Estratto del documento
L'Italia nel I decennio post-unitario
- Creazione delle condizioni necessarie a garantire l’effettivo esercizio dei poteri dello Stato (soprattutto a tutela dell’ordine pubblico, della giustizia e della difesa nazionale)
- Abolizione delle barriere daziarie interne e adozione di tariffe daziarie unificate nei rapporti con l’esterno
- Primi interventi per mitigare le persistenti difficoltà della circolazione dei beni (lentezza e alto costo dei trasporti)
Scelta della tariffa daziaria
- Scelta di una tariffa daziaria di tipo liberista, ossia della tariffa doganale dell’ex Regno di Piemonte e Sardegna, al fine di:
- Estendere, all’intero territorio nazionale, gli effetti positivi prodotti dalla politica di Cavour nel decennio pre-unitario;
- Consolidare i legami con la Francia e l’Inghilterra;
- Agevolare le esportazioni italiane di prodotti agricoli e semilavorati.
- Stipula di accordi commerciali con diverse nazioni europee ed ampliamento dei mercati di sbocco per i nostri prodotti agricoli in cambio dell’apertura del mercato italiano ai prodotti industriali esteri
- Effetti negativi della politica liberista:
- Disincentivo agli ulteriori sviluppi del settore industriale;
- Causa del fallimento delle imprese marginali meridionali, precedentemente protette dagli alti dazi dell’ex Regno delle Due Sicilie.
Problemi economici e finanziari
- Aggravamento del problema del debito pubblico e del crescente disavanzo attraverso l’emissione di titoli di Stato e la loro collocazione anche all’estero
- Ulteriore assottigliamento delle riserve auree, in seguito al massiccio acquisto dei titoli della Rendita Italiana sui mercati esteri, al ritiro degli investimenti esteri ed alle imponenti spese militari affrontate in occasione della guerra contro l’Austria, per la conquista del Veneto (1866)
- Abbandono della convertibilità aurea ed introduzione del corso forzoso (1866)
- Conseguente svalutazione monetaria e perdita di credibilità della lira
- Politica economica per il risanamento del bilancio:
- Inasprimento fiscale;
- Emissione di carta moneta in regime di corso forzoso;
- Vendita di terre demaniali e di terre espropriate alla Chiesa.
Drenaggio di capitali e dualismo Nord-Sud
- Drenaggio di capitali dal Meridione (attraverso la vendita delle terre demaniali e dell’asse ecclesiastico) ed aggravamento del dualismo Nord-Sud
- Allargamento della forbice tra i livelli di sviluppo dell’economia italiana ed i livelli raggiunti dai paesi più industrializzati
- Concentrazione degli sviluppi delle industrie leggere (soprattutto tessili) nelle aree del nord (in Piemonte, Lombardia e Liguria)
La svolta protezionistica
- Nel 1874, denuncia, all’opinione pubblica, delle condizioni di sottosviluppo del Meridione e del disinteresse, al problema, mostrato dalla politica economica liberista
- Costituzione di associazioni per il progresso degli studi economici, ispirate alla scuola storica ed alla scuola classica
- Nel 1876, raggiungimento del pareggio di bilancio e rivalutazione della lira
- Nel 1876, ascesa della Sinistra al potere ed avvio del riesame critico della politica liberista attuata dai governi della Destra storica
Crisi agraria e protezionismo
- A partire dalla metà degli anni ‘70, progressivo aggravamento della crisi agraria europea, manifestatasi in seguito alla riduzione dei costi di trasporto (rivoluzione dei trasporti)
- Arrivo sui mercati europei di grandi quantitativi di prodotti agricoli americani e russi a bassi costi
- Estensione della crisi anche in altri settori dell’attività economica
- Approvazione, nel 1878, di una tariffa doganale a protezione dell’industria tessile e del frumento, secondo una logica di semplice difesa della struttura economica esistente
Politiche economiche e commerciali
- Nel 1880, grazie alle condizioni favorevoli della finanza statale, del credito e della bilancia commerciale: creazione delle premesse per il ritorno alla convertibilità della lira
- Nel 1883, ritorno alla libera convertibilità della moneta
- Rivalutazione della lira e riconquista della credibilità internazionale con conseguente afflusso di capitali esteri
- A seguito dell’adozione di una politica creditizia di tipo espansivo: avvio di operazioni speculative, specie nelle aree urbane di Roma e Napoli
Conseguenze della svolta protezionistica
- Pericoloso coinvolgimento di grandi banche e di istituti di emissione nelle attività speculative
- Nel 1881, denuncia anticipata del trattato commerciale con la Francia, nell’errata convinzione di averne il minor danno
- Nel 1882: stipula del patto della Triplice Alleanza tra l’Italia, la Germania e l’Austria-Ungheria
- Nel 1884: fondazione della Terni
- Crisi nel settore edilizio, a causa degli eccessi speculativi
- Crisi agraria, a causa del calo dei prezzi di diversi prodotti agricoli sui mercati internazionali
Svolte economiche del 1887
- Nel 1887: svolta protezionistica
- “Guerra commerciale” con la Francia
- Stipula di trattati commerciali (con l’Austria-Ungheria, la Svizzera e la Germania)
- Svolta radicale negli orientamenti di politica economica nazionale
- Accantonamento del principio tradizionale del pareggio di bilancio ed intensificazione degli investimenti con finalità produttivistiche
Supporti statali all'industria
- Principali strumenti di sostegno statale all’industria: sovvenzioni, commesse a prezzi remunerativi e premi
- Imponenti commesse per la costruzione di ferrovie e per le forniture di materiale bellico (funzionali alla politica militaristica e colonialistica, inaugurata con la stipula della Triplice Alleanza)
- Conseguente notevole incremento degli investimenti nei rami siderurgico, cantieristico, chimico, meccanico
Il ruolo delle banche
- Ruolo delle due più importanti banche di affari (su modello francese), ossia del Credito Mobiliare e della Banca Generale nel finanziamento industriale
- Grave crisi del sistema bancario dei primi anni ’90 e sparizione di molte delle banche di credito su modello francese
- Riforma bancaria del 1893 e riduzione del numero degli istituti di emissione da 6 a 3 (Banca d’Italia, Banco di Napoli e Banco di Sicilia)
- Soppressione della Banca Romana
- Creazione della Banca d’Italia dalla fusione di 3 preesistenti istituti di emissione (Banca Nazionale nel Regno d’Italia, Banca Toscana di Credito e Banca Nazionale Toscana)
Nuove banche e infrastrutture economiche
- Tra il 1894 ed il 1895, costituzione di due importanti “banche miste”, ispirate al modello tedesco e prevalentemente finanziate con capitali svizzeri e tedeschi: la Banca Commerciale ed il Credito Italiano
- Nelle “banche miste”: sfasamento tra i tempi della raccolta dei capitali e quello del loro impiego nel medio e lungo termine
Decollo economico
- Fine della depressione degli anni 1888-1896
- Dal 1896 al 1926: fase ascendente del ciclo Kondrat’ev, caratterizzata dallo sviluppo dei settori dell’elettricità e del motore a scoppio (e, di riflesso, anche nei settori della siderurgia, della chimica e della meccanica)
- Notevoli aumenti del PIL totale e del PIL pro capite in Europa, Giappone ed USA e sviluppo notevole degli scambi grazie ai prezzi in ascesa
- Nuove economie dominanti: Germania ed USA
- In Italia: intensificazione dell’intervento dello Stato nell’economia, attraverso commesse, sovvenzioni e anticipazioni
Crescita industriale e protezionismo
- Riflessi positivi della politica protezionistica ed incisività del ruolo delle banche “miste”
- Tra il 1896 ed il 1913: raddoppio della produzione industriale, grazie agli elevati saggi di sviluppo dei comparti elettrico, meccanico, chimico, metallurgico, alimentare, minerario e tessile
- Accentuazione del carattere dualistico dell’economia italiana in seguito all’ulteriore concentrazione delle attività industriali nelle regioni settentrionali
- Crescita costante del settore alimentare ed in particolare nell’industria dello zucchero, protetta da altissimi dazi doganali
Energia e progresso chimico
- Crescita di enormi dimensioni nella produzione di energia idroelettrica grazie alla trasmissione a distanza dell’elettricità (nel 1914, superamento della Francia) e all’intervento di alcune aziende elettromeccaniche svizzere e tedesche e delle grandi banche di investimento (soprattutto della Comit)
- Progressi vistosi nel comparto chimico: grazie sostegno finanziario delle due più importanti banche miste ed alla forte richiesta di fertilizzanti e di prodotti chimici vari
Comparto siderurgico e banche miste
- Nel 1884, costituzione della Terni, per la produzione di acciaio dal rottame, con il sostegno finanziario del Credito mobiliare e della Banca generale
- Successivo decollo del comparto siderurgico, grazie all’aiuto di una protezione doganale molto forte e all’appoggio finanziario dello Stato e delle banche miste (soprattutto Comit e del Credit)
- Fondazione (tra gli ultimi anni dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento) della Società Elba, della Società Altiforni e Fonderie di Piombino, dell’Ilva
Forniture di acciaio e crisi finanziaria
- Creazione di un grosso impianto siderurgico a Bagnoli (1905): attuata dall’Ilva per potere usufruire delle diverse agevolazioni previste a favore delle imprese produttrici di acciaio nel Mezzogiorno (agevolazioni fiscali, crediti agevolati, erogazione di forza motrice sottocosto, concessione per l’estrazione di 200.000 tonnellate di ferro dall’Isola d’Elba)
- Crisi congiunturale del 1907 nel comparto siderurgico, con coinvolgimento delle banche miste cointeressate
- Ritiro dell’appoggio finanziario alla siderurgia da parte delle banche miste
Interventi governativi e consorzi bancari
- Intervento del governo Giolitti, per sollecitare l’appoggio finanziario della Comit e del Credit a favore della siderurgia
- Tra il 1909 ed il 1910: richiesta di una maggiore protezione doganale a favore della siderurgia
- Nel 1911, accordo nell’ambito di un Consorzio di banche (Banca d’Italia, Comit, Credit, Società Bancaria ed alcune Casse di Risparmio) per la sistemazione dei debiti a breve di un Consorzio di grandi imprese siderurgiche
- Nella siderurgia: riorganizzazione e blocco quinquennale degli investimenti (secondo quanto imposto dal consorzio delle banche)
Sviluppi industriali e agricoli
- Sviluppi elevati e competitivi nella cantieristica, nella produzione di materiale ferroviario e di armi, nella meccanica di precisione, nell’industria automobilistica
- Creazione dell’Unione filatori nel 1910 e dell’Istituto cotoniero italiano nel 1913
- Crescita della produzione e della produttività anche nel settore primario con crescita delle esportazioni
- Passaggio di una consistente fetta della popolazione dall’agricoltura all’industria
- Progressi nelle pianure settentrionali superiori rispetto a quelli delle aree a coltura intensiva del centro-sud
Sostegno all'agricoltura e sviluppo sociale
- Risultati positivi del settore agricolo: dovuti alla protezione doganale, alla stipula di trattati commerciali, alla riduzione dell’imposta fondiaria, alle opere di bonifica, al potenziamento dell’istruzione e della sperimentazione agraria
- A partire dall’inizio del XX secolo: maggiore tolleranza verso le rivendicazioni operaie ed emanazione delle prime leggi a tutela delle donne, dei minori e della maternità
- Istituzione dell’Ufficio Centrale del Lavoro e del Consiglio Superiore del Lavoro, nel 1902, e della Confederazione Generale del Lavoro, nel 1906
L'economia durante la I guerra mondiale
- Nel 1914, in regime di neutralità: forniture ai paesi belligeranti
- Nel 1914, istituzione del CSVI (Consorzio Sovvenzioni su valori industriali), con capitale sottoscritto dai tre istituti di emissione
- Sostituzione di Giolitti con Salandra e formazione di un blocco di potere favorevole all’entrata in guerra, costituito da liberali, conservatori, nazionalisti ed industriali
- Con l’entrata in guerra (nel 1915): immediata istituzione dei Comitati regionali per la mobilitazione ed il coordinamento della produzione bellica
Impatto della guerra sull'economia
- Stabilimenti ausiliari: caratteristiche
- Effetti della domanda per esigenze belliche sulle principali industrie siderurgiche, cantieristiche, meccaniche e aeronautiche
- Ruolo complementare dello Stato e delle banche miste
- Considerevole aumento dei profitti ed aumento della produzione anche nell’industria idroelettrica ed in quella chimica
- Razionamento alimentare, crescente debilitazione fisica della popolazione e gravi conseguenze per l’epidemia influenzale della Spagnola
- Accentuazione del dualismo Nord-Sud
L'esordio del fascismo
- Tra il 1919 ed il 1921: grande conflittualità sociale
- Governo Nitti (1919-1920)
- Governo Giolitti (1920-1921)
- Governo Bonomi (1921)
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Scienze economiche e statistiche
SECS-P/12 Storia economica
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del
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apprese con la frequenza delle lezioni
di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione
dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale
dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Non --.