Storia della banca
La crisi che stiamo vivendo non è finanziaria ma dell’economia reale. È l’economia reale che è stata investita da questa drammatica situazione di crisi. Economia finanziaria e reale sono due cose distinte, ma facenti parte della stessa medaglia: la finanza è quanto serve o dovrebbe servire all’economia reale per essere più efficiente. Lo strumento finanziario è una sorta di lubrificante dell’economia reale. La finanza serve ad allocare più efficientemente le risorse economiche per averne un vantaggio migliore e far funzionare bene tutto il sistema. La finanza non brucia soldi ma ridistribuisce la ricchezza.
Economia reale ed economia monetaria
È solo in alcune parti del mondo dove l’economia ha raggiunto un certo livello di sviluppo, dove è diventata più sofisticata e c’è bisogno di utilizzare strumenti finanziari sofisticati. Tuttavia c’è il rischio che questi diventino talmente autonomi rispetto all’economia stessa da diventare quasi un ostacolo per essa.
L'occidente e la ricchezza
- Perché l’occidente è diventato ricco? - Perché ha avuto le rivoluzioni economiche
- Cosa ha originato queste rivoluzioni?
- Perché è nato il capitalismo
L’occidente ha messo in atto un nuovo modo di produrre che gli ha permesso di arricchirsi. Nella “ricchezza delle nazioni” Adam Smith divide l’economia in tre settori:
- Primario: il settore primario è tale perché è il primo settore anche nel senso di valore - consiste nel fatto che l’uomo trova direttamente le risorse sulla terra e le utilizza grazie a piccole trasformazioni. Utilizzo delle materie prime per la sola sussistenza. Deve definirsi primaria perché è la prima non solo in ambito cronologico ma è anche quella che garantisce la sussistenza.
- Secondario: il secondo livello dell’economia è quello delle grandi trasformazioni; prendiamo le materie prime e le trasformiamo per renderle più adatte al nostro utilizzo. L’uomo mette in atto un processo creativo che permette di vivere meglio, non solo la sussistenza. L’industria la si colloca a questo livello.
- Terziario: l’ultimo settore, che indica il residuale (tutto il resto), cioè quanto serve a connettere produttori e consumatori con mezzi, strade, strumentazioni che servono a trasferire risorse nel tempo e nello spazio. A questo livello si colloca la finanza.
Il paradosso che ha reso ricco l’occidente è che i primi uomini assistevano stava in questo: gradualmente questa gerarchia viene sconvolta. In occidente si mette al primo posto la trasformazione (secondario) e al secondo posto invece il primario. L’eresia non si ferma qui, perché dentro a questa trasformazione, già una parte del terziario (la finanza) sin da quel momento è destinata ad apparire al primo posto. Ci si è arricchiti partendo dall’offerta e non dalla domanda.
Occidente diventato ricco grazie a questa inversione di gerarchie (3,2,1). Tra la fine dell’800 e all’inizio del 900, con la seconda rivoluzione industriale appare questo fenomeno. L’occidente è diventato ricco perché ha fatto questa inversione di gerarchie, perché ha conosciuto e riconosciuto le rivoluzioni economiche. Le rivoluzioni economiche sono avvenute perché qualcuno è riuscito a conservare risorse in più rispetto a quelle che consumava e con queste risorse ha comprato (investito) dei beni con la capacità di produrre altri beni - accumulazione preventiva (produzione > consumo), accantonamento.
L’occidente è diventato ricco anche grazie allo sfruttamento di altre parti del mondo. Perché sono avvenute queste rivoluzioni economiche? Perché è nato il capitalismo. Il termine capitalismo attiene al termine capitale che a sua volta ha una radice latina “caput” (capo). Il capitalismo è il centro del sistema economico che viene messo al primo posto dell’ordine gerarchico.
Origine e sviluppo del capitalismo
Perché è nato il capitalismo?
- Classici (Smith): divisione del lavoro (economia di mercato a livello regionale)
- Scuola storica tedesca e scuole derivate: perché gradualmente si è formato un mercato tendenzialmente globale (economie mondo di Wallerstein)
- Marx: il modo di produrre capitalismo (si crea un plusvalore incamerato dai possessori di mezzi di produzione) è individuabile con il materialismo storico e viene originato da un’accumulazione preventiva
- Weber e Sombart: il principio di “razionalità economica” (perché nasce uno spirito capitalistico) (Weber: predisposizione dell’ideai-tipo calvinista)
Il capitalismo è messo in Caput (in cima / a capo di tutto).
Etimologia del termine capitale
Molto antico l’uso del termine capitale. Significato etimologico: “caput” (già presente nell’antichità). Prima evoluzione semantica del termine:
- Sinonimo di “fondo” (fondi di investimento), stock di merci, mezzi di produzione
- In un’economia monetaria: moneta (ciò che può acquistare beni)
- Capitale = moneta in senso pieno
Da fondus a caput. Nel mondo latino si usa anche il termine fondus, ovvero un appezzamento di terreno produttivo. Il capitale è un terreno che può produrre. L’uomo in Occidente, ad un certo punto, è riuscito a sopravvivere accantonando risorse (non a consumarle, ma a metterle in un fondato, fondo). L’uomo accantona risorse, le trasferisce e le utilizza per una produzione più sofisticata.
Questo avvenimento è del tutto nuovo perché prima si consumava tutto quello che si produceva. La parola capitale non per niente è andata poi a indicare lo strumento che al di là del fondus iniziale è usato dagli uomini per accantonare risorse.
Capitale: ulteriore evoluzione semantica
- Non basta il termine che definisce la “ricchezza ferma”
- La discussione in Italia soprattutto in epoca tardo medievale e moderna (prestito dietro interesse e sua liceità) (Bernardino da Siena)
- Un significato ulteriore: ricchezza che può creare altra ricchezza
La parola capitale poi, gradualmente cominciò ad indicare lo strumento utilizzato dagli uomini per accantonare risorse; ovvero la moneta. La moneta è lo strumento che, accantonato e fatto circolare nel sistema produttivo, ha dato luogo alle trasformazioni avvenute in Occidente che gli hanno permesso di diventare ricco. In molti casi nella storia dell’occidente quella che era la strumentazione atta a favorire lo sviluppo dell’economia è stata utilizzata non per creare ricchezza ma per permettere trasferimenti di ricchezza.
Come il capitale entra nel gioco economico?
Il modello di F. Braudel:
- Chez autres (essendo co-protagonista nel processo produttivo), come elemento indispensabile delle attività economiche.
- Chez soi (essendo il protagonista principale) come centro effettivo di un sistema più evoluto. Nei casi in cui la finanza opera come unica protagonista essa può portare a crisi o ad operazioni che danneggiano lo sviluppo economico invece che implementarlo. La finanza opera chez soi cioè dentro all’economia, opera come centro effettivo di un sistema più evoluto. In questo caso la finanza può essere una portatrice di inefficienze economiche.
Il capitale in sé
Il termine economia significa Oikos (casa, famiglia) e Nomos (regole) - regole che gestiscono l’organizzazione delle persone, originariamente per sopravvivere. Quanto serve per la sopravvivenza, tutta la strumentazione che si mette in atto per soddisfare i primi bisogni. L’economia originaria allora non ha bisogno della finanza, ma è qualcosa che serve dentro una comunità (originariamente la famiglia) allo scopo di sopravvivere, di trovare le risorse per la sussistenza e di raggiungere al meglio il soddisfacimento dei bisogni.
Per casa si intende un insieme di persone che collaborano al raggiungimento dello scopo di sopravvivenza, che si attua meglio se si sta insieme, a livello sociale. Oikos significa che l’economia si attua a livello sociale a patto che ci sia complementarietà; ovvero che non ci siano conflitti. Collaborazione, complementarietà può esistere solo se le parti all’interno che compongono la casa, la famiglia comunicano tra loro. L’economia se diventa comunità (accoglienza, integrazione) parla attraverso la lingua della finanza, ovvero degli strumenti che servono per attuare lo scambio. All’interno della parola economia si nota, a questo punto, che c’è già implicito il concetto di finanza che serve per trasferire le risorse.
Per mettere in pratica questo concetto si utilizza la divisione del lavoro: ciascuno esercita l’attività che meglio sa fare, il surplus viene scambiato. Quanto più vi è la divisione del lavoro e la collaborazione, tanto più il sistema diventa efficiente. Economia e finanza, sono due facce della stessa medaglia. La medaglia è la necessità che l’uomo ha di produrre beni per la sua sussistenza. Vi è una parte della strumentazione che ha permesso l’arricchimento dell’Occidente, altri strumenti invece sono da ostacolo all’efficienza. Quest’ultimo caso avviene quando la finanza opera esclusivamente per se stessa, eliminando l’elemento di collaborazione tipico dell’economia.
Modelli di sistema economico finanziario
Nell’occidente che si è sviluppato ci sono due diversi modelli di sistema economico finanziario:
- Economie orientate direttamente al mercato dei capitali, dove i mercati di capitale sono facili da osservare e controllare, e spingono il consumatore ad allocare, attraverso la moneta, le risorse in questi investimenti produttivi. Ci sono economie che si sviluppano avendo sistemi economici in cui la finanza si orienta direttamente alla produzione. Gli investimenti, i capitali entrano direttamente in un sistema di mercato che gli fa raggiungere direttamente il sistema produttivo.
- Economie orientate agli intermediari, se ambiente frammentato, una presenza molto forte è quella degli intermediari. Sono le economie dove le banche sono molto importanti (sistema bancario). Sono sistemi in cui vi è lo specialista che acquisisce beni, affidandoli ai produttori.
La logica dell’economia monetaria
Etimologia di moneta - monere: ammonire! La moneta è uno strumento finanziario, è il primo derivato di valore nel sistema economico. Entra inizialmente come "intruso" nel sistema rispetto alle merci prodotte e consumate. La moneta è indissolubilmente legata allo scambio, le economie prive di scambio non hanno bisogno di moneta. La moneta è un terzo rispetto ai protagonisti che sono i consumatori da una parte e i produttori dall’altra, ovvero rispetto alla merci consumate e a quelle prodotte. L’etimologia della parola moneta deriva da “monie”, monos significa "una cosa sola" (idea che la moneta dovesse essere unica e uguale per tutti). Secondo gli autori latini uno dei primi luoghi dove veniva coniata la moneta antica era dietro il tempio di Giunone Ammonitrice (moneo).
In realtà la moneta è una parte di un sistema, monos, una di tante cose simili, che poi forgia la ricchezza. È una porzione di ricchezza. È necessaria la moneta? La moneta è necessaria ed utile, ma non è indispensabile (ci può essere anche il baratto). Non è necessario che un’economia abbia una moneta, la quale rappresenta inoltre un costo. I primi scambi infatti si effettuavano con il baratto.
Economia dello scambio
- Economie dell’autosufficienza
- Economie dello scambio
Economia, etimo già legato allo scambio (governo della casa). Divisione del lavoro. Area dello scambio. Il vantaggio competitivo del baratto (costi). Il vantaggio competitivo dell’intermediario (flessibilità).
La prima economia sulla terra è di autosufficienza o pre-economia: io produco tutto ciò che serve per la mia sopravvivenza. Mano a mano che passa il tempo vediamo apparire le economie dello scambio, la cosiddetta Oikos, basata sulla divisione del lavoro. Lo scambio è legato alla divisione del lavoro, nell’etimologia di economia c’è già intrinseco il concetto di divisione del lavoro.
Senza divisione del lavoro noi non avremmo bisogno di moneta, ma con la divisione del lavoro potremmo aver bisogno di moneta ma neanche in questo caso è indispensabile. Infatti produco al massimo delle mie possibilità e con il sovrappiù, ottengo moneta che mi permette di acquistare ciò che mi manca. Gli intermediari rappresentano un costo, che però vale la pena di sostenere laddove l’intermediario permette uno sviluppo economico migliore. Ma non sempre vale la pena, se ci fosse la possibilità di attuare uno scambio adeguato nell’ottica della divisione del lavoro senza il bisogno degli intermediari sarebbe meglio.
Il baratto ha un vantaggio competitivo migliore della moneta. Il guaio è che essendo la cosa più semplice e meno costosa introduce una certa rigidità nello scambio. Ci deve essere una coincidenza nello spazio e nel tempo. La velocità di comunicazione permette di accelerare gli scambi sia di beni fisici sia di beni immateriali. Ecco qual è il vantaggio competitivo che rende sopportabile il costo dell’intermediario: la flessibilità. La flessibilità diventa necessaria quando quell’area in cui avvengono gli scambi si allarga nello spazio e nel tempo. Questo porta ad economie più vaste. Mano a mano che ci si allarga nello spazio e nel tempo, tanto più c’è la possibilità di far acquisire al sistema economico un intermediario il più flessibile possibile.
Il sistema di baratto funziona fino a un certo punto. Io ho una merce A e tu B, devo stabilire se la merce A serve anche a te che a tua volta hai una merce B che deve servire a me. Se c’è equivalenza di valore e coincidenza di bisogni funziona il sistema di baratto senza la presenza di intermediari. Le due persone che si scambiano le merci devono avere bisogno reciprocamente di ciò che l’altro ha da offrire. Questa equivalenza è molto difficile da realizzare. Se non riusciamo a trovare un accordo sulla merce A e B, trovo una merce X scambiabile con tutte le merci, essa è la moneta.
La moneta è una merce e si comporta come tale:
- Se è troppa in circolazione perde valore rispetto alle merci, quindi i prezzi aumentano
- Se è poca in circolazione aumenta il valore delle merci, quindi i prezzi diminuiscono e si ha deflazione. La deflazione è il male più grave dell’economia.
Aree a geometria variabile
- Area dello scambio variabile
- Area monetaria (area di accettabilità) variabile
Possiamo individuare nei sistemi economici un’area di scambio che è variabile e determinata da fattori concreti, e in cui ci sono strumenti monetari molto diversi. È necessaria una coincidenza del valore di una moneta con il valore di un’altra. Lo scambio avviene se ci sono i mezzi per far sì che avvenga. L’area di scambio si muove e non può essere forzata oltre certi limiti. Le merci devono potersi muovere, l’area di scambio è variabile nel tempo e nello spazio. Nella storia c’è stato un allargamento graduale dell’area di scambio.
L’area monetaria o di accettabilità (cioè la merce utilizzabile per gli scambi) deve essere riconosciuta in quanto tale, ha anch’essa una variabilità nello spazio e nel tempo, ma non segue le stesse dinamiche dell’area dello scambio. La flessibilità di una merce dipende dalla sua accettabilità ovvero flessibilità su scale ampie. Si hanno dei criteri di accettabilità legati alla flessibilità della merce, ovvero deve essere riconosciuta nel suo valore e deve poter mantenere il suo valore al livello più elevato possibile. Per questo secondo requisito si deve considerare la variabile tempo. Entrambe le aree sono variabili e possono essere anche coincidenti o presentare sovrapposizioni. Per spiegare questo si può usare il concetto di “economia mondo” di Wallerstein: nella storia possiamo vedere delle aree geografiche e monetarie che costituiscono dei piccoli mondi che si spostano, si allargano, si fondono, sono una sorta di mosaico, delle economie circoscritte che gradualmente nel tempo si modificano. Attualmente si sta realizzando il processo di globalizzazione che vede l’area di scambio allargarsi sempre di più.
Concetti base
- Unità monetaria: moneta che, dotata di un certo peso e di un certo contenuto di fino serve alla base della coniazione
- Tipo monetario: metallo nel quale è costituita la moneta legale
- Titolo monetario: rapporto stabilito tra quantità di metallo prezioso e di “amalgama” (in millesimi o ventiquattresimi/carati)
Che caratteristiche deve avere la moneta per essere accettabile, nel senso flessibile, nel modo migliore possibile nello spazio e nel tempo:
- Maneggevole (utilizzabile nello spazio)
- Divisibile facilmente
- Di alto valore intrinseco
- Non deperibile (utilizzabile nel tempo)
- Conservabile
- Resistente
- Di valore immediatamente individuabile - facilmente accettabile (utile per lo scambio)
Queste caratteristiche le hanno anche le merci oltre ai metalli preziosi, merci che in passato sono state utilizzate come mezzo di scambio.
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