Il meccanismo demografico in età moderna e altro
Un'introduzione al contesto economico europeo
Questo documento dimostra che nel Medioevo non si pagava ancora con il baratto, contrariamente a quanto si pensa, vedendo il Medioevo come un’età “primitiva”. In alto è riportato un documento prodotto a Vicenza nel 1450, a sinistra sezione dare, iscrizione di un debito per l’acquisto di 20 pezze di tessuto a 18 ducati, a destra sezione avere, iscritte le varie voci di pagamento del debito, divise in più rate. Documento tenuto in partita doppia nel 1450 con pagamento a rate. Il venditore concede al debitore un respiro, pagamento dilazionato nel tempo. Pagamento regolato in maniera dilazionata, con accrediti diretti in conto corrente senza movimentazione di denaro liquido. 1435 primordiale forma di assegno: il debitore scrive al suo banchiere di pagare al creditore la somma stabilita attraverso addebito sul suo conto corrente.
L'ascesa economica europea
A partire dal 1400 l’Europa inizia a farsi economicamente sempre più forte. Inizia a prepararsi al decollo, processo lungo, lento, diversificato per aree, che parte dal Mediterraneo e poi passa in nord Europa. Partiamo dal 1400 perché solo nell’epoca da metà ‘300 a tutto il ‘500 l’Italia centro-settentrionale ha dominato il mondo economico conosciuto, può essere definita la vera lepre economica, poi si fa tartaruga nel ‘600 e ‘700 e infine macigno nell’800 quando soccombe sotto UK e Olanda. Processo lunghissimo dal tardo Medioevo, al Rinascimento, ai secoli successivi che porta l’ascesa dell'Europa.
La grande divergenza
Spirito critico, interpretazione di questo fenomeno non unitaria, accesi dibattiti. Fenomeno che descrive la capacità dell’Europa (dell’area più avanzata in particolare) di crescere a un punto tale che nessuno riesce a starle dietro.
- Secondo alcuni si manifesta solo in seguito alla rivoluzione industriale, quando la novità introdotta dall’innovazione tecnologica connessa all’uso di una nuova fonte di energia (vapore, utilizzato solo in EU) permette all’EU di fare un salto in avanti immane, mentre fino al XVIII secolo la Cina continuava a essere la principale economia mondiale.
- Secondo altri invece già da prima era l’Europa a coordinare il resto del mondo in un sistema economico mondiale costruito su misura dei suoi interessi (“europeizzazione” del mondo).
L’innovazione tecnologica introdotta a fine ‘700 segna il punto di non ritorno, da quel momento EU e mondo occidentale iniziano un processo di crescita che fa sì che tra loro e il resto del mondo si apra una forbice impossibile da chiudere, fino a quando emerge la globalizzazione finanziaria (ora convergenza economica, la forbice si sta chiudendo).
La piccola divergenza
Nel contempo avviene un progressivo cambio delle gerarchie tra i paesi EU. Fenomeno tutto intra-EU, anche il continente EU cambia la propria connotazione interna. Fino al ‘500 è l’area mediterranea, in particolare l’Italia, a guidare l’EU. Poi emergono UK e Olanda e il baricentro si sposta in Nord Europa. Spagna non diventerà mai la prima malgrado sia ricchissima. Il Giappone arriva a poter battere gli USA ma viene bloccato da un problema sociale: la natalità crolla e diventa il paese più vecchio al mondo, seguito dall’Italia.
Il meccanismo demografico
Fattore fondamentale per determinare la possibilità di crescita futura di un Paese, di essere innovativo e vincente rispetto agli altri, è l'andamento dinamico della popolazione determinato da:
- Natalità
- Mortalità
- Matrimoni (tasso di fertilità)
- Migrazioni
La natalità in età moderna (pre-industriale)
In ogni secolo il tasso di natalità è molto più elevato di quello attuale. In età moderna (XVI-XVIII secolo) il tasso medio di natalità in Europa è di circa il 5%, oggi si aggira sullo 0,97% (pur con zone più alte come la Francia). Così alto per bilanciare un tasso di mortalità pazzesco… si facevano tanti figli ma si moriva anche tantissimo (soprattutto nel primo periodo di vita). Il salto in avanti nella qualità di vita è avvenuto solo negli anni 1950, con abbassamento della mortalità infantile, miglioramento della dieta alimentare con effetti sulla aspettativa di vita.
Matrimonio
Fattore determinante in età pre-industriale, ora non più. Decisivo per poter andare a vivere insieme come coppia e avere figli. Concepimenti per la maggior parte all'interno del matrimonio, rarissime nascite fuori dal matrimonio e per precise tipologie di persone… se si restava incinta la famiglia imponeva di sposarsi. Il fattore matrimonio ha rilevanza anche perché permette di calcolare il tasso di fecondità, numero di figli che una donna può fare durante il suo periodo fecondo partendo dall'anno in cui si sposa… se ci si sposa presto il periodo è più ampio. Ora primo figlio in età più avanzata e senza correlazione con il matrimonio. Età al primo figlio cresciuta soprattutto negli ultimi anni.
La mortalità in età moderna
Altissimo tasso di mortalità ordinaria, mortalità infantile (entro il primo anno) tra il 15 e il 35% fino all’800 (in Italia vero cambiamento solo nel 1950… ora 0,66%). Si affianca anche una mortalità straordinaria e catastrofica:
- Guerre, causa di mortalità indiretta, per la distruzione causata dal passaggio degli eserciti che distruggono i raccolti, ammazzano il bestiame, propagano le malattie… la WW2 è stata la prima guerra a causare un’enorme mortalità tra i civili con le armi di distruzione di massa, chi moriva nella WW1 (non soldato) non moriva per le armi ma per l’influenza spagnola.
- Epidemie, si presentano periodicamente, conseguenze devastanti, in EU le più devastanti sono state la peste nera di metà ‘300 (1348 Italia, Boccaccio) e la peste del 1630-31 (Manzoni, facilita la piccola divergenza colpendo più pesantemente il mondo mediterraneo).
- Carestie, legate all’incapacità di creare stock alimentare, per un certo periodo in EU si pratica per la maggior parte un’agricoltura estensiva, si supera solo con l’arrivo di mais e patate dagli USA.
Andamento demografico EU nel Medioevo
Tra XI e XIV secolo in Europa si ha una fase di crescita demografica, con un aumento del 70% della popolazione, che la avvicina al livello di alcune aree dell’Asia (più densamente popolata). Questa fase si blocca con lo scoppio della peste nera di metà ‘300. La popolazione crolla, EU perde il 30% della popolazione. Non si sapeva il motivo per cui scoppiavano le epidemie, l’unico modo per combatterle era abbassare la densità abitativa (es i ragazzi del Decameron) -> distanziamento covid. Questa espansione poi continua, malgrado altre fasi di crisi demografica come la peste del ‘600. Crescita tra XI e XIV secolo, crollo con la peste nera, ripresa all’inizio lenta ma continua -> uno dei fattori che portano l’EU a imporsi sul resto del globo è la sua capacità di essere abitata da una popolazione giovane e in crescita (non caratteristica di altre zone). Il peso della popolazione europea nel contesto globale è cresciuto, si impone come una delle zone più abitate, con una popolazione giovane e vigorosa, pronta a dare l’assalto alla crescita economica. Questo sviluppo demografico influenzerà anche la crescita agricola.
Andamento demografico in età moderna
Nel lungo periodo questo andamento è un trend di crescita, ma non è statico e uniforme, con alcuni episodi significativi di crolli demografici in particolari zone. Peste, crisi di sussistenza (superate con i prodotti americani), guerre (guerra dei trent’anni blocca il mercato tedesco). Altro tema mai letto in termini economici: riforma protestante e controriforma cattolica. Rapporto tra economia e religione importantissimo, da prendere con le pinze, fondamentale per capire le zone in cui c’è più o meno crescita economica. Dove c’è tolleranza, la crescita economica è più facile. Dove c'è intolleranza, è facile che la crescita economica si blocchi. Es calvinismo pone il successo economico come esempio di essere un buon cristiano, mentre il cattolicesimo condanna la pratica di affari, il calvinismo apre agli affari -> i paesi nord-eu sono più propensi ad aprirsi, i paesi mediterranei tendono a chiudersi. MA i protestanti prestano scarso aiuto agli ultimi, perché se hanno fallito è anche colpa loro.
I calvinisti/chi si è aperto alla riforma protestante scappa da Italia e Spagna e va verso i paesi nord europei… sono per la maggior parte uomini d’affari internazionali, artigiani, persone più vivaci da un punto di vista economico -> privano delle forze migliori l’area mediterranea (“fuga dei cervelli”). Crescita della città di Vicenza nel periodo palladiano legata alla grande tolleranza religiosa (grandissima presenza di calvinisti, uomini d’affari).
Focus sull'Italia
Risente dello spostamento demografico e dell’asse economico dall’area mediterranea al nord Europa, sia per la tolleranza che per la presenza demografica: in Italia peste + santa sede. La peste determina un pesante crollo della popolazione italiana, il vuoto creato dalla peste del 1630 viene recuperato in modo lento, e tanto non nelle città quanto più nelle campagne.
La crescita demografica europea
Nel ‘500 tutte le regioni europee hanno significative crescite demografiche. Tra XVII e XVIII sec l’andamento muta… crescono di più i paesi nord europei (elemento centrale per capire l’emergere delle potenze atlantiche, UK e Olanda tra tutte). C’è chi fa il boom UK, chi si difende Francia (non è mai ultima né prima, ma c’è sempre costante), chi ha il fiato corto Italia, chi fatica Germania (non riesce a recuperare la popolazione tra ‘600 e ‘700, stato ancora diviso e molto complesso). Notare: Francia esiste come stato dal ‘300, Italia e Germania no. Di base, nessuno si trasferisce dove pensa di vivere peggio.
L'Europa delle città
La stragrande maggioranza della popolazione europea in età pre-industriale vive in campagna, una minima percentuale variabile tra il 15 e il 25% vive in città… ma EU è il continente più urbanizzato dell’epoca (ritenendo città i centri urbani con oltre 10.000 abitanti). È la rivoluzione industriale a ribaltare la situazione fino a far prevalere la popolazione urbana (in UK nel 1850, Italia nel 1950… un secolo dopo). Molto più urbanizzata l’Europa occidentale dell’Europa orientale. All’interno della EU occidentale con le trasformazioni demografiche si verificano dei cambiamenti sulla presenza delle città, che aumentano al nord e diminuiscono nell’area mediterranea. Nel ‘500 molte città grandi sono italiane, fra ‘600 e ‘700 sono inglesi e olandesi.
- Nel ‘500 le principali città europee sono Venezia, Milano, Napoli, Parigi e Roma più tardi (con Brescia e Verona tra le prime 20).
- Nel ‘600-700 Venezia rimane stabile, mentre le città del nord EU scoppiano.
Il fulcro degli interessi economici si sposta dalla zona mediterranea al nord. Tra 1600 e 1750 il tasso di urbanizzazione cresce molto in nord EU, mentre la crescita è irrisoria nell’area mediterranea.
Agricoltura in età moderna
Cambiamenti nel settore agricolo
Il cambiamento che avviene in campo agricolo ha rilevanza per spiegare il gioco del rapporto tra domanda e offerta: l’aumento della popolazione determina un aumento della domanda -> necessario che l’offerta si adegui. Fenomeno che riguarda i secoli indietro ma ha ripercussioni nel mondo contemporaneo (ci sono zone del mondo in cui questo equilibrio non è tuttora raggiunto, sia per abbondanza che mancanza di offerta). Prendere in esame l’andamento della curva demografica per vedere le due fasi di crescita, tra XI e XVI sec e quella tra XVI al XVIII sec… come si reagisce all’aumento della popolazione? Nella prima fase la popolazione è cosi limitata nei numeri, che basta cercare nuove terre da coltivare per aumentare la produzione, anche tramite alcune innovazioni in campo agricolo:
- Aratro pesante permette di andare più in profondità e ottenere quantità di prodotti più elevate.
- Passaggio alla rotazione triennale, aumenta la produzione anche perché si hanno tre campi che producono, non più due, ottenendo tre raccolti.
Produzione e distribuzione
Alcune aree d’Europa iniziano a specializzarsi in specifiche produzioni agricole specifiche, non replicabili ovunque (olivo, agrumi, a sud, lino e canapa al nord)… cereali e vino alla base della alimentazione. La stragrande maggioranza della popolazione si può nutrire solo di cereali, la carne è poca e costa (una mucca morta dà carne, una mucca viva dà latte e fertilizzante… importantissimo fino alla fine dell’800 con l’avvento dei fertilizzanti chimici grazie alla rivoluzione industriale in campo chimico).
Perù con altissime scogliere dove nidificano uccelli, a fine ‘800 si arricchisce con il commercio del guano a livello globale.
Peste nera 1347-50
Crollo del 30% della popolazione europea, non c’è più bisogno di cercare di aumentare la resa, il rapporto domanda-offerta non è un problema (al limite può esserci offerta in esubero). Fase di ridimensionamento dei terreni coltivati fino a metà ‘400.
Regime del suolo e rapporti di lavoro nelle campagne
Divisione di carattere demografico ed economico-agricolo tra Europa dell’Est e dell’Ovest, divise idealmente dal fiume Elba, che non è grande, ma si ritiene come divisione:
- Ovest pressione demografica forte, necessità di una agricoltura che risponda a una domanda alimentare sostenuta (agricoltura intensiva adottata precocemente in UK e Olanda).
- Est pressione demografica leggera, steppa, aree disabitate, ok agricoltura estensiva al massimo (si produce comunque più di quanto è necessario)… rifeudalizzazione.
Divisione importante fino all’800 (e in parte nel ‘900). A ovest emerge la necessità di aumentare la resa, quindi anche laddove è rimasta la coltivazione estensiva prendono piede delle innovazioni nei metodi e anche in campo contrattuale (es superamento della servitù della gleba, si accelera la dissoluzione del vecchio regime fondiario). Notare che l’Italia rappresenta entrambe le caratteristiche, con un progresso nella gestione delle terre al Nord mentre al Sud continua a vigere un sistema latifondista.
La crescita demografica del Cinquecento
La popolazione riprende a crescere, in maniera sempre più sostenuta a partire dal ‘500. Crescita nettamente superiore a quella della prima fase = fortissima crescita della domanda di prodotti alimentari = crescita dei prezzi, leggera a inizio secolo e poi sempre più importante nel corso del secolo. Disallineamento sempre più marcato tra domanda e offerta. La popolazione si nutre ancora di cereali e vino. Cereali: frumento (si ma costa, pane bianco nelle tavole di chi ha soldi), il resto della popolazione consuma cereali di mistura (miglio, avena, segale).
Perché l’offerta non si adegua alla domanda?
- Si predilige l’agricoltura estensiva, puntando alla messa a coltura di nuovi terreni (andava bene per il primo periodo, ora si continua a estendere coltivando terreni marginali, non buoni per l’agricoltura, con rese inferiori).
- Non si investe per aumentare la produttività dei terreni preoccupati dalla diminuzione della forza lavoro determinata da un passaggio all’agricoltura intensiva e per il relativo aumento dei vagabondi… chi viene dismesso dalle campagne non ha ancora un lavoro certo in città (avverrà con la rivoluzione industriale)… si era cioè più preoccupati per le conseguenze sociali che per l’incapacità di ottenere un rapporto adeguato tra domanda e offerta.
Intensificare la produzione = espellere manodopera = dover trovare una attività alternativa (non ancora facile prima della rivoluzione industriale) = vagabondaggio. I Paesi che hanno abbracciato l’agricoltura intensiva riescono a far fronte alla cospicua crescita demografica, mentre altri come l’Italia che sono rimasti all’estensivo si trovano a non avere stock alimentari adeguati, base del fenomeno emigratorio di metà ‘800 (attenzione, questo ha leggermente migliorato le condizioni di chi è rimasto in Europa).
Espansione delle aree coltivate
- Espansione delle coltivazioni verso l’est Europa, poco abitato, permette di aumentare la produzione senza avere una densità demografica tale che lo consumi tutto… diventa il granaio d’Europa (grande disponibilità di terreni e scarsa densità demografica, produzione agricola eccedente rispetto alla popolazione) ed esporterà grani in tutta Europa (come il successo dei grani dagli USA).
- Abbattimento di boschi e foreste per creare nuovi terreni.
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