STORIA ECONOMICA E DELL’IMPRESA
• Storia: è la cornice più grande, ci occupiamo del passato e la storia ha a che fare col passato.
È il soggetto, il sostantivo e quindi è centrale. Perché l’analisi critica del passato (storia) è
centrale? Ci occuperemo di questo nel corso. Due aspetti importanti della storia sono: la
complessità e … . La complessità cioè ogni volta che guardiamo al passato e cerchiamo di
fare l’analisi di una vicenda del passato, ci accorgiamo che per capirla dobbiamo prendere in
considerazione innumerevoli fattori. Se c’è un elemento imprevisto non di tipo economico e
quindi che non viene preso in considerazione nella pianificazione strategica aziendale, tutti i
→
modelli di gestione aziendale non funzionano più è una questione di complessità: ad
esempio la variabile domanda/consumo non dipende solo dal reddito dei consumatori ma
anche dall’andamento della moneta, la politica internazionale, la localizzazione delle risorse,
dal covid ecc. L’azione multipla di fattori economici aziendali politici sociali religiosi
determina ripercussioni e crea la complessità reale. Occuparci di storia ci consente di
guardare agli individui che hanno vissuto in collettività prima di noi come ad un esperimento
→ la storia è un modo per fare esperimenti sulla società perché vedo episodi già finiti e posso
valutare cosa è successo in quelle condizioni. Quello che emerge è sempre che le cose sono
complicate. La storia ci consente di vedere ciò che è realmente accaduto dandoci l’idea della
→
complessità apprendere questa complessità.
Archivio: il luogo in cui è conservata la memoria del passato.
• Economica: economia. L’impresa sta dentro il contesto economico e c’è una duplice
interazione tra economia e impresa. Secondo alcuni studiosi è l’impresa che fa economia
mentre secondo altri è l’economia che determina le caratteristiche dell’impresa. Origine
semantica della parola economia: eco (casa) e nomia (legge) che deriva dal greco cioè
l’insieme di regole che governa la casa intesa come famiglia/unità sociale ed economica e
per molti secoli (fino al 1800) la famiglia è stata l’unità produttiva fondamentale. Quindi
l’economia cioè tutto ciò che ha a che fare con la produzione e la distribuzione della ricchezza
è la scienza che studia quanto si produce, come e come viene distribuita la ricchezza. Questa
definizione ingloba tutti gli aspetti dell’economia.
• Impresa: parliamo di evoluzione relativa alle strategie delle imprese. L’impresa è un soggetto
economico (non una istituzione sociale o un ente finalizzato al profitto), la dimensione di una
impresa è cruciale per il successo? Dipende dalle situazioni, i tipi di impresa oggi sono
parecchi.
Storia d’impresa cos’è?
Il cos’è richiama i tentativi di definizione dati nella lezione scorsa. Altre possibili definizioni di questa
possibile disciplina: business history è una disciplina che ha al centro l’impresa e che ha come
contorno il contesto in cui l’impresa è cioè l’economia. La storia d’impresa come tutte le scienze ha
una sua storia. Di seguito troviamo alcuni pensieri che possiamo chiamare definizioni della
disciplina, che sono in ordine cronologico: 1
Gras apparteneva ai pionieri della business history, che nasce come disciplina accademica
all’Università di Harvard dove fu creata la prima e più famosa business school, ed è proprio attorno
all’Harvard Business School e ad un suo centro di ricerca che nasce la Business History. Il fondatore
di questo centro di studi è Schumpeter, economista molto famoso che diventa una pietra miliare
nello studio dell’economia perché introdusse due concetti nuovi per gli economisti del tempo: il
concetto di ciclo e ciclicità degli andamenti dell’economia, e l’attenzione che pone sul fattore
→
dell’imprenditorialità dice che l’imprenditore svolge un ruolo fondamentale nel definire e
determinare l’andamento dell’economia, che fa da traino nella crescita economica. Nel momento
in cui dice che l’imprenditore è il motore dell’economia, immediatamente l’impresa diventa il
motore dell’economia perché imprenditore e impresa sono in simbiosi (non ci può essere un
imprenditore senza impresa). Questa attenzione teorica sull’imprenditore fa nascere un interesse
scientifico accademico diffuso sull’imprenditorialità, l’imprenditore e l’impresa. Da questo interesse
nasce ufficialmente la disciplina Business History e quindi storia d’impresa. Gras definisce la storia
d’impresa e ha bisogno di dire che cos’è la storia d’impresa perché nessuno la conosce.
“Business history is the collective biography of firms, large and small, past and present.
This is not all the subject, but it is at least the basis of further progress in the field. In
studying this subject, we want the business history of business men and firms, not the
political or social activities of these units. Otherwise expressed, we seek the history of
business enterprise-how business has been organized and controlled through
administration and management.” (Gras 1934)
Biografia collettiva: si diffonde poi in altre scienze sociali. È importante parlare di biografia
collettiva perché se si hanno tante biografie (ovvero tante storie di imprese) si può comparare,
e senza comparazione non ci può essere conoscenza critica.
Non è che la storia d’impresa si esaurisca nella biografia collettiva delle imprese, ma senza
ricostruire un po’ di storia d’impresa non si può andare avanti, è il punto di partenza.
Se faccio la storia di impresa mi occupo di imprenditori e di imprese (non di impegni politici,
sociali diplomatici ma mi interesso solo alla natura economica)
Precisa che si occupano delle imprese e questo vuol dire anche vedere come sono state
organizzate, controllate e gestite attraverso il loro apparato amministrativo e gestionale. Non
vuol dire solo raccontare in modo descrittivo, ma cercare di avere uno sguardo dentro per
vedere come ha funzionato e capire come all’interno ha agito il singolo imprenditore,
l’organizzazione, la gerarchia manageriale ecc.
Questo concetto dell’amministrazione ovvero della struttura organizzativa dell’impresa, viene
ripreso da Larson:
“Business history is "the study of the administration and operation of business in the
past," …… its end product consists of "biographies of men and histories of firms” (Larson
1990). 2
È lo studio di come l’impresa ha operato nel passato e si concretizza nella produzione di biografie
di uomini (imprenditori) e di storie di impresa, attraverso lo studio di come hanno operato questi
uomini e queste imprese.
L’ultima è di Lepore (storico economico e d’impresa italiano) che ci introduce ad un altro aspetto
importante della storia d’impresa che è l’apertura, l’andare oltre agli aspetti di amministrazione e
operatività, con la consapevolezza che l’impresa non è chiusa e isolata, ma essendo un soggetto che
ha a che fare con tutto ciò che c’è fuori ha bisogno dell’apporto di altre discipline e altri approcci.
“Business history, while not clearly or widely recognized is an open discipline that can
include, in addition to issues related to the evolution of economy, enterprises, market
and business world, other institutional, cultural and social areas, related to
contemporary implications derived from the long process of industrialization…” (Lepore,
2012)
Se voglio davvero capire una impresa e la sua storia passata devo tener presente quello che
accade nell’economia, sul mercato, nel mondo degli affari, ma anche tener presente e usare
strumenti di indagine che possono riguardare settori, campi d’indagine che hanno a che fare con
le istituzioni, la cultura ecc. tutto in relazione al processo di sviluppo che una certa impresa, un
certo contesto sta vivendo.
Franco Amatori è uno storico d’impresa del giorno d’oggi: considerando tutto ciò che è stato detto
precedentemente, dà delle istruzioni su cos’è la storia d’impresa e come la costruisci. Come fai a
fare la storia d’impresa?
“ ……… to write any kind of business history you need to include data concerning the
organization of the enterprise, its managers, the way in which capital was acquired, the
technical evolution of its production, relations with workers, the formation of fixed
capital, cash flows, production costs, prices of products and the way they are brought to
market, coalitions and agreements, relationships between the enterprise and the
political economy, the economic results of the firm, and then the collocation of its results
inside the general trend of the economy.” F. Amatori
Bisogna guardare: come evolve nel tempo, l’organizzazione dell’impresa, i managers (o
imprenditori), il modo in cui il capitale è stato acquisito (il finanziamento), l’evoluzione tecnica
della produzione (la tecnologia), le relazioni industriali (da punto d vista attuale: business ethics),
che tipo di investimenti di immobilizzi decido di fare, cash flows, costi di produzione (contabilità),
come porta i prodotti al mercato (marketing), uno sguardo sulle multinazionali, relazioni tra
azienda e la politica economica (relazione
stretta), il profitto (e i vari indicatori) e come ha
contribuito e interagito l’impresa nell’economia.
Da qui deriva che l’impresa non è isolata ma sta
dentro l’economia e quindi la storia d’impresa sta
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dentro la storia economica; l’economia è il macro insieme e dentro c’è un insieme che è
l’impresa.
Perché studiarla?
Abbiamo diverse opinioni:
Ford dice che la storia è passato e quindi non interessa.
History is more or less bunk. It’s tradition. We don’t want tradition. We want to live in
the present and the only history that is worth a tinker’s damn is the history we made
today. Henry Ford (1916)
Hagel dice che la storia non ha insegnato niente a nessuno.
“What experience and history teach is this---that people and governments never have
learned anything from history or acted on principles deduced from it.” Hegel (1837)
Santayana: famosa la sua frase chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo; sottolinea
l’importanza della storia (lui parla della storia in generale ma si intende anche storia d’impresa).
“Progress, far from consisting in change, depends on retentiveness. Those who cannot
remember the past are condemned to repeat it.” Santayana (1905)
Harvard Business School: si sottolinea la capacità di training che ha la storia di impresa, e quindi
anche la storia economica, per insegnare a chi di mestiere fa il business man, il manager, agli
studenti ecc. ad imparare dal passato, tirando fuori conoscenze da piccoli indizi.
Business history provides a unique resource to enable educators, practitioners, and
policymakers to learn from the past through rich and nuanced evidence on the key issues
faced by the world today. (http://www.hbs.edu/businesshistory/Pages/default.aspx)
HBS (nowadays)
Dearlove è un professore di management e anche di business history. Secondo lui serve la storia e
la business history, dice che la storia è una capacità utile per il business perché l’abilità di pensare
storicamente è parte integrante non solo di una generale formazione, ma è anche essenziale per
una buona business education. Sottolinea l’idea dell’esperimento: non importa se sto studiando
Roma o Enron ma bisogna abituarsi a trovare poche informazioni piccole e sparpagliate, opinioni
diverse e da qui bisogna tirare fuori la storia. Sapersi orientare in queste informazioni è un tipo di
mestiere che devono fare anche gli imprenditori.
“My sense is that history is a pretty indispensable business skill …You have to see an
ability to think historically as an integral part of, not only a good general education, but
also of a good business education. … I don’t think it really matters whether you’re looking
at ancient Rome or Enron, your challenges are much the same. You have to deal with
extremely patchy, sometimes unreliable, written evidence and conflicting versions of
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events. So, you have to try to extract from, say, the available numbers, some sense of
how business or government operated.”
Storia d’impresa, come…?
I fini della storia dell’impresa: qual è il processo mentale, culturale dentro al quale sta un lavoro di
storia di impresa. L’obiettivo generale è far sì che il passato diventi memoria. È chiaro che non
sempre il passato è memoria, a volte non c’è nessuna memoria del passato. Il passato è il tempo
passato, il passato di un individuo, di una impresa, di una città, di una collettività cc. oggettivamente
→
esiste. Di questo passato noi sappiamo solo quello di cui abbiamo memoria il passato esiste, sono
gli eventi di tempi precedenti al presente, ma questo passato non è necessariamente memoria
perché noi al presente abbiamo una concezione del passato strettamente legata alla memoria. C’è
una selezione, una indagine che ciascuno di noi fa sul proprio passato, che fa sì che il passato diventi
memoria. Quando diventa memoria ne acquisiamo consapevolezza e in questo momento diventa
storia. Se il passato non diventa memoria l’umanità sbaglia. La storia e il suo metodo di lavoro
consentono di trasformare il passato in memoria.
Marrou: “…la storia è il passato realmente vissuto da uomini di carne e di sangue… Solo
se possiamo conoscerlo.”
Per come siamo abituati a sentire la storia sembra che raccontino leggende, non arriva che si parla
di temi che potrebbero riguardarci, ma vissuti un attimo prima di noi. Nel passato c’erano persone,
imprese, gruppi sociali che erano come noi. Il passato di questi diventa storia solo se possiamo
conoscerlo.
“La storia è ciò che del passato riusciamo a possedere”
Ciò che non riesco a possedere (conoscere), di cui non ho memoria è come se non esistesse.
Come possediamo questo passato? Come si fa a fare la storia? La storia è una disciplina sociale e
quindi si possono dare solo delle indicazioni generali su come si può fare la storia (non si possono
dare istruzioni, dei passaggi). Indicazioni generali che abbiano un minimo di base scientifica cioè
affidabile. Per fare la storia servono due ingredienti principali: lo storico, lo studioso (chi vuole
studiare la storia, chi vuole costruirla) e le fonti.
o Lo storico è un essere umano e in quanto tale è un animale sociale, vive in società, vive
in un ambiente che ha certe predisposizioni culturali, in un ambiente con ideologie più o
meno radicate, in un ambiente che gli ha garantito o meno un certo percorso culturale
ecc. Abbiamo degli elementi di rischio o soggettività già se guardiamo al protagonista
della storia. Lo storico dev’essere oggettivo: lo storico può provare ad essere soggettivo
o meglio si può fare una storia di parte. In alcuni casi si è riscritta la storia di un paese a
fini propagandistici: in quel caso lo storico non è oggettivo. C’è una non oggettività
talmente clamorosa che non crea problemi in questo caso dal punto di vista della ricerca
scientifica (ad esempio nei regimi fascisti). In caso contrario lo studioso è oggettivo. Però
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per quanto uno studioso sia in buona fede, resta il fatto che si tratta di un essere umano
che in quanto tale è immerso in un certo contesto culturale. Ad esempio, studiare gli
impresi negli USA non è come studiare le imprese in Europa. Per avere un atteggiamento
critico dobbiamo tenere presente che lo storico è a sua volta condizionato dalla storia. È
un dato di fatto l’importante è averne la consapevolezza. →
o Le fonti. La parola fonte può essere tradotta con la parola traccia, indizio qualsiasi
traccia, impronta, orma, indizio di cose avvenute nel passato. Residui del passato. Le fonti
non parlano da sole e possono esistere fonti che però si limitano ad avere il ruolo di
residui del passato e se nessuno le indaga non dicono niente. Sono oggettivamente un
rimasuglio del passato ma bisogna poi andarle a individuare, raccogliere, sistematizzare,
analizzare criticamente e interpretare.
La storia è lo studio condotto scientificamente sulla base di una documentazione raccolta e valutata
→
criticamente. che cosa vuol dire critica? Consapevole. Vuol dire sapere da dove arrivano quelle
fonti. Scoprire chi ha prodotto quella traccia, scoprire se è autentica, capire in quale contesto è stata
prodotto, perché. Quando per ognuna di queste tracce ho una descrizione, le raccolgo e metto
insieme gli indizi. Questa concezione della storia e delle fonti è relativamente recente, parte dal
1600. Solo nel 1600 si inizia a riflettere sulla disciplina storica, sulla storia come scienza perché si fa
una riflessione scientifica anche sulle fonti. Si arriva ad una classificazione condivisa delle fonti (alla
base di un lavoro scientifico c’è una classificazione). Procedere ad una organizzazione del sapere
sempre un passo importante per l’acquisizione di un metodo scientifico. La classificazione è una
costruzione mentale inventata dagli individui per meglio comprendere. Nelle scienze sociali le
classificazioni sono permeabili (ogni gruppo può strabordare nell’altro) per&og
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Appunti del secondo parziale di Storia economica
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Appunti totale Storia economica
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Appunti esame Storia economica
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Gestione economica dell'impresa vivaistica - Appunti