Scopo del corso
Acquisire maggiore consapevolezza come utilizzatori dei mass media, riguardo al modo in cui i m.m. ci influenzano e ci portano ad avere maggiori possibilità di padroneggiare e utilizzare i m.m., limitando il peggio e sviluppando il meglio.
Lezione del 07/10/2015
Vita all'epoca dei mass media e globalizzazione
Questioni di vita quotidiana che cambiano la concezione del mondo. Villaggio globale è la nozione introdotta da Marshall McLuhan, in Understanding Media (titolo originale), epoca in cui nel 1964 il concetto di globalizzazione non era ancora concepito.
Nesso tra processi storici della mondelizzazione (modernità) e globalizzazione, termine entrato nel senso comune negli anni '90 grazie alle trasformazioni degli assetti geopolitici ed economici, è stata introdotta da economisti all'indomani dell'11 settembre 2001. Il concetto di globalizzazione risale all'espressione coniata da McLuhan di villaggio globale, trasformazione che ha introdotto un mutamento antropologico grazie al diffondersi dei mass media.
Il villaggio globale
Villaggio globale significa che i m.m. nei viaggi hanno concorso a determinare una condivisione culturale avvenuta su due fronti:
- Da un lato di ideali, principi e parole, contenuti veicolati dai m.m.
- Dall'altro stili di vita che si sono diffusi in tutto il mondo attraverso i m.m.
Omologazione, standardizzazione della cultura colta e folkloristica. Cultura globalizzata che ingloba le identità tradizionali nelle diverse etnie ma ha determinato anche delle novità, la quale non si è limitata a creare il sincretismo tra cultura colta e folklorica ma ha introdotto delle novità: condivisione. Condividendo contenuti culturali, stili di vita, le comunanze proprie della cultura globalizzata simile a quella che caratterizza i villaggi rurali secondo McLuhan.
Estensione del nostro corpo
Il villaggio era circoscritto e limitato in localismi, territori ben identificati che mantengono le proprie identità e contenuti culturali. Oggi la condivisione avviene a livello mondiale. Villaggio (microcosmo) con interazioni che si sono intensificate attraverso internet nel tempo e nello spazio tramite social network. Ma McLuhan nel 1964 scrive dei media precedenti a internet: TV, radio, stampa. Le dinamiche intrise di queste comunità sono molto simili a quelle delle comunità del passato, assumendo dimensioni che coinvolgono l'intero globo.
Quindi è un paradosso il villaggio globale perché i due termini sono antitetici, difficilmente si pensa che potrebbero andare d'accordo. La novità introdotta consiste nell'era della meccanica, il corpo subiva un'estensione spaziale tramite i treni, aerei, grazie alla facilità dei trasporti, un elemento della globalizzazione. Si era dovuta rivedere la geografia. Gli spazi sembravano ridotti grazie alla velocità e facilità dei mezzi di trasporto.
Estensione del nostro corpo nello spazio quindi parla del nostro corpo quando si riferisce a questi mezzi di trasporto, McLuhan pensa che questi mezzi di trasporto ci offrono delle opportunità che il nostro corpo non può. Il medium dal latino mezzo, strumento quindi rappresenta un'estensione un potenziamento delle facoltà umane una sorta di protesi, amplifica le possibilità del nostro corpo. Tutti gli strumenti sono concepibili come ausilio, intensificazione ed ampliamento del nostro corpo è rappresentato ad esempio dalla lente di Galileo.
Influenza dei mass media
Oggi dopo un secolo dall'impiego tecnologico dell'elettricità abbiamo ampliato notevolmente. I mezzi come radio, cinema, TV e internet hanno determinato un'ampliamento inimmaginabile delle possibilità del nostro corpo non solo nello spazio ma anche nel tempo. Il cinema dalle origini ha posto il problema con un film che lo stesso film può essere visto in tutto il mondo quindi condivisione, venendo meno le distanze culturali. Si annullano le distanze simboliche nello spazio durante la visione di un film. Anche se ogni spettatore, negli anni ha una sua specificità, originalità ed è molto ben localizzato in un territorio circoscrivibile, con il cinema e con questo linguaggio si viene a contatto con una cultura standardizzata.
Il cinema si è proposto di essere comprensibile a tutti, di creare storie che piacciano a tutti, creando un universalismo, annullando le distanze tra i popoli. Questo vale anche per la radio e la TV mediante le trasmissioni in diretta, le grandi cerimonie dei media = momenti particolari in cui tutto il globo è davanti ad uno schermo e guarda ciò che sta accadendo: Olimpiadi, la caduta delle Torri Gemelle. Tutti davanti alla TV per condividere la stessa esperienza, lo stesso messaggio determinando un annullamento del tempo e dello spazio con la diretta.
La stessa esperienza si plasma, entra nella cultura, nel modo di pensare, dentro lo schermo influisce la vita delle persone. Nella diretta ci rendiamo conto dell'annullamento del tempo e dello spazio al cospetto degli eventi che osserviamo nello schermo. Può essere un evento storico di popoli e nazioni condiviso da milioni di persone immesse in questo accadere, in questa storia. C'è un vero e proprio collasso dei parametri spazio-temporali del passato con l'avvento dei m.m.
Il mutamento antropologico
Per come sono vissuti e questo ha conseguenze immense sul nostro modo di pensare e di vivere si ha un mutamento antropologico. La percezione spazio-temporale di oggi è diversa dal passato. Niente è normale e possibile con i m.m., l'entità del mutamento introdotta dai m.m. è enorme. Il tempo siamo immessi in una situazione di simultaneità che prima non c'era stata, la contemporaneità data dal fatto che i fatti accadono e li condividiamo con tutti.
Secondo Botriax non c'è una distanza tra un evento storico e la sua percezione, coincide il tempo dell'evento con il tempo della partecipazione all'evento con i m.m.. Tutti siamo coinvolti alle conseguenze dell'evento dell'11/09/2001, questa coincidenza introdotta dai m.m. così globale non si era mai manifestata. Accadere degli eventi e partecipazione questo lasso è puntiforme coincide nello stesso punto quindi la distanza è annullata (collasso). McLuhan dice che esiste un abbraccio globale = planetario.
Queste trasformazioni radicali che creano mutamenti antropologici si sono consumate in alcuni decenni commisurati alla storia dell'umanità. Acquisiti nuovi parametri e capacità abbandonandone altri quelli tradizionali. È iniziato un nuovo modo di comunicare dentro il villaggio globale. Si capisce che i m.m. hanno costituito non soltanto un veicolo-strumento-mezzo inerte di soli contenuti. Ma c'è stata una trasformazione tale da mutare i parametri percettivi da introdurre una cultura che tiene conto di questi nuovi parametri. Il mezzo non è neutrale-inerte e indifferente rispetto ai contenuti che veicola secondo McLuhan. Il mezzo nuovo offrirà via via contenuti e significati ed un rapporto con il modo che viene modificato da queste nuove percezioni del tempo e dello spazio.
Il mezzo è il messaggio
Ogni mezzo impone un contenuto specifico in grado di presentarci il mondo e farcelo capire, esempio della radio trasmette ma non permette la visione ma non è un limite perché ci offre la possibilità di immaginazione, di plasmare i contenuti. La radio si è sviluppata cercando di sollecitare l'immaginazione degli ascoltatori. Il mezzo determina il modo per veicolare i messaggi, ogni mezzo impone suoi propri contenuti, ogni mezzo è un messaggio. Il cinema non può veicolare le Olimpiadi perché c'è la TV che trasmette in diretta. Negli anni '40 c'era il cinegiornale che a giorni di distanza proiettava eventi già accaduti al cinema perché la TV non esisteva ancora. È cambiato il modo di fare giornalismo con i telegiornali, mezzo e possibilità che offrono determinano quale contenuti sono trattati e veicolati da quel mezzo quindi il messaggio.
Si genera un messaggio che retroagisce con i messaggi dei m.m. già esistenti in un dato momento storico, rendendo complesso l'ambiente sociale, per cui è necessario valutare l'impatto dei media nella prospettiva culturale e nei termini di implicazioni sociologiche e psicologiche, quindi sono espressioni non normali ma acquisite e quindi antropologici, percettivi che influiscono nelle nostre capacità anche di pensiero.
Edgar Morin e lo spirito del tempo
Il libro Lo spirito del tempo e dello spazio di Edgar Morin - Lo spirito del tempo 1962 pubblicato in Francia con un titolo diverso: L'Esprit du Temp; tradotto in industria culturale. Morin due anni prima di McLuhan che introduce i nuovi concetti di villaggio globale e globalizzazione, aveva pensato le stesse cose pur non avendo utilizzato espressioni pregnanti ed efficaci. Inedito rapporto con lo spazio e il tempo.
Qui e altrove nozioni che cambiano, ubiquità con i m.m. perché possiamo essere ovunque se si pensa a Google Maps che ci dà l'idea di essere in un altrove lontano, qui e altrove questi due concetti cambiano. Planetaria la comunità per la condivisione di contenuti che in sé contengono principi, valori e ideali, in questa comunità la differenza di etnie, razze, religioni viene meno perché c'è la condivisione grazie ai m.m.. La mia identità io in rapporto all'identità di un altro, la differenza, l'alterità dell'altro è cambiata grazie ai m.m. perché c'è più affinità e vicinanza di pensiero.
Implicazioni negative del collasso del tempo e dello spazio
Questo ha determinato anche implicazioni negative il collasso del tempo e dello spazio che va considerato in senso più ampio e meno concreto, si è determinata la comunanza dovuta alla globalizzazione della cultura, facendo sì che condividiamo lo stesso immaginario: stessi sogni, credere agli stessi principi e valori. La sfera astratta delle idee viene mutata con i m.m. Hic et nunc interiore "Quindi qui ed ora spazio e tempo presenti. Questo è stato interiorizzato da noi il qui ed ora, se si pensa alla condivisione di uno stesso film da parte di spettatori lontani, sparsi nel mondo che vedono lo stesso film.
Esperienza: nuovo modo di rapportarci, che non è più una esperienza diretta ma mediata-indiretta. Esperienza indiretta come quella dell'11/09/2001, noi abbiamo vissuto quell'evento storico non perché fossimo presenti in quel momento, non avendo un contatto fisico in quel luogo. L'umanità ne ha fatto esperienza come se fosse presente grazie alla mediazione di uno strumento-(medium) quindi internet, TV. In tutto ciò che i m.m. ci propongono, stiamo facendo un'esperienza di vita, del mondo, della storia ma non in modo concreto e fisico ma indiretto.
La conoscenza indiretta
Trasformazioni antropologiche che caratterizzano noi differenziandoci dalle popolazioni passate che preferiamo crearci un'esperienza mediata piuttosto che concreta e diretta. Ma in noi coincidono. Gran parte della conoscenza della vita e del mondo deriva da un'esperienza indiretta, data dai m.m., che ci forniscono informazioni generiche. I nostri nonni avevano una conoscenza limitata rispetto al mondo, tramite i m.m. si ha un ampliamento delle conoscenze con il limite della generalità.
Coincidenza è sintomatica e significativa nel collasso del tempo e spazio, ci confonde perché confonde l'esperienza da reale a virtuale, diretta-indiretta, si crea confusione tra i due piani. Ordine di esperienze che si collocano su esperienze reali o immaginarie? Influisce su di noi con un comportamento pragmatico, pratico.
Morin dice che ci mette in un rapporto spaesato, mobile, errante con il tempo e lo spazio per non confondere i due piani. La percezione del tempo che condividiamo tutti ma che è cambiata rispetto al passato, queste esperienze che i m.m. ci offrono sono tante, eterogenee, diverse con internet ci spostiamo con velocità su esperienze diverse anche quando facciamo zapping in TV, passiamo da un'esperienza all'altra da un TG ad una fiction alla pubblicità sono tutti format differenti che ci offrono altrettante esperienze diverse.
Adattiamo la nostra esperienza a quel format, reale del TG, immaginario della pubblicità quindi siamo erranti. Non hanno un collegamento lineare e logico e questo accade quando vediamo un film, l'immagine cambia continuamente ponendoci in ambienti, luoghi diversi nell'arco di pochi secondi, questo è diventato il nostro modo di esperire che prima dei m.m. era impensabile. Abbiamo sviluppato capacità di fare esperienza in una successione non strutturata di istanti presenti (modum).
Hanno questa forma, tutte la stessa struttura e forniscono la possibilità di offrire esperienze diverse in istanti presenti. Continuità, sviluppo lineare e costante nel tempo in passato erano le esperienze. Istanti slegati, senza nessi logici, senza continuità con grande velocità. I m.m. ci propongono i fatti svolti sullo scenario mondiale, partecipiamo per alcuni giorni ad un fatto decisivo e determinante nella nostra vita e dopo alcuni giorni non ne conosciamo gli sviluppi, perché ci propongono un altro fatto che ha l'attenzione mediatica.
Sprofondare nel transitorio
Sprofondare nel transitorio, nel tempo presente è ciò che dà il titolo al libro di Morin. Questa esperienza implica il venir meno della memoria, la capacità di strutturare eventi storici in maniera consequenziale, ci ricordiamo qualcosa ma non sappiamo dare un nesso, un ordine a questi avvenimenti. Modum avverbio latino, ora, adesso da cui deriva la parola modernità = sprofondare nell'ora, nell'istante, presente non strutturato in una successione come era un tempo. È stato plasmato il nostro modo di pensare e di essere con l'avvento dei m.m.
La cultura dei media introduce un'esperienza indiretta e condivisa dal mondo. Partecipazione allo zeitgeist (Hegel, Heidegger, Morin: spirito del tempo). Zeitgeist: pensiero dello spirito del tempo che Morin riprende per rendersi conto della percezione. La nazione è legata alla nazione del genius loci, il genio ai tempi di Hegel. Il pensare e sentire in un modo specifico e caratteristico era limitato a certi popoli quindi limitato alla cultura, ad una determinata epoca (romanticismo).
Spirito del tempo: pensare e sentire in un determinato modo è comune e va di pari passo con lo spazio con i m.m.. Creando le condizioni favorevoli potenzialmente alla condivisione. Questa potenzialità non è stata sfruttata, i m.m. creano le condizioni per uno scambio proficuo, per una globalizzazione di convivenza pacifica e non di scontro. Come tutti i mezzi = protesi, possono darci il meglio e il peggio e bisogna capire come svilupparli.
Lezione del 12/10
Nozioni di civiltà e cultura
I m.m. hanno modificato radicalmente queste due nozioni con il loro avvento rispetto al passato. La nozione di civiltà: comprende le tecniche, gli oggetti, abilità materiali, pratiche e modi e genere di vita (i costumi sociali ovvero modus vivendi, modo di comportarsi) fondati sull'uso di tecniche ed oggetti ed indica tutto ciò che è universalmente materialità.
Gli oggetti odierni sono ben diversi dal passato. Generazioni di oggetti si sono succedute nell'arco di pochi decenni secondo Baudrillard. Cosa distingue la nostra civiltà da passato quando gli oggetti erano limitati e si tramandavano da padre in figlio, oggi si tramandano generazioni di oggetti. Questi oggetti influenzano le nostre abilità e capacità di utilizzarli. Oggi si usano con facilità oggetti tecnologici rispetto al passato. Oggetti che danno origine a delle tecniche ossia i modi e i sistemi che si utilizzano quando ci rapportiamo con gli oggetti. È universalizzabile perché implica la capacità di sviluppare pratiche imparando facilmente.
Civiltà riguarda tecnologie e tecniche e quindi ha a che fare con l'universo materiale. Cultura: insieme di credenze, usi, paradigmi, miti, simboli, regole, divieti e strategie di adattamento sviluppate in senso astratto (attraverso il pensiero), questi saperi, queste conoscenze si tramandano di generazione in generazione tra individui della stessa società e ne rappresentano l'identità culturale. Si trasformano ed evolvono nella direzione dell'ampliamento della conoscenza.
Dobbiamo agire in due direzioni, la conoscenza logica, razionale, scientifica logos=discorso, appresa attraverso i sistemi educativi. L'altra modalità è il mythos = mito quindi comprende simboli, credenze che si rapportano con il logos quindi sono complementari. La nozione di cultura indica tutto ciò che è singolare e originale (quindi specifico nello spazio e nel tempo è tipico di un popolo) ed è proprio di un determinato gruppo sociale (popolo, etnia, nazione) riguarda la conoscenza non logica né scientifica.
La cultura ha anche a che fare con la materialità ma con qualcosa di astratto, non tangibile, non facilmente identificabile, la sfera astratta delle idee. Questa distinzione così netta tra civiltà e cultura permane oggi solo in parte, perché in gran parte è stata messa in discussione con l'avvento dei m.m., della modernità e della mondializzazione. La globalizzazione ha anche messo in discussione la distinzione così netta. È difficile trovare un limite netto tra civiltà e cultura.
Gli aspetti materiali che hanno a che fare con la civiltà se osserviamo una giornata in cui ci alziamo e beviamo caffè sudamericano, dormiamo sulle lenzuola di lino prodotte in India, beviamo tè asiatico, mangiamo frutti tropicali, compriamo un frigo tedesco, guidiamo un'auto giapponese e ascoltiamo musica tradizionale alla radio. Abilità e tecniche diverse rispetto al passato.
La radio ci mette in contatto con un contenuto culturale. Il contenitore e contenuto sono strettamente correlati secondo Morin "Modus is messagge", nel nostro modo di pensare entra il mondo, nella nostra mente entra il mondo. Partecipiamo a dei significati e contenuti e li facciamo nostri, ci influenzano i contenuti culturali dei m.m. che plasmano il nostro pensiero di comportamento quindi le abitudini, usi, costumi.
Il possesso di quegli oggetti ci agevola ma servono a determinare un'appartenenza sociale per sentirci affermati nella cultura globale. I m.m. hanno la capacità di influenzare l'adesione ad un sistema culturale con tutti i contenuti (usi, costumi, abitudini) che vengono condivisi.
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