Estratto del documento

Storia economica e dell'impresa

Lezione 1: Storia economica e dell'impresa

La disciplina chiamata "storia economica" è la storia dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale, aziendale o collettivo. La scienza economica è una scienza sociale dove l'unico laboratorio dove fare esperimenti/studi è il passato. Ciò che può incidere sull'azienda è l'imprenditorialità. Complessità → orientamento delle scienze aziendali.

Come analizzarla

  • Elementi che la identificano
  • Se situazioni complesse, ognuna è un gesto unico (difficile fare un modello per via delle diverse variabili)

Permette di ottenere la classe dei diligenti. Implica l'umiltà: riconoscere che si hanno ancora lacune. Avere un approccio basato sulla complessità richiede la verifica di informazioni e saperle analizzare → utilizzo sapiente delle fonti. La storia è lo studio condotto scientificamente sulla base di una documentazione raccolta e valutata criticamente.

La storia d’impresa ha come fine quello di fare in modo che il passato diventi memoria degli individui, delle aziende e della collettività. "La storia è il passato realmente vissuto da uomini di carne e di sangue solo se possiamo conoscerlo". → La storia è ciò che del passato si riesce a possedere.

I mezzi della storia d’impresa sono la curiosità, l’inquietudine, l’angoscia esistenziale, l’intelligenza e lo spirito dello storico. Le fonti si distinguono in:

  • Scritte:
    • Documentarie o primarie
      • Documenti storici: "carte" prodotte, a vario titolo, dai soggetti sotto osservazione:
        • Carte pubbliche: documenti prodotti dallo stato volontariamente (indagini statistiche, censimenti ecc.) o involontariamente (finalità fiscali, anagrafiche, amministrative ecc.)
        • Carte semi-pubbliche: documenti prodotti da enti di diritto pubblico (camere di commercio, enti ospedalieri)
        • Carte private: documenti prodotti a vario titolo da enti privati (aziende, famiglie, individui). Si distinguono in: personali (lettere, testamenti, diari) e aziendali (documentazione contabile, carteggi diversi come lettere della direzione, libri obbligatori).
    • Narrative o derivate (produzione letteraria, coeva o contemporanea, celebrativa, critica, divulgativa ecc.)
  • Figurate
  • Orali (leggende, tradizioni, testimonianze)

Il mestiere dello storico

"Ogni indagine, ogni scritto, se vuole avere un senso deve cercare di fornire risposte ad un problema, che va posto con cura e competenza" [C.M. Cipolla]

  • Formulare correttamente la domanda
  • Cercare le fonti più adatte a fornire una risposta
  • Interpretarle

Gli strumenti da utilizzare sono:

  • Fonti derivate contemporanee (bibliografia: produzione disciplinare e storiografica)
  • Fonti primarie e fonti derivate coeve (= contemporanee)

L’impresa e le sue interpretazioni sono state oggetto di interesse di numerose discipline oltre all’economia e agli studi di management.

Lezione 2: Contesto di riferimento

L’impresa interagisce con il contesto esterno in senso biunivoco (si influenzano a vicenda). → correlazione tra mercato/ambiente e impresa → relazione biunivoca. L’impresa è influenzata da fattori esterni e interni.

Vi sono variabili, fattori che determinano l’assetto dell’impresa e del contesto. Impresa = insieme di beni e servizi organizzati dall’imprenditore. Il concetto di impresa è strettamente correlato con quello di imprenditore. Forte relazione tra impresa e imprenditore (Se l’azienda è piccola queste figure coincidono: impresa e imprenditore (o famiglia dell’imprenditore) coincidono).

Nella letteratura economica ci si è concentrati sulla figura dell’imprenditore (Schumpeter): L’imprenditore è il motore del progresso e della crescita = colui che consente di far crescere l’economia e di migliorare le condizioni economiche dell’azienda, colui che ha capacità creative e che è innovativo. Colui che ha anche la capacità di avere una creatività distruttiva che distrugge ciò che c’è di vecchio e introduce le novità/il nuovo. → L’imprenditorialità è una dote misteriosa.

Meno misteriosa è l’organizzazione → quando un’impresa cresce (dalla fine dell‘800) e non c’è più coincidenza con imprenditore (non più impresa personale/famigliare) nasce il concetto di organizzazione = gerarchia manageriale = organizzazione interna all’azienda.

Gli imprenditori sono coloro che realizzano le innovazioni, ossia una nuova combinazione dei fattori produttivi. Definiamo imprenditori coloro che innovano, assumono rischi, colgono le opportunità e, soprattutto, assumono le decisioni ai massimi livelli aziendali. I più importanti sono coloro che riescono a sincronizzare l’attività della loro impresa con le caratteristiche del paradigma tecnologico che offre il contesto in cui si trovano a operare. Da questo punto di vista, evidenziamo diversi livelli di imprenditorialità e una tipologia variegata di imprenditori.

Imprese per produrre devono acquistare materie prime, macchinari, capitale, forza lavoro, istituzioni, mercato, tecnologia.

Elementi presenti in tutte le imprese

  • Materie prime/semilavorati (se impresa manifatturiera)
  • Elevate relazioni/connessioni con il contesto di riferimento naturale e geografico (disponibilità di risorse è legate a clima, posizione geografica) e con le modalità in cui nel contesto si gestiscono le risorse.

Elevata complessità → ci sono paesi ricchi di risorse naturali ma senza aziende che le sfruttano. → Concetto di istituzioni: il tipo di istituzioni presenti in una società condizionano l’impresa e l’economia. Per istituzioni si intende: stato, politiche economiche, politiche internazionali, la scelta o la non scelta di fare una banca europea, accordo di Maastricht, decisione di fare scuole pubbliche o private, legislazioni sul lavoro o meno, fare una politica fiscale di un certo tipo o meno ecc.

  • Personale, risorse umane. Si distinguono principalmente in due tipologie:
    • Imprenditore / Manager
    • Forza lavoro
  • Capitale, sotto forma di:
    • Impianti, Macchinari, Attrezzature
    • Circolante (denaro, liquidità)
  • Output
    • Mercato: il prodotto ha bisogno del mercato, legame prodotto-contesto. L’impresa produce beni che vanno sul mercato se c’è domanda. Relazione classica: domanda = offerta. Può succedere che l’output sia maggiore della domanda oppure non è legato alla domanda ma diventa capace di creare la domanda. La produzione delle imprese non è sempre la risposta al bisogno di consumo. Dal 1920 negli USA si verifica un fenomeno nuovo: è l’offerta che crea la domanda. Si tratta di un fenomeno attualmente molto diffuso (es. uscita di nuovo iPhone). → si induce il bisogno nel consumatore: si crea necessità, bisogno di consumo e quindi la domanda. In Europa arriva negli anni ’50. Per indurre la domanda lo strumento principale è la pubblicità (già presente nell’800). Prima l’induzione del bisogno avveniva solo per una piccola parte di mercato: la popolazione ricca attenta alle novità quindi nel settore dei consumi di lusso. Nel ‘900 si passa da consumi di lusso ai consumi di massa → l’impresa inizia a produrre beni che in quel momento non erano domandati.

Il rapporto tra impresa e mercato è essenziale: senza mercato l’impresa non può esistere e inoltre il mercato è essenziale per l’economia. Questo rapporto è cambiato moltissimo nel tempo in relazione agli elementi dell’impresa e agli elementi del contesto che hanno consentito all’impresa di offrire un nuovo mercato. Esempi:

  • Prodotto fortemente influenzato dal mutare del rapporto delle componenti di capitale:
    • Elevati investimenti in immobilizzazioni (impianti, macchinari) → l’azienda avrà il problema delle dimensioni che le consentono di raggiungere economie di scala (riduzione del costo unitario con l’aumentare della quantità prodotta) → possibile se i macchinari producono tanto (es. catena di montaggio di Ford). → Possibilità di indurre i bisogni. (Es. Ford ha aumentato stipendi a operai al fine che acquistassero automobili → Ford non ha risposto a una domanda ma l’ha creata). Uguale per primi televisori, PC, telefoni → induzione della domanda.
    • Imprese con pochi macchinati non possono ottenere economie di scala quindi non possono indurre i bisogni. Il rapporto impresa-mercato è collegato alla quantità di impianti.
  • Tecnologia
    • La tecnologia interagisce con l’impresa sia nel senso che l’impresa usa le tecnologie/conoscenze esistenti ma allo stesso tempo se l’impresa riesce a fare innovazione tecnologica riesce a cambiare la tecnologia esterna. Partendo dalle conoscenze esistenti si può fare innovazione tecnologica tramite l’impresa (produce prodotti tecnologicamente nuovi). Ciò consente all’impresa di aumentare il proprio patrimonio tecnologico.

La tecnologia è una variabile esogena o endogena?

  • Tanti la ritengono esogena e quindi data dall’esterno.
  • Spesso però è il frutto dell’attività dell’impresa quindi endogena. Passando a una concezione di tecnologia legata alla scienza, le imprese hanno iniziato a interessarsi di ricerca e sviluppo e a incrementare il loro patrimonio tecnologico. La tecnologia inizialmente si è sviluppata in modo totalmente autonomo dalla scienza fino ad arrivare a produrre innovazioni su base scientifica in quanto il metodo empirico non era più sufficiente. La collisione tra tecnologia e scienza si ha in due grandi novità di fine ‘800:
    • Nascita di imprese che decidono di creare divisioni di ricerca e sviluppo al loro interno (soprattutto in Germania con le imprese chimiche)
    • Invenzione dell’elettricità → centrali elettriche → necessità di conoscenze scientifiche

Affinché un’invenzione diventi innovazione tecnologica deve entrare nel processo produttivo. Si ha innovazione tecnologica se si ottiene un incremento della produttività. La tecnologia permette l’incremento della produttività e di conseguenza del profitto. A fine ‘800 la tecnologia non può più essere definita esogena e indipendente: diventano le imprese stesse la fonte di conoscenze tecnologiche e scientifiche. Continuo rapporto con centri di ricerca. Forte collegamento tra il ruolo delle istituzionalizzazioni e il ruolo delle imprese.

Inghilterra: perse la sua posizione di privilegio sul mercato intorno al 1850-1870/80 → paese dominante nel settore del tessile e il primo a costruire le macchine. Londra in quegli anni (prima rivoluzione industriale) era il centro del mondo ma nell’arco di 20/30 anni, la Germania e gli USA iniziarono ad emergere. → I coloni dell’America del Nord nel 1880 iniziarono a primeggiare sulla madre patria.

Principali invenzioni dell’800: locomotiva e telegrafo → strumenti particolarmente utili per lo sviluppo degli USA. Importanti data la loro grandezza. Contemporaneamente si verifica il declino dell’Inghilterra → istituzioni-cultura: gli inglesi non disdegnano investimenti nel sistema educativo → non molto sviluppata dal punto economico. 1850: esposizione universale al Crystal Palace.

Inizia l’era in cui si sviluppa la correlazione tra scienza ed economia. Le invenzioni inglesi della prima rivoluzione industriale non avevano nulla di scientifico. Gli inglesi erano bravi artigiani/meccanici. Non considerano lo sviluppo/cambiamento della tecnologia come scienza. L’Inghilterra rimane indietro. Mantiene atteggiamento snob nei confronti dell’istruzione e considera di seconda classe le innovazioni tecnologiche scientifiche poiché essi danno priorità agli aspetti umanistici (aspetti culturali).

Sviluppo in Francia, Zurigo (politecnico), Alsazia (scuole tecniche), Italia (politecnico di Milano) dal punto di vista scientifico-tecnico con l’introduzione di nuovi politecnici o scuole tecniche. Paesi precedentemente arretrati rispetto all’Inghilterra che sviluppano l’istruzione scientifica e tecnica.

Dal punto di vista dell’organizzazione di un’impresa manifatturiera: Dopo la fase del Taylorismo (catena di montaggio) segue la fase del Toyotismo. Le fasi della transazione da un paradigma tecnologico all’altro, sono determinate da variabili quali:

  • Le competenze tecniche;
  • La conoscenza scientifica;
  • Le fonti di energia;
  • L’intensità di capitale.

Il progresso tecnologico è cumulativo, ma registra anche sostanziali discontinuità.

Cultura: difficile da definire. Nesso tra cultura e nascita dell’impresa.

Lezione 3: Impresa nella storia

Sintesi dell’impresa nella storia

Pre-industriale 1ª rivoluzione industriale 2ª rivoluzione industriale

Impresa Agricola: Terra + Investimenti Impresa tessile: Principalmente in capitale Impresa Artigiana: Dotazione di capitale circolante. Capitale limitata Impresa meccanica: Elevato Impresa tessile: ammontare di K investimento in capitale fisso limitato → maggiormente composto da (90%) acquisto di macchinari.

Impresa Agricola: con l’aumento di T, Invenzione della macchina a vapore. Innovazioni principali:

  • Elettricità
  • Motore a scoppio
  • Nuova chimica

Impresa Artigiana: variabile endogena fortemente sviluppata

Impresa Artigiana = mercato vicino o tramite intermediazione del banchiere/mercante che porta i prodotti lontani. Impresa meccanica: risorse vicine

Impresa Artigiana = vicine Impresa meccanica: risorse vicine

Impresa Agricola piccola e Artigianale: coincidenza tra lavoro e capitale. K = L Impresa tessile: forza lavoro femminile o bambini. Impresa meccanica: forza lavoro maschile e altamente qualificata.

  • Tipologie di Impresa agricola
  • Impresa industriale: La grande impresa
  • Impresa tessile
  • Impresa artigiana o Impresa meccanica
  • Impresa mercantile o (grande e piccola)
  • Impresa manifatturiera (proto-industria)

Tratti salienti dell’impresa nei macro-periodi e valutazione delle connotazioni che le principali variabili assumono nel tempo e nello spazio. Permette di individuare alcune tipologie di impresa emblematiche di certi periodi che si possono ritrovare anche in altri periodi. Nonostante i mutamenti avvenuti alcuni aspetti caratteristici delle imprese precedenti permangono. Ancora oggi vi sono le tipologie più antiche in determinate aree geografiche. Infinità di tipi di imprese che sono la stratificazione di varie tipologie sorte nel tempo.

I macro-periodi analizzati sono:

  • Pre-industriale (dal 1000 al 1700: dal medioevo)
  • 1ª rivoluzione industriale (Inghilterra tra fine ’700 e fine ’800 che coinvolge tutto il mondo)
  • 2ª rivoluzione industriale che dà la forma alle imprese e alle economie attuali.

Pre-industriale

L'economia preindustriale europea era fondata quasi esclusivamente sul settore primario, negativamente influenzato dalle condizioni climatiche e dalle lunghe guerre che causavano imprevedibili flessioni nella produzione. Inoltre, fattori culturali e sociali, insieme a un assetto economico e politico fondato sulla diseguaglianza e sulla scarsa mobilità, condizionavano negativamente l'andamento della domanda aggregata. Solo nei tre secoli precedenti alla rivoluzione industriale questo contesto ha presentato segni di cambiamento: l'economia è diventata nel suo complesso progressivamente più dinamica grazie alla diffusione di una serie di importanti innovazioni nel settore primario: la cosiddetta "rivoluzione agraria".

Questi processi innovativi non si sono diffusi in maniera omogenea a livello continentale: Inghilterra, Europa nord-occidentale e Italia settentrionale ne hanno tratto forti vantaggi mentre le periferie sono rimaste caratterizzate da arretratezza e stagnazione economica, rimanendo esposte alle conseguenze di crisi economiche potenzialmente devastanti.

Le imprese si distinguevano in:

  • Impresa agricola

Il capitale (K) coincideva con la terra e la proprietà era dei nobili. In tutta Europa vi era un costante flusso di capitali che venivano investiti nella terra. Durante la crisi del ‘600: Venezia ha perso di importanza (perdita di potere del Mediterraneo) ma ricca di terre acquistate nell’entroterra. → la terra era vista come un rifugio, un luogo dove mettere al sicuro il denaro.

K = terra quando la tecnologia era molto arretrata. Quando cresce maggiore esigenza di macchinari o investimenti per aumentare la profittabilità della terra → K = Terra + Investimenti → il grosso resta la terra.

A seconda che l’impresa agricola sia grande o piccola (piccola azienda contadina dove vi è coincidenza nella persona che dà lavoro e da capitale) vi è maggiore o minore investimento. L’impresa agricola piccola nasce come impresa familiare (coincidenza capitale e lavoro). Identità famiglia-impresa che si traduce nella contabilità → bilanci di famiglia coincidenti con i bilanci dell’impresa. No differenza tra famiglia e impresa (in inglese famiglia detta anche “Household” = famiglia che gestisce la casa).

La coincidenza K = L è possibile solo quando le dimensioni dell’impresa sono contenute.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 31
Storia economica e dell'impresa Pag. 1 Storia economica e dell'impresa Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica e dell'impresa Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica e dell'impresa Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica e dell'impresa Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica e dell'impresa Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica e dell'impresa Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia economica e dell'impresa Pag. 31
1 su 31
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco_vimercati di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Licini Stefania.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community