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ESTRATTO DOCUMENTO

inoltra al papa tramite un riassunto (se approvata, il papa segnava di propria mano Fiat;

anche il vicecancelliere poteva approvare d'ufficio e scriveva concessum) (non

indispensabile)

2) Intercessio: intervento propiziatorio di persone vicine all'autorità (non indispensabile)

3) Interventio: intervento di personaggi. Le liste dei testimoni rappresentano un elemento di

maggiore solennità (talvolta solo simbolica)

4) Iussio: l'ordine impartito dall'autorità di redigere il documento

5) Redazione: stilare il documento in forma di minuta (talvolta funge come tale la petizione),

poi riportata in bella copia da uno scrittore (dopo la seconda iussio). La minuta tiene conto

delle caratteristiche interne, la bella copia di quelle esterne.

6) Registrazione: trascrizione in un apposito registro di ogni documento spedito (non

indispensabile)

7) Roboratio: convalida del documento tramite intervento dell'autore che lo sottoscrive;

recognitio cancelleresca; sottoscrizioni dei testimoni; apposizione del sigillo

8) Recognitio: attestazione della conformità del documento scritto alla volontà dell'autore

9) Sigillatura

6. La genesi del documento privato

I documenti privati vengono redatti da tabellioni secondo le prescrizioni giustinianee (bizantini),

notarii (la forza probante si basa sui testimoni, longobardi), collegi tabellionari (romanici).

Tra il secolo XII e XIII alla charta si sostiutisce l'instrumentum, dotato di publica fides e quindi di

valore probante assoluto per il solo fatto di essere stato rogato dal notai: il documento riceve piena

credibilità e validità dal segno di sottoscrizione del rogatario-

.

Le linee d'azione sono ancora più arbitrarie di quelle del documento pubblico. Acquista particolare

importanza la prassi della conservazione delle minute preso i rogatari.

1) Rogatio: corrisponde alla iussio del documento pubblico: uno o entrambi i contraenti si

presentano allo scrittore e gli forniscono la materia scrittoria per la redazione, esprimendo i

termini del negozio e richiedendone la documentazione

2) Minuta: risale al mondo romano (Giustiniano stabilisce che non basta a produrre effetti

giuridici). Tra VIII e XII si prende nota sul verso della pergamena (testimoni, natura del

negozio, autore, destinatario, oggetto, condizioni, stipulazioni accessorie, data; spesso forma

tachigrafica) e si avvalla sul recto. Presso i longobardi non ha alcun valore giuridico, quindi

le parti si presentavano al notaio una seconda volta per sottoscrivere il mundum

(concretamente). Nel territorio romanico le note (dicta) contenevano già in sé il documento

e la stesura della charta era solo un compito esecutivo. L'ipotesi è che i dicta fossero già una

seconda stesura rispetto alla minuta. A Genova l'ultimo documento con notizie dorsali è del

1120: si passa poi al registro cartaceo delle imbreviature. Sui cartolari si trova la lineatura,

ovvero un complesso di segni e sbarre che i notai usano per segnalare se un atto è stato

estratto in pergamena (talvolta all'inizio c'è un saggio che spiega il significato sei segni, ma

spesso no). L'uso del manuale risponde a una necessità pratica. Con l'avvento

dell'imbreviatura e il conseguimento della publica fides del notaio le parti spesso non

richiedono il mundum, poiché il documento può essere recuperato in qualsiasi momento (la

proprietà di un cartualre era fonte di profitti)

3) Redactio in mundum

4) Sottoscirzioni: delle parti, dei testimoni e del rogatario. In origine i testimoni hanno un

valore costitutivo della giuridicità dell'atto

7. I caratteri estrinseci del documento

Sono quelli che si riferiscono alla fattura materiale del documento e ne costituiscono l'apparenza

esteriore.

Materia scrittoria: papiro dall'antichità classica all'alto medioevo (fino all'850, ma la

– cancelleria papale continua fino al secolo XI); pergamena dalla tarda antichità alla fine del

medioevo (prende il sopravvento nel VIII secolo, si passa dal volumen al codice); poi carta

(Archivio di Stato di Genova: 1244, contratto relativo a un contratto di fabbricazione della

carta). Si valutano il formato e la tecnica di predisposizione a ricevere la scrittura (rigatura,

marginatura...), la filigrana (invenzione dei cartai di Fabriano, per distinguere la cartiera e

anche il tipo di carta)

Scrittura: tipo, disposizione rispetto al formato (transversa, cioè parallela al lato breve,

– tipica nei documenti privati), mani e scritture diverse, capoversi, punteggiatura, sistema

abbreviativo, inchiostri, segni di cancellatura, correzioni. La prima riga dei diplomi regi e

imperiali presenta lettere elongatae. Nelle lettere papali la prima riga è a caratteri solenni o

solo il nome del papa (lettere graziose), mentre nei mandati viene evidenziata solo la lettera

iniziale del nome del pontefice. Nei documenti papali altra caratteristica è l'allungamento in

senso orizzontale delle legature a ponte ct e st

Segni speciali: segni del rogatario e dei sottoscrittori, segni di cancelleria. La croce (piana,

– latina, greca, decussata, pomellata, potenziata, ancorata) è il segno più comune dei

sottoscrittori, il rogatario ha solitamente un emblema personale

Sigilli: impronta positiva su una materia plastica (cera o metallo fuso) di una matrice incisa

– in negativo su una pietra o metallo. Si valutano forma, dimensioni, tipologia, leggenda,

modo di apposizione. Sono pendenti quando sono uniti al foglio, e aderenti quando sono

attaccati direttamente alla materia scrittoria (solo quelli di cera). Gli aderenti possono essere

incassati se sono tenuti fermi sul foglio mediante contatto e impressi se sono applicati

direttamente sul foglio con l'ausilio di una striscia di pergamena. L'immagine dei sigilli può

essere la raffigurazione del titolare, agiografica, monumentale, araldica, emblematica o di

fantasia

Note di cancelleria

Documento papale: Nei tempi antichi terminava con una sentenza autografa, sostituita da Gregorio

Magno con il Bene valete, originariamente accompagnato dal segno della croce. Con Leone IX il

Bene valete è monogrammato a cura della cancelleria. La rota è una figura formata da due cerchi

concentrici, con l'area del cerchio minore tagliata in croce rettangolare. Nel giro tra i due cerchi

viene posto il motto del papa preceduto da una piccola croce (autografa). La sottoscrizione

autografa è posta tra la rota e il Bene valete; sotto si possono trovare le sottoscrizioni dei cardinali,

generalmente autografe.

A partire dal XIV secolo si trovano i brevi (pergamena sottile e tratta da entrambi i lati, poche righe

disposte per larghezza, intitulatio in scrittura corrente, data topica seguita dal sigillo, spediti chiusi,

sigillo come chiusura).

Documento regio e imperiale: Sottoscrizione autografa nei romani, assente nei longobardi. I

merovingi convalidano tramite: sottoscrizione autografa del re, sottoscrizione del referendario

incaricato della custodia del sigillo, sottoscrizioni autografe, sigillo. I carolingi convalidano tramite:

sottoscrizione regia (segno manuale e formula, p.e. Monogramma), formula recognitionis della

cancelleria, sigillo.

Documento comunale: Carta partita, una pergamena in cui venivano redatti due o più esemplari

del medesimo documento, poi tagliata in linea dritta o ondulata/dentata (il valore del titolo

dipendeva dalla conservazione ad opera della controparte)

8. I caratteri intrinseci del documento

1) Protocollo: la parte inizia e introduttiva del documento. Si divide in:

- Invocatio: anticamente simbolica, espressa con un segno di croce o monogramma

(chrismon); poi verbale, in formula

- Intitulatio: nome, titoli e qualità dell'autore

- Inscriptio: nome, titoli e qualità del destinatario

- Salutatio: proprio delle lettere


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mercantediliquore di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e forme del documento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Rovere Antonella.

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