La rivoluzione urbana
Il risorgere delle città nell'Europa del XI-XIII secolo segnò una svolta della civiltà europea. Le città avevano prosperato e proliferato nel mondo greco e romano, ma la decadenza dell'impero segnò anche la loro decadenza e le invasioni barbariche ne segnarono la morte. I pochi nuclei urbani sopravvissuti erano centri dell'amministrazione religiosa o sedi di guarnigioni militari. Il mondo era primitivo e dominato dalla campagna e dalla solitudine.
Le ex città romane erano quelle più povere mentre il Nord migliorò. L'Europa era povera e primitiva, organizzata attorno a microcosmi rurali, le curtes, largamente autosufficienti, che furono causa e conseguenza della decadenza del commercio. Lo stato delle arti, l'istruzione, il commercio e la divisione del lavoro era a livelli minimi. L'uso della moneta era quasi interamente scomparso: la popolazione era scarsa e la povertà massima. Il bosco prevaleva e l'unica gioia gli uomini la ponevano nell'aldilà.
Tutte le città mostravano tristi segni delle violenze ricevute: assedi, spoliazioni, saccheggi. Alcune città scomparvero. Le grandi case di pietra sparirono e lasciarono posto al legno. La gente abbandonava progressivamente le città in rovina e i più potenti si rifugiarono nelle campagne.
Con l'avvento dei Carolingi il circolo vizioso sembrò finalmente rompersi e si verificò una certa ripresa, incentrata soprattutto sull'agricoltura, dove il sistema curtense era divenuto più dominante ed efficiente. La ripresa fu modesta e limitata all'Europa del Nord, dove si videro i fiumi animarsi di barche che trasportavano prodotti. Sul mare del Nord, il commercio fece la fortuna di due centri: Quentovic e Durstede.
Questa ripresa fu però interrotta dalla seconda ondata di invasioni barbariche che attaccarono l'Europa del Sud, da Oriente e da Nord. A Sud una nave araba approda sulle coste della Francia meridionale nel 890, mentre un'altra banda si stanzia in Campania. Da Oriente i Magiari, provenienti dall'Asia e stanziatisi in Ungheria, attaccano il Friuli nell'898. Al Nord compaiono i Normanni provenienti dalla Danimarca, dalla Norvegia e dalla Svezia, che arrivano a saccheggiare Amburgo e Parigi.
Improvvisamente però le cose cambiano. I Normanni allentarono la morsa e i loro raid si fecero sempre meno frequenti, mentre nel 955 il re di Germania riuscì a distruggere l'esercito magiaro. L'Europa si riprese. Fu una ripresa basata sulle città. Città vecchie che si ripresero e città nuove, con un contemporaneo sviluppo dell'agricoltura, che permise di alimentare la crescente popolazione cittadina. Ci fu inoltre la ripresa degli scambi con il sistema curtense, un sistema basato su autarchia e lavoro servile, che andò in crisi. Il sistema che lo sostituì fu il sistema economico basato sulle città, gli scambi e il lavoro libero. Il sistema che sorse fu l'economia di mercato.
Nelle città lo scambio era continuo e il mercato non soffriva di interruzioni. Secondo lo storico Ennen, si possono distinguere tre zone in cui l'urbanizzazione fu diversa:
- Italia, Spagna e Francia meridionale, dove le città per quanto decadute continuarono ad esistere nell'Alto Medioevo.
- Inghilterra, Paesi Bassi, Svizzera, Germania, dove c'erano città romane, ma ogni forma di vita scomparve durante l'Alto Medioevo.
- La Germania del Nord e la Scandinavia dove in età romana non si crearono città.
Alla base della formazione delle città c'era comunque un massiccio movimento migratorio dalla campagna alla città. La città era "frontiera", un mondo dinamico e nuovo dove la gente riteneva di poter rompere con i vincoli del passato, dove si immaginavano nuove possibilità di riuscita economica e sociale. Le mura cittadine segnavano il confine tra due culture in conflitto.
Fuori dall'Italia i borghesi abitavano in città e i nobili nei castelli nelle campagne. In Italia invece i nobili si instaurarono nelle città, dove si scontrarono con i borghesi. Andando avanti però i borghesi acquisirono ricchezze e poteri tali che riuscirono a mettere fuori gioco i nobili e a togliere al vescovo l'amministrazione della cittadina, mentre alcuni si sentirono sempre più forti da decidere di partire alla conquista dei territori circostanti, creando veri e propri Stati territoriali.
L'affermazione della classe borghese ebbe conseguenze anche in campo economico, poiché la nuova scala di valori determinava nuovi tipi di bisogni e la ricchezza dei borghesi dava loro notevole potere d'acquisto. Inoltre, circondata da un mondo ostile, la gente della città avvertì la necessità dell'unione e della cooperazione reciproca. Se nel mondo feudale prevalse un'organizzazione verticale, nelle città trionfò quella orizzontale, con corporazioni, confraternite e università e al di sopra di esse, il Comune.
La popolazione
Attorno all'anno Mille l'Europa era molto scarsamente popolata, includendo anche la Russia infatti contava 30-35 milioni di abitanti. Tra la metà del X secolo e gli inizi del XIV secolo la popolazione aumentò, triplicando in Germania e Gran Bretagna e raddoppiando in Italia. Tra il 1330 e il 1340 in Europa c'erano 80 milioni di persone, poi però nel 1348 scoppiò una spaventosa epidemia di peste che uccise 25 milioni di persone. I due secoli che seguirono furono costellati da guerre, epidemie e carestie e la ripresa della popolazione fu lenta. A fine Quattrocento si era ancora a 80 milioni mentre verso il 1600 si arrivò a 105 milioni e a 115 milioni nel 1700.
La popolazione europea rimase comunque sempre di tipo giovane, ovvero con la prevalenza di classi giovani, a causa dell'alta fertilità e sempre contenuta, a causa dell'alta mortalità.
Natalità
Nell'Europa pre-industriale in Europa:
- Una percentuale non trascurabile della popolazione adulta non si sposava. Infatti molti college ed università non permettevano che persone sposate vi si laureassero, poiché la cultura era monopolio del clero. Inoltre tra i ceti nobiliari c'era la tendenza alla sterilizzazione per non dover suddividere e quindi disperdere il patrimonio familiare. Un ulteriore modo per evitare dispersioni era anche quello di mandare le figlie in convento, mentre ai figli cadetti si imponeva la carriera religiosa o comunque il celibato.
- Parte di coloro che si sposavano tendevano a sposarsi in età relativamente tarda. Pare che questa tendenza si sia verificata a partire dal tardo Medioevo; le donne raramente si sposavano prima di aver raggiunto i venticinque anni di età ed ovviamente più è tarda l'età del matrimonio, più sono limitate le probabilità di fecondità legittima.
Mortalità
Distinguendo tra mortalità ordinaria e mortalità catastrofica, possiamo osservare che anche in anni normali la mortalità era sempre elevata. La componente maggiore della mortalità ordinaria era data dalla mortalità infantile e dalla mortalità degli adolescenti. In genere su 1000 nati da 150 a 350 morivano prima di raggiungere un anno di età. Questa alta mortalità era essenzialmente indice della povertà della popolazione e delle dure condizioni in cui viveva.
Guerra, carestia ed epidemia provocavano di continuo drammatiche punte di mortalità catastrofica. Dei tre malanni, la guerra era "direttamente" forse la meno rovinosa. La guerra era però terribile soprattutto per le sue conseguenze "indirette", era infatti volano di epidemie e carestie. La carestia era sovente la conseguenza delle distruzioni e dei saccheggi di raccolti, bestiame e impianti, mentre le epidemie erano le involontarie conseguenze delle condizioni igienico-sanitarie degli eserciti. Inoltre le carestie contribuivano indirettamente alle epidemie in quanto la gente pur di sopravvivere mangiava cibi crudi o non commestibili.
Le epidemie furono l'elemento che più contribuì alla mortalità catastrofica, e fra di esse la peste fu sicuramente quella più luttuosa, ma finché la popolazione rimase scarsa e isolata, le possibilità di contagio furono limitate. Le cose cambiarono man mano che la popolazione europea andò aumentando e si concentrò nelle ristrette città, con condizioni igienico-sanitarie pessime, e man mano che gli scambi commerciali si intensificarono. L'aumento demografico creò inoltre sempre più situazioni di tipo malthusiano, ovvero situazioni di scarsità di terra e risorse rispetto alla popolazione.
Tra il 1347 e il 1351 perciò, scoppiò una spaventosa epidemia di peste che uccise 25 milioni di persone, e che si stabilì in forma endemica in Europa. La peste era una malattia tipica dei roditori e il microbo che la trasmette, lo "Yersinia pestis", è un loro parassita. Una volta che un parassita ha ucciso un topo dopo una epidemia animale, esso può saltare addosso ad un uomo e cercando di succhiargli il sangue, gli trasmette l'epidemia. La peste non solo aumentava i morti, ma diminuiva anche le nascite, poiché causava vedovanza e paura.
La popolazione europea dunque, tra 1300 e 1700 rimase in uno stato di quasi equilibrio. Il risultato comunque fu che alla lunga il tenore medio di vita poté aumentare sensibilmente e la relativa mancanza di braccia stimolò ulteriormente l'interesse verso la macchina come volano di sviluppo.
La storia della tecnologia
Dopo una serie di innovazioni rivoluzionarie a partire dal 2500 a.C. vi è stato nel mondo occidentale una fase di lungo e secolare ristagno. Il mondo greco e romano infatti restarono inerti nel campo tecnologico a causa della loro abbondanza di mano d'opera a costo zero. Il mulino ad acqua era infatti noto ai romani ma essi ne costruirono relativamente pochi. Inoltre in queste epoche c'era una vera e propria ostilità verso la technai ed il progresso tecnico era temuto come possibile fonte di pericolosi turbamenti politici, sociali ed ecologici.
Col Medioevo nell'Europa occidentale le cose cambiarono. Fu questo un periodo dove le innovazioni tecnologiche si succedettero ad un ritmo sempre più intenso, sempre più spinte verso la meccanizzazione.
Osservazioni
- Le innovazioni non furono invenzioni vere e proprie, poiché erano già state tutte scoperte; esse furono solo migliorate, rivelando la notevole capacità di assimilazione degli europei.
- Tutte le innovazioni si riferivano all'attività agricola, poiché l'economia era quasi tutta agricola.
- Talune delle innovazioni in questione permisero un più efficiente sfruttamento del cavallo, il cui utilizzo andò sostituendo quello del bue. Il cavallo costava sì di più, ma era molto più efficiente.
Vennero anche prodotti attrezzi in ferro più costosi ma più efficienti, tutto guardando con un occhio alla maggiore efficienza bellica. Venne inoltre perfezionato l'aratro, che divenne pesante, in quanto vennero aggiunte parti in ferro alla struttura di legno, rendendo più potente l'azione delle sue parti. Ci furono anche sviluppi di capitale umano, sotto forma di tecnici abili nel praticare le nuove tecnologie, come il fabbro.
Uno dei fatti più importanti è comunque la diffusione del mulino ad acqua, che era come detto già noto ai Romani, ma ebbe forte diffusione in età feudale. Fino al secolo X questo marchingegno era usato esclusivamente nella macinazione del grano e rendeva questa operazione eccezionalmente redditizia. Successivamente tra XI e XII secolo l'economia europea si sviluppò in senso manifatturiero ed i mulini cominciarono ad essere usati per le più diverse produzioni. In particolare tra il 960 e il 1060 si iniziò a far uso di mulini ad acqua per follare il panno, utilizzando la cosiddetta gualchiera idraulica.
[Prima della gualchiera il panno veniva follato, ovvero rifinito, migliorato, con la stessa tecnica con cui si pestava l'uva; il panno veniva cioè ripetutamente calpestato da operai scalzi mentre era immerso in un liquame fatto prevalentemente di urina, a causa dell'ammoniaca contenuta in essa. L'operazione oltre ad essere abbastanza ripugnante, era molto lenta. Grazie alla gualchiera si riuscirono a ridurre di molto i tempi, con un costo relativo molto più basso.]
Questo processo rivoluzionò l'industria tessile, facendo persino spostare l'industria tessile inglese nelle zone nord-occidentali della Gran Bretagna. Dal XII secolo in poi la forza idraulica fu usata negli ambiti più disparati, come la lavorazione del ferro e della carta. Il mulino a vento invece venne importato dalla Persia dai Crociati ed aveva le ali montate su un asse verticale; gli europei montarono invece le ali su un asse orizzontale. All'inizio fu usato per macinare grani, ma poi anche lui per i più diversi ambiti. Il secolo XII vide anche l'introduzione della bussola e tra il XII e il XIII la navigazione mediterranea fu rivoluzionata grazie a queste innovazioni.
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