STORIA ECONOMICA MODULO 2
(rileggiti bene anche il precedente commercio internazionale: crescita del commercio,
economia mondo)
Da Fare: Cap. 8-13 + 17
Da non fare: paragrafo 4 cap.9
Paragrafo 2,1-2,3-3,3 cap.10
Paragrafi 3-4 cap.11
1) PROCESSO COMMERCIALE: (ECONOMIA INTERNAZIONALE)
Prima fase: Fine 700/1815-1847->TRANSIZIONE TRA LA FASE MERCANTILISTICA
E PROTEZIONISTICA
Seconda fase: 1847-1868 -> LIBERISMO
Periodo Intermedio: (anni 60-70 -> GRANDE DEPREASSIONE)
Terza fase: 1868-1896 -> FASE PROTEZIONISTICA
Quarta fase: 1896-1914 -> NASCITA DI UN’ECONOMIA MONDO (Forte crescita
delle interazioni tra i sistemi sociali, tra quelli più evoluti, ma con un
ampliamento di relazioni commerciali (crescita del commercio internazionale)
sempre in un contesto protezionista).
1.1) ASIMMETRIE INFORMATIVE
Il commercio favorisce tutti coloro che vi prendono parte (ma la crescita non è
simmetrica, e alcuni ne sono beneficiati in misura maggiore).
-> Vi sono alcuni ambienti che traggono particolari vantaggi, come l’aumento
delle ricchezze disponibili e l’aumento dei trasferimenti di ricchezza, (quindi c’è
più ricchezza e più trasferimenti). Tali trasferimenti determinano situazioni
vantaggiose e svantaggiose, ma dipende da vari fattori:
- dal bene in oggetto
- dalle zone
- dai contesti territoriali
- dai trasporti
- dalle congiunture (momenti in alcune fasi: in un determinato momento porta
più vantaggio un bene rispetto ad un altro) = fattore tempo.
I vantaggi e gli svantaggi sono legati ai rapporti tra paesi: ai rapporti tra paesi
svantaggiati e avvantaggiati e ai rapporti tra i mercati interni dei paesi stessi.
Vi è una crescente concorrenza internazionale: sempre più paesi si
industrializzano e mettono beni sul mercato.
La fase di liberismo (abbassamento dei dazi) espone al rischio di squilibri nel
rapporto import-export (quella che si chiama la bilancia commerciale).
La divisione internazionale del lavoro o specializzazione (alcuni paesi si
specializzano nella produzione di un determinato bene) mirano ad ottenere
vantaggi comparati (teoria di David Ricardo), concetto legato alla
specializzazione: esporto beni di alto valore aggiunto e importo beni i quali non
ho convenienza a produrre.
(NB i governi possono indirizzare scegliendo una politica liberista/protezionista,
ma non orientano queste situazioni, ma sono i comportamenti dei singoli
produttori a determinare certe scelte sul mercato interno ed esterno).
ASIMMETRIE
Vantaggio svantaggio
Più ricchezza e più trasferimenti
Concorrenza
Divisione internazionale e specializzazione
1.2) PRIMA FASE 700/1815-1847->TRANSIZIONE TRA LA FASE
MERCANTILISTICA E PROTEZIONISTICA
(Venne chiamato il periodo della Restaurazione) Vi è un’espansione
commerciale moderata fondata su una politica Mercantilistica = politica volta
ad incrementare la presenza di oro all’interno di un paese, tramite i commerci
incentivando le esportazioni, viene ritenuto più ricco quel paese che dispone di
maggiori quantità d’oro nelle proprie casse. Si differenzia dal protezionismo,
perché è protezionismo mira ad un aumento della ricchezza dovuta dalla
produzione.
Proibizionismo = chiusura delle frontiere: è la tradizione mercantilista.
Tuttavia in questa fase si vuole passare dal Mercantilismo al Protezionismo, ma
sarà un protezionismo ancora un po' mercantilista legato al fatto che in questo
periodo solo l’Inghilterra era un paese sviluppato.
Un dato fondamentale è la demografia:
Vi è un aumento demografico generale dovuto all’assenza di guerre e
pestilenze, con un miglioramento dell’igiene collettiva. Tale aumento della
popolazione determina un aumento della domanda.
Beni di consumo e macchinari (beni intermedi che servono per produrre
altri beni)
Vi è un aumento della circolazione di beni di consumo e macchinari, messi in
circolazione dalla riv. Ind. soprattutto dall’Inghilterra, unico paese realmente
industrializzato in questo periodo.
Miglioramento dei trasporti
Elemento decisivo in questa fase.
1.3) SECONDA FASE: 1847-1868 -> LIBERISMO
- incremento delle attività commerciali (i paesi industriali chiedono materie
prime, poiché aumentando la produzione, la disponibilità di materie prima si
riduce)
- maggior disposizione di manufatti
- divisione internazionale del lavoro
- i trasporti, come la ferrovia, facilitano le attività commerciali
- maggior offerta di moneta circolante legata ad un aumento dell’estrazione
dell’oro in Australia e in California.
Tutto ciò genera un’accelerazione della crescita commerciale. Spinta rafforzata
dall’adozione di politiche liberoscambiste da parte della Gran Bretagna (Smith,
Ricardo, Anti-Corn Law League). Vi è infatti l’interesse dall’Inghilterra di far
valere la propria forza produttiva, ha interesse ad ampliarsi sui mercati, sia
sull’import che sull’export.
Nessuno teorizza il mercantilismo, ma nascono invece le prime teorie sul
liberismo. Nascono infatti la prime teorie economiche, e tra i nomi più
importanti spicca Adam Smith: la cui frase più celebre è la “mano invisibile”
(omonimo titolo che diede al suo libro), è un’accentuazione del ruolo del
mercato come istituzione economica che determina la miglior allocazione
possibile delle risorse, cioè il mercato viene visto come il sistema più
opportuno, più vantaggioso per tutti, per i produttori e per i consumatori, l’idea
che sta alla base è che la libertà dei commerci riduca le disparità. Il mercato
deve quindi poter agire senza regole, più avanti si dirà che il mercato si
autoregola.
Teoria che favorì l’abolizione delle politiche doganali; tale teoria favorì in
Inghilterra l’abolizione delle leggi proibizioniste che regolavano i commerci
internazionali.
La politica commerciale inizia ad essere identificata come un elemento
importante non solo sulle attività sociali, ma anche sulle condizioni sociali della
popolazione, per questo viene favorito il liberismo.
Occorreva però sbloccare i rapporti con i paesi:
In particolare il Trattato che favorisce lo sblocco dei rapporti con la Francia è il
Trattato Cobden-Chevalier: nella quale ebbe un ruolo importante la clausola
della nazione più favorita: Francia e Inghilterra decidono che qualunque sia il
contenuto di accordi commerciali con altri paesi, tali accordi non devono essere
più vantaggiosi dell’accordo stabilito tra le due potenze.
“I paesi contraenti si impegnano ad accordare prodotti provenienti da un paese
terzo a condizioni doganali e daziarie non meno favorevoli di quelle già stabilite
negli accordi commerciali con un paese terzo”. Se alcuni paesi che hanno
stabilito rapporti bilaterali ed estendono la clausola protezionista a più paesi
tanto vale dar vita al libero scambio.
Molti nuovi paesi accedono quindi al mercato internazionale (in particolare il
Giappone, l’Imero Turco e la Cina, i cui mercati hanno subito un’apertura
forzata).
Resistenza al libero scambio: tra gli oppositori al liberismo spiccano:
- i proprietari terrieri inglesi
- le entrate pubbliche -> problema dell’eliminazione dei dazi (poiché
diminuiscono le entrate dello stato), soluzione: mettere delle imposte sul
reddito.
In ogni caso nel giro di pochi anni si afferma il libero scambio.
Limiti, che implicano una vita breve del libero scambio:
Il libero scambio va a vantaggio dei paesi più forti. Perché i paesi più arretrati
non hanno risorse per industrializzarsi. I paesi più deboli diventano quindi
mercati conquistati e si trovano in situazione di dover cedere prodotti primari a
ragioni di scambio vantaggiose per i paesi industrializzati e svantaggiose per
loro; vi sono quindi vantaggi asimmetrici.
1.4) TERZA FASE: 1868-1896 -> FASE PROTEZIONISTICA
Vi è una forte riduzione dei commerci, cause:
- industrializzazione dei paesi europei e degli St. Uniti, cioè la crescita della
forza produttiva dei vari paesi, sempre più forte sui mercati interni, che spinge
ad una riduzione delle importazioni (acquisto di merci da altri stati).
- ferrovie: esaurimento dello slancio dovuto alla costruzione delle ferrovie, che
influisce sul trasferimento di beni.
- peggioramento delle ragioni di scambio: il crescente svantaggio dei paesi che
esportano materie prime e derrate alimentari (esportano (vendita di merci ad
altri stati) a prezzi bassi ed importano manufatti a prezzi troppo alti)
- diffusione di idee secondo cui il protezionismo può essere utilizzato a
sostegno della produzione interna. Vi è quindi una diffusione di politiche
protettive che favorisce la produzione interna.
1.4.1 anni 60-70 -> GRANDE DEPRESSIONE
Fase di crescita rallentata all’inizio e seguita da una recessione: determinata da
una crisi di sovrapproduzione nel settore industriale, agricolo e finanziario. Una
sovrabbondanza, un eccesso di offerta di beni agricoli (cereali) di prodotti
industriali e di risorse finanziarie sul mercato.
Un eccesso di offerta sul mercato, rispetto alla domanda, determinò un crollo
dei prezzi -> una caduta dei profitti -> fallimenti delle imprese ->
disoccupazione -> diminuzione dei salari -> la domanda diminuisce -> altri
fallimenti… Si entra in un circolo vizioso.
Settore industriale
Crisi di sovrapproduzione dovuta allo sviluppo tecnologico. La domanda di
acciaio è diminuita si continua a costruire in un settore che non rende più, dove
la domanda è scarsa, e l’industria siderurgica crolla.
Settore agricolo
Probabilmente le vere radici della grande depressione sono legate al settore
agricolo, in particolare collegate alla sovrapproduzione di cereali poiché molti
paesi si fondavano ancora sull’agricoltura. Il problema fu l’importazione dei
cereali dagli Stati Uniti, poiché:
- prezzi di vendita statunitensi erano inferiori rispetto ai costi di produzione
europei
- forte produttività agricoltura nordamericana (terra abbondante,
meccanizzazione)
- forte riduzione costi di trasporto → combinazione ferrovia e navi a vapore
(1870-1904 il costo del trasporto tra Chicago e Liverpool si riduce di oltre due
terzi)
In pochi anni si ha quindi un forte calo dei prezzi dei cereali. I produttori che
riescono ad abbassare maggiormente il prezzo dei cereali sono quelli che
riusciranno ad evitare il fallimento. Non è però il caso dei paesi europei, perché
molte aziende agricole europee sono di dimensione familiare, che subendo la
concorrenza statunitense vanno incontro ad un impoverimento e non
sopravvivono, esse possedevano poca terra, un eccesso di manodopera e una
scarsa produttività del lavoro, al contrario degli Stati Uniti che possedevano
terre abbondanti e risparmi sulla manodopera grazie all’utilizzo di macchina
agricole.
Anche per tale motivo avverrà una migrazione verso gli St. Uniti permanente,
questo è conseguente anche alla tipologia dei contratti di lavoro: contratti di
lavoro di migliori: grandi proprietari terrieri affidavano in gestione un pezzo di
terra per 9 anni, e chiedevano di migliorare la dotazione patrimoniale del pezzo
di terra (podere) ciò significava piantare piante da frutto. Per 6/7 anni i
contadini avevano dei costi per piantare le piante e solo negli ultimi 2/3 anni
potevano avere un profitto.
Vi era una guerra doganale con la Francia, i francesi bloccarono le importazioni
agricole in Francia e l’Italia aveva adottato una politica protezionista, fu così
che io contadini che pensavano di guadagnare negli ultimi anni non
guadagnano più ed essendo poveri sono costretti ad emigrare.
L'impoverimento del mondo agrario europeo contribuisce a ridurre la domanda
di beni industriali e di consumo e ad estendere la depressione ad altri settori.
Crisi finanziaria
1873 -> caduta della Borsa di Vienna: eccesso di capitale, bassi rendimenti,
rendimenti ad alto rischio, fallimenti di compagnie ferroviarie e di banche
perché vengono alla luce i comportamenti di tipo speculativo.
Gli stati si erano però fatti carico dei costi di queste compagnie ferroviarie: ad
un certo punto le loro azioni crebbero troppo rispetto al valore delle imprese, in
situazione di crisi tali società chiedono altre risorse allo stato che non essendo
in grado di darle determinano il collasso delle azioni della società, obbligate a
dichiarare il fallimento.
9 maggio 1873 = venerdì nero della borsa di Vienna.
Tale situazione determinò una forte crisi di fiducia, una fase pessimistica e di
timore che determina una spinta a proteggersi. Pollard parla infatti di rottura,
per tale motivo si intraprende una scelta di tipo egoistico: si passa da una fase
di ottimismo e integrazione internazionale (libero scambio e divisione
internazionale del lavoro) ad una di egoismo nazionale, industrializzazione
concorrente, protezionismo della produzione e del lavoro e la cattura dei
mercati (colonie formali ed informali): l’apertura della fase precedente si chiude
e si ritorna ad una scelta doganale di protezione. Il protezionismo fu la risposta
più immediata, più semplice, l’altra risposta avrebbe potuto essere
l’accentuazione degli investimenti, che sarebbe poi avvenuta nella seconda
rivoluzione industriale, ma è ancora presto, non ci sono ancora in gioco tutti gli
elementi.
Il problema fu che il protezionismo se evolse rapidamente in nazionalismo:
mettere la forza dello stato al servizio del capitalismo nazionale: rapporto
molto stretto tra le politiche statali e il grande capitale all’interno dei paesi. Il
nazionalismo economico ha prodotto:
- riserva del mercato interno (attraverso il protezionismo)
- conquista dei mercati esteri (colonialismo)
- miglioramento comunicazioni, sanità, educazione (come aiuto indiretto
all'economia)
- difesa dei profitti capitalistici:
→ rispetto ai lavoratori (proibizione sindacati e sciopero, permesso agenti di
vigilanza padronali)
→ rispetto ai consumatori (consentendo cartelli e monopoli → Germania)
La somma tra protezionismo e nazionalismo generò quindi due effetti:
1 la lotta per la conquista delle colonie
2 salari più bassi che gravarono sui ceti sociali più deboli
Dal nazionalismo ne ha tratto vantaggio soprattutto le grandi imprese orientate
a fare cartelli, trust per aumentare il loro potere economico e la loro pressione
sui governi. I governi indeboliti potevano dare soddisfazione alle imprese
acquistando prodotti in prima persona in particolare riguardo al materiale
bellico.
Le grandi imprese, per superare gli ostacoli introdotti dal protezionismo e
cercando di mantenere i profitti si organizzarono su scala internazionale (Big
Business)
- creando imprese controllate in diversi paesi, spesso con partner locali (un
esempio è la serie di imprese fondate da Nobel per fabbricare dinamite nei
diversi paesi, altre sono fabbriche di filo Coats o quelle di soda Solvey)
- tentando di creare cartelli internazionali (su scala internazionale) (spesso
instabili)
1.5) Quarta fase: 1896-1914 -> NASCITA DI UN’ECONOMIA MONDO
Periodo caratterizzato da una grande ripresa dei commerci, rimanendo
comunque in una fase protezionista. Superamento depressione grazie al
mercato:
- recupero del potere d'acquisto interno attraverso il ripristino di redditi agrari
(crescono perché vi è protezionismo, e perché il settore agricolo viene
modernizzato, introducendo innovazioni che consentono di aumentare la
produttività della terra).
- incremento degli scambi che riguarda nuovi prodotti, che dipendono dalla
seconda rivoluzione industriale.
I Fattori favorevoli al superamento della depressione furono:
- il buon funzionamento del sistema dei pagamenti internazionali
- i progressi nelle comunicazioni (soprattutto marittime) che facilitano il
commercio internazionale
- gli incrementi degli scambi commerciali generati dalla diffusione del telegrafo
(che favorisce la comunicazione a grandi distanze, anche tra paesi europei e
colonie) e dall'espansione coloniale (forniture di materie prime, domanda di
macchinari e manufatti)
Nonostante tutto le politiche economiche rimangono protezionistiche, ma nelle
nuove condizioni non rappresentano più un ostacolo importante alla crescita
degli scambi.
La Particolarità Degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno molti vantaggi dal punto di vista delle materie prime e
possono anche fare scelte autonome rispetto invece ai paesi europei: fino al
1833, sono in una situazione di forte protezionismo, per potenziare il mercato
interno essendo ancora un paese giovane, tra il 1833 e il 1861, vi è una certa
apertura, adottano un abbassamento della protezione daziaria e favoriscono gli
scambi, ma non arrivano comunque al liberismo. Dal 1862 fino alla prima
guerra mondiale gli Stati Uniti mantengono una linea di tipo protezionista.
Cap. 7 del libro da non fare
INIZIO DEL SECONO MODULO 8-13 E 17
2) GOLD STANDARD
2.1) SISTEMA INTERNAZIONALE DEI PAGAMENTI: BANCHE CENTRALI
Inizialmente il sistema internazionale dei pagamenti era incentrato sull’oro e
sull’argento legato al monometallismo aureo e argenteo, dall’inizio del 900 si
afferma un sistema monometallico basato sulla sterlina d’oro, dobbiamo
cercare di capire come siamo arrivati a tale situazione, in particolare grazie alle
Banche Centrali: Banca di riferimento per l’attività di tutti gli altri istituti
bancari, sono quelle le cui scelte orientano il valore della moneta. Esse nascono
come grandi società bancarie, promosse dalle crescenti esigenze finanziarie
degli Stati e dedite soprattutto al finanziamento del debito pubblico. In cambio,
<Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.