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Storia Economica (Storia della Banca) Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia Economica (della Banca) (1°Parziale - 2°Parziale), basato su appunti personali presi a lezione con il prof. Pietro Cafaro.
Con riferimenti basati sul testo consigliato dal docente "L’evoluzione del sistema creditizio italiano dall’unità nazionale all’avvio dell’Unione monetaria europea".

Esame di Storia economica della banca docente Prof. P. Cafaro

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ESTRATTO DOCUMENTO

C) ALLE RADICE DELLA BANCA MODERNA

La banca è il luogo dell’intermediazione. È lo strumento finanziario per eccellenza insieme alla moneta. La banca è un

qualcosa che non può diventare un’attività dell’economia inside. La banca deve intermediare tra chi mette a

disposizione i capitali e chi li prende e li fa fruttare. Questo strumento evita la tesaurizzazione delle risorse, in quanto

mette in contatto tra chi ha voglia di investire e chi non ha il coraggio di farlo. La banca costituisce un ponte. Quanto

più grande è la necessità di far fronte alle asimmetrie di mercato tanto più la banca realizzerà arcate.

Sempre ogni arcata ha un costo. Quindi se un investitore investe direttamente risparmia rispetto a quando chiede alla

banca di investire per suo conto. Può essere che in alcuni momenti sia necessario avere 2 arcate, mentre in altri sia

necessario avere 3 arcate.

Quando diciamo che esistono dei sistemi orientati al mercato dei capitali, significa dire che vi sono dei sistemi che

funzionano perfettamente: il passaggio di informazioni è limpida e rende inutile avere delle banche, perché chi ha il

denaro investe direttamente, passando attraverso o fuori dalla borsa.

In situazione opposta sono luoghi dove tutto nella nebbia e l’investitore non ha informazioni sufficienti (asimmetria

informativa) per investire e necessita di un ponte.

La banca diventa il centro del sistema economico, in quanto fissa anche il merito di credito degli individui.

In che mondo avviene questo operare di per sé della banca? Allargando la forbice tra tassi attivi e tassi passivi.

Non esistono due situazioni limite, ma tutto è abbastanza graduato. In un sistema in cui non vi è bisogno di

intermediari la banca non esiste. Nella posizione opposta dove c’è bisogno di intermediari, il banchiere diventa

elemento centrale del sistema economico, in quanto il risparmiatore stabilisce con il banchiere un contratto

standardizzato. Quanto mi dai di quello che riuscirai ad ottenere investendo sul mercato dei capitali il denaro?

(cit. banca).

Sul versante dell’attivo (impiego dell’investimento) il banchiere stabilisce un altro contratto standardizzato con il

prenditore di fondi. Il prenditori di fondi fa investimento, guadagna e dà al banchiere quanto stipulato nel contratto. Il

ricavo finale deve essere depurato del tasso di interesse che il banchiere deve dare.

La realtà di banca-intermediario puro (perché ben presto la banca comincerà a fare anche altre attività) durerà ben

poco.

Intermediario-puro ente che stabilisce un contratto standardizzato sia sulla parte della raccolta che sulla parte

dell’impiego. La banca è il frutto di un’evoluzione lunga che lo porta ad essere questo intermediario. Il banchiere (in

modo improprio) in passato generalmente era meglio impiegato sul versante della raccolta o sul versante

dell’impiego. Vi sono banchieri specializzati nella raccolta o nell’impiego. In questi casi l’attività di impiego (o raccolta)

è una modalità di succedaneo all’attività principale. La banca la vediamo nascere in o per la raccolta o per l’impiego e

nel tempo si saldano.

Alla fine avremo questo intermediario puro che si caricherà in un secondo momento anche di altre attività e diventerà

qualcos’altro. La logica che sta dietro alla banca parte da un concetto: la fiducia. Si tratta di un rapporto fiduciario

quello che si instaura tra banca e altri attori sia sul versante della raccolta che dell’impiego. La banca non utilizza

capitali propri, ma utilizza capitale di altri e per questo motivo è necessario che vi sia fiducia. Se si rompe uno di questi

anelli il sistema rischia di andare in tilt ed è per questo che le banche vengono di periodo in periodo regolate.

Diversi gradi di fiducia:

 Privato

 Privato noto

 Privato noto e solvibile

 Privato garantito dallo Stato

 Stato

In alcuni momenti della storia chiamiamo la moneta fiduciaria. Tale fiducia si accompagna a degli elementi che la

fanno presente.

La moneta passerà gradualmente nelle banche. Se io ho la moneta merce, ho bisogno solo che la moneta abbia

contenuto di fino e di peso dichiarato, ma se ho la moneta segno che non è direttamente portatrice del valore che

dichiara io devo avere fiducia di colui che con il sigillo dice che è una nota di banco (?). La nota di banco è firmata dal

banchiere, che ha una reputazione maggiore rispetto al privato. Per tale motivo il banchiere può far circolare la carta-

moneta che ha natura fiduciaria all’interno della cerchia di coloro che lo conoscono. Se io amplio il raggio di

circolazione, allora devo rendere la nota di banco, andare dal banchiere e porgere la nota affinché lui la accetti e la

cambi con una nota di banco sua conosciuta in un ambito territoriale più ampio.

Mano a mano che mi alto ho necessità di avere un banchiere più autorevole fino a quando non ho un banchiere che

ha il diritto a stampare carta moneta (=banconota di stato) riconosciuta in tutto l’ambito statale.

In ogni passaggio vi è la fiducia e la reputazione del banchiere dal meno importante a quello più importante.

Il rapporto di fiducia tra le persone è un elemento centrale, il che è abbastanza ovvio perché noi parliamo di FIDO.

Che poi è la stessa logica che sta dietro alla moneta.

I diversi gradi della fiducia si costruiscono con rapporti:

 Personali

 Interpersonali

 Tra persone e istituzioni

 Tra istituzioni

Questi passaggi per vedere come vengono generati nella banca privata che presta ai singoli lo vediamo molto bene, e

vediamo che questa si rapporta al sistema bancario che è quello che permette all’istituzione bancaria di veicolare la

fiducia.

I primi titoli sono le note di banco (=banconote), erano quindi una moneta, ma non più merce, ma segno che è una

moneta fiduciaria che si accetta o meno in base alla fiducia che si ha nei confronti di chi utilizza questo titolo.

E allora tutti i meccanismi che vedono la costituzione della banca sono ben individuabili nella catena della fiducia.

Questo pezzo di carta corrisponde ad un bene, può essere anche un titolo che non è ancora stato colto, può essere

rappresentativo di una merce non presente in quel momento.

Questo titolo può però allargare lo spazio di circolabilità e quindi di accettabilità se viene affrancato da un’istituzione

che gode di reputazione maggiore rispetto a me.

[NB fiducia e reputazione vanno sempre insieme, quindi la reputazione è molto importante].

Così la circolazione di quel titolo aumenta perché si basa sulla reputazione di quel banchiere.

Quest’ultimo può far circolare il titolo a livello più ampio poi servendosi di un’istituzione di livello superiore e quindi

con più reputazione di lui.

In fondo poi a questa catena c’è la banca di emissione, ovvero il prestatore di ultima istanza. Ecco quindi che è il

potere pubblico che la garantisce e le dà fiducia.

Stiamo parlando quindi di titoli, e NON di moneta merce.

La banca d’emissione risconta con note di banco proprie che essendo emesse da una banca garantita dallo stato

perché è questo che le ha dato il privilegio hanno la più ampia circolazione.

Le banconote infatti sono certificati che l’istituto di emissione garantisce esser equivalenti al valore che dichiarano.

Spesso questi titoli sono cambiali a vista con oro e argento (>m merce) oggi non è più così la moneta può basarsi su

attività economiche magari non ancora completate ma che daranno frutto, o avere alla base qualcosa di completo cm

la terra/fondo o ancore può essere oro o argento, prevalentemente oro.

LE BANCHE D’EMISSIONE :

Le prime banche d’emissione sono banche di giro che permettono la circolazione della moneta, ovvero permettono ai

conti di circolare, e quindi circolano questi beni che rappresentano altri beni col sistema della compensazione tra

partite di debito e credito.

S’innesta dietro questi banchi di giro anche la possibilità di moltiplicare la moneta, infatti la moneta titolo che

rappresenta un bene concreto può circolare anche più di una volta a patto che questa circolazione non sia

esageratamente ampia rispetto al deposito effettivo, ovvero a patto che vi sia una copertura adeguata del circolante.

Il punto di partenza è che non è detto che tutti coloro che hanno in mano questo titolo lo vogliano riscuotere

contemporaneamente, e con questa logica il sistema amplia la circolazione monetaria.

Il rischio che tutti quelli che hanno accettato la moneta di banco vadano alla banca d’emissione e chiedano d’avere la

moneta merce corrispondente concretamente però c’è.

A questo si contrappone il legame tra banche e il loro sistema, perché se queste sono legate da sistema e possono

porre i titoli da una banca all’altra in modo abbastanza agevole allora questo moltiplicatore può funzionare molto

bene.

L’antidoto per il panico è la certezza che la catena ha sulla vetta un prestatore d’ultima istanza che garantisce per

tutti.

Le prime banche d’emissione quindi sono banche private di giro.

Ci sono però anche banche private o pubbliche che di fatte diventano banche d’emissione sono quelle banche come

i Monti di pietà che raccolgono in pegno delle merci e le trasformano in moneta circolante.

Lo stesso vale per le compagnie di beneficienza, che poi divengono banche.

Il più delle volte però noi constatiamo la nascita della banca d’emissione non tanto basata su m d’oro o d’argento che

tengono nei loro forzieri, ma come la messa in circolazione di debito contratti dallo stato.

Nel passato il debito dello stato veniva cartolarizzato e quindi trasformato in moneta, circola allora come moneta

perché questi titoli erano garantiti dallo stato e circolavano come carta moneta (un esempio è il monte dei paschi di

Siena).

Questa cosa del debito fatto dallo stato e che viene richiesto ai cittadini e ricambiato con titoli che sono di fatto

moneta. Inizia qua e dura fino ai giorni nostri, perché questi titoli hanno valore monetario e diventano quindi di fatto

moneta.

Così si amplia la base monetaria.

Questo debito è garantito al 100% dello stato ovviamente.

Si pensi che in ita fino agli anni ’70 la banca d’Italia doveva comprare tutti i titoli di stato non acquistati sul mercato, e

quindi si trovava male.

Tuttavia, dietro vediamo che c’è sempre questo rapporto di fiducia può essere x una banca d’emissione un titolo,

ovvero assegno o cambiali, o ancora può essere una terra su cui si basa questo, oppure possono essere debiti dello

Stato che significano qualcosa che lo Stato incasserà in epoca successiva.

Il cambio sono quindi note di banco, m cartacea e quindi senza valore intrinseco, e che circolano per tutto il territorio

nazionale, e nel caso per esempio degli euro anche sopra.

In Inghilterra ci son due correnti di pensiero tra coloro che credono che le banche in questo modo creino denaro con

la cartolarizzazione, e son gli esponenti dalla scuola bancaria, mentre un’altra scuola ritiene che questo porti

all’inflazione e che bisogna basarsi su qualcosa di concreto che è l’oro e questi son gli esponenti della scuola

monetaria.

Di fatto gli storici considerano la prima banca d’emissione moderna quella di Stoccolma creata nel 1656 da J.

Palmstruch ed è la prima che emette carta moneta con caratteristiche simili alla nostra moneta attuale.

Gli elementi importanti sono:

 Taglio fisso costante

 Accettabilità/trasferibilità al portatore, e quindi no firma di girata

 Garanzia dello Stato

In Lombardia a lungo la cassa di risparmio delle famiglie lombarde è stata la prima banca d’emissione che però non

emetteva biglietti a taglio fisso, e quindi era qualcosa di diverso dalla vera banca d’emissione.

Noi poi abbiamo avuto in ita x lungo t due banche d’emissione, banco di Napoli e Sicilia, che vendevano carta

podissaria ovvero biglietti a taglio variabile.

Altro elemento da considerare è la trasferibilità senza girata (sulla lira per esempio c’era scritto pagabili a vista al

portatore).

La banca di Stoccolma quindi è la prima d’emissione moderna.

La più importante di banca d’emissione però sarà quella d’Inghilterra.

La banca di Stoccolma non è l’unica d’emissione della Svezia, invece quella d’Inghilterra è la sola.

Qui abbiamo una cosa stranissima: l’Inghilterra patria del liberismo economico e che sempre sarà paladina del

liberismo nell’ambito bancario è monopolista.

La banca d’Inghilterra, che è privata, è fin dalle origini la banca unica privilegiata che svolge in Inghilterra l’emissione di

denaro.

La banca d’Inghilterra si basa sul progetto di W. Paterson dove investitori privati apportano capitale x 1200000 sterline

prestandoli allo Stato, e su questo debito pubblico lo stato permette di far circolare moneta e sempre questi biglietti

son pienamente convertibili, cioè posso andare alla banca d’Inghilterra e farmi dare oro e argento.

Un caso diverso, ma che andrà incontro al fallimento, è quello che si colloca nella Francia del primo ‘700 che dopo la

morte di Re Sole si trova in gravi difficoltà economiche.

Siamo nel momento in cui hanno grande importanza le compagnie privilegiate e Law arriva in Francia e scrive quindi

dei libri di un certo interesse partendo in sintesi su questa logica: su cosa basare la carta moneta? Se invece che sul

debito la carta moneta la collegassi con delle azioni che sono azioni del debito dello Stato, ma al tempo stesso son

azioni di compagnie privilegiate dallo Stato che potranno in breve produrre reddito ho trovato la regola d’oro per

costituire il sistema monetario a misura di un economia che si espande.

Quindi dopo aver fatto la banca generale si emettono obbligazioni garantite dagli introiti d queste compagnie

privilegiate che poi saranno riunite e son compagnie che poi avrebbero sfruttato in regime di monopolio le colonie

americane.

La base monetaria così però si apre in modo spropositato crollano, i titoli di queste obbligazioni e le monete in

circolazione non sono più coperte da queste obbligazioni e quindi si ha un flop quindi corsa a cambiare i biglietti,

migrazione del denaro all’estero e la banca viene nazionalizzata

Passo successivo è la nascita delle banche private.

ORIGINE DELLA BANCA

La banca è una cosa complessa, non nasce casualmente, se infatti pensiamo alla banca oggi pensiamo all’istituto che

fa da intermediazione tra prenditore di fondi e risparmiatore.

Tuttavia la banca nasce avendo come scopo principale il passivo della banca o l’attivo della banca, non nasce quasi mai

avendo le due componenti in equilibrio.

Come nascono le banche in origine?

A volte nascono per poter tutelare lo scambio, ma il più delle volte è l’altro il versante, quello legato all’esigenza di

fornire fondi a chi fa attività commerciale.

All’origine del banchiere quindi troviamo i cambiatores/agenti di cambio che sono coloro che in un sistema dove la

monetazione è molto variegata, l’agente di cambio è l’esperto nel cambio della moneta, colui che riconosce la moneta

e la cambia con altre monete.

Ben presto però questi cambiatores iniziano a fare un attività differente e costituiscono magari ½ filiali della stessa

impresa che fa cambio e provvedono loro a far correre i conti da una parte all’altra di una determinata area.

Provvedono quindi loro a pagare fisicamente un debito, o a riscuotere fisicamente un credito, salvo usare lo

strumento del conto per fare compensazione.

Sanno la distantia loci oppure permettono la permutatio pecuniae cambiando moneta con altra.

Questa presenza dei cambiatores noi la vediamo in tutto il Medioevo ed età moderna, e la maggior parte erano

lombardi o toscani al massimo.

Son coloro che animano le fiere dei titoli, cm quella di Piacenza, Champagne.. ovvero le fiere dove vengono

riconosciuti i titoli e monetizzati nella valute richiesta da chi richiede la monetizzazione

All’inizio quindi tutto avviene per necessità, ma dietro a queste pratiche si nascondono anche operazioni di lucro che

cercano di sviare le regole canoniche che vietavano il prestito dietro interesse.

Altra origine della banca sempre sul versante dei prenditori di fondi sono le anticipazioni con le quali funziona tutto il

sistema mercantile, è un sistema che vede produzione di beni evitando il magazzino che è un costo che sistemi

economici come questi non possono permettersi, perciò soprattutto per i beni di lusso si lavora su commessa e sono

specialisti ad accompagnare la commessa, i mercanti, e lo fanno con un anticipazione di denaro.

Un attore commerciale che permette di posticipare o rateizzare il pagamento è un attore di fatto di tipo bancario.

Naturalmente la tipologia di banca che nasce dalla mercatura è una delle tante forme.

Solo nell’800 si arriverà alla composizione di queste figure con la banca come la conosciamo definita banca di

deposito.

TEMA DELLA POVERTÀ

Il monte di pietà è uno strumento che viene usato per mobilizzare e rendere liquide le risorse per chi ne ha bisogno.

Gli oggetti vengono dati in garanzia e ritirati quando si è in grado di rifondere il credito, altrimenti andranno all’asta e

la banca ne incamera il valore.

Sono organismi che vogliono rendere la carità un qualcosa basato su qualcosa di concreto, ma son strumenti

contestati anche nell’ambito della chiesa cattolica dove nascono.

I maggiori propugnatori sono i francescani.

Il credito dietro pegno è considerato uno strumento per permettere ai poveri di risolvere i propri problemi.

In Italia soprattutto centro-meridionale i montis pietatis si collocano poi alla base delle casse di risparmio.

Queste vedono la luce come strumento per combattere la povertà, vengono fatte infatti delle leggi, poor law, che per

non trattare i poveri cm emarginati, e vengono considerati persone da aiutare/educare x uscire dalla povertà.

La prima cassa di risparmio nasce in Scozia, a Rattwel.

È un’antesignana ancora un po’ lontana però del modello classico della cassa di risparmio che nasce in Germania ad

Amburgo nel 1778.

Siamo in un momento di crisi economica, si decide da parte di un gruppo di benefattori legati all’autorità della città di

mettere insieme una piccola dotazione per risolvere il problema della povertà.

Passa la crisi e rimane del denaro con cui si vuole creare uno strumento per evitare la povertà, e lo si fa educando al

risparmio, ovvero si dice di accantonare nei momenti buoni della vita parte del proprio reddito per darlo alla cassa di

risparmio che garantisce grazie al capitale originario, quel gruzzolo rimasto alla fine della crisi, in modo che nel

momento del bisogno si possa attingere al proprio risparmio.

La banca si impegna poi ad investire quel denaro in attività economiche a basso rischio perché questo frutti qualcosa e

permetta per chi l’ha messo lì di guadagnare qualcosa.

Simile a questa si ha la “prima cassa di risparmio Viennese”.

Questa funziona in modo molto simile a quella di Amburgo con benefattori che si mettono insieme e la costituiscono.

Il governo viennese riteneva di aver trovato uno strumento adeguato per evitare la povertà anche nelle altre parti

dell’impero quindi emana un dispaccio chiedendo di usare i fondi che rimangono forniti dai benefattori per superare

crisi economiche per creare casse di risparmio.

Nasce così anche la cassa di risparmio della Lombardia.

In altre parti invece la cassa di risparmio nasce sulla base dei monti di pietà (es. Veneto o Trentino).

Nel caso francese invece le casse di risparmio (ad es. a Parigi) nascono nel primo ‘800 e sono gestite dallo Stato.

Oltre a questo vi sono anche altre istituzioni proto-bancarie, che non sono banche vere e proprie perché forniscono

beni di consumo (es necessari per l’alimentazione o l’attività agricola, ma non forniscono denaro).

Ne sono un esempio i monti frumentari e castagnari, che sono banche che svolgono attività simile a quella bancaria

anche se forniscono beni reali e non denaro.

Ricordiamo però ora che nel momento in cui ci son le grandi trasformazioni economiche però l’Europa si divide in 2

parti.

LE RIVOLUZIONI ECONOMICHE E I SISTEMI BANCARI

Su che cosa si deve basare la moneta? Sui metalli preziosi. I ragionamenti che stanno alla base del sistema carolingio

basano la moneta sul metallo prezioso, soprattutto oro e argento. Vuol dire basare la moneta su qualcosa di solido

che non perde valore nel tempo.

penuria

PENURIA ARGENTI di moneta, mano a mano che il sistema economico si espande si ha bisogno di moneta

necessaria per gestire gli scambi che il sistema genera. C’è bisogno sempre di una moneta SUFFICIENTE agli scambi

che sono in atto, ANZI, il sistema monetario deve ANTICIPARE il bisogno di moneta che è in atto, perché si presuppone

che sia un sistema che va ampliandosi nel tempo. Inflazione e deflazione, se i prezzi dei beni scendono non c’è più

prospettiva di guadagno, quindi non si costituisce nuova attività economica in quanto si rischia di dover vendere a

minor prezzo.

Mantenere in equilibrio il sistema monetario rispetto al sistema economico è complesso: nel sistema carolingio si

decide di basarlo sull’oro, ma poi si presenta la PENURIA ARGENTI.

Tra il ‘700 e l’800 c’è il grave problema di reperire l’ORO.

In Inghilterra si hanno due scuole:

1. SCUOLA BANCARIA, riteneva che il sistema monetario dovesse adeguarsi gradualmente a quelle attività

economiche che, quando va a crearsi la moneta, sono già espletate.

2. SCUOLA MONETARIA, la moneta deve basarsi sul metallo prezioso.

Prevale la scuola monetaria e di fatto fino ai primi ‘900 il sistema monetario si basa sui metalli preziosi disponibili.

Due modelli:

1. SISTEMA IMPERIALE AUREO INGLESE, è la continuazione precisa del sistema carolingio, ma per la prima volta

vengono coniate le monete di conto. Fa coincidere la moneta di conto con quella di pagamento.

Nel 1824, si ha la prima legge bancaria con la quale si decide che l’unica emissione di BANCO NOTE (cioè

rappresentative della vera moneta d’oro o d’argento) sia effettuata SOLO DALLA BANCA D’INGHILTERRA.

La sterlina inglese dà il via a un nuovo sistema in cui il conto e il pagamento coincidono ed ha come base

l’oro.

Successivamente alla legge c’è un sistema aureo, dove la carta moneta emessa dalla Banca d’Inghilterra è

questo

moneta succedanea della moneta d’oro sistema di piena convertibilità dalle banconote in oro da

Cambio

parte della banca, sarà sempre mantenuto. obbligatorio da parte della banca in moneta d’oro:

SISTEMA DEL GOLD STANDARD.

Inizialmente argento e oro, poi solo oro. Siccome la banca di emissione è solo una, non si hanno i problemi

registrati in Europa.

L’oro è sopravvalutato rispetto al continente, perché in Inghilterra affluisce un grande quantitativo di oro.

L’INDIA è la tomba dell’argento, perché confluisce qui dall’Europa e viene trasformato: questo fenomeno

impoverisce inizialmente solo l’Europa, poli quando nell’800 l’oro vale molto di più dell’argento, permetterà

all’Inghilterra di avere un grande guadagno sul possesso di oro: ha in grande quantità di argento che porta in

India e converte in ORO.

L’Inghilterra è la fucina d’Europa, produce manufatti che vanno in India e nel resto del mondo: surplus

commerciale a favore dell’Inghilterra che viene compensato con oro, argento e materie prime.

L’argento è usato per acquistare materie prime in India e poi convertire in oro da portare in patria. Commerci

anche con le Americhe. In questo modo l’Inghilterra mantiene il primato di produzione a livello mondiale.

Dopo il 1821 l’INGHILTERRA BASA LA SUA MONETA SULL’ORO fino al 1931.

2. LOGICA IMPERIALE BIMETALLICA FRANCESE DELL’UNIONE MONETARIA LATINA, mentre l’Inghilterra è

isolata, sta subendo queste trasformazioni, l’EUROPA napoleonica organizza un suo sistema monetario che

darà vita all’UNIONE MONETARIA LATINA. Nel 1865 nasce l’unione monetaria concretamente e finisce nel

1925. L’Italia è stata per metà della sua vita dentro all’unione monetaria, e per l’altra metà fuori.

Napoleone centra perché nella sua prima fase di vita questo sistema monetario NON è un unione monetaria

di DIRITTO basata su trattati internazionali, ma DI FATTO che vede la luce il 7 Aprile 1803 quando Napoleone

dopo la fine del sacro romano impero, tra le varie riforme che fa, una interessa anche il sistema monetario.

Uniforma le unità di misura, di peso, riportandolo all’unità. La moneta che nasce dovrebbe essere il punto più

alto del razionalismo francese.

Fino alla fine del sistema prevale il bimetallismo. non

“5 gr di argento al titolo di 9/10 di fino costituiscono l’unità monetaria denominata FRANCO (F)” c’è

più la denominazione lira, soldo, denaro; si crea un NUOVO TERMINE “FRANCO” che vuol dire “PAGATO”. Ci

sistema

sono centesimi e multipli/sottomultipli rapportabili al 10 e il 100 metrico decimale.

Si parla di GOLD SILVER STANDARD perché il rapporto che viene istaurato è sia con l’ORO che con

l’ARGENTO.

“Gerarchia dei pezzi d’oro in circolazione: 20 F”

“Gerarchia dei pezzi d’argento...”

C’è un rapporto tra i 5 e 20 franchi dal rapporto tra oro e argento. E’ difficile stabilire un rapporto tra oro e

argento senza fare un indagine precisa su quanto sia l’oro e l’argento in circolazione.

Con il sistema bimetallico napoleonico si pensa di mantenere oro e argento con un rapporto che si pensa

si

possa essere FISSO (come 1 a 12 rimasto tale per molti anni) guarda il rapporto commerciale degli ultimi

1

5 anni e si fa una media a 15,50 dovrà essere il rapporto FISSO oro e argento.

Sulla carta è un sistema funzionante non solido, e di fatto è un sistema RIGIDO.

 Sistemi economici orientati direttamente al mercato dei capitali questo dove la borsa è forte; tipico del

mondo anglosassone

 Se invece il mercato dei capitali è frammentato e ci sono forti asimmetrie informative, in questi ambiti è

ovvio che diventa più conveniente perché è rischioso assumersi anche un costo in più piuttosto che andare da

un intermediario che stipula un contratto standardizzato e si occupa di fare l’opportunità d’investimento

qui la banca trova il suo humus di predilezione son sistemi economici orientati agli intermediari; tipico

dell’Europa continentale, e soprattutto in Italia.

In questi sistemi è l’intermediazione che alla fine indirizza l’economia in un modo o nell’altro, un fallimento bancario

in un sistema con il primo modello provoca uno scossone ma non grande come il fallimento di grandi banche in un

sistema come il secondo.

In realtà quando Napoleone cade, i problemi vengono a galla velocemente e il sistema viene abbandonato.

Suddivideva le monete con il SISTEMA METRICO DECIMALE (logica che ORA ormai tutti hanno adottato).

le

La riforma del 17 germinale anno XI monete che rimarranno con il vecchio nome, avranno vicino GERMINALE o

NUOVA (esempio LIRA GERMINALE).

I punti fondamentali di questa riforma:

 Sistema metrico decimale;

 Il mantenimento del rapporto FISSO con oro e argento: 1:15,50 a pieno valore liberatorio (sia oro che

argento);

 Nuova moneta: il Franco, nome inventato anche se in francese significa libero, pagato.

Lo zoccolo su cui si basa la moneta è oro e argento, sistema gold silver standard. Abbiamo monete d’oro e d’argento

coniate, cosa che invece prima con il sistema carolingio non c’era, vi erano solo monete d’oro coniate.

L’ENUNCIATO NORMATIVO è molto semplice:

Non significa che in circolazione c’erano solo pezzi d’argento e d’oro. Soprattutto nell’ambito dei piccoli pagamenti,

occorreva MONETA PICCOLA, DIVISIONALE che poteva essere anche di altro metallo. In più per completare i sistemi

monetari e rendere elastico il sistema vi era anche la presenza di MONETA CARTACEA, di BANCONOTE che allargavano

lo scenario monetario.

Monete d’oro, d’argento, divisionali di altro metallo e cartacee.

Il pieno valore l’avevano però le monete d’oro e d’argento. Ben presto tra le monete minori inizia ad utilizzarsi anche

un argento a titolo più basso perché per i piccoli scambi bisogna fare in modo che il valore facciale della moneta non

sia inferiore al valore intrinseco della moneta stessa (900/1000) perché altrimenti entra in gioco la legge di Gresham.

Dietro a questa logica c’è un enunciato: la MONETA È MERCE E SEGNO A TEMPO STESSO.

La monetazione è LIBERA, cioè chiunque può andare in una Zecca UFFICIALE, portare l’argento e chiedere la

monetazione. Pagherà solo il costo di Zecca, cioè il costo di coniazione stessa. Per evitare che la Zecca facesse

operazioni di signoraggio eseguite nella storia molte volte: rimborso ufficiale delle spese di monetazione, 9 FRANCHI

per un kilo d’oro, 3 F per kg d’oro.

Valore dell’oro e dell’argento sono significativi dentro questo sistema. Il rapporto commerciale tra oro e argento

ingenuità

dovrebbe essere COSTANTE che viene assunta dagli ideatori della moneta di quel tempo.

NEL TEMPO IL VALORE DI ORO E ARGENTO era rimasto

pressoché stazionario.

 Nell’epoca antica era intorno a 1:13,33;

 Nell’età centrale, cioè tra il 400 e 600 il rapporto

oscillato tra 1:11 e 1:12 (stabilito da Carlo Magno) e per 1000

anni il valore era rimasto tale (1:12).

Introducendo per LEGGE il fattore di rigidità insostenibile: si fece la media del rapporto commerciale oro e argento

degli ultimi 10 anni che risultò 15,50 e si stabilì quindi che il rapporto fisso Au/Ag sarebbe dovuto essere quello.

PROBLEMATICHE INSITE NEL SISTEMA

UNA CONTRADDIZIONE: Marcello De Cecco, economista, fa notare come è possibile pensare di avere un sistema che

fa combaciare il naturale con il commerciale? O si lascia oscillare ma se si fa questo non si può fissare e se non si può

fissare vuol dire che bisogna scegliere di legare il valore legale di una moneta su uno zoccolo solo e l’altro farlo slittare,

Ritiene

oscillare. di mantenersi in ambito “naturale” MA, dato che il valore del metallo (che dipende dalla quantità

disponibile e dalla sua appetibilità sui mercati internazionali) è DIFFICILMENTE STABILE E CONTROLLABILE. Predispone

il potere politico ad intervenire contravvenendo la “libertà di zecca”.

In realtà succede che una moneta fa AGGIO sull’altra.

Si cerca con aggiustamenti di piccola portata quelli che potrebbero essere OSTACOLI. Più aggiustamenti si fanno e

peggio va perché escono più problemi.

 1815 Napoleone cade: periodo della Restaurazione, tornano i principi di legittimità. Dopo questo periodo

tutti tranne la Francia, tornano ai vecchi sistemi monetari. La Francia continua ad adottare il franco.

 Nel 1832 il Belgio con una rivoluzione sanguinosa, ottiene l’INDIPENDENZA dall’Olanda. Il regno del Belgio

con una legge adotta anche lei il FRANCO BELGA.

 In SVIZZERA ci sono vicissitudini particolari e nel 1859 nasce la Repubblica Elvetica. Nel 1850 con una legge

adotta il FRANCO SVIZZERO.

 Il Regno Sardegna che era stato inglobato nel regno napoleonico, ha una sorta di repulsione dei confronti

della Francia, si ritorno alla LIRA CAROLINGIA ma nel giro di poco tempo si decide di tornare al sistema

napoleonico. In questo caso si mantiene il termine LIRA NUOVA che è la quarta valuta che oltre al franco

francese, belga e svizzero che utilizza la stessa struttura monetaria.

LA STRUTTURA MONETARIA: ci sono monete d’oro, argento e rame. Nel giro di pochi anni tra 1815 e 1859-60

coincidente con gli anni dell’unificazione dell’Italia, l’argento nei mercati mondiali aumenta di valore rispetto all’oro:

ARGENTO PORTA VALORE.

Le monete divisionali hanno un titolo diverso in Sardegna, Italia, Francia, Belgio.

La legge di GRESHAM afferma l'assunto per cui "la moneta cattiva scaccia quella buona". Essa, in altre parole,

definisce la tendenza degli operatori economici da una parte:

 A pagare solamente con monete danneggiate, e quindi con minor valore intrinseco (metallo prezioso) rispetto

al loro valore nominale,

 E dall'altra ad accettare solamente monete nuove, il cui valore intrinseco rispecchiasse quello nominale.

 Questo comportamento fa sì che sempre più monete "buone" saranno trattenute da chi le ha ricevute mentre le

monete utilizzate per le transazioni saranno in sempre maggior numero quelle "cattive".

Le monete circolano ovunque, anche le divisionali, ma queste ultime possono essere CONVERTITE in moneta avente

PIENO VALORE LIBERATORIO (oro e argento), scambiato poi alla pari con monete divisionali d’altri Paesi aventi un

valore intrinseco INFERIORE.

Mentre per le monete a valore pieno funziona bene, per le monete con un valore inferiore diventa più facile fare

queste operazioni.

UN PROBLEMA ANALOGO SI PONE PER LE MONETE A VALORE INTRINSECO AU/AG

Nel momento di apprezzamento dell’Ag sull’ Au le monete d’argento a pieno valore liberatorio si ritrovano FUORI

MERCATO (meglio venderle come metallo dietro monete d’oro). Una SOLUZIONE possibile per EVITARE LA LEGGE DI

GRESHAM è DIMINUIRE IL TITOLO, ma ognuno lo fa seguendo esigenze proprie stabilite dal valore commerciale del

metallo prezioso “in loco”:

 Regno di Sardegna/ Regno d’Italia 835/1000;

 Svizzera 800/1000;

 Francia 900/1000;

 Belgio 900/1000.

Perché c’è questo apprezzamento dell’argento sull’oro?

 Argento più raro rispetto all’oro e quindi aumenta di prezzo.

 Argento finiva in India e veniva demonetato e usato per fare gioielli.

 In questi anni vengono scoperte delle miniere d’oro e quindi c’è più oro che argento. Diventa molto

complesso trovare il modo di estrarre l’argento. Sembra che le miniere si siano esaurite del tutto.

ALLORA diminuisce il valore dell’oro rispetto all’argento e quindi il rapporto 15,50 non funziona più. C’è il rischio che

non solo le divisionali, ma ben presto, anche le monete a valore pieno (900 1000esimi) d’argento spariscano, vengano

demonetate perché moneta buona e vendute come argento in cambio di oro.

Questo era un sistema monetario inventato in Francia e diffuso su tutto il territorio su cui Napoleone esercita il

potere, poi finisce l’epoca napoleonica e gli altri se lo tengono senza fare nessun trattato tra di loro.

La differenza tra questa unione (prima metà ‘800) - nostra unione monetaria attuale e quella dopo l’800 è che queste

ultime si basano su trattati e convenzioni internazionali, nel primo caso invece non c’è nessun trattato.

Come sta insieme questo sistema monetario su scala multi nazionale senza un trattato?

Sta insieme per il fatto che questi Stati utilizzano un sistema identico o quasi, salvo la questione delle monete

divisionali che era un problema vero e salvo la questione della svalutazione dell’argento che andava frenata in qualche

modo.

Questo è il motivo per cui nel 1865 (5 anni dopo l’unificazione italiana), questo sistema monetario DI FATTO cioè

sistema spontaneo si trasforma in un sistema monetario di DIRITTO: cioè questi stati si mettono a tavolino in una

CONFERENZA MONETARIA che si fa A PARIGI ed estendono un TRATTATO multilaterale che impegna ITALIA, BELGIO,

FRANCIA E SVIZZERA.

Oggi non potremmo immaginare un sistema monetario di fatto senza avere quel rapporto di piena convertibilità con

un metallo prezioso.

Per noi oggi se non avessimo il trattato che ci dice i rapporti monetari, su che cosa lo basiamo? Cioè se noi trovassimo

un modo naturale per evitare i trattati, avere tutti la stessa moneta e questa moneta tiene lo stesso valore dovunque

avremmo però bisogno una base su cui collocare la moneta. Abbiamo bisogno qualcosa che consideri la moneta con lo

stesso valore.

Si capisce che il valore su cui basare tutto può essere METALLO PREZIOSO perché appetito da tutti, abbastanza solido,

non si fraziona nel tempo più di tanto…

Quindi c’è questa presenza di un unione monetaria di fatto che per un po’ di tempo sembra funzionare.

Probabilmente se avessero deciso di basare tutto su UN UNICO METALLO (ORO o non bimetallismo) o su una lega di

oro e argento (Bretton Woods) stabile che permettesse di creare una moneta universale, forse il sistema monetario

avrebbe retto meglio.

INVECE basando su due zoccoli monetari (oro e argento) e pretendendo di avere un sistema fisso ma di avere un

valore commerciale identico a quello facciale la situazione è degenerata.

QUINDI i capi di stato di questi paesi decidono che il sistema monetario si basa su questo rapporto oro e argento

però le monete che devono circolare devono avere caratteristiche comuni in tutti i paesi, con stesso contenuto di fino e

stesso diametro, peso…

Quali sono le DIVISIONI MONETARIE DELL’UNIONE LATINA?

Ci sono monete d’oro e d’argento. La moneta principale, centrale è il 5 franchi o 5 lire d’ARGENTO.

Moneta grossa che veniva chiamata SCUDO perché la moneta che era in circolazione in tutti i paesi coniata in vari

paesi aveva comunque su una parte uno scudo e dall’altra parte il simbolo della nazione.

Il simbolo della nazione diceva che a coniarla erano diversi paesi ma di fatto erano monete di tutta l’unione e

potevano circolare ovunque. Esempio: di fatto con la mia moneta da 10 euro vado a Parigi e posso utilizzarla anche lì

così avveniva anche ai tempi.

Abbiamo detto quindi che i 5 franchi, lire sono la moneta centrale di 25 grammi (moneta pesante) poi ci sono le altre

monete d’argento ma dal 5 franchi in giù ha un contenuto di fino più BASSO.

Le monete che sono di pieno valore liberatorio sono quelle che hanno il contenuto di fino pieno. Mentre le monete da

5 franchi d’argento e poi tutte le monete d’oro devono essere OBBLIGATORIAMENTE accettate in pagamento perché

hanno pieno valore liberatorio (così come prevede il trattato), quelle in giù non hanno più valore liberatorio.

Oggi le monete di carta sono quelle che hanno pieno valore liberatorio, quelle non di carta non ce l’hanno. Non posso

andare a comprare un auto con monete da 50 centesimi per esempio.

Il problema quindi sembrerebbe sussistere per le monete sotto (835 millesimi), di fatto però finché questo trattato

monetario rimane in vigore e nessuno lo discute, anche le monete che non hanno pieno valore liberatorio perché sono

d’argento o titolo inferiore, circolano ovunque.

Le uniche monete che non circolano ovunque sono quelle di rame (ancora più piccole) e le monete cartacee.

Però la moneta cartacea è moneta fiduciaria, cioè uno la può accettare se ha fiducia in chi la porge o no, ma visto che

chi la porge solitamente è una BANCA che ha privilegio da parte dello Stato per emissione di cartamoneta, quella

moneta viene quasi a coincidere con la moneta a CORSO LEGALE perché ha la caratteristica di essere emessa da una

banca che ha il privilegio per fare quell’operazione. E’ una moneta che ha caratteristica fiduciaria ma come se fosse a

corso legale. Per giunta essendo comunque presente l’OBBLIGO DI PIENA CONVERTIBILITA’ quella moneta è uguale a

quella che ha pieno valore liberatorio. Se ho una moneta cartacea con scritto 5 lire, posso cambiarla in oro e argento

pieno valore liberatorio.

Oltretutto laddove vi è un sistema con più banche di emissione come in Italia, oltre al principio di piena convertibilità

vi è anche l’istituto della RISCONTRATA, cioè dall’obbligo da ogni banca di emissione di cambiare i propri biglietti con

quelli di un'altra banca e dare il corrispettivo di sbilancio in oro e argento.

1865 viene firmato il trattato a Parigi, intanto l’Italia del 1862 aveva fatto la propria unificazione monetaria. Si trova

con molte monete e nel 62 c’è la legge PEPOLI che istituisce un sistema unitario unico che viene fatto secondo i

dettami di quello che era già in vigore nel Regno di Sardegna prima cioè seguendo le regole del sistema

NAPOLEONICO. L’Italia adotta il sistema napoleonico nel ’62.

Quando si firma questo trattato si appresta di mettere in ordine le monete secondo i dettami dell’unione monetaria

latina.

Una volta che il trattato internazionale è firmato, il trattato torna nei singoli paesi e deve essere approvato dal

Parlamento. L’Italia inizia la discussione del trattato in Parlamento all’inizio dell’anno successivo e si protrae fino

all’estate, ma nel frattempo però, poco prima che questo trattato fosse ratificato dal parlamento, adotta il CORSO

è

FORZOSO DELLA MONETA un FULMINE A CIEL SERENO: l’Italia di fronte ai problemi fiscali interni, di bilancio,

nell’imminente guerra con l’Austria, vede crollare i propri titoli pubblici nel mercato parigino e allora il governo chiede

prestito a una banca di emissione la quale concede il prestito di 250 milioni di lire allo Stato ma chiede venga fatto in

carta ma non in oro e argento. Presta il denaro in carta allo Stato che esonera la banca alla convertibilità. Quei 250

milioni si uniscono in più alla moneta in circolazione in Italia, e hanno pieno valore legale, ma NON SONO

CONVERTIBILI.

Quindi si crea un anomalia. Un sistema monetario per funzionare bene avrebbe bisogno che tutti gli Stati agiscano allo

stesso modo, anche dal punto di vista dei bisogni fiscali interni. Occorre equiparare i sistemi fiscali e vedere cosa non

funziona. L’Italia prima ancora di fare l’operazione di ratifica fa questa operazione strana che mette subito in crisi

l’unione monetaria latina.

La prima volta nella quale si vede come un sistema monetario ha bisogno di una politica economica dietro gli stati che

ne fanno parte, UNIFORME.

Uno dei problemi gravi di questa unione monetaria è lo spread che si crea sul mercato commerciale di oro e argento.

Si cerca di risolvere il problema del valore dell’argento rispetto all’oro fissando con precisione le monete che possono

essere messe in circolazione. Però sono monete dei singoli paesi, cioè hanno da un lato il loro simbolo. In teoria sciolta

l’unione monetaria, sarebbe stata possibile una RINAZIONALIZZAZIONE DELLE MONETE.

Se le monete vengono coniate, magari anche in un'unica zecca, per conto di ciascun paese, e se queste monete hanno

un simbolo che permette di individuare con precisione per quale paese sono state coniate, quell’unione monetaria

potrebbe essere sciolta anche con questo meccanismo di rinazionalizzare le monete.

Tutte le nostre monete che abbiamo, sono stampate per conto dei singoli stati, dalla BCE e c’è il simbolo di ogni stato

sulla moneta. Guardando la moneta possiamo capire se è stata stampata per conto della Grecia, Spagna… quindi se si

volesse rinazionalizzare, si potrebbe benissimo fare. Se uno ha stampato più cartamoneta di quanto ne ha bisogno, si

trova a dover colmare lo sbilancio con altro come oro argento per esempio.

Ad un certo punto vedremo che alcune nazioni chiederanno alle altre, accusate di aver coniato più monete, di

riprendersele indietro.

Questo perché a partire dal 1865 (anno in cui viene fatto il trattato) fino al 1914 vediamo una costante rivalutazione

dell’oro rispetto all’argento. QUINDI un po’ tutti hanno l’interesse a coniare più monete d’argento e TENERSI oro e ad

invadere mercati altrui con proprie monete d’argento, perché VALE SEMPRE MENO.

 Primo elemento di difficoltà è lo SBILANCIO, il secondo è il CORSO FORZOSO.

Non è possibile alterare un sistema monetario, dove c’è un trattato internazionale con valore istituzionale, emettendo

carta moneta in più rispetto a quella che si ha in circolazione perché in questo modo si crea inflazione che

danneggia/avvantaggia non solo il paese che ha emesso carta moneta ma ha effetti anche su tutta l’area monetaria

Situazione di sbilancio in tutto il paese.

QUALI SONO I PAESI CHE ADERISCONO ALL’UNIONE MONETARIA LATINA

I paesi:

 FIRMATARI sono FRANCIA, BELGIO, ITALIA, SVIZZERA E GRECIA che sono i primi ad aver adottato l’unione

monetaria latina e hanno firmato nel 85.

 ASSOCIATI sono quelli che fanno un accordo solo con uno, due o tre paesi ma NON con tutti gli stati.

Esempio Austria Ungheria con la Francia…

 ALLINEATI, cioè non firmano nessun trattato ma di fatto adottano comunque il sistema monetario come per

esempio Argentina che aveva adottato il sistema monetario americano qualche anno fa. Altri esempi sono

Serbia, Bulgaria… questi hanno monete che si chiamano in più nomi (pesos per esempio) ma di fatto sono un

FRANCO;

 COLONIALI.

Sono molti i paesi che adottano il sistema dell’unione monetaria latina. Anche gli Stati Uniti per un certo periodo

adottano un sistema simile.

CONFERENZE MONETARIE SUCCESSIVE

Due anni dopo la firma, Il 1867 è l’anno in cui si vedono gli effetti del deprezzamento dell’argento rispetto all’oro

(l’oro sulla PIAZZA DI LONDRA di rivaluta tantissimo).

Appena firmato il trattato (maledizione) per questo problema che sembrava epocale dell’apprezzamento dell’argento

sull’oro, l’argento comincia a deprezzare. All’inizio sembra una cosa da poco ma invece sempre di più l’oro di

apprezza.

Nel 1868 si utilizza il franco come moneta internazionale per gli scambi postali (sembra essere alla vigilia della sua

affermazione sui mercarti mondiali) ma subito dopo le cose vengono frenate oltre che per la questione

dell’apprezzamento dell’oro, anche per la perdita di potere della Francia imperiale.

La Francia, in questo momento, si scontra con la Prussia (già negli anni 67 68 69 c’è un forte contrasto).

La Prussia non ha ancora unificato la Germania ma ha una porzione di terra tedesca che confina con la Francia:

divisa

RENANIA con capitale Bonn. Prussia orientale e renana in questo modo.

Scendendo lungo il Reno si incontra però l’Alsazia e la Lorena ricche di ferro e carbone, e ciò vuol dire acciaio; acciaio

significa quindi armi (importanti per gli stati). I ferri corti tra PRUSSIA E FRANCIA sono giocati su questo.

Non per nulla dopo la guerra (che ha permesso alla Prussia l’unificazione della Germania) franco prussiana del 1870

con l’armistizio si chiede ai francesi di dare 250 milioni di franchi oro alla Germania (che usa per trasformare il suo

sistema monetario in GOLD STANDARD basato sull’oro) e di passare l’Alsazia e Lorena alla Germania (carbone e ferro

acquisiti dalla Germania).

Dopo la prima guerra mondiale succede il contrario: vince la Francia contro Germania, chiede un indennizzo alla

Germania e in cambio vuole indietro l’Alsazia e Lorena.

1870

IN SINTESI tutti si aspettano che Napoleone sbaragli in pochi giorni i prussiani, invece la Prussia ha una grande

potenza militare e attua per la prima volta quella guerra lampo.

SVANISCE IL SOGNO IMPERIALE E COSì ANCHE LA MONETA.

GRAFICO: mostra come funzionava l’unione monetaria latina. Quando diventa conveniente entrare o uscire nell’area

della moneta. Quando il valore dell’oro sale al di sopra o scende sotto queste due linee, diventa più conveniente

demonizzare la moneta stessa e vendere l’oro sotto forma di lingotto.

Oscillazione frastagliata e c’è questa chiara descrizione di quanto 1 a 15,50 si passi quasi a 1 a 40 Rapporto oro e

argento: per gli stati è conveniente coniare scudi, ma hanno un valore facciale che è molto superiore al valore che

dovrebbero avere in realtà. Quindi l’oro prezzato sparisce dal mercato, viene demonetato e cambiato in monete

d’argento e comincia il meccanismo di arricchimento continuo descritto prima nella relazione inversa.

E’ una situazione insostenibile: cosa succede allora? Gradualmente tutti i paesi chiedono di diminuire il numero degli

scudi d’argento e minacciano gli uni rispetto agli altri (quando hanno la certezza che gli altri stiano creano più scudi

situazione

rispetto a quanto consentito) di chiedere la rinazionalizzazione degli scudi che porta allo sfacielo

dell’unione.

Per tentare di sistemare la situazione si fanno diversi congressi: nel 73 (cerca di frenare la produzione di argento), nel

’78 si decide di non coniare più l’argento ma sono l’oro e di considerare ancora valido il bi-metallismo ma di fatto solo

basato sull’oro (argento c’è ma considerato solo come moneta divisionale e non è sempre accettata da tutti come

moneta adeguata).

E’ il momento nel quale l’Italia nel 1978 adotta un sistema monetario chiamato BI METALLISMO ZOPPO che di fatto

assomiglia al GOLD STANDARD perché la moneta d’argento non viene più coniata.

NB: Nel 1926 l’Italia entrerà nel GOLD STANDARD, prima di allora NO!

Chi ha coniato troppo argento se lo deve prendere indietro e trasformarlo in oro (riscontrata).

RIPRESA: Tutti i rapporti finanziari sono influenzati in maniera molto pesante dalla politica e quanto più un paese è

debole quanto più presta attenzione a critiche e provvedimenti negativi nei suoi confronti da parte dei paesi più forti.

La grande Francia del secondo impero di Napoleone 3° era una realtà di grande potenza su scala mondiale: paese più

militarmente potente europeo e fino a quando è tale riesce a dettare legge.

Quando Napoleone cade, e i Prussiani entreranno vittoriosi a Parigi, le cose diventano più complesse.

Alla fine degli anni 70, l’unione monetaria latina è ormai una larva: esiste ancora, la si vuole portare avanti, ci sono

ancora paesi aderenti ma alcuni cercano di sfruttare la loro permanenza per andare contro gli altri (ci si mangia l’un

con l’altro). Non essendoci un unione politica dietro questa unione monetaria questo può avvenire senza problemi.

Con gli anni ’90 c’è la RI- NAZIONALIZZAZIONE DELLA MONETA cioè chi ha coniato moneta d’argento in eccedenza è

Se

costretto a portarsela a casa e cambiarla in oro. si parla di nazionalizzazione è come parlare di FINE DI UNIONE

MONETARIA.

Nel 1993 con l’ultima unione monetaria abbiamo che la Francia ha il franco, Belgio ha il franco …. Ma sono monete

diverse.

LA MONETA IN ITALIA

L’Italia ha la particolarità che nel momento in cui entra nell’unione monetaria latina (1865 con l’unione di diritto,

trattato) è nel bel mezzo di un cambiamento interno, quello di: un'unica moneta presente su tutto il territorio

nazionale. Unione monetaria latina COINCIDE nel suo paese con l’unione monetaria interna italiana. Quando avviene

l’unione monetaria italiana?

L’UNIFICAZIONE MONETARIA

 Nel 1859 l’ITALIA entra nella guerra di indipendenza e nel ‘60 ‘61 si trova UNITA inaspettatamente: unione

che avviene all’improvviso.

Nel 61, unità d’Italia con una situazione di leggi, culture diverse, un MOSAICO DI POPOLI tutti dentro questa

Penisola Italiana.

Una delle prime cose che si notano durante l’unificazione: Il re di Sardegna e il governo di Sardegna

intendono trattare l’Italia come una terra di fatto di CONQUISTA, nel senso che non viene convocato una

costituente, un qualcosa che unifichi lo stato ma le leggi piemontesi vengono estese a tutto il territorio

nazionale. E anche la moneta piemontese viene estesa a livello nazionale, legalizzando la circolazione della

lira piemontese, chiamata lira NUOVA, (originata dal franco) e tutte le altre monete in circolazione vengono

rapportate alla lira. Cosa non complessa, ma il difficile stava nel fatto che gran parte degli altri territori

nazionali, al di fuori del Piemonte, utilizzavano ancora il sistema carolingio;

 Caratteristiche della lira nuova: lira germinale, sistema decimale, bimetallismo e rapporto 1:15.50 che si

sapeva non funzionasse bene nel 1861, per questo dibattiti in Parlamento: perché dobbiamo rendere un

sistema monetario che di fatto già in crisi, quando potremmo trovare un nuovo, differente sistema che ci eviti

la crisi? Per esempio piuttosto che usare un sistema bimetallico, potremmo sviluppare un sistema mono

metallico come in Inghilterra, il Gold standard.

Gran parte dei nostri rapporti commerciali erano con FRANCIA che aveva questo sistema monetario.

Avevamo rapporti anche con Svizzera e stati tedeschi, e la Germania utilizzava un sistema mono metallico

argenteo però. Ai tempi non si pensava fosse conveniente adottare un sistema del tipo inglese se si trattava

con paesi con sistemi bi metallici o mono metallici ma argentei.

Un caso particolare era rappresentato dalla Sicilia, dove uno dei commerci prevalenti era con gli INGLESI, qui

allora avevano interesse a un sistema monetario aureo.

 Finalmente, dopo molte discussioni, nel 1862 si crea la LIRA ITALIA, LIRA NUOVA ITALIANA che è proiettata,

disegnata sul FRANCO e si stabilisce che le monete in circolazione devono essere gradualmente cambiate (si

danno 4 5 anni per cambiare monete, anche se di fatto le cose andranno per le lunghe).

RELAZIONE DEL MINISTRO DELLE FINANZE PEPOLI: spiega perché si adottava il sistema francese.

Meglio utilizzare il sistema francese anche se dà qualche problema. Accenno ai titoli di debito pubblico: il

nostro sistema economico nasceva al momento dell’unità con una situazione debitoria fortissima. Perché al

momento dell’unità proprio perché si considera nuova nazione, la successione del regno di Sardegna, si attuò

una scelta che oggi non farebbe più nessuno: tenere buoni i debiti del regno di SARDEGNA che erano stati

collocati in titoli presso la collettività nazionale ma soprattutto sul mercato parigino. Presenza dei titoli

italiani sul mercato parigino. Diventava importante ulteriormente avere una moneta uguale o simile a quella

francese.

Il sistema monetario di transizione era COMPLESSO, CAOTICO:

SISTEMA MONETARIO DI TRANSIZIONE (1859-1862)

Situazione caotica: gente che si trova da un momento all’altro un sistema monetario diverso. Esempio: Regno delle

due Sicilie abituata al Ducato con sistema carolingio, si trovano la Lira decimale.

Si decide di tagliare la testa al toro: usare il sistema dell’unione monetaria latina nonostante si aveva la

consapevolezza che il sistema presentasse problemi.

Infatti il primo provvedimento messo in atto nel nostro paese subito dopo la proclamazione dell’unione monetaria

latina, il CORSO FORZOSO dimostra che questo sistema non funziona. Italia adotta un provvedimento di ordine fiscale

che di fatto mette in crisi la stessa appartenenza a questo sistema.

ALLA BASE DEL CORSO FORZOSO: GLI STRUMENTI PER IL RIORDINO DEI CONTI DELLO STATO

LO STATO NASCE PIENO DI DEBITI (debiti pregressi soprattutto del Regno di Sardegna): Italia si unifica portando in

dote un bel fardello di debito.

Nel periodo dopo l’unità, soprattutto in Piemonte, erano state fatte scelte di politica economica che avevano ampliato

moltissimo il DEBITO PUBBLICO: per esempio si creavano strade, trafori alpini, mettere in atto una reticolazione in

ambito ferroviario… inoltre lo stato aveva speso molto anche nella direzione della mobilitazione dell’esercito.

TUTTO QUESTO COSTA.

Lo Stato ha anche il tasso di alfabetismo più alto di tutta la penisola, aveva le migliori scuole insieme alla Lombardia e

SCUOLE

insieme a poche altre regioni della penisola. COSTANO.

Quando si fanno le spese ovviamente, sull’altro versante ci sono le IMPOSTE per coprirle; solo che ci sono spese che

hanno un ritorno sul lungo periodo e che sono quindi finanziate generalmente non con imposte che hanno cadenza a

breve termine, MA sono finanziate con un impegno che va al di là dell’immediato: che vede sparlare le spese in più

anni.

La fiscalità dello stato serve a coprire le spese CORRENTI ma non copre tutte le spese di LUNGO PERIODO per i quali la

spesa si spalma per un periodo più lungo.

Come fa lo stato a coprire le spese? EMETTONO TITOLI DI DEBITO PUBBLICO, amplia il debito dello stato.

Generalmente quando si fanno prestiti si richiedono INTERESSI e se non vi è un ri-pagamento di questo sforzo è ovvio

che nessuno comprerebbe più i titoli, nessuno presterebbe più i soldi allo Stato se questo non garantisce gli interessi.

Lo stato piemontese dopo l’unità, decide che questi titoli emessi nei decenni precedenti che sono serviti a finanziare

esercito, ferrovie (a lungo termine) devono valere ancora anche dopo l’unità.

Perché?

 Lo stato che si crea nuovo vuole continuità, si vuole mantere CONTINUITA’ con il regno precedente.

 MA NON SOLO, anche per motivi pratici perché gran parte di quei titoli erano stati emessi non da cittadini

propri ma da banchieri per esempio francesi che li avevano in portafoglio non si erano solo limitati a

collocarsi sul mercato (come facevano le banche) Se gli avessero detto che i titoli che hai sottoscritto non

valgono più, significava non avere più i francesi, e la possibilità che le armate francesi avrebbero occupato

l’Italia: venivano loro a prendersi i soldi.

 L’Italia già sapeva in quel momento, che avrebbe avuto bisogno di emettere altri titoli di debito pubblico

.

perché le imposte non erano sufficienti a coprire anche le spese che stavano facendo in quel momento Si

decide di mettere questi titoli precedenti in un grande LIBRO: il grande libro del debito pubblico italiano. Di

cambiarli con titoli italiani nuovi ma sulla base dei vecchi titoli sottoscritti, con le stesse condizioni di prima.

Si tratta soprattutto di titoli del debito IRREDIMIBILI cioè non rimborsabili. Erano titoli che erano stati emessi

in modo PERPETUO: lo Stato non aveva fissato un termine di rimborso.

Erano collocati prevalentemente sul mercato internazionale e c’era un grande agente che si preoccupava di

collocare questi titoli sul mercato: ROCHSHILD, banca multinazionale ma con sede principale a Parigi (motivo

per cui gran parte dei titoli erano collocati sul mercato parigino). Il collocamento internazionale è il motivo

per cui i debiti vennero mantenuti.

ITALIA NASCE CON QUESTO GRANDE FARDELLO: deve cercare di sbarcare il lunario ogni giorno e di trovare un

AVANZO PRIMARIO per pagare i debiti, per riuscire e pagare i tassi di interessi sui debiti per esempio.

In questa situazione complessa e dovendo, come abbiamo detto prima, costruire di fatto la nazione con mezzi di

comunicazione, strade, ferrovie che fossero compatibili per i treni, modernizzare i porti, per costruire tutte le sedi

periferiche dello Stato (Stato accentrato e quindi occorreva avere una Prefettura in ogni provincia), municipi, scuole…

per fare tutto questo occorreva denaro che andava reperito da qualche parte.

Il DEBITO PUBBLICO era fatto prevalentemente da TITOLI CONSOLIDATI (oggi no, i titoli hanno una scadenza). I titoli di

allora soprattutto rendita del 5% (tasso elevatissimo) era un titoli molto appetito anche se non rimborsabile.

ATTENZIONE: Che differenza c’è per quanto riguarda le oscillazioni sul mercato (SPREAD) tra un titolo redimibile e non?

Se un titolo è a breve scadenza e viene emesso a valore nominale 100, il valore del titolo rimane tale perché si avvicina

velocemente; se titolo a medio/lunga scadenza nella fase intermedia nella fase di vita del titolo, a secondo

dell’appetibilità o meno, il valore del titolo può salire o scendere, può FLUTTUARE.

Anche gli interessi possono cambiare ma sempre di un titolo redimibile.

Però la decisione di emettere altri titoli dipendeva dalle OSCILLAZIONI DEL TITOLO sul mercato.

Oscillava moltissimo, infatti se un titolo non arriva mai alla scadenza, questo è libero di oscillare come vuole. Le

variabili sono:

 5% che è un appetibilissimo tasso di interesse;

 La possibilità che può esserci per il possessore del titolo di non avere più né capitale né interesse nel caso lo

Stato fallisca.

 In quel momento il rischio di fallimento dello Stato era molto alto, poteva avvenire da un momento all’altro.

Momenti difficili che sono anche incentivati dal fatto che la fiscalità viene introdotta dallo Stato per risolvere i

strada

problemi del momento, non potendo emettere altri titoli della fiscalità; MA la fiscalità dello stato è

sconosciuta da gran parte del paese fomenta questi momenti.

Questo perché c’era differenza sostanziale tra Nord e Sud e tra uno stato e l’altro: esempio tra regno di Sardegna e

regno delle due Sicilie. Gran parte del debito pregresso derivava da quello di Sardegna. Debito servito per ferrovie,

dare dei servizi.

Nel Sud non esisteva molta imposizione fiscale, c’era un sistema di presenza dello Stato molto minore rispetto al

Regno di Sardegna.

Insieme ai Piemontesi, arrivavano gli esattori delle tasse nel Sud per esempio per le strade e ferrovie che in realtà

Sud

c’erano solo al Nord ma non esistevano al SUD pagava anche per il Nord.

 FISCALITA’ ORDINARIA: IMPOSTE non sono TASSE. Le tasse sono finalizzate a un determinato servizio mentre

le imposte sono relative a fiscalità ordinaria. Sono divise in due parti, quelle:

DIRETTE, (per eccellenza la nostra è IRPEF). Le imposte dirette erano difficile da applicare, erano

quelle che vertevano DIRETTAMENTE sul reddito. Essendo soprattutto un attività agricola quella

prevalente in Italia, il reddito era derivante da quest’ultima.

-Fondiaria: il reddito veniva dalle campagne. Imposta sui fondi agricoli produttivi. C’era però il

problema che non c’era una CATASTAZIONE, cioè non c’era una descrizione delle terre produttive

che esistevano nel nostro paese. Descrizione che mostrasse in maniera adeguata la rendita che le

terre davano. Dipendeva però dalle regioni, per esempio in Lombardia ex austriaca c’era un catasto

precisissimo, ma rappresenta l’unico esempio di precisa catastazione.

Resto dell’Italia non aveva catasti o comunque con sistemi diversi da quello attuale (sistema

geometrico particellare).

Fare un imposta fondiaria diventava COMPLICATO. Si fa pagare un CONGUAGLIO IMPOSTA, una

specie di acconto per chi aveva dei terreni in attesa di quello finale.

- Ricchezza mobile, ricchezza derivante dalle attività commerciali, liquide, relative alla moneta. Era

complesso fare una stima precisa della ricchezza.

- altre (bollo e registro).

A fronte di questa complessità si usa tassazione INDIRETTA.

INDIRETTE, come l’IVA per esempio. Ai temi tutti mangiavano il pane. Il mugnaio fa da agente del

tassa

fisco sul MACINATO (1868) una sorta di tassa sulla benzina dell’epoca. E’ un imposta INIQUA

perché pesa soprattutto sulle spalle dei più POVERI.

 FISCALITA’ STRAORDINARIA: fare dei pagamenti, una tantum, fare delle tasse specifiche che servono a

superare la situazione di difficoltà. Due cespiti:

- beni demaniali, cioè di proprietà dello Stato che possono essere dati in concessione o venduti;

- espropriazione (messa all’asta dei titoli) o alienazione dei beni di asse ecclesiastico.

SITUAZIONE DIFFICILE per quanto riguarda la fiscalità: lo stato si trova con il vecchio debito e ogni anno è costretto

ad ampliarlo perché ha bisogno di denaro.

Tasse sul lotto, voce considerata un cespite di ingresso di denaro nello stato molto importante. Opera in modo anti

ciclico. Nei momenti di crisi il lotto si impenna.

Siamo alla vigilia della guerra a fianco della Prussia contro l’Austria, non ci sono strade per reperire le risorse perché

ormai tutto è stato espletato e per giunta c’è un fenomeno che desta una preoccupazione molto grande nei nostri

crollano

governanti: quando giunge la voce che l’Italia entra in guerra, i titoli della rendita 5% a Parigi al 36% del

loro valore (messo 100 vengono svenduti a 36).

E’ il segno che qualcosa non va e che non si scommette più in positivo sulla tenuta del nostro paese.

Allora si chiama così a rapporto la NAZIONE. In che modo? Si chiede di versare del denaro a tutti, una tantum come

Si

tassa aggiuntiva poi tagliano poi del 10% gli stipendi pubblici… decide di chiamare tutta la nazione a contribuire

tramite l’INFLAZIONE.

Il tesoro chiede un mutuo in cartamoneta alla maggior banca di emissione, Banca nazionale nel Regno d’Italia. E’

cartamoneta che non è stampata sul tesoro della banca, non è stampata basandola sulla quantità che la banca ha MA

è stampata sul debito dello stato.

RISCHIO: se fosse rimasto in vigore il principio di piena convertibilità insieme a quello della riscontrata, in caso di

panico, tutti sarebbero andati dalla Banca nazionale e si chiedeva che i biglietti emessi fossero rimborsati con moneta

metallica oro e argento e la banca sarebbe FALLITA perché non avrebbe potuto supportare le richieste.

Questo fenomeno del corso forzoso venne messo in atto inizialmente solo con i biglietti messi in circolazione dalla

Banca Nazionale; gli altri biglietti che sono in circolazione emessi precedentemente dalla banca nazionale e quelli

emessi da altre banche erano pienamente convertibili.

Si disse che era una cosa momentanea e invece durò di più. Al punto che qualche anno dopo, nel 1867 lo Stato

chiederà altri prestiti questa volta non solo alla banca nazionale ma a tutte le banche di emissione consorziate, che

queste emetteranno cartamoneta del consorzio a corso forzoso (quanto lo Stato dà in cambio alla banca che fa questo

prestito al tesoro. Cioè la banca/banche è esonerata dall’obbligo di rimborso di cartamoneta. Chi ha in mano

cartamoneta la può utilizzare con pieno valore liberatorio dentro il territorio. Chiunque all’interno dello Stato doveva

accettarlo come pagamento, ma l’unica cosa che non poteva pretendere era il rimborso in metallo).

La legge bancaria del 1874 rende questi biglietti circolabili; L’Italia uscirà dal corso forzoso nel 1881 con una legge che

permetterà però ai biglietti di circolare ancora a corso forzoso fino all’83.

Lo Stato chiama a raccolta tutti i cittadini: perché tutti i cittadini contribuiscono? In che modo contribuiscono alle spese

dello Stato per evitare che fallisca?

QUESTA è una vera e propria tassa applicata molte volte nel nostro sistema legale. Se si aumenta la moneta in

circolazione cioè se aumentano i mezzi di pagamento e acquisto in circolazione (a prescindere che sia di valuta

cartacea o metallica) MA i beni che sono a disposizione del mercato interno rimangono gli stessi: succede che questi

beni costano di più rispetto a prima, cioè il valore di questi beni è espresso con un valore monetario superiore.

AUMENTA IL PREZZO DEI BENI DI PRIMA NECESSITA’. Questa infrazione è quando è stato incamerato dallo Stato

con questa operazione.

Nel 1881 dopo lunghe discussioni si intima l’Italia a ri-entrare nella piena convertibilità ed eliminare il corso forzoso.

L’Italia prima di farlo decide di fare un prestito internazionale di almeno 250 milioni in oro e argento: nel 1880 i

governanti dicono che se domani diciamo che i biglietti di carta non valgono più, tutti verranno a chiedere di cambiare

anche gli altri biglietti in oro e argento. Allora decidono di accendere questo prestito presso grandi banchieri pronti a

monetare questi soldi.

Nel 1883 viene dichiarata la fine effettiva del corso forzoso e i forzieri delle banche sono pieni di metallo prezioso

MA

pronto a essere monetato in caso si richieda la sostituzione di metallo questo non avviene perché si utilizza

sempre di più carta moneta fino ai giorni nostri.

UNA PARENTESI: TRE SISTEMI BANCARI A CONFRONTO

SISTEMA BRITANNICO

Durante la rivoluzione industriale inglese il sistema bancario sostiene solo in parte la rivoluzione: a differenza di quello

che avviene in altri paesi (come in Germania), il capitale delle imprese viene direttamente dagli imprenditori singoli o

associati. Nel mondo Anglosassone questa propensione nell’investire direttamente nel capitale di rischio c’è da parte

del risparmiatore. Il mondo anglosassone è il mondo delle public company.

Ciò non toglie che in Gran Bretagna (Inghilterra e Scozia) abbiamo la nascita di una tipologia bancaria particolare che

supporta le rivoluzioni agricole, industriali fornendo capitale di esercizio quindi gran parte di queste banche sono

commerciali che svolgono attività di credito commerciale. Credito commerciale principalmente quello dello sconto

cambiario; sono banchieri che fanno anche i commercianti.

Parlando dell’Inghilterra possiamo dire che fin da subito si parla di SISTEMA fatto di interconnessioni con una BASE e

un VERTICE. Un sistema c’è se ci sono oltre a banche BASE anche banche di secondo, terzo grado, che svolgono

funzioni di corrispondenza e sostegno con le banche base e se quelle di terzo grado forniscono garanzie a quelle di

primo. Il sistema bancario funziona se vi è una PIRAMIDE con al vertice un “cappello” che dà garanzia a tutto quello

che sta sotto.

C’erano banche multinazionali (esempio Rochshild operava in Gran Bretagna ma aveva la testa a Parigi): queste

tipologie bancarie che operano su scala internazionale sono ESTRANEE al sistema inglese (operano lì ma sono un po’

fuori).

Il sistema ha un vertice che fa da FULCRO e che garantisce per tutto il sistema; questo vertice, fulcro è la BANCA DI

EMISSIONE.

In Gran Bretagna abbiamo UNA BANCA DI EMISSIONE: nasce nel 1694 a Londra la BANCA D’INGHILTERRA e nel 1695 a

Edimburgo nasce la BANCA DI SCOZIA. Lo stato garantisce a queste banche la possibilità di emettere moneta a valore

legale, cioè emettere BIGLIETTI.

Lo stato permette solo a queste banche di emettere biglietti a valore legale; tutte le altre banche emettono biglietti

ma si tratta di biglietti FIDUCIARI (che possono essere accettati o no a seconda della fiducia che si ha nella banca).

Tutte le operazioni di approvvigionamento di denaro che partono da basso dove si crea la necessità della moneta, di

pagamento o del credito, i titoli che vengono emessi alla base anche dai singoli cittadini sotto forma di assegno o

cambiale, vengono SCONTATI dalle banche di base (scontati vuol dire che le banche di base in origine scontano questi

titoli, cambiandoli con titoli propri. Titoli sempre fiduciari ma che hanno una reputazione in area più vasta). A sua volta

queste banche possono ri-scontare questi titoli propri presso elementi del sistema a loro superiori fino alla Banca

d’Inghilterra. Banca d’Inghilterra che le operazione di risconto le fa cambiando in banconote a corso legale.

Sono banconote a corso legale ma anche PIENAMENTE CONVERTIBILI.

Fino al 1821 la Banca d’Inghilterra è obbligata da parte dello Stato a cambiare la propria moneta a vista in oro

sistema che nasce abbastanza solido perché dal 1821, il basamento di questa struttura bancaria monetaria è il

GOLD STANDARD.

Sembra essere IN CONTRADDIZIONE il fatto che, alla base si crea necessità di moneta e viene creata quella

monetazione privata che poi viene riscontata presso gli istituti di credito e poi si dice però che l’Inghilterra ha come

fino

base l’oro al 1884 si dibatte a lungo sul fatto:

- Se la moneta deve essere basata su metallo prezioso, oro, argento;

- O sull’attività che viene svolta e che ha bisogno della moneta stessa.

CIOE’ per creare cartamoneta occorre avere una riserva d’oro che faccia sì che tendenzialmente la cartamoneta in

circolazione sia la copia, il derivato di una moneta metallica che c’è nel forziere della banca OPPURE la cartamoneta

che viene emessa dalla banca dell’emissione in atto è la risultante di questa serie di risconti di attività economiche in

atto e quindi rispecchia le necessità effettiva che ha. La moneta serve per lo SCAMBIO non deve essere né troppa né

troppo poca.

Sembrerebbe che questa modalità promossa e perseguita dalla scuola BANCARIA (SONO LE BANCHE CHE FANNO

MONETA secondo questa scuola) sia la più elastica e che permetta al sistema di funzionare correttamente.

L’altra scuola che si contrappone a questa è quella MONETARIA che dice che deve essere il metallo prezioso a

garantire la solidità del sistema.

La banca d’Inghilterra avendo la possibilità di emettere cartamoneta a valore legale MA convertibile dimostra che è

possibile mettere insieme le due cose.

Alla fine la vince la scuola monetaria in un certo senso perché il vincolo del gold standard è quello che dà alla moneta

inglese grande solidità. DI fatto dato che la moneta che circola ha un valore legale che solo ha la banca d’Inghilterra e

non le altre MA di fatto anche la scuola bancaria dice la sua. Avremo sempre un sistema MISTO, dove la necessità di

moneta e metallo daranno vita al sistema monetario.

GRANDE rilevanza della banca e del prestatore di istanza che è il banchiere della banca di emissione.

Sotto al fulcro, esistono due sottosistemi che operano a Londra e che operano nelle altre parti del territorio nazionale:

1. BANCHE PRIVATE LONDINESI. A Londra è un pullulare di piccole banche PRIVATE, i cui promotori sono BANCHIERI ma

fanno anche qualcos’altro cioè sono anche OREFICI (addetti a riconoscere l’oro e conoscono bene la pratica della

manipolazione o del trattamento dell’oro e argento) che commerciano metalli preziosi. Banchieri prestano denaro e

hanno delle riserve, ricevono depositi, fanno sconti cambiari.

2. MERCHANT BANKERS. Sempre a Londra oltre a orefici e banchieri, troviamo la presenza di banchieri MERCANTI: sono

dei commercianti che in determinati momenti della loro vita si trasformano in banchieri.

L’attività commerciale di compra vendita di merci in alcuni casi può trasformarsi anche in qualcosa che assomiglia

all’attività dei banchieri. Anche questi commercianti fanno operazioni di sconto cambiario, operazioni su area più

vasta rispetto agli orefici perché commerciano merci che vengono da altre nazioni.

C’è un graduale passaggio da attività mercantile a quella bancariaC’è un graduale passaggio ma anche un ritorno da

quella bancaria a mercantile: ANDARE E VENIRE.

3. COUNTRY BANK, al di fuori dell’area londinese abbiamo le banche locali. All’inizio sono poche (12) poi diventeranno

molte di più. Hanno una funzione inizialmente di banche di emissioni: trasformano i titoli fiduciari in titoli fiduciari

propri su area locale.

Diventano sempre di più però banche che operano nel locale facendo operazioni di prestito, investimento, risconto

cambiario e nel contempo diventano il terminale locale delle banche di emissioni. Cioè sono coloro che attraverso il

meccanismo dei risconti portano a livello locale le banconote a valore legale della Banca d’Inghilterra.

Nell’800 la situazione muta leggermente. Noi vediamo apparire la presenza di SOCIETA’: sono sempre più banche

strutturate come banche per azioni.

Sono delle società che gradualmente assorbono le banche locali che non riescono a reggere da sole l’impegno a loro

richiesto o a fungere da garanti e finiscono per diventare anche INTERMEDIARI FINANZIARI che raccolgono anche

depositi.

Banche nascono soprattutto sul versante dell’impiego e operano sull’interbancario. Ora le banche cominciano

raccogliere depositi, prestano e quando offrono servizi lo fanno solo per COLLOCARE AZIONI E TITOLI SUL MERCATO.

Insieme a queste tipologie bancaria ne abbiamo molte altre, sono forme di banche più o meno ampie dal punto di

vista azionario.

Ci sono anche banche che hanno la “testa” in Inghilterra, ma di fatto operano a livello mondiale.

Quante sono nei vari periodi le banche in vari livelli. Numero di sportelli molto elevati. Quasi tutte le banche nascono

mono sportello e poi creano filiali.

SISTEMA FRANCESE

V ediamo nascere in Francia un numero elevato di tipologie bancarie diverse.

Non abbiamo in origine una banca di emissione UNICA. L’emissione diventerà monopolio dello Stato ma dopo un

lungo periodo. Il punto di partenza sono banche di GIRO che spostano la richiesta finanziaria da un territorio all’altro e

permettono gli sconti e risconti basati sul meccanismo di fiducia.

Queste prime società, sono delle società che di fatto svolgono l’emissione perché trasformano le monete d’oro in titoli

GRANDE

fiduciari, non esiste però per lungo tempo una unicità dell’emissione. DIFFERENZA RISPETTO

ALL’INGHILTERRA.

L’Inghilterra è un paese da sempre liberista e per quel che riguarda l’emissione, si adotta subito un SISTEMA

MONOPOLISTICO mentre in Francia che è il paese del protezionismo, inizialmente viene lasciata libertà di emissione,

non si considera di mettere in atto un sistema anche perché si ha l’impressione di rimanere molto legati all’oro e

all’argento e l’importante è far sì che cartamoneta non sia altro che derivato della cassa esistente.

Le cose si aggiustano e NAPOLEONE INTRODUCE IL MONOPOLIO: introduce un accentramento molto forte in ogni cosa

e così lo fa anche con la moneta.

Nasce la prima BANQUE DE FRANCE, società per azioni privata, alla quale si attribuisce il monopolio di emissione, è

sempre pubblica.

Le cose cambiano per motivi politici, anno della rivoluzione, Napoleone 3 diventa primo presidente e poi imperatore.

L’impero è l’ideale del primo Napoleone e si torna al sistema accentrato delle emissioni.

Se per l’emissione la banca francese segue solo in parte il modello inglese ed è più arretrata al suo confronto, non può

dirsi così per queste grandi altre banche, come le multinazionali molto simili alle nostre finanziarie.

La banca HAUTE BANQUE PARISIENNE: è una ALTA banca che non solo non si abbassa a raccoglie depositi, ma anche

non si abbassa a fare investimenti di piccola portata. Cerca di guadagnare molto da attività altamente speculative. E’

fatta da grandi multinazionali per esempio casa ROTHSCHILD è una casa bancaria tedesca che ha una filiale a Parigi,

Londra, Napoli e New York (sede ancora oggi). Era una grande famiglia di finanzieri che avevano molto denaro da

investire in attività economica di grande rischio. Non aprono succursali ma utilizzavano denaro proprio o denaro che

viene da altre banche per fare operazioni di alta portata altamente speculative e molto competitive. Esempi di questi

investimenti sono le collocazioni di titolo pubblico, tutte le grandi speculazioni che si fanno sul tracciamento delle

nuove ferrovie avviene attraverso casa Rothschild.

Oltre a Rothschild ci sono altri banchieri che operano in questa ottica di Haute Banque: Mallet, Hottinger…

A un certo punto della storia apparirà insieme a casa Rothschild a fare funzioni simili anche una banca nelle mani di

due fratelli di origine ebraica chiamati PEREILL.

ISTITUTI DI CREDITO: sono banche che per la prima volta raccolgono e impiegano il capitale raccolto avendo la

funzione primaria dichiarata e esercitata di intermediario finanziario. E’ il prototipo di banca, di intermediario che

intendiamo noi.

BANCHE DI CREDITO MOBILIARE.

RIPRESA: la Francia è una realtà economica in cui il pubblico è sempre stato molto importante ma nell’ambito

prettamente privato la prima tendenza tipica della Francia è la HAUTE BANQUE.

Caratteristiche:

- E’ una banca fino a un certo punto, perché non dobbiamo avere in mente la visione della banca come investitrice e

istituzione che raccoglie depositi. E’ piuttosto una banca che raccoglie non direttamente il risparmio ma utilizza o

mezzi propri o si appoggia ad altre banche tramite l’interbancario; una sorta di banca sistemica;

- Sul versante dell’impiego: banca che non si abbassa a svolgere attività di finanziamento nel medio lungo termine

presso quell’economia reale che produce lentamente ricchezza. Investe soprattutto in ambito finanziario, dove c’è

grande possibilità di lucro, rischia molto.

Quali sono le attività specifiche delle Haute Banque Parisienne:

 SPECULAZIONI SULLE VALUTE, tutte le operazioni vengono fatte tra l’unione monetaria latina ma anche

prima dell’unione monetaria latina tra sistemi monetari aurei, argentei…

 ACQUISIZIONE dei TITOLI DI STATO, titoli del debito pubblico;

 Il terzo livello di investimento che assume a partire dal 1800 è quello DELL’INVESTIMENTO

NELL’ACQUISIZIONE DELLE CONCESSIONI SULLA COSTRUZIONE E GESTIONE DELL’ECONOMIA.

Sono banche che non hanno bisogno di drenare risorse sul territorio. Tra tutte la più importante era casa ROCHSHILD

la cui sede più importante dell‘800 si trovava a Parigi ma ha una sede a Francoforte e Napoli, poi anche a New York.

Oltre a questa ce ne sono altre. C'è una banca diversa dal punto di vista ideologico, lontana dalla Haute Banque che è

LA BANCA DI CREDITO MOBILIARE. Essa in un certo momento storico, per diversi motivi si trova ad operare proprio

come la Haute Banque Parisienne.

Sulla manualistica si trova che queste banche sono miste, ma in realtà non è così, anche se operano in molti settori

dell’attività economica. La manualistica spesso le confonde con le Haute Banque Parisienne.

Tra tutte queste banche quella che più di altre si appiattisce sul modello della Haute Banque è quella dei fratelli

Pereill.

QUALI SONO QUESTE BANCHE E QUALI SONO LE CARATTERISTICHE?

Sono banche che derivano dalla operatività dei banchieri privati o hanno forma societaria, sono quindi strutture

organizzative dei banchieri privati.

Nella loro versione più grande, importante (cioè quella che fa storia) sono società per azioni (o chiamate anonime che

possono essere costituite solo se previsto dalla legge).

Questa tipologia bancaria è così importante che dalla Francia queste banche si espandono in quasi tutti i paesi

europei. Quasi in tutti i paesi europei troveremo banche del credito mobiliare.

In Italia ce ne saranno due:

- Banca Generale;

- Società generale di credito mobiliare. NON

La parola MOBILIARE ci fa capire l’obiettivo è il finanziamento a breve, ma il loro scopo è essere in grado di

finanziare l'impianto, quindi essere capaci di fare finanziamenti a medio-lungo termine.

Abbiamo detto della Haute Banque Parisienne prima, che opera acquisendo risorse dall’interbancario o dal capitale

proprio dei grandi finanziari (esempio Rochshild), in questo caso il capitale che viene poi investito deriva dal risparmio

ma la modalità con cui viene effettuata la raccolta non è quella del deposito del risparmio sul conto corrente ma è

quella dell’EMISSIONE DI TITOLI A MEDIO LUNGO TERMINE.

La banca emette obbligazioni proprie a scadenza medio lungo termine e con questo denaro acquisisce e finanzia le

imprese che a loro volta emettono obbligazioni a medio lungo. Acquisisce titoli delle imprese, finanzia l

acquisizione con titoli propri.

Hanno tratti analoghi nella sua struttura a quello che sarà il credito speciale italiano per esempio. E’ una banca

“speciale” che vedremo poi in Italia.

QUAL E’ LA PECULIARITA’?

Questa banca si ispira a principi San Simonisti per richiamare San Simon (uno dei tanti filosofi ma è anche un

matematico e insieme a lui si forma una scuola di matematici a Parigi nel 1800).

Cos’hanno di caratteristica questi matematici? La logica era questa: se io mi trovo ad avere del denaro che devo

utilizzare per fare investimenti produttivi ed è più quanto mi si chiede di quanto io posso dare (funziona sempre così, il

credito è una merce rare). Tanto più se io devo accontentare il mio desiderio di lucro e anche quello di coloro che mi

hanno affidato i loro risparmi perché io li investa (risparmiatori), io devo essere molto attento ad individuare i

MERITEVOLI DI CREDITO. Tra chi mi chiede denaro, devo sapere distinguere chi è meritevole.

Come posso scegliere? Posso fare in tanti modi, ma esiste un metodo infallibile che possa essere applicato

nell’individuare il merito di credito?

La risposta che danno questi filosofi/matematici, è Sì.

Noi possiamo arrivare alla scelta dell’investimento esatta, utilizzando la matematica. Il numero mi indica chi è il

meritevole di credito.

la

RIASSUMENDO teoria assunse i tratti di una sorta di "religione positiva" che ricordava quella pitagorica. Si tratta

di una logica che dà al numero la possibilità di essere infallibile perché esso sintetizza innumerevoli variabili, ecco

perché si parla di religione positiva.


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LatiLeo

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in management per l'impresa (MILANO - ROMA)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LatiLeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica della banca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Cafaro Pietro.

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