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Imprese e credito

Non vi furono solo innovazioni tecnologiche, anche in campo di affari vi fu un notevole sviluppo tra XI e XV

secolo. Le maggiori innovazioni sono: la organizzazione di fiere, lo sviluppo della lettera di cambio,

l’evoluzione di nuovi tipi di contabilità, la girata, le assicurazioni, poi ancora le nuove società come la

commenda e le partecipazioni di capitale nelle imprese. Tutto questo in area mediterranea, mentre in area

anglosassone vennero istituite intorno al XVI e XVII secolo le borse, le compagnie di commercio e la banca

centrale.

L’obiettivo principale era quello di stimolare il risparmio verso investimenti finanziari, prima il risparmio

veniva tesoreggiato lasciato da parte senza contribuire all’espansione economica, con le nuove innovazioni

si trovano meccanismi di mediazione finanziaria per stimolare il risparmio e trasformarlo in investimento.

Nell’area mediterranea un esempio di innovazione a questo proposito è la “commenda” che rese possibile

la raccolta del risparmio a scopo produttivo. la commenda era una forma di investimento, il finanziatore

finanziava operazioni in affari, molto spesso era utilizzato in commercio, viaggi oltremare, e se l’operazione

andava a buon fine tre quarti del profitto andava al finanziatore, se andava male la perdita era tutta a suo

carico. Questo favorì lo sviluppo del giro d’affari del mercante, la diminuzioni del rischio d’affari. Dal XIV

secolo il commerciante divenne sedentario, con l’attività manifatturiera in sviluppo i commerci erano

sempre piu stabili e si erano spostati nell’entroterra, si sviluppa la “la compagnia” che erano delle società in

nome collettivo, all’inizio erano familiari, poi anche tra parenti meno stretti ed estranei con l’ampliamento

del giro d’affari. La lettera di cambio era uno strumento che permetteva di trasferire il denaro da una piazza

ad un’altra. Nel nord Europa l’area piu dinamica era quella dell’Hansa ma comunque molto piu indietro

rispetto gli italiani. Dal XVI secolo la leadership passo ai paesi del nord (Inghilterra, paesi bassi del nord)

dove lo sviluppo del commercio oceanico richiese ingenti capitali che favorirono lo sviluppo di compagnie

moderne le antenate delle società per azioni.

La moneta

Dall’anno mille in poi in Europa si verifico una notevole evoluzione anche del sistema monetario. All’inizio

c’era solo la moneta metallica il quale valore era dato dalla lega e dal suo peso che dava il valore intrinseco,

mentre quello estrinseco era il valore di scambio. I due valori non coincidevano mai perche c’era differenza

di produzione e signoraggio, cioè l’imposta sulla coniazione. Dal VII sistema molto primitivo dei carolingi

(monometallismo, unica moneta d’argento). Dal X secolo ci fu incremento demografico, la domanda di

moneta aumentava sempre piu e sorsero zecche da ogni parte d’Europa. Nel corso del tempo c’era la

tendenza allo svilimento della moneta(sempre meno valore intrinseco). I motivi erano due: per

incrementare le entrate dello stato(signoraggio) e per ragioni monetarie come ad esempio aumentare la

circolazione di moneta interna. Un altro motivo di svilimento era che col tempo la moneta si usurava e allora

quelle nuove venivano fatte al valore intrinseco di quelle usurate. Dopo il mille con l’espansione

dell’economia non poteva più bastare l’unica moneta, in più le crociate portarono in Italia argento e cosi vi è

una riforma del sistema intorno al 1200 vengono battuti grossi che valevano 6 denari di prima, da lì i

multipli dei denari si moltiplicarono sempre più, e nella seconda meta del 200 finisce l’era dell’argento per

far posto a quella dell’oro, con i fiorini e genovini che dominano la circolazione di moneta in Europa fino al

1400 quando la scoperta in Germania di giacimenti di argento fanno nascere i testoni e inizia l’era delle

monete di grosso peso. Con la scoperta dell’America nel 500 centinai di flotte spagnole fanno affluire

enormi quantità di oro e argento in Europa, viene battuta la real de ocho che domina la circolazione

internazionale durante i secoli XVI e XVII.

Il sistema metallico fu integrato dalla moneta creata dall’attività bancaria, cioè i depositi. Il grosso dei

depositi in realtà in banca non c’è perche vengono utilizzati per investimenti(prestiti a terzi), è da qui che si

forma la moneta cosiddetta scritturale. Dal XIII secolo iniziano a comparire il termine banca e banchiere,

all’inizio erano solo degli intermediari tra zecca e pubblico, poi iniziarono intorno alla fine del XIII a

raccogliere depositi, effettuare pagamenti per conto depositanti tramite le girate di cui parlavamo prima.

Queste banche lucravano proprio con il meccanismo della moneta bancaria.

CAPITOLO QUINTO La politica economica

Introduzione

È la politica pubblica relativa all’economia di un paese, quella dell’Europa pre-industriale aveva i suoi

obbiettivi principali:

- Promozione di un’economia equilibrata: approvvigionamento dei beni prima necessita, stabilizzazione dei

prezzi, e controllo dell’offerta dei metalli preziosi

- Incremento della produzione: agricoltura, manifattura e commercio

- Miglioramento dei meccanismi di regolamentazione del mercato: controllo sul consumo, controllo sulla

qualità della produzione e politica antimonopolio.

Promozione di un’economia equilibrata

Approvvigionamento dei beni

La principale preoccupazione dei governi era un regolare rifornimento dei beni di prima necessita e lo

spauracchio era il ciclo dei raccolti che, in un sistema dove il trasporto era impensabile per gli alti costi,

determinava carestie. I beni considerati di prima necessità erano il grano, olio, vino carne candele, legna. Le

politiche a tal fine erano di due tipi, quelle d’emergenza che erano i prestiti forzosi che i piu agiati dovevano

concedere allo stato per comperare grano e rivenderlo sotto costo ai cittadini meno abbienti, premi di

importazione. Vi erano poi le politiche permanenti per scongiurare la carestia, le misure erano quelle di

accumulo di scorte pubbliche attraverso dei granai pubblici e i sistemi di vigilanza sul commercio che

vietavano l’esportazione dei beni di prima necessità e incoraggiavano l’importazione attraverso sgravi fiscali.

Stabilizzazione dei prezzi

Per regolamentare i prezzi le autorità inizialmente si affidarono ai cosiddetti calmieri, cioè prezzi stabiliti

dalle autorita ed erano stabiliti sui beni di prima necessità inizialmente poi anche su altri beni, ma mai sui

beni di lusso. Anche per i salari vengono definiti dei calmieri ma solo su quelli che incidono sul costo della

vita(macinatori di grano, macellai) ed era un compito assolto dalle corporazioni. Per il tasso di interesse

vennero fissati dei tetti massimi al di sopra dei quali l’interesse era illegale. Altre misure oltre ai calmieri

erano quelle di sciogliere le associazioni e monopoli e di migliorare la distribuzione e commercializzazione di

beni di prima necessita, si cerco di favorire il passaggio diretto dal produttore al consumatore eliminando i

costi di distribuzione, oppure le aste al ribasso per garantirsi il diritto di vendere quel prodotto (appalti).

Controllo offerta metalli preziosi

Sono collegati ai problemi di politica monetaria, i governi a questo proposito cercarono di limitare o proibire

l’esportazione di metalli preziosi, e incoraggiavano l’importazione, questo perche dal mille al mille e

cinquecento la offerta di moneta non tenne il passo della domanda.

Incremento di produzione

Dal XIII secolo quando lo sviluppo delle citta è evidente, scattano anche misure pubbliche per aumentare la

produzione, tra le piu usate vi erano le politiche protezionistiche(no import export). Oltre a queste politiche

generali, vennero adottate anche specifiche misure che incidevano direttamente sulla attività produttiva.

Agricoltura

Ordinanza che rendeva obbligatoria la coltivazione del suolo lasciato incolto dai proprietari da parte della

comunità, vennero impiegati degli “ingrossatori” che aggiustarono i confini delle terre da coltivare di

proprietà in maniera piu redditizia. Si cerco di tenere sotto occhio la situazione dei boschi e delle foreste

che con la crescita demografica si tendeva ad eliminare. Un altro problema fu quello del rapporto fra le

terre al pascolo e quelle alla coltivazione, venne regolamentato il pascolo affinche non procurasse danno

all’arativo.

Manifattura e commercio

Nei paesi piu evoluti la politica commerciale consisteva nella stipulazione di trattati commerciali, consolati

all’estero(uffici per il commercio, tutela per i mercanti in trasferta) che avevano l’obbiettivo di garantire ai

mercanti sgravi fiscali, e doganali. Dal secolo XIV la manifattura ebbe un periodo di grande espansione, e le

politiche adottate incominciarono ad essere di promozione industriale, con incentivi allo stabilimento di

esperti artigiani dall’estero nelle aree nuove di sviluppo, questo porto a una grande competizione dei

mercati e molte aree piu antiche di produzione entrarono in crisi. Stava nascendo una nuova classe, quella

degli imprenditori. Di fronte a queste crisi dovute all’allargamento del mercato, i governi adottarono

politiche di protezionismo. Inoltre adottarono politiche protezionistiche per quanto riguarda il mercato dei

fattori produttivi per garantire il miglioramento delle produzioni locali. Questi provvedimenti protezionistici

avvennero in tutta Europa. Con l’eta mercantilistica si da inizio a un forte coinvolgimento delle autorità

pubbliche in campo economico, che avranno un ruolo sempre piu decisivo per quanto riguarda lo sviluppo

industriale e commerciale.

Miglioramento dei macchinismi di regolazione del mercato

Controllo del consumo

Questo tipo di politica si diffuse nel XIV secolo, con il maggior benessere. Le leggi che avevano l’obbiettivo di

frenare il consumo erano sull’abbigliamento femminile che non doveva essere troppo pregiato e adornato

da gioielli, vi erano limitazioni sulle feste, sulle doti e sulla vestizione delle salme per la sepoltura, i motivi di

queste politiche erano di carattere etico e religioso, ma la motivazione principale era economica, infatti il

consumo sottraeva capitali per la attività produttiva e immobilizzava la ricchezza.

Controllo qualitativo della produzione

Nascono norme a tutela del consumatore tra il XII e il XVI secolo. Tutte le attività manifatturiere vennero

sottoposte a regolamenti, vennero fatte norme che disponevano la qualità, pesi e misure dei prodotti di uso

quotidiano, vennero addirittura istituiti veri e propri funzionari che assolvevano il compito di ispezionare la

merce.

Politica antimonopolistica

Gia dal XI secolo possiamo classificare la lotta al feudalesimo come una lotta al monopolio. Ma i veri casi di

politiche contro monopoli dobbiamo risalire al XIII XIV e XV secolo. In quel periodo la produzione era

organizzata in corporazioni che avevano il fine di limitare la concorrenza. Le piu comuni politiche

antimonopolio erano: proibizioni di imprenditori e lavoratori di associarsi in corporazioni, libertà di ingresso

nel settore cioè chiunque poteva essere ammesso alla corporazione e chiunque poteva lavorare senza

essere in nessuna corporazione, divieto di accordi nel fissare prezzi o quantità di beni offerti sul mercato.

Queste politiche derivano dal potere mercantile del tempo che volevano tenere sotto controllo il settore

manifatturiero.

CAPITOLO SESTO Redditi, produzione e consumi: 1000 – 1500

L’espansione nel periodo 1000 – 1300

I fattori che hanno favorito l’espansione economica sono come abbiamo detto il progresso tecnico, la

crescita urbana, divisione del lavoro. La terra, che era la risorsa naturale per eccellenza, era

abbondantemente disponibile perche, man mano che la popolazione aumentava si misero a cultura nuove

terre che non erano affatto peggiori di quello gia messe a coltura, questa realtà va contro la concezione

degli economisti classici (Malthus). Inizia anche un movimento di espansione, a ovest c’è la riconquista

spagnola a danno dei musulmani, a sud, i normanni scacciano gli arabi dalla Sicilia e a oriente le crociate, a

est la conquista tedesca che permise la fondazione di numerose città, la lega anseatica che favorì il

commercio sul baltico, il miglioramento delle tecniche agricole. Furono importante le tecniche minerarie nei

territori ricchi di tutto ciò, tutto questo permise una grande espansione economica in tutte le categorie.

Anche se in realtà ancora l’agricoltura era il settore dominante; furono le città a dare maggior segno della

espansione. Molte di quelle gia esistenti si ampliarono, molte nuove città sorsero. I settori che

maggiormente risentono di questo sviluppo sono quello delle manifatture tessili, quello finanziario e il

commercio internazionale di prodotti alimentari, spezie e tessuti. Le aree geografiche leader erano l’Italia

centro settentrionale che aveva una posizione strategica per il commercio, e che risentiva del vantaggio

delle tradizioni classiche e della vicinanza degli imperi bizantini e arabi. Altra area trainante erano i Paesi

Bassi meridionali che anche loro trassero vantaggio dalla posizione geografica come crocevia tra il mare del

nord e le coste atlantiche. I Paesi Bassi M. svilupparono importante attività manifatturiera dei pannilana,

mentre in Italia centro settentrionale lo sviluppo fu equilibrato su piu settori come quello commerciale,

finanziario, manifatturiero. Le città trainanti erano Genova, Pisa, e Venezia. Fiamminghi e e nord Italia

entravano in comunicazione commerciale a metà strada nelle fiere di Champagne(i conti) lungo il Reno. Il

maggior flusso commerciale si aveva tra fiandre e Italia, ma i Paesi Bassi M avevano anche commerci verso

ovest, verso est con Colonia e verso nord con Lubecca. Colonia e Lubecca si scontrano con i Fiamminghi

perche vogliono essere intermediari e vogliono diffondere loro il prodotto nel resto d’Europa. I fiamminghi

offrono sul mercato panni preziosissimi ma anche costosi, verso la fine del secolo XII si verifica uno sviluppo

della produzione tessile laniera a Firenze che utilizzava nuove tecniche di lavorazione cioè il

gualchiere(mulino ad acqua nella follatura del panno) e la filatura a ruota che abbattono i costi di

produzione e diventano una agguerrita concorrente. Firenze si procurava la materia prima dall’Inghilterra, i

fiorentini erano i Banchieri nelle isole britanniche dei principi britannici, questo ruolo era derivato dal fatto

che erano diventati esattori della tassa da pagare al papa(obolo san pietro) ed erano quindi inondati di

liquidità. Si sviluppò oltre il commercio della lana anche quello della seta e del cotone che all’inizio del

cinquecento presero il suo posto,l’Italia in questo era all’avanguardia con Lucca per la seta. Altre aree di

sviluppo commerciale furono la catalogna(marino e bancario)ma poi crisi nella seconda meta del XV. Nella

regione del nord Europa fu Lubecca la città che maggiormente si espanse commercialmente che assunse

ruolo di leader all’interno della lega anseatica(accordi commerciali). Deve la sua espansione al fatto di

essere crocevia tra mare del nord e baltico. Insomma dal mille alla prima meta del 1300 il tenore di vita era

aumentato e in tutta Europa avvenne uno sviluppo economico.

La tendenza economica nel periodo 1300 – 1500

Durante la seconda meta del 1200 questo trend positivo incominciò ad evidenziare i primi rallentamenti,

infatti con la sempre piu crescente popolazione la legge maltusiana di cui si parlava prima cominciò a valere,

questo spinse al rialzo le rendite delle terre migliori e al ribasso i salari reali. All’inizio del 1300 in europa si

susseguirono diverse carestie, in Italia, Catalogna.

Firenze che era la piazza mercantile piu rilevante d’Europa, si trovò travolta in una crisi gravissima, tracollo

finanziario causato anche dalle guerre intraprese contro gli Scaligeri e Lucca. Questa crisi colpisce un po ogni

classe sociale. Il problema fu la scarsa liquidità, la corona inglese non poté ripagare i finanziamenti ricevuti,

molti si decisero a ritirare tutte le somme che avevano depositato nelle banche fiorentine ciò le mise in

seria difficoltà. La crisi che aveva colpito le compagnie, si estese anche al settore manifatturiero, l’Europa

non era ancora integrata cosi questa crisi non viene trasmessa nella stessa misura nelle altre piazze

europee.

Altra crisi è quella dei Paesi Bassi M. era talmente prosperoso che aveva molti antagonisti, cercavano di

contrastarla, vedi Lubecca, Colonia che cercavano di tagliarli le vie per il mercato. Si dovettero accontentare

di produrre senza commerciare, ma anche qui c’è concorrenza nell’approvvigionamento della materia

prima, inoltre c’era conflitto sociale all’interno del paese.

Nuove rotte per il commercio. Commercio marittimo tra mediterraneo e mare del nord grazie ai progressi

nella navigazione, questo fece scadere le vie terrestri che univano fiandre e Italia e soprattutto le fiere di

Champagne.

La crisi della Catalogna nella seconda metà 1300 nel settore bancario portarono al collasso monetario che

porto la guerra civile. Sempre a metà del XIV scoppiò un conflitto tra Francia e Inghilterra (cento anni) e

questo portò all’economia francese danni gravissimi.

Oltre i disastri nelle fiandre, Firenze, Catalogna, Francia si aggiunse la peste che colpi l’Europa a metà del

XIV secolo ed elimino 25 milioni di vite su 80. Insomma il periodo tra il 1300 e il 1450 fu un periodo nero per

l’economia europea, in forte contrasto con i 300 anni precedenti. Ma non in tutte le aree ci furono

disastri;l’Hansa ebbe periodo di grande potere economico in quel periodo, anche per la Lombardia fu un

periodo di sviluppo e per il Portogallo anche dal punto di vista geografico. Se dal lato umano la peste aveva

portato gravi conseguenze, da quello economico ridusse la pressione demografica e la offerta di lavoro

aumentando cosi il potere contrattuale dei lavoratori che hanno una rivincita, inoltre le terre marginali

furono abbandonate. La crisi nera si esaurì quindi verso la meta del quattrocento, con il termine della guerra

dei cento anni la Francia piano, piano risollevò le economie, il Portogallo continuava il suo periodo

espansionistico marittimo; la Germania ha un forte sviluppo(scoperta mineraria di argento e rame) questo

argento favori anche nel settore bancario(Fugger piu potenti in Europa).

CAPITOLO SETTIMO Il ribaltamento dell’equilibrio mondiale ed europeo: 1500 – 1700

Europa sottosviluppata o sviluppata?

L’Europa è sottosviluppata fino al X secolo rispetto l’Asia e impero Bizantino e Arabo, ma poi la bilancia inizia

prima ad equilibrarsi e poi va a favore dell’Europa. Intorno al 1200 i mercanti veneziani dimostrano di

attuare tecniche di affari migliori dei bizantini questo portò Bisanzio a commerciare con i Veneziani

piuttosto che con gli Arabi (carta, sapone, tessuti dal 400) e addirittura gli arabi commerciavano con i

mercanti europei. Dal quattrocento, cinquecento ormai le posizioni erano delineate a favore degli europei.

Europa e resto del mondo


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Giulianelli Roberto.

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