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Approssimazione statica

Cap. 1: La domanda

Tipo di analisi

Domanda e offerta si influenzano reciprocamente.

La popolazione

Domanda → censimento, popolazione europea scarsa; bassa fertilità (varia da epoca a epoca e da luogo a luogo) o alta mortalità: ordinaria o catastrofica (carestie, guerre, epidemie).

Bisogni e desideri

I bisogni dipendono da: totale popolazione, struttura popolazione, fattori geofisici, fattori socio-culturali (convinzioni popolari, religione, ecc.). Per il mercato conta il desiderio. Dobbiamo fare delle scelte perché abbiamo risorse limitate.

Domanda effettiva

Il bisogno deve essere sorretto dal potere d’acquisto, che è fornito dal reddito. Domanda determinata da: livello del reddito, sua distribuzione, livello e struttura dei prezzi. Il reddito lo si ha solo se si partecipa alla produzione: salari, profitti e interessi, rendite. Il salariato è sempre esistito, anche nel medioevo. Chi percepisce il reddito lo usa anche per i beni della famiglia (popolazione attiva + dipendente). Prezzi troppo alti rispetto ai salari → massa di mendicanti (la percentuale aumentava quando c'erano epidemie, ecc.), vivevano grazie alla carità.

Fonte di trasferimenti di reddito: volontari (carità, donazione, dote, gioco; la carità opera a ridistribuire la ricchezza); coatti (imposizione fiscale, saccheggi, latrocini; con l'imposizione fiscale si poteva ridistribuire il reddito o accentrarlo; i latrocini erano molto frequenti tra nobili e ricchi).

Tipi di domanda

  • Globale: domanda di beni di consumo, domanda di beni capitali, domanda di servizi.
  • Domanda: interna privata, interna pubblica, esterna. Ciascun gruppo può essere diviso nei 3 sottogruppi e viceversa.

Domanda privata

Domanda interna di beni di consumo e di servizi nel settore privato: più basso è il reddito, più alta è la percentuale assorbita dalla prima necessità. Se il reddito cala dell'1% la domanda di questi beni cala ma non dell'1%, se il reddito aumenta aumenterà di più la domanda di beni voluttuari.

Legge di Engel

La percentuale della spesa in conto alimentazione sul totale della spesa aumenta quando il reddito diminuisce e diminuisce quando il reddito aumenta. Il 100% del reddito del contadino non bastava nemmeno per la sua alimentazione e per questo doveva mettere al lavoro anche moglie e figli. I contadini erano relegati nelle fasce più basse del reddito. La massa mangiava poco e male e beveva tanto → dieta povera. Nell'Europa preindustriale i prezzi di questi generi erano molto variabili, quando il raccolto andava male si arrivava alla carestia. La differenza tra ricchi e poveri stava nella quantità di cibo di cui disponevano, l'ospitalità, il rispetto si misuravano in termini di abbondanza di cibo. Anche l'abito ha un valore simbolico e successivamente venne istituzionalizzato. Quello che non era speso per queste cose veniva speso per l'alloggio, vi era un eccessivo affollamento in luoghi malsani con conseguenze malsane per la salute pubblica.

Nei centri minori le condizioni non erano così tragiche come nelle città maggiori; tuttavia in campagna l'addensamento era molto alto e per questo gli uomini passavano la maggior parte del tempo libero alla taverna. Per i ricchi la spesa per il vitto corrispondeva al 20-35%, per i benestanti al 35-50 e per la massa al 70-80%. I ricchi facevano eccessivo sfoggio di vestiario per cui erano moderati da leggi suntuarie. (Acquisto di gioielli → esibizionismo e tesaurizzazione).

La domanda di servizio domestico era favorita dalla concentrazione della ricchezza, i servitori erano simbolo di potere. La domanda di servizi da parte delle classi agiate era varia: servizi legali e notarili, istruzione, servizi medici (gli unici costosi), religione... Il primo water closet fu installato nell'abitazione della regina Elisabetta I.

Il reddito che non veniva impiegato in nessuna di queste cose era risparmiato. Se non c'è differenza tra i ricchi e i poveri non c'è risparmio: condizione necessaria. Adesso chi risparmia o deposita in banca o investe, mentre allora le istituzioni per la raccolta del risparmio e per la sua destinazione mancavano o erano inadeguati e buona parte della moneta aveva pieno valore intrinseco. I ricchi avevano forzieri, gli altri i risparmi li nascondevano. Il processo di tesoreggiamento non può durare a lungo in quanto porterebbe a un punto in cui non è più possibile formare risparmio. Se c'era chi tesoreggiava, c'era anche chi dis-tesoreggiava con saccheggi e latrocini. Fino al X secolo prevalse il tesoreggiamento, nei X-XIII secoli l'opposto. Riassumiamo: il capitale è uno degli indispensabili fattori di produzione e ciò che si consuma non è più disponibile per l'investimento. Il buon funzionamento dell'economia richiede che vi sia a livello dei flussi di reddito una sufficiente formazione di risparmio che non rimanga tesoreggiando, ma sia tradotto in beni capitali.

Domanda pubblica

La caratteristica del mondo feudale del VIII-X secoli fu la confusione tra pubblico e privato, un altro elemento che rende difficile la distinzione è la presenza della chiesa come ente economico e patrimoniale. Il livello e la struttura della domanda pubblica dipendono dal reddito del potere pubblico, dai bisogni dello stesso e dalla struttura dei prezzi. Il reddito è dato dal trasferimento coatto mediante l'imposizione fiscale, dal prestito pubblico, dallo sfruttamento economico e dal signoraggio (prelievo sulla monetazione). Il debito pubblico fu inventato nel medioevo, allora erano prestanze: prestiti piuttosto forzati che i cittadini facevano allo stato. Il debito pubblico era più sviluppato a Genova, Venezia e Firenze.

Negli stati diretti da un monarca il patrimonio demaniale si confuse con quello privato del monarca che usava l'imposizione fiscale per arricchirsi. La gente protestava. L'azione fiscale delle amministrazioni pubbliche incontrò sempre resistenze molto forti. Lo stato pre-industriale non aveva a disposizione i mezzi inquisitivi di oggi e molti gruppi sociali disponevano d'immunità, soprattutto la chiesa. Questo portava a ricorrere all'imposizione indiretta, gravando sui beni di prima necessità.

La domanda pubblica dipendeva soprattutto dai bisogni, quali: guerra e difesa, amministrazione civile, la vita di corte e le festività. Le festività avevano scopi pratici e valore simbolico. Le spese per il mantenimento della corte incidevano in maniera rilevante. Le spese per l'amministrazione civile consistevano in spese di rappresentanza e ambascerie. Nei comuni d'Italia e nelle Fiandre ci si rese conto che alcuni servizi erano indispensabili, così si iniziò a remunerare i medici, chirurghi e maestri con il denaro pubblico. I maestri di scuola furono sempre pagati malissimo, anche se l'istruzione è un investimento in capitale umano. Le costruzioni sono un'altra spesa, anzitutto a carattere militare, poi civile ed infine cospicue (reggie, ville). Cannoni e navi da guerra sono una forma di capitale. A partire dal XV secolo il loro impiego si fece sempre più massiccio. Il settore pubblico era molto interessato al rifornimento annonario sia per ragioni umanitarie sia per la stabilità politica perché la fame era la più frequenta causa di sommosse; così vennero istituiti gli "uffici dell'abbondanza" con lo scopo di provvedere ai problemi del vettovagliamento cittadino con scorte pubbliche da distribuire in caso di bisogno. Si fecero investimenti anche di tipo produttivistico incentivando le amministrazioni illuminate.

Le percentuali di incidenza delle spese variavano da luogo a luogo. Il grosso della spesa fu sempre attribuito alle faccende militari. Ad esempio a Venezia questa spesa era il 25-30% delle entrate sommate alla spesa per gli eserciti di terra, in tempi tranquilli; in tempi di guerra le entrate non bastavano. Nei bilanci delle amministrazioni locali le spese amministrative e produttivistiche avevano un peso maggiore.

Domanda della chiesa

Il reddito della chiesa derivava dall'amministrazione del suo patrimonio e da continui trasferimenti di ricchezza a suo favore. Il grosso del patrimonio ecclesiastico si formò tra il VIII e l’XI secolo. Capitarono tempi neri anche per la chiesa. Prima del Settecento il più nero fu l'epoca della riforma. È famosa la secolarizzazione dei monasteri inglesi operata da Enrico VIII nella prima metà del 500. Nel 530 esistevano circa 825 monasteri, il reddito era di 175000 sterline. 10 anni dopo di quei monasteri non esisteva più nulla. Le terre furono incamerate e poi vendute, come i mobili, l'argenteria... In Svezia tra il 1500 e il 1550 la proprietà ecclesiastica fu liquidata a beneficio della corona da Gustavo Vasa. In Lombardia quello che altrove fece la riforma, lo fecero la cattiva amministrazione, il nepotismo e la politica dei duchi.

I trasferimenti di reddito a favore della chiesa erano in parte volontari e in parte coatti. La riforma incise anche su questa fonte. Nelle chiese c'erano numerose unità economiche con disponibilità molto diverse, sia per quantità che per qualità (papato, episcopati, monasteri... cioè ricca nobiltà, e parroci e comunità cioè ceti umili). La domanda effettiva della chiesa era un insieme di particolari domande: ceti umili vitto e vestiario, vescovi e cardinali altra domanda simile ai ceti benestanti e il papato una domanda principesca.

Domanda estera

Gli scambi, necessari ad ogni sistema economico, vertevano su beni e servizi, trasferimenti gratuiti di ricchezza e su movimenti di capitali e di metalli preziosi. Lo scambio di beni e servizi è rappresentato dalle esportazioni. L'importanza delle esportazioni è data dal rapporto r = (E+M)/Y × 100, dove E sono esportazioni, M importazioni, Y reddito. La percentuale risultante è influenzata dal volume e dal valore dell'import-export che appare al numeratore, ma è influenzata anche dall'ampiezza del paese e dall'ammontare di popolazione. L'Inghilterra è il paese per il quale si possiedono le migliori statistiche sul commercio estero per l'età pre-industriale. Agli inizi del regno di Enrico VII le importazioni e le esportazioni inglesi si bilanciavano su 0,3 milioni di sterline l'anno e alla fine del secolo XVII le esportazioni erano aumentate a 4500000 e le importazioni a 5000000 di sterline l'anno. Per ogni società l'effetto ultimo del commercio dipende dalla struttura del detto commercio e dagli effetti della domanda estera sulla struttura dell'occupazione e sulla formazione di capitale produttivo nella società in questione. Lo sviluppo economico dei comuni italiani fu largamente determinato dallo sviluppo della domanda estera, similmente lo sviluppo inglese e olandese. Esempi contrari sono le colonie o certi paesi dell'America Latina.

Cap. 2: I fattori produttivi

Fattori di produzione

L'input è un insieme di elementi esogeni detti fattori di produzione. Diviso in 3 categorie: terra, capitale, lavoro. Questa divisione voleva corrispondere ad una divisione altrettanto arbitraria della società europea: proprietari fondiari, ceto medio, massa lavoratrice. Il flusso del reddito veniva ripartito in rendita, interesse e profitto, salario. Trinità nella sistematica economica. Il termine terra esprime il concetto di risorse naturali. Il termine lavoro si distingue in lavoro specializzato e non, significato puramente relativo in relazione al livello tecnico prevalente. Distinzioni alternative possono essere fatte in base al tipo di attività esplicata o in relazione al rapporto di lavoro. Il capitale è una categoria ambigua. Il concetto di capitale è legato alla produzione e al consumo futuri e capitale in senso reale può venir considerato tutto ciò che prodotto dall'uomo non viene consumato e contribuirà a soddisfare la domanda futura di beni o servizi.

A quel tempo la fabbrica era piuttosto una bottega. Il mercante era commerciante. L’operaio era un salariato, il mezzadro nel settore agricolo era equivalente all'artigiano nel settore manifatturiero. Distinzione rilevante economicamente e socialmente.

Lavoro

Non tutti i componenti di una popolazione sono produttori. Così si differenzia la popolazione attiva da quella dipendente. Nelle società pre-industriali prevalsero un’alta fertilità e una mortalità altrettanto alta, particolarmente nei primi 6-7 anni di vita. Nel secolo XVIII la popolazione in età 15-64 rappresentava circa il 60% della popolazione totale, mentre la popolazione al di sotto dei 15 era un terzo. Nelle società pre-industriali i giovani in età 0-14 erano il 90% della popolazione. Uno dei problemi più gravi era quello di allevare una massa di fanciulli la cui speranza di vita era molto limitata. Molti fanciulli erano abbandonati nelle città anche da molto lontano, la mortalità di questi era altissima: su 10 solo 1-2 sopravvivevano. In queste società gli attivi lavorano dall'alba al tramonto, ma data la bassa produttività media un rapporto di dipendenza del 60-50% avrebbe rappresentato un peso insostenibile; ne deriva che i pochi vecchi dovevano lavorare fino alla fine e i giovani dovevano essere messi a lavorare molto prima dei 15 anni. Oppressi dalle fatiche molti dei ragazzi si ammalavano e morivano.

La società fece largo uso anche del lavoro femminile, queste producevano in casa molti beni che venivano acquistati sul mercato oltre che essere impiegate per i servizi domestici, per la lavanderia, per il lavoro nei campi e per le manifatture di filatura e tessitura (a Firenze nel 1604 le donne erano il 62% dei tessitori di lana, mentre nel 1627 altre l’80). Le manifatture tessili erano fatte per lo più a domicilio, questo facilitava l’impiego delle donne che lavoravano per il mercante commissionante. Daniele Beltrami attirò l’attenzione sul fatto che le donne attendevano anche ai commerci o alle manifatture. Queste erano impiegate anche in mestieri pesanti, ad esempio nei cantieri. Un’altra categoria era quella delle nutrici e delle balie.

Gli economisti tendono a distinguere 3 categorie di lavoro corrispondenti a 3 settori di attività: primario (include le attività agricole e forestali, la pesca e l’attività mineraria), secondario (le attività manifatturiere) e terziario (il residuo, con molta confusione e ambiguità). Nei secoli precedenti il XVIII in Europa la percentuale della popolazione attiva impiegata nell’agricoltura si aggirava tra il 65 e il 90%, la ragione di questo stato era la bassa produttività dell’agricoltura di quel tempo. Tra il 1400 e il 1700 vi fu un notevole sviluppo dei trasporti marittimi, grazie all’impiego di navi più grandi ed ad un miglioramento delle tecniche di lavorazione, che portò ad usufruire su più larga scala del rifornimento di granaglie dall’estero. Questo fu il caso dell’Olanda. La percentuale di addetti al settore primario tende a sopravvalutare la percentuale di lavoro effettivo, infatti durante lunghi periodi dell’anno il contadino non lavora. Uno sbaglio è pensare che la popolazione impiegata nell’agricoltura coincidesse con la popolazione rurale, infatti ne facevano parte anche il sarto, il fabbro, il falegname…

Il grosso della domanda si concentrava su alimentazione, abitazione e vestiario. Questo influenza la struttura dei prezzi e a sua volta quella della produzione. L’importanza relativa di questi 3 settori derivava dal fatto che il reddito era basso e di conseguenza la domanda della massa si esauriva in questi 3 settori. I benestanti facevano sì che la domanda fosse più variata. L’elevata domanda di servizio domestico è una chiara illustrazione del fatto che la domanda è funzione non solo del reddito ma anche della sua distribuzione e del livello e struttura dei prezzi e salari. Il personale del servizio domestico era il 10% della popolazione totale e quindi circa il 17% della popolazione dell’età tra i 15-65 anni.

Superstizione e religiosità si rafforzavano vicendevolmente nella creazione di una domanda di servizi religiosi. Un altro elemento che la favoriva erano i matrimoni. L’istituto della dote era un incubo per le famiglie e una minaccia per il patrimonio famigliare. Per ovviare al problema i cinesi ricorrevano all’infanticidio, mentre in Europa non fu mai largamente praticato. I benestanti si tenevano le figlie ma le confinavano presto in un convento. Gli ecclesiastici vanno considerati popolazione attiva, perché il loro servizio era "domandato".

Uno dei maggiori difetti è quello di trascurare il gruppo dei professori, notai, giuristi e medici, c’era una notevole domanda anche dei servizi di questi professionisti. Il gruppo dei notai era quello più consistente in Italia. Ci sono sempre state 2 Europe: l’Europa del burro, birra, aratro pesante e open field e quella dell’olio, vino, campi chiusi e dei notai. Nell’Europa meridionale il notaio era la persona pubblica, l’atto notarile era considerato giuridicamente e giudizialmente probante dei fatti in esso certificati.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ticaram di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Ciuffetti Augusto.
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