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deficit, il paese non riceve abbastanza valuta estera per effettuare i propri pagamenti esteri.

2. IL GOLD STANDARD

Il funzionamento di un’economia internazionale diventata sempre più complessa , senza organismi

internazionali di supervisione, è stato reso possibile attraverso la diffusione di un sistema monetario

internazionale noto come (regime aureo). Ma per comprendere meglio gli elementi

GOLD STANDARD

essenziali di tale sistema va ricordato che fin dal medioevo si era sviluppato nei vari paesi europei uno

metallo prezioso/banconote.

standard misto di circolazione monetaria: Alcuni paesi utilizzavano 2

metalli (oro/argento), e lo standard si chiamava , invece altri utilizzavano solo l’oro o

BIMETALLICO

l’argento e si chiamava .

MONOMETALLISMO

1717 in Gran Bretagna

L’inizio del gold standard si fa risalire al quando Isaac Newton , responsabile della

fissò il prezzo dell’oro.

zecca, Dato che il paese leader, che era la Gran Bretagna, preferì l’oro, al livello

internazionale nella seconda metà dell’800 entrò in funzione il monometallismo aureo.

In principio vi erano in circolazione solo monete metalliche, ma con il diffondersi delle pratiche bancarie

(tratte, cambiale e banconote) più facili da moltiplicare, aveva allontanato il metallo come <<riserva>> in

lingotti nelle casseforti delle banche, e tale riserva non copriva interamente la circolazione cartacea.

Uno dei cardini (principi) del sistema restava il della carta-moneta in metallo

DIRITTO DI CONVERTIBILITÀ

prezioso, che serviva per impedire l’eccessiva emissione. Per aumentare la circolazione cartaceo bastava

acquisire più metallo prezioso, invece quando il metallo prezioso diminuiva si doveva restringere la

circolazione cartacea. Inoltre, dato che si trattava di un sistema fiduciario si reggeva sulla corretta

applicazione delle , altrimenti vi erano lunghe file agli sportelli per la conversione

REGOLE DEL GIOCO

portando il sistema al collasso e l’uscita dalla convertibilità. Tutto ciò che abbiamo detto riguarda il

funzionamento interno di ciascun paese.

a livello internazionale.

Ora vediamo il gold standard

Quando in un paese le cose non vanno bene e vi è un deficit nella bilancia dei pagamenti, il paese ha

difficoltà ad avere sufficienti quantità di moneta straniera e offrirà più moneta nazionale per acquisirla,

portandola alla svalutazione. Però dato che vi è un regime di convertibilità, chiunque debba essere

pagato con quella moneta preferirà essere pagato in oro per evitare una perdita di cambio. Quindi il

paese vedrà le sue riserve di oro diminuire ( ), a questo punto scattano le regole del

DEFLUSSO DI ORO

gioco. Con una riserva diminuita, il paese deve diminuire la circolazione cartacea, con una restrizione del

credito e un innalzamento del tasso di interesse. A sua volta queste manovre faranno restringere la

domanda interna, abbassare i prezzi, mentre gli alti tassi di interesse attireranno capitali esteri. Tutto

questo porta a un riequilibrio della bilancia dei pagamenti e impedisce l’effettiva svalutazione della

moneta.

Il meccanismo funziona se la bilancio dei pagamenti è in avanzo; cioè, un e

AFFLUSSO DI ORO

un’espansione della circolazione cartacea porta alla condivisione dell’onere del riaggiustamento tra

paese in deficit e paese in avanzo. Va notato che se il paese in avanzo ama aumentare le sue riserve e

non seguono le regole del gioco, creano maggior difficoltà al paese in deficit che è costretto a sostenere

da solo l’onere del riaggiustamento.

Ma a questo punto ci si chiede perchè il mondo non è rimasto con questo sistema? Intanto occorre

un’economia internazionale non turbata da eventi traumatici per permettere il corretto funzionamento

15

del sistema, infatti quando vi sono stati lunghi periodi di guerra il gold standard è stato sempre abolito.

Infine, alcuni studiosi hanno concluso che sono stati i periodi di grande stabilità a permettere il gold

standard e ha contribuito a mantenerla.

E’ noto che un sistema di cambi fissi lega la politica monetaria e fiscale di tutti i paesi che ne fanno parte

a quella del suo leader, ma innanzitutto bisogna trovare il leader che sa reggere il peso dell’intero

sistema monetario internazionale se no il meccanismo si inceppa. Il gold standard classico è stato

sostenuto dalla .

STERLINA INGLESE 1944 a Bretton Woods,

Un altro episodio di gold standard accadde nel ma sostenuto dal dollaro

E

americano e fu chiamato , perchè la maggior parte dei paesi non possedeva

GOLD XCHANGE STANDARD

sufficienti riserve di oro, ma di dollari, e solo attraverso il cambio con il dollaro poteva accedere all’oro.

Ma alcuni problemi alla fine degli anni 60 hanno messo fine al sistema. Questi problemi sono legati

ha un suo mercato.

all’oro, che Quando è scarso il p rezzo aumenta e viceversa se è abbondante. Le

miniere di oro sono limitate e sono scoperte con ritmi che non sono collegati all’espansione dell’attività

economica. Quindi il gold standard non mantiene i prezzi fissi: quando c’è poco aumento di oro, anche la

moneta in circolazione aumenta poco, e se le attività economiche aumentano, i livelli dei prezzi

diminuiscono ( ); quando c’è forte immissione di oro e la moneta in circolazione aumenta più

DEFLAZIONE

che proporzionalmente all’aumento delle attività economiche, il livello dei prezzi aumenta ( ).

INFLAZIONE

Nel 1973 si capì che si poteva mantenere la stabilità dei cambi anche senza l’oro e il gold standard venne

definitivamente abbandonato.

3. GLI EFFETTI DEL COLONIALISMO SI PAESI D’ORIGINE

8° capitolo: LE CONSEGUENZE SOCIALI ED ECONOMICHE DELLA 1° GUERRA

MONDIALE E DELLA PACE DI VERSAILLES

Le ragioni che portarono alla 1 guerra mondiale sono molte: il dissenso franco-tedesco sul possesso

dell’Alsazia e della Lorena (per interessi economici), il successo e l’espansionismo delle imprese

tedesche, i contrasti nei Balcani fra tutte le principali potenze. Ma nessuna di queste motivazioni era

sufficiente a scatenare una guerra, se non fosse che ormai la convinzione che la guerra era uno

strumento valido per far prevalere un’egemonia e acquisire nuovi territori.

Nell’epoca industriale tale convinzione andò si perdendo in quanto i modi per arricchirsi erano altri, e la

guerra diventò solo uno strumento per distruggere il capitale fisso e creare scompiglio nei mercati. La

convinzione però si diffuse tardi in Europa e soprattutto in Germania.

La 1° guerra mondiale fu lunga e distruttiva; le finanze dei paesi furono messe a dura prova , alcuni

governo fecero ricorso della stampa di carta-moneta con un conseguente processo di inflazione.

I principali problemi del dopoguerra (riaggiustamento dei conti pubblici, l’inflazione, conversione delle

industrie da guerra a quelle di pace) furono affrontati da vinti e vincitori. 16

pace di Versailles (1919)furono:

Gli effetti più rilevanti delle clausole della

smembramento dell’Impero Asburgico;

• riparazioni tedesche.

1. LO SMEMBRAMENTO DELL’IMPERO ASBRURGICO E LA RIORGANIZZAZIONE

TERRITORIALE DELL’EUROPA

Alla Germania fu tolto il 13% del suo territorio, restituendo l’Alsazia e la Lorena alla Francia.

Dalle ceneri dell’Impero Asburgico furono create 10 nuove nazioni più 2 città libere: Fiume e Danzica. Le

frontiere doganali furono aumentate, le monete in circolazione si moltiplicarono e vennero preparati

nuovi sistemi fiscali.

Le nuove nazioni dovettero iniziare la loro vita economica da sole senza alcun aiuto internazionale, ci fu

solo un fondo privato americano (l’ – l’American Relief Administration) che durò da gennaio a luglio

ARA

del 1919.

Ma oltre alle incertezze istituzionali e all’indebitamento estero vi furono 4 principali problemi che le

nazioni dovettero affrontare:

1) per motivi economici e politici i latifondi andavano ridimensionati e questo

L :

A RIFORMA AGRARIA

richiedeva riforme difficili, (in quanto il ridimensionamento fa abbassare la produttività ma verrà

superato con la costruzione di infrastrutture)

2) i legami commerciali di aree che prima facevano parte di altre

I :

L RIDIREZIONAMENTO DEL COMMERCIO

aggregazioni nazionali diverse dovevano essere riorganizzati in funzione del mercato interno e di

mercati esteri diversi

3) anche le infrastrutture interne che

I :

L RICOMPATTAMENTO E IL RIDIMENSIONAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE

appartenevano a nazioni diverse dovevano essere riorganizzate.

Ad esempio Vienna prima capitale di un impero e poi di un piccolo paese, o la Iugoslavia e la

Polonia che ereditarono delle ferrovie con 3 standard diversi

4) poche delle nuove nazioni avevano industrie di qualche importanza

L ’ :

A PROMOZIONE DELL INDUSTRIA

così si trovarono a dover promuovere l’industrializzazione in contesti non molto favorevole

In conclusione, possiamo dire che la riorganizzazione territoriale dell’est europeo avrebbe avuto bisogno

di un lungo periodo di prosperità internazionale per consolidarsi.

2. LE RIPARAZIONI TEDESCHE somma

Nei 14 punti del trattato di Versailles ce n’era 1 che prevedeva che la Germania pagasse una

riparatrice per i danni subiti in quanto responsabile della guerra. Non vi erano dei parametri quantitativi

già prefissati così si creò una commissione per le riparazioni con sede a Berlino, e intanto si iniziavano a

requisizioni in natura.

fare le

Anche in passato si chiedeva un’indennità a chi perdeva, ma era una somma una tantum, come accadde

nella guerra franco-tedesca del 1871, dove alla Francia fu chiesto di pagare una somma in oro, il

pagamento fu fatto rapidamente facendo aumentare le riserve di oro alla Germania con un processo di

inflazione, infatti Bismarck si pentì di aver chiesto un’indennità. 17

Da qui si capisce perchè Keynes raccomandava sempre prudenza e moderazione con le richieste di

riparazione suggerendo la loro cancellazione perchè né i debiti di guerra né le riparazioni potevano

essere pagati per più di qualche anno. Inoltre suggerì agli Stati Uniti di aiutare nella ricostruzione

dell’Europa (l’economista vedeva già il paese come una potenza egemone), nessuno d questi

suggerimenti fu ascoltato e la realtà superò le previsioni con la 2° guerra mondiale. Il fatto è che gli Stati

Uniti furono inflessibili nel chiedere la restituzione del credito, così i paesi vincitori pretendevano che la

Germania pagasse in una quantità sufficiente da poter rimborsare il debito con il paese americano.

Questo legame tra debiti di guerra e riparazioni determinò un circolo vizioso che causò molti danni.

conferenza di Boulogne

La 1° proposta è stata fatta nella il 20 giugno 1920 con 269 miliardi di marchi-

conferenza di Parigi

oro, ma i tedeschi non accettarono, chiedendo una revisione; la 2° proposta, nella

nel gennaio 1921, fu di 226 miliardi di marchi-oro con un prelievo del 12% delle esportazione per 42

<< ’ L >>

anni; l’ultima proposta fu fatta nel giugno dello stesso anno con con 132

L ULTIMATUM DI ONDRA

miliardi di marchi-oro con un interesse del 6%; la Germania accettò ma chiese la moratoria dei

pagamenti in denaro e continuando quelli in natura.

Sui pagamenti in natura si aprì un contrasto che portò all’invasione della Ruhr da parte dei francesi e

belgi, nel gennaio del 1923, pretendendo di dirigere loro le operazioni di fornitura dei prodotti, ma ciò

generò una resistenza passiva della popolazione che non produsse più.

L a situazione monetaria tedesca era molto precaria ma iniziò a peggiorare ancora di più, l’inflazione si

trasformò in iperinflazione il sistema monetario fu distrutto. Nel dicembre del 1923 si decise di

P D pagamento di

ricostruire il sistema con il che entrò in funzione nel 1924 e prevedeva il

IANO AWES

rate annuali che aumentavano con un indice di prosperità dell’economia tedesca, senza fissare

orizzonti temporali. Inoltre prevedeva un prestito di carattere commerciale da piazzare sulla borsa di

New York che ebbe molto successo; permettendo all’economia di riprendersi e iniziare a pagare le

riparazioni. P Y

Nel 1928 vi fu un nuovo piano, il che prevedeva un abbassamento delle rate e un orizzonte

IANO OUNG giugno 1931

temporale a 37 anni; ma i debiti di guerra e le riparazioni vennero sospese nel a causa della

crisi internazionale, tuttavia il pagamento fu di un ammortare molto modesto. 18

9° capitolo: LE DIFFICOLTA’ DELL’ECONOMIA EUROPEA NEGLI ANNI 20

1. GERMANIA: DALL’IPERINFLAZIONE ALLA CRISI

La nuova repubblica di Weimar iniziò la sua vita economia sotto i peggiori auspici. Come abbiamo detto

prima la Germania aveva avuto molte perdite umane e aveva perduto il 13%, e fu costretta a inviare

svariati prodotti fino al 1923.

Quando l’inflazione si tramutò in iperinflazione il marco diventò inservibile, così venne introdotto un

R M

nuovo marco, il ; solo nell’agosto del 1924 con il Paino Dawes la circolazione monetaria si

ETEN ARK

stabilizzò. Questa stabilizzazione monetaria fu permessa anche da un afflusso di capitali stranieri che tra

gli anni 1924-27 finanziò 1/3 degli investimenti interni.

L’iperinflazione, inoltre, aveva azzerato anche i capitali liquidi provocando perdite alla classe media che

si distaccò dalla repubblica di Weimar e avvicinandosi a partiti opposti.

2. GRAN BRETAGNA: PRIMATO DELLA STERLINA A QUALUNQUE COSTO

La Germania non fu l’unica d avere problemi, infatti anche la Gran Bretagna che fu la potenza vincitrice

ebbe un periodo negativo.

La Grande Guerra aveva indebolito il paese sul piano finanziario, economico e commerciale,

accumulando un debito di 4,7 miliardi di dollari con gli Stati Uniti. L’inflazione era contenuta rispetto agli

altri paesi ma più alta di quella americano, quindi era inevitabile la svalutazione della sterlina.

Vi era la convinzione che i problemi dell’economia inglese si potevano risolvere se si ristabilivano le

condizioni prebelliche, tra cui la stabilità monetaria. Poi su pressione americana i paesi europei

tornarono al gold standard, la decisione della Gran Bretagna però fu quella di ritornarvi allo stesso tasso

di cambio con il dollaro, Keynes contrastò però la decisione di Churchill anticipando che l’economia

inglese si manteneva in <<una cronica posizione di equilibrio spurio>>. Infatti, il governo per sostenere il

cambio sopravvalutato della sterlina, dovette far uso della politica monetaria restrittiva con alti tassi

d’interesse che non incentivavano gli investimenti, mentre le esportazioni cadevano. La bilancia dei

pagamenti divenne negativa e le riserve diminuirono, causando problemi alla Banca d’Inghilterra che

non voleva far ricorso di prestiti. Solo alla fine del decennio la situazione migliorò ma si invertì presto

con la grande crisi.

3. FRANCIA: UNA STABILIZZAZIONE MONETARIA REALISTICA

paradossi

Molti sono i dell’economia francese degli anni 20:

1) la Francia subì grosse perdite e riteneva indispensabile il pagamento delle riparazioni per la

ricostruzione del paese, ma il pagamento era lento e la ricostruzione si fece con mezzi propri,

tuttavia il recupero dell’Alsazia e la Lorena giocò un ruolo positivo

2) la grande instabilità politica che colpì il paese, e grazie a si stabilizzò il franco e

R P

AYMOND OINCARÉ

portò ordine nella finanza pubblica e nella politica monetaria 19

3) al contrario degli inglesi, il franco venne stabilizzato al tasso corrente di per dollaro

25,53 FRANCHI

contro i 5,18 franchi prebellici, prendendo atto della svalutazione del franco senza tentare il

recupero dei livelli prebellici

Particolarmente brillanti le esportazioni aumentate del 50% e il reddito pro-capito.

4. ITALIA: DALLA DEMOCRAZIA ALLA DITTATURA

Le difficoltà della Francia furono grandi ma quelle dell’Italia furono drammatiche, facendola scivolare in

20 anni di dittatura. Molti furono molti i fattori che hanno spinto il paese all’uscita della democrazia:

La difficile riconversione delle industrie di produzione di guerra a quelle di pace, che non poteva

• essere sostenuta dallo stato che era già in deficit

Il conflitto sociale irritato da disoccupazione e inflazione portando all’occupazione di terre e

• fabbriche nel (1919-1920)

BIENNIO ROSSO

Gli sviluppi politici che videro la creazione de Partito Popolare nel 1919, (sistema elettorale da

• maggioritario a proporzionale) che vide la sconfitta del Partito Liberale e la vittoria dei 2 partiti

Socialisti e Popolare B M

La nascita nel 1919 del movimento fascista di facendo uso di azioni illegali non

ENITO USSOLINI

• contrastate dalla polizia

L’atteggiamento poco garantista del re, che non sbloccò con l’esercito la Marcia su Roma

• dell’ottobre 1922, consegnando il potere a Mussolini di formare il suo primo governo

Non si sa quali di questi fattori portarono Mussolini al potere, ma la mancanza di aiuti internazionale per

la ricostruzione fu la causa scatenante di tutto il processo.

La salita di Mussolini non segnò immediatamente una forte interruzione con le politiche precedenti,

A D S

perchè nominò come ministro delle Finanze che continuò nel processo di riequilibrio

LBERTO E TEFANI

della finanza pubblica. Gli scioperi vennero proibiti e l’economia riprese, con una tendenza, però, troppo

G V

inflazionistica così Mussolini decise alla fine del 1924 di sostituirlo con che dovette

IUSEPPE OLPI

affrontare il problema dei debiti verso la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, che si farà quasi interamente

abbonare, e dovette stabilizzare la lira per rientrare nel gold standard.

Nel complesso, gli anni 20 furono abbastanza positivi per l’economia italiana infatti la sua produzione

aumentò sensibilmente un pò in tutti i settori. 20

10° capitolo: LA CREAZIONE DELL’UNIONE SOVIETICA

1. LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE

La 1° guerra mondiale aveva colto la Russia all’inizio della sua trasformazione capitalistica, ma

nonostante ciò fu spinta a partecipare per riaffermare il suo ruolo di grande potenza. L’economia non

poteva affrontare una spesa notevole di risorse e soprattutto assicurare la fornitura di cibo ai soldati e

alle città che producevano per la guerra.

Nel gennaio 1917 con una rivoluzione borghese venne rimosso lo zar e si istituì un (duma)

PARLAMENTO

che formò un nuovo governo. Il grave errore di tale governo fu quello di continuare la guerra. Nel caos

L

fece breccia nel popolo la e del suo partito, organizzato in

PROPAGANDA SOCIALISTA DI ENIN CONSIGLI

(soviet) che nell’ottobre 1917 attaccarono il governo occupando il palazzo d’Inverno a San

RIVOLUZIONARI

Pietroburgo; si susseguirono 4 anni di guerra civile dove l’economia si trovò in un regime di

<<comunismo da guerra>> , ritornando al baratto ed eliminando la moneta, i lavoratori remunerati in

natura a livello si sussistenza, i servizi essenziali gratuiti.

Il partito sovietico infine riuscì a impadronirsi del paese, imponendo decisioni urgenti per il paese.

2. LA NEP N P E

Nel 1921 Lenin varò la (NEP). La moneta venne introdotta,commercio e

UOVA OLITICA CONOMICA

industria vennero liberalizzate per le imprese al di sotto dei 20 occupati. Delle grandi imprese

nazionalizzate solo quelle strategiche venivano sottoposte a decisioni centralizzate, alle altre veniva data

C

una certa autonomia, solo la strategia generale doveva essere determinata dal ONSIGLIO SUPREMO

’ .

DELL ECONOMIA NAZIONALE

La NEP può essere definita la 1° esperienza di economia mista in cui lo stato svolgeva una funzione

programmatrice e gestiva una serie di imprese nazionalizzate.

Sul piano produttivo, ottenne risultati positivi nel permettere la ripresa economica, tuttavia anche la

NEP aveva dei difetti:

I trust mantenevano i prezzi alti dei prodotti manifatturieri, causando una <<crisi delle forbici>>,

• disincentivando la commercializzazione dei prodotti agricoli

Non veniva percepito l’importanza del controllo macroeconomico, e ciò favoriva la

• disoccupazione e l’inflazione

La lentezza del mercato nel raggiungere le mete assegnate all’economia aveva aumentato la

• differenza tra economia bolscevica occidentale

Tutte queste contraddizioni vennero fuori quando Lenin morì, facendo emergere 3 visioni alternative:

La visione dell’ala sinistra, che raccomandava un grande balzo industriale a danno

• dell’agricoltura che doveva essere lasciata ai privati

La visione della destra estrema che insisteva sul ritorno alle tradizione agrarie della Russia,

• così una maggior produttività agraria avrebbe accresciuto i risparmi e mantenuti i bassi costi

dei prodotti alimentari, permettendo all’industria di crescere senza inflazione

21

La visione dell’ala destra sostenuta da Bucharin, voleva la continuazione di una crescita

• bilanciata sul tipo della NEP

Stalin inizialmente era d’accordo con Bucharin, ma nel 1927 le relazioni esterne peggiorarono e Stalin

iniziò a condividere la visione della sinistra cioè di dover <<spezzare le reni agli agricoltori>> per

realizzare i progetti industriali.

3. LA PIANIFICAZIONE SOVIETICA

piano quinquennale

Nell’ottobre 1928 Stalin varò il suo che iniziò nel 1929.

L’organismo centrale di coordinamento era il Gosplan che stabiliva gli obiettivi annuali dell’economia.

G

I prezzi venivano determinati dal secondo criteri di coerenza con gli obiettivi del paino, usando

OSPLAN

discriminazione del prezzo e prezzi multipli, ma proprio quest’ultimi provocarono un eccesso di offerta o

di domanda. Ma al di là dei prezzi i difetti della pianificazione erano altri: la rigidità della pianificazione in

quanto non era possibile prevedere il futuro perfettamente e quindi spesso il paino veniva modificato,

ma con molto ritardo avendo effetti negativi; un altro problema era dato dalla tecnologia, durante la

NEP 2000 ingegneri tedeschi avevano aiutato i sovietici ad aggiornarsi tecnologicamente, invece molti

ingegneri sovietici venivano mandati all’estero per imparare. Tra il 1917 e 1930 non vi fu spazio per una

tecnologia perchè il regime poliziesco non consentiva uno spazio di libertà per la ricerca così ci si limitò a

introdurre modello occidentali. Ma la tecnologia straniera dava pure problemi, che spesso attribuiti

come atti di sabotaggio, ma che erano dovuti all’impreparazione tecnica degli ingegneri sovietici.

Ma nonostante i vari problemi, le stime occidentali sostengono che sia il 1° piano quinquennale (1928-

32) e il 2° (1933-37) raggiunsero il 70% degli obiettivi prefissati tra cui la crescita del reddito nazionale.

All’interno del settore industriale fu privilegiata l’industria pesante. In conclusione, la pianificazione

produsse un’industrializzazione forzata a beneficio della difesa e delle infrastrutture del paese.

4. LA VITTORIA DELLA 2° GUERRA MONDIALE E LE SUE CONSEGUENZE

L’URSS si trovò in condizioni migliori per far fronte alla 2° guerra mondiale rispetto alla 1°.

Ma i fattori che spiegano come l’URSS vinse la guerra sono:

Già sperimentato da Napoleone: la vastità del territorio e la numerosità della popolazione

- indeboliva la popolazione

- Uno dei paradossi della storia; dopo la battaglia di Stalingrado i russi erano allo stremo delle loro

forze e in suoi aiuto vennero gli americano che spesero 10 miliardi di dollari in camion, jeep, carri

armati, cibo in scatola, ecc..., quindi ciò rivela il ruolo strategico degli americani, e si parla di

paradosso perchè fu l’America a permettere la vittoria dei russi e quest’ultimi poi furono gli unici

a contrastare gli americani fino alla metà degli anno 80. internamente

La vittoria della 2° guerra mondiale non ebbe notevole impatto internazionale ma si

effetti insospettabili:

ebbero degli

Il potere dei militari che avevano vinto la guerra rimase intatto fino alla metà degli anni 70

• 22

L’economista <<imperialistica>> acquistata su una parte dell’Europa e su altre aree sostenne

• l’inefficiente sistema economico russo

L’acquisizione di tecnologia occidentale venne mantenuta per un certo periodo di tempo.

11° capitolo: LA GRANDE CRISI

ALCUNI RICHIAMI TEORICI

1.

Alla fine degli anni ’20 si sviluppò una crisi sproporzionale nei paesi capitalistici occidentali.

In verità molti economisti e storici ha sempre osservato il sistema capitalistico e hanno visto che ha un

andamento ciclico, ma vi sono dei contrasti sull’interpretazione dei cicli, infatti esistono 3 scuole di

pensiero:

La scuola dell’instabilità

1) sostenuta da Malthus, Keynes e Marx; secondo Marx nel sistema vi

sono delle contraddizione interne dovute al’anarchia del mercato e al sottoconsumo cronico,

queste contraddizioni possono portare il capitalismo alla sua distruzione; Keynes dopo la crisi

elaborò la teoria del moltiplicatore, dove sostiene che non esistono forze in grado di

interrompere questa fase negativa del ciclo economico in maniera autonoma, ma solo

l'intervento dello stato si può contrastare la caduta della domanda effettiva;

La scuola della stabilità

2) ritiene che il mercato sia in grado di dirigere gli shock di varia natura cui

è sottoposto, riportando il sistema in equilibrio;

La scuola dei cicli,

3) che mette il ciclo al centro della teoria. Il più noto rappresentante è

Schumpeter con il suo ciclo lungo di sviluppo.

2. FATTI E INTERPRETAZIONI W S giornate nere

La grande crisi iniziò con la caduta della con una serie di a partire dal

BORSA DI ALL TREET

24 1929. Ma alcuni segni vi erano stati già precedentemente, in Germania, che fu il secondo

OTTOBRE

polo della crisi, era già entrata in difficoltà un anno prima (fine 1928).

Quindi i paesi più colpiti furono Stati Uniti e Germania.

La durata e la gravità della crisi sono state superiori alle crisi precedente e successive; il Giappone fu in

gran parte risparmiato, invece i paesi europei ebbe pure conseguenze ancora più negative.

Gli effetti sociali furono sconvolgenti, con lunghe code di disoccupati che cercavano un piatto di

minestra.

Gli elementi interpretativi fondamentali sulle cause della crisi sono 5:

1. I mutamenti strutturali avevano reso il mercato dei prodotti (aumentando il possibilità di

monopolio) e quella dei fattori meno flessibile di prima, quindi era difficile ristabilire

automaticamente l’equilibrio dopo uno shock; 23

2. Il sistema monetario internazionale degli anno ’20 aveva reintrodotto il gold standard, ma in

modo squilibrato. Inoltre, gli Stati Uniti avevano cambiato il loro ruolo da debitori netti a

creditori netti, senza seguire le regole del gioco per il buon funzionamento del gold standard. Ciò

rendeva il sistema scarsamente solido e instabile;

3. Il ruolo della caduta della borsa è stato ingrandito come motivo scatenante della crisi (la

produzione, i redditi, gli investimenti e i prezzi avevano iniziato a declinare già 3 mesi prima negli

Stati Uniti, e un anno prima in Germania); infatti è bene ricordare che sono avute crisi di borsa

sia prima che dopo quella del 1929, di maggiori proporzioni senza conseguenze così gravi;

4. Ciò che rese la crisi così grave è la politica monetaria degli Stati Uniti (e anche tedesca), molto

restrittiva che produsse panico finanziario, fallimenti a catena, deflazione;

5. La trasmissione della crisi dei paesi che la generarono agli altri paesi attraverso il gold standard e

di un crescente protezionismo, infatti gli Stati Uniti che non avevano problemi nella loro bilancia

dei pagamenti aumentarono i livelli di protezione.

3. LE RIPERCURSIONI FINANZIARIE

L a catena di eventi legata alla parte finanziaria è quella più spettacolare. La situazione delle banche

iniziò a peggiorare nella primavera del 1931.

fallimento della Creditanstalt

La 1° crisi scoppiò in Austria con il nel maggio del 1931 (la più grande

banca mista del paese); l’incapacità di bloccare subito il fallimento ebbe ripercussioni più serie. Le

banche ungheresi furono le prime ad andare in crisi, ma poi le difficoltà si spostarono in Germania,

infatti tra la fine di maggio e la metà di giugno la Reichbank perse metà delle sue riserve di oro, e a luglio

fallì una delle più grandi banche miste (la Danat). La crisi bancaria tedesca diffuse i suoi effetti in tutta

Europa, con una corsa all’oro che finì col mettere sotto pressione la Banca d’Inghilterra, che aveva

riserve modeste, così decise di abbandonare il gold standard il 21 settembre, ma con ripercussioni

negative.

La crisi giunse in Italia, dove nel settembre del 1931 i direttori delle 3 più grandi miste dovettero far

A B

visita a Mussolini per chiedere aiuto. Mussolini incaricò di provvede, e quest’ultimo

LBERTO ENEDUCE

M I

organizzò un salvataggio delle banche in 2 tempi fondando l’I (IMI) che

STITUTO OBILIARE TALIANO

dovettero assumere il ruolo di finanziatore al posto delle banche miste, e sollevando poi le banche miste

R I

attraverso un altro istituto pubblico, l’I (IRI, gennaio 1933), che

STITUTO DI ICOSTRUZIONE NDUSTRIALE

doveva gestire le partecipazioni azionarie come una grande holding.

L’unico paese europeo che fu risparmiato dalla crisi finanziaria fu la Francia per la sua ampia riserva

d’oro. 24

4. ASSENZA DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

A livello internazionale gli aiuti risultarono del tutto inadeguati e discontinui, le uniche iniziative che

possiamo citare sono: B

- A 20 gennaio 1930 fu fondato a Zurigo della (BRI) che

ANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI

doveva supervisionare il pagamento delle riparazioni. Persa la sua funzione con la fine dei

pagamenti decretata da Hitler, diventò un luogo di incontro per i banchieri centrali, dove si

potevano concordare prestiti internazionali;

Convegno economico di Londra,

- Il nel giugno 1933, per studiare i modi per uscire dalla crisi. Non

si riuscì a trovare un accordo perchè i paesi pensavano solo alla loro ripresa interna e non si riuscì

a parlare nè per abbassare il protezionismo nè per stabilizzare le monete;

Tripartito

- Nel 1936 venne stipulato l’Accordo tra Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna; e gli Stati

Uniti accettarono di fornire agli altri 2 paesi oro o dollari a tassi di cambio concordati quando ne

era necessario.

12° capitolo: RIPRESA ECONOMICA E RIARMO NELL’EUROPA DEGLI ANNI ‘30

1. LA GRAN BRETAGNA: GLI EFFETTI DELL’ABBANDONO DEL GOLD STANDARD

La Gran Bretagna fu costretta ad abbandonare il gold standard (settembre 1931) e nel corso del 1932 la

sterlina si svalutò di circa il 30% nei confronti del dollaro e del franco francese. Ma da un lato lo

sganciamento dal gold standard permise una politica monetaria interna espansiva, con tassi di interesse

bassi che incentivavano gli investimenti soprattutto nel settore delle costruzioni, fu così che la

produzione industriale ed edilizia ebbero un notevole recupero.

La disoccupazione scese ma mantenendo ancora alti i livelli degli anni ’20; alcuni studiosi ritengono che

quest’andamento era causato dalla mancanza di una politica fiscale keynesiana, per altri invece per una

mancanza di cause strutturali.

A partire del 1938 la Gran Bretagna intraprese una politica di riarmo, ma solo quando si preoccuparono

nei confronti del riarmo tedesco. Nonostante la riserve impari rispetto a quelle tedesche, gli inglesi

potevano contare sugli Stati Uniti.

Alla fine del 1931 anche la Gran Bretagna tornò al protezionismo, dato che non vi erano più quelle

condizioni internazionali per essere portabandiera del libero commercio. Ciò favorì la concentrazione del

commercio estero verso le colonie: alla fine degli anni ’30 la Gran Bretagna mandava metà delle sue

esportazioni nelle colonie, da cui riceveva il 40% delle sue importazioni.

Questo risultato fu ottenuto a prezzo di grandi concessioni alle colonie che segnarono l’inizio di

condizioni favorevoli alla decolonizzazione. 25

2. GERMANIA: REFLAZIONE DI HITLER E IL RIARMO

La Germania applicò le politiche deflazionistiche ma in modo estremo: le imposte vennero aumentate e i

tassi di interesse salirono, causando il collasso dell’economia tedesca e provocando un allontanamento

dei cittadini nei confronti della Repubblica di Weimar.

H

Salito al potere , non si dedicò subito al riarmo, ma riavviò gli investimenti nel settore edilizio e del

ITLER

trasporto, restaurando la piena occupazione prima del riarmo. Questo successo economico rafforzò il

regime e aumentò la spesa pubblica.

Nel 1936 fu iniziato il riarmo su larga scala con un , che presentava aspetti economici

PIANO QUADRIENNALE

interessanti, con un controllo diretto delle risorse da parte dello stato attraverso <<mercati prioritari>>

e l’altra parte lasciata al mercato. L’obiettivo di Hitler era di creare uno stock di armamenti sufficiente

per creare una guerra lampo; però la lentezza nel la realizzazione degli obiettivi e la decisione di Hitler di

entrare in guerra prima del previsto non consentì al riamo di completarsi .

Gli strumenti per la pianificazione furono

l’ , dove si utilizzò l’industria chimica per produrre materiali sostitutivi, ma la Germania nel 1939

AUTARCHIA

• restava fortemente dipendente da paesi non dominati per il petrolio, il ferro e altri metalli;

la (Lebensraum), attraverso l’egemonia di alcuni paesi dell’Europa centro-

CREAZIONE DI UNO SPAZIO VITALE

• meridionale e l’annessione de Austria e Cecoslovacchia.

3. ITALIA: L’IMPERIALISMO STRACCIONE

4. FRANCIA: DALLA CRISI ALLA DISFATTA

Inizialmente la Francia non fu colpita dalla crisi per il suo stock di oro e del suo basso livello di

disoccupazione, ma con la svalutazione della sterlina si ebbe un calo delle esportazioni e delle entrate

turistiche.

Quando il paese si rese conto dell’incapacità dei suoi governi, tentò un cambiamento mandando al

potere la sinistra. Le cui decisioni furono di non svalutare il franco ma di aumentare i salari e diminuire

le ora di lavoro; ma le misure adottate non erano adatte alle condizioni dell’economia, e ciò fu subito

captato degli imprenditori che esportarono capitali rendendo la svalutazione del franco inevitabile.

Il franco venne svalutato ma la situazioni era ancora tesa. Dal giugno 1937 all’aprile 1938 ci fu una

paralisi politica con governi di breve durata, nel maggio del 1938 si incaricò Edouard Daladier che

P R

chiamò a governare l’economia. Vennero varati incentivi agli investimenti, promossa la

AUL EYNAUD

ricerca e iniziato un programma di riarmo. La produzione industriale salì, ma troppo tardi per

contrastare l’attacco tedesco del 1939. 26

13° capitolo: LE CONSEGUENZE SOCIALI ED ECONOMICHE DELLA 2° GUERRA

MONDIALE E LA RICOSTRUZIONE

1. PRINCIPALI VICENDE ECONOMICHE DEGLI ANNI DI GUERRA

L’escalation della Germania e dell’Unione Sovietica a partire dal 1942 e degli Stati Uniti dal 1943 è

evidente.

Gli altissimi livelli raggiunti dalla Germania e dall’Unione Sovietica sono stati realizzati grazie all’appoggio

di risorse estere, dagli Stati Uniti per la Gran Bretagna e per l’Unione Sovietica e dai paesi occupati per la

Germania.

Durante i lunghi anni di guerra, Germania e Gran Bretagna elaboravano le loro proposte di

riorganizzazione del mondo dopo la fine della guerra.

N O

In Germania l’idea base era quella di un che comprendeva degli elementi:

UOVO RDINE

Uno stato corporativo di stampo fascista;

• Una programmazione, non centralizzata alla sovietica, ma da economia mista con presenza dello

• stato;

L’autarchia;

• Lo spazio vitale (-> inteso come: attraverso l’annessione e l’occupazione di molti paesi che a cui

• veniva chiesto di contribuire all’economia tedesca).

In Gran Bretagna il primo problema da risolvere era cercare risorse per una guerra che diventata più

J M K

costose e lunga. Nel maggio del 1941 inviò negli Stati Uniti per negoziare un piano

OHN AYNARD EYNES

di aiuti. Dopo varie divergenze tra amministrazione americana e inglese si arrivò a un compromesso,

C A

varando la (agosto 1941), dove si invocava un ordine mondiale cooperativo per

ARTA TLANTICA

espandere produzione, occupazione e scambi, riducendo le barriere al libero commercio. In seguito

M A A

venne approvato il (febbraio 1942) con uno schema di aiuto, dando agli inglesi

UTUAL ID GREEMENT

30 miliardi di dollari in armi, mentre gli altri vennero distribuiti alla Russia.

2. LA PRESENZA AMERICANA IN EUROPA DOPO LA FINE DELLA GUERRA E IL PIANO

MASHALL

Il coinvolgimento degli Stati Uniti nella 2° guerra mondiale fu così intenso che non poteva più tornare al

vecchio isolazionismo, anzi nel novembre 1943 varò un piano di aiuti per la popolazione civile che portò

all’Europa 4 miliardi di dollari in aiuti alimentari fino al 1947.

I problemi principali era la ricostruzione dell’Europa e l’espansionismo sovietico.

E R P

Gli Stati Uniti si decisero di finanziare la ricostruzione con il paino , noto

UROPEAN ECOVERY ROGRAM

Piano Marshall

anche come (George Marshall). Il suo obiettivo era quello di coprire i disavanzi delle

bilance dei pagamenti in modo da poter riavviare il processo produttivo. Il modello di crescita che gli

americano proponevano era quello basato sull’aumento della produttività e l’organizzazione scientifica

del lavoro . 27


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia economica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia economica, Zamagni. Con analisi dei seguenti argomenti: rivoluzione industriale, perchè la rivoluzione industriale iniziò in Gran Bretagna, modelli di imitazione della rivoluzione industriale inglese, teoria a stadi di Rostow,declino inglese e l'emergere dei competitori fuori dall'Europa: Stati uniti e Giappone.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Docente: Negri Vera
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Negri Vera.

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