Storia ed estetica del cinema
Chiara Simonigh: lo spirito del tempo nel villaggio globale
Le immagini ci raggiungono ogni giorno, in ogni momento della giornata. Si può dire influenzino la nostra vita in quasi la totalità degli aspetti: siamo immersi nella realtà audiovisiva costantemente. Prima dell’avvento dei mass media le immagini percepite erano all’incirca 40 nell’intero arco di vita; oggigiorno siamo toccati in media da 600.000 immagini ogni giorno. Si parla quindi di un mutamento antropologico.
Il rapporto con le immagini è di percezione immediata, ossia priva di mediazione. Sembra quasi che quando esse ci pervengono non abbiamo nemmeno il tempo di pensarvici. In realtà la capacità di pensiero c’è, semplicemente è molto più rapida; si pensi, ad esempio, all’attività di “zapping”, che nasce con l’avvento del telecomando, nel 1983. In brevissimo tempo la nostra mente percepisce le immagini e al contempo elabora un giudizio su di esse.
Si dice, però, che la percezione non è mediata, in quanto passa attraverso tutta una serie di facoltà mentali di cui siamo in possesso; facoltà apprese culturalmente e non innate. Infatti, per esempio, un uomo anche solo di 100 anni fa non sarebbe in grado di comprendere facilmente l’attività di “zapping” ed il processo mentale che ne è dietro.
Quanto concerne lo “zapping” vale anche, in parte, per un discorso più ampio, come può essere quello di un film. Qui i tempi di permanenza delle immagini sullo schermo, di un’inquadratura sono brevissimi. La tecnica attuata per realizzare una sequenza di immagini è, appunto, quella denominata “campo-controcampo”, che consiste nel passaggio da un’inquadratura all’altra in una sequenza ABAB, come può esser durante la ripresa di un dialogo. Si parla poi di montaggio alternato quando vengono riprese azioni che si svolgono nello stesso momento, ma in luoghi diversi.
Walter Benjamin e la rivoluzione del pensiero
Il filosofo tedesco Walter Benjamin, studioso di storia della cultura, illustrò per primo la svolta culturale avvenuta con l’avvento del cinema. Il pensiero, infatti, venne rivoluzionato nel rapportarsi con il mondo. Le modalità di pensiero erano meditative e implicavano passaggi mentali che impiegavano un lasso di tempo lungo. Con la nascita del cinema la mente venne, invece, allenata ad un pensiero visivo molto più rapido, in quanto sollecitato dal cosiddetto tamburo ottico: il ritmo incalzante delle immagini che impone alla mente rapidità nell’elaborazione di esse.
Tale shock non è, tuttavia, dato esclusivamente dalla loro velocità, bensì anche da nuove esperienze che l’io intraprende nei confronti con il mondo. Si parla, infatti, di una messa in discussione dell’“hic et nunc”, il cosiddetto “qui ed ora”. Con il montaggio alternato, per esempio, lo spettatore è in grado di essere in due luoghi diversi contemporaneamente, riuscendo a superare i concetti di spazio e di tempo. Ovviamente, anche la nascita di internet ha contribuito in maniera consistente a questo processo. Per questo la nostra epoca è definita complessa, in quanto composta di connessioni, nessi ed interdipendenze.
I mass media hanno ridisegnato il rapporto con l’altro, favorendo l’incontro, sia in termini di condivisione, sia in termini di conflitto e aggressione.
Modernità e globalizzazione
L’avvento della modernità – parola derivante da “modum”, che significa “ora, adesso” – è dato perciò dal cambiamento della percezione del tempo. Il presente, l’istante presente è fondamentale, così come mai lo era stato in passato. Il nostro mondo è definito villaggio globale. L’espressione è stata coniata dal canadese Marshall Mc Luhan, che così intendeva definire cos’è diventato il mondo dopo l’avvento dei mass media. Si parla di globalizzazione, termine divenuto di uso comune dopo la caduta del muro di Berlino.
Concetto di civiltà e cultura
Concetto di civiltà: tecniche, oggetti, abilità, pratiche e modi. La nozione di civiltà indica tutto ciò che è universalizzabile e riguarda, appunto, il mondo concreto e pratico. Per esempio, l’uso del pc o del cellulare, degli elettrodomestici, dell’automobile, ecc. Poiché si possono diffondere velocemente, l’uso di questi oggetti è universalizzabile.
Concetto di cultura: sapere, credenze, idee, valori, miti, simboli e tutto ciò che, simile, si perpetua di generazione in generazione, genera e rigenera la società. Comprende, cioè, tutto ciò che non è innato e che è appreso in modo tale da permettere a sua volta l’acquisizione di altre conoscenze. Le caratteristiche della cultura non sono universalizzabili.
La modernità ha posto in crisi la distinzione tra queste due nozioni attraverso interazioni concrete (spostamenti) e astratte (comunicazione, mass media). Lo dimostrano la mondializzazione moderna e la globalizzazione tardo-moderna, fenomeni allo stesso tempo di cultura e civiltà.
Tra i singoli individui e la cultura intesa in senso lato si instaurano degli scambi, resi più veloci dalla rete. Si tratta di una relazione di reciprocità. Si parla poi di cultura come unitas multiplex nel momento in cui i mass media diffondono il modello culturale europeo e statunitense (europeizzazione del mondo, occidentalizzazione del mondo), ma, al contempo, assimilano anche elementi di molte culture tradizionali. L’unitarietà della cultura è data da molteplicità, pluralità ed eterogeneità. È la cosiddetta noosfera: una sfera comune di conoscenze, idee, paradigmi, ecc. che stimola, perciò, nuovi bisogni.
Occorre comunque sottolineare che le singole unità, da questo processo, non ne escono distrutte, ma forti, in quanto rese note e “pubblicizzate”. Si potrebbe, tuttavia, obiettare che ciò comporta una sorta di “banalizzazione” delle informazioni, in quanto i mass media ricorrono a semplificare i concetti per esser compresi da tutti. Questo procedimento è il sincretismo culturale.
Il modello occidentale e i mass media
- Realizzazioni, ideali, valori, principi - Stabilità di ideali, valori, principi: liquefazione
Il concetto di liquefazione venne introdotto da Bauman, che parlò di “società liquida”: è caratteristica della modernità il venir meno di valori stabili. Questo perché la continua trasformazione riesce a raggiungere e toccare anche i principi.
- Ineguaglianza - Emarginazione: modello di esclusione
Mentre un tempo persisteva una gerarchia delle classi sociali, nella modernità la società è più uniforme e amalgamata. Tuttavia, chi ne resta tagliato fuori è molto più escluso.
- Qualità della vita interiore - Bisogni insoddisfatti: modelli immaginari irraggiungibili
La vita materiale è asservita da molte più comodità, perciò all’individuo è concesso molto più tempo da dedicare alla vita interiore. Vita interiore che è massimamente sollecitata dai mass media tramite film, fiction e pubblicità. I mass media spingono l’individuo alla ricerca di nuovi sogni ed aspirazioni, che sono però irreali, irraggiungibili e questa loro inaccessibilità crea nell’individuo frustrazione. Frustrazione che viene, a sua volta, sfogata nella stessa ricerca di sogni tramite l’utilizzo degli stessi mass media.
- Fatica lavorativa - Bisogno di loisirs: cultura mediatica del loisir
La cultura mediatica del loisir coincide con l’avvento dei mass media. L’oggetto della rappresentazione della vita è l’evasione in senso lato, ossia fuga dalla sofferenza fisica, dalla morte o da altre fatiche lavorative. È un’evasione mirata a rimuovere qualsiasi tipo di disagio, nel tentativo di portare il pubblico a dimenticare la sofferenza e le preoccupazioni della realtà. Tutto ciò ha chiaramente un interesse economico.
- Benessere e cura - Senso della sofferenza e della morte
- Quantità di relazioni interpersonali - Qualità e stabilità delle relazioni: individualismo
- Libertà affettiva - Stabilità affettiva
Alcuni elementi dell’ideologia dei mass media
L’ideologia si impone surrettiziamente mediante modelli di civiltà e cultura rappresentati al confine tra reale e immaginario e con implicazioni sulle concezioni di ciò che è “normale” e “ideale”.
- Democrazia, laicità, realismo, tecnica, scienza, Il modello WASP e la sua crisi
- Economia; Cultura del loisir: evasione, spettacolo; reale e immaginario
- I mass media e l’ideologia della felicità: valori (salute, gioventù, ricchezza, ecc.); Eros e thanatos
- Il presente; L’Europa e i fondamenti della modernità
Elementi di civiltà e cultura apparsi in Europa
Questi elementi costituiscono un prototipo unico destinato ad espandersi con la modernità e la tarda modernità. Questi fondamenti sono allo stesso tempo potenzialità positive e limiti problematici e criticità dell’identità europea: coesistenza di civiltà e barbarie.
- Individualizzazione: processo che determina l’autonomia crescente degli individui a formare propri valori e norme (vita privata e pubblica, religione, politica, ecc.). Deriva da un processo storico durato secoli. L’autonomia e la libertà del soggetto nell’aderire a determinate scelte politiche, religiose, ecc. sono più ampie rispetto al passato
- Differenziazione: processo di trasformazione progressiva nel senso di parcellizzazione della conoscenza (cultura), di produzione e del consumo (civiltà). Si tratta dell’organizzazione della società in attività sempre più determinate e specifiche. La differenziazione cresce notevolmente rispetto alle società del passato. I campi del sapere e la cultura del sapere ne escono approfonditi e vasti
- Razionalizzazione: stadio avanzato della ragione, percepita come modo di conoscenza superiore e migliore su cui fondare il dominio della “realtà”, il quale è assunto come valore preminente. Si viaggia verso l’empirico, la ragione, e assai meno verso l’irrazionalità. Di conseguenza, la dimensione mistica, religiosa, ecc. ha conosciuto una progressiva restrizione nel campo. La razionalizzazione ha avuto il predominio tanto da diventare un valore positivo
- Economizzazione: centralità e dominio degli aspetti materiali quantitativi, economici
- Espansione: tendenza inerente alla modernità e alla tarda modernità; europeizzazione, mondializzazione e globalizzazione sono processi storici che investono la civiltà e la cultura: si parla di colonizzazione materiale e culturale (noosfera). È la tendenza dell’Europa a espandersi geograficamente. È la colonizzazione materiale, che trae benefici economici, ma è anche una colonizzazione culturale. Oggigiorno questa funzione di promozione, enfatizzazione della società europea viene assolta dai mass media.
Tendenze fondamentali della cultura europea
- Max Weber (1905): nozione di razionalizzazione e di disincanto del mondo (laicizzazione, mondanizzazione): due fondamenti della modernità, invenzione occidentale e precipuamente europea
- Quingley (1961): essenza dell’ideologia europea è la convinzione che la verità si costituisca progressivamente. La verità è una meta verso la quale si può progredire, a condizione di farlo collettivamente, in cooperazione e competizione
- Brague (1992): la “secondarietà culturale dell’Europa” (discendenza) è sentimento di condivisione delle radici greche, giudaiche e romane, avvertite come “esterne” e fondamentali, che muovono a riflettere sulla pertinenza dei punti di vista alternativi europei ed extraeuropei. Attitudine europea alla costante messa in discussione del dato culturale
- Giddens (1994): disposizione generale alla riflessività come via della modernità. La riflessività è da intendersi sia come possibilità di ragionare, sia in quanto ispezione di se stessi. Non adesione a-critica del nuovo, ma “presunzione” di riflessione sistematica, obiettiva, realistica, razionale.
Caratteristiche del cinema europeo
Il cinema europeo dà molta importanza alla riflessione e per questo si distingue dal cinema hollywoodiano, bollywoodiano, ecc. È molto critico, ha una vena di denuncia molto spiccata, ma al contempo cerca di enunciare una strada da seguire per pervenire a una soluzione dei problemi.
Anche quando diverte, pone dinanzi a problemi della società e della cultura. Per esempio, prende differenziazione, razionalizzazione e tutti i fondamenti della società europea e li mette in discussione. Il cinema europeo costituisce in sé un’unitas multiplex in quanto è eterogeneo. Caratteristica comune ai film e ai registi europei è la loro diversità rispetto alla produzione mondiale, sia rispetto a quella europea stessa. Questo perché i registi sono al contempo autori e artisti: la responsabilità dell’opera è totale, tanto nella creazione, quanto nella produzione; tanto nei contenuti, quanto nelle forme.
Il prodotto di tutto il lavoro è un film che sollecita costantemente lo spettatore, provocandolo e coinvolgendolo. Ciò in quanto i temi e le forme sono universali, benché radicati in una cultura della specificità e del pluralismo, situazione opposta alla standardizzazione e alla esportabilità dei contenuti.
Uno dei modi per far riflettere lo spettatore è porre domande. In questo modo gli autori non “regalano” il messaggio dell’opera, ma lo fanno trasparire, sollecitando la riflessione. La funzione che questo cinema si assume, quindi, è una funzione conoscitiva. È un cinema che si può circoscrivere all’arte, piuttosto che a prodotto commerciale. Ciò implica una concezione dell’arte molto alta, in quanto le si assume una funzione conoscitiva.
Artista è colui che condivide i suoi dubbi e le sue domande con lo spettatore. A questi sta la capacità di osservare e cogliere i significati, unità, naturalmente, degli spunti culturali di cui è in possesso.
Nell’ambito cinematografico, chi è capace di innovazione e originalità è in minoranza. Tuttavia, viene imitato e preso ad esempio. È così che una minima quantità di persone è capace di influenzarne tante altre. Ed è così che la qualità riesce ad influenzare la quantità.
La televisione, nel corso del tempo, è diventata “medium” di accompagnamento, in quanto talvolta si lascia accesa anche se non la si segue. Questo perché la televisione non pretende più grande attenzione dallo spettatore e, di conseguenza, abbassa i contenuti al semplice scopo di divertimento.
Questo atteggiamento si è verificato anche nel cinema. Il processo si è intensificato con l’avvento dei pc e dei cellulari, dato che più è alta la frequenza a cui siamo soggetti a immagini, tanto più le immagini sono svuotate di significato.
Standardizzazione ≠ universalità
Si parla quindi di standardizzazione: la si vede in atto nel cinema di largo consumo, prodotto universale e mezzo di evasione dalla realtà. Cinema che cerca di rivolgersi a un più ampio pubblico possibile e per questo si “abbassa” a determinati canoni. La standardizzazione mira al successo immediato e perciò segue flussi transitori come quelli delle mode, della sensibilità del momento.
Bisogna, però, fare attenzione a non confondere questo concetto con quello di universalità, ossia la capacità di trattare di argomenti, appunto, universali, cioè che accomunano tutta l’umanità.
F. Lang, Metropolis, 1926
Il tema principale è quello della differenziazione: il proletariato contro il capitalismo; le disparità sociali in termini di qualità della vita, economia, ecc. espresse tramite la separazione fisica e il montaggio comparativo.
L’avvento dell’audio risale al 1930, perciò, risalendo il film al 1926, esso è muto. Le didascalie, allora, riportano i dialoghi e permettono allo spettatore di interpretare ciò che vede. Sempre conseguenza della mancanza del sonoro è una recitazione teatrale che cerca di mimare il significato, di esprimere visivamente i pensieri e i sentimenti dei personaggi.
L’enfasi è molto alta, il gesto dura più a lungo per permettere allo spettatore di comprendere. La mimica facciale è molto marcata, anche perché gli attori dell’epoca si formavano a teatro e non nel cinema. Quindi, la recitazione è molto più convenzionale e “carica” e riduce al minimo la spontaneità. Questo perché a teatro l’attore deve farsi percepire fin nelle ultime file. Cosa che non accade invece nel cinema, dove si può usufruire di inquadrature migliori. Dopo gli anni ’30, quindi – e poi con l’avvento del cinema sonoro – la recitazione si fa più sobria e contenuta, appunto, meno enfatica.
N.B. In un film non viene RACCONTATA una storia, ma RAPPRESENTATA, poiché non c’è un narratore. Per il teatro vale lo stesso discorso, eccetto per quello narrativo.
Narrazione ≠ spettacolo
La narrazione ha a che fare con le forme artistiche della scrittura; lo spettacolo, invece, percorre trasversalmente tutte le forme di immagine audio-visiva.
In “Metropolis” la storia è quella di una città del 2026. Si tratta perciò di un film di fantascienza in cui prevale...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia ed estetica del cinema - appunti completi delle lezioni
-
Lezioni, Storia del cinema
-
Lezioni, Storia del cinema
-
Lezioni, Filosofia ed estetica musicale