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EXCURSUS STORICO

AFRICA 2

- continente gigante per estensione (30 milioni km ) con superficie pari al triplo di quella europea

- demograficamente giovane, popolazione di 1,1 miliardo di persone di cui il 60% ha meno di 20 anni

- ricca di materie prime

- terra di instabilità politiche, crisi economiche ed emergenze umanitarie

IMPORTANZA DELLA GEOGRAFIA

Fernand Braudel → “la geografia dell’Africa è importante quasi quanto la sua storia”

L’Africa è prima di tutto un’entità geografica, la cui storia si intreccia con quelle di altre regioni e culture.

La maggior parte di questo vasto continente, attraversato dall’Equatore, è una regione tropicale. Le aree

caratterizzate da questa tipologia di clima sono in tutto il mondo quelle che registrano storicamente i più

bassi tassi di crescita. Ciò in ragione del fatto che il clima tropicale incide negativamente sulla produttività

agricola.

AFRICA SUB-SAHARIANA → parte più povera del pianeta, la cui storia è segnata nettamente da 3 aspetti

ISOLAMENTO → è una parte del continente che ospita una straordinaria varietà di popoli, culture, lingue e

religioni rimasti però troppo a lungo isolati dal resto del mondo. L’isolamento è dovuto soprattutto a

ragioni geografiche. L’Africa sub-sahariana è infatti bagnata da 2 oceani, quello Indiano a Est e quello

Atlantico a Ovest, e da 2 deserti (Sahara a nord e deserto del Kalahari a Sud). Solo la parte dell’Africa

orientale, grazie ai rapporti socio-economici con il Medio Oriente, è riuscita a sottrarsi da questo

isolamento

SCHIAVITÙ → è stata a lungo una vera e propria miniera di forza lavoro, soprattutto per lo sviluppo delle

produzioni agricole di piantagione nelle Indie Occidentali, in Brasile e nel Nord America. In Africa lo schiavo

era uno straniero senza radici, si era schiavi per nascita o lo si diventava. I Paesi europei hanno deportato

milioni di schiavi africani nelle Americhe per lavorare le piantagioni.

C ( )= riguardava 3 Paesi: Europa, Africa e America Latina.

OMMERCIO TRIANGOLARE DETTO ANCHE TRATTA ATLANTICA

Compravendita di schiavi neri comprati in Africa dai capi tribù ad opera di portoghesi e spagnoli che poi li

rivendevano in America per lavorare nelle piantagioni di mais e cotone.

COLONIZZAZIONE → L’arrivo dei coloni europei segna in modo irreversibile le vicende storiche dell’Africa

sub-sahariana. Il Trattato di Berlino 1884 aveva stabilito che chi riusciva a conquistare dei territori poteva

imporvi la sua sovranità; tale principio ha conosciuto la sua fine con il concetto di autodeterminazione dei

popoli enunciato da Wilson durante la I Guerra Mondiale (nei 14 punti). Il concetto di autodeterminazione

troverà scarsa applicazione nel primo dopo guerra, mentre verrà applicato in modo concreto a seguito della

2 G.M. con l’ONU.

C’è un aspetto che accomuna tutte le economie dei paesi africani: la dipendenza dall’esportazione di un

numero limitato di materia prime agricole, in alcuni casi, minerarie. Crescente ruolo delle esportazioni di

petrolio nel Golfo di Guinea.

ORIGINE TOPONIMO AFRICA → è legata alle diverse dominazioni subite dai vari popoli e Imperi.

- Le versioni più accreditate lo fanno derivare dal punico (lingua cartaginese) Afar che è plausibile pensare

fosse il termine usato per indicare il territorio effettivamente controllato da Cartagine.

- Mentre nella lingua latina Africa designa la prima provincia amministrativa conquistata da Roma nella

terza guerra punica e successivamente anche le nuove conquiste fino alle cosiddette Colonne d’Ercole.

A

NTICA STORIA AFRICA

Fenici: primo popolo giunto nel Corno d’Africa. I fenici erano un antico popolo che abitava le sponde

orientali del Mediterraneo (odierno Libano) – commercianti e navigatori

Cartaginesi: erano riusciti a passare lo stretto di Gibilterra ed arrivare fino al Golfo di Guinea

Impero Romano si estende in Africa dopo le guerre puniche contro Cartagine.

Vandali (popolazione germanica)si impossessano dell’Africa settentrionale battendo l’Impero Romano

VII secolo arabi conquistano l’Egitto e iniziano la loro espansione nell’Africa Settentrionale. Conquista

araba = fine cristianità latina nell’Africa Settentrionale posseduta precedentemente dall’Impero Romano

Il Maghreb diventerà uno dei poli dell’espansione araba verso Sud

Ifriqiyya → dal XIII secolo indica il sultanato che si estendeva da Tripoli all’Algeria e che poi cadrà in

possesso dell’Impero ottomano nel XVI

TEORIA DI CHEICK ANTA DIOP → CIVILTA’ EGIZIA

Non è un azzardo sostenere che la storia dell’Africa comincia con l’antico Egitto, è proprio la civiltà egiziana

a rappresentare ciò che unisce la storia africana, delle sue culture, dei suoi simboli e dei suoi miti. Secondo

Cheick Anta Diop la civiltà egizia rappresenta nel continente africano quello che la civiltà greco-romana

rappresenta in Europa e Occidente.

Solo dal XVII secolo, e in seguito all’occupazione napoleonica (1798), l’influenza egiziana in Africa comincerà

a essere soppiantata da quella europea.

L’UNICITA’ DEL REGNO ETIOPICO

Dopo aver recepito la religione ebraica dai regni sub-arabici, si era convertito al cristianesimo. Resisterà

all’espansione dell’Islam, diffusosi dall’VIII secolo attraverso il Mar Rosso. E rimarrà lo stato cristiano più

antico al mondo per continuità.

IMPORTANZA ESPANSIONE ARABO – MUSSULMANA (mussulmano indica ciò che si riferisce all’Islam)

L’espansione araba e musulmana non fu solo conquista, colonizzazione e proselitismo religioso (convertire

popolazioni di altre religioni verso l’Islam). Essa significò la reintegrazione dell’Africa sub-sahariana nella

storia del Nord attraverso l’intensificazione degli scambi commerciali che aprivano nuove vie per arrivare ai

porti del Mediterraneo (stesse vie usate oggi dai migranti per raggiungere l’Europa)

I PORTOGHESI

Fino al XV secolo nessun europeo aveva messo piede all’interno dei territori posti oltre il Sahara. I primi a

farlo sono i portoghesi che dopo la conquista di Ceuta nel 1415 (città nello stretto Gibilterra lato Africa)

iniziano la loro esplorazione delle coste africane scendendo fino ad impossessarsi di Capo di Buona

Speranza (punto strategico per la circumnavigazione dell’Africa prima dello Stretto di Suez. Il Portogallo

aveva in possesso diversi porti e imporrà il proprio dominio sul commercio africano controllando alla fine

del XV secolo buona parte della produzione di oro dell’Africa occidentale. Negli stessi anni si avviava già il

traffico degli schivi dal Senegambia alle Isole di Capo verde, Azzorre per produzione canna da zucchero

Bolle pontificie → sono Il primo atto formale in cui l’Africa appare come un vero e proprio continente, di cui

si presume la vasta estensione a sud del Sahara. Le Bolle pontificie attribuiscono al principe portoghese

Enrico il Navigatore il compito di evangelizzare le popolazioni del continente africano.

TRATTA DEGLI SCHIVITU’ XVI – XIX SECOLO

Raggiunse proporzioni senza precedenti con la scoperta delle “Americhe”.

La tratta atlantica, che si svolgerà per ben 3 secoli, dividerà l’Africa in 2 parti:

Africa del Nord → sempre più inserita nel mondo mediterraneo

Africa sub-sahariana → principale ricchezza rappresentata dalla forza lavoro. Gli schiavi saranno deportati

nelle Indie occidentali, Brasile e Nord America. Sarà una zona ancora ignota di cui si

favoleggiano le ricchezze.

La tratta atlantica diede nuovo impulso alla riconversione dei commerci ed ebbe profonde e indelebili

conseguenze sull’assetto demografico, sociale, politico ed economico delle popolazioni africane.

La Tratta e la schiavitù saranno abolite dopo la metà del XIX secolo e diverse compagnie commerciali

europee posero le loro attenzioni sul continente africano

COLONIZZAZIONE EUROPEA

Il processo di colonizzazione dell’Africa da parte delle potenze europee prenderà il via dalla metà dell’800 e

segnerà in modo indelebile il continente. Saranno soprattutto Inghilterra e Francia ma anche Germania,

Portogallo, Italia, Belgio e Spagna ad imporvi il proprio dominio e ad impossessarsi di vasti territori.

Ciò che spingeva le potenze europee a colonizzare l’Africa erano:

- le risorse prime

- il potenziale sviluppo di produzioni agricole di piantagione

- la manodopera da poter sfruttare in loco attraverso lavoro forzato

La colonizzazione portò all’eliminazione e all’emarginazione di stati tradizionali, privilegiando le regioni

considerate più redditizie, a svantaggio di quelle con risorse naturali limitate. Verranno stabilite delle nuove

frontiere tracciate sulla base di rivendicazioni da parte delle potenze europee rivali che non terranno di

certo conto delle popolazioni locali. Eventuali tentativi di insurrezioni saranno duramente e violentemente

repressi

Forza lavoro senza diritti per produzioni agricole e minerarie utili all’espansione e sviluppo delle economie

delle potenze industriali europee

M ODELLI DELLE AMMINISTRAZIONI COLONIALI EUROPEE

- Protettorato → forma di tutela politica e militare esercitata da uno stato su un altro

- dominazione diretta con obiettivi di completa assimilazione

- dominazione indiretta ispirata al principio del cosiddetto doppio mandato a garanzia degli interessi

metropolitani POPOLAZIONE LINGUE E RELIGIONE

GLI ANTENATI DELL’UOMO → l’essere umano prese forma in Africa, in particolare nell’Africa orientale. È tra

la popolazione africana che il materiale genetico presenta la più grande varietà di Homo Sapiens. Gli

ominidi diventati onnivori e dediti alla caccia e al raccolto si dispersero in tutto il continente e al di là di

esso

CLASSIFICAZIONE POPOLI AFRICANO

Non è possibile classificarli sulla base dei tratti fisici (o “razze”) per 2 motivi:

- la distinzioni tra Neri e Bianchi è evidente solo nella parte occidentale del continente

- nell’Africa nord – orientale tale distinzione in base ai caratteri fisici appare impossibile poiché lo scenario è

molto più complesso

Per tali ragioni si adotta il CRITERIO LINGUISTICO per classificare i popoli africani

POPOLAZIONI DI LINGUE AFROASIATICHE → occupano il Nord e il Nord-Est del continente.

Si distinguono in 4 sottogruppi:

- egiziano

- berbero (in tutta Africa del Nord)

- cuscitico (in Etiopia e Corno d’Africa)

- ciadico (a Ovest del Lago Ciad)

POPOLAZIONI DI LINGUE NILO-SAHARIANE → risiedono dall’alta Valle del Nilo all’ansa del Niger.

La presenza in questa stessa zona di popolazioni di lingue afroasiatiche richiede una spiegazione. Il Sahara

ha conosciuto un periodo molto umido prima di ridiventare un deserto. In questo periodo il centro del

Sahara era abitato da popolazioni di lingue afroasiatiche. La desertificazione ne ha poi spinto una parte

verso il sud.

POPOLAZIONI DI LINGUE NIGER-CONGO → risiedono storicamente nella regione dell’alto Senegal e

dell’Alto Niger. Alcune popolazioni di questa lingua hanno poi raggiunto il Camerun espandendosi

successivamente verso l’Est e Sud-Est diventando un fenomeno di grande rilievo: noto come l’espansione

dei Bantù. I Bantù sarebbero scesi fino alle regioni dei grandi laghi per poi occupare la zona Sud dell’Africa.

Prima dell’arrivo dei Bantù solo i Pigmei hanno abitato la foresta equatoriale.

Non è dunque un caso che la maggior parte delle lingue africane appartenga o abbia legami con le lingue

dei Bantù.

LA CIVILTÀ BANTU’ E’ FIORITA INTORNO ALL'XI SECOLO, È STATA LA PIÙ IMPORTANTE CIVILTÀ DELL'AFRICA SUBEQUATORIALE. I BANTU ABITAVANO

PRATICAMENTE TUTTA L'AFRICA MERIDIONALE E GRAN PARTE DELL'AFRICA CENTRALE. L'INFLUENZA DI QUESTA CIVILTÀ FU TALE CHE ANCORA

OGGI SI PARLA DI LINGUE BANTU PER INDICARE UN GRUPPO LINGUISTICO

PRINCIPALI LINGUE AFRICANE

Nel continente africano si contano oggi circa 1500 lingue, le principali sono:

LINGUE AFRO ASIATICHE → un tempo chiamate “camito-semitiche” si dividono in 5 gruppi. Il gruppo

semitico include l’arabo e una dozzina di lingue dell’Etiopia. L’Arabo è la lingua dominante nell’Africa a

Nord del Sahara

LINGUE NILO-SAHARIANE → tale famiglia linguistica è possibile dividerla in 9 gruppi di appartenenza. I

quattro principali sono il gruppo sudanese orientale, sudanese centrale, sahariano e il gruppo songhai.

→ sono il

LINGUE NIGER CONGO In senso stretto questa famiglia è definita “niger-kordofoniana” e

gruppo linguistico più numeroso dell’Africa. Comprende le lingue kordofoniane parlate nel Kordofan:

Sudan centro-meridionale, mentre le altre lingue facenti parte di questa famiglia sono invece dette “niger-

congo”. Tra queste si annoverano tutte le lingue bantu.

LINGUE KHOISAN Termine che associa due parole: “khai” (persona) e “san” (cacciatore-raccoglitore). La

famiglia khoisan è composta da due lingue limitate alla Tanzania e da una trentina di lingue proprie

dell’Africa australe. Si contraddistingue per dei “clic” particolari consonanti

IL MALGASCIO È una lingua della famiglia austronesiana (popolazioni presenti in Oceania e Asia), come

quelle di Indonesia, Malesia e Filippine.

LE LINGUE VEICOLARI ossia consentono la comunicazione tra popoli che parlano lingue diverse. In Africa

occidentale, ad esempio, è questo il caso del dyula.

LINGUE EUROPEE → lingue dei colonizzatori che continuano a rimanere ampliamente in uso. Nel Sud Africa

la lingua deriva dall’Olandese. Nelle Isole di Capo Verde la lingua deriva dal portoghese.

RELIGIONI IN AFRICA

ISLAM → domina il Nord Africa.

A partire dal VII secolo sono stati gli arabi a portare l’Islam in Egitto e nel Maghreb (area a occidente dei

paesi arabi=zona più a ovest del Nord Africa) per poi diffonderlo in tutto il Nord del continente africano

L’islamizzazione dell’Africa sudanese (Sudan e Ciad) si verifica attraverso il commercio transahariano.

L’Islam è in quasi tutti i casi sunnita (corrente maggiore dell’Islam). Lo sciismo, principale ramo minoritario

dell'Islam, è quasi assente in Africa

CRISTIANESIMO → presente nel Sud del continente a contatto con i culti tradizionali. I culti tradizionali

continuano ad essere presenti nelle popolazioni musulmane a sud del Sahara e in quelle cristiane. Tale cosa

ha portato a formare dei CULTI SINCRETISTICI (culti nati da incontro fra culture diverse che genera

mescolanze, interazioni e fusioni fra elementi culturali eterogenei)

Le Chiese più importanti e grandi nell’Africa sono 2:

- la Chiesa copta in Egitto

- la Chiesa etiopica

Il cristianesimo tende a diventare molto diffuso in Africa nella zona meridionale nel XVIII secolo quando si

sviluppa in Gran Bretagna e poi in America del Nord una corrente religiosa e umanitaria contro la schiavitù.

Si formerà anche la S ’A “P ” → nata nel 1868 su iniziativa

OCIETÀ DEI MISSIONARI D FRICA DETTA ANCHE ADRI BIANCHI

dell’arcivescovo di Algeri, capitale dell’Algeria, con lo scopo di evangelizzare gli Stati africani. Nascono cosi

diverse Chiese ISTITUZIONI SOCIETA E SVILUPPO

ORIGINE DELLO SVILUPPO TARDIVO DELL’AFRICA.

Come mai l’Africa, un continente ricco di materie minerarie, ha conosciuto uno sviluppo cosi tardivo?

- fattore geografico-ambientale ha giocato un ruolo fondamentale (isolamento + clima tropicale incide

negativamente sulla produttività agricola).

- un’economia di sussistenza adottata dalle popolazioni africane complessivamente di bassa densità, che

puntavano solo alla sussistenza del gruppo. Tutti potevano coltivare i campi in un contesto in cui si soffriva

poco o nulla della “fame di terra”. Ciò spiega l’assenza di proprietà privata. Le popolazioni africane erano

di bassa densità e a differenza del mondo occidentale le terre coltivabili in Africa erano vastissime

D IFFERENZA SOSTANZIALE RISPETTO AL MONDO DI PRODUZIONE OCCIDENTALE

Economia di sussistenza dell’Africa ↔ economia capitalista dell’occidente

Il lavoro della collettività rurale aveva un basso livello di specializzazione, non esisteva la proprietà privata,

in quanto la terra era considerata un dono del cielo che doveva assicurare la sopravvivenza alla comunità. Il

sistema produttivo del mondo occidentale era invece basato tutto sulla compra – vendita, ogni bene ha un

valore di scambio, compresa la forza lavoro. Venivano utilizzati macchinari e tecniche sicuramente molto

più avanzate e si mirava a ricavare elevati profitti

In aggiunta la schiavitù e la conquista coloniale aveva provocato dei veri e propri drammi alle popolazioni

africane. I reclutamenti forzati di forza lavoro ebbero un effetto devastante per i piccoli villaggi africani

dove rimasero solo donne, bambini e anziani incapaci di lavorare la terra e provvedere alla loro sussistenza.

Inoltre l’accelerazione demografica avvenuta dal 1930 fece aumentare il numero delle bocche da sfamare.

Oggi la situazione è un po' migliorata rispetto al passato → nonostante i mezzi tecnologici rimangano

rudimentali, i contadini africani si sono integrati nell’economia mondiale con l’agricoltura di esportazione.

IMPORTANZA DEL SOPRANNATURALE NELLE COMUNITA’ AFRICANE

Nell’economia rurale assicurare la sussistenza e il mantenimento della famiglia era l’obiettivo principale. La

natura era considerata “divina” perché fonte di vita per le comunità rurali e gli antenati era considerati il

“medium” per mettere in contatto gli uomini col mondo invisibile della natura.

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Scienze politiche e sociali SPS/13 Storia e istituzioni dell'africa

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DottSimone91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e Istituzioni dell'Africa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Terranova Tiziana.
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