Uno – Perché l'Europa generò la Rivoluzione industriale e la GB fu la prima
L'umanità ha vissuto per secoli con un regime economico basato su caccia e pesca, poi sviluppò l'artigianato e la pastorizia. Le civiltà stanziali portarono alla nascita di città e imperi, fino ad arrivare alla società industriale. La rivoluzione si sviluppò per prima in Europa che aveva le caratteristiche necessarie per la nascita di una Rivoluzione: clima, localizzazione geografica, risorse naturali, visione filosofica - religiosa del mondo. Le prime tre caratteristiche erano necessarie ma non sufficienti.
La visione filosofica religiosa doveva basarsi su tre principi: sacralità e inviolabilità dell'uomo, esaltazione della razionalità, superiorità dell'uomo sulla natura. Queste caratteristiche erano comuni all'Europa, alla Cina e all'Impero arabo. Ma in Europa erano meglio tutelate le libertà individuali, erano sviluppate le istituzioni culturali e l'autorità pubblica era più propensa allo sviluppo dei beni pubblici.
La rivoluzione si sviluppò per prima in GB, si trovava in una posizione favorevole (limanite, acque) e possedeva il carbone. Inoltre, la monarchia inglese era meno assoluta e il Parlamento aveva molto potere. La GB fu una delle prime potenze coloniali. Dal punto di vista economico, la GB aveva un'economia protezionista. Dal punto di vista culturale si sviluppò in GB la filosofia empirista e l'economia politica, si diffusero anche accademie, club e giornali.
Già nella seconda metà del Seicento si sviluppò la produzione meccanizzata in molti rami industriali. Fu creato il carbon coke, un prodotto affidabile e resistente. Fu inventata la caldaia a vapore, poi la macchina a vapore (fine Settecento). Si passò allo sfruttamento del sottosuolo (carbone, petrolio, gas, uranio) e la produttività aumentò perché questi prodotti non dipendono dal passare delle stagioni. La povertà diventa una responsabilità sociale.
Due – Modelli di imitazione della rivoluzione industriale inglese e il ruolo dello Stato
Gli altri stati europei imitarono la GB. Motivazioni: condividere la Rivoluzione, passaggio di informazioni che dimostravano la possibilità di realizzare innovazioni, spirito di competizione. Con la rivoluzione era cresciuto il divario tra GB e altri Stati.
Ci sono diverse teorie sulle modalità di imitazione degli altri stati:
- Imitazione senza differenze: Rostow teorizzò il passaggio da una società agricola ad una industriale, che avviene in cinque fasi: società tradizionale, transazione (prime produzioni, mutamento), decollo (nascono gli imprenditori che investono in modo da muovere l'economia), maturità (rallentamento della crescita), età dei consumi di massa. Questa teoria però non spiega il passaggio da una fase all'altra e i rapporti tra Stati.
- Imitazione con differenze: Gerschenkron analizza gli stadi “transazione” e “decollo” di Rostow. Per prima cosa è necessario dire che i primi a imitare la GB sono gli Stati più vicini. I paesi per poter recuperare sulla GB devono creare fattori sostitutivi. Quando il paese attiva questi fattori può decollare e il suo decollo può essere più rapido di quello del paese imitato, per il vantaggio dell’arretratezza (il paese può introdurre tecnologie già messe a punto da altri), potranno così raggiungerlo e anche superarlo.
- Pollard sostiene che a decollare economicamente non sia la Nazione ma la Regione. Solo in GB la Rivoluzione è avvenuta su tutto il territorio. Pollard inoltre concentra la sua attenzione al piano internazionale: ci sono eventi di risonanza intenzionale che interferiscono con lo sviluppo delle Nazioni (es. ferrovia, frutto della Rivoluzione in GB che è stata la molla per la Rivoluzione in Europa).
- Teoria delle istituzioni: North ha messo a punto una teoria secondo la quale chi è capace di avere istituzioni più efficienti porta a balzi in avanti nella storia economica.
Il ruolo dello Stato in campo economico: Lo Stato ha sicuramente un ruolo nell'economia, ma non è sempre lo stesso, sono state individuate tre tipologie rispetto all’azione di questo: Stato minimale (lo Stato dà una legislazione e fornisce alcuni beni), Stato ad economia mista (produce molti beni pubblici e sostituisce i privati), Stato massimale (ha tutte le responsabilità produttive).
Tre – I successi dell'Europa Centrale
I principali casi di successo:
- Belgio: ha caratteristiche simili alla GB (tradizione marittima, commerciale e manifatturiera + risorse naturali), inoltre contava su una migrazione di imprenditori. Il Belgio è un piccolo paese, costituito da due Regioni, che era stato governato da diversi Regni prima dell'autonomia del 1830. Lo sviluppo industriale iniziò nel settore della lana, poi delle miniere, poi delle macchine filatrici, poi si svilupparono le fabbriche metal meccaniche. L’industrializzazione si estese al lino, alle ferrovie e all’industria chimica. Un ruolo importante fu quello delle banche che detenevano i pacchetti azionari.
- Francia: alcuni pensano che la Francia avrebbe dovuto industrializzarsi per prima (più popolosa, mercato unificato dal Medioevo, agricoltura prospera, tradizione manifatturiera forte, crescita economica nel 700). In Francia la monarchia era più assoluta, l’aristocrazia poco orientata agli affari e la cultura meno diffusa. La Rivoluzione ebbe un andamento ciclico senza periodi di accelerazione senza quel decollo dovuto ai vantaggi dell’arretratezza. Con l’industrializzazione rimasero importanti l’industria della seta e della moda, crebbe l’industria meccanizzata del cotone e si sviluppò l’industria siderurgica. L’industria francese era più diversificata di quella inglese e più dispersa nelle campagne. Anche in Francia era importante il ruolo delle banche che finanziavano il commercio. Lo Stato fu poco interventista, appoggiò la creazione di infrastrutture e mantenne il protezionismo.
- Germania: la Germania era costituita da una pluralità di Stati. Il più grande e potente era la Prussia che non era però riuscita a modernizzare l’economia. Fu sempre la Prussia la prima ad aprirsi agli scambi internazionali. Gli altri Stati si aggregarono per abolire i dazi interni e adottare moderati dazi esterni. Lo sviluppo tedesco si colloca tra l’epoca delle ferrovie e quella della seconda Rivoluzione industriale, la Germania riuscì a sfruttare i nuovi settori industriali. Nella chimica svilupparono la carbochimica, che produceva intermedi dal carbone da cui si potevano derivare coloranti, esplosivi, medicine, nell’elettricità rivaleggiavano con gli USA, nell’acciaio erano i primi produttori in Europa. Le conoscenze necessarie per questi tipi di industrie erano più avanzate di quelle necessarie per le tecnologie passate, quindi la Germania si impegnò nella diffusione dell’istruzione. L’industria si sviluppò nell’ovest della Germania, l’est era ancora agricolo (teoria di Pollard). Le banche tedesche erano definite miste perché erano contemporaneamente banche commerciali e banche d’investimento.
Quattro – La parziale modernizzazione della periferia
- Impero asburgico: era costituito da territori diversi che si erano aggregati intorno a Vienna. Era un territorio poco adatto all’agricoltura, aveva un unico sbocco sul mare e le riserve di carbone erano poche. Dal punto di vista politico la servitù della gleba fu abolita tardi, come i dazi interni, inoltre la politica protezionistica limitò gli scambi. Si sviluppò prima l’industria leggera poi l’industria metal meccanica, elettrica e ferroviaria. Il sistema finanziario si basava sulle banche miste. Nella seconda metà dell’Ottocento, complessivamente tutte le zone erano cresciute, alcune più, altre meno, ma non si erano pareggiate le differenze iniziali (es. Austria più ricca).
- Russia: era povera e basava la sua economia per lo più sull’agricoltura. L’urbanizzazione era limitata, l’analfabetismo diffuso, eppure aveva la ferrovia più lunga in Europa e produceva più acciaio e elettricità della Francia, ma questo solo grazie alle sue dimensioni. La Russia aveva subito influssi dall’oriente e solo a cavallo tra Seicento e Settecento si aprì all’Europa. Dopo la sconfitta nella guerra di Crimea, Alessandro II abolì la servitù della gleba, incoraggiò la creazione di ferrovie e banche. L’industria legata alla ferrovia e alle armi decollò. All’inizio del 1900 la crescita si fermò, all’alba della prima guerra mondiale la Russia era comunque povera e lontana dal resto d’Europa. In Russia fu fondamentale il ruolo dello Stato (massimalista).
- Italia: l’Italia del Cinquecento ospitava attività manifatturiere avanzate ed era molto prospera, ma tra la frammentazione politica, l’insistenza sul lusso e lo spostamento dei commerci sull’Atlantico provocarono un declino, l’Italia era costituita da sette Stati e solo il Regno di Sardegna aveva dimostrato dinamicità politica ed economica. Dopo l’unificazione, l’Italia si modernizzò, ma non riuscì ad avere una banca centrale. I governi cercarono di investire nelle ferrovie ma il paese non decollava. Inoltre, l’Italia mancava di carbone e ferro. Con la creazione della prima acciaieria gli affari si risvegliarono. Anche se a questo seguì una crisi delle banche, il sistema finanziario fu basato sulle banche miste alla tedesca. Alla fine dell’Ottocento iniziò il decollo industriale che durò fino alla Grande Guerra. Lo sviluppo non fu però ai livelli di altri Stati europei perché l’Italia non è riuscita a sfruttare a pieno i vantaggi di arretratezza e soffriva di profondi squilibri regionali.
- Spagna: la Spagna aveva avuto un periodo di splendore nel Cinquecento, ma le politiche mal concepite la portano al declino, tanto da perdere le colonie. L’agricoltura era arretrata e l’istruzione carente. Solo la Catalogna e i Paesi Baschi si dimostrarono dinamici. L’industrializzazione continuò durante la seconda guerra mondiale ma fu interrotta dalla guerra civile. Alcuni pensano che il mancato sviluppo della Spagna sia legato al protezionismo.
Cinque – Il declino inglese e l'emergere di temibili competitori fuori dall'Europa: USA e Giappone
Come le potenze del passato, la GB non ha resistito al logorio della storia. Ma il suo è il primo declino in età industriale. Le motivazioni non sono politico-militari come in passato. Inoltre, la differenza rispetto al passato è che la GB ha continuato a crescere anche se con ritmi molto inferiori. Cause:
- Inizio precoce: i modelli di macchine adottati erano i primi e sono diventati obsoleti quando ancora erano funzionanti, mantenerli ha però significato perdere in competitività.
- Rigidità istituzionali: la GB dopo le innovazioni non seppe guardarsi intorno per ispirarsi ad altri. Questo aspetto può essere approfondito in tre aspetti:
- Finanza: la GB non rese efficiente la sua borsa, inoltre le banche erano troppo legate al finanziamento di attività internazionali.
- Istruzione: sistema pubblico di istruzione in ritardo e non si interessò all’istruzione tecnica.
- La grande impresa: non si impegnò verso forme manageriali delle imprese.
- Stato: si impegnò più nel colonialismo che nello sviluppo del paese.
- Peso della leadership:
- Colonie
- Sostegno del gold standard (per mantenere la stabilità internazionale)
- Predominio della City sugli interessi delle industrie
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