manufatti di tradizione egiziana, lapislazzuli dall’odierno Afghanistan, ambra proveniente dalla zona baltica. Sono segno di una società stratificata, quindi complessa e organizzata. Non si può dire con certezza che le élites dei circoli tombali abitassero già nei palazzi che caratterizzano la civiltà micenea.

Chi sono i Micenei?

Si è interrogato su chi fossero i minoici e fino a qualche tempo fa, prevaleva un'interpretazione esogena dell'origine dei micenei:

  • Coloni minoici per la tesi di Evans, che si ricollegava alla talassocrazia ricordata da Tucidide.
  • Gli Hyksos cacciati dall'Egitto, essi erano mercenari ed ebbero anche una dinastia di faraoni quando Mosè era bambino.
  • Popoli indoeuropei provenienti da Nord data la presenza dell’ambra. Quindi i micenei venivano interpretati in termini invasionistici come un nuovo popolo arrivato in Grecia.

Oggi prevale una visione endogena: La società delle città micenee si forma gradualmente e si organizza attorno a un'élite di guerrieri, che emerge grazie al controllo di dinamiche economiche legate alla posizione geografica della comunità, vantaggiosa per i commerci. La regione è infatti attraversata da direttrici risalenti al Neolitico (Renfrew) (Argolide, isola di Egina che si affacciano sul golfo di Corinto e Saronico) e così si spiegherebbe anche la varietà di materiali ritrovati nelle tombe. Sintesi: intorno al XVII secolo a.C. la Grecia Elladica è attraversata da una strutturazione della sua società in alcuni punti nevralgici.

I palazzi Micenei

Il termine Miceneo fu coniato da Schliemann, termine errato poiché fa pensare che riguarda solo Micene e che sia la capitale di un regno, ma tale termine non si è potuto sostituire. Al posto di miceneo si può usare Acheo, termine con cui Omero indicava i Greci. La società micenea è di tipo palaziale, i principali palazzi micenei sono:

  • Micene e Tirinto (Argolide),
  • Pilo (Messenia) da dove veniva l’eroe Nestore,
  • Tebe (Beozia) che ci ha dato le tavolette più recenti,
  • Atene (Attica) palazzo poco conosciuto,
  • Iolco (Tessaglia) che richiama gli argonauti,
  • Cnosso (Creta) che ha prodotto anche molte tavolette in Lineare B.

Differenze dei palazzi micenei con quelli minoici:

  • Si può chiaramente identificare un'area "regale" di esercizio del potere.
  • Sono costruiti su alture e con un'architettura più "chiusa", mentre quelli micenei sono più aperti. Si è pensato che tale differenza stesse nel fatto che i primi sono pacifici mentre i secondi militari, in realtà è una differenza strutturale data dal fatto che quelli minoici sorgono in pianura mentre quelli micenei sulle alture.
  • Non si sviluppano su diversi piani.

La società micenea importa da Creta il modello del palazzo e ciò è confermato anche dalla scrittura (ma NON la lingua: il miceneo è una lingua indoeuropea). La Lineare B, usata dai micenei, ha infatti molti segni in comune con la Lineare A, anzi ne deriva, ma la lingua che sta sotto la Lineare A non si conosce mentre quella della Lineare B è indoeuropeo e per questo le tavolette sono state decifrate. Un esempio di ciò è dato dalla parola re che in miceneo si dice wanaka e che richiama il re in greco che si dice anax. Essa è quindi una forma di Greco arcaico.

Le tavolette in Lineare B e la loro decifrazione

La Lineare B è la scrittura sillabica che fu decifrata nel 1952 da Michael Ventris (crittografo durante la II guerra mondiale) e John Chadwick (filologo); in particolare Chadwick intuisce che l'ideogramma presente al fondo di alcune parole rappresenta la parola che lo precede: ogni segno di Lineare B è una sillaba, l'ideogramma finale è la parola intera es. "TI-RI-PO-ideogramma" corrisponde a "tripode", in miceneo "tiripo". Iniziando a sostituire la sillaba ti nelle varie parole le iniziò a decifrare ed annotare su quadernoni, ma tutt’oggi alcune parole restano indecifrate.

Le tavolette ritrovate sono tavolette di argilla cotte accidentalmente (probabilmente in un incendio ma non si ha la certezza), in quanto si era soliti cancellare il contenuto delle tavolette per riusarle, e che riportano dati amministrativi e burocratici che non ci permettono di conoscere nulla sulle istituzioni e su come era governato il palazzo. Numerose tavolette ritrovate a Micene, Tebe, Pilo, Cnosso, NON ad Atene e Iolco. Le tavolette in Lineare B ci mostrano un mondo diverso da quello descritto da Omero.

Struttura sociale e religione micenee

Dalle tavolette in Lineare B si ricavano alcuni dati sulla società micenea (citazioni da tavolette in corsivo):

  • Al vertice della società micenea c'è il WANAKA:
    • Ha poteri politici
    • Prerogative militari (assegna il bronzo per le armi)
    • Poteri religiosi (definito MIUOMENO, "misterizzato": il participio in forma passiva indica che NON è un "re mago" Frazeriano o un sovrano divinizzato tipico dell'Egitto e dell'Oriente, dai poteri assoluti; il WANAKA si sottopone a riti di iniziazione alla regalità). Anche Omero ci dice che Minosse ogni nove anni andava a rinnovare il potere sul monte Ida. Tale regalità non era vitalizia ma non si sa se fosse o meno familiare
  • Seconda figura: il RAWAKETA:
    • Potere associato alla proprietà terriera: ottiene 1/3 del temèno del WANAKA, come indicato in una tavoletta il temeno è i greco un "recinto sacro", un podere privato del re e che esprime la sua potenza.
    • Comunemente considerato capo militare, dalla radice RA-WA, che sarebbe il greco LAOS, "popolo in armi". PROBLEMA: come essere sicuri che RAWA e LAOS siano la stessa parola? Anche se fossero la stessa parola, come possiamo essere sicuri che il significato non sia cambiato?
  • Terza figura: QASIREU:
    • Associato al termine omerico "Basileus" ovvero "Re".
    • Probabilmente un funzionario periferico (termine presente sulle tavolette anche al plurale), spesso legato ai bronzieri ovvero alla produzione del bronzo ed è un capo officina o borgo mastro (quindi capo di una comunità periferica).
    • Essendo dipendente dal WANAKA, il collasso dei palazzi avrebbe portato i diversi QASIREU a divenire dei "leader locali" che ben si adattano storicamente alle figure eroiche dei re del mito omerico, che in tal caso farebbe riferimento alle Dark Ages.

Dalle tavolette emerge che il mondo miceneo non è uguale a quello omerico, che ha sì come oggetto i micenei ma nella sostanza è età buia. Tale differenza tra mondo miceneo ed omerico emerge ad esempio nel fatto che il guerriero omerico cammina col carro dal quale scende per combattere, mentre questa era invece una tipica arma micenea di cui Omero ne ignora la reale funzione.

Dalle tavolette non si possono ricavare molti dati sulla religione micenea (o Pantheon miceneo), tranne i numerosi teonimi, usati nella registrazione di offerte agli Dei:

  • I micenei sono quindi politeisti.
  • Appaiono Poseidone (importante a Pilo) ed era una delle divinità più importanti a cui sono infatti indirizzate molte offerte, Zeus, Era.
  • Gli Dei sono caratterizzati da una coppia consustanziale Maschio-Femmina: appare la versione femminile di Poseidone, Zeus ecc.
  • Appaiono anche divinità sconosciute a Omero e al mondo greco classico (es. divinità Manasa).

Secondo un altro mito evansiano i minoici veneravano le divinità all’aperto, nelle caverne, nelle grotte e si dice che essi quindi non avessero templi. In realtà avevano aree templari, anche se non come la nostra concezione di tempio, come ad esempio Pakiana area del palazzo sacra a Poseidone e di cui abbiamo testimonianza in una tavoletta di Pilo. L’idea del sacro semplice è tipico dell’evoluzionismo in quanto il sacro presenta sempre una dimensione intellettuale.

I Micenei nel Mediterraneo

L’espansionismo miceneo nel Mediterraneo è dimostrata dalla diffusione della ceramica micenea che era stata codificata nel 1941 ad opera di Furumark (prima attribuita a etruschi o greci): diffusa in tutto il Mediterraneo, in particolare nei luoghi di transito (coste, isole, punti d'accesso all'entroterra) molti reperti micenei nelle Eolie e più in generale nell’ Italia Meridionale.

Dal 1976 si valorizza un nuovo sito miceneo, l'isolotto di Vivara a Procida: ritrovato materiale miceneo (ad opera del professore Marazzi e degli archeologi del Suor Orsola) risalente al XII sec. periodo della crisi del mondo miceneo, ma anche al XVII sec. periodo dei circoli e momento di formazione della civiltà micenea. Ciò ci fa capire che non si tratta di una espansione militare ma essi sin dalla nascita navigavano. Tale ceramica spesso trovata vicino a panetti (lingotti) di bronzo, lega al 90% Rame e 10% Stagno, metalli NON presenti in Grecia.

Gli eroi omerici e coloro che erano seppelliti nei circoli vestivano di bronzo come forma di riconoscimento sociale, ma tale bronzo era necessario procurarselo e commissionano ciò a naviganti (dovevano essere di Cipro, NON andava di certo il wanaka). Le ceramiche si diffondono quindi in luoghi di transito grazie alle popolazioni di naviganti incaricate di trovare le materie prime. Il bronzo tuttavia è solo il simbolo (anche in Omero) di uno status sociale in quanto meno resistente del ferro e inoltre non si può battere. Per combattere si usavano armi in ferro e quando Omero dice che Efesto batte le armi di Achille sta facendo un anacronismo. (Inoltre Omero ci parla anche delle soglie del palazzo di Zeus essere in bronzo).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher thewingsofangel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Federico Eduardo.
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