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Teoria delle istituzioni: North ha messo a punto una teoria secondo la quale chi è

capace di avere istituzioni più efficienti porta a balzi in avanti nella storia economica.

Il ruolo dello Stato in campo economico: Lo Stato ha sicuramente un ruolo

nell’economia, ma non è sempre lo stesso, sono state individuate tre tipologie rispetto

all’azione di questo: Stato minimale(lo Stato da una legislazione e fornisce alcuni

beni), Stato ad economia mista(produce molti beni pubblici e sostituisce i privati, Stato

massimale(ha tutte le responsabilità produttive.

Tre – I successi dell’Europa Centrale

I principali casi di successo:

Belgio: ha caratteristiche simili alla GB(tradizione marittima, commerciale e

manifatturiera + risorse naturali), inoltre contava su una migrazione di imprenditori.

Il Belgio è un piccolo paese, costituito da due Regioni, che era stato governato da

diversi Regni prima dell’autonomia del 1830.

Lo sviluppo industriale iniziò nel settore della lana, poi delle miniere, poi delle

macchine filatrici, poi si svilupparono le fabbriche metal meccaniche.

L’industrializzazione si estese al lino, alle ferrovie e all’industria chimica. Un ruolo

importante fu quello delle banche che detenevano i pacchetti azionari.

Francia: alcuni pensano che la Francia avrebbe dovuto industrializzarsi per prima (più

popolosa, mercato unificato dal Medioevo, agricoltura prospera, tradizione

manifatturiera forte, crescita economica nel 700). In Francia la monarchia era più

assoluta, l’aristocrazia poco orientata agli affari e la cultura meno diffusa.

La Rivoluzione ebbe un andamento ciclico senza periodi di accelerazione senza quel

decollo dovuto ai vantaggi dell’arretratezza. Con l’industrializzazione rimasero

importanti l’industria della seta e della moda, crebbe l’industria meccanizzata del

cotone e si sviluppò l’industria siderurgica.

L’industria francese era più diversificata di quella inglese e più dispersa nelle

campagne.

Anche i Francia era importante il ruolo delle banche che finanziavano i commercio.

Lo Stato fu poco interventista, appoggiò la creazione di infrastrutture e mantenne il

protezionismo.

Germania: la Germania era costituita da una pluralità di Stati. Il più grande e potente

era la Prussia che non era però riuscita a modernizzare l’economia. Fu sempre la

Prussia la prima ad aprirsi agli scambi internazionali. Gli altri Stati si aggregarono per

abolire i dazi interni e adottare moderati dazi esterni.

Lo sviluppo tedesco si colloca tra l’epoca delle ferrovie e quella della seconda

Rivoluzione industriale, la Germania riuscì a sfruttare i nuovi settori industriali. Nella

chimica svilupparono la carbochimica, che produceva intermedi dal carbone da cui si

potevano derivare coloranti, esplosivi, medicine, nell’elettricità rivaleggiavano con gli

USA, nell’acciaio erano i primi produttori in Europa.

Le conoscenze necessarie per questi tipi di industrie erano più avanzate di quelle

necessarie per le tecnologie passate, quindi la Germania si impegnò nella diffusione

dell’istruzione.

L’industria si sviluppò nell’ovest della Germania, l’est era ancora agricolo (teoria di

Pollard).

Le banche tedesche erano definite miste perché erano contemporaneamente banche

commerciali e banche d’investimento.

Quattro – La parziale modernizzazione della periferia

Impero asburgico: era costituito da territori diversi che si erano aggregati intorno a

Vienna.

Era un territorio poco adatto all’agricoltura, aveva un unico sbocco sul mare e le

riserve di carbone erano poche. Dal punto di vista politico la servitù della gleba fu

abolita tardi, come i dazi interni, inoltre la politica protezionistica limitò gli scambi.

Si sviluppò prima l’industria leggera poi l’industria metal meccanica, elettrica e

ferroviaria. 2

Il sistema finanziario si basava sulle banche miste.

Nella seconda metà dell’Ottocento, complessivamente tutte le zone erano cresciute,

alcne più, altre meno, ma non si erano pareggiate le differenze iniziali (es. Austria più

ricca).

Russia: era povera e basava la sua economia per lo più sull’agricoltura.

L’urbanizzazione era limitata, l’analfabetismo diffuso, eppure aveva la ferrovia più

lunga in Europa e produceva più acciaio e elettricità della Francia, ma questo solo

grazie alle sue dimensioni.

La Russia aveva subito influssi dall’oriente e solo a cavallo tra Seicento e Settecento si

aprì all’Europa. Dopo la sconfitta nella guerra di Crimea, Alessandro II abolì la servitù

della gleba, incoraggiò la creazione di ferrovie e banche. L’industria legata alla ferrovia

e alle armi decollò. All’inizio del 1900 la crescita si fermò, all’alba della prima guerra

mondiale la Russia era comunque povera e lontana dal resto d’Europa. In Russia fu

fondamentale il ruolo dello Stato (massimalista)

Italia: l’Italia del Cinquecento ospitava attività manifatturiere avanzate ed era molto

prospera, ma tra la frammentazione politica, l’insistenza sul lusso e lo spostamento

dei commerci sull’Atlantico provocarono un declino, l’Italia era costituita da sette Stati

e solo il Regno di Sardegna aveva dimostrato dinamicità politica ed economica. Dopo

l’unificazione, l’Italia si modernizzò, ma non riuscì ad avere una banca centrale.

I governi cercarono di investire nelle ferrovie ma il paese non decollava. Inoltre l’Italia

mancava di carbone e ferro.

Con la creazione della prima acciaieria gli affari si risvegliarono. Anche se a questo

seguì una crisi delle banche, il sistema finanziario fu basato sulle banche miste alla

tedesca.

Alla fine dell’Ottocento iniziò il decollo industriale che durò fino alla Grande Guerra. Lo

sviluppo non fu però ai livelli di altri Stati europei perché l’Italia non è riuscita a

sfruttare a pieno i vantaggi di arretratezza e soffriva di profondi squilibri regionali.

Spagna: la Spagna aveva avuto un periodo di splendore nel Cinquecento ma le

politiche mal concepite la portano al declino, tanto da perdere le colonie.

L’agricoltura era arretrata e l’istruzione carente. Solo la Catalogna e i Paesi Baschi si

dimostrarono dinamici. L’industrializzazione continuò durante la seconda guerra

mondiale ma fu interrotta dalla guerra civile.

Alcuni pensano che il mancato sviluppo della Spagna sia legato al protezionismo.

Cinque – Il declino inglese e l’emergere di temibili competitori fuori

dall’Europa: USA e Giappone

Come le potenze del passato la GB non ha resistito al logorio della storia. Ma il suo è il

primo declino in età industriale. Le motivazioni non sono politico-militari come in

passato. Inoltre la differenza rispetto al passato è che la GB ha continuato ha crescere

anche se con ritmi molto inferiori.

Cause:

inizio precoce: i modelli di macchine adottati erano i primi e sono diventati

 obsoleti quando ancora erano funzionarti, mantenerli ha però significato

perdere in competitività.

Rigidità istituzionali: la GB dopo le innovazioni non seppe guardarsi intorno per

 ispirarsi ad altri. Questo aspetto può essere approfondito in tre aspetti:

• Finanza, la GB non rese efficiente la sua borsa, inoltre le banche erano

troppo legate al finanziamento di attività internazionali.

• Istruzione: sistema pubblico di istruzione in ritardo e non si interessò

all’istruzione tecnica

• La grande impresa: non si impegnò verso forme manageriali delle

imprese

• Stato: si impegnò più nel colonialismo che nello sviluppo del paese

Peso della leadership

 3

• Colonie

• Sostegno del gold standard (per mantenere la stabilità internazionale)

cap.7

• Predominio della City sugli interessi delle industrie

• “poliziotto del mondo” per gli equilibri la GB partecipò a molte guerre

(spese e perdite)

Stati Uniti: quando gli USA divennero indipendenti la maggior parte della forza lavoro

era impiegata nell’agricoltura. Le prime industrie furono create nello stesso periodo

perché la manodopera era poca e costosa. Il decollo degli USA partì con le ferrovie e

durò fino alla Grande Crisi del 1929. L’industrializzazione statunitense si differenzia da

quella europea per l’affermazione della grande impresa. Perché? 1. negli USA i conflitti

erano limitati grazie all’abbondanza di materie prime ed era necessario collaborare

per sfruttarle, 2. negli USA si riunivano gli emigranti, ovvero persone insoddisfatte che

cercavano altrove qualcosa di meglio, e che furono in grado di collaborare malgrado

fossero di diverse etnie, 3. le leggi erano nuove, non sostituivano nessuna legge

precedente e l’urbanistica moderna era più appropriata all’industria.

La grande impresa nasce anche su un nuovo mercato.

La prima grande impresa è quella ferroviaria, poi telefoni, acciaio, elettricità,

automobile e commercio.

Le banche erano mantenute nei confini nazionali ed erano piccole per non rivaleggiare

con le G.I.

Alla fine dell’Ottocento gli USA avevano la più grande e potente economia mondiale.

Giappone: era uno stato nazionalistico che non permetteva i contatti con l’Occidente.

L’imperatore aveva un ruolo simbolico e il Regno era fondato su un sistema feudale.

Dal punto di vista dell’economia e della politica interna era ben organizzato. A metà

dell’ Ottocento un ammiraglio americano minaccio di bombardare Tokio se la politica

estera giapponese non fosse cambiata. L’imperatore cedette.

Durante la restaurazione Meiji vennero portate aventi riforme, fu creata una banca

Nazionale e vennero mandati giovani in Occidente per studiare le lo ro istituzioni.

Il Giappone era piccolo, montuoso e con risorse del sottosuolo scarse, avevano quindi

bisogno di importare, riuscirono a pagarle con le esportazioni di seta grezza.

Alla fine dell’Ottocento i trattati inuguali vennero abrogati e il Giappone poté

proteggere gli imprenditori, vennero costruite le ferrovie, si diffuse l’elettricità e il

reddito pro capite crebbe.

Il Giappone si avvicinò all’Occidente dopo la prima guerra mondiale e la crisi del ’29.

Sei – Tecnologia e cambiamenti socioeconomici

In ogni rivoluzione industriale le innovazioni si raggruppano intorno a alcune

teconologie di base. Le rivoluzioni industriali

Rivoluzione Prima Seconda Terza

Anni Settecento – Metà Ottocento – Metà Novecento –

Ottocento metà Novecento in corso

Tecnologia di base Caldaia a vapore Elettricità, motore a Biochimica,

scoppio, chimica materiali artificiali,

organica, radio elettronica, energia

nucleare

Istruzione Non alta Più alta (invenzioni Altissima e

necessaria più complesse) => specializzata

istruzione tecnica

Realizzazione Da singoli non Necessità di Laboratori

serve un laboratorio laboratori specializzati, lavoro

di gruppo

Imprese Piccole, controllo Grandi imprese =

del proprietario 4

Capitali Medi Necessità di grandi =

capitali

Novità Economia globale

Servizi (sviluppo del

terziario)

Le rivoluzioni hanno avuto delle ripercussioni:

vita e famiglia: la speranza di vita media è aumentata ed è calato il tasso di mortalità

grazie ai miglioramenti della medicina, al miglior igiene e alla migliore nutrizione.

L’allungamento della vita ha permesso curricola di studi più lungi, quindi migliori

specializzazioni e ha reso possibile la progettualità legata al lungo periodo.

L’allungamento della vita ha portato all’accumularsi di popolazione nelle metropoli,

alla disoccupazione e all’invecchiamento della popolazione. La famiglia è diventata

più piccola.

La grande impresa: nasce negli USA ma si sviluppa in Europa nasce dalla teoria di

Taylor sulle catene di montaggio (i lavoratori sono fermi e i pezzi si spostano sulla

catena) per questo processo abbassava i costi ma erano necessari grandi investimenti

che non tutti potevano permettersi.

Le grandi imprese tendevano a diventare sempre più grandi attraverso l’integrazione

di aziende simili o che si occupavano di altre fasi della produzione. Il rischio è quello

che si creino monopolio, negli USA sono state fatte leggi anti trust, adottate più tardi

anche in Europa.

Il controllo del proprietario non era più possibile: a capo dell’impresa vi era un

manager che non possedeva azioni ma che veniva nominato dal consiglio di

amministrazione.

L’evoluzione dei sistemi finanziari: il primo sistema finanziario è la banca centrale, che

viene creata ovunque. Ha il monopolio dell’emissione della carta moneta, ma anche

altri compiti. Vennero creati diversi tipi di banca, ad esempio le casse di risparmio

(raccolgono i risparmi) ebbero molto successo e si ingrandirono, anche le poste

istituirono casse di risparmio. Si diffusero le società per azioni bancarie.

C’erano due sistemi alternativi: quello anglosassone che prediligeva la banca e quello

tedesco che prediligeva la borsa.

Sette – L’economia internazionale tra fine 800 e inizio 900: l’affermazione del

gold standard

Mutamenti delle relazioni economiche internazionali:

mobilità di beni e fattori: aumento del commercio internazionale, il primo paese ad

espandere il commercio internazionale fu la GB. I periodi migliori per le esportazioni

furono quando i paesi si aprirono al commercio internazionale e quando si iniziò ad

andare verso la liberalizzazione, fu disastroso il periodo tra le guerre.

Il commercio non è mai stato libero durante la rivoluzione, solo la GB, finita la sua

rivoluzione diventò liberista. I paesi più grandi sono più protezionisti (tranne GB e il

Giappone costretto dai trattati inuguali). Il protezionismo è considerato da alcuni

necessario, ma un protezionismo troppo elevato ha effetti negativi.

I paesi a causa dell’esistenza del protezionismo tentavano di negoziare vantaggi

reciproci.

Questo è un periodo di mobilità di persone, soprattutto da Russia, Spagna e Italia, le

mete sono gli stati europei avanzati, L’America e l’Australia.

Anche i capitali si muovono, già da prima c’erano finanziamenti internazionali ma

aumentarono sostanzialmente.

Gold standard: corrispondenza metallo prezioso/banconota, si è preferito l’oro perché

lo preferiva la GB.

Si sostituirono le monete con le banconote e l’oro fu relegato nelle banche, l’oro però

non copriva la circolazione cartacea. Era un diritto convertire le banconote in oro,

questo per evitare l’eccessiva emissione di banconote. Non si potevano emettere

banconote oltre il limite fissato (che era un multiplo della riserva di lingotti). 5

Uno Stato che attraversa un periodo di crisi per avere capitali dall’estero deve offrire

una maggiore quantità di moneta nazionale, così la moneta si svaluta, ma lo Stato

estero non vuole quella moneta svalutata e preferisce essere pagato in oro. Se

diminuisce l’oro dalle riserva auree deve diminuire il denaro in circolazione (come

detto sopra) quindi i cittadini avranno meno denaro a disposizione, la domanda interna

cala, le importazioni diminuiscono e le esportazioni aumentano (per i prezzi bassi) così

entra capitale estero e si bilanciano i pagamenti.

Se un paese ha maggiori quantità d’oro e non aumenta la circolazione di banconota

crea difficoltà nei paesi in crisi, un paese può uscire dal gold standard.

Il gold standard è sempre stato abolito nei periodi di guerra, perché non è il gold

standard a garantire la stabilità ma è la stabilità a permettere l’esistenza del gold

standard.

Gli effetti del colonialismo sui paesi di origine: L’opionione diffusa era che il

colonialismo avesse effetti positivi sui paesi colonizzatori. Ma non era considerato il

rapporto costi-benefici per calcolare il guadagno netto. Prendiamo il caso della GB: le

colonie hanno un prezzo quindi è necessario sottrare i profitti ai costi, COSTI-PROFITTI

= GUADAGNO NETTO, poi CONFRONTATO il GUADAGNO NETTO delle colonie al

GUADAGNO fuori dalle colonie: il guadagno nelle colonie è superiore solo fini agli anni

Ottanta dell’Ottocento. Gli imprenditori avevano solo il guadagno e spingevano i

governi a tenere le colonie. A perdere soldi era la GB come paese e i cittadini che

pagavano le tasse. Aggiungendo a questi costi quelli della decolonizzazione possiamo

dire che la GB non ha avuto benefici economici dal colonialismo.

Otto – Le conseguenze sociali ed economiche della 1° guerra mondiale e della

pace di Versailles

La Prima Guerra mondiale ebbe molteplici motivazioni, alcune anche economiche,

queste motivazioni non avrebbero causato una guerra se gli Stati europei non si

fossero rifatti alla tradizione preindustriale di guerra come soluzione per arricchirsi e

acquisire territori, nell’età industriale la guerra non era un metodo per arricchirsi e

inoltre rallentava il processo industriale.

La guerra fu lunga e distruttiva, le spese militari furono pesanti, alla fine della guerra

si crearono nuovi problemi: inflazione, reinserimento dei militari, conversione delle

industrie di guerra in quelle di pace, ritorno al gold standard. Questi problemi

causarono tensioni sociali e politiche.

Effetti delle maggiori clausole del trattato di Versailles:

smembramento dell’impero asburgico e riorganizzazione dell’Europa: alla Germania fu

tolto una parte del suo territorio e dall’Impero furono create 10 nuove Nazioni. Queste

dovettero affrontare delle difficoltà dopo la loro creazione: 1. riforma agraria:

andavano ridimensionati i latifondi largamente popolati in queste zone, 2.

ridirezionamento del commercio: devono cambiare perché ora sono stati a se, devono

organizzare mercati interni ed esteri, 3.ricompattamento e ridimensionamento delle

infrastrutture: sono cambiati i confini territoriali, ci sono Stati che hanno infrastrutture

che si sono aggiunte con nuovi territori, 4. promozione dell’industria: per farlo tutti gli

Stati aumentarono i dazi e la tendenza si allargò in Europa.

Le riparazioni tedesche: la Germania alla fine della guerra doveva pagare una somma

riparatrice agli Stati vincitori. Ovviamente per la parte perdente era difficoltoso pagare

l’indennità di guerra ma l’entrata di questo pagamento destabilizzava l’economia dei

vincitori, Keynes aveva consigliato cancellare i debiti. Gli Stati Uniti però volevano

restituito il prestito fatto agli alleati che pretendevano il pagamenti tedeschi.

Dopo due richieste irragionevoli rifiutate, i tedeschi rifiutarono l’ ultimatum di Londra,

chiesero una proroga per il pagamento in denaro continuando quelli in natura.

Per questi pagamenti gli eserciti francese e belga invasero la Rurh perché volevano

controllare le forniture, la popolazione tedesca cessò di produrre.

L’inflazione si tramutò in iperinflazione e il sistema monetario tedesco crollò, quando

venne ricostruito venne organizzato un piano di pagamenti che prevedeva delle rati

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher josephfra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Bonazzoli Viviana.

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