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Cos'è l'Europa?

È un'area determinata da fattori geografico-culturali: a ovest, sud e nord è delimitata dal mare mentre ad est il confine è meno netto ma determinato dall'espansione dell'islam verso ovest e dal cristianesimo verso est. Nonostante non sia mai stata un'entità statuale è corretto parlare di Europa in quanto tutte le popolazioni in esso contenute sono sempre state interconnesse politicamente, economicamente e culturalmente.

Perché la rivoluzione industriale si è localizzata in Europa?

In generale le società più dinamiche sono quelle che si sono sviluppate in aree dal clima mite e con acque che facilitavano il trasporto e l'irrigazione. Questo però non basta perché in molte aree "favorevoli" vi sono popolazioni che non hanno saputo sfruttare le opportunità offerte dalle risorse disponibili come ad esempio l'America del Nord che fino al XVI secolo è stata popolata da civiltà seminomadi. L'aspetto determinante è la visione filosofico-religiosa, l'organizzazione della società che ne deriva ma soprattutto da una successione di eventi, anche casuali, che possono aver precluso una strada piuttosto che un'altra seppur ugualmente valida.

Confronto tra Cina, mondo islamico ed Europa

Confrontando Cina, mondo islamico ed Europa è evidente che il governo assolutistico cinese e islamico abbia rallentato il progresso evolutivo dell'economia.

Cina VII-XVI Mondo islamico VIII-XVI Europa XI-XVI
Libertà Governo assolutistico Governo teocratico Città-stato autogovernate dai mercanti
Burocrazia Status alto Confini mobili Frammentazione politica
Mercanti Status basso No potere politico Organizzazione dell'impresa funzionale
Caste Imprese di clan familiari Ordine generale Frammentazione politica
Esercito Solo difesa Guerre di conquista Per autonomie e conquista
Giustizia Arbitrio imperatore Arbitrio élite Impersonale, basata su codici
Tasse Leggere, spesso imprevedibili Grande capacità fiscale Sempre in aumento
Beni pubblici Alcuni Pochi Sempre in aumento

In Europa la mancanza di ordine politico ed economico su vasta scala ha creato un ambiente fondamentalmente favorevole alla crescita economica. In questo ambiente competitivo e decentrato sono state percorse molte strade e la chiave del successo è stata la varietà delle opzioni praticate che ha rafforzato la probabilità che alcune delle soluzioni adottate potessero produrre una crescita economica.

Perché l'Europa generò la rivoluzione e la G.B. fu prima

Elementi esplicativi sono stati: clima, localizzazione geografica, risorse naturali, visione filosofico-religiosa del mondo e l'organizzazione della società. Il vero ruolo strategico nel determinare il dinamismo delle società fu giocato dalle visioni filosofico-religiose, di cui ricordiamo tre principi fondamentali:

  • Persona umana come valore sacro e inviolabile.
  • Esaltazione dello spirito come razionalità: da questo nascono la filosofia, la scienza e l'istruzione.
  • La superiorità dell'uomo sulla natura: l'homo faber, l'uomo creativo che non subisce la natura ma la modifica a suo uso.

Le società agricole particolarmente dinamiche tra il VII e il XVI secolo erano l'Europa, la Cina e l'Impero Arabo; tutte e tre, pur se con culture e religioni diverse, possedevano gran parte dei requisiti per lo sviluppo, ma solamente nell'Europa preindustriale le libertà individuali vennero ad essere maggiormente tutelate, attraverso pluralità di istituzioni politiche e di istituzioni in campo culturale.

Una giustizia codificata e oggettiva, un'autorità pubblica sempre più in grado di far rispettare le leggi e la libertà di pensiero e di intrapresa furono alla base del progresso economico. L'Europa si segnala anche per la più elevata propensione delle autorità pubbliche ad assumersi responsabilità di produzione di beni e servizi; pertanto non era conveniente produrre da parte dei privati, a loro sostegno. A questo scopo venivano utilizzati i contributi della popolazione ("no taxation without representation").

Nacquero le istituzioni politiche ed economiche per la rivoluzione industriale: banca e pratiche bancarie, partita doppia, assicurazione, commenda, servizio postale (XV secolo), Borsa (Anversa 1531), brevetto (G.B. 1624), codici di commercio (che portarono all'istituzione di Camere di Commercio).

La Gran Bretagna riuscì a riunire più rapidamente degli altri Paesi europei il maggior numero di quelle condizioni favorevoli alla crescita. La monarchia divenne meno assoluta a partire dalla Magna Charta del 1215, la quale limitava notevolmente il potere del re. Verso la fine del '600 il Parlamento assunse il controllo diretto della finanza pubblica, istituì un debito pubblico distinto dalle finanze del re e fondò la banca d'Inghilterra (1694). Fu sviluppata in modo originale la "common law", che si basava sulle consuetudini rafforzando sempre più la protezione degli interessi dei privati, ma anche della collettività e dello Stato stesso.

Da qui derivano forme di privatizzazione come gli "enclosures" e gli atti di navigazione. Nel 1721 fu effettuato il "Colico Act" per stimolare la produzione cotoniera inglese e limitare l'import di cotone indiano; a Londra si svilupparono le "merchant banks", che fornivano capitale per i commerci e le attività internazionali. Si sviluppò inoltre la filosofia inglese in senso empiristico e la filosofia dell'economia politica con Adam Smith; solo la Svezia era in condizioni migliori di quella inglese.

Nel 1698 venne costruita la prima pompa a vapore (Thomas Savery) impiegata nelle miniere; nel 1782 Watt e Boulton producevano la prima macchina a vapore; nel 1785 iniziò l'utilizzo della macchina a vapore nelle industrie (tessile e ferro); nel 1801 Richard Trevithick costruì la prima locomotiva. Il passaggio dal prevalente sfruttamento del suolo all'uso intensivo del sottosuolo ebbe effetti di innalzamento della produttività mai visti prima. Da considerare è che nessuna delle invenzioni importanti della rivoluzioni richiese basi scientifiche diverse da quelle già esistenti nell'Impero romano.

Modelli di imitazione della rivoluzione industriale inglese e ruolo dello stato

Sono tre i fattori che determinano il processo di imitazione da parte degli altri Paesi europei:

  • La condivisione con la Gran Bretagna di molti degli elementi che avevano portato alla rivoluzione.
  • Il passaggio rapido delle informazioni.
  • Lo spirito di competizione che ha sempre animato le nazioni europee.

"Il Paese che è industrialmente più sviluppato mostra a quelli che sono indietro l'immagine del proprio futuro" (Marx).

Rostow nel 1960 produsse una teoria a stadi del processo di trasformazione da società agricola a industriale:

  1. Società tradizionale: il sistema economico è bloccato su trend di stagnazione.
  2. Transazione: ad un certo punto la società produce innovazioni, con la nascita dei primi imprenditori.
  3. Decollo (take-off): gruppi consistenti di imprenditori accelerano dal punto di vista macroeconomico l'intero sistema.
  4. Maturità: quando l'intero sistema si è modernizzato, si entra in una fase di rallentamento della crescita per la diminuzione di opportunità di investimento.
  5. Età dei consumi di massa: terminati gli investimenti il potere d'acquisto può essere distribuito per il consumo.

La teoria di Rostow non è però in grado di spiegare come si passa da una fase all'altra, in che modo si forma l'imprenditorialità ed ignora completamente l'intervento dello Stato e dell'economia internazionale.

Il russo Alexander Gerschenkron propose la teoria "dell'imitazione con varianti" che si focalizza sulle fasi della transizione e del decollo, cercando i meccanismi che permettono ai "ritardatari" di iniziare il processo di sviluppo. Viene introdotto il concetto di arretratezza relativa, che pone i Paesi ad una certa distanza dalla Gran Bretagna; il Paese più vicino è quello che ha la maggior probabilità di poter imitare senza ritardi e senza importanti varianti.

La differenziazione dei processi di imitazione si ha quando i Paesi trovano fattori sostitutivi agli originali prerequisiti inglesi. Gerschenkron nota anche i "vantaggi dell'arretratezza" che permettono al Paese emergente uno sviluppo più rapido di quello del leader che fornisce direttamente le innovazioni senza tutto il processo di sperimentazione. Infine Gerschenkron accenna al fatto che, decollando in tempi successivi quando la tecnologia era profondamente mutata, i settori-guida nei Paesi ritardatari non furono gli stessi della Rivoluzione Industriale.

Nel 1981 Pollard ribadisce che non è la nazione ma la regione che decolla economicamente (area, più o meno grande, di attività economiche interconnesse attorno ad un centro propulsivo; spesso non coincide con l'unità amministrativa). Il secondo richiamo Pollardiano è quello dell'interferenza; con il concetto di "differenziale della contemporaneità" sottolinea che vi sono eventi di tale risonanza internazionale che interferiscono nelle decisioni delle politiche dei Paesi, talvolta in modo positivo, talvolta in modo negativo (esempio della ferrovia).

Le istituzioni sono un insieme di regole che presiedono il modo in cui individui e gruppi cooperano e competono per raggiungere i loro obiettivi; Narth vede tutti i balzi in avanti della storia economica come il risultato di azzeccati cambiamenti istituzionali. Questa teoria fu però notevolmente criticata. Secondo Pollard lo Stato è tanto più benefico tanto più è assente, mentre per Gerschenkron lo Stato è spesso un fattore sostitutivo per il decollo. L'importanza della spesa pubblica è andata aumentando notevolmente nel tempo e soprattutto nel XX secolo.

Tipologia tripartita per identificare lo Stato:

  • Stato minimale: garantisce difesa e "low and order" (anche difesa della concorrenza), fornisce qualche bene pubblico indispensabile come la moneta e la banca centrale.
  • Stato ad economia mista: oltre a fornire i servizi dello Stato minimale produce molti altri beni pubblici, mentre assume ruoli di "supplenza" del privato in tante aree di intervento, spesso a seguito di fallimenti di mercato (esternalità, monopoli naturali…).
  • Stato massimale: lo Stato assume tutte le responsabilità produttive; è un modello estremo che nega le radici del capitalismo, eliminando sia il mercato sia la libertà di intrapresa.

Il modello storico di Stato che prevale fra i Paesi avanzati occidentali è quello ad economia mista.

I successi dell'Europa centrale

Belgio

Il Belgio era il Paese con una dotazione di risorse più simile all'Inghilterra; è un piccolo Paese costituito da due regioni: le Fiandre e la Vallonia, rispettivamente di lingua olandese e francese, unite dalla capitale Bruxelles. Si rese regno autonomo nel 1830 dopo una rivoluzione che tuttavia non aveva impedito di sviluppare l'industria sul modello inglese; in ordine cronologico: lana (inizio XVIII secolo), carbone, macchine filatrici, cotone, lino, zucchero, vetro, navi, ferrovie e chimica. Per rafforzare e coordinare questa intensa attività imprenditoriale vennero create banche che rivelarono ben presto un notevole dinamismo. Fu così che nel 1840 il Belgio era il Paese più industrializzato e così rimase fino alla prima Guerra Mondiale.

Francia

Perché la Francia non fu prima nell'industrializzarsi? Nel '700 era un Paese molto più popoloso dell'Inghilterra, con un mercato interno grande e unificato già dal Medioevo, un'agricoltura prospera, una buona tradizione manifatturiera ed una crescita economica nel '700 compatibile con quella inglese. Purtroppo i livelli di diffusione della cultura erano molto bassi, la distribuzione del reddito era polarizzata ed aristocrazia e monarchia erano più assolute e molto meno orientate agli affari. Anche se la Francia non possedeva abbondanti e superficiali miniere di carbone, furono soprattutto fattori istituzionali a rallentare lo sviluppo francese (nel 1851 il 64% della popolazione era costituito da contadini).

Tuttavia un certo sviluppo ci fu, soprattutto nei settori tradizionali come la seta e la moda; crebbero l'industria meccanizzata del cotone, la moderna industria siderurgica, le raffinerie di zucchero, le illuminazioni a gas, le industrie del vetro, la ceramica, la carta e la gomma. Poi iniziò l'epoca delle ferrovie, dell'elettricità e dell'automobile, che posero il Paese come leader d'Europa; particolarmente prospera fu la "belle époque". L'industria francese era molto più diversificata di quella inglese, ma più dispersa nelle campagne, quindi di dimensioni ridotte se non era localizzata nei dintorni di Parigi.

All'inizio c'era solamente la "Haute banque parisienne" che finanziava il commercio e gli investimenti internazionali; fu solo con Napoleone che furono creati nuovi istituti finanziari, i quali nel 1872 videro la nascita della "Banque de Paris et des Pays Bas" (Paribas). Lo Stato era di tipo minimale appoggiando alcune infrastrutture, il protezionismo ed una serie di importanti scuole superiori tecnico-professionali.

Germania

La Germania conservò a lungo le proprie tradizioni localistiche, restando nel '700 frammentata in una pluralità di staterelli (400), fra cui solo uno dominava per dimensione e potenza, la Prussia. Nonostante la disponibilità dei bacini carboniferi della Ruhr l'area non decollava, e fu la Prussia nel 1818 ad abbassare le barriere doganali per favorire il commercio internazionale, giungendo all'unione doganale nel 1833; fu comunque dopo l'unificazione nel 1871 che la Germania ebbe il suo vero e proprio decollo, rapido e sostenuto.

Esso si colloca a cavallo tra l'epoca delle ferrovie e delle acciaierie e la seconda Rivoluzione Industriale, basata su elettricità, chimica organica e motore a scoppio. Nonostante richiesero notevoli investimenti, la Germania sfruttò al massimo le potenzialità di questi nuovi settori. Le banche tedesche avevano un funzionamento del tutto innovativo: erano allo stesso tempo banche commerciali e banche d'investimento, che incanalavano verso il credito a lungo termine sia i propri capitali sia i depositi dei clienti; per questo motivo furono chiamate "miste". Venivano chiamate anche banche "universali" perché offrivano alle imprese dei clienti e numerosi altri servizi; queste banche divennero molto potenti, costituendo un vero e proprio predominio poiché spesso possedevano parte del capitale di altre banche e di molte imprese. Per far fronte a crisi temporanee necessitavano di una banca centrale molto più interventista della Bank of England o della Banque de France e così infatti si comportò la Reichsbank.

Acciaio, elettricità e chimica, oltre ad una buona industria delle macchine, furono i settori portanti dell'industria tedesca; all'alba della prima Guerra Mondiale la Germania deteneva i ¾ di tutte le esportazioni chimiche del mondo e non aveva rivali. Le imprese erano di grandi dimensioni e tutte collocate nell'industria pesante, facilmente convertibile in industria di guerra. La Germania si dotò di un efficiente sistema pubblico di scuole tecniche secondarie e di politecnici a livello superiore, producendo un notevole numero di ingegneri e un'imponente "circolazione di cervelli".

I tedeschi furono anche i primi ad adottare un sistema di previdenza sociale gestita dallo Stato e generalizzata a tutti i lavoratori. Tra il 1883 e il 1889 vennero introdotte assicurazioni obbligatorie sotto il controllo pubblico contro gli infortuni sul lavoro, l'invalidità e la vecchiaia, permettendo così un ordinato svolgimento dell'industrializzazione.

La parziale modernizzazione della periferia

Impero Asburgico

Nell'800 riuniva 11 diverse nazionalità con le rispettive lingue; il territorio non era molto favorevole all'agricoltura e l'unico sbocco al mare era Trieste. L'entità politica non riuscì a tenere il passo, ritardando di anni riforme applicate da altri stati precedentemente (servitù della gleba 1848, abolizione dazi interni 1850); inoltre il poco commercio era concentrato con la Germania (dalla quale imitò il sistema finanziario) e una politica protezionista limitava l'attività verso gli altri stati. Lo sviluppo industriale privilegiò l'industria leggera e meno quella metalmeccanica; le aree dell'impero crebbero chi più chi meno, ma nel complesso erano inferiori agli altri stati. Vi erano due aree a buon livello di sviluppo (l'Austria e la zona ceca) mentre tutto il resto si collocava fra le aree più arretrate d'Europa.

Russia

Alla vigilia della prima Guerra Mondiale la Russia era ancora molto arretrata, con il 75% della popolazione impiegato in agricoltura, il 72% erano analfabeti e solo il 15% viveva in aree urbane; eppure la Russia vantava il maggior numero di chilometri di ferrovia e produceva acciaio ed elettricità tanto quanto la Francia. La Russia era stata notevolmente influenzata dall'assolutismo orientale e fu solo lo...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaya098 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Chiapparino Francesco.
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