Critica alla filosofia di Croce e storicismo problematico
Tessitore ha criticato la filosofia di Croce, dando avvio a uno storicismo critico/problematico diverso da quello crociano di matrice idealistica-hegeliana, che si basa sull'identità di razionalità e realtà. La scuola di Tessitore non riconosce nella matrice dello storicismo crociano di matrice idealistica-hegeliana un tipo di idealismo. Per Croce, non vi è nulla che non sia storico: qualsiasi giudizio è storico e tutti i soggetti sono parte di un processo storico che cogliamo solo in parte.
Caratteristiche di fondo
- Criticità: Attenzione per il sovrastorico o non storico con elementi che hanno a che fare con immaginazione.
- Problematicità: L'uomo è il vero attore della storia in quanto soggetto empirico concreto, con la sua difficoltà di stare al mondo.
Si vuole ribaltare la situazione: conoscenza dell'uomo è assoluta mentre quella del mondo è relativa. Dilthey è visto come studio dell'uomo kantiano, perché non è fatto di sangue ma di linfa rarefatta. La storia è scritta da un uomo di carne e di sangue, che sente, vuole e rappresenta.
Storicismo problematico
Per lo storicismo problematico, l'individualità riguarda la coesistenza tra gli uomini e si apre alla relatività. Non si tratta del relativismo protagoreo, poiché la realtà si presenta relativa e la conoscenza umana è assoluta.
Bobbio chiede a Tessitore: perché Humboldt? Lo studio su Cuoco lo spinge a ricercare le basi dello storicismo, trovate in Humboldt. Bobbio non è d'accordo con la distinzione tra Humboldt e Kant, che significherebbe perdere la filosofia della storia di Kant.
Contributo di Kant e altri filosofi
La natura si serve dell'uomo per generare un processo di miglioramento dell'uomo: l'astuzia della natura ha come scopo dare vita a una costituzione civile. Kant si domanda se è possibile individuare un disegno o filo conduttore delle azioni umane. Non siamo come le api che agiscono seguendo un fine in modo deterministico, somigliando alla critica di Hobbes. Siamo come pecore al pascolo, immersi nel caos senza scopo?
Kant risponde che la natura agisce progredendo ed essendo l'uomo parte della natura, anche lui seguirà questa linea tendenziale di miglioramento: il percorso è filogenetico e riguarda la specie, non l'individuo.
Cacciatore dice che Kant individua le peculiarità della conoscenza storica: non subordinare la ricerca all'ordine e alle leggi, ma comprendere. La storia si fonda sulla capacità sintetica dell'uomo, sulla capacità di cogliere analogie e l'oggetto della storia. In questo modo, l'uomo fornisce senso al processo storico. La storia è il fondamento della comprensione e, conseguentemente, della libertà.
Cacciatore ritiene che l'idea del fine della storia resti qualcosa di progettato, sperato, sempre mutevole: cercarla non significa decretare la fine della storia. Cesa definisce il libro come un manifesto del nuovo storicismo perché Humboldt ha aperto la strada allo storicismo.
Il ruolo di Humboldt e Kant
Humboldt, nel suo "compito dello storico", era la risposta al modo di intendere la storia in maniera opposta a quella hegeliana, fungendo da antidoto a Hegel. La risposta di Tessitore alla domanda di Bobbio sottolinea che Humboldt è riuscito a non diventare romantico-fichtiano, tenendo a mente il riferimento a Kant come individuo storico.
L'eredità kantiana è vista come antropologica: l'ambiguità tra meccanismi di autoconservazione e libertà va conservata nella sua dimensione antropologica, come si evince in Humboldt.
Questione religiosa e riforma del pensiero
La questione religiosa riguarda se il patto matrimoniale debba essere sancito dalla religione, con risposte di molti filosofi tra cui Herder e soprattutto Kant. La riforma del modo di pensare comporta la distinzione degli usi della ragione, tra pubblico e privato.
Il contributo di Federico II secondo Kant
Secondo Kant, l'unico che ha consentito di tenere insieme entrambe le funzioni della ragione è Federico II ("ragionate quanto volete, ma ubbidite"). La legge deve essere rispettata nell'attesa di una legge migliore, fino a quando cioè non si diffonderà nel pubblico un rischiaramento, opponendosi a una costituzione religiosa permanente che impedisce il dibattito pubblico teso al miglioramento.
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