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Storia della banca

Programma di storia economica della moneta e della banca

È solo in alcune parti del mondo dove l’economia ha raggiunto un certo livello di sviluppo, dove è diventata più sofisticata che c’è più bisogno di utilizzare strumenti finanziari sofisticati. Tuttavia c’è il rischio che questi diventino talmente autonomi rispetto all’economia stessa da diventare quasi un ostacolo per essa.

Che modo di produrre nuovo ha l’occidente al punto di diventare ricco? L'occidente ha messo in atto un nuovo modo di produrre che gli ha dato modo di arricchirsi. Nella "Ricchezza delle nazioni" Adam Smith divide l'economia in tre settori.

  • Primario: il settore primario secondo Adam Smith è tale perché è il primo settore anche nel senso di valore. Consiste nel fatto che l’uomo trova direttamente le risorse sulla terra e le utilizza grazie a piccole trasformazioni. Deve definirsi primaria perché è la prima non solo in ambito cronologico ma è anche quella che garantisce la sussistenza.
  • Secondario: il secondo livello dell’economia è quello delle grandi trasformazioni: prendiamo le materie prime e le trasformiamo per renderle più adatte al nostro utilizzo. L'uomo mette in atto un processo creativo che permette di vivere meglio e non solo la sussistenza. L'industria la si colloca a questo livello.
  • Terziario: infine abbiamo l’ultimo settore, il terziario che indica il residuale (tutto il resto), cioè quanto serve a connettere produttori e consumatori con mezzi, strade, con strumentazioni che servono a trasferire risorse nel tempo e nello spazio. A questo livello si colloca la finanza.

Il paradosso (che rende ricco l’occidente) che i primi uomini assistevano stava in questo: gradualmente questa gerarchia veniva sconvolta. In occidente si mette al primo posto la trasformazione (secondario) e al secondo posto troviamo il primario. L’eresia però non si ferma qui, perché dentro a questa trasformazione, già una parte del terziario (la finanza) sin da quel momento è destinata ad apparire al primo posto.

L'occidente è diventato ricco grazie a questa inversione di gerarchie (3,2,1). Tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, con la seconda rivoluzione industriale appare questo fenomeno. L'occidente è diventato ricco perché ha fatto questa inversione di gerarchie, perché ha conosciuto le rivoluzioni economiche. L’occidente è diventato ricco grazie al riconoscimento delle rivoluzioni economiche. Perché sono avvenute queste rivoluzioni economiche? Perché è nato il capitalismo. Il termine capitalismo attiene al termine capitale che a sua volta ha una radice latina "caput" (capo). Il capitalismo è il centro del sistema economico che viene messo al primo posto dell'ordine gerarchico. Il capitalismo è stato messo in caput, in cima a capo di tutto.

Da fondus a caput

Nel mondo latino si usa anche il termine fondus, ovvero un appezzamento di terreno produttivo. Il capitale è un terreno che può produrre. L’uomo in occidente, ad un certo punto, è riuscito a sopravvivere accantonando risorse (non a consumarle ma a metterle in un fondato, fondo). L’uomo accantona risorse, le trasferisce e le utilizza per una produzione più sofisticata. Questo avvenimento è del tutto nuovo perché prima si consumava tutto quello che si produceva. La parola capitale non per niente è andata poi ad indicare lo strumento che al di là del fondus iniziale è usato dagli uomini per accantonare risorse. La parola capitale poi, gradualmente, cominciò ad indicare lo strumento utilizzato dagli uomini per accantonare risorse; ovvero la moneta. La moneta è lo strumento che, accantonato e fatto circolare nel sistema produttivo, ha dato luogo alle trasformazioni avvenute in occidente e che gli hanno permesso di diventare ricco.

In molti casi nella storia dell'occidente quella che era la strumentazione atta a favorire lo sviluppo dell'economia è stata utilizzata non per creare ricchezza ma per permettere trasferimenti di ricchezza.

Come il capitale entra nel gioco economico?

  • Chez soi, nei casi in cui la finanza opera come unica protagonista essa può portare a crisi o ad operazioni che danneggiano lo sviluppo economico invece che implementarlo. La finanza opera chez soi cioè dentro all’economia, opera come centro effettivo di un sistema più evoluto. In questo caso la finanza può essere una portatrice di inefficienze economiche.
  • Chez autres, essendo co-protagonista nel processo produttivo. Regole.

Il termine economia significa etimologicamente: oikos (casa, famiglia) e nomos (regole) che gestiscono l’organizzazione delle persone, originariamente per sopravvivere. Quanto serve per la sopravvivenza, tutta la strumentazione che si mette in atto per soddisfare i primi bisogni. L’economia originaria allora non ha bisogno della finanza, ma è qualcosa che serve dentro una comunità (originariamente la famiglia) allo scopo di sopravvivere, di trovare le risorse per la sussistenza e di raggiungere al meglio il soddisfacimento dei bisogni. Per casa si intende un insieme di persone che collaborano. Il raggiungimento dello scopo di sopravvivenza si attua meglio se si sta insieme, a livello sociale. Oikos significa che l'economia si attua a livello sociale a patto che ci sia complementarietà; ovvero che non ci siano conflitti. Collaborazione, complementarietà può esistere solo se le parti all’interno che compongono la casa, la “famiglia” comunicano tra loro. L’economia se diventa comunità (accoglienza, integrazione) parla attraverso la lingua della finanza, ovvero degli strumenti che servono per attuare lo scambio. All'interno della parola economia si nota, a questo punto, che c'è già implicito il concetto di finanza che serve per trasferire le risorse.

Per mettere in pratica questo concetto si utilizza la divisione del lavoro; ciascuno esercita l'attività che meglio sa fare, il surplus viene scambiato. Quanto più vi è la divisione del lavoro e la collaborazione, tanto più il sistema diventa efficiente. Economia e finanza sono due facce della stessa medaglia. La medaglia è la necessità che l’uomo ha di produrre beni per la sua sussistenza. Vi è una parte della strumentazione che ha permesso l’arricchimento dell’Occidente, altri strumenti invece sono da ostacolo all’efficienza. Quest'ultimo caso avviene quando la finanza opera esclusivamente per se stessa, eliminando l'elemento di collaborazione tipico dell'economia.

Nell’occidente che si è sviluppato ci sono due diversi modelli di sistema economico finanziario:

  • Economie orientate direttamente al mercato dei capitali, dove i mercati di capitale sono facili da osservare e controllare che spingono il consumatore ad allocare attraverso la moneta, le risorse in questi investimenti produttivi. Ci sono economie che si sviluppano avendo sistemi economici in cui la finanza si orienta direttamente alla produzione. Gli investimenti, i capitali entrano direttamente in un sistema di mercato che gli fa raggiungere direttamente il sistema produttivo.
  • Economie orientate agli intermediari, se ambiente frammentato, una presenza molto forte è quella degli intermediari. Sono le economie dove le banche sono molto importanti. Sono sistemi in cui vi è lo specialista che acquisisce beni, affidandoli ai produttori. Ci riferiamo soprattutto al sistema bancario.

La logica dell’economia monetaria

La moneta è uno strumento finanziario, è il primo derivato di valore nel sistema economico. Entra inizialmente come un “intruso” nel sistema rispetto alle merci prodotte e consumate. La moneta è indissolubilmente legata allo scambio, le economie prive di scambio non hanno bisogno di moneta. La moneta è un terzo rispetto ai protagonisti che sono i consumatori da una parte ed i produttori dall'altro, ovvero rispetto alle merci consumate e a quelle prodotte.

Qual è l’etimo della parola?

L'etimo della parola moneta deriva da "monie"; monos significa "una cosa sola". Secondo gli autori latini uno dei primi luoghi dove veniva coniata la moneta antica era dietro il tempio di Giunone Ammonitrice (moneo). In realtà la moneta è una parte di un sistema, monos, una di tante cose simili, che poi forgia la ricchezza. È una porzione di ricchezza. È necessaria la moneta? La moneta è necessaria ed utile ma non è indispensabile (ci può essere anche il baratto). La prima economia sulla terra è di autosufficienza o pre economica: io produco tutto ciò che serve per la mia sopravvivenza.

Mano a mano che passa il tempo vediamo apparire le economie dello scambio, la cosiddetta oikos, basata sulla divisione del lavoro. Lo scambio è legato alla divisione del lavoro, nell'etimo di economia c'è già intrinseco il concetto di divisione del lavoro. Senza divisione del lavoro noi non avremmo bisogno di moneta, ma con la divisione potremmo aver bisogno di moneta ma neanche in questo caso è indispensabile. Gli intermediari rappresentano un costo, un costo che però vale la pena di essere sostenuto laddove l’intermediario permette uno sviluppo economico migliore. Ma non sempre vale la pena, se ci fosse la possibilità di attuare uno scambio adeguato nell'ottica della divisione del lavoro senza il bisogno degli intermediari sarebbe meglio.

Il baratto ha un vantaggio competitivo migliore della moneta. Il guaio è che essendo la cosa più semplice e meno costosa introduce una certa rigidità nello scambio. Ecco qual è il vantaggio competitivo che rende sopportabile il costo dell'intermediario: la flessibilità. La flessibilità diventa necessaria quando quell’area in cui avvengono gli scambi si allarga nello spazio e nel tempo. Questo porta ad economie più vaste. Mano a mano che ci si allarga nello spazio e tempo, tanto più c’è la possibilità di far acquisire al sistema economico un intermediario il più flessibile possibile.

Il sistema di baratto funziona fino a un certo punto. Io ho una merce A e tu B, devo stabilire se la merce A serve anche a te che a tua volta hai una merce B. Se c’è equivalenza di valore e coincidenza di bisogni funziona il sistema di baratto senza la presenza di intermediari. Le due persone che si scambiano le merci devono avere bisogno reciprocamente di ciò che l'altro ha da offrire. Questa equivalenza è molto difficile da realizzare. Se non riusciamo a trovare un accordo sulla merce A e B, trovo una merce X scambiabile con tutte le merci, essa è la moneta. La moneta è una merce e si comporta come tale:

  • Se è troppa in circolazione perde valore rispetto alle merci, quindi i prezzi aumentano.
  • Se è poca in circolazione aumenta il valore rispetto alle merci, quindi i prezzi diminuiscono e si ha deflazione. La deflazione è il male più grave per l’economia.

Possiamo individuare nei sistemi economici un’area di scambio che è variabile e determinata da fattori concreti. Lo scambio avviene se ci sono i mezzi per far sì che avvenga. L’area di scambio si muove e non può essere forzata oltre certi limiti. Le merci devono potersi muovere, l’area di scambio è variabile nel tempo e nello spazio. Nella storia c’è stato un allargamento graduale dell’area di scambio. L’area monetaria o accettabilità (cioè la merce utilizzabile per gli scambi deve essere riconosciuta in quanto tale) ha anch’essa variabilità nello spazio e tempo ma non segue le stesse dinamiche dell’area dello scambio. La flessibilità di una merce dipende dalla sua accettabilità ovvero flessibilità su scale ampie. Si hanno dei criteri di accettabilità legati alla flessibilità della merce, ovvero deve essere riconosciuta nel suo valore e deve poter mantenere il suo valore al livello più elevato possibile. Per questo secondo requisito si deve considerare la variabile tempo. Entrambe le aree sono variabili e possono essere anche coincidenti, possono essere presenti delle sovrapposizioni.

Per spiegare questo si può usare il concetto di “economia mondo” di Wallerstein: nella storia possiamo vedere delle aree geografiche e monetarie che costituiscono dei piccoli mondi che si spostano, si allargano, si fondono, sono una sorta di mosaico, delle economie circoscritte che gradualmente nel tempo si modificano. Attualmente si sta realizzando il processo di globalizzazione che vede l'area di scambio allargarsi sempre di più.

Concetti base

Che caratteristiche deve avere la moneta per essere accettabile, nel senso di flessibile, nel modo migliore possibile nello spazio e nel tempo? Queste caratteristiche le hanno anche altre merci oltre ai metalli preziosi, merci che in passato sono state utilizzate come moneta. I romani chiamavano la moneta “pecunia” da “pecus” che significa pecora. La pelle conciata ha le stesse caratteristiche della moneta in sé ma certamente sono i metalli ad essere usati maggiormente nel tempo come moneta.

Metalli, ma soprattutto preziosi sono quelli maggiormente utilizzati. Argento fra tutti, seguito dall’oro. Perché sono preziosi? Quando c’è un alto prezzo, ovvero quando un bene è molto appetito, raro e non c’è inflazione su di essi. Sono molto richiesti per la loro bellezza, per la duttilità e per la divisibilità: in essi hanno tutti i valori prima attribuiti alla moneta. Il metallo prezioso è un metallo che si conserva bene nel tempo a patto che non sia allo stato puro, perché le monete d’oro o d’argento non possono essere mai coniati in oro e argento puro perché sono metalli friabili. Perché mantengano nel tempo la loro solidità occorre che questi metalli preziosi vengano coniati in lega con metalli di amalgama (cioè non preziosi).

La moneta è inizialmente merce, con la caratteristica di essere maneggevole... Però nella storia esistono anche altre tipologie di monete. Oltre a quella che ha in sé il valore che gli viene attribuito, oltre alla moneta che ha un valore facciale e commerciale posizionati sullo stesso livello, noi vediamo apparire gradualmente anche la moneta segno, cioè quella che non ha in sé il valore che dichiara, ma è un derivato di quella merce jolly che ha in sé il valore che dichiara. Può essere una moneta metallica, ma che non ha un gran valore in sé perché coniata con un metallo non prezioso (ferro, rame). Può essere una moneta cartacea, la carta non vale nulla in sé; oppure può essere una moneta scritturale o bancaria.

Che ruolo ha il potere politico, la convenzione che permette il passaggio da moneta merce a segno?

Tutte le derivazioni cercano di assumere in maniera sempre maggiore quei valori, elementi, che rendono la moneta accettabile. Il potere politico, nell’ambito della moneta merce, cioè quelle monete che hanno valore intrinseco, è quello di garantire il valore, di rendere più facile l’accettabilità della moneta almeno dentro una certa area geografica sotto il suo potere. La moneta che è coniata in questo ambito, all’interno cioè di un’area dove è esercitato il diritto di sovranità è una moneta certificata. Questa certificazione consiste nel dichiarare il peso di quella moneta, il peso di metallo prezioso utilizzato e di garantirne il titolo apponendo il sigillo. Da un lato si trova l'effige dell'autorità che rappresenta l'autorità, la zigrinatura attorno alla moneta è la certificazione del peso. La garanzia del peso è la zigrinatura quando batte moneta (il batter moneta è un potere sovrano). Ci sono anche operazioni di signoraggio, ovvero di utilizzo della moneta per pratiche non prettamente legate alla moneta stessa che hanno grande peso, hanno grande lucro e permettono di condizionare i flussi economici. Il diritto di coniare moneta è un diritto dello stato, è sempre un diritto sovrano.

Le radici del sistema monetario premoderno

La forma delle monete dipende dall’utilizzo e dall’utilità delle stesse. In Europa vediamo monete di forma sferica. Le prime monete metalliche le si trovano in Cina, sono monete piatte o convesse e risalgono al XI secolo a.C. Generalmente la forma è data dalla comodità dell'utilizzo. Per esempio i sapechi sono delle monete tonde con un buco quadrato e risalgono al III secolo a.C.

In Anatolia si trovano:

  • Sicli d'argento (8 g circa)
  • Statere (2 sicli)
  • Mine (60 sicli)
  • Talenti (60 mine) (30kg circa).

In Lidia è uno dei primi casi in cui vediamo oro e argento insieme (Elettro), è una cosa antichissima ripresentata dopo la seconda guerra mondiale, quando tra le varie proposte che c’erano. L’oro e argento nell’antichità è sempre lo stesso che passa da un paese all’altro; vediamo spostamenti di monete fatte quasi esclusivamente dallo stesso oro e argento. L’oriente è la “tomba” dell’argento. Fisicamente la moneta cambia, viene riconiata con il nuovo re per esempio, ma è sempre la stessa che gira. C’è la presenza di moneta per i grandi scambi (deve essere riconoscibile anche a distanza), e per i piccoli scambi. La moneta d’oro fungeva da moneta grossa, quella d’argento invece generalmente circolava su scala più ridotta. La moneta piccola viene chiamata anche divisionale. Vi erano però anche monete d’argento grosse ma in questo caso generalmente servivano come riserva di valore.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LatiLeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica della banca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Cafaro Pietro.
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