Industrializzazione europea: first comers, second comers e late comers
Secondo una convinzione comune, l’Inghilterra era il paese da imitare, la Gran Bretagna era infatti il first comer, ossia il paese decollato per primo, attraverso uno sviluppo spontaneo, lento e graduale, e che poté godere di determinati vantaggi.
Vantaggi
Il maggiore di essi fu la sostanziale assenza di concorrenza ai suoi manufatti, che riusciva a produrre a costi sempre più bassi.
Svantaggi
Uno svantaggio era però costituito dal fatto che, essendo il primo paese a percorrere la strada dell’industrializzazione, commise errori, conobbe insuccessi e dovette affrontare problemi sconosciuti che fu costretta a risolvere per approssimazioni successive.
I paesi ritardatari, che decollarono più tardi, ovvero second comers e last comers.
Vantaggi
Essi poterono godere dei vantaggi dell’arretratezza, costituiti dalla possibilità di utilizzare innovazioni e processi tecnologici sperimentati dalla Gran Bretagna.
Svantaggi
Il principale svantaggio dei ritardatari, era dato dalla necessità di dover compiere un grande sforzo per agganciare il paese leader. Per indicare questo sforzo, gli economisti hanno utilizzato il termine catching up.
Se in Gran Bretagna esistevano i prerequisiti dello sviluppo, i paesi che ne erano privi dovettero ricorrere ai fattori sostitutivi. I principali sarebbero stati le banche e lo Stato che sostennero l’iniziativa privata.
Agli inizi del 700, la Gran Bretagna non era il paese più sviluppato d’Europa. Nel corso del 600 i Paesi Bassi, infatti, avevano conosciuto un periodo di grande splendore.
- Avevano trasformato in fertili poderi, polders, molte terre sottratte al mare grazie alla costruzione di imponenti dighe
- Praticavano l’allevamento del bestiame nelle stalle
- Avevano una lunga tradizione nel ramo tessile e in quello delle costruzioni navali, nella raffinazione dello zucchero di canna
- Disponevano di un vasto impero coloniale
- Erano specializzati nel trasporto per conto terzi
- Erano all’avanguardia nelle operazioni finanziari, grazie alla Borsa, alle banche e alle compagnie di assicurazione
Nel 700 però, la piccola Olanda non fu in grado di resistere all’ascesa dei suoi grandi vicini: Inghilterra e Francia. Alcune delle sue attività vennero schiacciate dalla concorrenza. Con la decadenza dell’Olanda, la Gran Bretagna non ebbe più rivali e il suo modello di sviluppo fu imitato da altri paesi europei. Fra questi spicca il Belgio, che fu il primo Stato dell’Europa continentale ad adottare il modello industriale britannico.
L'economia statunitense dalla fine del Settecento alla prima guerra mondiale
Il decollo degli Stati Uniti è stato collocato fra il 1840 e il 1860. Il suo sviluppo fu rapido e spettacolare e si svolse secondo un modello nuovo e originale caratterizzato da:
- Esistenza di un territorio immenso
- Uso delle macchine molto più ampio che in Europa
- Elevata produttività
- Mercato interno in continua espansione
Al momento della loro costituzione, gli Stati Uniti si presentavano come un paese libero e nuovo.
Libero perché:
- Non conobbero il feudalesimo e le corporazioni
- Non vi erano classi privilegiate o interessi precostituiti che si opponessero ai cambiamenti, ma prevaleva una classe media, middle class, convinta che non vi dovesse essere nessun ostacolo alla crescita sociale ed economica di ogni individuo.
- La stessa Guerra d’Indipendenza, 1775-1783, scaturì da un moto di libertà.
Le tredici colonie inglesi si ribellarono infatti alla politica mercantilistica della madre patria, che le considerava un serbatoio di materie prime e uno sbocco per molti dei suoi manufatti, e, perciò, imponeva una serie di vincoli alla libera espansione dell’attività economica.
Nuovo perché
Era un paese sconosciuto e dotato di grandi risorse, che bisognava:
- Popolare
- Colonizzare
- Industrializzare
Popolamento
Il popolamento fu molto rapido, la popolazione si era raddoppiata ogni 23 anni. Questo fortissimo incremento fu dovuto all’eccedenza delle nascite sulle morti e, in parte, ai nuovi arrivi dall’Europa. Infatti fra il 1820 e il 1860, almeno 5 milioni di persone giunsero in America provenienti dalle isole britanniche e dalla Germania.
Il flusso maggiore si ebbe:
- Alla fine del 1840, quando l’Europa fu colpita da cattivi raccolti e dalle rivoluzioni del 1848
- All’inizio del 1850, quando la scoperta dell’oro in California attirò parecchi immigrati
Nonostante l’aumento della popolazione, la densità demografica rimase molto bassa a causa dell’ampliamento del territorio nazionale. La popolazione americana era molto giovane e anche molto istruita, poiché la necessità di leggere la Bibbia, induceva i protestanti a prestare particolare attenzione all’istruzione.
Colonizzazione e mito della frontiera
La colonizzazione dell’Ovest e il mito della frontiera hanno avuto un’importanza notevole nella storia politica ed economica degli Stati Uniti. Nell’Ovest vi era:
- Terra in abbondanza da coltivare o da destinare al pascolo
- Giacimenti di carbone
- Foreste
- Risorse idriche, laghi, fiumi e un oceano ricco di pesce
- Bisonti e altri animali da pelliccia
- Oro e argento
La frontiera, ovvero quello spazio che delimitava le zone colonizzate da quelle ancora da colonizzare, era in continuo movimento verso occidente, a mano a mano che gli Stati Uniti si ingrandivano:
- Nel 1803 il territorio raddoppiò, grazie all’acquisizione della Louisiana
- 1819 fu annessa la Florida, acquistata dalla Spagna
- 1845-1848 vennero annessi il Texas, Nuovo Messico e California, sottratti al Messico
La frontiera interessò:
- Inizialmente il Midwest o Middle West
- Regioni del Nordovest fra i Grandi Laghi e le Montagne Rocciose
- Successivamente il Far West
- Pianure a occidente del Mississippi fino all’Oceano Pacifico
L’avanzata dell’uomo bianco distrusse la povera economia dei Pellerossa, basata essenzialmente sulla caccia al bisonte. Gli indiani furono costantemente scacciati dai loro territori, e costretti a vivere in aree delimitate, le riserve. Il loro numero si era ridotto drasticamente, e furono ulteriormente decimati in seguito a tre decenni di guerre spietate.
Secondo Turner, lo storico della frontiera americana, la colonizzazione dell’Ovest si svolse in quattro tappe:
- Cacciatore: Il primo pioniere era cacciatore, mercante o missionario.
- Allevatore: Arrivarono poi gli allevatori di bovini e ovini che praticavano l’allevamento brado su vaste estensioni di terra
- Agricoltore: Giungeva poi l’agricoltore che dissodava la terra
- Vita urbana: Infine si insediava la vita urbana: sorgevano città con grandi edifici in mattoni, scuole, tribunali e chiese, giungevano uomini provvisti di capitali e spirito imprenditoriale e tutta la regione conosceva così un rapido sviluppo
Turner, riteneva che lo spirito della frontiera avesse contribuito a modellare il carattere americano. Le condizioni di vita resero gli uomini della frontiera egualitari, individualisti e intraprendenti. I coloni dovevano disporre di una certa somma per affrontare il lungo viaggio verso l’Ovest e potevano contare sull’aiuto di numerose banche. La costituzione delle banche era regolata da leggi dei singoli stati che non imponevano particolari obblighi e formalità. Se i coloni rimborsavano i prestiti ottenuti, anche le banche prosperavano, altrimenti potevano fallire e i loro biglietti perdevano ogni valore. Alla vigilia della Guerra di Seccessione, 1861-1865, vi erano in circolazione 7'000 diversi tipi di biglietti. Turner elaborò anche la teoria della valvola di sicurezza, secondo la quale, la possibilità di spostarsi verso l’Ovest avrebbe allentato le tensioni sul mercato del lavoro nell’Est industrializzato. Infatti, coloro che partivano verso l’Ovest, lasciavano posti di lavoro disponibili, facendo diminuire la possibilità di sfruttamento di manodopera nell’Est.
Industrializzazione
L’industrializzazione degli Stati Uniti fu caratterizzata da:
- Esistenza di un mercato in continua espansione
- Introduzione di nuove macchine
- Produzione di massa
L’attività produttiva dei primi tempi era modesta e veniva svolta da una manifattura domestica, il mercato interno era esiguo e disperso e le difficoltà nei trasporti non consentivano a buona parte della popolazione rurale di accedere a un qualsiasi mercato né di sfruttare in pieno le risorse di cui l’America disponeva.
Era quindi necessario risolvere il problema dei trasporti interni:
- Le strade non riuscivano a garantire un efficiente collegamento per via delle grandi distanze
- Le vie d’acqua interne si rivelarono molto più adeguate.
L’innovazione più decisiva fu l’introduzione dei battelli a vapore sul Mississippi, 1811. La rete di comunicazione fu completata con la costruzione di canali. Le ferrovie si rivelarono determinanti. La loro costruzione richiese parecchi capitali. Per la maggior parte essi vennero dall’estero ma non mancarono molti risparmiatori nazionali.
Le prime manifatture si giovarono della tecnologia inglese, ma vi furono anche numerosi apporti originali:
- Francis Lowell, 1814, impiantò uno stabilimento in cui si riunì filatura e tessitura
- Oliver Evans costruì una macchina a vapore ad alta tensione
- Samuel Morse invento il telegrafo, 1840
- Elias Howe inventò la macchina per cucire, 1846
Il ricorso alle macchine fu una scelta obbligata perché il costo della manodopera divenne sempre più elevato. Le innovazioni americane più importanti furono:
- Standardizzazione dei prodotti: Eli Withney fu l’ideatore del sistema dei pezzi intercambiabili.
- Catena di montaggio: Oliver Evans fu il primo a introdurre la catena in un suo mulino a Filadelfia, dove ideò un sistema di nastri trasportatori per far arrivare il grano da una macchina all’altra.
La produzione di massa diventava possibile e la società americana si mostrò particolarmente adatta ad accogliere prodotti standardizzati, al contrario di quella europea, che preferiva prodotti artigianali di qualità. Le industrie in cui si sviluppò maggiormente la capacità manifatturiera dell’America furono quelle:
- Calzaturiere
- Dei macchinari
- Siderurgiche: Fornì una grande quantità di ferro necessario per fabbricare parecchi beni di consumo e strumentali
- Tessili
Il successo iniziale dell’industria cotoniera va attribuito a:
- Alla riduzione dei costi di produzione della materia prima
- Alla sgranatrice meccanica di Eli Whitney e alla produzione di un panno grossolano che si prestava alla produzione di massa. I tessuti di qualità più fine, destinati alle classi agiate, continuavano però ad essere importati dall’Inghilterra
- All’invenzione della macchina da cucire
Negli Stati Uniti si determinò una divisione del lavoro su base geografica con la formazione di tre aree distinte:
- Est industriale
- Ovest agricolo
- Sud produttore di cotone
Seconda rivoluzione industriale
Immigrazione e colonizzazione negli Stati Uniti
Intorno al 1860 gli Stati Uniti, avevano una quota della produzione industriale mondiale uguale a quella francese, ed erano superati solo dalla Gran Bretagna. Essi avevano già realizzato il loro take off. Mezzo secolo più tardi la popolazione si era triplicata e il Pil pro capite era cresciuto più velocemente che in qualsiasi altro paese. I fattori principali che determinarono questo importante sviluppo furono:
- Forte aumento della popolazione: La popolazione aumentò sia per incremento naturale sia per il contributo dell’immigrazione. L'inserimento degli immigrati non fu affatto facile, per via della diversità di cultura, di valori, di religione e del colore della pelle. I nuovi arrivati avevano tre possibilità:
- Rinunciare alla loro cultura di origine e accettare quella americana
- Impegnarsi per far coesistere la loro cultura e valori con quelli del paese di arrivo, nel tentativo di fare emergere una cultura comune. Si parla dell’idea del melting pot, crogiuolo.
- Conservare i propri valori e le proprie tradizioni, costituendo gruppi separati
- Compimento della colonizzazione: La colonizzazione fu portata a compimento entro la fine del secolo quando ormai la frontiera non esisteva più e tutti i territori dell’Ovest erano stati popolati e messi a coltura o destinati all’allevamento.
Lo sviluppo economico americano interessò sia l’industria che l’agricoltura. Negli Stati Uniti non vi fu una depressione come in Europa e le condizioni degli agricoltori migliorarono a partire dalla fine del secolo. Il Midwest, una delle regioni più prospere del mondo, cominciò ad essere chiamata Corn Belt, cintura del granoturco. Il cotone era invece coltivato nelle grandi piantagioni del sud con centinaia di schiavi neri. La Guerra di Secessione, durata dal 1861 al 1865, fra gli stati del nord e quelli del sud, fu causata proprio dalla questione della schiavitù. Il sud sconfitto, alla fine della guerra, divenne la parte più povera. Dopo l’abolizione della schiavitù, i proprietari di piantagioni non furono in grado di pagare la manodopera necessaria per continuare la coltivazione. Perciò chiesero agli ex schiavi di lavorare nelle loro piantagioni in cambio di un terzo del raccolto. Parecchi ex schiavi si accorsero che la libertà non aveva migliorato la loro condizione e che la nuova società non garantiva loro nemmeno i fondamentali diritti civili. Dopo la guerra, la coltivazione del cotone si spostò in Texas.
L’allevamento del bestiame ebbe una notevole importanza nell’economia americana. Nel Midwest alcuni grandi proprietari terrieri costruirono fattorie molto vaste e prospere. La loro storia è però meno nota dell’epopea dei cow-boys del Far West iniziata nel Texas, dove durante la guerra di secessione si moltiplicarono mandrie di bovini longhorns, allevati allo stato brado che fornivano ottima carne.
Affermazione della grande impresa
Le industrie più importanti furono quelle che trasformavano i prodotti dell’agricoltura, delle foreste e dell’allevamento. La filatura e la tessitura continuarono a svilupparsi e si spostarono anche negli Stati meridionali. Consistenti furono i progressi realizzati nell’industria siderurgica e in quella meccanica. Non mancarono nemmeno industrie nuove, come quelle elettriche, dei telegrafi e dei telefoni, del petrolio e dell’automobile. Le industrie si organizzarono sotto forma di grandi società per azioni, corporations. Numerosi furono i trust e i cartelli che riuscirono a controllare il mercato di diversi prodotti. L’opinione pubblica protestò contro queste grandi concentrazioni di potere economico e il governo federale emanò, a partire dallo Sherman Act del 1890, una serie di provvedimenti antitrust. Gli Stati Uniti furono anche la patria del fordismo. Esso fu un grande fattore di sviluppo ed ebbe una funzione trainante.
Formazione di un vasto mercato interno
Lo sviluppo americano si basò anche sulla formazione di un vastissimo mercato nazionale. Per renderlo possibile era necessario un efficiente sistema dei trasporti.
Creazione di un efficiente sistema di trasporti
Lo sforzo più consistente riguardò la rete ferroviaria. Un ruolo importante lo svolgevano poi i canali e i grandi fiumi solcati da numerose imbarcazioni. Gli scambi si svolgevano principalmente lungo le coste dell’Atlantico e del Pacifico, specialmente dopo la costruzione del canale di Panama, ultimato nel 1914. Il commercio estero rappresentava una quota limitata dell’intero movimento commerciale degli Stati Uniti ma il suo peso sul commercio mondiale fu in continua crescita.
Un punto debole: il sistema bancario
Il sistema bancario americano non risultava adeguato al grande sviluppo che il Paese stava conoscendo. Le banche erano state divise in banche nazionali e banche statali:
- Banche nazionali: Erano quelle sottoposte alla nuova legge federale ed ebbero il compito di emettere biglietti secondo criteri rigidi
- Banche statali: Erano costituite secondo leggi più permissive e vennero scoraggiate dall’emettere propri biglietti.
Tutte queste banche avevano un’unica sede e non potevano costituire filiali fuori dall’area in cui operavano. Lo scopo di tale limitazione era impedire che sorgessero banche di notevoli dimensioni in grado di contrastare le grandi imprese. Il difetto di questo sistema era l’assenza di un istituto centrale di emissione che, in caso di necessità, potesse fungere da prestatore di ultima istanza. Questo limite risultò nella crisi finanziaria del 1907. Nel 1913 venne approvato il sistema della riserva federale, entrato in vigore l’anno successivo. Si tratta di un sistema guidato da un Consiglio con sede a Washington, composto di 12 banche federali, ognuna delle quali operava in un proprio distretto di competenza, dove emetteva biglietti a corso legale, le attuali banconote.
L'economia francese dalla fine del Settecento alla prima guerra mondiale
Si parla di modello francese di industrializzazione, caratterizzato da:
- Ritmo di crescita più lento
- Permanenza dell’agricoltura
- Prevalenza di medie e piccole imprese
- Maggiore presenza dello Stato
Secondo alcuni studiosi, infatti, la Francia aveva i prerequisiti per potersi sviluppare almeno contemporaneamente alla Gran Bretagna. Ma la fine del 700 vide la Gran Bretagna impegnata nella rivoluzione industriale e la Francia sconvolta dalla rivoluzione politica e sociale.
Fattori sfavorevoli
Esistono una serie di fattori sfavorevoli...
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