Periodizzazioni storiografiche della rivoluzione
Classica/Accademica
Decennio rivoluzionario: Variante lunga (comprende periodo napoleonico) e variante corta (si ferma a Termidoro) → rivoluzione borghese capitalista, simbolo dell'emancipazione borghese (Le Febvre). La scuola classica, condizionata dal marxismo (Jaures, leader socialista della II Internazionale pacifista) → George Le Febvre condizionato dall'interpretazione socialista (rivoluzione come lotta di classe e dialettica storica) ma la declina ribaltando il concetto di causa storica: importante mentalità collettiva che interpreta in modo emotivo l'evento vissuto.
Revisionista
Lungo periodo, fino all'avvento della III repubblica (1875) → rivoluzione inizia come agenda borghese volta alla modernizzazione dello Stato e alla formazione dell'elite ma poi deviazione dallo scopo per soddisfare le masse: il fallimento porta al Terrore → ciclo monarchia costituzionale-repubblica-impero si ripete di continuo fino alla III repubblica, quando si riesce a realizzare la modernizzazione.
Contro il concetto di causa
Cobban, Il mito della rivoluzione francese (1950s) → la storia è un insieme di eventi che si intrecciano: il concetto di causa applicato a posteriori è una forzatura. Le Febvre, Folle rivoluzionarie → non c'è una logica causa-effetto tra eventi A e B perché in mezzo c'è la mentalità collettiva che interpreta l'evento. La nozione di causa non ha realtà oggettiva in quanto condizionata dall'intermediazione umana (legame con Annales).
Rivoluzione borghese o popolare?
- Michelet → interpretazione miserabilista: rivoluzione figlia della povertà
- Jaures, Marx, Gramsci → rivoluzione figlia della ricchezza borghese
- Scuola classica → rivoluzione borghese e capitalista
- Scuola revisionista → all'inizio borghese poi deviazione dallo scopo per accontentare le richieste delle masse sanculotte
- Lenin e Mazauric → rivoluzione borghese con superamento temporaneo nell'anno II, quando emergono progressivamente le masse nella politica
Antico regime
- Società di ordini → ha il suo perno teorico nella diseguaglianza derivante dalla nascita (Nietzsche teorico della diseguaglianza, Rousseau dell'uguaglianza). Privilegi nobiliari: no tasse sulla proprietà (sostanziale) e privilegi onorifici come il primo banco in chiesa. [Tocqueville (Stato sociale e politico): distinzione aristocrazia-nobiltà] [Risposta del parlamento di Parigi alla proposta di Turgot della sovvenzione territoriale: disuguaglianza legittima divisione giusta della società; se ci fosse uguaglianza assoluta ci sarebbe il caos; esenzione giustificata dai servizi]
- Prelievo feudale → Deriva dalla proprietà eminente del signore, in grado di riscuotere il complexum feudale (taglia, decima, censo, champart, corvée, bannalità). [Tocqueville (Antico regime e rivoluzione): sentimento dei contadini verso il prelievo signorile e strapotere locale].
- Assolutismo → teorici dell'assolutismo: Bodin (potere sciolto da leggi con facoltà di fare leggi), Hobbes (subordinazione diritti naturali a un potere assoluto per mantenere la pace), Boussiet (diritto divino). Montesquieu distingue assolutismo (re governa con consuetudine e morale naturale come limiti al suo potere) e dispotismo (arbitrio del re e terrore).
Cause della crisi dell'Ancien Régime
Profonde
- Incompiutezza quadro statale (sovrapposizione circoscrizioni)
- Incoerenza del sistema fiscale
- Crisi sociale di tutti i gruppi
- Delegittimazione illuministica dei principi della società aristocratica
Immediate
- Crisi economica (sovrapproduzione viticola, trattato commerciale, raccolto disastroso, sottoproduzione di grano)
- Deficit finanziario
- Personalità del re
Stati generali (5 maggio-9 luglio 1789)
Prima convocazione nel 1302 con funzione consultiva. Dal 1484 il deputato di ogni ordine deve redigere i cahiers de doléances (richieste per la propria giurisdizione) che prefigurano il mandato imperativo (abolito dalla Costituente) → nei cahiers del 1614 si vede ancora l'idea di gerarchia e diseguaglianza, mentre in quelli del 1789 c'è un'apertura verso l'idea di uguaglianza (grazie alle rivoluzioni inglese e americana, al pensiero universalista di Locke e Grozio, all'Illuminismo).
- 5 maggio 1789: Apertura Stati generali → subito problema del voto per testa o per ordine: il Terzo Stato ottiene il voto per testa a suo vantaggio.
- Giuramento della Pallacorda (20 giugno)
- Cambiano nome in Assemblea nazionale (17 giugno): il Terzo Stato convince gli altri ordini (basso clero e nobiltà illuminata) a unirsi a loro.
Assemblea nazionale costituente (9 luglio 1789-13 settembre 1791)
Schieramenti: Aristocratici/neri (ancien régime); Monarchici/moderati (all'interno dei patrioti: pro monarchia costituzionale bicamerale e veto assoluto del re); Costituzionali/avanzati (all'interno dei patrioti; pro monarchia costituzionale monocamerale e veto sospensivo → Mirabeau, La Fayette, triumvirato). In tutto 1315 deputati.
- Presa della Bastiglia [Le Febvre, "1789"]: analizza l'evento rivoluzionario in chiave di mentalità collettiva → i rivoltosi hanno paura della controffensiva delle truppe regie a Parigi e il licenziamento di Necker provoca la paura del complotto. Già dall'11 luglio reazione popolare difensiva (scontri con forze di sicurezza). Il 14 luglio rubano 32000 fucili ma le munizioni sono alla Bastiglia: alcuni entrano per chiederle al governatore, si sparge la falsa notizia che siano stati catturati e si verifica l'assalto.
- Grande paura [Le Febvre, "La Grande Paura"] → dopo la presa della Bastiglia nelle campagne si diffonde la paura immaginaria dell'invasione esterna o dei briganti: reazione difensiva al pericolo immaginario, categoria derivante dall'ancien régime.
- Abolizione regime feudale (notte del 4 agosto) → deriva direttamente dalla Grande Paura. Aboliti privilegi, prelievo feudale, divisione in ordini della società → Decreto del 5 agosto (abolisce diritti feudali) e dell'11 agosto (abolisce decima).
- Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (26 agosto) → varata provvisoriamente dalla Costituente, poi adottata definitivamente come preambolo alla costituzione → carattere universalistico della libertà e dei diritti naturali e inalienabili: unico limite ai diritti può essere la legge. Proclamata uguaglianza formale di fronte alla legge e libertà individuali. Sovranità trasferita dal re alla nazione (nessuna menzione a Dio, re, Chiesa, storia e costumi francesi): giustificata dalla garanzia di protezione dei diritti. Abolizione della tortura e delle pene non necessarie e con coloritura religiosa: progetto di riforma del sistema penale secondo i principi dell'umanità.
- Giornate rivoluzionarie del 5-6 ottobre → due cortei distinti (uno della Guardia Nazionale, uno delle donne popolane parigine) si dirigono a Versailles per costringere il re a trasferirsi a Parigi e ad accettare la coccarda tricolore e la dichiarazione dei diritti → subito dopo il club bretone si trasforma nella Società degli Amici della Costituzione (nascita club dei giacobini).
- Nazionalizzazione beni del clero (2 novembre 1789) su proposta di Tayllerand (beni di prima generazione, circa 10% del totale agrario francese → il mantenimento del clero passa allo Stato quindi gli ecclesiastici diventano funzionari statali eletti dai cittadini attivi) e soppressione ordini regolari (febbraio 1790).
- Costituzione civile del clero (12 luglio 1790, documento di ispirazione gallicana) → clero obbligato a prestare giuramento di fedeltà alla nazione, legge e re → la condanna papale (bolla Quod Aliquantum di Pio VI) arriva appena nella primavera del 1791 e provoca frattura costituzionali-refrattari (per Furet inevitabile). Scontro rivoluzione francese-religione [INTERPRETAZIONI: 1. Aldo Mayer, Le furie → sia rivoluzione francese che russa si scontrano con la religione costituita in quanto troppo intrecciata alle strutture sociali che vogliono eliminare (categoria antropologica esplicativa del fenomeno è la vendetta, derivante dal principio di violenza) 2. Furet, L'idea francese di rivoluzione → rivoluzione inglese propone nuova società in continuità con l'idea puritana; rivoluzione americana si svolge in armonia tra religione e politica (idea di religione civile); rivoluzione francese si scontra con la religione per la ragione filosofica dell'idea dell'azzeramento della storia e rigenerazione totale dell'uomo senza compromesso con il passato].
- Fuga di Varennes (20-21 giugno 1791) → famiglia reale tenta la fuga ma riconosciuta a Varennes e riportata a Parigi → crisi di Varennes: spaccatura nel movimento rivoluzionario; anche nell'elite si diffonde la categoria del complotto del re in combutta con le potenze straniere → prime istanze di repubblica e contestazione della legittimità monarchica (nel club dei giacobini prime alleanze con il movimento popolare) → crisi si conclude con scissione dei foglianti di Barnave e La Fayette (16 luglio) e massacro del Campo di Marte (17 luglio): un gruppo di cordiglieri presenta la petizione per la deposizione del re all'Altare della Patria e La Fayette dà l'ordine alla Guardia Nazionale di sparare sulla folla.
- Costituzione monarchica del 1791 (13 settembre) → prevede monarchia costituzionale monocamerale e principio di divisione dei poteri: esecutivo forte al re (diritto di veto sospensivo, possibilità di dare fiducia e sfiducia al governo; deve giurare fedeltà alla costituzione); legislativo all'Assemblea legislativa. Sistema elettorale censitario: cittadini attivi, elettori, deputati.
Assemblea legislativa (1 ottobre 1791-20 settembre 1792)
Schieramenti: Foglianti/costituzionali (250 deputati); Indipendenti (300 deputati); Brissottini (150 deputati; gruppo parlamentare con riferimento nel club dei giacobini). Viene deciso il principio di rotazione delle cariche (non reiterato nella Convenzione) quindi i deputati della Legislativa non possono essere rieletti (La Fayette, Barnave, Robespierre). In tutto 745 deputati.
Tre fasi nella storia della Legislativa:
- Primo ministero fogliante (1 ottobre 1791-marzo 1792)
- Ministero brissottino diretto da Roland (marzo-aprile 1792): il re affida ai brissottini (favorevoli all'esportazione della rivoluzione tramite la guerra) il compito di dichiarare guerra alle potenze straniere, nella speranza che rovescino la rivoluzione, ma subito dopo la dichiarazione (20 aprile) dà l'incarico al secondo ministero fogliante (aprile 1792-10 agosto 1792) in cui si svolge la prova pacifica dell'assalto alle Tuileries (20 giugno 1792).
- Governo esecutivo provvisorio diretto da Danton (10 agosto-20 settembre 1792) → dopo la destituzione del re affida a una nuova assemblea, la Convenzione nazionale (eletta a suffragio universale), il compito di redigere una nuova costituzione per la repubblica. La borghesia rivoluzionaria perde compattezza e si consolida l'alleanza di una parte dei borghesi rivoluzionari con il movimento popolare (sezioni sanculotte e Comune insurrezionale segreta, appoggiate dai cordiglieri e Danton, Marat, Robespierre).
- Lotta Brissot-Robespierre all'interno del club dei giacobini in merito alla guerra → Robespierre è uno dei pochi contrari in quanto considera l'impreparazione delle truppe nell'affrontare una coalizione tanto allargata e il rischio controrivoluzionario.
- Dichiarazione di guerra al re di Boemia e Ungheria (20 aprile 1792) → alla coalizione controrivoluzionaria si aggiungono Prussia, Impero asburgico e Piemonte (poi anche Russia e Spagna) → subito disfatte e invasione del territorio nazionale: proclamata la patria in pericolo (11 luglio). I coalizzati lanciano il Manifesto di Brunswick (15 luglio) in cui minacciano di abbandonare Parigi in mano alla sovversione e alle truppe regie se viene attentata la famiglia reale.
- Prova pacifica dell'assalto alle Tuileries (20 giugno 1792) → i manifestanti invadono il palazzo per destituire e intimidire il re ma si ritirano pacificamente.
- Caduta della monarchia (10 agosto 1792) → sezionali parigini e federati provinciali (arrivati a Parigi dopo il proclama della patria in pericolo, portando con loro l'inno marsigliese) invadono le Tuileries e la famiglia reale chiede rifugio presso la Legislativa → dinamica extraparlamentare popolare cambia il destino istituzionale e costituzionale della Francia: senza il re la costituzione monarchica cessa di esistere.
- Stragi di settembre (2-5 settembre 1792) → la folla parigina assalta le carceri e massacra più di 1500 prigionieri tra aristocratici, ecclesiastici e detenuti comuni (considerati in combutta col nemico controrivoluzionario), istituendo dei tribunali provvisori per giudicare e giustiziare tutti → l'episodio è definito da alcuni come primo Terrore prodromico al Terrore dell'anno II. [INTERPRETAZIONI: 1. Scuola classica spiega l'evento in base alle circostanze contingenti (situazione di guerra alle frontiere, Parigi si sente sotto minaccia) 2. Scuola revisionista vede l'evento come inevitabile prodotto della radicalizzazione degli aspetti rivoluzionari 3. Le Febvre accetta le circostanze contingenti ma sottolinea la mentalità collettiva (paura delle armate austro-prussiane) che provoca la catena di paura-reazione difensiva-volontà punitiva]
Convenzione nazionale (21 settembre 1792-26 ottobre 1795)
Schieramenti: Gironda (150 deputati); Pianura (o Palude in senso dispregiativo: è il gruppo più numeroso che determina le maggioranze); Montagna (il termine veniva già usato nella Legislativa ma senza indicare una collocazione specifica: comprende dai 120 ai 288 deputati a seconda della propensione ideologica degli storici) → nella Montagna ulteriori divisioni tra indulgenti, robespierristi, hebertisti (Hebert non è deputato ma leader della sanculotteria). In tutto 903 deputati, ma 745 senza contare i supplenti. Termine "Convenzione" è anglofono, preso dalla Convenzione di Philadelphia incaricata di redigere la costituzione americana.
- Proclamazione repubblica e apertura ufficiale della Convenzione (21 settembre 1792) → il giorno dopo il club dei giacobini cambia nome in Società degli Amici della Libertà e dell'Uguaglianza.
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Scontro Gironda-Montagna (dicembre 1792-2 giugno 1793) per tre questioni fondamentali:
- Dibattito sulle sorti del re al processo di dicembre (Gironda propensa alla clemenza, Montagna favorevole alla condanna a morte in nome della necessità rivoluzionaria)
- Ripresa della guerra alle frontiere (causata dall'esecuzione del re il 21 gennaio 1793) → annessione Belgio, Savoia, Nizza e Renania ma con la nuova coalizione (nuovi partecipanti: Spagna, principi tedeschi, Napoli, Inghilterra) vengono persi Belgio e Renania
- Insurrezione in Vandea (fronte interno di guerra civile) → messa in discussione l'egemonia iniziale della Gironda di Roland e in primavera 1793 viene creato un nuovo sistema di istituzioni speciali per far fronte alle emergenze (Tribunale rivoluzionario, legge contro chi porta armi, Comitato di salute pubblica, rete di comitati di sorveglianza in provincia)
- Insurrezione antirivoluzionaria in Vandea (primavera 1793-primavera 1794 e oltre con chouannerie) → All'inizio è una sollevazione contadina con capi di origine popolare ma presto alla guida subentrano i capi nobili: forte reazione anticittadina e antiborghese (prevalente sull'ostilità contro Ancien Régime). Gli insorti creano l'Esercito cattolico e regio e la Vandea militare → l'esercito viene annientato in autunno 1793 e la repressione viene affidata al generale Turreau con le sue colonne infernali (dà fuoco all'intera Vandea per uccidere insorti, anche donne e bambini) ma l'insurrezione continua sotto forma di chouannerie (guerriglia) in tutti i dipartimenti dell'Ovest fino al 1796, con particolare intensificazione dopo il 18 fruttidoro. [INTERPRETAZIONI DELLE POSSIBILI CAUSE: leva militare obbligatoria; sentimento religioso radicato e reazione all'esecuzione del re (legittimisti); ignoranza e fanatismo (repubblicani); ostilità al governo centrale della borghesia cittadina quindi conflitto città-campagna (Paul Bois)]
- Egemonia giacobina/dittatura montagnarda (2 giugno 1793-27 luglio 1794) Colpo di stato montagnardo (2 giugno 1793) → sezionali sanculotti armati invadono la Convenzione e arrestano 29 deputati girondini: sotto la minaccia delle armi i deputati rimasti si arrendono → caduta della gironda provoca la rivolta federalista delle province contro il governo centrale. Caratteristiche fondamentali alleanza rivoluzione-movimento sezionale sanculotto → termine "sanculotto" è un neologismo originatosi nei salotti settecenteschi per indicare i non nobili. Nel periodo...
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