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Aristide Gabelli oltre ad essere considerato il maggior pedagogista
italiano della seconda metà dell’ottocento si stabilisce all’interno
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del movimento del positivismo che manifesta l’orientamento
benché, prese inizio in quel periodo, si contraddistingue proprio dal
nome stesso del movimento per una diligenza dei fatti positivi con
ripercussioni all’affidamento sul metodo scientifico.
Per lui l’intenzione, il traguardo dell’educazione è il bene comune
attribuendone alla scuola l’importante e delicato ruolo della
formazione degli italiani .
La sua proposta educativa si basa principalmente sulla promozione
della libertà di pensiero grazie e soprattutto alle responsabilità,
all’impegno e all’obbligo delle modalità d’insegnamento dei
maestri basata specialmente sul metodo scientifico e sulla
superiorità dell’intelligenza sulla sensibilità.
Di conseguenza egli propone un importante investimento sul
metodo scientifico iniziando dall’esperienza diretta che porta allo
sviluppo dello spirito della ricerca, critico e dalla capacità di analisi.
Aristide Gabelli nacque nel 1830 , ed è considerato il maggior
pedagogista italiano del secondo ‘800.
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Tra gli anni ’70 – ’90 diviene direttore del Convitto nazionale
Longone a Milano e, in seguito all’Unità, ricopre cariche prestigiose,
tra le quali ricordiamo quella del direttore capo per l’istruzione
primaria e popolare, provveditore agli studi a Roma e infine
membro del consiglio superiore della Pubblica istruzione e ispettore
centrale.
Gabelli si colloca all’interno del movimento del positivismo che
rispecchia l’orientamento che prese l’avvio proprio intorno a quel
periodo.
Per lui, lo scopo dell’educazione deve essere il bene comune e
assegna alla scuola il delicato ruolo di formare gli italiani. Infatti, la
sua proposta educativa consiste nel promuovere la libertà di
pensiero attraverso l’impegno di una modalità di insegnamento
basata sul metodo scientifico e sulla superiorità dell’intelligenza
sulla sensibilità.
L’importanza della scuola è posta dunque dalle cose che vengono
insegnate: non sono i contenuti ad incidere sulla formazione dello
studente, ma il modo con cui gli vengono presentati.
Egli viene ricordato soprattutto per la sua importante opera, scritta
tra il 1880-81, di carattere pedagogico , ovvero “Il metodo di
insegnamento nelle scuole elementari d’Italia” con la quale
vuole richiamare la scuola italiana sia alla concretezza educativa sia
al bisogno di lib
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